Ultimo aggiornamento 10 Settembre, 2018, 14:48:07 di Maurizio Barra
TECNOLOGIA: TUTTE LE NOTIZIE: REALTà VIRTUALE-ROBOT IMPOLLINATORE
DELLE 14:48
DI LUNEDì 10 SETTEMBRE 2018
SOMMARIO
TECNOLOGIA: TUTTE LE NOTIZIE: REALTà VIRTUALE-ROBOT IMPOLLINATORE
La realtà virtuale contro le dipendenze
Consente di studiare le reazioni del cervello sotto stress
Robot impollinatore contro declino apiMesso a punto negli Usa, salva la produzione agricola
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L’ARTICOLO
TECNOLOGIA: TUTTE LE NOTIZIE: REALTà VIRTUALE-ROBOT IMPOLLINATORE
SYDNEY
– La realtà virtuale? Non solo videogiochi ma una vera e propria cura per le dipendenze come quelle da droga, alcool o ludopatia. Il Monash Institute di Melbourne ha infatti creato una struttura per lo studio del cervello sotto stress che combina la neuroscienza con la realtà virtuale e con l’esercizio ad alta intensità per diagnosticare e trattare le persone che soffrono di disturbi compulsivi senza ricorrere a farmaci. Il progetto è chiamato BrainPark e al momento sta dando ottimi risultati.
“La realtà virtuale terapeutica – ha detto la direttrice del BrainPark, Rebecca Seagrave, alla radio nazionale Abc – rappresenta un punto di svolta per le malattie mentali. Può mettere insieme il medico, il paziente e le sue cattive abitudini ricreando una realistica ‘zona calda’ della dipendenza che viene affrontata congiuntamente per rieducare il soggetto e sviluppare nuove risposte a cannabis, alcool, anfetamine o gioco d’azzardo”. “Nelle dipendenze – ha continuato l’esperta – vi è tutta una serie di situazioni di innesco problematico a cui è veramente difficile accedere nel mondo reale, e che si possono facilmente ricreare virtualmente in uno studio medico”.
Attraverso la realtà virtuale, ad esempio, un paziente con un disturbo ossessivo-compulsivo legato alla pulizia può essere messo alla prova affrontando degli ‘inneschi’, creando cioè sporcizia e disordine in cucina o nel bagno. I dipendenti dal gioco d’azzardo possono invece essere testati con una replica virtuale di una sala slot da poker. “Possiamo misurare la risposta cerebrale fisiologica delle persone – ha continuato Seagrave – verso differenti aspetti del gioco d’azzardo in un ambiente virtuale ed esaminare quali aspetti sono più legati al comportamento da dipendenza”. E conclude: “Tradizionalmente le dipendenze sono trattate secondo il tipo, come assistenza psicologica per la ludopatia e farmaci per le crisi di astinenza o l’ansia. Ma questo non funziona per tutti. Noi vogliamo offrire un nuovo approccio per diagnosticare e trattare la compulsione, sfruttando i benefici offerti dalla tecnologia”.
– Un’impollinazione precisa fatta da un robot può non solo supplire al declino degli impollinatori naturali come le api, ma può anche superarli in efficienza. Ora questo è possibile grazie al lavoro di alcuni ricercatori della West Virginia University (Wvu), che hanno sviluppato un robot autonomo ispirato dalle api stesse, che può impollinare rovi all’interno di una serra. BrambleBee, questo il nome della macchina, è stato presentato in uno studio sul sito arXiv.
Parzialmente ispirato dall’ambiente e dal comportamento delle api, BrambleBee impiega tecniche d’avanguardia di mappatura, percezione visiva, pianificazione del percorso e controllo del movimento. “Uno dei maggiori problemi dell’agricoltura moderna – dice Yu Gu, uno dei ricercatori che ha sviluppato il robot – è nell’impollinazione delle colture. Il recente declino delle api ha infatti minacciato fortemente la produzione. Per cui c’è bisogno urgente di un sistema alternativo di impollinazione”. Ed è per lo stesso motivo che il progetto poggia sul finanziamento del National Institute of Food and Agriculture e dello U.S.
Department of Agriculture statunitensi. Dopo un’ispezione iniziale, Bramblebee decide dove andare a impollinare sulla base di informazioni che riguardano i fiori pronti a ricevere il polline e la distanza minima da coprire. Inoltre il meccanismo usato da BrambleBee, attaccato all’estremità del suo braccio robotico, agisce in maniera simile a quella delle api, distribuendo il polline nei pistilli senza danneggiare i fiori.
In futuro il sistema potrebbe essere utilizzato anche per sviluppare nuovi strumenti agricoli per mietitura, potatura e raccolta della frutta. [print-me title=”STAMPA”]
