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SOMMARIO
Lilli Gruber, l’Europa va riparata ma difesaLa giornalista al Festivaletteratura con il nuovo libro
X Factor: 1,1 milioni spettatori per la prima puntata audizioniSui social è stato il programma tv più commentato
Caparezza, credo ancora nella politica ma pochi fanno i politiciEscono live di Prisoner 709 e ristampa del libro Saghe Mentali
Ernia, “Il rap impegnato può essere cool”Esce il 7 settmbre ’68’: ‘Il mio tragitto dalla periferia al centro’
Roiter, retrospettiva a Palazzo DucaleOltre 150 scatti di uno deigrandi maestri del XX secolo
Il Paradiso delle Signore riapre le porte, è daily180 puntate dal lunedì al venerdì su Rai1 dal 10 settembre
“Leoncino d’Oro” a Opera senza autoreSegnalazione Cinema For Unicef al documentario di Minervini
La Visitazione di Pontormo alla MorganPala d’altare del maestro del manierismo dopo NY andrà al Getty
Bonisoli, piano assunzioni in manovraIl ministro a Mantova, ci sarà concorso per migliaia di posti
Morto per overdose il rapper Mac MillerAveva 26 anni. Trovato da un amico nella sua casa in California
La Visitazione di Pontormo alla MorganPala d’altare del maestro del manierismo dopo NY andrà al Getty
Fausto Pirandello torna ad AnticoliOmaggio nel paese delle modelle dove visse e trovò moglie
A Bologna la mostra ‘Lodi per ogni ora’Cicli liturgici fra XIII e XV secolo per basilica San Francesco
The National, irruenza e poesia a MilanoIn 15 mila a Expo per gli americani e per i Franz Ferdinand
Opera Roma, al via tournée in GiapponeCon La Traviata e Manon Lescaut. Fuortes, simboli di eccellenza
Loznitsa, su Sentsov politici sordiRegista ucraino al Lido, rinnovo appello per la sua liberazione
Schoeller al Lido, Un Pueple et son RoiFuori concorso il film con Garrel, Ulliel, Lafitte e Lavant
Gassmann, viviamo in una società cialtrona Nel cast della commedia gialla ‘Una storia senza nome’ di Andò
11/9, Moore accosta Trump a Hitler ma critica anche ObamaIl regista, il tycoon è già sul sentiero del nazismo
Parla Adua, prima moglie di Pavarotti
“Non è stata vita facile. Arte e rigore eredità di Luciano”
Homo Faber, creatività umana in 16 tappeDal 14/9 a Venezia, 400 maestri per Michelangelo Foundation
L’ARTICOLO
“Le prossime elezioni europee, a giugno 2019, saranno sicuramente cruciali. Verranno trasformate dai partiti politici di tutti i paesi dell’Unione in una specie di referendum pro o contro questa Europa, pro o contro l’euro per i paesi che stanno dentro l’euro”. Lo ha detto Lilli Gruber, al Festivaletteratura di Mantova con ‘Inganno’ (Rizzoli), terzo volume sulla storia della sua terra d’origine, il Sudtirolo, dedicato questa volta al terrorismo. Una folla di lettori e appassionati ha lungamente applaudito la giornalista a Palazzo Ducale, nell’evento che l’ha vista protagonista con Beppe Severgnini.
La strategia della tensione potrebbe tornare? le chiede Severgnini. “In una delle interviste finali di ‘Inganno’, “il professor Cacciari dice che se la crisi economica dovesse aggravarsi, se dovesse crollare l’euro, il rischio di fortissime tensioni sociali c’è e quindi di instabilità del nostro paese. Io per esperienza, per le letture che ho fatto e per quello che mi ha insegnato la storia, so che quando le nostre democrazie si infragiliscono e diventano meno trasparenti, la possibilità per il potere di manipolare la realtà, le paure ed emozioni dell’opinione pubblica è altissimo” dice la Gruber. “Quindi – continua – anche quando sentiamo fare tutti questi discorsi un po’ autoritari, dalla politica italiana e non solo, dobbiamo sempre ricordarci che le democrazie per costruirle ci abbiamo messo molto e ci è costato tanta fatica. Per abbatterle ci vuole un minuto. E’ però l’unico baluardo che abbiamo per conservare quello che di buono abbiamo imparato, fatto e costruito dopo la seconda guerra mondiale. Dobbiamo proteggerlo, l’Europa non va bene così come è. Di sicuro ci sono tantissime riparazioni da fare, ma da lì a distruggerla sarei molto cauta”.
Nella lunga riflessione sugli scenari futuri dell’Europa, la giornalista ricorda che “viviamo sicuramente in un’epoca di forte rinascita di nazionalismi in tutti i paesi europei, che poi sono nazionalismi misti a populismo, demagogia ed è molto difficile differenziare per il singolo cittadino”. E poi si sofferma su Salvini: “E’ il vero presidente del Consiglio: ha incontrato Tony Blair, il premier ungherese Viktor Orban. Di Maio e i 5 Stelle sono molto agitati da questo super attivismo della Lega e di Salvini. Ma qual è l’interesse che l’Italia ha oggi a stare con uno come Orban, visto che sul fronte dell’immigrazione è un nostro nemico. L’interesse, che hanno entrambi, è di indebolire questa Europa, infatti parlano di riformarla e di arrivare a una mini Europa dove c’è un mercato comune di cui non possiamo fare a meno, e il resto ridotto tutto ai minimi termini”. Ma l’Europa “è stata costruita – sottolinea – anche per difendere i diritti umani, i diritti delle donne, una serie di garanzie di convivenza civile e di pacificazione del nostro continente che non possiamo buttare a mare e prima di farlo dobbiamo pensarci molto bene” dice tra gli applausi.
La prima puntata di audizioni della nuova edizione di X Factor è stata vista ieri da 1 milione 153 mila spettatori medi e 1 milione 697 mila spettatori unici su Sky Uno (canale 108), disponibile anche su digitale terrestre al canale 311 o 11, oltre che su Sky On Demand. Nella fascia del programma – segnala Sky – Sky Uno è stato il sesto canale nazionale con il 4,14% di share e il quarto canale nazionale tra il pubblico 15-54 anni con il 6,94% di share.Le selezioni del talent show di Sky, prodotto da FremantleMedia Italia, condotto da Alessandro Cattelan con i giudici Fedez, Mara Maionchi, Manuel Agnelli e Asia Argento (che non sarà poi ai live, dopo il caso Jimmy Bennett) hanno visto la partecipazione di oltre 40.000 talenti che si sono presentati ai casting.Sui social X Factor è stato ieri il programma tv più commentato della serata con 278.500 interazioni complessive, di cui il 63% generate su Instagram. Su Twitter l’hashtag ufficiale #XF12 è entrato nella classifica dei trending topic italiani e vi è rimasto per tutta la durata della puntata.
Dieci anni fa immaginava già un partito nato dal web che avrebbe vinto le elezioni (un anno prima che il Movimento 5 Stelle fosse fondato), ipotizzava uno spazioporto in Puglia per viaggi turistici nel cosmo (progetto poi approvato a Grottaglie), cantava “espelli il negron” e di un fantomatico “migrante lunare” prefigurando la caccia al diverso dei giorni nostri. Caparezza come l’oracolo di Delfi? “Io mi chiamo Michele Salvemini non Michele De Nostredame, mica scrivo quartine incomprensibili con nomi e date a casaccio, rivelando eventi che non si sono mai realizzati se non nella testa di qualche invasato cospirazionista. Io ho semplicemente pubblicato un racconto fantasy che il tempo ha trasformato in un romanzo verità à la Truman Capote”, scrive lui, nella prefazione alla ristampa a 10 anni di distanza di Saghe Mentali (Rizzoli), il suo onirico, fiabesco, allucinante diario personale.Eppure qualche dote divinatoria, Caparezza sembra averla. “Oggi ci vuole poco a essere lungimiranti – racconta all’ANSA l’artista dai riccioli ribelli, che quasi in contemporanea al libro pubblica oggi anche il live del fortunato disco uscito un anno fa Prisoner 709 (Universal) al quale ha fatto seguito un tour nei palasport da tutto esaurito che si è appena concluso -, basta pensare al peggio. La storia si ripete continuamente e tutto è molto prevedibile, anche perché ci piace stare nella nostra comfort zone e fare stare sul pulpito”. Forse anche per questo in Prisoner 709 per la prima volta ha abbandonato i temi sociali per concentrarsi più su stesso. “Stavolta avevo bisogno di spogliarmi di quegli abiti e di indossarne altri. C’è un’età per tutto: a 60 anni non avrò certo la stessa credibilità nel cantare Fuori dal tunnel”. E’ arrivato il tempo della maturità anche per chi invitava ad andare “a ballare in Puglia”?.”Quando mi parlano di maturità, penso sempre ai 18 anni e al liceo”, scherza la “testa riccia” della musica italiana che ha sempre rifuggito le definizioni, preferendo definirsi ed essere definito un artista cross-over: “è più facile così”. Il disincanto con cui guarda al fuori da sé, non lo ha però allontanato dalla politica. “Ci ho sempre creduto e ci credo ancora. E non ho perso il vizio di votare. A sinistra, quando abbia un senso usare questa parola – spiega serio Caparezza -. E a chi mi dice che il mio è un voto buttato chiedo: parliamo di politica o di fantacalcio? Il problema però è che oggi in giro vedo poche persone che fanno il politico, con un imbarbarimento del linguaggio che dovrebbe far riflettere. Spesso siamo di fronte a considerazioni da chat. Quello del politico è un mestiere che non va lasciato all’improvvisazione: serve preparazione e formazione”, afferma, lanciando evidenti frecciatine all’attuale classe politica al governo. Live e ristampa, dunque, prima di scomparire alla vista dei più per “decomprimermi dopo un anno intenso e pensare al prossimo disco che non ho idea in quale direzione andrà”.”Dite che non avevo voglia di fare niente di nuovo? – e ride -. In realtà volevo fissare questo momento, mai vissuto prima in tanti anni di carriera: un disco certificato oro dopo una sola settimana e diventato poi doppio disco di platino, un tour sold out nei palasport e un libro che ancora la gente mi chiedeva. Mi sono concesso un po’ di autocelebrazione. Certo, non sono più quello di 10 anni fa che dava alle stampe Saghe Mentali, ma con quel Caparezza ho in comune i colori, la schizofrenia, l’approccio fanciullesco al quale non rinuncio”. Prisoner 709 Live, sintesi della “prigionia” dell’artista, raccoglie un dvd documentario (“Trip709”), il cd originale e un cd con le canzoni di “Prisoner 709” suonate dal vivo durante il tour. Tre le versioni disponibili: standard, deluxe con in più un libro fotografico e una special artist edition in collaborazione con Rolling Stone Italia.
Il quartiere di periferia e il tragitto metaforico dell’autobus che lo collega al centro: questo, per Ernia, è ’68’, il suo primo LP in uscita il 7 settembre dopo il disco d’oro del precedente progetto ‘Come uccidere un usignolo/67′. “Da una parte citare la ’68’ dimostra l’attaccamento al mio quartiere, dall’altra il percorso di quell’autobus è stato un po’ quello del mio ultimo anno, dalla periferia al centro, da emergente a uno dei giovani meglio considerati: poi vedremo se dovrò tornarmene a casa o restare in centro!”, dice l’artista milanese, al secolo Matteo Professione, presentando il disco oggi a Milano. La traiettoria cronologica della tracklist, invece, è capovolta: dall’ultimo brano, ‘La paura’, sullo stato d’animo all’inizio della lavorazione, si arriva alla spavalderia della prima traccia, ‘King QT’ (un’allusione a ‘King Kunta’ di Kendrick Lamar); lo stesso vale per ‘La tosse’ e ‘Le sigarette’, rispettivamente sulla fine e l’inizio di una relazione.
Nelle 12 tracce spunti melodici e flow duri si abbinano alle strumentali old school prodotte da Marz, Zef, Luke Giordano e Shablo, che campionano jazz, R&B e funk, come nella title track: “Se dovessi presentarmi con una canzone, sarebbe ’68’: ha qualcosa di g-funk romano, alla Flaminio Maphia, ma con un giro originale di Pino D’Angiò”. L’intenzione è distinguersi dalle mode trap e guardare anche oltre confine: “In Italia il rap conscious, quello impegnato, è considerato sfigato: Kendrick Lamar e J Cole in America e Damso in Belgio lo hanno reso cool.
Vorrei fare lo stesso anche qui da noi”. Un esempio in questo senso è ‘No Pussy’, brano spensierato che però si addentra nella politica e nella società con il verso “gli stessi che hanno votato Lega sui social hanno pianto Stephen Hawking”: “Mettere quella frase in un contenitore divertente fa arrivare il messaggio a chi non ascolterebbe mai un pezzo politico, addolcisce la pillola. Il divertimento è una parte importante dell’hip-hop – spiega – A me ad esempio piace la trap, ma quando il trend finirà solo Sfera e pochi altri resteranno”. Dal Re dell’Epiro ad Alessandro Magno, Ernia spazia ancora nei riferimenti aulici, ma al posto di Baudelaire cita De André: “Sia come musicalità, sia nel titolo ‘Un pazzo’ fa riferimento a lui, anche se la storia è inventata da me, una storia street”.
Unico featuring è quello di Tedua in ‘Bro’: “Ho iniziato a fare rap a 12 anni con Mario: prima che si trasferisse a Genova viveva in affido nella casa davanti alla mia. Si faceva freestyle e sfottò, non potevo non invitarlo”. Domani, con due tappe a Varese e Milano, Ernia partirà con un tour in-store che lo porterà in tutta Italia, ma la mente va già ai live invernali: “Solo sul palco si vede se vali qualcosa: puoi fare tutte le views che vuoi, ma è nel mondo reale che ti realizzi. Sarò da solo, senza band: per me il rap è un one man show”.
– GENOVA
– Palazzo Ducale di Genova si prepara a aprire l’8 settembre una delle più interessanti mostre del calendario 2018-2019. Inaugura infatti ‘Fulvio Roiter – fotografie 1948-2017’, la retrospettiva dedicata a uno dei più grandi fotografi italiani. La mostra, che comprende 150 foto per la maggior parte vintage divise in 9 sezioni, prevede non solo i grandi scatti in bianco-nero che hanno fatto di Roiter il miglior esegeta della purezza dell’immagine ma anche quelle immagini a colori che costituiscono, una dopo l’altra, eccezionali coup de theatre, istanti che diventano perenni e che regalano emozioni diverse e inaspettate. Le sezioni della mostra sono espressioni di uno specifico periodo della vita e dello stile di Roiter di modo che il percorso espositivo scandisce le tappe di una vita dedicata alla fotografia. La mostra, promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la cultura, è prodotta da Civita Mostre in collaborazione con Tre Oci. Resterà aperta nella Loggia degli Abati di Palazzo Ducale fino al 24 febbraio.
Stanno per riaprire le porte del grande magazzino ‘Il paradiso delle signore’. E sarà tutto nuovo. Il racconto inizia nel settembre ’59 e i telespettatori seguiranno le vicende fino alla primavera del ’60. Ben 180 puntate in versione daily su Rai1 dal 10 settembre alle 15.30, dal lunedì al venerdì (le riprese proseguono negli studios a Roma, è un work in progress senza sosta), per un viaggio al femminile, con tante nuove storie e un appuntamento che diventa quotidiano di circa quaranta minuti a puntata. Dopo due stagioni composte da 20 episodi ciascuna, andate in onda in prima serata, Il paradiso delle signore – una coproduzione Rai Fiction-Aurora Tv prodotta da Giannandrea Pecorelli, si trasformerà in una sorta di soap opera e andrà in onda quotidianamente. Dei vecchi protagonisti ritroveremo solo Vittorio Conti (Alessandro Tersigni) e la fidanzata Andreina Mandelli (Alice Torriani). La storia riparte tre anni dopo la tragica morte di Pietro Mori (Giuseppe Zeno), migliore amico di Vittorio e proprietario dei grandi magazzini. Ci ritroviamo quindi a Milano nel settembre del 1959. Vittorio ha abbandonato il sogno di fare il pubblicitario e sta per riaprire il Paradiso grazie ai capitali dei Guarnieri (Roberto Farnesi), senza sapere di essersi alleato con il suo peggior nemico. Anche sul fronte sentimentale la situazione è complicata. Andreina, condannata per aver cercato di proteggere la madre accusata di essere la mandante dell’omicidio Mori, è costretta a scappare. La relazione tra i due procede clandestinamente finché nella vita di Vittorio entra Marta (Gloria Radulescu), figlia ribelle dei Guarnieri: tra di loro saranno subito scintille, e il loro amore sarà osteggiato da papà Umberto (Farnesi) e Adelaide (Vanessa Gravina). Ma s’intrecciano anche le storie di altre famiglie, i Cattaneo e gli Amato, e delle ‘Veneri’, le commesse Clelia (Enrica Pintore), Tina (Neva Leoni), Nicoletta (Federica Girardello), Roberta (Federica De Benedittis) e Gabriella (Ilaria Rossi). La regia è firmata da Isabella Leoni, Marco Maccaferri, Riccardo Mosca e Francesco Pavolini.
Le riprese principali della serie si svolgono negli studi Videa della capitale dove sono stati costruiti per l’occasione due teatri di 1.500 mq ciascuno, all’interno dei quali sono state montate le scenografie degli ambienti ricorrenti. Un teatro è occupato quasi esclusivamente dal Grande Magazzino, dagli uffici e dallo spogliatoio delle commesse, mentre nell’altro studio sono state costruite le case dei protagonisti e il Circolo esclusivo che sarà molto importante nello sviluppo delle storie. Sempre negli studi romani, su una superficie di oltre 1.000 mq, è allestito l’esterno e l’ingresso del Paradiso, con la strada e le entrate di altri edifici, con l’aggiunta, per questa serie, di un caffè elegante, luogo di ritrovo delle commesse e della città. Sono state adattate in chiave di ambientazione milanese anche altre costruzioni esterne preesistenti. Molti episodi prevedono scene ambientate in alcuni luoghi identificabili di Milano, tanto che alcuni ciak sono iniziate in Galleria in Piazza Duomo.
“La suddivisione delle scenografie nei teatri – ha spiegato Pecorelli – è fondamentale per la scrittura e le riprese che sono equamente divise tra gli ambienti presenti nei due studi e in esterno. Qui si lavora tutto il giorno. Abbiamo due troupe complete, 4 registi, e anche una terza troupe che gira in esterna, come a Milano, ad esempio. Stiamo mantenendo il racconto che abbiamo fatto in prima serata. Per noi questo è un grande romanzo popolare”. Per il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta, “Il paradiso delle signore aveva un folto pubblico femminile. Rai1, però, è una rete generalista. Questo progetto può essere traversale. Raccontiamo anche la giovinezza.
Abbiamo utilizzato il passato come specchio del presente. Ci saranno temi di grande spessore, dall’immigrazione all’affermazione nel lavoro delle donne, ma anche quello della violenza”. Il direttore di Rai1, Angelo Teodoli, è convinto che “questa soap e il programma di Caterina Balivo saranno due programmi positivi”.
– VENEZIA
– Il Premio Leoncino d’Oro Agiscuola 2018 assegnato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia va al film tedesco ‘Opera senza autore’ (‘Werk ohne Autor’) di Florian Henckel von Donnersmarck. Il riconoscimento è assegnato da una giuria di giovani studenti e studentesse rappresentanti di tutte le regioni d’Italia, accomunati dalla grande passione per il cinema.
I giovani giurati del “Leoncino d’oro” – in seguito ad un accordo siglato con il Comitato Italiano per l’Unicef – assegnano inoltre la Segnalazione Cinema For Unicef, che quest’anno va a “What You Gonna Do When The World’s On Fire?” di Roberto Minervini.
– NEW YORK
– Uno dei più importanti dipinti del manierismo italiano, la Visitazione di Jacopo Pontormo della Pieve dei Santi Michele e Francesco a Carmignano, è arrivato negli Usa. Organizzata in collaborazione con gli Uffizi e il J.Paul Getty Museum in Los Angeles, la mostra “Pontormo: Miraculous Encounters” ha aperto il 7 settembre alla Morgan Library di New York ponendo fino al 6 gennaio la pala d’altare nel contesto di altre opere di Maestro Jacopo, dell’iconografia della Visitazione, le sue origini, l’interpretazione e il mecenatismo. Alta più di due metri, la Pala ritrae l'”incontro miracoloso” tra Maria e Elisabetta, ambientando la scena biblica nelle strade della città dove Maria era andata a trovare la cugina. Il pittore si concentrò sull’abbraccio delle due donne affiancate dalle rispettive ancelle. Sullo sfondo, attività quotidiane di vita cittadina, due commercianti che chiacchierano, una donna che stende i panni dalla finestra di un palazzo, un asinello che fa capolino da dietro un angolo.
– MANTOVA
– “All’interno della finanziaria, davanti a tutto, abbiamo messo un piano di assunzioni straordinario che includerà qualcosa come qualche migliaio di assunzioni nei prossimi due o tre anni”. Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, a Mantova per inaugurare la mostra per i 150 anni dell’Archivio di Stato e portare un saluto al Festivaletteratura. “E deve esserci un nuovo concorso – ha precisato – chi entra nello Stato deve farlo per concorso, è una questione di meritocrazia e di credibilità”.
– WASHINGTON
– Il rapper Mac Miller è stato trovato morto nella sua camera da letto, nella casa dell’artista nella San Fernando Valley, in California. Lo ha reso noto il sito Tmz. Secondo le prime indiscrezioni il cantante sarebbe rimasto ucciso da un’overdose. Ad avvertire la polizia un amico.
Miller, 26 anni, ex fidanzato di Ariana Grande, da tempo combatteva con problemi legati al consumo di stupefacenti.
Ultimamente era stato più volte arrestato per guida sotto l’effetto di droghe e per essere scappato dopo un incidente.
NEW YORK – Uno dei più importanti dipinti del manierismo italiano, la Visitazione di Jacopo Pontormo della Pieve dei Santi Michele e Francesco a Carmignano, è arrivato negli Usa. Organizzata in collaborazione con gli Uffizi di Firenze e il J.Paul Getty Museum in Los Angeles, la mostra “Pontormo: Miraculous Encounters” ha aperto oggi alla Morgan Library di New York ponendo fino al 6 gennaio la pala d’altare nel contesto di altre opere di Maestro Jacopo, dell’iconografia della Visitazione, le sue origini, l’interpretazione e il mecenatismo. Alta più di due metri, la Pala ritrae l'”incontro miracoloso” tra Maria e Elisabetta, ambientando la scena biblica nelle strade della città dove Maria era andata a trovare la cugina. Eliminati tutti gli aspetti della narrazione, il pittore si concentrò sull’abbraccio delle due donne affiancate dalle rispettive ancelle. Sullo sfondo, attività quotidiane di vita cittadina, due commercianti che chiacchierano, una donna che stende i panni dalla finestra di un palazzo, un asinello che fa capolino da dietro un angolo: “Tutti dettagli emersi con chiarezza nel restauro di Daniele Rossi”, spiega all’ANSA Bruce Edelstein, professore della New York University a a Firenze e co-curatore della mostra. Rossi, lo stesso restauratore che è tornato a far brillare Pontormo nella Cappella Capponi di Santa Felicita a Firenze, ha riportato in luce elementi spirituali e materiali di un incontro che si staglia sullo sfondo di un paesaggio metafisico ante litteram: secondo gli esperti della Morgan, ricorda opere ben più contemporanee, da de Chirico a Bill Viola nel video The Greeting (1995). Tranne una puntata a Firenze per le mostre medicee del 1980, la Visitazione non era finora mai uscita dalla Pieve per cui era stata commissionata dalla famiglia Pinadori, oppositori dei Medici. Ha viaggiato negli Usa grazie al fatto che è stato necessario restaurarla. Con la grande tavola, sono in mostra da oggi a New York l’unico disegno preparatorio conosciuto e il “Ritratto di Giovane con il Cappello Rosso” riscoperto nel 2008 in una collezione privata londinese. La Visitazione resterà negli Usa fino alla primavera avanzata: sarà esposta al Getty di Los Angeles dal 5 febbraio al 28 aprile. E intanto ieri, proprio dalla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, è partito un crowdfunding, per aiutare i carmignanesi a riabilitare l’intero complesso della Pieve, creando un polo Pontormo fuori da Firenze.
– Due quadri di un paesaggio, uno figurativo del 1937, l’ altro quasi del tutto astratto del 1955; tra loro, sulla piccola parete bianca, una finestra aperta che incornicia monti e alberi reali in lontananza. Il colpo d’occhio riassume gli estremi del percorso artistico di Fausto Pirandello, che dagli anni Venti del secolo scorso decise di restare lontano da gruppi e correnti pur essendo accomunato agli esponenti della Scuola Romana. La scelta di accostare due visioni diverse dello stesso tema nel confronto con la natura è una delle chiavi più stimolanti per leggere la mostra allestita fino al 9 dicembre nel Museo Civico di Arte Moderna di Anticoli Corrado, il paese in provincia di Roma noto per essere stato per oltre un secolo e mezzo cenacolo di pittori e scultori attratti dalla bellezza dei luoghi e delle donne che divennero per loro muse e, spesso, mogli.
Fausto Pirandello (Roma1899-1975) frequentò Anticoli intorno al 1920 per seguire le lezioni del suo maestro Felice Carena.
– BOLOGNA
– Il Museo Civico Medievale di Bologna propone, in occasione della 10/a edizione del Festival francescano, l’esposizione ‘Lodi per ogni ora. I corali francescani provenienti dalla Basilica di San Francesco’.
La mostra, in programma dal 16 settembre (inaugurazione il 15, ore 17.30) al 17 marzo, presenta una nutrita selezione dei vari cicli liturgici, realizzati tra il XIII e il XV secolo per la basilica bolognese di San Francesco, che attualmente fanno parte della ricca collezione di codici miniati del Museo Civico Medievale di Bologna.
Tra questi la serie di preziosi graduali francescani riccamente miniati dal cosiddetto Maestro della Bibbia di Gerona, protagonista assoluto della decorazione libraria bolognese della fine del Duecento. Prossimi a questa anche la serie poco più tarda degli antifonari, anch’essi ampiamente decorati, ispirandosi in parte alle più antiche esperienze del Giotto assisiate, evidentemente filtrate in città attraverso lo stesso ordine dei frati minori. A queste prime serie di corali ne seguirono altre nel corso del Quattrocento, quando i frati minori si affidarono a vari miniatori coordinati dal bolognese Giovanni di Antonio, per decorare intorno al 1440-50 alcuni dei loro libri liturgici, anch’essi presentati in occasione della mostra.
– Con un’ora e mezza di musica appassionata, lacerante e poetica, gli americani The National hanno chiuso il 7 settembre in Area Expo Experience la seconda giornata di Milano Rocks di fronte a circa 15 mila persone (dato degli organizzatori). A precederli gli scozzesi Franz Ferdinand, che dopo Mèsa e Stella Maris hanno portato un’atmosfera di indie rock anni Zero. Sul grande palco sono quindi saliti i The National, di ritorno in Italia dopo due anni. La band originaria dell’Ohio ma di base a Brooklyn ha aperto con l’ultimo LP, ‘Sleep Well Beast’. Un apparato visuale minimale riprende la frammentazione psicologica e di affetti che Matt Berninger intona con un baritono da subito strappato e irruento. Le geometrie irregolari delle tastiere e chitarre dei gemelli Dessner e la sezione ritmica palpitante dei fratelli Devendorf sono rimpolpate da una tromba e un trombone, che arricchiscono anche i brani del passato come ‘Don’t Swallow the Cap’, la cui sussurrata melodia viene sostenuta dagli ottoni.
– Domenica 9 settembre alle 15.00 ora locale (le 9.00 in Italia) va in scena a Tokyo, al Teatro Bunka Kaikan, La traviata di Giuseppe Verdi. Si apre così la tournée con cui il Teatro dell’Opera di Roma presenterà due sue recenti produzioni che, fin dal loro primo allestimento, hanno riscosso grande successo. Dopo La traviata sarà la volta, domenica 16 settembre alla Kanagawa Kenmin Hall di Yokohama, di Manon Lescaut di Giacomo Puccini.
La tournée coinvolge circa 300 persone per le due produzioni.
“Porteremo l’arte, la cultura, la musica e la bellezza dell’Italia in Giappone: La traviata con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino e la Manon Lescaut tenuta a battesimo dal maestro Riccardo Muti con la regia di Chiara Muti – spiega il sovrintendente Carlo Fuortes -. Abbiamo scelto due tra i titoli più rappresentativi dell’eccellenza del nostro teatro per un pubblico, come quello giapponese, profondo conoscitore dell’opera italiana e grande amante della nostra cultura”.
– PESARO
– Essere la moglie di un tenore famoso, una superstar come Luciano Pavarotti è stato “un lavoro a tempo pieno, non una vita facile”, soprattutto se agli impegni familiari si aggiunge quello di essere agente del divo e di altri cantanti. Parola di Adua Veroni, prima moglie di Pavarotti, che ricorda Big Luciano a 11 anni dalla morte, avvenuta il 6 settembre 2007: a Pesaro, città dove il cantante modenese aveva una villa e a cui era legatissimo, un convegno della Wunderkammer Orchestra ne studia le ragioni del successo, le caratteristiche vocali e momenti più personali. Veroni è tra i relatori con un intervento dal titolo emblematico: “Da una vita normale allo star system: essere moglie e agente di Luciano Pavarotti”. E oggi ricorda “una vita in giro per il mondo, senza privacy” accanto all’esperienza positiva di seguire e aiutare giovani cantanti. “Luciano voleva essere ricordato come un cantante lirico, non un’icona pop, La sua eredità? Grande voce, ma anche rigore nello studio e nella preparazione.
– Oltre 400 artigiani e designer europei, 85 mestieri, 300 abilità uniche. E poi 900 oggetti, 91 maestri all’opera sotto gli occhi del pubblico, realtà virtuale e 4 mila metri quadrati di esposizione. La creatività si racconta in Homo Faber. Crafting a more human future, grande mostra evento sui mestieri d’arte di tutta Europa, organizzata dalla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, dal 14 al 30/9 alla Fondazione Cini a Venezia. Un viaggio che 13 designer, architetti e curatori, tra cui India Mahdavi, Michele De Lucchi, Stefano Boeri, Judith Clark e Jean Blanchaert, hanno immaginato in 16 tappe a tema sulle diverse anime dell’artigianato artistico. Si va dalle 8 opere di Designer e Maestri, come il One minute vase di Marcel Wanders, al Best of Europe che esplora il Dna dei luoghi nelle creazioni di 150 artigiani. E poi Nelle trame della moda tra Capucci e Dolce & Gabbana, la poesia del legno e il tema del restauro, tra Van Dick e lo storico yacht Eilean recuperato da Officine Panerai. [print-me title=”STAMPA”]