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DI DOMENICA 16 SETTEMBRE 2018
SOMMARIO
Tifone Mangkhut, almeno 25 morti
Tempesta peggiore dell’anno punta verso il sud della Cina
Oggi firma accordo pace Etiopia-EritreaStorico accordo destinato a porre fine a 20 anni di guerra
Brexit: sindaco Londra per nuovo votoAppello di Sadiq Khan sull’Observer
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CLAVERIA (FILIPPINE)
– Sono salite ad almeno 25 le vittime nelle Filippine del tifone Mangkhut, che si sta rapidamente spostando verso la Cina meridionale. Lo riferisce il New York Times, precisando che, secondo i metereologi, si tratta della tempesta più potente di quest’anno nel mondo. Nell’isola filippina di Luzon il tifone ha sradicato alberi, divelto tetti e provocato frane e inondazioni. La maggior parte delle vittime sarebbero state uccise durante gli smottamenti.
– RIAD
– Il premier etiope Abiy Ahmed e il presidente eritreo Isaias Afwerki sono arrivati a Jeddah, in Arabia Saudita, dove si apprestano a firmare oggi uno storico accordo di pace tra i due Paesi. Lo riporta Al Arabiya. I due leader sono stati accolti all’aeroporto internazionale Re Abdulaziz dalle massime autorità. L’Arabia Saudita ospiterà la firma dell’intesa che porrà fine a 20 anni di guerra.
L’intesa prevede, fra l’altro, l’apertura di ambasciate nelle rispettive capitali, il ripristino dei collegamenti e l’uso dei porti eritrei da parte dell’Etiopia.
– Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, lancia un drammatico appello per un secondo referendum sulla Brexit, sottolineando che la premier Theresa May non ha “il mandato per giocare d’azzardo così palesemente con l’economia britannica e la vita della gente”.
Ormai c’e’ così poco tempo per negoziare con Bruxelles che ci sono solo due risultati possibili, scrive Khan in un articolo pubblicato sul domenicale Observer: un cattivo accordo per il Regno Unito o nessun accordo. Ed entrambi, avverte, sono “incredibilmente rischiosi”.
I cittadini, commenta, “non hanno votato per uscire dall’Ue e diventare più poveri, vedere le loro aziende soffrire, avere i reparti dell’Nhs (il servizio sanitario nazionale, ndr) a corto di personale…”. Per questo, conclude, qualsiasi accordo con Bruxelles dovrà essere sottoposto a un “voto pubblico”, così come i cittadini hanno il diritto di scegliere tra un ‘no-deal’ in caso di mancato accordo e “l’opzione di restare nell’Ue”. [print-me title=”STAMPA”]
