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Bimbo morto a Sharm: genitori tornano a Palermo

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Tornerà a Palermo sabato la salma del piccolo Andrea Mirabile, morto a 6 anni, forse dopo una intossicazione alimentare, mentre era in vacanza a Sharm el Sheikh con i genitori, Antonio Mirabile, ricoverato in gravi condizioni in Rianimazione, e la madre, Rosalia Manosperti, incinta di 4 mesi e dimessa oggi.

Padre e madre torneranno invece domani, 8 luglio, a Palermo, con un volo sanitario, si è appreso da fonti della Farnesina. La donna aveva rivolto un accorato appello alle istituzioni affinchè fosse organizzato un volo di Stato per poter tornare a casa. Secondo quanto si apprende, il Ministero degli Esteri si sta attivando, anche cercando di superare gli ostacoli burocratici determinati dalle leggi sanitarie egiziane, per. organizzare un volo-ambulanza che riporti in Italia marito e moglie. Mirabile, che ha ancora la saturazione bassa e problemi cardiaci, non è in condizione di viaggiare su un aereo di linea. Il corpo di Andrea è stato trasferito oggi al Cairo. La famiglia, prima di partire, aveva stipulato una assicurazione sanitaria. La compagnia, nei prossimi giorni, dovrebbe mettere a disposizione della coppia – la donna non vuol lasciare il marito da solo in Egitto – un aereo con una equipe medica a bordo. Sono in corso di accertamento, invece, le cause del decesso di Andrea. La famiglia, che sostiene di aver sempre mangiato nel resort in cui alloggiava, il Sultan Garden, una struttura a 5 stelle con ottime recensioni, ha cominciato a star male venerdì scorso. La coppia è andata alla guardia medica poco distante dall’albergo che ha diagnosticato a tutti una intossicazione alimentare e ha prescritto dei farmaci. Le condizioni di Andrea e del padre, però, sono peggiorate, tanto che sabato la famiglia è corsa in ambulanza all’ospedale internazionale. Andrea è morto nonostante lunghi tentativi di rianimazione. Il padre è stato ricoverato in Rianimazione. I Mirabile, seguiti da un avvocato messo loro a disposizione dalla Farnesina, hanno chiesto che sul corpo del bambino fosse eseguita l’autopsia che è stata effettuata nei giorni scorsi. “Ci vorrà tempo per conoscerne gli esiti”, ha detto lo zio, Roberto Manosperti. Le leggi egiziane stabiliscono tempi rigidi per i risultati: a norma è di uno-due mesi per avere il rapporto, basato sui campioni prelevati da periti venuti da Suez. Sul decesso ha aperto una indagine la magistratura egiziana. Secondo quanto appreso dall’ANSA nessun altro ospite della struttura sarebbe stato male nei giorni scorsi. “L’autorità diplomatica della Farnesina, l’Ambasciata in Egitto e il Consolato a Sharm stanno seguendo la vicenda con l’obiettivo di garantire il massimo supporto ai due genitori. Mi sono sincerato del fatto che le autorità si occuperanno delle operazioni di rimpatrio dei due coniugi palermitani e della salma del loro figlio”, ha detto il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. “In questo momento la madre incinta è in buone condizioni ed è in ospedale col marito, il quale è in condizioni ancora gravi, ma stabili. Resterò in contatto con la Farnesina – ha aggiunto il primo cittadino – per ricevere tutti gli aggiornamenti sulle condizioni dei nostri due concittadini e sul loro ritorno a Palermo”.
Bimbo morto a Sharm El Sheik, lo zio: ‘E’ morto in 36 ore, non ci danno ancora il referto dell’autopsia’

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Covid: Consulta, tamponi rapidi e test solo in farmacia

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(ANSA) – ROMA, 08 LUG – La decisione di consentire soltanto alle farmacie, e non anche alle parafarmacie, di effettuare tamponi rapidi antigenici e test sierologici rientra nella sfera della discrezionalità legislativa e non è una scelta irragionevole. È quanto ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza n. 171, depositata oggi (redattore Filippo Patroni Griffi), dichiarando non fondate le questioni sollevate dal TAR Marche sull’articolo 1, commi 418 e 419, della legge n. 178 del 2020, con riferimento agli articoli 3 e 41 della Costituzione.
    (ANSA).
   

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Frode su fondi europei, 16 indagati e sigilli a 2mln di beni

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(ANSA) – NUORO, 08 LUG – Una presunta frode nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale – PSR Sardegna 2014/2020 per oltre due milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Nuoro. Sedici persone – 15 titolari di aziende agricole e un perito agrario accusato di avere ideato la frode – sono state iscritte nel registro degli indagati e sono stati sequestrati beni per 2,1 milioni di euro.
    “I soggetti sono stati segnalati alla Procura Europea con sede in Lussemburgo, EPPO (European Public Prosecutor’s Office) – fanno sapere dalle Fiamme Gialle – novità di assoluto rilievo nel panorama della giustizia penale e tappa particolarmente significativa nei processi di rafforzamento della cooperazione giudiziaria a livello europeo”. Secondo quanto accertato dalla Guardia di finanza gli indagati attraverso documenti fasulli che si scambiavano tra loro, tra i quali fatture fiscali per operazioni inesistenti, riuscivano a dimostrare spese e costi che non avevano sostenuto, ottenendo così un contributo più alto dai fondi europei, pari 2.017.000 di euro.
    Le Fiamme gialle hanno effettuato tutte le verifiche scoprendo la frode. Al termine delle indagini, il Tribunale di Nuoro su proposta della Procura Europea ha autorizzato le misure cautelari patrimoniali per un valore di oltre 2.131.000 euro.
    Nella cifra sono compresi 118mila euro percepiti da un professionista del settore agrario che avrebbe ideato il sistema fraudolento e messo in relazione i vari soggetti. (ANSA).
   

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