Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Tajani, su Autonomia odg per garanzie sui Lep ed il Sud

Tempo di lettura: < 1 minuto

Sull’Autonomia “vediamo come va il
dibattito, noi non abbiamo presentato emendamenti, manteniamo
fede agli impegni. Non vogliamo toccare il testo ma vogliamo
alcune garanzie sui Lep e sul Sud. Vediamo magari con gli ordini
del giorno sui Lep che impegnano il governo. Se il governo si
impegna lo deve fare”. Così il vicepremier e leader di FI
Antonio Tajani, parlando con i giornalisti alla Camera.

   
“Vigilare non vuol dire essere contro ma – precisa – vogliamo
impegnare il governo a fare alcune cose, che non cambiano il
testo legislativo, immediatamente prima che entri in vigore la
legge”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Def: la Camera e il Senato approvano la risoluzione di maggioranza

Tempo di lettura: < 1 minuto

A Montecitorio 197 favorevoli, 126 i contrari e 3 astenuti. A Palazzo Madama 96 si, 66 no e 2 astenuti
source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Fidesz, 'Salis eletta non sarebbe la prima criminale al Parlamento europeo'

Tempo di lettura: 3 minuti
Il caso Ilaria Salis, a solo un mese di distanza, torna all’Eurocamera a Strasburgo e questa volta innesca un botta e risposta a distanza tra Fidesz, il partito al governo a Budapest, e il padre dell’italiana detenuta in Ungheria. Oggetto dello scontro, la candidatura alle Europee, nella liste di Alleanza Verdi e Sinistra, dell’insegnante lombarda. “Se fosse eletta non sarebbe la prima criminale al Parlamento Ue”, è stata la stoccata lanciata da Eniko Gyori, eurodeputata del partito di Viktor Orban e ambasciatrice in Italia dal 1999 al 2003.

A risponderle, poco dopo, è stato direttamente Roberto Salis: “Mia figlia è imputata, non è una criminale. La sua candidatura non deve essere un’aggravante”, è stata la replica.

Lo scambio di ‘cortesie’ ha avuto luogo poco prima che in aula finisse una nuova risoluzione del Pe contro l’Ungheria e il mancato rispetto dello Stato di diritto da parte del governo magiaro. Nel testo non è citato il caso Ilaria Salis, ma si denunciano “le carenze del sistema giudiziario ungherese, i conflitti di interesse, le minacce alla libertà dei media ed ai diritti fondamentali in Ungheria”.

La risoluzione è stata presentata e poi approvata con 399 voti a favore, 117 contrari e 28 astenuti, praticamente da tutti i gruppi ad eccezione dei Conservatori e Riformisti e di Identità e Democrazia, che hanno votato contro, incluse le delegazioni di Fratelli d’Italia e Lega.

Da un punto di vista pratico, con la IX legislatura giunta all’epilogo, la risoluzione avrà scarsi effetti concreti. Ma il voto si configura, alla vigilia della presidenza semestrale dell’Ungheria, come un nuovo tassello dei pessimi rapporti tra l’Eurocamera e Budapest dopo che nelle settimane scorse l’aula ha dato via libera al ricorso di Strasburgo alla Corte di Giustizia per l’erogazione, lo scorso dicembre, dei dieci miliardi di fondi comunitari da parte della Commissione.

Con la candidatura di Salis il caso finirà al centro della campagna per le Europee in Italia e non solo. Il padre di Ilaria, tuttavia, ha voluto precisare un punto: “Mia figlia non si è candidata per scappare da un processo, ma perché ritiene di avere diritto ad un giusto processo”. E per Roberto Salis non c’è nulla di equo in una detenzione da “carcere duro” iniziata nel settembre 2023, durante la quale “mia figlia può parlare 70 minuti alla settimana con tre numeri autorizzati dalle autorità”, ha denunciato.

Per Salis il caso di sua figlia è simbolo delle “incongruenze in Ue” in tema di giustizia. “Per un reato che, se confermato, riguarda lesioni guaribili in 5-8 giorni mia figlia rischia fino a 24 anni e in altri Paesi membri si viene rilasciati”, ha spiegato il padre di Ilaria. Al suo fianco l’ex sindaco di Roma e candidato alle Europee con Avs, Ignazio Marino, ha chiosato: “Ilaria Salis, suo malgrado, è un simbolo della dignità dei detenuti”.

Se eletta, il caso giudiziario potrebbe complicarsi ulteriormente. In teoria l’italiana avrebbe l’immunità, ma dovrebbe consegnare fisicamente all’Eurocamera l’atto di elezione. Starebbe, a quel punto, alla giustizia ungherese lasciare che si rechi in Alsazia. Ma in questo caso politica e giustizia sono più che mai intrecciate. “La sinistra strumentalizza questo caso per scopi politici e per attaccare Giorgia Meloni. Da noi politica e giustizia sono separate, apprezzo molto che il governo Meloni rispetti l’indipendenza della giustizia, non importa di quale Paese si parli”, ha sottolineato Gyori, inviando, neanche tanto implicitamente, un messaggio alla leader di FdI. Un rebus spigoloso per i meloniani, che con Nicola Procaccini e Carlo Fidanza hanno sottolineato di considerare “legittima la battaglia” di Roberto Salis spiegando che è invece “inaccettabile l’assoluta mancanza di condanna da parte della sinistra rosso-verde della brutale violenza degli estremisti Antifa collegati a Ilaria”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

La Russa, inquietante quanto accaduto a senatrice Mieli

Tempo di lettura: < 1 minuto

“Trovo davvero grave e inquietante
quanto avvenuto stamattina alla senatrice di Fratelli d’Italia
Ester Mieli, ospite di un programma radiofonico della Rai. Da
settimane si susseguono in tutta Italia manifestazioni di
intolleranza nei confronti di Israele e degli ebrei e una
domanda come quella posta dal conduttore è del tutto
inaccettabile. L’opinione di una persona non può in alcun modo
essere collegata alla religione professata. All’amica Ester
Mieli e alla comunità ebraica giunga la mia sincera solidarietà
e affettuosa vicinanza”. Ad affermarlo in una nota è il
Presidente del Senato Ignazio La Russa.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Traffico di droga a Policoro, eseguiti 14 arresti

Tempo di lettura: < 1 minuto

Traffico di sostanze stupefacenti e
reati contro il patrimonio e la persona a Policoro (Matera): 14
misure di custodia cautelare in carcere sono in corso di
esecuzione da parte della Polizia, coordinata dalla Direzione
distrettuale antimafia di Potenza.

   
Nell’ambito dell’operazione, anche dieci obblighi di dimora e
presentazione alla Polizia giudiziaria e 29 decreti di
perquisizione. I dettagli saranno resi noti in una conferenza
convocata dal procuratore distrettuale antimafia, Francesco
Curcio, alle ore 11.30 negli uffici della Procura della
Repubblica di Potenza.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Sala, il 25 aprile venite tutti al corteo

Tempo di lettura: < 1 minuto

Il sindaco di Milano, Giuseppe
Sala, ha invitato tutti i cittadini in una diretta sul suo
canale Instagram a partecipare al corteo nazionale della
Liberazione che si terrà domani in città.

   
“Domani c’è il corteo del 25 aprile – ha detto -, spero che
in tanti vogliano partecipare. Il corteo partirà alle 14:30 in
via Palestro e alle 15:30 ci saranno gli interventi in piazza
Duomo. Io vi invito a partecipare. Buon 25 aprile a tutti”.

   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Iv e Azione alzano il tiro sui poli, ma c'è il test Ue

Tempo di lettura: 3 minuti
   Il mai nato terzo polo si è fatto forte del risultato in Basilicata e ha alzato il tiro sui due schieramenti, nella speranza di rimescolare le carte in vista delle Europee, dove la soglia del 4% sarà un test della verità.

    L’ 8 e 9 giugno Azione e Iv andranno separate, ma intanto nel mirino hanno messo il Pd, che in Basilicata è alleato col M5s, e pure le forze di centrodestra, a cui Matteo Renzi e Carlo Calenda sperano di portar via voti, pescando magari nei moderati di Forza Italia o negli scontenti della Lega. Nell’area progressista, invece, la sconfitta in Basilicata ha reso più complicato un periodo già piuttosto problematico. Il M5s è uscito dalle urne ridimensionato: il 7% contro il 20% del 2019.

    Mentre nel Pd, che ha portato a casa il 13,9%, la segretaria Elly Schlein deve fare i conti con le ripercussioni delle divisioni sul simbolo e con i maldipancia per le alleanze, alimentati in giornata dalla stoccata di Giuseppe Conte sul Patto di Stabilità: “Non mi capacito del perché il M5S sia rimasto solo a votare contro un accordo che taglia le gambe alla crescita dell’Europa e dell’Italia”. Il presidente M5s ha citato esplicitamente le forze di governo, ma l’uscita è suonata come una critica all’astensione anche del Pd. In Basilicata, sia Azione sia Orgoglio lucano, dove è confluito Iv, hanno preso più del 7%. Un risultato sostanziale (visto che fra il candidato di centrodestra Vito Bardi e quello progressista Piero Marrese ci sono 14 punti) ma su cui pesano due fattori: l’esiguità del bacino elettorale – hanno votato in 280 mila – e il peso di Marcello Pittella, il secondo consigliere più votato, che ha trascinato Azione. “In Basilicata si vince al centro – ha twittato Renzi – Bardi ha scelto noi e ha vinto. Il Pd ha scelto il M5s e ha perso. Tutto il resto è noia”.

Parole che nelle fila di FI e Lega hanno fatto alzare il ciglio, specie dopo l’invito lanciato a Renzi e a Calenda dal vicecapogruppo alla Camera di FdI, Alfredo Antoniozzi: “Ogni volta che si alleano con noi prendono molti più voti di quando si alleano a sinistra. Mi pare una riflessione che può essere utile in prospettiva”. Ma a mettere subito un freno è stato il deputato della Lega Alberto Gusmeroli: “La politica non è matematica. Credo che in Basilicata abbia pagato il buon governo”. Alle forze di centro si guarda comunque con un po’ più d’attenzione, specie per due appuntamenti a breve scadenza: in vista della mozione di sfiducia al governatore Michele Emiliano, in programma il 7 maggio, in Puglia sono tenute d’occhio le intenzioni dei tre consiglieri di Azione, anche se non paiono determinanti. Mentre in Piemonte – dove Pd e M5s corrono divisi – si attendono le mosse di Iv, che sembra orientata verso il centrosinistra, e di Azione, che pare puntare al governatore uscente di centrodestra, Alberto Cirio.

In Basilicata l’unico ad aver preso più preferenze di Pittella è stato Angelo Chiorazzo. Chiorazzo è stato il primo candidato del centrosinistra. Poi, non avendo il via libera del M5s, ha fatto un passo indietro. “Lo dico da sempre – ha detto il deputato Pd Lorenzo Guerini – bisogna superare i veti reciproci, bisogna lavorare e fare in modo che l’alleanza sia la più larga possibile, sapendo ci sono differenze fra le forze ma anche elementi comuni. Mettendo veti non si va nessuna parte. In Basilicata si è deciso di chiudere la collaborazione con le forze centriste, che là hanno un peso e un radicamento fatto di nomi e cognomi”. Gli strascichi delle polemiche sul simbolo, con divisioni anche nella maggioranza del Pd, hanno fatto capolino in una critica del deputato Andrea Orlando alla linea tenuta in Ue: “Spero che il nostro gruppo a Strasburgo bocci con nettezza la proposta di riforma del Patto di Stabilità”. E invece il Pd si è astenuto, prendendosi la stoccata anche di Conte. 
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

L'opposizione attacca sul caso Scurati, il caso in Cda Rai

Tempo di lettura: 3 minuti
   La mancata partecipazione di Antonio Scurati alla trasmissione di Serena Bortone Che Sarà, in onda su Rai3, provoca ancora divisioni tra i partiti e accuse di censura su Viale Mazzini, mentre il caso approda in consiglio di amministrazione in attesa di conoscere le valutazioni sull’istruttoria avviata dai vertici. L’opposizione chiede una presa di posizione netta anche alla premier Giorgia Meloni, che tutti i gruppi invitano a intervenire in aula alla Camera per chiarire se ci sia stata una qualche interferenza da parte del governo, ma anche, in vista del 25 aprile, per esprimere la condanna dell’antifascismo.

    In serata il caso è finito in Commissione di Vigilanza, con la richiesta, avanzata dal capogruppo del Pd, Stefano Graziano, di audizione del direttore Approfondimento Rai, Paolo Corsini, e di Bortone. Alla richiesta, che è stata appoggiata da tutta l’opposizione, si sono opposti i partiti di maggioranza. Si voterà domani mattina.

    A dire la sua è, intanto, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Scurati deve poter esprimere liberamente il proprio pensiero – afferma -. Quando ero direttore del Tg2 noi gli abbiamo fatto ben tre interviste. Credo che nessun direttore dei telegiornali, neppure al Tg3, gli abbia mai dato tanto spazio”. Il capogruppo di Fdi alla Camera, Tommaso Foti, esclude che sia stato il contenuto del monologo, con le critiche alla premier, ad aver impedito la lettura in diretta. “Prima di arrivare a conclusioni è doveroso ascoltare le persone convocate in Vigilanza”, sottolinea, riferendosi all’audizione dei vertici Rai in programma l’8 maggio.

    Nessuna censura, è la tesi espressa anche da Meloni, ma solo problemi legati alle richieste economiche dello scrittore. Da qui anche le critiche a Bortone che avrebbe sollevato un caso, a dire degli esponenti di Fratelli d’Italia, di fatto inesistente.

    “Come Partito Democratico difendiamo Serena Bortone dagli attacchi squadristici – replica Sandro Ruotolo, dal Pd – e chiediamo con insistenza di sapere dai vertici aziendali come pensano di chiedere scusa ad Antonio Scurati e all’opinione pubblica”. Solidarietà alla conduttrice anche da Dolores Bevilacqua del Movimento 5 Stelle.

    Il caso è all’attenzione dei vertici Rai, come spiegato dall’amministratore delegato Roberto Sergio in consiglio di amministrazione. I consiglieri Davide Di Pietro e Francesca Bria hanno chiesto chiarimenti su quanto avvenuto. L’istruttoria è stata aperta e le relazioni delle parti in causa sono state inviate. Corsini sostiene di aver dato il via libera alla partecipazione a titolo gratuito dello scrittore, che però, a quanto pare, l’aveva concordata a titolo oneroso, decidendo quindi di non partecipare. Bortone afferma di non aver ricevuto spiegazioni convincenti sulla sua esclusione. Ora si dovranno accertare le responsabilità dei singoli, ma la posizione di Corsini non appare più così salda e non a caso si intensificano le voci secondo cui la Lega vorrebbe al suo posto Angela Mariella, quando si faranno i giochi per il rinnovo del cda.

    Ieri sono sono state pubblicate le candidature per i quattro membri che dovranno eleggere Camera e Senato. Ci sarebbero i tempi tecnici per l’elezione prima delle europee, ma è possibile che si vada oltre quella data. I giochi sono ancora aperti: Fratelli d’Italia, che potrà contare su Giampaolo Rossi come futuro Ad, dovrebbe poi scegliere una donna come consigliere (tra i candidati ci nomi vicini alla premier, come Federica Frangi o Valeria Falcone, oltre a Simonetta Bartolini, Ida Nicotra, Stella Mele). Forza Italia punta su Simona Agnes per la presidenza. La Lega su Antonio Marano o Alessandro Casarin. Il Pd deve ancora fare una valutazione, anche perché l’intenzione sarebbe quella di concentrarsi sulla battaglia per la riforma della governance in linea con il Media Freedom Act. Nella lista ci sono nomi ritenuti validi, come Roberto Natale, Antonio Di Bella o Nino Rizzo Nervo, ma la scelta su come comportarsi al momento del voto in Parlamento deve essere ancora presa. M5s dovrebbe confermare Alessandro Di Majo.

    Il 20 maggio si voterà anche per il rappresentante dei dipendenti: in corsa per la conferma Davide Di Pietro dell’associazione Indignerai, Pietro Muratori di Fistel Cisl e Alessandra Clementini della Cgil. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Cosa prevede il nuovo Patto, 7 anni per ridurre debito e deficit

Tempo di lettura: 2 minuti
  Ecco i pilastri del nuovo Patto di Stabilità che prevede piani di 4 anni, estendibili a 7, per risanare i conti e stabilisce nuovi paletti, con deroghe e norme transitorie. 

Si tratta dell’insieme di regole comuni per aumentare la convergenza dei conti pubblici nell’Ue. L’obiettivo resta quello di portare i deficit pubblici sotto il 3% del Prodotto interno lordo e i debiti pubblici sotto il 60% del Pil. Il vecchio Patto era stato sospeso a inizio pandemia ed è stato riattivato a inizio 2024. 
   

I tempi per risanare i conti

   I piani di rientro concordati dai Paesi avranno una durata di 4 anni, estendibili a 7 anni a fronte di riforme che migliorano il potenziale di crescita e la sostenibilità dei conti pubblici. Per dar più tempo sul risanamento verranno considerati anche gli impegni sul Pnrr. Recovery e cofinanziamento nazionale dei fondi Ue nel 2025 e 2026 saranno considerati poi per consentire eccezioni a un rientro dei conti anno per anno e senza rinvii.

Traiettoria e spesa

    La Commissione comunicherà agli Stati una ‘Traiettoria di riferimento’ per porre il debito in un percorso discendente sostenibile e calcolata con metodologia data. Quest’anno sarà annunciata con il ‘Pacchetto di primavera’ il 19 giugno. In base a quella gli Stati dovranno presentare piani pluriennali di spesa (entro il 20 settembre), cui attenersi strettamente e anno per anno (sono fissati massimali di sforamento).

I paletti sul debito

   La Traiettoria dovrà comunque portare a un calo medio annuo minimo dell’1% del rapporto debito pubblico/Pil per i Paesi con un debito oltre il 90% del Pil, come l’Italia (lo 0,5% per chi ha il debito tra 60 e 90%).

Più virtuosi sul deficit

Viene introdotta una ‘salvaguardia’ che impegna gli stati con deficit/Pil già entro il tetto del 3% di ridurlo ulteriormente all’1,5%.

La nuova procedura per deficit eccessivo

   I Paesi che sforano il 3% del deficit dovranno garantire un aggiustamento strutturale dei conti per almeno lo 0,5% del Pil. La procedura scatta anche per il debito eccessivo e se i Paesi non rispettano gli impegni sui piani di spesa (con valori prestabiliti di tolleranza). Il 19 giugno sarà anche la data in cui formalmente si apriranno gli iter per disavanzo con i report della Commissione. Secondo Eurostat nel 2023 undici Paesi Ue avevano deficit oltre il 3%. A rinforzo della procedura sono previste sanzioni fino allo 0,05% del Pil.

Tolleranza su riforme, Pnrr e spese sulla difesa

La procedura terrà conto dei progressi su riforme e investimenti, inclusi quelli del Pnrr, e dell’aumento degli investimenti nella difesa.

Il costo degli interessi

 In via transitoria nel primo ’round’ di piani si terrà conto dell’aumento dei pagamenti degli interessi sul debito quando uno stato si impegna a un dato insieme di riforme e investimenti.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Arriva la legge italiana sull'Ia, da 1 a 5 anni per chi crea danno con video o immagini alterate

Tempo di lettura: 2 minuti
L’Intelligenza artificiale rivoluzionerà la vita di tutti e il governo italiano vara la prima legge che comincia a mettere dei paletti per evitare che lo sviluppo della tecnologia più attesa, e allo stesso tempo più temuta, vada fuori controllo. Dall’ingresso dell’Ia nei settori della giustizia e della sanità, all’accentramento della regia a Palazzo Chigi, il provvedimento declina il regolamento europeo AI Act lasciando l’uomo al centro di ogni processo decisionale. E per attrarre gli esperti, estende le agevolazioni fiscali per i rimpatriati anche a chi ha lavorato sull’Ia all’estero.
Inoltre, introduce un nuovo reato: reclusione da 1 a 5 anni per chi crea danno con Ia.

Il sottosegretario per l’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, ha spiegato che il ddl definisce chi elabora la strategia (Palazzo Chigi), chi monitora e vigila (l’Agenzia per l’Italia digitale e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale che diventano Autorità nazionali per l’intelligenza artificiale) e chi notifica e sanziona. “Crediamo che sia un prodotto di buona qualità”, ha detto Butti, “realizzato con la collaborazione di tutti” gli interessati, ministeri compresi. Tanto che, in conferenza stampa, è il ministro della Giustizia Carlo Nordio a spiegare la stretta sul codice penale che si aggiorna alla nuova tecnologia: “L’aspetto penale può essere devastante perché può creare una realtà che non è più virtuale ma reale” e allora “per questo interviene la norma penale”. E l’uso dell’Ia per alcuni reati diventa un aggravante.

Come annunciato dalla premier Giorgia Meloni già il mese scorso, l’Italia punta allo sviluppo dell’Ia con un miliardo di euro grazie all’impegno di Cdp, e in particolare di Cdp Venture Capital. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha spiegato che “si affronta anche il tema dell’impatto dell’Ia nel mondo delle imprese soprattutto tenendo conto che abbiamo oltre 4 milioni di Pmi che devono essere messe nelle condizioni di usare appieno queste tecnologie”. Il provvedimento, ha detto Urso, “indirizza un miliardo di euro del fondo innovazione al venture capital gestito da Cdp da un lato per facilitare la nascita di start up e di far crescere start up esistenti che operano nell’Ia, e dall’altro per consentire la nascita di un campione nazionale cone fanno altri paesi Ue”.

Il ddl, suddiviso in 25 articoli, affida la regia sul tema a Palazzo Chigi. Oltre a una serie di norme a tutela del diritto d’autore, altre sono pensate per guidare la diffusione dell’Ia nel mondo del lavoro, ricordando che “è al servizio della persona ed è impiegata per migliorare le condizioni di lavoro”, anche se ha come obiettivo “accrescere la qualità delle prestazioni lavorative e la produttività delle persone”. Viene poi disciplinata la sua introduzione nei diversi settori, ad esempio per semplificare e organizzare il lavoro giudiziario, precisando che il magistrato ha sempre la decisione finale “sull’interpretazione della legge, sulla valutazione dei fatti e delle prove e sulla adozione di ogni provvedimento”. Stesso ragionamento per sanità e pubblica amministrazione: l’Ia farà da “supporto” nei processi di prevenzione, diagnosi, cura e scelta terapeutica, lasciando al professionista sanitario ogni decisione, così come nella Pa.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source