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Antimafia ascolterà Emiliano e il procuratore Rossi

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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il procuratore capo di Bari, Roberto Rossi, saranno ascoltati in commissione parlamentare antimafia, in merito alle recenti vicende e inchieste legate ai rischi di infiltrazioni mafiose nel territorio pugliese e in particolare a Bari: lo ha deciso l’ufficio di presidenza della commissione, a quanto si apprende da fonti, secondo cui le date non sarebbero ancora state fissate per aspetti di ordine tecnico. 
   

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Sangiuliano, 'Scurati deve poter esprimere il suo pensiero'

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“Scurati? Con una battuta potrei
dirle che il primo monologo gliel’ha fatto fare liberamente
Sangiuliano”. Così il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano
a chi gli chiede se gli sarebbe piaciuto ascoltare il monologo
di Scurati in tv. “Assolutamente sì! Scurati deve poter
esprimere liberamente il proprio pensiero”, dice il ministro che
ricorda: “Quando ero direttore del Tg2 noi abbiamo fatto ben tre
interviste a Scurati. Credo che nessun direttore dei
telegiornali, neppure al Tg3, abbia mai dato tanto spazio a
Scurati. Quando vinse il premio Strega facemmo addirittura due
pezzi nella stessa edizione del telegiornale. Poi quando lui è
andato a Pordenonelegge gli abbiamo fatto un’altra intervista e
in questa intervista espresse gli stessi concetti che avrebbe
espresso nel monologo”.

   

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Basilicata: ecco il nuovo Consiglio regionale

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Dodici seggi alla maggioranza di
centrodestra a sostegno del governatore uscente e riconfermato
Vito Bardi (Forza Italia) e otto per il centrosinistra: è questa
la composizione del nuovo Consiglio regionale della Basilicata.

   
Per la maggioranza sono stati eletti: Carmine Cicala,
Maddalena Fazzari, Cosimo Latronico e Michele Napoli (Fratelli
d’Italia); Gianuario Aliandro, Michele Casino e Francesco
Cupparo (Forza Italia); Pasquale Pepe e Domenico Raffaele
Tataranno (Lega); Nicola Massimo Morea e Marcello Pittella
(Azione); Mario Polese (esponente di Italia Viva, in lista con
la civica Orgoglio Lucano).

   
Per la minoranza sono stati eletti: il candidato governatore
del centrosinistra Piero Marrese (Pd); Roberto Cifarelli e Piero
Lacorazza (Pd); Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello
(Basilicata Casa Comune); Alessia Araneo e Viviana Verri
(Movimento cinque Stelle); Antonio Bochicchio
(Avs-Si-Psi-Basilicata Possibile).

   

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Comunali: a Sassari pressing civici per un campo larghissimo

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Dopo Cagliari prove tecniche di
campo larghissimo anche a Sassari. Il centrosinistra si è
compattato attorno alla candidatura a sindaco di Giuseppe
Mascia, segretario provinciale del Pd e tra i teorici della
necessità di un ricambio generazionale alla guida del partito,
della coalizione e, soprattutto, della città. La sua investitura
è accolta positivamente dalla Costituente per Sassari dell’ex
magistrato Mariano Brianda, candidato nel 2019 dal
centrosinistra e sconfitto al ballottaggio dal sindaco, Nanni
Campus, e dal raggruppamento civico che ora si ripresenta con
Nicola Lucchi, avvocato e assessore dell’Urbanistica, come
frontman.

   
In lizza finora per Palazzo Ducale ci sono il rettore Gavino
Mariotti per il centrodestra, Giuseppe Palopoli con Sassari
Svegliati e Manuel Pirino con Generazione Sassari, Brianda manda
un messaggio inequivocabile. “Si lavori lealmente per la
costruzione di un campo larghissimo, che porti alla vittoria già
al primo turno”, chiede. E la Costituente riproporrà a Mascia
“la necessità di ampliare le forme di partecipazione dei
cittadini e garantire le aspettative dell’elettorato libero e
numeroso, non inserito nei circuiti partitici, che abbiamo
intercettato e valorizzato”. La richiesta è che si individuino
per il governo della città figure rappresentative “sia
dell’elettorato tradizionale che di quello deluso – è la
posizione di Brianda – col coinvolgimento più ampio della
società civile e di chi non vota più”.

   
Sugli altri fronti, se sembra certo che Palopoli e Pirino non
rinunceranno alla loro corsa solitaria, fa un passo indietro
Tore Piana con Sassari Unita, che potrebbe aderire al
centrodestra. FdI e alleati stanno definendo le alleanze e i
confini con i civici al governo di Sassari. Tutto dipende da
cosa faranno il Psd’Az, reduce da un congresso nazionale carico
di tensioni e due autosospesi di peso tra i quali il consigliere
regionale Piero Maieli, che dopo la rielezione del presidente
Antonio Moro e del segretario Christian Solinas ha preso le
distanze dai quattro mori. Maieli sarebbe propenso a sostenere
Lucchi e i civici, mentre i sardisti potrebbero unirsi al
centrodestra e rafforzare Mariotti.

   

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Regionali in Basilicata, dati definitivi: Bardi vince col 56,63%

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Il candidato del centrodestra Vito
Bardi è stato confermato governatore della Basilicata con il
56,63% dei voti, secondo i risultati definitivi dello scrutinio
delle elezioni regionali. Piero Marrese del centrosinistra ha
ottenuto il 42,16% dei consensi. Al terzo candidato Eustachio
Follia è andato l’1,21%.

   
Fratelli d’Italia risulta il partito più votato, con il
17,39%. Segue il Partito democratico col 13,87%. Nella
coalizione di centrodestra Forza Italia ottiene il 13,01% dei
voti, mentre la Lega si ferma al 7,81% dei consensi seguita da
Azione con il 7,51%. Nel centrosinistra il Movimento 5 stelle
ottiene il 7,66%, dietro a Basilicata casa comune (11,18%).

   

   

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Schlein: 'Non ci sarà il mio nome nel simbolo, è una proposta divisiva'

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“E’ stato proposto di inserire il mio nome nel logo, si è aperta una bella discussione, ringrazio chi ha fatto questa proposta, ma penso che il contributo lo possa dare correndo accanto a loro, in questa lista. Una proposta più divisiva che rafforzativa e non ne abbiamo bisogno”. Lo ha detto la segretaria Pd, Elly Schlein, in una diretta Instagram.

“Avremo bisogno di tutto il vostro supporto perché se insieme vinceremo l’alternativa c’è già e c’è da domani. C’è tanta voglia di cambiamento e di accendere una speranza”.

Confermate le liste approvate all’unanimità dalla direzione di ieri del partito: la segretaria del Pd sarà candidata alle Europee come capolista nelle circoscrizioni Centro e Isole. Sono quindi 
   

L’annuncio di Elly Schlein

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Il voto finale del ddl Autonomia in commissione entro sabato 27

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Entro sabato 27 alle 18, la commissione Affari Costituzionali della Camera voterà il mandato ai relatori per l’Aula sull’Autonomia differenziata. Sono dunque confermati i tempi stretti d’esame per arrivare all’approdo per la discussione generale del provvedimento in Assemblea a Montecitorio lunedì 29. Lo ha stabilito l’ufficio di presidenza della commissione che si è tenuto oggi. Per completare l’esame degli emendamenti le riunioni sono previste anche venerdì 26 con possibile prosecuzione serale e fino alle 18 di sabato. Protestano le opposizioni per la “compressione dei tempi d’esame di un provvedimento così complesso”. 

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Il Pd anche al Senato presenta un odg sul diritto di aborto

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Il Partito democratico ha presentato
anche al Senato un ordine del giorno al decreto legge Pnrr che
riguarda il diritto all’aborto e il ruolo dei consultori. Il
dispositivo ricalca gli impegni del testo già presentato alla
Camera. L’odg a prima firma Beatrice Lorenzin e Francesco Boccia
punta a assicurare che non sia minata in alcun modo la piena
attuazione della legge 194 e non venga ristretto “il diritto
delle donne ad avere accesso ad un’interruzione volontaria di
gravidanza”. A Senato i Dem hanno depositato anche un
emendamento soppressivo, sempre al dl Pnrr, della norma
contestata sui consultori. Il provvedimento è atteso in Aula a
Palazzo Madama da domani.

   

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Sondaggi: YouTrend, FdI al 27,8%, salgono Pd e M5s

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Il partito di Giorgia Meloni è sostanzialmente stabile
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Europee: 42 simboli depositati al Viminale, tra doppioni e omonimie

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 La corsa al Parlamento europeo è davvero inziata. Sulla bacheca del Viminale ci sono 42 simboli, che rappresentano altrettante forze politiche accomunate da un solo obiettivo: strappare il ticket utile per volare a Strasburgo. L’albo delle affissioni è al completo. E appare come un caleidoscopio di colori, immagini e parole che raccontano la politica italiana. Quella del presente, ma anche quella del passato. Quella dei grandi partiti e quella delle piccole formazioni che sperano nell’impresa. Spiccano i nomi: Meloni, Salvini e Berlusconi per il centrodestra. Con gli azzurri che restano ancorati al nome del Cavaliere.

 

Personalizzazione, sì. Ma anche qualche slogan: come la parola “pace” inserita dal Movimento 5 Stelle. E poi i simboli delle famiglie europee. Il Partito democratico mette nel contrassegno il logo del Pse. Scrivono quello del gruppo di ‘Renew Europe’ sia Azione e che la lista ‘Stati uniti d’Europa’. Ed è proprio il nome della lista che vede correre in tandem +Europa e Italia Viva, insieme ad altre quattro formazioni, ad attirare l’attenzione del Viminale. La lista lanciata da Emma Bonino non è l’unica con il nome ‘Stati uniti d’Europa’. C’è un’altro simbolo, quello con pugno e rosa rossa depositato dai Radicali Italiani, che presenta la stessa denominazione. E non si tratta del solo caso di omonimia in bacheca, su cui potrebbe essere chiamato a esprimersi il ministero dell’Interno. C’è il ‘Partito pirata italiano’, con scritta su sfondo verde, e ci sono anche i ‘Pirati’, con tibia, teschio e bandana viola su sfondo nero. E poi il ‘Movimento per l’Italexit’, in basso nel simbolo della lista ‘Libertà’, presentata da Cateno de Luca, che si contrappone a ‘Italexit per l’Italia’, in coppia nel simbolo col ‘Partito animalista’.

Per le verifiche di regolarità bisognerà aspettare 48 ore. Intanto, i big possono già cominciare a scaldare i motori. Il nome della premier Giorgia Meloni, accompagnato dalla consueta fiamma tricolore, compare nel simbolo di FdI con un carattere ben più grande del nome del partito. La Lega ha invece da tempo il nome del suo leader Matteo Salvini nel logo. Il nome di Berlusconi “è nello statuto non solo nel simbolo”, spiega Alessandro Battilocchio, responsabile elettorale di Forza Italia. Gli azzurri sono gli unici, tra i partiti di governo, a richiamare nel simbolo la famiglia europea di appartenenza, quella del Partito popolare europeo. Stesso riferimento per Stefano Bandecchi con la sua ‘Alternativa popolare’. A puntare sul nome nel contrassegno è anche Carlo Calenda, leader della lista ‘Azione-Europa Unita’. Alleanza Verdi e Sinistra ai nomi contrappone la simmetria dei due partiti che compongono la lista, Verdi Europei e Sinistra Italiana. Tra i simboli del passato non mancano ‘falce e martello’ e scudo crociato. Il Partito comunista italiano presenta una classica bandiera rossa con simbolo in giallo. Mentre lo scudo con la parola ‘libertas’ si trova sia sul contrassegno depositato dall’Udc che su quello della Democrazia Cristiana. “Il simbolo che abbiamo presentato è quello del 1992”, spiega Carlo Leonetti della Dc.

La parola pace, accompagnata da un hashtag nel contrassegno M5s, trova il suo simbolo nella lista ‘Pace terra dignità’ di Michele Santoro: colomba bianca con un ramoscello d’ulivo. E sono diversi i simboli che suscitano curiosità. Come quello degli ‘Esseritari’ di Luciano Chiappa, che è autore anche dell’omonimo libro. Oppure il ‘Movimento Poeti d’Azione’ di Alessandro d’Agostini, attore che decide di ripresentarsi con ‘spada e penna’. Alle quali si aggiungono le insegne di ‘Sacro romano impero cattolico’ di Mirella Cece e di ‘Italia reale’. Non tutti i cosiddetti ‘piccoli’, però, supereranno il vaglio degli uffici elettorali. Molti di loro potrebbero ritrovarsi nella bacheca dei ‘ricusati’. 

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