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MONDO: TUTTE LE NOTIZIE

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Ultimo aggiornamento 10 Settembre, 2018, 16:38:24 di Maurizio Barra

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DALLE 12:03 ALLE 16:36

DI LUNEDì 10 SETTEMBRE 2018

SOMMARIO

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Usa confermano a Olp chiusura sede
Erekat, nuovo colpo Trump a pace e giustizia

Attacco Noc Tripoli,morti 6 attentatoriPresidente compagni in tv, ‘tutti i dipendenti portati in salvo’

Attacco a Noc Tripoli, due mortiAnche i sei attentatori, tre dei quali suicidi

Staff Merkel, indignati da antisemitismoDopo rivelazione attacco a ristorante ebraico a Chemnitz

‘Legami Gulen’, in arresto 102 soldatiMilitari turchi accusati di legami con la presunta rete golpista

India in sciopero per caro petrolioQualche incidente nella serrata indetta dalle opposizioni

Ungheria a Pe, contro noi caccia stregheOrban sarà franco contro accuse.Rapporto contiene errori e bugie

Yemen: medici, decine di morti a HudaydaContinua assedio al porto sul Mar Rosso dopo fiasco Ginevra

Molestie, si dimette il ceo della CbsAltre sei donne hanno accusato Les Moonves

‘Legami Gulen’, in arresto 102 soldatiMilitari turchi accusati di legami con la presunta rete golpista

Intesa Berlino-Roma su tavolo SalviniMinistro tedesco: ‘Tecnici ministeri hanno chiuso il negoziato’

Brexit: 80 deputati Tory contro la MayNonostante polemiche, cresce sostegno a posizioni ultrà Johnson

Sostenitori Navalny si accampano a MoscaProtesta ‘permanente’. L’appello, portate cibo e indumenti caldi – Parata militare senza missili,messaggio di Kim agli Usa
Al 70/mo anniversario della nascita dello Stato il leader nordcoreano rinsalda i legami con la Cina

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L’ARTICOLO

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L’Olp è stata ufficialmente informata dall’amministrazione Usa della chiusura della propria sede a Washington. Lo ha detto il segretario generale dell’Olp Saeb Erekat. “Siamo stati ufficialmente informati che l’amministrazione statunitense – ha spiegato alla Wafa – chiuderà l’ambasciata a Washington per punirci del fatto che noi continuiamo a lavorare con la Corte penale internazionale contro i crimini di guerra israeliani”. Erekat ha definito la decisione Usa “un nuovo colpo di Trump contro la pace e la giustizia”.
– TUNISI

– Sono tutti morti i 6 uomini del commando che ha attaccato la sede della compagnia petrolifera libica, National Oil Corporation (Noc) a Tripoli. Lo riferisce la tv Al Hadath. Almeno tre attentatori si sarebbero fatti saltare in aria durante l’attacco. Vari media locali concordano nel dire che gli aggressori sarebbero di origine africana. Tutti i dipendenti della Noc sono stati portati in salvo. Lo ha confermato lo stesso presidente della compagnia, Mustafa Sanallah, ai microfoni della tv al Libya. Sanallah ha dichiarato anche di essere uscito dal quartier generale dell’azienda pochi minuti dopo l’attacco, raccontando di aver ”sentito due esplosioni”. Le vittime dell’attacco sono due agenti della sicurezza.
– BERLINO

– “Che l’antisemitismo torni a colpire nel nostro paese in queste forme indigna ciascuno di noi”. Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sull’attacco al ristorante ebreo, avvenuto il 27 agosto, ad opera di un gruppo di neonazi, nell’ambito delle manifestazioni di Chemnitz dell’ultradestra.
Del caso ha riportato ieri la Welt am Sonntag.
– ISTANBUL

– Nuova maxi-operazione in Turchia contro 102 sospetti infiltrati della presunta rete golpista di Fethullah Gulen nelle forze armate. La procura di Istanbul ha emesso stamani 89 mandati d’arresto nei confronti di militari in servizio o già allontanati, accusati di aver tenuto contatti con il gruppo eversivo. Almeno 56 di loro sono già finiti in manette, secondo Anadolu. Altri 13 colonnelli del comando delle forze di terra, tre dei quali tuttora in servizio, sono invece ricercati per ordine della procura di Ankara.
– NEW DELHI

– Si è tenuto oggi in tutta l’India il Bharat Bandh, la serrata nazionale convocata dal partito del Congresso assieme ad altre venti formazioni politiche all’opposizione, per protestare contro l’aumento dei prezzi del petrolio e del diesel. Lo riferisce l’agenzia di stampa PTI News. In alcuni stati si è registrata una adesione di massa, con strade deserte, negozi chiusi, scuole, uffici pubblici e trasporti semiparalizzati. Le opposizioni definiscono fallimentare la politica economica del governo, accusando il premier di non fare nulla per contenere la crescita dei prezzi dei combustibili, aumentati del 15 per cento nell’ultimo anno, e per fermare la discesa della rupia, in caduta quotidiana sul dollaro. A Delhi la protesta è stata guidata da Rahul Gandhi che ha definito molto positiva l’unità di tutte le forze di opposizione per questa occasione. “Modi non risponde sul prezzo del petrolio, non dice nulla sulle proteste dei contadini, e sulla condizione delle donne”, ha tuonato il leader del Congresso.
– BRUXELLES

– “Il premier Orban sarà franco e diretto sulle accuse del rapporto Sargentini, al Parlamento europeo, domani. Il rapporto non solo contiene errori, ma anche bugie, e casi già chiusi. E’ un tentativo disperato a favore dei politici della sinistra liberale, per mettere in piedi un tribunale. E’ una caccia alle streghe contro l’Ungheria, ed è pericolosa” perché punta a “dividere l’Europa in due”. Così il portavoce del governo, Zoltán Kovács, sul voto al Pe sull’avvio delle procedure dell’articolo 7 sullo stato di diritto.
– BEIRUT

– E’ di circa 80 miliziani uccisi il bilancio, secondo fonti mediche citate dalla Bbc in arabo, di violenti scontri armati avvenuti nelle ultime 24 ore in Yemen, nel porto di Hudayda sul Mar Rosso, dove da settimane si affrontano i ribelli Huthi, vicini all’Iran, e forze lealiste sostenute da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. La Bbc cita “fonti mediche” yemenite e afferma che tra le vittime si contano circa 70 Huthi e una decina di miliziani lealisti. Nei giorni scorsi sono falliti i colloqui di pace di Ginevra, dove la mediazione dell’Onu non è riuscita a far sedere le due parti – lealisti e Huthi – a causa del mancato arrivo in Svizzera della delegazione Huthi. Dal canto loro, gli insorti hanno accusato la Coalizione saudita ed emiratina, sostenuta dagli Stati Uniti, di aver impedito al velivolo della delegazione diretta a Ginevra di prendere il volo sui cieli dello Yemen. La Coalizione ha smentito.
Les Moonves, uno degli uomini piu’ potenti della tv americana, si è dimesso da ceo della Cbs, travolto dallo scandalo delle molestie sessuali. Il passo indietro di Moonves arriva nel giorno in cui altre sei donne, dalle colonne del New Yorker, hanno denunciato abusi sessuali da parte del top manager.
Moonves era alla guida della Cbs Corporation da 15 anni e dopo la caduta del produttore re di Hollywood Harvey Weinstein è forse la vittima piu’ illustre e potente a cadere sotto i colpi del movimento #metoo.Sono almeno una decina le donne che lo accusano di averle aggredite sessualmente, mentre altre lamentano rappresaglie da parte del top manager per non aver accettato le sue avance. Moonves ha ammesso alcuni degli incontri con le donne che lo accusano ma sempre parlando di rapporti consensuali.Moonves era alla guida della Cbs Corporation da 15 anni e dopo la caduta del produttore re di Hollywood Harvey Weinstein è forse la vittima piu’ illustre e potente a cadere sotto i colpi del movimento #metoo. Sono almeno una decina le donne che lo accusano di averle aggredite sessualmente, mentre altre lamentano rappresaglie da parte del top manager per non aver accettato le sue avance. Moonves ha ammesso alcuni degli incontri con le donne che lo accusano ma sempre parlando di rapporti consensuali. Il board della Cbs ha annunciato che l’addio di Moonves ha effetto immediato.   Come parte dell’accordo il gruppo ha detto che donerà 20 milioni di dollari a una o piu’ organizzazioni che sostengono l’uguaglianza delle donne sul posto di lavoro. La donazione sara’ dedotta dalla liquidazione di Moonves. Liquidazione che il top manager non ricevera’ fino a che non si saranno concluse tutte le indagini sul suo conto.
Nuova maxi-operazione in Turchia contro 102 sospetti infiltrati della presunta rete golpista di Fethullah Gulen nelle forze armate. La procura di Istanbul ha emesso stamani 89 mandati d’arresto nei confronti di militari in servizio o già allontanati, accusati di aver tenuto contatti con il gruppo eversivo. Almeno 56 di loro sono già finiti in manette, secondo Anadolu. Altri 13 colonnelli del comando delle forze di terra, tre dei quali tuttora in servizio, sono invece ricercati per ordine della procura di Ankara.
– BERLINO

– Manca solo l’approvazione finale di Matteo Salvini all’accordo con la Germania sul respingimento dei migranti: lo ha detto il ministro dell’interno tedesco, Horst Seehofer, oggi a Monaco, prima di una seduta col gruppo del partito, secondo quanto riporta la Dpa. “A livello di tecnici dei ministeri la trattativa è chiusa”, ha spiegato.
“L’intesa è sulla scrivania di Salvini”, ha aggiunto “ora vediamo se quello che è stato concordato verrà anche firmato”.
– LONDRA

– Sono ormai 80 i deputati del gruppo Conservatore britannico ai Comuni pronti a votare contro il piano negoziale sulla Brexit della premier Theresa May e a mandare in pezzi la maggioranza che ne sostiene il governo. E’ l’avvertimento che arriva oggi da Steve Baker, fino a due mesi fa sottosegretario al dicastero per la Brexit, dimessosi a inizio estate assieme ai ministri Boris Johnson e David Davis in polemica con la ‘svolta’ negoziale decisa dal gabinetto nella riunione di Chequers e ritenuta troppo soft verso Bruxelles.
Baker, citato dall’agenzia Pa, ha evocato “una catastrofica spaccatura nel partito” se May non aggiusterà il tiro, sullo sfondo di quella che i media tornano a descrivere come la prospettiva di “una guerra civile” in casa Tory. Finora i deputati euroscettici ultrà erano stimati al massimo in 60. Ma l’uscita allo scoperto di Johnson sembra averne rafforzato le file.
– MOSCA

– Alcuni giovani sostenitori dell’oppositore Alexei Navalny hanno dato inizio a una protesta “permanente” contro il “potere” in Russia. Lo hanno comunicato su Telegram. Ne dà notizia Znak.com. I ragazzi hanno scelto come punto di raccolta il viale Strastnoy, nel centro di Mosca, nei pressi della statua del poeta Aleksandr Tvardovsky, situata in un’area pedonale. Gli attivisti hanno scritto che chiunque voglia unirsi deve portare “acqua, cibo, indumenti caldi e caricatori dei cellulari”.
Pochi missili a breve gittata, nessuno a medio/lungo raggio o intercontinentale: Kim Jong-un invia un doppio messaggio agli Stati Uniti dalla parata militare “sobria” tenuta a Pyongyang per i 70 anni della fondazione della Corea del Nord, rinsaldando anche i rapporti con la Cina. Il primo è che, escludendo gli armamenti pesanti, compresi quelli che Washington vede come potenziale minaccia, il “supremo comandante” ha ribadito di voler riallacciare un dialogo per superare lo stallo sulla denuclearizzazione per le posizioni inconciliabili, come ha ribadito “con dispiacere” alla delegazione sudcoreana ricevuta a Pyongyang. Il secondo messaggio, più politico, è che il legame tra Corea del Nord e Cina è pienamente ristabilito. Pechino giocherà un ruolo primario e attivo nella definizione degli equilibri nella regione, ufficializzando una posizione che non è mai venuta meno proprio quando Trump prepara un altro round di dazi.In aggiunta ai tre incontri da marzo con il presidente Xi Jinping, oggi Kim ha coinvolto a fine parata nel saluto d’onore Li Zhanshu, numero tre nella scala gerarchica del Pcc, presidente dell’assemblea parlamentare e braccio destro politico del presidente, nonche’ abile tessitore del legame col presidente russo Vladimir Putin. Li ha seguito gli oltre 40 gruppi militari sfilare al passo dell’oca nelle coreografie originali dalla balconata dei leader sulla piazza Kim Il-sung, vicino a Kim: alla fine, l’hanno percorsa da un capo all’altra, rispondendo alle ovazioni delle decine di migliaia di persone schierate sventolando fiori di plastica e bandiera nazionale, con Kim che gli ha sollevato mano e braccio più volte a ostentare l’unità ritrovata. Visto a poche decine di metri di distanza, il gesto del leader è sembrato tanto spontaneo da cogliere di sorpresa l’illustre ospite, il più alto in grado mai venuto dalla Cina dalla salita al potere di Kim.Il discorso ufficiale della parata lo ha tenuto Kim Yong-nam, l’anziano presidente dell’Assemblea suprema del Popolo (il capo dello Stato de facto): “Il nostro Paese è diventato una potenza militare con la più forte capacità di difesa nazionale”, ha detto, senza menzionare le armi nucleari. Alla fine della parata, che ha coinvolto circa un milione di persone, Ri Kyong-nye ha espresso la sua piena fiducia “nelle istruzioni che il leader ci darà”. Kim Il-sung “ha liberato il Paese dalla occupazione giapponese, ora Kim Jong-un lo farà crescere ancora, con più benessere”, ha detto all’ANSA Ri, 32 anni e un lavoro nel dipartimento Propaganda. “Tutto il mondo ci guarda e tutto il nostro popolo è ottimista grazie al presidente Kim Jong-un”, ha notato un medico di 50 anni che ha sfilato nella parata nel blocco dedicato ai dottori. “Il problema con gli Usa dipedente dagli Usa”, ha aggiunto senza voler rivelare il suo nome.Allo stadio May Day, è andato in scena il ritorno dei “giochi di ginnastica di massa” con la partecipazione di decine di migliaia di ragazzi e ragazze, di cui solo 14.000 per il cambio dei cartelloni del sorprendente display umano sistemato su un’intera gradinata. Grandi prove di acrobazia, coreografie spettacolari, tra canti e balli per due ore: nel finale sono le immagini del summit storico del 27 aprile tra Kim e il presidente sudcoreano Moon Jae-in hanno ricordato che i due leader si rivedranno a Pyongyang il 18-20 settembre per parlare di pace e denuclearizzazione   [print-me title=”STAMPA”]

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