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Ultimo aggiornamento 18 Giugno, 2018, 20:00:40 di Maurizio Barra

DALLE 18:58 ALLE 20:00

DI LUNEDì 18 GIUGNO 2018

Banche: si apre il processo Carife
A luglio questioni preliminari, si entrerà nel vivo a settembre

FERRARA18 giugno 201818:58

– FERRARA, 18 GIU – Si è aperto il processo per il crac della vecchia Cassa Risparmio Ferrara, legato all’aumento di capitale del 2011, per 150 milioni di euro, ritenuto dall’accusa approvato falsificando i prospetti. Sarà un maxi processo: 12 imputati, 120 testimoni chiamati in aula e soprattutto 2.500 richieste di parte civile, gli ex azionisti e obbligazionisti “azzerati”, rimasti senza più risparmi, i cui legali hanno fatto la fila oggi in aula per chiedere la costituzione.
Il tribunale ha fissato il calendario prima della pausa estiva (prossime udienze 25 giugno, 9, 16 e 23 luglio), per superare le questioni preliminari e poi il processo entrerà nel vivo da settembre: la conclusione è prevista non prima della primavera 2019.
I reati contestati vanno dal falso in prospetto, aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza (di Consob e BankItalia che sono parte civile), reati legati all’operazione dell’aumento di capitale e la bancarotta patrimoniale per fittizietà del patrimonio.
Rom: Salvini, nessuna schedatura,Ricognizione campi, controllare come vengono spesi fondi Ue

ROMA18 giugno 201819:07

– ROMA, 18 GIU – “Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno, nostro obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi rom. Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza”. Lo precisa il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, sottolineando che “vogliamo anche controllare come vengono spesi i milioni di euro che arrivano dai fondi europei”.
Morta in vacanza: madre,Perché i graffi?Secondo il pm Rossi ragazza fuggiva da tentativo di stupro

AREZZO18 giugno 201819:21

– AREZZO, 18 GIU – “Uno era imbambolato, l’altro sfuggente. Chiesi ad Albertoni perché mia figlia aveva graffi sul collo, non mi rispose. L’unica cosa che sapevano dire con il suo amico Luca Vanneschi, e anche in modo arrogante, è che erano impauriti”. Così Franca Murialdo, madre di Martina Rossi, ricorda il momento drammatico in cui, una volta arrivata a Palma di Maiorca (Spagna) con il marito Bruno, si confrontò nelle ore successive alla morte della figlia in vacanza coi due imputati del processo di Arezzo. I due sono imputati per aver provocato la caduta di Martina dal balcone del sesto piano dell’hotel. E secondo il pm Roberto Rossi la ragazza stava tentando di sfuggire ad un tentativo di stupro. Franca Murialdo, commovendosi, ha ricordato di aver visto “quei graffi sul collo della figlia e non capii cosa significassero. Martina stava bene due giorni prima quando partì da Malpensa con le amiche”.

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