Ultimo aggiornamento 14 Settembre, 2018, 02:35:25 di Maurizio Barra
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DALLE 09:45 DI GIOVEDì 13 SETTEMBRE 2018
ALLE 02:35 DI VENERDì 14 SETTEMBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA
Max Klinger, mostra capolavori grafica
Dal 15 settembre al 13 gennaio al Museo civico di Bagnacavallo
E’ morto Guido CeronettiScrittore, poeta e saggista, viveva a Cetona e aveva 91 anni
Batuman, vi racconto due vite di Selin’L’Idiota’, storia di formazione quando email era novità
Arte in miniatura, dentro una scatolina per la liquiriziaUn architetto romano ha dato nuova vita ai contenitori di latta ‘Amarelli’. Piccoli oggetti d’arte esposti in maniera permanente al Museo di Rossano Calabro. Amarelli: ‘Personaggi e stili diversi, sono splendide’
‘I macchiaioli’, ribellione in mostraUn viaggio nell’evoluzione del linguaggio pittorico metà ‘800
Ritrovata tela ‘600 rubata 88 anni faLa ‘Madonna Orante’ di Sirani riconosciuta dai Cc grazie a foto
Davide Rossi, io figlio di Vasco vado per la mia stradaEsce il suo primo singolo “A morire ci penso domani”
Nigiotti, il mio riscatto con CenerentolaEsce il nuovo album firmato dal cantautore livornese
Eurovision Song Contest 2019 a Tel AvivBattuta Gerusalemme. Ministra cultura, rammarico ma collaboriamo
Cantautori vincitori al Premio dei PremiPromosso dal Mei, dedicato al 40/o di ‘Pigro’ di Ivan Graziani
Terni dedica una via a Sergio EndrigoPer celebrare il legame con il cantautore sepolto in città umbra
Con Ovs nasce nuovo progetto ‘Piombo’Previsti negozi a Milano e Treviso, poi altri 15 entro 2019
Dieci cantautori finalisti a Bma BolognaA finale 29 settembre Paola Turci consegna premio Elmi a Colliva
Boccioni arricchisce Universo FuturistaL’esposizione riapre il 15 settembre alla Fondazione Cirulli
Due giornate studio su opere CaravaggioA Santa Maria Tiberina anche un potenziale autografo inedito
Padova, mostra multimediale su S.AntonioArte, spiritualità e spettacolo per racconto vita di Antonio
Romolo + Giuly, guerra italiana da ridereDa 17 settembre su Fox serie comedy/satirica nata sul web
Luisa Ranieri, io madre migrante a New YorkTra anni ’20-’30. Regia di Ricky Tognazzi. Su Rai1 dal 16/9
Fedez su social, un brano per LeoneFoto insieme, “con la vita che ti ho dato ho cambiato la mia”
Due mostre a Milano per Sarah MoonSue fotografie all’Armani/Silos e alla Fondazione Sozzani
Festival Verdi al via con prove MacbethIn programma quattro opere, tutte in edizione critica
Festival Arena supera 24 mln incassoMedia pubblico oltre 8.300 persone a serata
J-Ax, nuovo singolo “Tutto sua madre””Assurdo che Governo impedisca a coppie di creare una famiglia”
Tintoretto e Verrocchio a WashingtonTre esibizioni su artista veneziano per 500/o nascita
A Homo Faber Van Dyck restauratoAnteprima opera Ca’ d’oro a rassegna Michelangelo Foundation
Salone Libro, si cerca sostituto di BrayEnti varano bando, resterà aperto due settimane
?War is over, l’arte e le guerreAl Mar di Ravenna i conflitti secondo 60 autori contemporanei
Fragranze al via con 190 marchiAl salone anche dibattiti,protagonista vaniglia e trend asiatici
Napoli Film Festival con Paolo Genovese24/9-1/10, 5 concorsi, omaggi a Bergman, Dumont, Wajda
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L’ARTICOLO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA
RAVENNA
– L’iter espressivo dell’artista tedesco Max Klinger (1857-1920), con oltre 150 opere appartenenti ai cicli di incisioni, capolavori della grafica moderna, è in mostra dal 15 settembre al 13 gennaio al Museo civico di Bagnacavallo (Ravenna). ‘Inconscio, mito e passioni alle origini del destino dell’uomo’ è il tema dell’esposizione: artista versatile, pittore, scultore, incisore, musicista, disegnatore, Klinger sperimentò con maestria tutte le possibilità del ‘bianco e nero’.
Le sue ‘visioni’ oscillanti tra realtà quotidiana, splendori del mito e il buio più profondo dell’inconscio, oltre a rappresentare una delle vette dell’incisione simbolista, anticiparono molti temi centrali di alcuni tra i più importanti movimenti artistici del Novecento, dal surrealismo alla metafisica, in singolare dialogo con le ricerche della psicanalisi di Freud. “Klinger è l’artista moderno per eccellenza – scrisse Giorgio De Chirico – Moderno nel senso di uomo cosciente che sente l’eredità di secoli d’arte e di pensiero”.
E’ morto a Cetona Guido Ceronetti, scrittore, poeta e drammaturgo, che amava Celine. Colpito da una broncopolmonite non si è più ripreso. Aveva compiuto 91 anni, in ospedale, il 24 agosto. Lo comunica la casa editrice Adelphi con cui aveva pubblicato nel 2017 la raccolta di aforismi e pensieri ‘Messia’ e nella primavera del 2018 ‘Odi’, una scelta sue traduzioni delle odi di Ovidio.Nato a Torino il 24 agosto 1927, Guido Ceronetti da molti anni si era ritirato in Toscana dove aveva una casa, a Cetona, per dedicarsi soprattutto alla scrittura. Nel 2008 aveva avuto il vitalizio della legge Bachelli per i “cittadini illustri”. Esemplare il suo ‘Viaggio in Italia’, uscito in volume nel 1983, compiuto a piedi, con treni locali e corriere da Nord a Sud, dal Po avvelenato a ”uno dei peggiori luoghi” del paese, Napoli. Intellettuale contro, grande amico di Cioran, che aveva introdotto in Italia, e appassionato di Celine, era traduttore dal latino (Marziale, Catullo e Giovenale) e dall’antico ebraico (cinque libri della Bibbia).Poeta oltre che scrittore e drammaturgo, aveva una grande passione per il teatro nata con le marionette, fatte anche con le sue stesse mani, e condivisa con la moglie Erica Tedeschi con la quale nel 1970 aveva dato vita al Teatro dei Sensibili. Spettacoli a cui assisterono Eugenio Montale, Guido Piovene, Natalia Ginzburg, Luis Bunuel e Federico Fellini. Famose le sue interviste impossibili, dialoghi immaginari tra un intellettuale contemporaneo e un personaggio storico, andate in onda nel 1974 sul secondo programma di Radio Rai. Ceronetti ha partecipato alla Resistenza occupandosi di stampa clandestina e nel dopoguerra ha vissuto scrivendo su vari giornali e riviste. Ha cominciato a pubblicare libri a partire dagli anni ’70 e ha pubblicato con Einaudi e Adelphi. Nel 2017 gli era stato dedicato il documentario ‘Il filosofo ignoto’.Bonisoli, un autentico poeta – “La scomparsa di Guido Ceronetti priva la cultura italiana di un intellettuale erudito e prolifico, un autentico poeta capace di un pensiero profondo, graffiante e illuminante”. Lo dice il ministro per i Beni e le Attività culturali, Alberto Bonisoli, ricordando Ceronetti, morto oggi.
– MANTOVA
– ELIF BATUMAN, ‘L’IDIOTA’ (Einaudi, pp 432, euro 21). Selin, matricola ad Harvard, ha un amore infelice con Ivan e felice con la letteratura. “Ha smarrito il senso della sua vita” come racconta all’ANSA la scrittrice americana di origine turca Elif Batuman ne ‘L’Idiota’, il suo primo romanzo, che è stato finalista al Pulitzer e inserito in tutte le liste dei migliori libri dell’anno. Una storia di formazione ambientata nel 1995, quando l’email era un nuovo modo di comunicare e i social non facevano ancora parte integrante della nostra vita, pubblicato da Einaudi nella traduzione di Martina Testa.
“Ho scritto una prima bozza quando avevo vent’anni senza pensare che sarebbe diventato un romanzo di formazione. Quando mi sono trovata a revisionarlo, a 38 anni, ho capito che si trattava di un romanzo che racconta due vite. Un libro come viene definito negli Stati Uniti ‘Campus’, che parla dell’attività nei campus universitari e di come si vive l’amore a 18 anni, quando si è giovani e ci si lascia trascinare dalle relazioni sentimentali” spiega all’ANSA la Batuman, 41 anni, che vive a New York e capisce bene l’italiano anche se non lo parla.
Storia d’amore tra i banchi dell’università, ‘L’Idiota’ racconta con umorismo la giovinezza, la solitudine, ma è anche un dialogo con la creatività e la letteratura, al quale la scrittrice è tornata a quasi vent’anni dalla prima stesura.
“Quando ho ripreso in mano questo libro ne stavo scrivendo un altro, ‘The two lives’ (Le due vite), un romanzo sulla vita di una giornalista originaria degli Stati Uniti che vive in Turchia. La struttura era piena di flashback e ho cominciato a farmi grandi domande sulla vita privata e quella professionale.
Ho pensato al libro di Cechov ‘La signora con il cagnolino’ dove c’è un personaggio che ha due vite: una pubblica e una segreta.
E in realtà era quello che accadeva nel romanzo che stavo scrivendo. Così, mentre cercavo di dare voce alla vita privata di questa giornalista, mi sono ricordata de ‘L’Idiota’ e ho pensato di dare un’occhiata a quella storia per prendere qualche dettaglio. E’ stato interessante vedere in quello che avevo scritto che la protagonista è consapevole di vivere due vite, la vita della scuola, dei compagni di corso e una vita concentrata sullo scambio di email con Ivan. E mi sono detta che dovevo terminare questo romanzo, non prenderne dei dettagli” racconta la Batuman, collaboratrice del ‘New Yorker’, caso letterario con ‘I posseduti. Storie di grandi romanzieri russi e dei loro lettori’.
Gli abiti, la musica sono quelli del 1995, “un periodo particolare per la tecnologia, in cui non c’erano i social media, non c’era facebook” dice la scrittrice che il libro sulla giornalista non lo ha mai terminato e ora sta lavorando a una storia che si può collocare a metà tra ‘L’Idiota’ e ‘The two lives’. “Sicuramente c’è sempre un rapporto nei libri che si scrivono con le relazioni amorose. Le domande diventano sempre più ampie, ma mai fine a se stesse”. Selin, anche se fallisce con Ivan, ha un grande amore per tantissime altre cose. “Una storia d’amore o la storia d’amore non determina il destino di una persona e questo mi interessava raccontare” spiega la scrittrice che per i primi due libri ha ripreso titoli dei romanzi di Dostoevskij. “Il titolo provvisorio di quello che sto scrivendo si riferisce invece a un’opera di Kierkegaard, ‘Out out'” racconta.
Istantanee poetiche racchiuse dentro a scatoline per la liquirizia. Immagini dal gusto retrò, piccole creazioni colorate che colpiscono per la loro semplice bellezza. A crearle un architetto e creativo romano, Gianluca Spinella, che da alcuni mesi riutilizza le scatoline degli ‘Amarelli’ per creare dei veri e propri oggetti d’arte. Gli strumenti utilizzati per ricreare questo piccolo mondo moderno sono vecchi ritagli di giornale e personaggi in miniatura provenienti dal modellismo ferroviario. Si va, allora, dal più ‘classico’ ‘Casablanca’ alla citazione ‘pop’ di vecchi videogiochi con ‘Space Invaders’. Le scatoline di latta, che con una calamita dietro, diventano magnetiche e quindi ‘da frigo’, rivivono, così, esposte, tra l’altro, in maniera permanente al museo della liquirizia di Rossano Calabro. Succede così’, racconta Margherita Amarelli, titolare della storica fabbrica, che “un oggetto visto infinite volte, icona del brand di famiglia diventi improvvisamente e creativamente una iconica rappresentazione di un momento di vita, un fermo immagine che in sè ha già tutta la sua compiutezza”.”Le confezioni di metallo – spiega – sono l’icona della mia Azienda l’antica fabbrica di liquirizia Amarelli che da circa 3 secoli ha sede a Rossano. Le piccole confezioni di metallo, portate sul mercato a fine degli anni 70, nascevano in verità da un idea già esistente addirittura nel 1910 data di creazione della prima confezione in metallo, oggi conservata nel Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli. Piccoli scrigni serigrafati con le immagini delle originali etichette della Casa, un successo sin dal principio e che continua ancora oggi. Sorpresa e stupore dunque quando Gianluca Spinella incontrato a Roma mi porta la sua prima collezione e ci conosciamo, un mondo in una scatolina, personaggi e stili diversi, splendide”. “Da luglio – evidenzia Amarelli – hanno un posto nel nostro Museo della liquirizia, raccontano di loro e del loro autore, di creativi riusi da collezionare. Ho sempre pensato che buone sinergie portano a splendidi successi e così è stato, i visitatori passati tra Luglio e Agosto sono stati oltre 8.000 e in tanti hanno già scritto all’autore per acquistarle”.
– GENOVA
– Oltre cinquanta opere autentiche de ‘I macchiaioli’, precursori dell’Impressionismo, dal 14 settembre fino al 9 dicembre a Genova a Palazzo della Meridiana saranno protagoniste di una mostra curata da Simona Bartolena.
Un ‘viaggio’ lungo la loro ribellione nei confronti del sistema accademico dell’epoca. Il percorso consentirà di scoprire attraverso le creazioni dei principali artisti del movimento, da Telemaco Signorini a Giovanni Fattori, da Vincenzo Cabianca a Silvestro Lega, le caratteristiche e l’evoluzione del linguaggio pittorico sviluppatosi nella seconda metà dell’Ottocento a Firenze tra i tavolini dello storico ‘Caffè Michelangelo’, un passo fondamentale per la nascita della pittura moderna. “Sono stati i pittori macchiaioli andati a Parigi ad aver portato in Italia al loro ritorno le istanze della ‘Scuola di Barbizon’, l’Impressionismo nascerà anni dopo”, sottolinea Bartolena. “E’ un salto di qualità sia nell’impegno organizzativo sia per la qualità delle opere esposte, – dichiara il presidente dell’associazione Amici di di Palazzo della Meridiana Davide Viziano – ringrazio i collezionisti pubblici e privati, le istituzioni, che ci hanno aiutato ad organizzare una grande mostra sui macchiaioli”.
– BOLOGNA
– Era stato rubato nel 1930 dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna: 88 anni dopo il furto è stato ritrovato il dipinto ‘Madonna Orante’ di Elisabetta Sirani, pittrice del Seicento bolognese. I Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, analizzando una fotografia dell’opera che ritraeva l’olio su tela come era stato catalogato anni prima, hanno confermato la scoperta. Ai militari dell’Arma, alla fine dello scorso anno, si erano rivolti i responsabili del polo museale che avevano riconosciuto in un dipinto in vendita presso una casa d’asta in Liguria, rinominato della ‘scuola di Guido Reni’ e regolarmente acquistato da un ignaro collezionista romagnolo, una somiglianza con l’opera di cui venne denunciata la scomparsa al Procuratore del Re di Bologna nel 1931.
“La fotografia scoperta negli archivi museali è stata fondamentale”, ha spiegato Giuseppe De Gori, comandante Nucleo Carabinieri Tpc. L’autorità giudiziaria di Genova ne ha disposto il dissequestro e la restituzione alla Pinacoteca nazionale.
La voce è un po’ “strascicata”, come quella del babbo, ma l’accento no, quello è spiccatamente da “romano de Roma”, la città dove è nato e cresciuto. Del resto, le differenze ci sono, e il giovane rampollo non ha paura del confronto. “Sono il figlio di Vasco, e ne vado orgoglioso, e sono anche un suo fan, ma io procedo per la mia strada. Nella musica, e in generale nell’arte, non possono esistere i confronti, non è una gara: ogni artista è a sé”. Davide Rossi, figlio 32enne del Komandante (il primo dei tre avuti dal rocker di Zocca), dopo un’adolescenza da attore passata tra cinema e televisione, ha deciso ora di seguire le orme paterne e di dedicarsi alla musica, senza paura di essere etichettato come “il figlio di…”. E così dà alle “stampe” il suo primo singolo “A morire ci penso domani”.”In realtà ho cominciato a scrivere da ragazzino, un po’ per gioco, un po’ per caso, ma ho continuato a fare l’attore (recita in Caterina va in città di Paolo Virzì, in Scusa ma ti chiamo amore di Federico Moccia, nelle serie Lo zio D’America 2 e Provaci ancora, Prof 2, ndr) fino a quando a 23 anni non ho deciso di dedicarmi all’amore e la scrittura è stata come un fiume in piena: lasciavo sfogare le emozioni sui fogli bianchi”. Ora quelle emozioni in musica e parole hanno trovato la loro strada e sono uscite dal cassetto, “tutto arriva quando deve arrivare e più scrivi e più diventi bravo. Poi adesso penso di avere qualcosa da dire e da raccontare”. ‘A morire ci penso domani’ è una ballad struggente (scritta con Lorenzo Mastropietro) che non può non ricordare certi brani del Blasco (del quale ha aperto i concerti come dj a partire dal 2007), al quale sembra anche far riferimento nei versi, come “un giorno verrò fuori” e “perso tra miti e parole”.”In ogni brano che scrivo c’è tanto di me. Ma anche di chi ascolta, in un continuo gioco di specchi e di rimandi. E’ un po’ la metafora della mia vita e dell’eterno conflitto tra bene e male”. Il singolo anticipa un album al quale sta lavorando, “e che spero esca nel giro di un anno, anche se l’idea di disco non mi piace: preferirei fare solo singoli per poi farne una raccolta”. Intanto tre brani ai quali ha collaborato sono finiti nel disco di Valerio Scanu “Finalmente Piove” (2016) con Parole di Cristallo certificata disco di platino. Consigli da papà Vasco? “Lui c’è, abbiamo uno splendido rapporto e spero che buon sangue non menta. Ma io sto cercando la mia strada. Quello che mi ha sempre detto, come consiglio di vita, è di fare sempre tutto con il sorriso. Mi ha detto anche bravo e che non sarebbe stato facile proprio perché sarei stato giudicato come suo figlio prima che come artista. Ma è stupido chiudere le emozioni in un cassetto. Non è più tempo di avere paura. E posso essere il ‘figlio di…’ solo per chi non mi conosce”.
“Quella di Cenerentola è la storia di un riscatto personale, così come questo disco per me è una sorta di rinascita”. Lo presenta così, Enrico Nigiotti, il suo nuovo album in uscita domani, con il titolo di ‘Cenerentola’, che segna anche il suo ritorno in scena dopo l’esperienza dello scorso anno ad X Factor, con piazzamento sul podio. Il cantautore livornese ha riunito nel nuovo lavoro da studio una scaletta di dodici canzoni, scritte in diversi momenti e prima ancora dell’ultima esperienza televisiva.”Ho deciso di raccontarmi con tutte le mie facce differenti – ha spiegato la voce delle nuove ‘Buonanotte’, ‘Un altro giorno’ e ‘L’amore è’ – e tutto quello che scrivo è istintivo perché nasce da esperienze personali ed emozioni. Nelle mie canzoni ci sono i sentimenti, l’ironia ma anche la malinconia, perché quando scrivi di un’emozione, poi quell’emozione finisce una volta terminata la canzone. Poi toccherà a chi la ascolta attribuirle le emozioni che meglio crede”. Classe 1987, innamorato della chitarra dall’età di dodici anni, da quando il padre, grande appassionato di Eric Clapton, gliene regalò una, Nigiotti, prima di passare dal piccolo schermo del talent di Sky, ha partecipato in passato anche ad un’edizione di Amici e a un Festival di Sanremo nella categoria ‘Nuove proposte’.”X Factor come ogni esperienza mi ha lasciato molto – ha spiegato Nigiotti – soprattutto dal punto di vista umano. Sono felice di aver potuto accedere ad un palcoscenico come quello televisivo, che ha permesso anche questa mia rinascita. Nell’album ci sono però tante esperienze che ho vissuto nel corso degli anni: quindi c’è X Factor come però ci sono i momenti in cui andavo a lavorare la terra con mio nonno, c’è Livorno, c’è il mio mare e molta della mia vita vissuta fino ad oggi”. Il nuovo album al completo è stato anticipato dal singolo ‘Complici’, sul quale Nigiotti ha duettato con Gianna Nannini. “E’ stato uno dei regali più belli che avrei mai potuto ricevere – ha confessato il cantautore – perché io con le canzoni di Gianna ci sono cresciuto. Per lei avevo già aperto in versione chitarra e voce i concerti nei palasport e tornare a lavorarci è stato umanamente e artisticamente bellissimo”.Sul fronte live, per Nigiotti sta per arrivare una serie di appuntamenti importanti: se a breve aprirà i concerti di Laura Pausini al Mandela Forum di Firenze (6 e 7 ottobre), dicembre sarà invece il mese che lo porterà sui palchi dei teatri per tre date in anteprima del ‘Cenerentola tour’ (il 3 all’Auditorium di Milano, il 5 al Teatro Goldoni di Livorno e il 10 all’Auditorium Parco della Musica di Roma). “L’atmosfera dei teatri è magica – ha detto Nigiotti – e sarà altrettanto magico raccontarmi con le mie canzoni in quella dimensione”.
– TEL AVIV
– Sarà Tel Aviv a organizzare l’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest: lo ha reso noto il municipio della città dopo aver appreso della scelta compiuta dall’Ente europeo per le trasmissioni (Ebu) e dall’autorità israeliana per i programmi radio-televisivi (Kan). Tel Aviv ha così prevalso sulla sua principale rivale, Gerusalemme, che pure si era offerta di ospitare la competizione, assegnata ad Israele in seguito alla vittoria della cantante Netta Barzilai nel 2018 in Portogallo.
“Tel Aviv – ha rilevato il municipio – è il maggiore centro culturale e finanziario di Israele. E’ un hub internazionale di arte e di creatività, di commercio, di media e di istituti accademici. E’ una città che celebra il pluralismo e la tolleranza”. La ministra della cultura Miri Regev (Likud) ha espresso disappunto per la mancata assegnazione della competizione a Gerusalemme “che è la nostra capitale”. Ha però assicurato che il suo ministero sosterrà egualmente Tel Aviv affinché riesca nella prova che la aspetta.
– FAENZA (RAVENNA)
– Torna il “Premio dei Premi” al Teatro Masini di Faenza il 29 settembre, promosso dal Meeting etichette indipendenti (Mei) con i vincitori di vari concorsi italiani intitolati a cantautori scomparsi. La serata è dedicata ai 40 anni del disco “Pigro” di Ivan Graziani ed è previsto un omaggio del cantautore triestino Cortellino. In gara: Salvario (Premio Bertoli), Lisbona (Bindi), i Yosh Whale (Buscaglione), La Quadrilla (Cesa/Folkest), Luchi (Ciampi), Federica Morrone (Bianca d’Aponte), i Mislead (Augusto Daolio), Giulio Wilson (Lauzi), gli Helena (Manente), Agnese Valle (Mario Panseri) e Daniela Pes (Andrea Parodi). Tutti alle prese con un brano proprio e una cover di fronte a una giuria di ‘addetti ai lavori’ e giornalisti. Al vincitore va un “immediate video” della propria canzone, proiettato il 30 settembre al Premio Italiano Videoclip Indipendente-Pivi, sempre a Faenza e poi pubblicato su repubblica.it. L’Officina della Musica e delle Parole di Milano offre una borsa di studio da 1.500 euro.
– TERNI
– Nasce a Terni via Sergio Endrigo: il Comune ha deciso di celebrare così il legame tra la città e il cantautore scomparso nel 2005, nato a Pola ma sposato con una ternana e sepolto proprio nel cimitero umbro.
La cerimonia di intitolazione della nuova strada, che si trova tra la rotonda di via del Centenario e il raccordo Gabelletta-Maratta, è avvenuta il 13 settembre. La targa con l’indicazione della via è stata fornita dagli Amici del tributo Endrigo, associazione che ha ereditato il lavoro organizzativo di Terni Città Futura, che per sette anni si è occupata di ricordare la figura dell’artista. L’associazione in questi anni ha dato vita a una manifestazione divenuta un appuntamento tradizionale a settembre, in occasione dell’anniversario della morte di Endrigo, ma che quest’anno rientrerà nelle celebrazioni di San Valentino 2019.
– Dall’incontro tra uno stilista un po’ dandy e una catena low cost nasce ‘Piombo’, il nuovo progetto dedicato all’uomo firmato da Massimo Piombo per Ovs, di cui diventa direttore creativo. E’ prevista l’apertura di due negozi di circa 120 mq, a Milano e a Treviso, poi il progetto si svilupperà con l’apertura, entro il 2019, di altri 15 store.
Con la nuova linea, Ovs “si rivolge a un uomo dallo stile ricercato e attuale – dice Stefano Beraldo, Ad di Ovs – ‘Piombo’ introdurrà nel mercato italiano una proposta nuova, per rispondere a una domanda di eleganza e qualità a prezzi ragionevoli. Nella nostra intenzione sarà una interessante sintesi tra il talento di Massimo e la nostra capacità di produrre a costi contenuti con il miglior rapporto qualità prezzo, grazie alla forza della nostra supply chain. Questo progetto si aggiunge agli altri che abbiamo avviato con Massimo Piombo sul fronte della Direzione Stilistica Uomo e della Direzione creativa di OVS”.
– BOLOGNA
– Il premio Guido Elmi, dedicato al produttore di Vasco Rossi scomparso nel 2017, è stato assegnato al giovane produttore Tommaso Colliva (Grammy award 2016 per Drones dei Muse) e gli verrà consegnato da Paola Turci il 29 settembre all’Europauditorium di Bologna, alla serata finale del concorso Bologna musica d’autore (Bma), seconda edizione, che annuncia Mogol presidente di giuria. Sul palco, live, come la Turci, anche Matteo Mobrici, leader dei Canova, e il rapper Laїoung.
Al Bma sono 10 i cantautori tra 16 e 40 anni finalisti con un brano inedito: Sudestremo, Federico Rebecchi, Francesco Rainero, OOTB, L›ner, Roberta Guerra, Alice Cucaro, Arianna Cammarota, Blugrana e Federico Biagetti. Quest’anno il Bma è nell’ambito della prima edizione di Italy Sounds Good, due giorni al via il 28 settembre con Fonoprint e Bologna Congressi: incontri del mercato della musica e laboratori con professionisti dell’industria discografica per chi vorrà iscriversi gratuitamente (prenotazione Eventbrite).
– BOLOGNA
– Riapre al pubblico sabato 15 settembre, dopo la pausa estiva, la mostra ‘Universo Futurista’ nella sede della Fondazione Massimo e Sonia Cirulli a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna. Fino al 18 novembre il percorso espositivo si arricchisce di un disegno di Umberto Boccioni del 1912, ‘Copertina per musica futurista di Balilla Pratella’, dove l’artista attesta le rivoluzionarie ricerche teoriche e pittoriche che stava conducendo in quegli anni.
La mostra, a cura di Jeffrey T. Schnapp e Silvia Evangelisti, è focalizzata sul nucleo della collezione dedicato a questo periodo storico (1909 -1939) e pone l’accento su tematiche centrali dell’estetica futurista come l’inno alla vitalità creativa, alla giocosità e alla fantasia di un’arte che rallegra il mondo ricreandolo integralmente, riprendendo le parole del Manifesto ‘Ricostruzione Futurista dell’Universo’ redatto nel 1915 da Giacomo Balla e Fortunato Depero. In mostra oltre 200 opere realizzate in diversi materiali, forme e misure.
– PERUGIA
– C’è anche la discussione e l’esposizione di un “San Giovannino”, quale potenziale autografo inedito del Caravaggio, tra le novità che segnano l’edizione di quest’anno di “Evidenza Caravaggio”, due giornate di studio sulle opere dell’artista in programma il 6 ed il 7 ottobre a Monte Santa Maria Tiberina.
Roberta Lapucci, responsabile del dipartimento Conservazione opere d’arte e di archeologia della Saci ed esperta del pittore, ha spiegato che nel convegno “verranno proposte griglie di lettura obiettive, metodi di acquisizione delle informazioni attraverso modelli algoritmici e elaborazioni dei dati con l’ausilio delle nuove tecnologie per fare un salto di qualità nella raccolta, elaborazione e valutazione delle informazioni”.
Per l’assessore regionale alla Cultura Fernanda Cecchini “il programma del Simposio, che vede la presenza di studiosi di chiara fama internazionale, testimonia il rigore scientifico di una iniziativa che ha la capacità di unire arte e scienza”.
– PADOVA
– Si chiama “Antonius” il nuovo percorso multimediale immersivo dedicato alla vita e alle opere di Sant’Antonio, presentato nella Basilica di Padova.
Un’iniziativa voluta per ricordare i 120 anni di fondazione del “Messaggero di sant’Antonio”. L’innovativa modalità di fruizione dello spazio espositivo, di circa 1.000 metri quadrati, farà incontrare l’arte e la spiritualità antoniana con lo spettacolo. L’allestimento, svelato oggi in anteprima, è stato concepito e progettato dalla società Mediacor di Torino. L’idea era quella di ripensare in chiave più moderna e funzionale la Mostra su Sant’Antonio che dalla metà degli anni Settanta era collocata nei chiostri a fianco della Basilica del Santo, visitata ogni anno da milioni di pellegrini. Il percorso multimediale è costituito da alcune sale, allestite con apparecchiature tecnologiche scelte per creare uno spazio visivo e sonoro favorevole a un incontro suggestivo con il Santo e con le opere che i frati portano avanti nel suo nome.
Una Roma nord opulenta, snob, con botox e cocaina più diffusi delle buone maniere, simboleggiata dai palazzinari Copulati e una Roma sud, coatta, ignorante, cafona e chiassosa, in mano ai Montacchi, che controllano il traffico di rifiuti, si fronteggiano senza esclusione di colpi nella nuova serie comedy di Fox, al debutto il 17 settembre in prima serata, ‘Romolo + Giuly. La guerra mondiale italiana’. E’ una reinterpretazione satirica (producono Wildside e Zerosix Productions) di Romeo e Giulietta che nasce da un corto/teaser con milioni di visualizzazioni, premiato nel 2016 al Roma Web Fest.Al posto di Romeo c’è l’insicuro Romolo Montacchi, interpretato da Alessandro D’Ambrosi (anche coautore con il regista Michele Bertini Malgarini e Giulio Carrieri), e di Giulietta, la sensibile Giuly Copulati (Beatrice Arnera). Con loro nel cast, fra gli altri, Massimo Ciavarro, Michela Andreozzi, Lidia Vitale, Federico Pacifici, Nunzia Schiano, Niccolò Senni e Francesco Pannofino. Rispetto al web, in tv la guerra si allarga con l’alleanza contro la capitale, di Milano, guidata da un Giorgio Mastrota ‘malefico’ e massone pronto a trasformare Roma in un parco di divertimenti, e Napoli, ‘gestita’ dal boss e nobile Don Alfonso (Fortunato Cerlino, in un ritratto autoironico del suo Pietro Savastano di Gomorra), che vorrebbe usare i romani come operai ‘schiavi’ a cui far costruire il Ponte sullo Stretto e per completare la Salerno – Reggio Calabria. Appaiono anche, in dei cameo, Paolo Bonolis e Giorgio Panariello.Nel mare di riferimenti e citazioni cinematografiche (da Star Wars a Titanic) l’ironia, anche spietata, domina ma c’è chi, anche solo guardando promo e anticipazioni, non ride: “Da giorni sul web ricevo insulti e minacce da chi prende sul serio le mie battute nella serie… vorrei dirgli che in realtà sono un bravo ragazzo” dice sorridendo Mastrota. Problemi del genere li stanno avendo anche Stefano Fregni, interprete di Teodorico Fumagalli, leader cavernicolo del Movimento Settentrionale nordico del nord (“alcuni mi hanno dato del razzista e imbecille… ma l’importante è che la serie sia venuta bene” dice l’attore) e per Michela Andreozzi (in una performance spettacolare): “Alcune signore di Roma nord si sono offese…”. Chi reagisce così “non ha capito niente di Romolo + Giuly, è satira surreale, una serie una comedy/fantasy” dice Alessandro Saba, Vicepresident Responsabile dei Canali Entertainment di Fox Italia. Dopo il successo di Boris “cercavamo qualcosa che facesse ridere in maniera diversa – spiega -. E’ un progetto spavaldo e sfrontato, senza censure. Ci sono cose che faranno ridere ma anche arrabbiare”.In Italia “c’è bisogno di costruire nuovi tessuti narrativi, soprattutto per la commedia servono nuovi autori e talenti, perché ciò che si faceva in passato non ottiene più lo stesso risultato” riflette Mario Gianani di Wildside. Per i tre autori del corto e della serie D’Ambrosi, 34 anni, Carrieri, 30 e Bertini Malgarini, quasi 38: “è incredibile pensare che pochi anni fa eravamo un link su Vimeo e ora siamo in prima serata su Fox, è un esempio virtuoso di come si possa viaggiare lontano sulle ali della satira”. Per la comicità come fonti d’ispirazione ci sono “Chi ha incastrato Roger Rabbit e i Monty Python, per il nonsense e la capacità di trattare in modo paradossale temi politici, ma anche cartoons come I Simpson e i Griffin” spiega Carrieri. La cifra grottesca e surreale è un buon modo “per raccontare qualcosa che sembra ancora più grottesco ma invece è la realtà. Affrontiamo il tema dell’altro, il fatto che la ricchezza viene dalla collisione di culture” dice D’Ambrosi. “Sulla falsa, falsa, falsariga di Shakespeare – aggiunge Beatrice Arnera – L’amore di Romolo e Giuly diventa anche una chiave per risolvere i conflitti”. Tra i più entusiasti dell’esperienza Giorgio Mastrota: “Era una ventina d’anni che non mi vedevo in video lontano da un materasso, è stata un’emozione. Anche se nella mia prima scena il materasso ce l’hanno messo… come santino”.
Il copione di La vita promessa, la serie in 4 puntate in onda su Rai1 dal 16 settembre, è arrivato a Luisa Ranieri mentre era incinta della sua seconda figlia. – “E’ uno di quei ruoli che ogni attrice vorrebbe interpretare. Tante sfumature femminili in un un unico ritratto, grandi sentimenti, grandi temi come la famiglia, l’emigrazione, la fame, la vergogna. E’ il personaggio che forse ho amato di più della mia carriera, bellissimo perché a tutto tondo, mai scontato”. Così l’attrice napoletana, protagonista della fiction (in onda il 16 e 17 settembre le prime due puntate, poi il 24 settembre e il 1 ottobre le successive) che racconta la storia di una famiglia di siciliani nella New York del proibizionismo. Luisa Ranieri è Carmela, che per sottrarsi alle prepotenze di un sorta di un uomo ossessionato da lei e senza scrupoli, Vincenzo Spanò, che ha il volto di Francesco Arca, si sposa per procura, dopo l’omicidio del primo marito (il padre dei suoi cinque figli) e va in America per dare un futuro alla propria famiglia. E sul piroscafo la sua vita si intreccia con quella di un gentiluomo, Mr Ferri (Thomas Trabacchi) – prima di imbarcarsi farà sosta a Napoli dove incontrerà Assunta Moggi (Lina Sastri), una donna burbera dall’animo buono che affitta camere a migranti in attesa di risolvere problemi coi documenti per poter partire anche loro – e una giovane prostituta (Miriam Dalmazio).
I copioni sono opera postuma di una delle più note e apprezzate sceneggiatrici della tv italiana, Laura Toscano (Commesse, Il maresciallo Rocca) con Franco Marotta. La revisione della sceneggiatura è di Simona Izzo.
“Carmela è una ‘madre arcaica’ – osserva Thomas Trabacchi – una figura di cui dovremmo riappropriarci culturalmente perché, se ci guardiamo indietro e sappiamo chi siamo stati, potremo capire dove stiamo andando”. Nel cast della miniserie (una coproduzione Rai Fiction e Picomedia, prodotta da Roberto Sessa), anche Primo Reggiani e Cristiano Caccamo, Emilio Fallarino, Francesca di Maggio, Vittorio Magazzù.
La serie, ha aggiunto Ranieri, “racconta una storia di immigrazione e disperazione, che parla dei migranti di allora non dimenticando la tragedia di quelli di oggi”. Poi, tornando sul suo personaggio, aggiunge: “Questa madre ha zone grigie. Ha un rapporto conflittuale con il primogenito Rocco, ad esempio. E’ una donna che, nella gestione della famiglia, vuole vivere la vita degli altri. Questo non è un cliché. Non è la solita mamma da fiction”. “Racconta del nostro passato finendo per parlare del presente”. Le vicende di una famiglia di siciliani nella New York del proibizionismo e della grande crisi del ’29, che parte dal dolore di un Sud misero e violento ed approda ai tepori domestici e alle seduzioni della famosa Little Italy, il sobborgo dell’emigrazione italiana a Manhattan. Saga familiare, racconto di “gente comune”, realismo, epica, gangster movie si fondono in una ricetta di taglio classicamente melodrammatico, “con al centro una madre dal temperamento vulcanico – insiste Ranieri – che non è un personaggio buono a tutti i costi”. L’avventura di Carmela s’intesse a doppio filo con quella di un’altra donna, Rosa (Dalmazio), una prostituta di origine siciliana che si sposa per procura col figlio: “E’ proprio la mamma a combinare l’inganno, per assicurare a Rocco una moglie, finendo per infliggere però a Rosa lo stesso destino, se non forse più amaro, che era toccato a lei”.
“L’aspetto che più mi ha colpito – aggiunge il regista Ricky Tognazzi – per accettare questa sfida è stato senza dubbio il luminoso riflesso dell’attualità, in questa storia. Dodicimila migranti al giorno arrivavano a Ny negli anni venti in cerca di sogni e riscatto. In un’epoca in cui oggi il nostro paese ad essere diventato, per molti popoli provenienti dall’Africa, la porta principale per quella terra promessa che oggi si chiama Europa, è arrivato per noi il momento forse di ringraziare”.
Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, nota: “E’ una storia legata alle nostre radici che ci racconta come eravamo, quasi un secolo fa, chi erano gli italiani che migravano e andavano a cercare la ricchezza in un altro Paese. Racconta il coraggio di andare avanti, di non cedere, di credere nella possibilità di cambiare, la forza della famiglia, la ribellione al sopruso, la tradizione matriarcale, la condizione dei migranti. Racconta tanto, in controluce, del nostro presente. Ma anche una storia che diventa Storia. Il contesto del Sud, la povertà di tanti e il sopruso dei più forti, la migrazione italiana in America, gli anni Venti, il crollo di Wall Street, la Mano Nera e la mafia italiana”. ‘La vita promessa’, che attraverso la distribuzione di Rai Com è già stata venduta in Giappone, Usa e America Latina, si svolge nell’arco di nove/dieci anni e va dal 1921 al 1930, passando attraverso la crisi finanziaria americana del ’29. Luisa Ranieri sta preparando uno spettacolo teatrale: la regia è del marito Luca Zingaretti, in The Deep Blue Sea “debuttiamo il 20 novembre all’Argentina a Roma”.
– “Appena sei venuto al mondo ti ho scritto una canzone. Non è una canzone come le altre. Sono parole che mi mettono a nudo. Parole dedicate a te, che presto potrò far sentire agli altri. È una canzone che ti sto facendo ascoltare ormai da 5 mesi ma che fra pochi mesi non sarà più solo nostra”. Fedez, su Instagram, annuncia di aver scritto una canzone dedicata al figlio Leone, nato a marzo dall’unione con Chiara Ferragni. “Non ti nascondo – scrive l’artista, postando una foto che li vede sorridenti insieme – che questa volta il salto da una dimensione così intima a un palcoscenico pubblico mi mette un po’ di tensione. Ma da quando sei arrivato niente è più come prima. La verità è che con la vita che ti ho dato ho cambiato la mia”.
– Omaggio milanese alla fotografa francese Sarah Moon, artista dallo stile evanescente protagonista di due mostre durante la settimana della moda: ‘From one season to another’, con opere dalla metà degli anni Settanta al 2018, ospitata dall’Armani/Silos, e ‘Sarah Moon, Time at Work’ alla Fondazione Sozzani, con 90 opere, accompagnate da un documentario e da un corto, che mettono in evidenza il percorso dell’artista dal 1995 a oggi.
Nella mostra da Armani – curata dalla stessa Moon – ci saranno oltre 170 immagini di piccolo e grande formato, a colori e in bianco e nero. Alle iconiche foto di moda saranno affiancate immagini meno conosciute di animali, fiori ed edifici industriali. La successione degli scatti seguirà un flusso personale e poetico e non cronologico. La mostra alla Fondazione Sozzani è “la storia del tempo che passa e cancella. Qui e ora – racconta l’artista – la storia che racconto non è completamente mia, è la storia di queste fotografie prima che scompaiano. È il tempo al lavoro”.
– PARMA
– Il Festival Verdi di Parma e Busseto apre il calendario il 23 settembre con le prove aperte del Macbeth, nuovo allestimento del Teatro Regio nell’edizione critica di David Lawton, al debutto il 27 settembre. Quattro le opere complessivamente in programma fino al 21 ottobre, tutte in edizione critica: Un giorno di Regno, curata da Francesco Izzo, debutta il 28 settembre al Teatro Verdi di Busseto; Le Trouvère, in prima assoluta al Teatro Farnese di Parma il 29 settembre, è firmata ancora da Lawton; Attila, a cura di Helen M.Greenwald, debutta il 30 settembre al Regio. Tutte hanno in calendario diverse repliche.
In totale il festival prevede 25 eventi per 70 appuntamenti in 25 giorni, senza contare il programma di Verdi Off, la rassegna di appuntamenti collaterali al via venerdì 21 settembre, quest’anno alla terza edizione: oltre 130 appuntamenti a ingresso libero, per più di 50 eventi in 40 luoghi diversi a Parma e provincia.
– VERONA
– La 96/a edizione del Festival lirico all’Arena di Verona ha registrato un incremento di pubblico e di incassi nelle 47 serate, con un cartellone di 5 titoli d’opera e 2 appuntamenti speciali (contro le 48 del 2017, con 5 titoli d’opera e 3 appuntamenti speciali). L’incasso medio è stato di 510.710 euro a serata (rispetto ai 471.460 nel 2017) pari al +8,32%, per un totale di 24.003.357,50 (22.630.112 nel festival dello scorso anno), con un aumento delle vendite pari al 6,07% rispetto al 2017. La media del pubblico in ciascuna serata è stata di 8.361 spettatori (contro i 7.934 spettatori del 2017), registrando un +5,39%, per un totale di 392.990 presenze (380.822 nel 2017), pari a un incremento del 3,20% rispetto al 2017. “Il Festival 2018 è stato un successo per la qualità degli spettacoli proposti, per presenze e incassi”, ha dichiarato il sindaco di Verona, Federico Sboarina, presidente della Fondazione Arena.
– Esce il 14 settembre il nuovo singolo di J-Ax “Tutto tua madre”. “Ho voluto scrivere un pezzo per le persone che vivono il dramma di voler creare una nuova vita, senza riuscirci, situazione in cui mi sono trovato anch’io – racconta il rapper che è pronto a festeggiare 25 anni di carriera con 5 concerti al Fabrique di Milano il 15, 16, 17, 21 e 22 ottobre -. In Italia siamo in tantissimi, ma per qualcuno siamo troppi. Dovremmo essere zero. Infatti leggiamo più spesso di iniziative che questo governo vorrebbe prendere contro la fecondazione assistita e tante altre procedure che aiutano decine di migliaia di coppie italiane a creare una famiglia insieme. Trovo assurdo che un governo fatto, almeno per la parte più gialla, di persone che ho sempre rispettato e ammirato per la scelta di portare avanti principi di libertà e giustizia, possa rendersi partecipe di una ingiustizia simile”, attacca l’artista.
– WASHINGTON
– Italia superstar alla National Gallery of art (Nga) di Washington, con cinque delle prossime 11 mostre in calendario: ben tre dedicate a Tintoretto, per il 500/o anniversario della nascita, una su Andrea del Verrocchio ed un’altra sull’incisione a chiaroscuro nel Rinascimento italiano.
“Sono convinto che sarà un anno superbo per l’arte italiana in una delle più prestigiose istituzioni culturali italiane negli Usa e nel mondo”, ha osservato l’ambasciatore italiano Armando Varricchio presentando le esibizioni alla Nga.
L’esposizione più attesa è ‘Tintoretto: artista del Rinascimento veneziano’, in corso a Palazzo Ducale e in programma dal 10 marzo al 7 luglio 2019 alla Nga, unica altra tappa dopo la città lagunare. Sarà la prima retrospettiva di Tintoretto nel nord America, con 50 quadri, 20 dei quali da Venezia e parecchi mai visti prima in Usa. In calendario anche ‘Drawing in Tintoretto’s Venice’ (10 marzo-26 maggio 2019), con focus sul lavoro dell’artista come disegnatore e disegni anche di predecessori e contemporanei, tra cui Tiziano, Veronese e Jacopo da Bassano. Infine ‘Venetian prints in the time of Tintoretto’ (stesso periodo), circa 40 stampe della collezione della Nga, dalle acqueforti di Parmigianino alle incisioni di Giuseppe Scolari. Il ‘ciclo’ italiano sarà aperto da ‘The chiaroscuro woodcut in Renaissance Italy’ (14 ottobre 2018-20 gennaio 2019), primo studio completo dedicato a questa tecnica di incisione nel Rinascimento italiano. A chiuderlo sarà invece la mostra su Andrea del Verrocchio: sculptor-painter of Renaissance Florence(15 settembre 2019-12 gennaio 2020), prima esibizione monografica sull’artista, con circa 40 tra sculture, quadri e disegni, compresi i lavori creati con o da studenti come Leonardo da Vinci e Domenico Ghirlandaio.
– VENEZIA
– Lo sguardo fiero. Un filo d’argento, a raccontare la maturità raggiunga. E quel colletto, sull’abito in velluto, del quale Van Dyck non era contento. È il Ritratto di Marcello Durazzo, capolavoro del maestro della pittura fiamminga, che campeggia, nella sua ritrovata bellezza, al centro di Discovery and Redisconvery / Scoprire… e riscoprire, uno dei 16 percorsi di Homo Faber. Crafting a more human future, la grande mostra dedicata ai mestieri d’arte di tutta Europa che la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship porta alla Fondazione Giorgio Cini a Venezia dal 14 al 30/9. Dipinto tra il 1622 e il 1627, è con il San Sebastiano del Mantegna, una delle opere più celebri della Galleria Ca’ d’oro. Oggi, dopo il restauro finanziato da Venetian Heritage con Michelangelo Foundation, Arthemisia e Marco Voena, anche il simbolo della maestria artigianale dei restauratori. Dopo l’anteprima a Homo Faber i risultati dei lavori e delle indagini diagnostiche saranno presentati a ottobre alla Ca’ d’oro
– TORINO
– Un bando per trovare il nuovo presidente del Salone del Libro. Il giorno dopo l’annuncio delle dimissioni di Massimo Bray dal vertice della buchmesse, Regione Piemonte e Città di Torino accelerano per trovare il sostituto.
“Non sarà facile trovare una figura altrettanto importante – osserva il direttore editoriale Nicola Lagioia – ma sono ottimista e sono certo che le cose verranno messe a posto. Il bando resterà aperto due settimane.
– Una guerra finisce ma non finiscono le guerre. Richiede impegno e attenzione alle connessioni tra i lavori di autori molto diversi tra loro la mostra “?War is over.
Arte e conflitti tra mito e contemporaneità” che il Museo di Arte di Ravenna propone dal 6 ottobre al 13 gennaio 2019.
Guerre, dunque, ma lo sguardo si allarga a scontri, contese, barriere e muri che si alzano, per indurre lo spettatore a riflettere. I curatori Angela Tecce e Maurizio Tarantino hanno scelto di non seguire un criterio storico, privilegiando “la strada più difficile di far parlare le opere” ordinandole seguendo assonanze, contrasti armonie e disarmonie. Sessanta tra quadri, istallazioni, video di grande impatto scorrono nei tre piani del Mar. Tra i nomi spiccano Kounellis, Christo, Boetti, Kiefer, Paladino, Rauschenberg, Tato, Marinetti, Abramovic, Warhol, Pascali, Fabre, Picasso.
– FIRENZE
– Tra essenze esclusive e novità per bellezza e benessere, prende il via il 14 settembre alla stazione Leopolda di Firenze l’edizione numero 16 di Fragranze, il salone della profumeria artistica organizzato da Pitti Immagine. Sono 190 i brand a questa edizione, di cui il 70% esteri, organizzati in un allestimento che studia il tema della forma delle fragranze (i riferimenti sono le opere di alcuni importanti artisti, studiando rilievi plastici e volumi tridimensionali creati a partire da superfici piatte).
La vaniglia sarà protagonista di una presentazione in programma il 14, con interventi alla scoperta della ricchezza olfattiva di questo elemento e un viaggio virtuale in Madagascar, principale produttore mondiale di vaniglia, ma anche di geranio bourbon e vetiver. Un altro dibattito analizzerà i consumi asiatici e le materie prime più amate. Pitti Fragranze coinvolge anche la città di Firenze in un percorso di eventi e iniziative, con l’idea di proporre visite olfattive e degustazioni guidate.
– NAPOLI
– Ci sarà anche il regista Paolo Genovese tra gli ospiti del Napoli Film Festival (24 settembre – 1 ottobre) che compie vent’anni e conferma la sua attenzione al giovane cinema internazionale con cinque concorsi riservati ad opere provenienti da diversi Paesi, da Israele all’Islanda, dalla Grecia alla Germania, e con omaggi dedicati ai grandi autori Ingmar Bergman, Bruno Dumont e Andrzei Wajda.
Diretto da Mario Violini, il Napoli Film Festival assegnerà i Vesuvio Awards al termine di otto giorni di incontri (con Genovese, autore del fenomeno ‘da esportazione’ ‘Perfetti sconosciuti’ l’appuntamento è il 27 settembre, ore 21, al Cinema Hart), proiezioni e convegni che si alterneranno in vari spazi cittadini ed anche all’Institut Français Napoli, all’Instituto Cervantes e al Cinema Vittoria, nuova sede di “Parole di Cinema”, la sezione mattutina dedicata agli studenti degli istituti superiori napoletani organizzata in collaborazione con Mobydick di Rita Esposito. [print-me title=”STAMPA”]
