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SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA

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DALLE 02:35 ALLE 19:57

DI VENERDì 14 SETTEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA

Usa, sfuma sogno politico Cynthia Nixon
Ex attrice ‘Sex and the City’ sbaragliata da Cuomo a primarie

A Danza con me di Bolle Rose D’or RaiNuovo riconoscimento dell’EBU per le eccellenze della Rai

Harding dirige in Duomo a PisaConcerto il 15/9 con l’orchestra della Radio svedese

Sulla mia pelle, gli ultimi giorni di CucchiIl protagonista Borghi, sul caso omertà e irresponsabilità

“Design? Progettazione di un’esperienza”Emanuele Tarducci incontra a Cagliari gli studenti dello IED

Al via Homo Faber, con Moda-artigianatoDa Chanel a Capucci in galleria curata da Judith Clark

Homo Faber, bellezza del fare con maniA Venezia al via rassegna europea di Michelangelo Foundation

Homo Faber, arte dentro le coseCon De Lucchi 8 opere di designer e artigiani

Torna Frammenti, 19/o show della modaSfilate e musica su scalinata porto di Civitavecchia

Classicismo e futurismo,Sironi in mostraAllestimento alla galleria Harry Bertoia fino a dicembre

Caravaggio-Rembrandt, scambio capolavoriLa Cena in Emmaus in prestito fino a fine gennaio

Le stampe di Morris & Co in capsule H&MI celebri disegni del designer dell’Art & Crafts in nuovi capi

Miss Italia, finale a Milano con Leotta e Facchinetti. Una fascia dedicata a Fabrizio FrizziIn onda su La7 il 16-17 settembre. Una fascia dedicata a Frizzi

X Factor 2018, le audizioni

Miss Italia, Giulia Auer eletta Miss Eleganza 2018Patrizia Mirigliani: “Comincia una nuova stagione, quella dello stile e della personalità”

Venier torna a Domenica in, come sono ioA guida contenitore Rai1 “indebolito”, ospita Power e diva Lollo

Miss Italia, fascia dedicata a FrizziLeotta e Facchinetti su La7 il 16-17 settembre

3.5 milioni copie per ‘Regno’ di Stilton11/mo Viaggio tra principesse e draghi esce 18 settembre

Elisa torna e duetta con De Gregori’Quelli che restano’, poi in autunno il nuovo album

Kravitz a maggio a Milano e BolognaTerza parte del ‘Raise Vibration Tour’ cominciato in Messico

Fondazione-Unpli insieme per Matera 2019Sulla tessera dei soci delle Pro Loco l’immagine della città

Battiloro, da casa Tiziano a Homo FaberA Venezia con Michelangelo Foundation, tra foglie d’oro e tatoo

Indimenticabile Franco Califano, avrebbe compiuto 80 anni il 14 settembreDa Frank Del Giudice a Gianfranco Butinar, in tanti ricordano e omaggiano “il Maestro”

Lvmh apre le porte di 56 maisonIl 12, 13 e 14 ottobre. Anche Bulgari, Loro Piana o Pucci

Baglioni, ecco perché il bis a SanremoAl via all’Arena di Verona festeggiamenti per 50 anni carriera

DiCaprio, grande arte per salvare TerraAi Weiwei e Thiebaud dopo gaffe di “un anno con Weinstein”

Ruggeri incontra P40, insieme su palcoCantastorie salentino incontrato dal musicista in una osteria

Festa grande per i 40 anni della LardiniEvento speciale allo sferisterio di Macerata

Eredità delle Donne 100 eventi a FirenzeDal 21 al 23 settembre, direttore Serena Dandini

Sembra mio figlio, genocidio e migrantiLa Quatriglio racconta l’ignorato sterminio degli Hazara.

Campiello, tra attese e pronostici sul vincitore
Finale 15/9 in diretta su Rai5, festa Giovani a Palazzo Ducale

Hit parade, Ernia scalza Eminem al topTante new entry in classifica, Trap Phone prima tra i singoli

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L’ARTICOLO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA

WASHINGTON

– Sfuma il sogno di Cynthia Nixon, l’attrice ex star di ‘Sex and the City’ e attivista politica: e’ stata facilmente battuta da Andrew Cuomo nelle primarie democratiche per la poltrona di governatore dello stato di New York.
Cuomo, sostenuto dall’establishment del partito, si candida cosi’ per puntare al suo terzo mandato. Nixon, 52 anni, rappresentante dell’ala liberal dei dem, sperava nell’effetto Ocasio-Cortez, la ventottenne che alcune settimane fa ha sbaragliato il candidato dell’establishment democratico vincendo le primarie per un seggio al Congresso. Ma, come gia’ ampiamente preannunciato dai sondaggi, stavolta il miracolo non si e’ ripetuto e Cuomo ha vinto con oltre il 66% dei voti.
– “Danza con me” di Roberto Bolle ha vinto il Rose d’Or Award, premio dedicato ai programmi tv e radio dell’EBU (European Broadcasting Union ) la cui partecipazione è stata curata dalla Direzione Comunicazione Rai.
Nella cerimonia che si è svolta a Berlino il grande spettacolo di danza “dell’étoile dei due mondi”, proposto in prima serata da Rai1 il 1 gennaio 2018, è stato premiato come miglior programma nella categoria “intrattenimento”. E’ la seconda volta in due anni che un prodotto Rai vince la categoria: nel 2017 ad aggiudicarsi il Rose d’Or era stato lo show di Rai2 Stasera Casa Mika.
“Sono davvero molto felice: portare la danza in prima serata sulla rete ammiraglia degli italiani sembrava una sfida impossibile, invece ‘Danza con me’, oltre ad entusiasmare pubblico e critica in Italia, si è fatta notare anche a livello europeo” ha commentato Bolle. “Un grande successo per tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e hanno lavorato per realizzarlo e un grande successo per la danza in generale”. “E’ l’opportunità storica di segnare un cambiamento culturale, in cui la danza e il balletto possano essere percepiti come una forma d’arte vicina alle persone e in grado di arrivare ai loro cuori e smuovere emozioni. Un ringraziamento e un pensiero alla Ballandi e a Bibi – ha concluso Bolle- che per primo ha visto le potenzialità dello spettacolo – ricordo che mi diceva sempre ‘Stai facendo una cosa grande’ – e alla Rai, che più di tutti ha rischiato, scommesso e soprattutto creduto nell’importanza di questo progetto”.
“Un importante riconoscimento per Rai1 e per il servizio pubblico” ha detto il direttore di Rai1 Angelo Teodoli – Danza con me è stato lo spettacolo con cui la rete ammiraglia ha scelto di avviare il nuovo anno per inaugurare una grande stagione incentrata sull’eccellenza e sulla qualità della programmazione. Il nostro ringraziamento e i nostri complimenti a Roberto Bolle stella assoluta del panorama internazionale e protagonista di una grande sfida. Con lui è stato possibile portare il racconto di un’arte nobile come la danza al centro dell’offerta di Rai1, un’intuizione che con Bibi Ballandi cui va il nostro affettuoso ricordo abbiamo trasformato in realtà”.
– PISA

– Per la rassegna Anima mundi di cui è direttore artistico, sabato 15 settembre alle 20.30, in Cattedrale a Pisa, sarà il turno di Daniel Harding: alla guida della sua Orchestra della Radio Svedese affronterà la sinfonia n.5 ‘Religiosa’ di Anton Bruckner, autentico monumento di fede e spiritualità. Dalle ore 20 e fino all’inizio del concerto, dalla Torre di Pisa risuoneranno gli ottoni di benvenuto, momento sempre atteso dal pubblico di Anima Mundi.
Harding già nel 2006 era stato ospite di Anima Mundi per il concerto inaugurale alla guida dell’Orchestra filarmonica della Scala. Nel suo ritorno a Pisa in veste di direttore artistico della rassegna Harding ha deciso di proporre la Sinfonia n.5 La Religiosa di Anton Bruckner.
– “A Stefano Cucchi, tra le tante persone che ha incontrato nella sua tragica vicenda, nessuno ha mai dato davvero una mano, nessuno si è preso le sue responsabilità. Non ho dubbi poi che quello che gli è accaduto potrà accadere ancora”. E’ l’atto di accusa di Alessandro Borghi, credibile protagonista nei panni di Cucchi del film Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, che dopo il passaggio alla Mostra di Venezia in apertura di Orizzonti è in sala dal 12 settembre con Lucky Red e in contemporanea su Netflix (è la prima volta che accade e non sarà certo l’ultima).
“La cosa più difficile – ha raccontato l’attore al Lido – è stato perdere 18 chili, mentre la più bella è stata la telefonata di Ilaria, sorella di Cucchi, che mi ha detto: ‘sei uguale a lui”.
Sulla mia pelle racconta in modo scarno e duro gli ultimi sette giorni di vita del ragazzo romano accusato per spaccio, fino alla sua morte in carcere il 22 ottobre 2009. Un lungo caso, quello di Stefano Cucchi, ancora aperto grazie a un processo bis che vede coinvolti cinque carabinieri accusati di presunte percosse che avrebbero causato la sua morte.
Ha spiegato il regista, al suo secondo film dopo Border (2013): “Non è certo un lavoro che vuole giudicare, ma casomai solo raccontare. E questo attraverso lo studio accurato dei verbali e delle testimonianze”. Per Alessio Cremonini, che ha anche scritto la sceneggiatura con Lisa Nur Sultan, insomma nessuna volontà di denuncia: “I film non sono un’aula di giustizia – ha sottolineato -, quello che è successo ce lo devono dire i magistrati”.
Più barricadera invece Jasmine Trinca che in ‘Sulla mia pelle’ interpreta Ilaria, la sorella di Cucchi da sempre impegnata perché sia fatta giustizia: “Questa storia mette tantissimo in luce l’irresponsabilità che c’é stata su tanti fronti. Possibile mai che nessuno si sia accorto di nulla?”. E ancora l’attrice: “La mia posizione personale è chiara: questo film è un atto dovuto e non una semplice cronaca, un modo di riappropriarsi della realtà”.
Da segnalare nel film, in cui si vede un Cucchi amletico, diviso tra il confessare le percosse ricevute e poi, subito dopo, smentirle, il ruolo della famiglia. Oltre alla sorella, interpretata credibilmente dalla Trinca, straordinari anche i genitori: Milvia Marigliano, nel ruolo della madre, e Max Tortora in quello del padre. “Ho lavorato sul rispetto del personaggio e sulla misura. Volevo essere dentro al ruolo senza strafare mai”, ha detto Tortora.

– CAGLIARI

– “Il designer è come un sarto che crea un abito su misura. Pensa uno spazio, lo configura e lo adatta, sapendo che saranno le persone poi a renderlo vivo, interattivo”. Lo racconta Emanuele Tarducci, architetto, interaction designer romano intervenuto a Cagliari in occasione dell’Open Day all’Istituto Europeo di Design del capoluogo sardo, guidato da Monica Scanu. “Non si tratta solo di creare un oggetto o un ambiente – ha spiegato Tarducci agli studenti l’esperto di tecnologie elettroniche applicate a temi di Design – ma di progettare un’esperienza che coinvolge chi la crea e chi la fruisce. Quello che gli inglesi chiamano experience design”.
In occasione delle celebrazioni del cinquantenario del 1968, all’interno del Padiglione Italiano del Festival Internazionale del Cinema di Venezia, l’archidesigner romano ha collaborato con la Cappelli Identity Design, firmando una porzione dell’allestimento con la realizzazione di una installazione interattiva.
– La gonna in pelle goffrata dello stilista Dai Rees. L’abito in canapa di Dolce e Gabbana, dove la scritta ‘fatto a mano’ campeggia tra richiami della terra di Sicilia. E poi il Capucci tempestato di sassolini, le impunture a vista di Martin Margiela Artisanal. O materiali ‘poveri’ come la rafia che diventano parrucca, tra tecniche artigianali come il plissé e manichini realizzati a mano che richiamano i tessuti naturali degli abiti.
É Fashion Inside and Out/Nelle trame della moda, una delle 16 mostre-percorsi di Homo Faber. Crafting a more human future, il grande evento culturale dedicato ai mestieri d’arte in Europa, che la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship porta dal 14 al 30/9 alla Fondazione Cini di Venezia.
Firmata dalla guru del fashion curating Judith Clark, la galleria di abiti e accessori racconta ”il rapporto tra la moda, l’exibition making e il mestiere”. Al centro, non lo stilista star, ma la collaborazione con gli artigiani e la mano in grado di trasformare la materia

– VENEZIA

– Il cofano rosso fiammante di una speciale Ferrari e il colletto di un Van Dick restaurato. Le sofisticate riflessioni sull’interno degli oggetti di 8 designer e artigiani e gli abiti di Karl Lagerfield per Chanel. Per non dire delle forme neo-etrusche di un artista albanese con il verde Palova coniato da una collega olandese. Cosa hanno in comune? La mano dell’uomo, come racconta Homo Faber. Crafting a more human future, grande mostra-evento culturale sui mestieri d’arte di tutta Europa, che la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship apre alla Giorgio Cini di Venezia, fino al 30/9 (ingresso libero con registrazione su homofaberevent.com). ”Non una semplice mostra, una fiera, ne’ un salone – dicono i cofondatori Johann Rupert e Franco Cologni – ma la testimonianza del grande livello del saper fare dell’uomo”. I 4 mila metri quadri d’esposizione, 16 percorsi a tema, 400 artigiani, 85 mestieri, 300 abilità uniche. Con 900 oggetti già realizzati e 91 maestri all’opera davanti al pubblico

– VENEZIA

– C’è il Monocrome cabinet, scolpito nel sale. La CasAperto in mosaico di marmo e il Finito Infinito, che rapisce lo sguardo nel blu senza più proporzioni.
Così 8 designer di fama mondiale, da Ugo La Pietra a Marcel Wanders, hanno unito la loro creatività al saper fare di maestri artigiani da tutta Europa, tra ceramiche olandesi e carrozzieri tedeschi, per realizzare 8 oggetti unici e completamente nuovi.
È Creativity and Craftsmanship/Designer e Maestri, mostra curata dall’architetto Michele De Lucchi per Homo Faber, il grande evento culturale dedicato all’artigianato e ai mestieri d’arte della Michelangelo Foundation, dal 14 al 30/9 alla Fondazione Cini a Venezia. ”Questa mostra – dice De Lucchi – vuole dimostrare che l’artigianato è una bellissima e attualissima maniera per innovare il futuro”. Le otto opere esplorano il concetto di ”oggetto con un interno. Un modo per dimostrare che gli oggetti vanno guardati non solo per la loro superficialità, ma in profondità per quello che sono veramente”

– Il 19 settembre torna Frammenti, il 19/o fashion show della moda che si svolge sulla scalinata dello storico porto di Civitavecchia, Porta Livorno. Lo spettacolo di che fin dalla prima edizione ha destinato l’intero incasso delle libere donazioni alla As.S.pro. vedrà come sempre l’avvicendarsi sulla scalinata settecentesca delle sfilate di alcune maison della moda e di momenti di spettacolo. In pedana saliranno le creazioni Franco Ciambella con il suo stile da red carpet e da sposa. La sua nuova collezione s’ispira a Giulia Farnese, giovane donna che rivive attraverso capi sontuosi e leggeri, una rilettura onirica della moda del 1500 in una palette cromatica colori che va dal bianco della seta ai lilla e rosa cangianti, fino ai toni metallici dell’argento e dell’oro. Sfila anche la maison Luigi Borbone, Kore e Orlando, dove il couturier romano (esperienze fiorentine da Gucci e Pucci) presenta la sua “Contemporary couture” che affronta il tema delle molteplici anime femminili.
– PORDENONE

– “Mario Sironi. Dal Futurismo al Classicismo 1913-1924” è il titolo della rassegna presentata oggi nella Galleria Harry Bertoia di Pordenone. In esposizione una fase cruciale dell’evoluzione stilistica del pittore, illustratore, grafico, scultore, architetto e scenografo, attraverso duecento opere; la sua complessa traiettoria artistica è in questa rassegna l’occasione per una rilettura anche ricca di novità e basata su nuovi dati documentari e interpretativi. “La mostra di Sironi valorizza Pordenone – ha detto il sindaco Alessandro Ciriani – irrobustisce la sua già amplissima offerta culturale, contribuisce a rafforzare la sua capacità turistica. Sironi a Pordenone è anche il segno di una città capace di proiettarsi all’esterno, a livello nazionale, affrancandosi da quella ‘sindrome da Cenerentola’ che talvolta colpisce i centri più piccoli”. L’allestimento (visitabile dal 16 settembre al 9 dicembre) è inserito tra i progetti dell’Anno europeo del Patrimonio culturale 2018.
– ‘La Cena in Emmaus’ del Caravaggio saluta Brera e si dà il cambio con ‘La Cena dei pellegrini in Emmaus’ di Rembrandt, proveniente dal Musée Jacquemart-André di Parigi, che sarà alla Pinacoteca fino al 24 febbraio 2019.
L’opera del Caravaggio, uno dei quadri simbolo di Brera, è stata smontata e imballata questa mattina, alla presenza della stampa e sotto gli occhi del direttore James Bradburne e del restauratore Andrea Carini. Carini accompagnerà il dipinto, per assistere al trasporto e all’allestimento nella mostra ‘Caravage à Rome. Amis et ennemis’. Al suo ritorno, a fine gennaio, il Caravaggio e il Rembrandt saranno esposti insieme per tre settimane.
– H&M lancia una collaborazione con Morris & Co, storico marchio di carte da parati britannico, nato nel 1861 con William Morris, uno dei più influenti designer del movimento Arts & Crafts, portando le sue iconiche stampe floreali nel guardaroba autunnale. La capsule include alcune stampe d’archivio con disegni romantici personalizzati, tra le quali alcune tra le più iconiche recuperate dal suo vasto archivio, che si vedono spesso su carta da parati e tessuti per interni. Come Love is Enough, tributo alle sue numerose abilità come scrittore, poeta e tipografo, Lily Leaf e Marigold che sono stampe all-over, mentre i fiori di Pimpernel hanno origine da carta da parati della sala da pranzo di Morris a Kelmscott House. Woodford Plaid è una versione contemporanea di un tartan, The Brook è una stampa creata nel 2015 ispirata agli arazzi medievali, Snakeshead, originariamente stampata su cotone, che era uno dei chintz preferiti da Morris. La capsule comprende cappotti, giacche, pantaloni, abiti e camicie romantiche.
È Diletta Leotta il nuovo volto di Miss Italia, il concorso di bellezza giunto alla 79ma edizione che andrà in onda su La7 il 16 e il 17 settembre. Sul palco, insieme alla giornalista e conduttrice sportiva, torna Francesco Facchinetti, ormai al terzo anno di conduzione.La finale che incoronerà la più bella d’Italia tra le 33 candidate sarà a Milano negli studi di Infront Italy, la società che da quest’anno gestirà la produzione dello show.Tra le novità del programma una fascia dedicata a Fabrizio Frizzi, storico conduttore del concorso, scomparso a marzo, che le stesse concorrenti assegneranno alla partecipante con “più garbo, carineria ed etica”, ha detto Patrizia Mirigliani; e ancora, l’abolizione della categoria ‘curvy’ perché “le discriminazioni sono finite: chi veste dalla 42 alla 46 è ‘normal'”, ha concluso la Mirigliani che ha anche confermato che tutte le ragazze, come da tradizione, sfileranno anche in bikini nonostante negli Stati Uniti il movimento femminista #MeToo sia riuscito a rivoluzionare il concorso abolendo la sfilata in due pezzi.In giuria, oltre a Tullio Solenghi e Massimo Lopez, anche Alessandro Borghese, Andrea Scanzi, Pupo, Maria Grazia Cucinotta e Filippo Magnini.

X Factor 12: le Audizioni, ogni giovedì alle 21.15 su Sky Uno, Alessandro Cattelan dalla sua postazione nel backstage è come sempre il primo ad incontrare gli aspiranti concorrenti prima che salgano sul palco per esibirsi di fronte ai quattro giudici Manuel Agnelli, Mara Maionchi, Fedez e Asia Argento.

X Factor 2018 https://xfactor.sky.it/

Dopo il titolo nazionale di Miss Rocchetta Bellezza, la trentina Giulia Auer conquista anche quello di Miss Eleganza 2018.La 18enne di Bolzano, negli studi di InFront a Milano, ha affascinato la giuria composta da Clizia Incorvaia, fashion blogger, Sebastian Gazzarrini, youtuber, Vittoria Hyde, cantante e frontwoman della band “Vittoria And The Hyde Park” e dalle giornaliste Elisa Messina e Valentina Ricciardi. È la prima ad avere inaugurato il nuovo concetto di ‘eleganza’ come interpretazione dello stile. “Stasera comincia una nuova Miss Eleganza – ha detto la patron del Concorso Patrizia Mirigliani – abbandoniamo il portamento come guida, per assumere quello dello stile, della personalità con cui indossiamo un vestito. È un modo moderno, contemporaneo, di fare la moda”.

“Ero stata rottamata, ora sono strafelice di essere tornata. Mi hanno cercato e voluto sia il direttore di rete Angelo Teodoli che Mario Orfeo. Quando ero stata mandata via quattro anni fa, nessuno ha protestato, ora se toccano un conduttore titoloni sui giornali. A me le polemiche non piacciono. Tengo a ringraziare Maria De Filippi che mi ha fatto diventare la “zia” di tutti i ragazzi”. Così Mara Venier nel corso della presentazione affollatissima del contenitore domenicale di Rai1. Per lei la doppia sfida di rilanciare Domenica in e il suo ruolo di protagonista della tv italiana, dopo essere già stata ‘signora della domenica’ a più riprese. Il direttore di Rai1 Angelo Teodoli la introduce cosi: “Mara non è il passato è il futuro della Rai, torna rinnovata, è una grande che non si è mai abbattuta. Abbiamo cercato di riportare empatia, sintonia con il nostro pubblico”.
“In questi anni – spiega la Venier – ho raggiunto un target di pubblico che nemmeno avrei potuto immaginare prima. Sono stata libera di essere me stessa. Confesso – aggiunge – mi sento una miracolata, sono emozionata, e c’è tanto da fare. Sto lavorando giorno e notte, non dormo, Domenica In deve essere un grande rotocalco: attualità, interviste, intrattenimento. Vogliamo regalare tre ore e mezzo di allegria e riflessione al pubblico italiano”. Andrà in onda a partire dalle 14 e vedrà Mara unica conduttrice: “Ci saranno diverse interviste – spiega – ma non solo a personaggi del mondo dello spettacolo. Nella prima puntata, per esempio, avremo, nella parte dedicata alle grandi storie al femminile,  la mamma di Tiziana Cantone, la ragazza morta suicida due anni fa dopo che dei video che la riguardavano sono stati diffusi.
Tra gli ospiti del debutto anche Gina Lollobrigida, Romina Power e Nino Frassica.   “Frassica sarà il primo conduttore di quello che è nato come un gioco ed è diventato un talent: ‘Una canzone per Mara’. Un giorno Vincenzo Salemme mi ha fatto vedere un video di un suo amico napoletano che mi dedicava una canzone.
Era molto carino. E con i miei autori abbiamo pensato di farne un gioco”. Così, quest’estate la conduttrice ha invitato i suoi fan e i suoi follower sui social ad inviare via whatsapp o sul sito della Rai filmati in cui si esibivano dedicandole una canzone. “Ora ne abbiamo selezionati alcuni che si sfideranno in un talent scanzonato”, spiega. Ogni domenica il conduttore cambierà, ci sarà anche Flavio Insinna. “Tra i giurati avremo anche Amadeus e Romina Power, mentre io sarò la Presidente di giuria fissa. Anche i giurati cambieranno ogni domenica.
Ovviamente sarà fatto tutto in chiave esclusivamente ironica”.
Tornerà poi il Gioco del Tabellone, in cui Mara sarà affiancata da Alessia Macari. “È un momento nostalgia che richiama le vecchie edizioni del programma”, aggiunge, un omaggio anche a Boncompagni.
Mentre a Domenica In sarà ospite Romina Power, a Domenica Live ci sarà la Lecciso. Come ha vissuto questa notizia? La conduttrice replica: “La presenza di Romina era decisa da un mese e mezzo. Non posso parlare per la controparte. Inevitabile che il pubblico voglia essere stuzzicato su questa storia. Ma se avessi saputo, avrei chiesto a Romina di venire in un’altra puntata. C’è comunque un’ipotesi che possa partecipare pure successivamente. Comunque in futuro avremo ospite anche Albano”.
Ma c’è anche un momento che non dimenticherà mai per l’emozione che ancora le suscita il ricordo: “La prima puntata della mia prima ‘Domenica In’. Ero terrorizzata, non volevo più entrare in studio. Anche perché nei giorni precedenti Luca Giurato aveva detto che lui avrebbe fatto il giornalista, Monica Vitti si sarebbe occupata di cinema e Don Mazzi di sociale. Così realizzai che dovevo condurre io. Ero impietrita ma dietro le quinte con me c’era Fabrizio Frizzi, che era ospite del programma, e che, al momento giusto, mi disse: ‘Sei forte,Vai! Ora!’ e mi diede uno spintone. Ho iniziato così con le mani sulle spalle di Fabrizio che mi lanciavano ma di fatto mi sorreggevano”. Come la ritrova Domenica In? Mara non ha dubbi: “indebolita rispetto a come l’avevo lasciata. Rispetto il lavoro di tutte le conduttrici prima di me, ma il programma è oggettivamente indebolito, bisogna riprendere i telespattatori sottobraccio e conquistarli, uno a uno. Questa Domenica In è a mia immagine e somiglianza, se va male sarà colpa mia. Ci vorrà tempo per tornare all’affezione del pubblico, ma lavoreremo per questo”.

– È Diletta Leotta il nuovo volto di Miss Italia, il concorso di bellezza giunto alla 79ma edizione che andrà in onda su La7 il 16 e il 17 settembre. Sul palco, insieme alla giornalista, torna Francesco Facchinetti, al terzo anno di conduzione. La finale che incoronerà la più bella tra le 30 candidate si terrà a Milano negli studi di Infront Italy, la società che da quest’anno gestisce la produzione dello show. Tra le novità una fascia dedicata a Fabrizio Frizzi, storico conduttore del concorso, scomparso a marzo, che le stesse concorrenti assegneranno alla partecipante con “più garbo, carineria ed etica”, ha detto Patrizia Mirigliani. Abolita la categoria ‘curvy’ perché “le discriminazioni sono finite: chi veste dalla 42 alla 46 è ‘normal'”, ha concluso la Mirigliani che ha anche confermato che tutte le ragazze, come da tradizione, sfileranno anche in bikini nonostante negli Usa il movimento #MeToo sia riuscito a rivoluzionare il concorso abolendo la sfilata in due pezzi.
– La serie dei Viaggi nei Regni della fantasia ha raggiunto le 3.5 milioni di copie in Italia: è record per Geronimo Stilton. L’Undicesimo Viaggio esce il 18 settembre (Edizioni Piemme) e il super topo è in compagnia di cinque principesse, le figlie del re e della regina di Fiordiloto, che sono state rapite dalla perfida strega Petrascura, Regina di Roccatetra, che vuole trasformare in pietra tutto il Regno della Fantasia. Secondo l’antica Leggenda di Dragonia, per poterle liberare Geronimo dovrà trovare cinque draghi dalle qualità pure: il più coraggioso, il più sincero, il più saggio, il più creativo e il più spiritoso dell’Isola di Dragonia. Insieme potranno sfidare Petrascura. In questa missione Stilton e la Compagnia di Dragonia affronteranno mille pericoli, sfuggendo alle insidie degli Sbafonzi, puzzolenti draghi che sbafano, attraversando la Terra della Pioggia Battente, sorvolando i Picchi Grandinati e superando i Vulcani Mai Spenti. Ma per riuscire a sconfiggere Petrascura, servirà anche la forza dell’amicizia di Rosicchio, un piccolo drago, forte e leale, che si unirà alla Compagnia di Dragonia e permetterà di salvare le principesse e riportarle a Fiordiloto.
Nato a Topazia, la capitale dell’Isola dei Topi, Geronimo Stilton è laureato in Topologia della Letteratura Rattica e in Filosofia Archeotopica Comparata. Dirige l’Eco del Roditore, il giornale più famoso dell’Isola dei Topi, fondato da suo nonno Torquato Travolgiratti. Nel tempo libero, Geronimo colleziona antiche croste di formaggio del Settecento, ma soprattutto adora scrivere libri dal successo eccezionale: pubblicati in 49 lingue, hanno venduto 34 milioni di copie soltanto in Italia, oltre 152 milioni in tutto il mondo.
– In attesa del nuovo album e del primo singolo ufficiale, Elisa torna con ‘Quelli che restano’, un duetto intenso e intimo con Francesco De Gregori, scritto interamente dalla stessa artista, assaggio del prossimo lavoro discografico in uscita in autunno, il primo per Island Records. La canzone, disponibile dal 14 settembre su tutte le piattaforme digitali, ha debuttato direttamente in vetta alla classifica di iTunes. Atmosfere calde e personali seguono l’intreccio delle due voci che vibrano e conducono dentro uno dei brani più ispirati della cantautrice, i cui versi possono essere considerati pura poesia.
Il brano è accompagnato da un video, in bianco e nero, diretto da Younuts! e girato in un piccolo teatro di Roma con Elisa e Francesco De Gregori.
– BOLOGNA

– Lenny Kravitz tornerà in Italia a maggio con due tappe a Milano l’11 (Mediolanum Forum-Assago) e Bologna il 12 (Unipol Arena-Casalecchio di Reno). Subito dopo la pubblicazione dell’11/o album ‘Raise Vibration’, ripartirà per la terza parte del tour mondiale cominciato in Messico e continuato nei palazzetti e negli stadi di tutt’Europa, dove ha collezionato una serie di sold out.
Considerato uno dei più grandi artisti rock dei nostri tempi, Kravitz ha superato generi, stili, razze e ceti, con una carriera trentennale immersa nel soul ’60 e ’70, nel rock e nel funk. Dall’uscita di ‘Let Love Rule’ nel 1989, il compositore, produttore e polistrumentista ha venduto 40 milioni di album e ha vinto 4 Grammy Awards consecutivi, stabilendo il record di vittorie nella categoria ‘Best Male Rock Vocal Performance’. Con lui hanno collaborato artisti come Madonna, Prince, David Bowie e Mick Jagger. Come attore, le sue comparse sul grande schermo includono The Hunger Games, Precious e The Butler di Lee Daniel.
– MATERA

– L’immagine di Matera e le attività di promozione per gli eventi legati alla “Capitale europea della cultura 2019” viaggeranno con il passaparola attraverso gli oltre 600mila soci dell’Unione delle Pro Loco, che riceveranno la tessera annuale associativa. Lo hanno annunciato i presidenti della Fondazione “Matera-Basilicata 2019”, Salvatore Adduce, e dell’Unpli, Antonio La Spina.
– VENEZIA

– “Non è forza. E’ tecnica e cuore per questo mestiere. Ma ragazzi che vogliono imparare oggi non ne trovo”. Cannaregio, nella casa dove Tiziano visse 45 anni, Marino Menegazzo continua a battere il martello. Otto kg di peso, su un quadrato di sottilissime foglie d’oro. Per ore, senza mai perdere il conto. E’ l’ultimo maestro battiloro d’Europa, erede di una tradizione che i veneziani fondarono nell’anno 1000, oggi tra i protagonisti con la sua azienda familiare, la Mario Berta Battiloro, di Homo Faber. Crafting a more human future, mostra alla Fondazione Cini in cui Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship ha riunito le eccellenze dei mestieri d’arte d’Europa (fino al 30/9).
L’oro di Battiloro brilla in Shadows of Gold, opera realizzata con la designer Kiki van Eijk, in Doppia Firma, uno dei 16 percorsi di Homo Faber. Ma è anche meta dei primi workshop della rassegna, per scoprire una rarità dell’artigianato italiano ed entrare nel giardino segreto di Tiziano, dove l’azienda ha sede.
“Io credo che nulla sia cambiato negli ultimi anni, infatti, da quando hai scelto di cantare su palcoscenici più importanti, tutto qui è rimasto uguale. Perché tu ci hai lasciato in dono tutta la tua immensa poesia, alla quale spesso ho avuto il privilegio di abbinare la mia modesta musica. Ebbene… Sappi che le cose vanno avanti proprio così: io continuo ancora a lavorare con te e per te, esattamente come volevi tu, con lo stesso affetto e la stessa energia per ‘invecchiare insieme’, come tu hai sempre desiderato”: Frank Del Giudice ricorda così Franco Califano nel giorno in cui avrebbe compiuto 80 anni. Compositore e bassista storico del Maestro (ha composto le musiche di ‘Tutto il resto è noia’ e altri brani interpretati e portati al successo dallo stesso Califano), Del Giudice è uno dei tanti che oggi ricordano con stima e affetto ‘il Prevert di Trastevere’ morto nella sua casa di Acilia il 30 marzo 2013.Con oltre 1000 canzoni scritte nella sua carriera, venti album all’attivo, tanti pezzi di successo scritti per altri, da Mia Martini (‘Minuetto’ e ‘La nevicata del ’56’) a Ornella Vanoni (‘La musica è finita’ e ‘Una ragione di più’), da Bruno Martino (‘E la chiamano estate’) a Fred Bongusto (‘Questo nostro grande amore’), ‘il Califfo’ si è conquistato un posto di primo piano nella storia della canzone italiana e della canzone dialettale romanesca.

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Cinque anni senza Franco Califano. Mita Medici: ‘Dolcissimo amore e amico sincero e discreto’Anche Gianfranco Butinar celebra Califano con un evento che omaggia, in particolare, il ‘poeta maledetto’ nel giorno in cui ricorre l’80° anniversario della nascita.
Fantasista e animatore, Butinar racconta un aneddoto: “Ero a casa del Maestro quando, per gli 80 anni compiuti dall’immenso Frank Sinatra, in tv scorreva il concerto che fece al Madison Square Garden di New York. In prima fila a rendere splendida la cornice del quadro nel parterre figuravano Bruce Springsteen, Sting, Elton John tra i tanti big. Era il 21 novembre 1995, da quel giorno mi rimase dentro qualcosa di incancellabile, di eterno, di immortale. Nella sua poltrona da presidente dove siedeva sempre nella sua abitazione in via Sisto IV partì un sorriso triste, con felicità amara. Califano mi guardò e disse: ‘Te rendi conto? Solo in Italia se inventano i gruppetti di ragazzini! In Francia i poeti maledetti rimangono sempre giovani, in America tutti a omaggiare il più grande cantante di tutti i tempi, solo in Italia fanno finta de gnente, e danno lustro alle meteore che durano il tempo di una cicala. Il paragone é irriverente, lo so, io non sono Sinatra, però pensa che bello sarebbe fare un concerto il giorno degli 80 anni, con tutti i grandi in prima fila ad applaudire uno che ha vissuto come me vivendo in pratica le sue teorie, nelle magie come negli sbagli, sempre!'”.”Questo sfogo mi scosse in maniera devastante – prosegue Butinar – e, dopo la scomparsa di Franco, ho pensato fosse giusto esaudire un suo desiderio, uno dei sogni che aveva nel cassetto, una giornata tributo tutta dedicata a lui. E allora perché non organizzarla nel giorno del suo compleanno? Per questa grande festa ho pensato di riunire amici, fan club, personaggi del mondo dello sport come l’allenatore della nazionale Roberto Mancini, dello spettacolo, colleghi della musica, come Povia, Mariella Nava e altre sorprese dell’ultim’ora, artisti che il maestro Califano stimava e che hanno avuto un legame forte con lui come Pippo Franco e il violinista Olen Cesari. Qualcuno è andato a fargli compagnia o a cantare tra le stelle, altri il 14 Settembre, proprio quando il poeta maledetto avrebbe compiuto 80 anni, saranno all’Atlantico di Roma, in viale dell’Oceano Atlantico, a cantare sul palco per ricordare tutti insieme in un ‘augurio virtuale’ il grande Califano. Sarà un tributo unico con torta di canzoni, monologhi, poesie, aneddoti, inediti, tutto per questo scapestrato genio, poeta dei sentimenti, perché – conclude – dopo di lui, mai più uno così…”.

– Lvmh apre le porte di 56 delle sue maison nel mondo per far scoprire il ‘saper fare’ delle sue maestranze. Il 12, 13 e 14 ottobre per le Journeés particulières si potranno visitare 77 luoghi in 5 continenti, 40 mai aperti al pubblico. Dalle tenute dello champagne ai saloni parigini di Dior e Guerlain. Dalle Colgin Cellars dalla Napa Valley alla tenuta vinicola argentina di Terrazas de los Andesa. In Italia saranno aperti 14 siti, tra cui le sedi storiche di grandi nomi del lusso italiano parte del gruppo francese. Come Fendi, Pucci, Acqua di Parma o Loro Piana che nella sede piemontese illustrerà i segreti dei suoi filati. Da Bulgari a Roma si toccheranno le gemme per scoprire come nasce un gioiello. “L’Italia è come una seconda casa per noi. Qui lavorano per Lvmh 10.000 persone – ha detto Antoine Arnault, figlio del patron Bernard e membro del cda -. Delle 19 maison presenti, 6 sono italiane. I 25 siti non producono solo per aziende italiane. Per esempio le scarpe Vuitton sono prodotte in Veneto”.
– VERONA

– “Quando il direttore di Rai1 Angelo Teodoli, cavandosela con un mazzo di fiori, mi chiese di rimanere al festival di Sanremo anche per il 2019, prima risposi che non sarebbe successo mai più, poi pensai che la prima volta era quella più difficile. Ho capito invece che avevo sbagliato anche questa riflessione”. Claudio Baglioni, tra il serio e il faceto, nel giorno che dà il via ai festeggiamenti per i suoi 50 anni di carriera con tre concerti all’Arena di Verona con il palco al centro, parla del festival che lo vede per il secondo anno direttore artistico e spiega come la decisione di accettare il bis sia stata dettata “dall’assunzione di responsabilità per non dare l’idea che fosse stata solo una botta di fortuna. E poi stavolta ho più tempo per lavorarci”. Non svela, per il momento, quale sarà la squadra che lo affiancherà: “stiamo lavorando e non saprei fare spoiler”, si difende, “ma dal punto di vista musicale ci saranno buone novità”.
– NEW YORK

– Stavolta Leo non vuole rischiare: solo grande arte. Ai Weiwei, Wayne Thiebaud, David Hockney, Richard Prince e non come in passato “un anno con Harvey Weinstein” e “a cena con Kevin Spacey” vanno all’asta il 15/9 per celebrare i 20 anni della fondazione creata da Leonardo DiCaprio per sostenere programmi di salvaguardia del pianeta. L’appuntamento in una fattoria ecosostenibile della Sonoma Valley in California vedrà 300 ospiti dal portafoglio pieno di dollari. Sul palcoscenico, per una performance speciale, Chris Martin dei Coldplay mentre a Simon Shaw, vice-presidente di Sotheby’s, e’ stato affidato il martello del battitore.
I proventi andranno a beneficio delle cause per la tutela della natura care al divo di “Titanic”. “Non volevo i soliti sospetti”, ha spiegato a ArtNetNews Lisa Schiff che ha creato la selezione snobbando nomi come Damien Hirst o Jeff Koons e puntando invece su artisti “rigorosi”. “Se l’opera è buona, nel lungo periodo il compratore avrà un buon ritorno dell’investimento”.
– LECCE

– La bella storia continua: Enrico Ruggeri rincontra P40 e gli fa di nuovo aprire il concerto, nel Salento, dopo il simpatico aneddoto del 2016 quando il musicista sentì suonare P40 in un’osteria e lo volle subito sul palco con sé. La storia vede protagonisti Enrico Ruggeri e l’eclettico artista salentino Pasquale G. Quaranta (in arte P40).
Nell’estate 2016 Ruggeri, prima del suo concerto a Presicce (Lecce), andò a cena in un ristorante salentino dove suonava fra i tavoli un simpatico ed estroverso cantastorie che, con chitarra in mano, intonava brani e racconti, un po’ in italiano e un po’ nel dialetto locale. Uno spettacolo molto divertente e interattivo con il pubblico. Il cantante milanese rimase colpito nell’ascoltare P40 e gli chiese di aprire il suo concerto la sera stessa. A due anni di distanza, Enrico Ruggeri è tornato pochi giorni fa nel Salento per tenere un concerto insieme alla sua storica e mitica band “Decibel” nella piazza di Magliano e ha voluto rivedere il suo “amico”

– Festa grande il 15 settembre allo sferisterio di Macerata per i 40 anni dell’azienda Lardini, marchio della moda apprezzatissimo nel mondo dello spettacolo e dello sport. A celebrare la ricorrenza con i fratelli Lardini, titolari del brand, ci saranno oltre duemila persone, tra dipendenti e fornitori: in arrivo, per partecipare allo show nell’arena storica marchigiana, collaboratori dell’azienda anche dalla Corea e dal Giappone.
– FIRENZE

– Tre serate teatrali originali, ideate e condotte da Serena Dandini, per esaltare capacità, biografie e professionalità di tutte le sfumature del talento femminile. Sarà questo la prima edizione del festival ‘L’Eredità delle Donne’ sarà a Firenze, dal 21 al 23 settembre, che vedrà la partecipazione straordinaria di Ségolène Royal per siglare un gemellaggio ideale con Parigi e che si svolgerà nel segno dell’Elettrice Palatina, Anna Maria Luisa de’ Medici, e in quello di un messaggio augurale da parte di Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti nominata come seconda donna dal presidente Clinton. In tutto sono in programma quasi 100 appuntamenti, con 26 luoghi da visitare, 140 ospiti nazionali e internazionali. Tra questi, Franca Valeri, Lina Wertmüller e Natalia Aspesi, e il Premio Pulitzer Jhumpa Lahiri.
Venerdì 21 settembre al Teatro della Pergola l’apertura con Ségolène Royal, in dialogo con Serena Dandini. La manifestazione è stata presentata in Palazzo Vecchio.
Maternità, genocidio e migrazione in un racconto epico dalla struttura classica. Questo e altro in ‘Sembra mio figlio’ di Costanza Quatriglio, dal 20 settembre in sala con Ascent Film dopo essere passato al Festival di Locarno. Di scena il racconto della ricerca della madre da parte di un emigrato afghano di razza hazara a Trieste. Sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era bambino, a nove anni Ismail (Basir Ahang) fugge dal suo paese per approdare in Italia con il fratello Hassan (Dawood Yousefi).La madre, che non ha mai smesso di attendere notizie dai figli, al telefono non riconosce Ismail che ormai ha ventotto anni. Dopo diverse strane telefonate, Ismail che nel frattempo si è totalmente integrato in Italia, andrà incontro in un lungo viaggio a quella madre assente tornando alla sua terra dove da sempre la sua razza, gli Hazara, è oggetto di un feroce quanto poco conosciuto genocidio.Il film nasce da una storia vera, quella di Mohammad Jan Azad che arrivato in Italia dopo aver attraversato il Pakistan, l’Iran, la Turchia e la Grecia, ha vissuto in un centro per minori stranieri non accompagnati. Da bambino era partito a piedi dall’Afghanistan come tanti suoi coetanei sfuggiti alla furia dei talebani negli anni precedenti l’11 settembre. E proprio come accade nel film della regista palermitana, dal momento del distacco dalla madre non aveva avuto più sue notizie. “Volevo raccontare lo sradicamento dalla propria madre e dalla propria terra – dice oggi a Roma Costanza Quatriglio -. La chiave era il grande racconto classico, il racconto epico con l’umanità che nasce e dove la domanda più importante resta quella del ‘chi sei?'”.Comunque ci tiene a dire la regista di questo film girato tra Italia e Iran:”Con questo lavoro volevo solo porre domande e non certo dare risposte”. “Spero solo che questo film cambi la situazione per il mio popolo Hazaro che viene sempre ignorato da parte dei media – dice Basir Ahang -. Per me era un sogno raccontare questa storia, parlare di questo genocidio che continua ancora oggi in Afghanistan nonostante la presenza della comunità internazionale”. Gli Hazra costituiscono un gruppo etnico che vive prevalentemente nell’Afghanistan centrale. Nei secoli scorsi erano la maggiore etnia dell’Afghanistan, ma a causa delle continue persecuzioni oggi rappresentano circa il 9% della popolazione. Secondo la tradizione, gli hazara sarebbero i discendenti dell’armata di Gengis Khan, per altri discenderebbero dai Kushana, gli antichi abitanti dell’Afghanistan che costruirono i famosi Buddha di Bamiyan distrutti, non a caso, dai talebani.

VENEZIA – Alla vigilia della serata finale del Premio Campiello 2018, il 15 settembre al Gran Teatro la Fenice di Venezia, sono inevitabili i pronostici e le supposizioni sul probabile vincitore. Il nome che gira con più insistenza è quello di Rosella Postorino con ‘Le assaggiatrici’ (Feltrinelli), storia ispirata a una vicenda reale, sulle donne reclutate dalle SS per assaggiare i pasti di Hitler e verificare che non fossero avvelenati. Ma non è escluso che possa vincere anche Helena Janeczek con il suo romanzo che ripercorre la straordinaria vita di Gerda Taro, ‘La ragazza con la Leica’ (Guanda), con cui la scrittrice tedesca naturalizzata italiana ha già vinto il Premio Strega 2018.
Una cosa è certa: è davvero difficile indovinare a chi verrà assegnato il premio di Confindustria Veneto perché a scegliere il vincitore è la Giuria dei Trecento Lettori anonimi. Mentre la cinquina è stata scelta dalla Giuria dei Letterati, presieduta quest’anno dal magistrato e appassionato lettore, Carlo Nordio, tra le 65 opere segnalate su 248 ammessi dalla giuria tecnica.
A contendersi il premio, con Postorino e Janeczek, saranno Ermanno Cavazzoni con il romanzo fiume ‘La galassia dei dementi’ (La Nave di Teseo), ambientato nell’anno seimila dopo una devastazione e un’invasione di alieni; Davide Orecchio con ‘Mio padre la rivoluzione’ (Minimum Fax), dodici racconti sui personaggi della rivoluzione russa, e Francesco Targhetta, con ‘Le vite potenziali’ (Mondadori) che, nel suo esordio in prosa dopo la produzione in versi, racconta la storia di tre uomini molto diversi che lavorano in un’azienda informatica alla periferia di Marghera, alle prese con “le accelerazioni della realtà aumentata”. In attesa della finale, Palazzo Ducale ospiterà stasera l’evento ‘Campiello Ducale’, una serata a numero chiuso dedicata al Campiello Giovani, tra i 15 e i 22 anni, il cui vincitore sarà annunciato la mattina del 15 settembre al Museo Correr.
Nato dalla collaborazione fra la Fondazione Il Campiello e la Fondazione Musei Civici di Venezia, l’evento vedrà i finalisti del Campiello Giovani protagonisti, in un suggestivo percorso all’interno del Palazzo, con cinque racconti scritti per l’occasione, che traggono ispirazione da opere d’arte della Sala Del Maggior Consiglio. A leggerli giovani attori con l’accompagnamento musicale degli allievi del Conservatorio ‘Benedetto Marcello’ di Venezia.
Ultimi ritocchi alla Fenice per la serata finale che Rai Cultura proporrà in diretta alle 20.45 su Rai5. A condurre Enrico Bertolino e Mia Ceran che proporranno la formula ormai consolidata con video dei testimonial degli autori in cinquina, i cui nomi verranno svelati nella finalissima, e la partecipazione della resident band Ridillo. Alla Fenice saranno consegnati anche il riconoscimento alla carriera a Marta Morazzoni, Premio Fondazione Il Campiello 2018, già vincitrice di due Premi Selezione Campiello nel 1988 e nel 1992, nonché del Premio Campiello nel 1997. Il vincitore del premio Campiello Opera prima, attribuito ad un autore all’esordio, è stato assegnato a Valerio Valentini, con ‘Gli 80 di Campo-Rammaglia’ (Laterza).
Il super vincitore sarà poi, come è tradizione, ospite il 19 settembre di Pordenonelegge, nel giorno di inaugurazione del festival e il 12 ottobre volerà a Montecarlo per l’evento organizzato dall’ambasciata d’Italia nel Principato.

– Rivoluzione in cima alla hit parade rispetto alla scorsa settimana. Il nuovo disco d’inediti di Ernia “68” esordisce in testa alla classifica Fimi/Gfk degli album più venduti. L’album del rapper, contenente 12 tracce inedite, è un mix di elementi diversi in cui si intrecciano sonorità rap, black, funk, trap, melodie vocali e metriche precise e dirette.Al secondo posto un’altra new entry: l’ultimo album di Lenny Kravitz Raise Vibration. Sale dalla 46/a alla terza posizione Prisoner 709 di Caparezza. Novità anche in quarta e quinta posizione con Senza Filtri di Alessio Bernabei e Egypt Station di Paul McCartney. Scende dalla prima alla sesta posizione Eminem, mentre Alvaro Soler entra in decima posizione.Tra i singoli, in testa Guè Pequeno e Capo Plaza con Trap Phone che scalzano il tormentone Amore e Capoeira. Tutta nuova la classifica dei vinili, con al primo posto Aise Vibration di Lenny Kravitz.Ecco la classifica Fimi-Gfk degli album più venduti dal 7 al 13 settembre:1) 68, ERNIA (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)2) RAISE VIBRATION, LENNY KRAVITZ (BMG RIGHT MANAG.-WMI)3) PRISONER 709, CAPAREZZA (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)4) SENZA FILTRI, ALESSIO BERNABEI (WARNER BROS-WMI)5) EGYPT STATION, PAUL MCCARTNEY (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)6) KAMIKAZE, EMINEM (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)7) 20, CAPO PLAZA (PLAZA MUSIC/STO RECORDS/ATLANTIC-WMI)8) SWEETENER, ARIANA GRANDE (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)9) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)10)MAR DE COLORES, ALVARO SOLER (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) TRAP PHONE, GUÈ PEQUENO FEAT. CAPO PLAZA (ISLAND/DEF JAM-UNI)2) AMORE E CAPOEIRA, TAKAGI & KETRA FEAT. GIUSY FERRERI & SEAN KINGSTON (COLUMBIA-SME)3) DA ZERO A CENTO, BABY K (COLUMBIA-SME)4) FELICITA’ PUTTANA, THEGIORNALISTI (CAROSELLO RECORDS-THE ORCHARD)5) NERA, IRAMA (WARNER BROS.-WMI)Infine, la classifica dei vinili:1) RAISE VIBRATION, LENNY KRAVITZ (BMG RIGHTS MANAGEMEN-WMI)2) ZEROES, DAVID BOWIE (PLG UK CATALOG-WMI)3) 68, ERNIA (UNIVERSAL MUSIC-UNIVERSAL MUSIC)4) EGYPT STATION, PAUL MCCARTNEY (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)5) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)   [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA

Tempo di lettura: 26 minuti

TUTTE LE NOTIZIE DI SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 09:45 DI GIOVEDì 13 SETTEMBRE 2018

ALLE 02:35 DI VENERDì 14 SETTEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA

Max Klinger, mostra capolavori grafica
Dal 15 settembre al 13 gennaio al Museo civico di Bagnacavallo

E’ morto Guido CeronettiScrittore, poeta e saggista, viveva a Cetona e aveva 91 anni

Batuman, vi racconto due vite di Selin’L’Idiota’, storia di formazione quando email era novità

Arte in miniatura, dentro una scatolina per la liquiriziaUn architetto romano ha dato nuova vita ai contenitori di latta ‘Amarelli’. Piccoli oggetti d’arte esposti in maniera permanente al Museo di Rossano Calabro. Amarelli: ‘Personaggi e stili diversi, sono splendide’

‘I macchiaioli’, ribellione in mostraUn viaggio nell’evoluzione del linguaggio pittorico metà ‘800

Ritrovata tela ‘600 rubata 88 anni faLa ‘Madonna Orante’ di Sirani riconosciuta dai Cc grazie a foto

Davide Rossi, io figlio di Vasco vado per la mia stradaEsce il suo primo singolo “A morire ci penso domani”

Nigiotti, il mio riscatto con CenerentolaEsce il nuovo album firmato dal cantautore livornese

Eurovision Song Contest 2019 a Tel AvivBattuta Gerusalemme. Ministra cultura, rammarico ma collaboriamo

Cantautori vincitori al Premio dei PremiPromosso dal Mei, dedicato al 40/o di ‘Pigro’ di Ivan Graziani

Terni dedica una via a Sergio EndrigoPer celebrare il legame con il cantautore sepolto in città umbra

Con Ovs nasce nuovo progetto ‘Piombo’Previsti negozi a Milano e Treviso, poi altri 15 entro 2019

Dieci cantautori finalisti a Bma BolognaA finale 29 settembre Paola Turci consegna premio Elmi a Colliva

Boccioni arricchisce Universo FuturistaL’esposizione riapre il 15 settembre alla Fondazione Cirulli

Due giornate studio su opere CaravaggioA Santa Maria Tiberina anche un potenziale autografo inedito

Padova, mostra multimediale su S.AntonioArte, spiritualità e spettacolo per racconto vita di Antonio

Romolo + Giuly, guerra italiana da ridereDa 17 settembre su Fox serie comedy/satirica nata sul web

Luisa Ranieri, io madre migrante a New YorkTra anni ’20-’30. Regia di Ricky Tognazzi. Su Rai1 dal 16/9

Fedez su social, un brano per LeoneFoto insieme, “con la vita che ti ho dato ho cambiato la mia”

Due mostre a Milano per Sarah MoonSue fotografie all’Armani/Silos e alla Fondazione Sozzani

Festival Verdi al via con prove MacbethIn programma quattro opere, tutte in edizione critica

Festival Arena supera 24 mln incassoMedia pubblico oltre 8.300 persone a serata

J-Ax, nuovo singolo “Tutto sua madre””Assurdo che Governo impedisca a coppie di creare una famiglia”

Tintoretto e Verrocchio a WashingtonTre esibizioni su artista veneziano per 500/o nascita

A Homo Faber Van Dyck restauratoAnteprima opera Ca’ d’oro a rassegna Michelangelo Foundation

Salone Libro, si cerca sostituto di BrayEnti varano bando, resterà aperto due settimane

?War is over, l’arte e le guerreAl Mar di Ravenna i conflitti secondo 60 autori contemporanei

Fragranze al via con 190 marchiAl salone anche dibattiti,protagonista vaniglia e trend asiatici

Napoli Film Festival con Paolo Genovese24/9-1/10, 5 concorsi, omaggi a Bergman, Dumont, Wajda

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L’ARTICOLO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA

RAVENNA

– L’iter espressivo dell’artista tedesco Max Klinger (1857-1920), con oltre 150 opere appartenenti ai cicli di incisioni, capolavori della grafica moderna, è in mostra dal 15 settembre al 13 gennaio al Museo civico di Bagnacavallo (Ravenna). ‘Inconscio, mito e passioni alle origini del destino dell’uomo’ è il tema dell’esposizione: artista versatile, pittore, scultore, incisore, musicista, disegnatore, Klinger sperimentò con maestria tutte le possibilità del ‘bianco e nero’.
Le sue ‘visioni’ oscillanti tra realtà quotidiana, splendori del mito e il buio più profondo dell’inconscio, oltre a rappresentare una delle vette dell’incisione simbolista, anticiparono molti temi centrali di alcuni tra i più importanti movimenti artistici del Novecento, dal surrealismo alla metafisica, in singolare dialogo con le ricerche della psicanalisi di Freud. “Klinger è l’artista moderno per eccellenza – scrisse Giorgio De Chirico – Moderno nel senso di uomo cosciente che sente l’eredità di secoli d’arte e di pensiero”.

E’ morto a Cetona Guido Ceronetti, scrittore, poeta e drammaturgo, che amava Celine. Colpito da una broncopolmonite non si è più ripreso. Aveva compiuto 91 anni, in ospedale, il 24 agosto. Lo comunica la casa editrice Adelphi con cui aveva pubblicato nel 2017 la raccolta di aforismi e pensieri ‘Messia’ e nella primavera del 2018 ‘Odi’, una scelta sue traduzioni delle odi di Ovidio.Nato a Torino il 24 agosto 1927, Guido Ceronetti da molti anni si era ritirato in Toscana dove aveva una casa, a Cetona, per dedicarsi soprattutto alla scrittura. Nel 2008 aveva avuto il vitalizio della legge Bachelli per i “cittadini illustri”. Esemplare il suo ‘Viaggio in Italia’, uscito in volume nel 1983, compiuto a piedi, con treni locali e corriere da Nord a Sud, dal Po avvelenato a ”uno dei peggiori luoghi” del paese, Napoli. Intellettuale contro, grande amico di Cioran, che aveva introdotto in Italia, e appassionato di Celine, era traduttore dal latino (Marziale, Catullo e Giovenale) e dall’antico ebraico (cinque libri della Bibbia).Poeta oltre che scrittore e drammaturgo, aveva una grande passione per il teatro nata con le marionette, fatte anche con le sue stesse mani, e condivisa con la moglie Erica Tedeschi con la quale nel 1970 aveva dato vita al Teatro dei Sensibili. Spettacoli a cui assisterono Eugenio Montale, Guido Piovene, Natalia Ginzburg, Luis Bunuel e Federico Fellini. Famose le sue interviste impossibili, dialoghi immaginari tra un intellettuale contemporaneo e un personaggio storico, andate in onda nel 1974 sul secondo programma di Radio Rai. Ceronetti ha partecipato alla Resistenza occupandosi di stampa clandestina e nel dopoguerra ha vissuto scrivendo su vari giornali e riviste. Ha cominciato a pubblicare libri a partire dagli anni ’70 e ha pubblicato con Einaudi e Adelphi. Nel 2017 gli era stato dedicato il documentario ‘Il filosofo ignoto’.Bonisoli, un autentico poeta – “La scomparsa di Guido Ceronetti priva la cultura italiana di un intellettuale erudito e prolifico, un autentico poeta capace di un pensiero profondo, graffiante e illuminante”. Lo dice il ministro per i Beni e le Attività culturali, Alberto Bonisoli, ricordando Ceronetti, morto oggi.

– MANTOVA

– ELIF BATUMAN, ‘L’IDIOTA’ (Einaudi, pp 432, euro 21). Selin, matricola ad Harvard, ha un amore infelice con Ivan e felice con la letteratura. “Ha smarrito il senso della sua vita” come racconta all’ANSA la scrittrice americana di origine turca Elif Batuman ne ‘L’Idiota’, il suo primo romanzo, che è stato finalista al Pulitzer e inserito in tutte le liste dei migliori libri dell’anno. Una storia di formazione ambientata nel 1995, quando l’email era un nuovo modo di comunicare e i social non facevano ancora parte integrante della nostra vita, pubblicato da Einaudi nella traduzione di Martina Testa.
“Ho scritto una prima bozza quando avevo vent’anni senza pensare che sarebbe diventato un romanzo di formazione. Quando mi sono trovata a revisionarlo, a 38 anni, ho capito che si trattava di un romanzo che racconta due vite. Un libro come viene definito negli Stati Uniti ‘Campus’, che parla dell’attività nei campus universitari e di come si vive l’amore a 18 anni, quando si è giovani e ci si lascia trascinare dalle relazioni sentimentali” spiega all’ANSA la Batuman, 41 anni, che vive a New York e capisce bene l’italiano anche se non lo parla.
Storia d’amore tra i banchi dell’università, ‘L’Idiota’ racconta con umorismo la giovinezza, la solitudine, ma è anche un dialogo con la creatività e la letteratura, al quale la scrittrice è tornata a quasi vent’anni dalla prima stesura.
“Quando ho ripreso in mano questo libro ne stavo scrivendo un altro, ‘The two lives’ (Le due vite), un romanzo sulla vita di una giornalista originaria degli Stati Uniti che vive in Turchia. La struttura era piena di flashback e ho cominciato a farmi grandi domande sulla vita privata e quella professionale.
Ho pensato al libro di Cechov ‘La signora con il cagnolino’ dove c’è un personaggio che ha due vite: una pubblica e una segreta.
E in realtà era quello che accadeva nel romanzo che stavo scrivendo. Così, mentre cercavo di dare voce alla vita privata di questa giornalista, mi sono ricordata de ‘L’Idiota’ e ho pensato di dare un’occhiata a quella storia per prendere qualche dettaglio. E’ stato interessante vedere in quello che avevo scritto che la protagonista è consapevole di vivere due vite, la vita della scuola, dei compagni di corso e una vita concentrata sullo scambio di email con Ivan. E mi sono detta che dovevo terminare questo romanzo, non prenderne dei dettagli” racconta la Batuman, collaboratrice del ‘New Yorker’, caso letterario con ‘I posseduti. Storie di grandi romanzieri russi e dei loro lettori’.
Gli abiti, la musica sono quelli del 1995, “un periodo particolare per la tecnologia, in cui non c’erano i social media, non c’era facebook” dice la scrittrice che il libro sulla giornalista non lo ha mai terminato e ora sta lavorando a una storia che si può collocare a metà tra ‘L’Idiota’ e ‘The two lives’. “Sicuramente c’è sempre un rapporto nei libri che si scrivono con le relazioni amorose. Le domande diventano sempre più ampie, ma mai fine a se stesse”. Selin, anche se fallisce con Ivan, ha un grande amore per tantissime altre cose. “Una storia d’amore o la storia d’amore non determina il destino di una persona e questo mi interessava raccontare” spiega la scrittrice che per i primi due libri ha ripreso titoli dei romanzi di Dostoevskij. “Il titolo provvisorio di quello che sto scrivendo si riferisce invece a un’opera di Kierkegaard, ‘Out out'” racconta.
Istantanee poetiche racchiuse dentro a scatoline per la liquirizia. Immagini dal gusto retrò, piccole creazioni colorate che colpiscono per la loro semplice bellezza. A crearle un architetto e creativo romano, Gianluca Spinella, che da alcuni mesi riutilizza le scatoline degli ‘Amarelli’ per creare dei veri e propri oggetti d’arte. Gli strumenti utilizzati per ricreare questo piccolo mondo moderno sono vecchi ritagli di giornale e personaggi in miniatura provenienti dal modellismo ferroviario. Si va, allora, dal più ‘classico’ ‘Casablanca’ alla citazione ‘pop’ di vecchi videogiochi con ‘Space Invaders’. Le scatoline di latta, che con una calamita dietro, diventano magnetiche e quindi ‘da frigo’, rivivono, così, esposte, tra l’altro, in maniera permanente al museo della liquirizia di Rossano Calabro. Succede così’, racconta Margherita Amarelli, titolare della storica fabbrica, che “un oggetto visto infinite volte, icona del brand di famiglia diventi improvvisamente e creativamente una iconica rappresentazione di un momento di vita, un fermo immagine che in sè ha già tutta la sua compiutezza”.”Le confezioni di metallo – spiega – sono l’icona della mia Azienda l’antica fabbrica di liquirizia Amarelli che da circa 3 secoli ha sede a Rossano. Le piccole confezioni di metallo, portate sul mercato a fine degli anni 70, nascevano in verità da un idea già esistente addirittura nel 1910 data di creazione della prima confezione in metallo, oggi conservata nel Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli. Piccoli scrigni serigrafati con le immagini delle originali etichette della Casa, un successo sin dal principio e che continua ancora oggi. Sorpresa e stupore dunque quando Gianluca Spinella incontrato a Roma mi porta la sua prima collezione e ci conosciamo, un mondo in una scatolina, personaggi e stili diversi, splendide”. “Da luglio – evidenzia Amarelli – hanno un posto nel nostro Museo della liquirizia, raccontano di loro e del loro autore, di creativi riusi da collezionare. Ho sempre pensato che buone sinergie portano a splendidi successi e così è stato, i visitatori passati tra Luglio e Agosto sono stati oltre 8.000 e in tanti hanno già scritto all’autore per acquistarle”.

– GENOVA

– Oltre cinquanta opere autentiche de ‘I macchiaioli’, precursori dell’Impressionismo, dal 14 settembre fino al 9 dicembre a Genova a Palazzo della Meridiana saranno protagoniste di una mostra curata da Simona Bartolena.
Un ‘viaggio’ lungo la loro ribellione nei confronti del sistema accademico dell’epoca. Il percorso consentirà di scoprire attraverso le creazioni dei principali artisti del movimento, da Telemaco Signorini a Giovanni Fattori, da Vincenzo Cabianca a Silvestro Lega, le caratteristiche e l’evoluzione del linguaggio pittorico sviluppatosi nella seconda metà dell’Ottocento a Firenze tra i tavolini dello storico ‘Caffè Michelangelo’, un passo fondamentale per la nascita della pittura moderna. “Sono stati i pittori macchiaioli andati a Parigi ad aver portato in Italia al loro ritorno le istanze della ‘Scuola di Barbizon’, l’Impressionismo nascerà anni dopo”, sottolinea Bartolena. “E’ un salto di qualità sia nell’impegno organizzativo sia per la qualità delle opere esposte, – dichiara il presidente dell’associazione Amici di di Palazzo della Meridiana Davide Viziano – ringrazio i collezionisti pubblici e privati, le istituzioni, che ci hanno aiutato ad organizzare una grande mostra sui macchiaioli”.
– BOLOGNA

– Era stato rubato nel 1930 dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna: 88 anni dopo il furto è stato ritrovato il dipinto ‘Madonna Orante’ di Elisabetta Sirani, pittrice del Seicento bolognese. I Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, analizzando una fotografia dell’opera che ritraeva l’olio su tela come era stato catalogato anni prima, hanno confermato la scoperta. Ai militari dell’Arma, alla fine dello scorso anno, si erano rivolti i responsabili del polo museale che avevano riconosciuto in un dipinto in vendita presso una casa d’asta in Liguria, rinominato della ‘scuola di Guido Reni’ e regolarmente acquistato da un ignaro collezionista romagnolo, una somiglianza con l’opera di cui venne denunciata la scomparsa al Procuratore del Re di Bologna nel 1931.
“La fotografia scoperta negli archivi museali è stata fondamentale”, ha spiegato Giuseppe De Gori, comandante Nucleo Carabinieri Tpc. L’autorità giudiziaria di Genova ne ha disposto il dissequestro e la restituzione alla Pinacoteca nazionale.

La voce è un po’ “strascicata”, come quella del babbo, ma l’accento no, quello è spiccatamente da “romano de Roma”, la città dove è nato e cresciuto. Del resto, le differenze ci sono, e il giovane rampollo non ha paura del confronto. “Sono il figlio di Vasco, e ne vado orgoglioso, e sono anche un suo fan, ma io procedo per la mia strada. Nella musica, e in generale nell’arte, non possono esistere i confronti, non è una gara: ogni artista è a sé”. Davide Rossi, figlio 32enne del Komandante (il primo dei tre avuti dal rocker di Zocca), dopo un’adolescenza da attore passata tra cinema e televisione, ha deciso ora di seguire le orme paterne e di dedicarsi alla musica, senza paura di essere etichettato come “il figlio di…”. E così dà alle “stampe” il suo primo singolo “A morire ci penso domani”.”In realtà ho cominciato a scrivere da ragazzino, un po’ per gioco, un po’ per caso, ma ho continuato a fare l’attore (recita in Caterina va in città di Paolo Virzì, in Scusa ma ti chiamo amore di Federico Moccia, nelle serie Lo zio D’America 2 e Provaci ancora, Prof 2, ndr) fino a quando a 23 anni non ho deciso di dedicarmi all’amore e la scrittura è stata come un fiume in piena: lasciavo sfogare le emozioni sui fogli bianchi”. Ora quelle emozioni in musica e parole hanno trovato la loro strada e sono uscite dal cassetto, “tutto arriva quando deve arrivare e più scrivi e più diventi bravo. Poi adesso penso di avere qualcosa da dire e da raccontare”. ‘A morire ci penso domani’ è una ballad struggente (scritta con Lorenzo Mastropietro) che non può non ricordare certi brani del Blasco (del quale ha aperto i concerti come dj a partire dal 2007), al quale sembra anche far riferimento nei versi, come “un giorno verrò fuori” e “perso tra miti e parole”.”In ogni brano che scrivo c’è tanto di me. Ma anche di chi ascolta, in un continuo gioco di specchi e di rimandi. E’ un po’ la metafora della mia vita e dell’eterno conflitto tra bene e male”. Il singolo anticipa un album al quale sta lavorando, “e che spero esca nel giro di un anno, anche se l’idea di disco non mi piace: preferirei fare solo singoli per poi farne una raccolta”. Intanto tre brani ai quali ha collaborato sono finiti nel disco di Valerio Scanu “Finalmente Piove” (2016) con Parole di Cristallo certificata disco di platino. Consigli da papà Vasco? “Lui c’è, abbiamo uno splendido rapporto e spero che buon sangue non menta. Ma io sto cercando la mia strada. Quello che mi ha sempre detto, come consiglio di vita, è di fare sempre tutto con il sorriso. Mi ha detto anche bravo e che non sarebbe stato facile proprio perché sarei stato giudicato come suo figlio prima che come artista. Ma è stupido chiudere le emozioni in un cassetto. Non è più tempo di avere paura. E posso essere il ‘figlio di…’ solo per chi non mi conosce”.

“Quella di Cenerentola è la storia di un riscatto personale, così come questo disco per me è una sorta di rinascita”. Lo presenta così, Enrico Nigiotti, il suo nuovo album in uscita domani, con il titolo di ‘Cenerentola’, che segna anche il suo ritorno in scena dopo l’esperienza dello scorso anno ad X Factor, con piazzamento sul podio. Il cantautore livornese ha riunito nel nuovo lavoro da studio una scaletta di dodici canzoni, scritte in diversi momenti e prima ancora dell’ultima esperienza televisiva.”Ho deciso di raccontarmi con tutte le mie facce differenti – ha spiegato la voce delle nuove ‘Buonanotte’, ‘Un altro giorno’ e ‘L’amore è’ – e tutto quello che scrivo è istintivo perché nasce da esperienze personali ed emozioni. Nelle mie canzoni ci sono i sentimenti, l’ironia ma anche la malinconia, perché quando scrivi di un’emozione, poi quell’emozione finisce una volta terminata la canzone. Poi toccherà a chi la ascolta attribuirle le emozioni che meglio crede”. Classe 1987, innamorato della chitarra dall’età di dodici anni, da quando il padre, grande appassionato di Eric Clapton, gliene regalò una, Nigiotti, prima di passare dal piccolo schermo del talent di Sky, ha partecipato in passato anche ad un’edizione di Amici e a un Festival di Sanremo nella categoria ‘Nuove proposte’.”X Factor come ogni esperienza mi ha lasciato molto – ha spiegato Nigiotti – soprattutto dal punto di vista umano. Sono felice di aver potuto accedere ad un palcoscenico come quello televisivo, che ha permesso anche questa mia rinascita. Nell’album ci sono però tante esperienze che ho vissuto nel corso degli anni: quindi c’è X Factor come però ci sono i momenti in cui andavo a lavorare la terra con mio nonno, c’è Livorno, c’è il mio mare e molta della mia vita vissuta fino ad oggi”. Il nuovo album al completo è stato anticipato dal singolo ‘Complici’, sul quale Nigiotti ha duettato con Gianna Nannini. “E’ stato uno dei regali più belli che avrei mai potuto ricevere – ha confessato il cantautore – perché io con le canzoni di Gianna ci sono cresciuto. Per lei avevo già aperto in versione chitarra e voce i concerti nei palasport e tornare a lavorarci è stato umanamente e artisticamente bellissimo”.Sul fronte live, per Nigiotti sta per arrivare una serie di appuntamenti importanti: se a breve aprirà i concerti di Laura Pausini al Mandela Forum di Firenze (6 e 7 ottobre), dicembre sarà invece il mese che lo porterà sui palchi dei teatri per tre date in anteprima del ‘Cenerentola tour’ (il 3 all’Auditorium di Milano, il 5 al Teatro Goldoni di Livorno e il 10 all’Auditorium Parco della Musica di Roma). “L’atmosfera dei teatri è magica – ha detto Nigiotti – e sarà altrettanto magico raccontarmi con le mie canzoni in quella dimensione”.

– TEL AVIV

– Sarà Tel Aviv a organizzare l’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest: lo ha reso noto il municipio della città dopo aver appreso della scelta compiuta dall’Ente europeo per le trasmissioni (Ebu) e dall’autorità israeliana per i programmi radio-televisivi (Kan). Tel Aviv ha così prevalso sulla sua principale rivale, Gerusalemme, che pure si era offerta di ospitare la competizione, assegnata ad Israele in seguito alla vittoria della cantante Netta Barzilai nel 2018 in Portogallo.
“Tel Aviv – ha rilevato il municipio – è il maggiore centro culturale e finanziario di Israele. E’ un hub internazionale di arte e di creatività, di commercio, di media e di istituti accademici. E’ una città che celebra il pluralismo e la tolleranza”. La ministra della cultura Miri Regev (Likud) ha espresso disappunto per la mancata assegnazione della competizione a Gerusalemme “che è la nostra capitale”. Ha però assicurato che il suo ministero sosterrà egualmente Tel Aviv affinché riesca nella prova che la aspetta.
– FAENZA (RAVENNA)

– Torna il “Premio dei Premi” al Teatro Masini di Faenza il 29 settembre, promosso dal Meeting etichette indipendenti (Mei) con i vincitori di vari concorsi italiani intitolati a cantautori scomparsi. La serata è dedicata ai 40 anni del disco “Pigro” di Ivan Graziani ed è previsto un omaggio del cantautore triestino Cortellino. In gara: Salvario (Premio Bertoli), Lisbona (Bindi), i Yosh Whale (Buscaglione), La Quadrilla (Cesa/Folkest), Luchi (Ciampi), Federica Morrone (Bianca d’Aponte), i Mislead (Augusto Daolio), Giulio Wilson (Lauzi), gli Helena (Manente), Agnese Valle (Mario Panseri) e Daniela Pes (Andrea Parodi). Tutti alle prese con un brano proprio e una cover di fronte a una giuria di ‘addetti ai lavori’ e giornalisti. Al vincitore va un “immediate video” della propria canzone, proiettato il 30 settembre al Premio Italiano Videoclip Indipendente-Pivi, sempre a Faenza e poi pubblicato su repubblica.it. L’Officina della Musica e delle Parole di Milano offre una borsa di studio da 1.500 euro.
– TERNI

– Nasce a Terni via Sergio Endrigo: il Comune ha deciso di celebrare così il legame tra la città e il cantautore scomparso nel 2005, nato a Pola ma sposato con una ternana e sepolto proprio nel cimitero umbro.
La cerimonia di intitolazione della nuova strada, che si trova tra la rotonda di via del Centenario e il raccordo Gabelletta-Maratta, è avvenuta il 13 settembre. La targa con l’indicazione della via è stata fornita dagli Amici del tributo Endrigo, associazione che ha ereditato il lavoro organizzativo di Terni Città Futura, che per sette anni si è occupata di ricordare la figura dell’artista. L’associazione in questi anni ha dato vita a una manifestazione divenuta un appuntamento tradizionale a settembre, in occasione dell’anniversario della morte di Endrigo, ma che quest’anno rientrerà nelle celebrazioni di San Valentino 2019.

– Dall’incontro tra uno stilista un po’ dandy e una catena low cost nasce ‘Piombo’, il nuovo progetto dedicato all’uomo firmato da Massimo Piombo per Ovs, di cui diventa direttore creativo. E’ prevista l’apertura di due negozi di circa 120 mq, a Milano e a Treviso, poi il progetto si svilupperà con l’apertura, entro il 2019, di altri 15 store.
Con la nuova linea, Ovs “si rivolge a un uomo dallo stile ricercato e attuale – dice Stefano Beraldo, Ad di Ovs – ‘Piombo’ introdurrà nel mercato italiano una proposta nuova, per rispondere a una domanda di eleganza e qualità a prezzi ragionevoli. Nella nostra intenzione sarà una interessante sintesi tra il talento di Massimo e la nostra capacità di produrre a costi contenuti con il miglior rapporto qualità prezzo, grazie alla forza della nostra supply chain. Questo progetto si aggiunge agli altri che abbiamo avviato con Massimo Piombo sul fronte della Direzione Stilistica Uomo e della Direzione creativa di OVS”.
– BOLOGNA

– Il premio Guido Elmi, dedicato al produttore di Vasco Rossi scomparso nel 2017, è stato assegnato al giovane produttore Tommaso Colliva (Grammy award 2016 per Drones dei Muse) e gli verrà consegnato da Paola Turci il 29 settembre all’Europauditorium di Bologna, alla serata finale del concorso Bologna musica d’autore (Bma), seconda edizione, che annuncia Mogol presidente di giuria. Sul palco, live, come la Turci, anche Matteo Mobrici, leader dei Canova, e il rapper Laїoung.
Al Bma sono 10 i cantautori tra 16 e 40 anni finalisti con un brano inedito: Sudestremo, Federico Rebecchi, Francesco Rainero, OOTB, L›ner, Roberta Guerra, Alice Cucaro, Arianna Cammarota, Blugrana e Federico Biagetti. Quest’anno il Bma è nell’ambito della prima edizione di Italy Sounds Good, due giorni al via il 28 settembre con Fonoprint e Bologna Congressi: incontri del mercato della musica e laboratori con professionisti dell’industria discografica per chi vorrà iscriversi gratuitamente (prenotazione Eventbrite).
– BOLOGNA

– Riapre al pubblico sabato 15 settembre, dopo la pausa estiva, la mostra ‘Universo Futurista’ nella sede della Fondazione Massimo e Sonia Cirulli a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna. Fino al 18 novembre il percorso espositivo si arricchisce di un disegno di Umberto Boccioni del 1912, ‘Copertina per musica futurista di Balilla Pratella’, dove l’artista attesta le rivoluzionarie ricerche teoriche e pittoriche che stava conducendo in quegli anni.
La mostra, a cura di Jeffrey T. Schnapp e Silvia Evangelisti, è focalizzata sul nucleo della collezione dedicato a questo periodo storico (1909 -1939) e pone l’accento su tematiche centrali dell’estetica futurista come l’inno alla vitalità creativa, alla giocosità e alla fantasia di un’arte che rallegra il mondo ricreandolo integralmente, riprendendo le parole del Manifesto ‘Ricostruzione Futurista dell’Universo’ redatto nel 1915 da Giacomo Balla e Fortunato Depero. In mostra oltre 200 opere realizzate in diversi materiali, forme e misure.

– PERUGIA

– C’è anche la discussione e l’esposizione di un “San Giovannino”, quale potenziale autografo inedito del Caravaggio, tra le novità che segnano l’edizione di quest’anno di “Evidenza Caravaggio”, due giornate di studio sulle opere dell’artista in programma il 6 ed il 7 ottobre a Monte Santa Maria Tiberina.
Roberta Lapucci, responsabile del dipartimento Conservazione opere d’arte e di archeologia della Saci ed esperta del pittore, ha spiegato che nel convegno “verranno proposte griglie di lettura obiettive, metodi di acquisizione delle informazioni attraverso modelli algoritmici e elaborazioni dei dati con l’ausilio delle nuove tecnologie per fare un salto di qualità nella raccolta, elaborazione e valutazione delle informazioni”.
Per l’assessore regionale alla Cultura Fernanda Cecchini “il programma del Simposio, che vede la presenza di studiosi di chiara fama internazionale, testimonia il rigore scientifico di una iniziativa che ha la capacità di unire arte e scienza”.
– PADOVA

– Si chiama “Antonius” il nuovo percorso multimediale immersivo dedicato alla vita e alle opere di Sant’Antonio, presentato nella Basilica di Padova.
Un’iniziativa voluta per ricordare i 120 anni di fondazione del “Messaggero di sant’Antonio”. L’innovativa modalità di fruizione dello spazio espositivo, di circa 1.000 metri quadrati, farà incontrare l’arte e la spiritualità antoniana con lo spettacolo. L’allestimento, svelato oggi in anteprima, è stato concepito e progettato dalla società Mediacor di Torino. L’idea era quella di ripensare in chiave più moderna e funzionale la Mostra su Sant’Antonio che dalla metà degli anni Settanta era collocata nei chiostri a fianco della Basilica del Santo, visitata ogni anno da milioni di pellegrini. Il percorso multimediale è costituito da alcune sale, allestite con apparecchiature tecnologiche scelte per creare uno spazio visivo e sonoro favorevole a un incontro suggestivo con il Santo e con le opere che i frati portano avanti nel suo nome.
Una Roma nord opulenta, snob, con botox e cocaina più diffusi delle buone maniere, simboleggiata dai palazzinari Copulati e una Roma sud, coatta, ignorante, cafona e chiassosa, in mano ai Montacchi, che controllano il traffico di rifiuti, si fronteggiano senza esclusione di colpi nella nuova serie comedy di Fox, al debutto il 17 settembre in prima serata, ‘Romolo + Giuly. La guerra mondiale italiana’. E’ una reinterpretazione satirica (producono Wildside e Zerosix Productions) di Romeo e Giulietta che nasce da un corto/teaser con milioni di visualizzazioni, premiato nel 2016 al Roma Web Fest.Al posto di Romeo c’è l’insicuro Romolo Montacchi, interpretato da Alessandro D’Ambrosi (anche coautore con il regista Michele Bertini Malgarini e Giulio Carrieri), e di Giulietta, la sensibile Giuly Copulati (Beatrice Arnera). Con loro nel cast, fra gli altri, Massimo Ciavarro, Michela Andreozzi, Lidia Vitale, Federico Pacifici, Nunzia Schiano, Niccolò Senni e Francesco Pannofino. Rispetto al web, in tv la guerra si allarga con l’alleanza contro la capitale, di Milano, guidata da un Giorgio Mastrota ‘malefico’ e massone pronto a trasformare Roma in un parco di divertimenti, e Napoli, ‘gestita’ dal boss e nobile Don Alfonso (Fortunato Cerlino, in un ritratto autoironico del suo Pietro Savastano di Gomorra), che vorrebbe usare i romani come operai ‘schiavi’ a cui far costruire il Ponte sullo Stretto e per completare la Salerno – Reggio Calabria. Appaiono anche, in dei cameo, Paolo Bonolis e Giorgio Panariello.Nel mare di riferimenti e citazioni cinematografiche (da Star Wars a Titanic) l’ironia, anche spietata, domina ma c’è chi, anche solo guardando promo e anticipazioni, non ride: “Da giorni sul web ricevo insulti e minacce da chi prende sul serio le mie battute nella serie… vorrei dirgli che in realtà sono un bravo ragazzo” dice sorridendo Mastrota. Problemi del genere li stanno avendo anche Stefano Fregni, interprete di Teodorico Fumagalli, leader cavernicolo del Movimento Settentrionale nordico del nord (“alcuni mi hanno dato del razzista e imbecille… ma l’importante è che la serie sia venuta bene” dice l’attore) e per Michela Andreozzi (in una performance spettacolare): “Alcune signore di Roma nord si sono offese…”. Chi reagisce così “non ha capito niente di Romolo + Giuly, è satira surreale, una serie una comedy/fantasy” dice Alessandro Saba, Vicepresident Responsabile dei Canali Entertainment di Fox Italia. Dopo il successo di Boris “cercavamo qualcosa che facesse ridere in maniera diversa – spiega -. E’ un progetto spavaldo e sfrontato, senza censure. Ci sono cose che faranno ridere ma anche arrabbiare”.In Italia “c’è bisogno di costruire nuovi tessuti narrativi, soprattutto per la commedia servono nuovi autori e talenti, perché ciò che si faceva in passato non ottiene più lo stesso risultato” riflette Mario Gianani di Wildside. Per i tre autori del corto e della serie D’Ambrosi, 34 anni, Carrieri, 30 e Bertini Malgarini, quasi 38: “è incredibile pensare che pochi anni fa eravamo un link su Vimeo e ora siamo in prima serata su Fox, è un esempio virtuoso di come si possa viaggiare lontano sulle ali della satira”. Per la comicità come fonti d’ispirazione ci sono “Chi ha incastrato Roger Rabbit e i Monty Python, per il nonsense e la capacità di trattare in modo paradossale temi politici, ma anche cartoons come I Simpson e i Griffin” spiega Carrieri. La cifra grottesca e surreale è un buon modo “per raccontare qualcosa che sembra ancora più grottesco ma invece è la realtà. Affrontiamo il tema dell’altro, il fatto che la ricchezza viene dalla collisione di culture” dice D’Ambrosi. “Sulla falsa, falsa, falsariga di Shakespeare – aggiunge Beatrice Arnera – L’amore di Romolo e Giuly diventa anche una chiave per risolvere i conflitti”. Tra i più entusiasti dell’esperienza Giorgio Mastrota: “Era una ventina d’anni che non mi vedevo in video lontano da un materasso, è stata un’emozione. Anche se nella mia prima scena il materasso ce l’hanno messo… come santino”.

Il copione di La vita promessa, la serie in 4 puntate in onda su Rai1 dal 16 settembre, è arrivato a Luisa Ranieri mentre era incinta della sua seconda figlia. – “E’ uno di quei ruoli che ogni attrice vorrebbe interpretare. Tante sfumature femminili in un un unico ritratto, grandi sentimenti, grandi temi come la famiglia, l’emigrazione, la fame, la vergogna. E’ il personaggio che forse ho amato di più della mia carriera, bellissimo perché a tutto tondo, mai scontato”. Così l’attrice napoletana, protagonista della fiction (in onda il 16 e 17 settembre le prime due puntate, poi il 24 settembre e il 1 ottobre le successive) che racconta la storia di una famiglia di siciliani nella New York del proibizionismo. Luisa Ranieri è Carmela, che per sottrarsi alle prepotenze di un sorta di un uomo ossessionato da lei e senza scrupoli, Vincenzo Spanò, che ha il volto di Francesco Arca, si sposa per procura, dopo l’omicidio del primo marito (il padre dei suoi cinque figli) e va in America per dare un futuro alla propria famiglia. E sul piroscafo la sua vita si intreccia con quella di un gentiluomo, Mr Ferri (Thomas Trabacchi) – prima di imbarcarsi farà sosta a Napoli dove incontrerà Assunta Moggi (Lina Sastri), una donna burbera dall’animo buono che affitta camere a migranti in attesa di risolvere problemi coi documenti per poter partire anche loro – e una giovane prostituta (Miriam Dalmazio).
I copioni sono opera postuma di una delle più note e apprezzate sceneggiatrici della tv italiana, Laura Toscano (Commesse, Il maresciallo Rocca) con Franco Marotta. La revisione della sceneggiatura è di Simona Izzo.
“Carmela è una ‘madre arcaica’ – osserva Thomas Trabacchi – una figura di cui dovremmo riappropriarci culturalmente perché, se ci guardiamo indietro e sappiamo chi siamo stati, potremo capire dove stiamo andando”. Nel cast della miniserie (una coproduzione Rai Fiction e Picomedia, prodotta da Roberto Sessa), anche Primo Reggiani e Cristiano Caccamo, Emilio Fallarino, Francesca di Maggio, Vittorio Magazzù.
La serie, ha aggiunto Ranieri, “racconta una storia di immigrazione e disperazione, che parla dei migranti di allora non dimenticando la tragedia di quelli di oggi”. Poi, tornando sul suo personaggio, aggiunge: “Questa madre ha zone grigie. Ha un rapporto conflittuale con il primogenito Rocco, ad esempio. E’ una donna che, nella gestione della famiglia, vuole vivere la vita degli altri. Questo non è un cliché. Non è la solita mamma da fiction”. “Racconta del nostro passato finendo per parlare del presente”. Le vicende di una famiglia di siciliani nella New York del proibizionismo e della grande crisi del ’29, che parte dal dolore di un Sud misero e violento ed approda ai tepori domestici e alle seduzioni della famosa Little Italy, il sobborgo dell’emigrazione italiana a Manhattan. Saga familiare, racconto di “gente comune”, realismo, epica, gangster movie si fondono in una ricetta di taglio classicamente melodrammatico, “con al centro una madre dal temperamento vulcanico – insiste Ranieri – che non è un personaggio buono a tutti i costi”. L’avventura di Carmela s’intesse a doppio filo con quella di un’altra donna, Rosa (Dalmazio), una prostituta di origine siciliana che si sposa per procura col figlio: “E’ proprio la mamma a combinare l’inganno, per assicurare a Rocco una moglie, finendo per infliggere però a Rosa lo stesso destino, se non forse più amaro, che era toccato a lei”.
“L’aspetto che più mi ha colpito – aggiunge il regista Ricky Tognazzi – per accettare questa sfida è stato senza dubbio il luminoso riflesso dell’attualità, in questa storia. Dodicimila migranti al giorno arrivavano a Ny negli anni venti in cerca di sogni e riscatto. In un’epoca in cui oggi il nostro paese ad essere diventato, per molti popoli provenienti dall’Africa, la porta principale per quella terra promessa che oggi si chiama Europa, è arrivato per noi il momento forse di ringraziare”.
Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, nota: “E’ una storia legata alle nostre radici che ci racconta come eravamo, quasi un secolo fa, chi erano gli italiani che migravano e andavano a cercare la ricchezza in un altro Paese. Racconta il coraggio di andare avanti, di non cedere, di credere nella possibilità di cambiare, la forza della famiglia, la ribellione al sopruso, la tradizione matriarcale, la condizione dei migranti. Racconta tanto, in controluce, del nostro presente. Ma anche una storia che diventa Storia. Il contesto del Sud, la povertà di tanti e il sopruso dei più forti, la migrazione italiana in America, gli anni Venti, il crollo di Wall Street, la Mano Nera e la mafia italiana”. ‘La vita promessa’, che attraverso la distribuzione di Rai Com è già stata venduta in Giappone, Usa e America Latina, si svolge nell’arco di nove/dieci anni e va dal 1921 al 1930, passando attraverso la crisi finanziaria americana del ’29.   Luisa Ranieri sta preparando uno spettacolo teatrale:  la regia è del marito Luca Zingaretti,  in The Deep Blue Sea “debuttiamo il 20 novembre all’Argentina a Roma”.

– “Appena sei venuto al mondo ti ho scritto una canzone. Non è una canzone come le altre. Sono parole che mi mettono a nudo. Parole dedicate a te, che presto potrò far sentire agli altri. È una canzone che ti sto facendo ascoltare ormai da 5 mesi ma che fra pochi mesi non sarà più solo nostra”. Fedez, su Instagram, annuncia di aver scritto una canzone dedicata al figlio Leone, nato a marzo dall’unione con Chiara Ferragni. “Non ti nascondo – scrive l’artista, postando una foto che li vede sorridenti insieme – che questa volta il salto da una dimensione così intima a un palcoscenico pubblico mi mette un po’ di tensione. Ma da quando sei arrivato niente è più come prima. La verità è che con la vita che ti ho dato ho cambiato la mia”.
– Omaggio milanese alla fotografa francese Sarah Moon, artista dallo stile evanescente protagonista di due mostre durante la settimana della moda: ‘From one season to another’, con opere dalla metà degli anni Settanta al 2018, ospitata dall’Armani/Silos, e ‘Sarah Moon, Time at Work’ alla Fondazione Sozzani, con 90 opere, accompagnate da un documentario e da un corto, che mettono in evidenza il percorso dell’artista dal 1995 a oggi.
Nella mostra da Armani – curata dalla stessa Moon – ci saranno oltre 170 immagini di piccolo e grande formato, a colori e in bianco e nero. Alle iconiche foto di moda saranno affiancate immagini meno conosciute di animali, fiori ed edifici industriali. La successione degli scatti seguirà un flusso personale e poetico e non cronologico. La mostra alla Fondazione Sozzani è “la storia del tempo che passa e cancella. Qui e ora – racconta l’artista – la storia che racconto non è completamente mia, è la storia di queste fotografie prima che scompaiano. È il tempo al lavoro”.
– PARMA

– Il Festival Verdi di Parma e Busseto apre il calendario il 23 settembre con le prove aperte del Macbeth, nuovo allestimento del Teatro Regio nell’edizione critica di David Lawton, al debutto il 27 settembre. Quattro le opere complessivamente in programma fino al 21 ottobre, tutte in edizione critica: Un giorno di Regno, curata da Francesco Izzo, debutta il 28 settembre al Teatro Verdi di Busseto; Le Trouvère, in prima assoluta al Teatro Farnese di Parma il 29 settembre, è firmata ancora da Lawton; Attila, a cura di Helen M.Greenwald, debutta il 30 settembre al Regio. Tutte hanno in calendario diverse repliche.
In totale il festival prevede 25 eventi per 70 appuntamenti in 25 giorni, senza contare il programma di Verdi Off, la rassegna di appuntamenti collaterali al via venerdì 21 settembre, quest’anno alla terza edizione: oltre 130 appuntamenti a ingresso libero, per più di 50 eventi in 40 luoghi diversi a Parma e provincia.
– VERONA

– La 96/a edizione del Festival lirico all’Arena di Verona ha registrato un incremento di pubblico e di incassi nelle 47 serate, con un cartellone di 5 titoli d’opera e 2 appuntamenti speciali (contro le 48 del 2017, con 5 titoli d’opera e 3 appuntamenti speciali). L’incasso medio è stato di 510.710 euro a serata (rispetto ai 471.460 nel 2017) pari al +8,32%, per un totale di 24.003.357,50 (22.630.112 nel festival dello scorso anno), con un aumento delle vendite pari al 6,07% rispetto al 2017. La media del pubblico in ciascuna serata è stata di 8.361 spettatori (contro i 7.934 spettatori del 2017), registrando un +5,39%, per un totale di 392.990 presenze (380.822 nel 2017), pari a un incremento del 3,20% rispetto al 2017. “Il Festival 2018 è stato un successo per la qualità degli spettacoli proposti, per presenze e incassi”, ha dichiarato il sindaco di Verona, Federico Sboarina, presidente della Fondazione Arena.
– Esce il 14 settembre il nuovo singolo di J-Ax “Tutto tua madre”. “Ho voluto scrivere un pezzo per le persone che vivono il dramma di voler creare una nuova vita, senza riuscirci, situazione in cui mi sono trovato anch’io – racconta il rapper che è pronto a festeggiare 25 anni di carriera con 5 concerti al Fabrique di Milano il 15, 16, 17, 21 e 22 ottobre -. In Italia siamo in tantissimi, ma per qualcuno siamo troppi. Dovremmo essere zero. Infatti leggiamo più spesso di iniziative che questo governo vorrebbe prendere contro la fecondazione assistita e tante altre procedure che aiutano decine di migliaia di coppie italiane a creare una famiglia insieme. Trovo assurdo che un governo fatto, almeno per la parte più gialla, di persone che ho sempre rispettato e ammirato per la scelta di portare avanti principi di libertà e giustizia, possa rendersi partecipe di una ingiustizia simile”, attacca l’artista.
– WASHINGTON

– Italia superstar alla National Gallery of art (Nga) di Washington, con cinque delle prossime 11 mostre in calendario: ben tre dedicate a Tintoretto, per il 500/o anniversario della nascita, una su Andrea del Verrocchio ed un’altra sull’incisione a chiaroscuro nel Rinascimento italiano.
“Sono convinto che sarà un anno superbo per l’arte italiana in una delle più prestigiose istituzioni culturali italiane negli Usa e nel mondo”, ha osservato l’ambasciatore italiano Armando Varricchio presentando le esibizioni alla Nga.
L’esposizione più attesa è ‘Tintoretto: artista del Rinascimento veneziano’, in corso a Palazzo Ducale e in programma dal 10 marzo al 7 luglio 2019 alla Nga, unica altra tappa dopo la città lagunare. Sarà la prima retrospettiva di Tintoretto nel nord America, con 50 quadri, 20 dei quali da Venezia e parecchi mai visti prima in Usa. In calendario anche ‘Drawing in Tintoretto’s Venice’ (10 marzo-26 maggio 2019), con focus sul lavoro dell’artista come disegnatore e disegni anche di predecessori e contemporanei, tra cui Tiziano, Veronese e Jacopo da Bassano. Infine ‘Venetian prints in the time of Tintoretto’ (stesso periodo), circa 40 stampe della collezione della Nga, dalle acqueforti di Parmigianino alle incisioni di Giuseppe Scolari. Il ‘ciclo’ italiano sarà aperto da ‘The chiaroscuro woodcut in Renaissance Italy’ (14 ottobre 2018-20 gennaio 2019), primo studio completo dedicato a questa tecnica di incisione nel Rinascimento italiano. A chiuderlo sarà invece la mostra su Andrea del Verrocchio: sculptor-painter of Renaissance Florence(15 settembre 2019-12 gennaio 2020), prima esibizione monografica sull’artista, con circa 40 tra sculture, quadri e disegni, compresi i lavori creati con o da studenti come Leonardo da Vinci e Domenico Ghirlandaio.

– VENEZIA

– Lo sguardo fiero. Un filo d’argento, a raccontare la maturità raggiunga. E quel colletto, sull’abito in velluto, del quale Van Dyck non era contento. È il Ritratto di Marcello Durazzo, capolavoro del maestro della pittura fiamminga, che campeggia, nella sua ritrovata bellezza, al centro di Discovery and Redisconvery / Scoprire… e riscoprire, uno dei 16 percorsi di Homo Faber. Crafting a more human future, la grande mostra dedicata ai mestieri d’arte di tutta Europa che la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship porta alla Fondazione Giorgio Cini a Venezia dal 14 al 30/9. Dipinto tra il 1622 e il 1627, è con il San Sebastiano del Mantegna, una delle opere più celebri della Galleria Ca’ d’oro. Oggi, dopo il restauro finanziato da Venetian Heritage con Michelangelo Foundation, Arthemisia e Marco Voena, anche il simbolo della maestria artigianale dei restauratori. Dopo l’anteprima a Homo Faber i risultati dei lavori e delle indagini diagnostiche saranno presentati a ottobre alla Ca’ d’oro

– TORINO

– Un bando per trovare il nuovo presidente del Salone del Libro. Il giorno dopo l’annuncio delle dimissioni di Massimo Bray dal vertice della buchmesse, Regione Piemonte e Città di Torino accelerano per trovare il sostituto.
“Non sarà facile trovare una figura altrettanto importante – osserva il direttore editoriale Nicola Lagioia – ma sono ottimista e sono certo che le cose verranno messe a posto. Il bando resterà aperto due settimane.

– Una guerra finisce ma non finiscono le guerre. Richiede impegno e attenzione alle connessioni tra i lavori di autori molto diversi tra loro la mostra “?War is over.
Arte e conflitti tra mito e contemporaneità” che il Museo di Arte di Ravenna propone dal 6 ottobre al 13 gennaio 2019.
Guerre, dunque, ma lo sguardo si allarga a scontri, contese, barriere e muri che si alzano, per indurre lo spettatore a riflettere. I curatori Angela Tecce e Maurizio Tarantino hanno scelto di non seguire un criterio storico, privilegiando “la strada più difficile di far parlare le opere” ordinandole seguendo assonanze, contrasti armonie e disarmonie. Sessanta tra quadri, istallazioni, video di grande impatto scorrono nei tre piani del Mar. Tra i nomi spiccano Kounellis, Christo, Boetti, Kiefer, Paladino, Rauschenberg, Tato, Marinetti, Abramovic, Warhol, Pascali, Fabre, Picasso.
– FIRENZE

– Tra essenze esclusive e novità per bellezza e benessere, prende il via il 14 settembre alla stazione Leopolda di Firenze l’edizione numero 16 di Fragranze, il salone della profumeria artistica organizzato da Pitti Immagine. Sono 190 i brand a questa edizione, di cui il 70% esteri, organizzati in un allestimento che studia il tema della forma delle fragranze (i riferimenti sono le opere di alcuni importanti artisti, studiando rilievi plastici e volumi tridimensionali creati a partire da superfici piatte).
La vaniglia sarà protagonista di una presentazione in programma il 14, con interventi alla scoperta della ricchezza olfattiva di questo elemento e un viaggio virtuale in Madagascar, principale produttore mondiale di vaniglia, ma anche di geranio bourbon e vetiver. Un altro dibattito analizzerà i consumi asiatici e le materie prime più amate. Pitti Fragranze coinvolge anche la città di Firenze in un percorso di eventi e iniziative, con l’idea di proporre visite olfattive e degustazioni guidate.
– NAPOLI

– Ci sarà anche il regista Paolo Genovese tra gli ospiti del Napoli Film Festival (24 settembre – 1 ottobre) che compie vent’anni e conferma la sua attenzione al giovane cinema internazionale con cinque concorsi riservati ad opere provenienti da diversi Paesi, da Israele all’Islanda, dalla Grecia alla Germania, e con omaggi dedicati ai grandi autori Ingmar Bergman, Bruno Dumont e Andrzei Wajda.
Diretto da Mario Violini, il Napoli Film Festival assegnerà i Vesuvio Awards al termine di otto giorni di incontri (con Genovese, autore del fenomeno ‘da esportazione’ ‘Perfetti sconosciuti’ l’appuntamento è il 27 settembre, ore 21, al Cinema Hart), proiezioni e convegni che si alterneranno in vari spazi cittadini ed anche all’Institut Français Napoli, all’Instituto Cervantes e al Cinema Vittoria, nuova sede di “Parole di Cinema”, la sezione mattutina dedicata agli studenti degli istituti superiori napoletani organizzata in collaborazione con Mobydick di Rita Esposito.   [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA

Tempo di lettura: 21 minuti

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA

DALLE 09:41 DI MERCOLEDì 12 SETTEMBRE 2018

ALLE 02:42 DI GIOVEDì 13 SETTEMBRE 2018

TUTTE LE NOTIZIE DI SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA, SEMPRE AGGIORNATE

SOMMARIO

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA

275mila persone a Parco Experience
Da Pearl Jam a Eminem, successo anche per Milano Rocks

Gli Incredibili 2, quando il supereroe è donnaEroina e la sua antagonista al femminile per campione incassi

Sibaldi, Il continente dell’ignotoLo scrittore e filosofo Sibaldi spiega l’iniziazione ad un nuovo

Matera 2019, il nuovo logo tra i turisti’Moderno, aperto e multimediale’, i pannelli nel centro storico

Quasi finiti lavori muro Reggia CasertaDirezione, erano senza manutenzione da circa 30 anni

A teatro tra tanta Russia e TramedautoreIn scena star Kaljagin e Fratelli Presnyakov ma anche Emma Dante

100 scatti Cuba in ‘Trilogia cubana’Esposizione sarà inaugurata domani al Pan di Napoli

Regio Torino, ecco stagione concertiIngresso gratis per under 16 e tante novità in programma

J-Ax,”Articolo 31 torneranno insieme”Per le 5 date a Milano ad ottobre. “Fatta pace con Jad”

X Factor 2018, nuovo appuntamento con le selezioniOspite Lodo Guenzi de Lo Stato sociale

A Adriano Prosperi il ‘Berlin’ 2018Consegnato stamani durante cerimonia a S.Margherita Ligure

Sonia Bergamasco, in scena Primo LeviPrima nazionale a Pordenone il 3 ottobre

Carlo Conti, Tale e quale riparte rivoluziono giuriaSalemme e Panariello con Goggi. In gara Luxuria e Iena Agresti

Salone Libro senza guida, Bray lascia Intenzione resa nota a istituzioni. Lagioia, spero non vero

Copyright: ok Pe a proposta riformaEsultano editori e artisti. M5S contro ‘vergogna europea’

Mostra a San Francisco su moda islamicaAl Fine Arts Museums (22/9-6/1/2019) i codici pudici del vestire

Fotografia: al via venerdì 27/a Si FestA Savignano sul Rubicone. Mostre, incontri e spazio a Street Art

Young Jazz Festival “Visioni” a FolignoDal 4 al 7 ottobre

Antunes in mostra ad Hangar BicoccaTradizione modernista milanese nella prima personale in Italia

Sede milanese per brand Fabiana FilippiEdificio in cemento armato di 2400 mq con bosco sul terrazzo

Riccardo Sinigallia, ricomincio da canzoni di ‘Ciao cuore’Esce il 14 settembre per Sugar nuovo album del cantautore romano

Migliaia per Nuti e suo Caruso PascoskiPer trentennale dell’uscita del film nelle sale

Peter Sellers, su manifesto Festa CinemaRitratto nei panni dell’ispettore Clouseau, per La Pantera Rosa

Accorsi ‘difende’ la pizza a S.MarcoAssociazione però lo critica, si rischia emulazione

Il Volo per ‘Un amore così’ grande’Trio in ‘musicarello lirico’ nelle sale dal 20 settembre

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA

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L’ARTICOLO

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA

Sono state 275mila le presenze totali per i concerti che si sono tenuti quest’estate al Parco Experience di Rho-Pero (Milano), il sito di proprietà di Arexpo dove si è svolta l’Esposizione universale nel 2015.
Dagli I-Days con i Pearl Jam, al primo show in Italia di Eminem fino al festival Milano Rocks che si è concluso questo fine settimana, i concerti tutti organizzati da Live Nation hanno visto una grande partecipazione di pubblico sia nella grande area live capace di contenere 90 mila persone, sia all’Open Air Theatre, che può ospitare oltre venti mila persone.
Nel dettaglio gli I-Days di fine giugno hanno raggiunto la quota di 100 mila presenze, con il concerto dei Pearl Jam che da solo ha superato quota 60 mila paganti. L’esibizione di Eminem del 7 luglio superato le 80 mila presenze e le tre giornate del Milano Rocks hanno registrato complessivamente 95 mila presenze, con gli Imagine Dragons da soli si sono attestati a quota 60 mila.
– Ha ragione il regista Brad Bird (Il gigante di ferro e Ratatouille) nel dire che il suo ‘Gli incredibili 2′ non è solo per ragazzi, perché questo sequel, a 14 anni di distanza dal film d’animazione da lui firmato e premiato con l’Oscar, ha una storia ben scritta e che funziona con più di uno spunto di attualità. Tanto più che con grande modernità, all’epoca del #metoo, mette al centro del racconto la questione femminile e senza mezzi termini. Protagonista è una donna, un’eroina: Helen/Elastigirl. Non solo donna ma moglie e madre che guadagna per la prima volta il suo spazio, anzi la ribalta del successo, e non è facile ovviamente. Il maschio alfa di turno, Bob/Mr Incredible, si ritrova invece a gestire la casa e la prole composta da ipertonici adolescenti supereroi. Pensa che sia facile, scopre che è difficilissimo, il tutto gli provoca una inevitabile crisi esistenziale. Ma è abbastanza intelligente da capire che sbaglia. Insomma temi di grande attualità, declinati con leggerezza in una storia che vuole catturare il pubblico di tutte le età, quindi tra azione, gag e continui, esilaranti, colpi di scena.
Non solo. Nel film, che è stato presentato in anteprima al Festival di Giffoni e che sarà nelle sale italiane dal 19 settembre, anche il cattivo questa volta è una donna, la perfida Evelyn che vuole assoggettare il mondo con una ipnosi da schermo. Anche lei, come da copione, eterno numero due, potenza solo nell’ombra del fratello, che esplode con la frustrazione epocale di un ruolo secolare.
E mentre Bob deve gestire le imprese quotidiane di una casa con gli scatenati Violetta, Flash e il piccolo neonato Jack-Jack, i cui molti poteri stanno per essere scoperti, Helen cerca con grande difficoltà di riscattare i supereroi di tutto il mondo ingiustamente ritenuti fuorilegge. Biognerà come al solito salvare il mondo ma questa volta sarà in gioco anche la dignità dei supereroi.
Tra le tante voci italiane ci sono Amanda Lear (Edna Model), Orso Maria Guerrini (Rick Dicker), Bebe Vio (Voyd) e Tiberio Timperi (Chad Brentley). “Mai fatto doppiaggio – ha confessato Bebe Vio, campionessa mondiale e paralimpica di scherma – è stato fichissimo. Mi piace il personaggio di Voyd, perché è una mezza matta e poi parla veloce proprio come me”.
– IGOR SIBALDI, LE PORTE DELL’ IMMAGINAZIONE. Istruzioni per chi viaggia in altri mondi (Tlon Edizioni, pp.280, 16,90 euro) Come raggiungere l’aldilà, il più antico e misterioso dei continenti i cui confini giacciono dentro di noi, lambiti dal burrascoso mare della nostra psiche? Lo scrittore, filosofo e saggista Igor Sibaldi, ne “Le porte dell’Immaginazione.
Istruzioni per chi viaggia in altri mondi”, invita il lettore a lasciarsi alle spalle l’aldiquà e ad intraprendere il fascinoso sentiero di iniziazione verso “tutto ciò che si apre al di là di ciò che sappiamo di sapere, di ciò che sappiamo di volere, di ciò che sappiamo di essere – e che non è ciò che veramente sappiamo, e che vogliamo, e che siamo”. È l’immaginazione – sostiene Sibaldi – ad aprire le porte dell’ignoto: immaginazione intesa come una facoltà in grado di cogliere realtà che la mente cosciente non può cogliere. Per staccarsi dal mondo in cui si è abituati a vivere ci vuole anche “l’esigenza di un rinnovamento profondo, totale; di porre fine a un periodo della propria vita, di sperimentare così la fine di tutto, e poi di sperimentare di nuovo un inizio di tutto, come nella nascita”. Entriamo nell’aldilà – spiega l’autore – non soltanto durante certe esperienze “spirituali”, estatiche, ma anche ogni volta che creiamo, ogni volta che compiamo una scoperta, ogni volta che ci capita una precognizione, addirittura ogni volta che prendiamo sul serio un sogno. Seguendo le orme di viaggiatori più antichi, in un cammino ricco di citazioni e riferimenti letterari, dalla Bibbia a Dante, Sibaldi spiega che ogni tragitto nell’aldilà è un camminare, cioè qualcosa che il viaggiatore deve fare personalmente, nel pieno della sua volontà, e con attenzione vigile. Tanto più che la via, da lì in avanti, modificherà chi la percorre. Così è accaduto, tra i tanti esempi descritti nel saggio, per gli adepti delle religioni misteriche ellenistiche, per Odisseo, per Giona, divenuto profeta nel ventre della balena, per i pellegrinaggi medioevali e nelle lunghe camminate di Carlos Castaneda con Don Juan Matùs, sugli altipiani del Messico centrale.
Si può anche obbedire – afferma lo scrittore – a quel Dio dell’Esodo (a quel Dio, cioè, del cammino) soltanto lasciandosi alle spalle l’idea che sia lui a governare tutto: lungo la via dell’aldilà anche l’immaginazione comincia a creare tutto, come Dio crea, e senza aver saputo come.
Molti viaggiatori chiudono gli occhi all’inizio della via dell’aldilà. Non si tratta di un non voler vedere. È che ci si accorge – scrive Sibaldi – che i nostri occhi, cioè il nostro modo di conoscere, addirittura il nostro modo di percepire, sono inadeguati a ciò che sta incominciando, perché si sono adattati da troppo tempo a cogliere soltanto il mondo della mente cosciente.
Per gli uomini moderni, accettare l’aldilà, rappresenta davvero una sfida difficile. Alla domanda «Chi sono io?» le censure affettive della psiche – scrive Sibaldi – fanno rispondere: “sono un parente delle tali e tal altre persone, io sono quello che ama la tal persona e detesta quell’altra, oppure io sono un ingegnere, io sono un insegnante, sono uno che legge certi libri e certi giornali e frequenta certi ambienti. Oppure, quella particolare categoria di limiti culturali che sono i limiti religiosi, mi faranno rispondere: io sono un ebreo, un cristiano, o un islamico, o un ateo”.
In base a queste risposte imperniate sul verbo essere, noi compiamo tutte le nostre scelte di vita, e viviamo nelle conseguenze di tali scelte. È inevitabile che nell’aldilà tutto ciò si smantelli, per recuperare – è la tesi di fondo del libro – quel senso di appartenenza ad un io più grande che abbiamo dimenticato.
– Un tocco di colore caratterizza da oggi le strade del centro storico della Città dei Sassi con i pannelli a bandiera del nuovo logo, “moderno, aperto e multimediale”, di Matera Capitale europea della cultura 2019. La comparsa del nuovo logo ha destato interesse anche da parte dei turisti e tra i bambini, con un “creativo” accostamento ai mattoncini colorati delle costruzioni Lego.
Il logo, realizzato dal designer grafico goriziano Ettore Concetti, è ispirato al forte impatto visivo che porte e finestre delle abitazioni in tufo dei rioni Sassi, patrimonio dell’Umanità dal 1993 insieme all’habitat rupestre, conferiscono all’immagine della città. La scelta è seguita a un concorso bandito della Fondazione “Matera-Basilicata 2019”.
– CASERTA

– Sono in corso di completamento i lavori di messa in sicurezza del muro di cinta della Reggia di Caserta in via Camusso; interventi inclusi nelle opere di manutenzione ordinaria programmati dalla Direzione della Reggia a valere sul bilancio 2017. Lo rende noto la Direzione del monumento patrimonio dell’Unesco, che spiega che “il muro di cinta di via Camusso non è stato oggetto di interventi di manutenzione da oltre un trentennio e, prima dell’avvio dei lavori, versava in pessimo stato di conservazione, con diffusi e profondi fenomeni di degrado materico (perdita/distacco degli intonaci; disgregazione dei giunti di malta; lacune nel paramento murario; vegetazione infestante; parziale crollo di elementi del bauletto sommitale, non più efficiente) che ne alteravano completamente la percezione”. Il progetto e la successiva direzione dei lavori di restauro e messa in sicurezza sono stati effettuati tenendo in considerazione sia l’istanza storica che l’istanza estetica del manufatto architettonico.
– ”Il nullafacente” di Michele Santeramo e ”Il re pallido” di Paola Di Mitri dal romanzo incompiuto di David Foster Wallace, ad aprire la XVIII edizione di Tramedautore, a Milano; il capolavoro di Gogol ”Il revisore.
Una versione” interpretato dal leggendario Aleksandr Kaljagin, a Roma e l”’Eracle” donna di Emma Dante a Verona; Carlo De Ruggieri in ”Ogni bellissima cosa” di Duncan MacMillan e Jonny Donahoe e la ”Medea per strada” con Elena Cotugno, ancora tutti nella capitale; fino alla ”Pastorale contemporanea n. 1” dei Fratelli Presnyakov a metà tra performance e laboratorio di scrittura, a Civita di Bagnoregio (VT) per i Quartieri dell’Arte: sono alcuni degli spettacoli teatrali in cartellone nel prossimo week end.
– NAPOLI

– Cento foto di Cuba scattate dal 1992 al 2006. E’ la mostra fotografica “Trilogia cubana”, di Ernesto Bazan, che sarà inaugurata domani al Pan di Napoli.
Fanno parte della mostra le fotografie tratte dai suoi tre libri: Bazan Cuba (1998), Al Campo (2011) e Isla (2014).
Nel percorso espositivo i tre corpi di lavoro si mescolano fra loro creando una commistione unica e personale. Il visitatore viene trasportato in un viaggio intimo fra i personaggi di un’isola piena di poesia, sofferenza, gioia ed empatia che ricorda in molti aspetti la sua Sicilia natia: le due isole diventano una. Nel primo libro Bazan Cuba, il fotografo coglie la quintessenza del vivere quotidiano fotografando gente sconosciuta incontrata per qualche secondo per le strade dell’isola; un approccio reportagistico che si coniuga a quello più intimo e personale che si evidenzia nelle foto che ritraggono vari momenti di vita della sua famiglia e dei suoi amici contadini.
– TORINO

– Un cartellone di 12 concerti, importanti direttori d’orchestra e aspetti innovativi, come l’ingresso gratis per gli under 16 accompagnati, e una collaborazione con uno dei musicisti più amati, Ezio Bosso: si presenta così la stagione 2018-2019 dei Concerti dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio di Torino e dalla Filarmonica Trt. L’hanno presentata oggi il sovrintendente William Graziosi, il direttore artistico Alessandro Galoppini, il presidente della Filarmonica, Giuseppe Lavazza, e l’assessore alla Cultura della Città, Francesco Leon. Tutti a sottolineare la non scontata collaborazione per realizzare una grande edizione che punta a coinvolgere il pubblico dei più giovani.
Nel programma il Requiem di Brahms e di Faurè, il concerto a sorpresa diretto da Gianandrea Noseda, direttore della Filarmonica, un omaggio a Debussy a cento anni dalla morte, l’esecuzione di ‘Oceans’ di Ezio Bosso e il concerto diretto dal grande maestro Valery Gergiev.
– “Gli Articolo 31 tornano finalmente assieme esclusivamente per le 5 date al Fabrique il 15, 16, 17, 21 e 22 ottobre”. Ad annunciare il ritorno del duo rap degli anni Novanta, è lo stesso J-Ax su Facebook. “Per festeggiare 25 anni di carriera ho pensato una cosa: non voglio prendere per il culo nessuno. E se voglio essere onesto non posso ignorare una parte fondamentale e formativa della mia carriera – i primi 10 anni negli Articolo 31 – ha scritto Ax -.
Sembrerebbe assurdo far finta con voi che questa storia non sia mai successa. Inoltre io e Jad abbiamo fatto finalmente pace.
Abbiamo messo una pietra sopra ad anni in cui non ci siamo risparmiati critiche e malignità, ma siamo anche uomini abbondantemente adulti e i veri uomini riescono a perdonare gli amici. Nella vita, del resto, possiamo comprare tutto, tranne le persone che ci stanno vicino e a cui vogliamo bene”.
Torna l’appuntamento con le audizioni dell’edizione numero 12 di X Factor, giovedì 13 settembre alle 21.15 su Sky Uno, disponibile anche su digitale terrestre al canale 311 o 11.
I talenti sono pronti a calcare il palco del talent prodotto da Fremantle. Con il loro carico di emozioni ed aspettative hanno un unico obiettivo: strappare tre sì a Fedez, Mara Maionchi, Manuel Agnelli e Asia Argento e accedere alla fase successiva di selezioni.

Nel backstage il padrone di casa Alessandro Cattelan. A sorpresa arriverà, in qualità di ospite, al tavolo dei giudici Lodo Guenzi, frontman de “Lo Stato Sociale”. Tra i ragazzi che si alterneranno sul palco c’è chi presenta ai giudici la propria versione di grandi hit e chi il proprio inedito, un altro modo di raccontarsi molto personale. I 4 giudici hanno le idee chiare su cosa stanno cercando: capire e sapere interpretare il brano, al di là di una intonazione perfetta e una personalità matura, sono le carte vincenti per andare avanti nella gara.

– GENOVA

– Lo storico e saggista Adriano Prosperi ha ricevuto il premio Isaiah Berlin 2018 istituito dal Cisi, Centro internazionale di studi italiani dell’Università di Genova. La consegna questa mattina a Villa Durazzo di Santa Margherita Ligure, sede dei corsi. “Fa piacere ricevere un riconoscimento legato a un personaggio, Isaiah Berlin, che ha trattato il tema della libertà – ha detto Prosperi – e ciò si lega in qualche modo alla mia conversazione odierna e cioè che cosa significa parlare di libertà oggi per uno storico? Una libertà che non sia un conculcare i diritti altrui, ma la possibilità di scoprire con l’altro un vincolo di comunanza umana contro le chiusure del cosiddetto filone identitario della difesa cioè della nostra identità”.
“Adriano Prosperi è uno storico di fama internazionale – ha detto Roberto Sinigallia, presidente del Cisi -, si è distinto per i suoi studi in particolare su quelli relativi alla controriforma. Era già stato nostro ospite nel 2011 con una conferenza sull’inquisizione che riscosse un notevole successo”.
Tra i vincitori del premio Berlin si ricordano il maestro Riccardo Muti, il filosofo Massimo Cacciari, l’archeologo Andrea Carandini presidente del Fai.

– PORDENONE

– Debutterà mercoledì 3 ottobre, in prima nazionale al Teatro Verdi, ‘Ex Chimico. Primo Levi e il suo secondo mestiere’, una rappresentazione ‘laica’, in bilico tra racconto e immedesimazione. La presentazione dello spettacolo è avvenuta stamani con Sonia Bergamasco che ha eccezionalmente concesso alla stampa di seguire alcune prove del suo allestimento scenico. La Bergamasco, attrice e regista, versatile e raffinata interprete, sola in scena restituirà alcune tra le pagine più luminose e sorprendenti di Primo Levi, scrittore ormai tra i più celebrati e letti a livello internazionale. Lo spettacolo è una coproduzione Orlando28 e Teatro Comunale Giuseppe Verdi Pordenone, nell’ambito del progetto speciale ‘Tra letteratura e teatro’, curato da Natalia Di Iorio, al via giovedì 20 settembre con ‘Una e una notte’, firmato da Ennio Flaiano con Maria Paiato, in cartellone per il festival pordenonelegge 2018.

Una nuova stagione di “Tale e quale show” è pronta a sbarcare su Rai1 da venerdì 14 settembre in prima serata. Condotta come sempre da Carlo Conti, l’ottava edizione vedrà 12 concorrenti, sfidarsi per 11 puntate imitando i personaggi più famosi della musica italiana e internazionale.
Tutti giudicati da Loretta Goggi, Vincenzo Salemme e Giorgio Panariello. “L’onore del primo varietà negli studi intitolati a Fabrizio Frizzi che è stato anche concorrente in questa trasmissione (indimenticabile la sua performance artistica nei panni di Piero Pelù). Accanto alla tristezza c’è il piacere e l’orgoglio”, ha detto il presentatore toscano presentando il programma, varietà di punta di Rai1 prodotto in collaborazione con Endemol Shine.
La grande novità quest’anno, spiega Conti nel corso della presentazione, è proprio nella giuria. Accanto al pilastro Loretta, ci sono due mostri… sacri. Ci tengo a ringraziare Proietti, Lippi, Montesano e De Sica che si sono alternati negli anni”. E in effetti le battute da banco dei giurati non mancano (“mi chiedo come avete potuto chiamare Salemme – fa notare Panariello – ci sono concorrenti che sono venuti a lamentarsi, uno a caso Agresti, la Iena…ma insomma eddai”). Goggi si Dissocia, ma Salemme fa notare che lui a firmato un contratto…e cosi’ via di seguito. Grande assente di questa edizione Gabriele Cirilli “Ha preferito fare un passo indietro e nessuno lo sostituirà”.
Intanto è già sicuro che tra gli imitati della prima serata, in onda venerdì 14 settembre, ci saranno Ermal Meta (vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo), il rapper Ghali e l’icona anni 80 Debbie Harry, cantante dei Blondie. A chi chiede se Panariello, famoso per essere uno dei migliori imitatori di Renato Zero, potrebbe quindi trasformarsi nel cantante romano e dare così i suoi verdetti, viene risposto con un “non è escluso”. Allo stesso tempo, Claudio Baglioni potrebbe essere presente e addirittura venire anche imitato da due concorrenti contemporaneamente.
Teodoli ha sottolineato la levità che la Rai propone con un varietà come Tale e quale show: “Raiuno sta cercando di alleggerire la programmazione per regalare un po’ di leggerezza”, ha detto il direttore Nella squadra delle donne ci sono Antonella Elia (vista nella scorsa edizione di Pechino Express dove si è classificata al secondo posto insieme a Jill Cooper), Matilde Brandi, Alessandra Drusian (Voce dei Jalisse), Vladimir Luxuria, Guendalina Tavassi (nota per aver partecipato al Grande Fratello 11) e la cantante Roberta Bonanno (cantante della settima edizione di Amici).
Nella squadra degli uomini il cantante Massimo Di Cataldo, il ballerino di Ballando con le stelle Raimondo Todaro, la “Iena” Andrea Agresti, il comico Giovanni Vernia, l’attore Mario Ermito e l’imitatore Antonio Mazzoncello volto noto di Tale e quale perché già dal 2016 ha partecipato con alcuni camei. Al termine di ogni esibizione, nel corso delle varie puntate, tutti gli ospiti si sottoporranno ai voti della giuria, che avrà il compito di valutarne le prestazioni con un voto che si sommerà a quello che ciascun sfidante, esprimendo la propria preferenza, sceglierà di assegnare a un concorrente rivale.
Anche quest’anno non ci saranno eliminazioni: grazie alla somma delle due votazioni alla fine di ogni trasmissione, sarà decretato il vincitore di puntata e sarà stilata una classifica parziale che porterà all’elezione del vincitore finale. A mostrare gli abbinamenti tra gli Artisti e i personaggi che dovranno essere imitati nella puntata successiva, l’oramai nota “slot machine”. Nel corso delle settimane, i dodici protagonisti saranno preparati dai tutor del varietà: i “vocal coach” Maria Grazia Fontana, Dada Loi e Matteo Becucci, e la “actor coach” Emanuela Aureli. Tutti gli arrangiamenti saranno curati dal maestro Pinuccio Pirazzoli. Conti non tornerà a L’eredità, presa in carico invece da Flavio Insinna “ci sarà il consueto passaggio di testimone con la consegna delle chiavi. La seguirò da consulente”. Poi lo ritroveremo al timone de La Corrida, ma rimane anche direttore artistico dello Zecchino d’Oro, manifestazione di cui si regala una prima serata in diretta su Rai1 il 7 dicembre.

TORINO- Il Salone del Libro di Torino resta senza guida. Massimo Bray, ex ministro e attuale direttore generale della Treccani, ha annunciato le proprie dimissioni dalla presidenza della Fondazione Circolo dei Lettori, l’ente cui è stata affidata l’organizzazione della prossima edizione dalla buchmesse. “Ragioni strettamente personali”, fanno sapere il governatore Sergio Chiamparino e la sindaca Chiara Appendino, “dispiaciuti” per la scelta ma già al lavoro per individuare il sostituto più adatto.
“Massimo è stato il primo a mettere la faccia nel momento di maggior difficoltà per il Salone del Libro, ed è stato protagonista ed artefice, insieme a Nicola Lagioia e al resto della squadra, delle due ultime edizioni di grande e innegabile successo”, sottolineano il presidente Chiamparino e l’assessora regionale alla Cultura, Antonella Parigi. “Ci auguriamo che in futuro possa continuare a collaborare con la nostra manifestazione”, aggiungono, dicendosi “impegnati a garantire una soluzione adeguata alla sfida che il Salone del Libro deve affrontare, senza interruzioni di sorta e senza pregiudicare in alcun modo l’attività che il Circolo sta già svolgendo per preparare la nuova edizione”.
“Seppur a malincuore e ringraziandolo per il prezioso lavoro svolto fino ad oggi, non possiamo che rispettare le sue decisioni – aggiunge la prima cittadina -. Per la nostra kermesse libraria internazionale è certo una perdita importante, ma l’organizzazione dell’edizione 2019 prosegue di concerto con tutte le istituzioni”. Stupito dell’addio è Lagioia, che del Salone del Libro è il direttore editoriale. “Spero ancora non sia vero, perché la nostra è una grande squadra. Se invece dovesse confermare le dimissioni, ne sarei davvero dispiaciuto”, commenta. “Sono comunque convinto che il Salone ce la farà – sottolinea -: abbiamo una squadra vincente, con la quale ho lavorato tutta l’estate alla prossima edizione, e la fiducia del pubblico e degli editori. Spero davvero che per la nostra manifestazione tanto amata questa sia l’ultima turbolenza”.
L’individuazione del sostituto di Bray si aggiunge ai tanti impegni, per il Salone del libro, di questo autunno. E’ atteso entro settembre il bando per la messa in regola dei dipendenti della Fondazione per il Libro, ora in liquidazione; dodici persone sospese dall’incarico e ricollocate al momento in altri enti pubblici. Proseguono intanto la messa in liquidazione, con la valutazione di debiti e crediti da parte del liquidatore, Maurizio Gili. E c’è da affrontare anche la delicata questione del marchio Salone del libro.

– Il Parlamento europeo ha approvato la proposta di riforma del Copyright con 438 voti a favore, 226 contro e 39 astensioni. E’ stato anche adottato a maggioranza il mandato per cominciare i negoziati con Consiglio e Commissione Ue, necessari per arrivare alla definizione del testo legislativo finale. Secondo la riforma, i giganti del web dovranno remunerare i contenuti prodotti da artisti e giornalisti, e diventano responsabili per le violazioni sul diritto d’autore dei contenuti da loro ospitati. Le piccole e micro piattaforme sono escluse dal campo di applicazione della direttiva. I link accompagnati da singole parole si potranno condividere liberamente, mentre gli snippet (foto e breve testo) saranno coperti da copyright. Esultano la Fieg, oltre a Siae e Nuovo Imaie. Protesta il Movimento 5 Stelle. “Una vergogna tutta Europea”, afferma Luigi Di Maio. “Chiedo a Conte di prendere immediatamente le distanze dalle dichiarazioni infamanti del vicepremier Di Maio”, replica il presidente del Pe, Antonio Tajani.
– S’intitola Contemporary Muslim Fashions ed è la prima e più grande esposizione museale mai organizzata negli Stati Uniti e nel mondo, di moda islamica femminile, che esplora la complessa natura dell’abbigliamento delle donne musulmane e dei suoi attuali codici di abbigliamento “pudici”. La mostra si svolgerà al Fine Arts Museums di San Francisco, i Musei delle Belle Arti della metropoli California, dal 22 settembre al 6 gennaio 2019 ed esaminerà come le donne islamiche siano diventate padrone del proprio stile, mettendo in evidenza luoghi, capi, nomi e tendenze. Progettata dal noto studio Hariri & Hariri Architecture di NY, la mostra è a cura da Jill D’Alessandro, curatrice di costumi e arti tessili dei Musei delle Belle Arti di San Francisco e di Laura Camerlengo, assistente curatrice di costumi e tessuti negli stessi musei, con la consulenza di Reina Lewis, docente di studi culturali al London College of Fashion, University of the Arts di Londra.
– BOLOGNA

– Al via venerdì, a Savignano sul Rubicone nel Riminese, la 27/a edizione di Si Fest, Festival della Fotografia considerato tra gli eventi di punta nel panorama fotografico nazionale. La kermesse vedrà al centro 14 mostre – per la quasi totalità inedite in Europa o in Italia – oltre a 18 incontri-dibattito, 9 visite guidate, 3 workshop, uno spazio dedicato all’editoria indipendente, una sezione ‘Off’, un murales realizzato come performance in tempo reale e una nuova proposta ‘junior’ per educare allo sguardo i giovanissimi.
La rassegna avrà come titolo e tema ‘On Being Now’, si articolerà su tre giornate inaugurali – il 14, il 15 e il 16 settembre – e vedrà le mostre aperte fino al 30 settembre Nell’edizione 2018, per la prima volta, sarà protagonista anche l’arte di strada e urbana: a Chekos, street artist attivo dagli anni 90 e noto a livello internazionale, è affidato il compito di realizzare uno dei suoi emblematici murales ‘Optical’ che racchiuda il senso della tematica del Festival.

– FOLIGNO (PERUGIA)

– Visioni sulla musica, sul jazz, sul sociale, sul presente, sul passato e sul futuro. È ancora una volta uno sguardo ampio ed intenso quello di Young Jazz. Young Jazz Festival, in programma a Foligno da giovedì 4 a domenica 7 ottobre 2018 tra concerti, spettacoli, jam, mostre e degustazioni, continua il suo viaggio per far incontrare varie identità, generi e situazioni, a livello musicale, culturale, sociale, etnico e generazionale. Quattordicesima edizione per un festival che dal 2005, anno della sua nascita, è cresciuto sempre di più proponendo al suo pubblico nuovi progetti musicali, ricercando forme di collaborazione e di sperimentazione che uniscono la musica jazz con varie realtà sociali e culturali del territorio folignate e non solo.
Il tema ‘Visioni’, che sarà il fil rouge dell’edizione 2018, è stato già anticipato durante la rassegna invernale-primaverile che si è svolta allo Zut, spazio cittadino che è diventato il palcoscenico per presentare le idee più innovative e sperimentali.
– Un omaggio a citazioni e dettagli, all’artigianalità e alla mano della tradizione modernista internazionale e soprattutto di Milano: è ‘The last days in Galliate’, la prima mostra personale in Italia dell’artista portoghese Leonor Antunes, in calendario dal 13 settembre al prossimo 13 gennaio, negli spazi dell’Hangar Bicocca di Milano. Le sculture e installazioni dell’artista si fondono con i 1.400 metri quadrati dello Shed dell’Hangar, trasformando lo spazio: dal pavimento in linoleum ‘giallo fantastico’, che richiama quello ideato da Gio Ponti per il Pirellone, fino al soffitto, che per la prima volta lascia entrare la luce dagli otto lucernari. La mostra propone storie di uomini, e donne soprattutto, diventate icone di design e architettura “ma che spesso e per troppo tempo sono rimaste in ombra”, ha sottolineato Antunes. Come Franca Helg e Clara Porset, a cui si ispira il titolo dell’esposizione, ma anche Anni Albers, designer di origine tedesca, Lina Bo Bardi e pure Franco Albini e Gio Ponti.
– E’ appena stata inaugurata la nuova sede milanese del brand Fabiana Filippi, ospitata in un edificio in cemento armato risalente al 1939, riportato allo stato originario attraverso un attento restauro conservativo. Situato nel cuore del quartiere di Porta Romana, l’edificio si estende su una superficie di 2,400 mq organizzati su quattro piani. Due aree verdi accolgono i visitatori, mentre un bosco urbano occupa il terrazzo del terzo piano dell’edificio.
Tra i marchi del lusso del Made in Italy, Fabiana Filippi – marchio fondato in Umbria nel 1985 dai fratelli Mario e Giacomo Filippi Coccetta – distribuisce le proprie collezioni in 36 paesi nel mondo ed è presente in oltre 1100 negozi multimarca, mentre la rete di monomarca conta 50 store. Per celebrare l’apertura dell’headquarter milanese, il marchio è anche protagonista di un’installazione nelle vetrine della Rinascente su Piazza del Duomo.
Un itinerario dettato dal tempo e dal cuore, tra canzoni, personaggi e racconti immaginati e vissuti. Torna in scena così, Riccardo Sinigallia, con un album intitolato ‘Ciao Cuore’, in uscita venerdì per Sugar, che racconta attraverso immagini e visioni di una realtà cinematografica, il suo modo di essere cantautore, destrutturato, fuori dagli schemi e con una percezione della forma canzone che va oltre la visione classica, come in un elaborato gioco di incastri e costruzioni. Come quando i bambini pescano da scatole di costruzioni diverse per montare il gioco come lo hanno in mente, andando oltre le regole delle istruzioni di montaggio messe diligentemente nero su bianco in ogni confezione. “Ho fatto mia una citazione di Carmelo Bene – racconta Sinigallia – il quale diceva che la volontà è sempre nefasta nell’arte. Non c’è mai una storia che si vuole raccontare per prima, ma semplicemente ce ne sono alcune che sopravvivono alle altre e che diventano canzoni. Con questo album ho superato un confine e questo per me significa un nuovo inizio”. Sono passati quattro anni dal precedente lavoro da studio (‘Per tutti’) firmato da Sinigallia, precursore a modo suo di un modo di fare canzoni ricercate e che possono trovare spazio in quel pop, nel senso di popolare. L’album si apre con le parole del poeta Franco Buffoni e che hanno trovato una casa sonora in ‘So delle cose che so’ (“So delle cose che so / e non ti posso spiegare / perché non esistono tutte le parole / esistono solo il tempo e la distanza / tra ciò che io so e tu dovrai”) e prosegue attraverso una serie di fotografie che passano da pezzi come ‘Niente mi fa come mi fai tu’ (“Impossibile trovare una sostanza, una passione, un interesse, una necessità più effettiva e determinante di una persona con cui si stabilisce una fusione fisica e spirituale”, dice il cantautore romano a proposito della canzone) e ‘Backliner’, lode a chi da dietro le quinte permette che la musica nasca e cresca, con fatica e cuore. “Le persone che ho incontrato e che si occupavano del ‘dietro le quinte’ – ha spiegato la voce delle nuove ‘Dudù e ‘Le donne di destra’ – hanno avuto tutte un impatto su di me, da quando ero ragazzino, e tremavo come una foglia prima di un soundcheck, fino ad ora che continuo a tremare. Io stesso sono stato un backliner, ho avvolto cavi e preparato le aste, spostato le spie, sono stato attento che tutto fosse perfetto per chi doveva esibirsi. Questo è un omaggio a me stesso, – ha aggiunto – ma soprattutto a quelle figure che rimangono dietro le linee per svolgere un ruolo fondamentale e sempre un po’ misterioso”. ‘Ciao cuore’, oltre che il titolo dell’album, lo è anche del singolo che ha anticipato il lavoro al completo e che a un videoclip il cui protagonista è Valerio Mastrandrea. L’attore ha scritto anche un testo dedicato alla vicenda di Federico Aldrovandi e che ha ispirato Sinigallia per la la nuova ‘Che male c’è’. Il nuovo album sarà anche il protagonista di un tour che riporterà sui palchi il cantautore romano a partire dal 17 gennaio (Torino, Hiroshima Mon Amour) e fino al 16 febbraio, con chiusura al Monk di Roma.

– FIRENZE

-‘Buon compleanno Caruso Pascoski’: si è svolta ieri sera in piazza del Carmine a Firenze la festa per il film di Francesco Nuti del quale quest’anno ricorrono i 30 anni dall’uscita nelle sale. Prima della proiezione del film, davanti a una piazza gremita di persone, si sono alternati sul palco amici e colleghi dell’attore-regista pratese. La serata si è aperta col ricordo dell’artista fiorentino Silvano Campeggi, poi è toccato a Ginevra Nuti, figlia di Francesco, intonare dal vivo la canzone ‘Sarà per te’, portata al successo dal padre nel Sanremo del 1988. E ancora i commoventi ricordi di Novello Novelli e di Carlo Monni. Sul palco sono poi saliti amici e colleghi di Nuti che hanno raccontato aneddoti e spaccati di vita privata dell’attore, dall’autore Giovanni Veronesi a Alessandro Haber. Scroscio di applausi per Athina Cenci sul palco insieme a Sabrina Ferilli, Antonio Petrocelli, Ugo Chiti, Maurizio Frittelli e Lorenzo Ariani.
– Peter Sellers è il protagonista dell’immagine ufficiale della tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolgerà dal 18 al 28 ottobre 2018 presso l’Auditorium Parco della Musica. Amato da pubblici estremamente diversi, che hanno saputo apprezzare la straordinaria carica comica, la brillante imprevedibilità delle sue interpretazioni e le eccellenti prove in ruoli drammatici, Peter Sellers è ritratto nei panni del suo personaggio più conosciuto, l’ispettore Jacques Clouseau, protagonista della serie La Pantera Rosa. Lo scatto è del fotografo britannico Terry O’Neill, celebre in tutto il mondo per aver immortalato innumerevoli personalità del mondo della musica e del cinema, dai Beatles ai Rolling Stones, dalla famiglia reale britannica alle star di Hollywood. Nell’immagine ufficiale della Festa del Cinema 2018, Peter Sellers è colto in flagrante da Terry O’Neill che cattura tutta la sua ironia e il suo stupore: l’ispettore punta diretto al pubblico e lo rende protagonista dell’evento.
– VENEZIA

– Stefano Accorsi non ci sta alla polemica sulla sua pizza mangiata sopra il cartone in Piazza San Marco, e a chi l’ha criticato risponde: “non mi sembra mancanza di rispetto o di decoro. Anzi, mi sembra un bellissimo modo di godere della Bellezza d’Italia. Tanto più se poi si butta il cartone nell’apposito cestino”. In un post su Istagram l’attore torna sulla ‘provocazione’ della pizza da asporto nel salotto di Venezia: “leggo un po’ dovunque che questa foto ha creato una polemica”, scrive, citando le critiche dei Pubblici Esercenti di Venezia – “Accorsi si è preso una pizza? Se la porti in camera, non ci si può comportare così, trattando la piazza come se fossero giardini pubblici” . “… ma invece forse – continua nel post – è solo perché l’ho mangiata in smoking e con le mani? Chiedo venia, però… mi sono attenuto al Galateo”. Per l’associazione ‘Piazza san Marco’, tuttavia, il gesto di Accorsi porta con se’ dei ‘rischi’: “vorremmo che si evitasse un effetto emulazione” commentano.
– C’erano una volta i musicarelli pop, con protagonisti come Al Bano, Caterina Caselli, Gianni Morandi, Rita Pavone. Cristian de Mattheis, regista televisivo di grande esperienza, firma come opera prima una sorta di usicarello ‘lirico’, Un amore così grande, in sala dal 20 settembre in 100 copie con Medusa. Ne sono interpreti Giuseppe Maggio, l’esordiente Francesca Loy e Il Volo, cioè Ignazio Boschetto, Gianluca Ginoble e Piero Barone, nell’inedito ruolo di mentori/angeli custodi del protagonista. Fra arie delle più grandi opere, da La Bohème a La Traviata, la storia ruota intorno a Vladimir, giovane talento del canto lirico, che alla morte della madre (Daniela Giordano), con cui viveva a San Pietroburgo, viene a Verona per cercare il padre (Franco Castellano), che li aveva abbandonati. Tra l’amore a prima vista per l’altoborghese Veronica (Loy) e una grande opportunità che gli arriva dal manager (Riccardo Polizzy Carbonelli) de Il Volo, il ragazzo affronta una serie di colpi di scena.
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SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 24 minuti

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

DALLE 02:42 DI LUNEDì 10 SETTEMBRE 2018

ALLE 08:51 DI MARTEDì 11 SETTEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

Alessandro Roma al Museo delle Ceramiche
Lavori realizzati nei laboratori didattici fondati da Munari

Mamma mia! torna il musical all starTra sequel e prequel con un’inossidabile Cher

Tv: Vespa, con Porta a porta, voglio le nozze d’oroAl via con Salvini, Il 12/9 Toninelli. “Speriamo avere presto anche Conte”

Bonisoli, ritrovamento monete è epocale’E’ uno di quelli che segnano il corso della storia’

Andrea Scrosati passa a FremantleDa novembre. Lascia Sky, resta Presidente di Vision Distribution

A Istituto Tumori webserie InvolontarioTra reality e commedia surreale, in onda su Mtv.it

Rai, fiction Riace sospesa, non bloccata”In attesa della magistratura”. La denuncia di Beppe Fiorello

A Modena torna il Festival FilosofiaDal 14 al 16 settembre oltre 200 appuntamenti tutti gratuiti

Bonisoli, Netflix da mettere a sistema’E’ l’innovazione, penseremo a direttive in materia’

Elisa Isoardi ai fornelli, una poesia e gli auguri di SalviniIl grazie alla Clerici e l’emozione per la mamma in studio

Giornalisti Mediterraneo a OtrantoDachan, verità vittima guerre. Mastrogiovanni, urgente unirci

Ceccotti, il romanzo della pitturaFino 14/10 a Roma, 60 anni di opere del pittore detective

London Fashion Week bandisce pellicceAccordo con tutte le griffe, solo passerelle eco-friendly

‘Mar-Etica’ a Procida con Baricco15-16 settembre, cultura e sport, premio a Moby Dick di Chabouté

Avati, il Signor diavolo ci ha messo lo zampinoFinite le riprese del film gotico-horror in sala con 01 nel 2019

Proietti, un segreto l’equilibrio comicità-drammaDall’11 settembre Una Pallottola nel cuore 3 apre la stagione della fiction di Rai1

Mogol è il nuovo presidente della Siae: ‘Copyright sotto attacco, è battaglia di tutti’Andrea Purgatori alla guida del Consiglio di sorveglianza

Restaurato affresco villa SettefinestreIntervento con progetto Fai, esposizione a Orbetello

Tisci by Burberry in vendita solo 24 oreSu Instagram e Wechat il 17/9 dopo debutto stilista a Londra

Amadeus, tutto è pretesto per far ridereComedy show dal 25 settembre in prima serata su Rai2, 8 puntate

Boss sogna California e sfila uomo-donnaA NY brand tedesco per la prima volta 2 collezioni in passerella

Da H&M collezione in tessuti riciclatiCashmere e velluto in poliestere in nuova collezione

Elton John, tour d’addio in total GucciMichele aveva inserito capi ispirati ad artista in sua linea

Vuitton, profumo e corto con Emma StoneAttrape Reves, lo spot è di Sam Mendes

Monteriggioni riscopre radici etruscheCittà turrita di Dante in Commedia guarda sua lunga storia

Olivia Newton-John, combatto contro il terzo tumoreL’attrice lo ha rivelato in un’intervista televisiva

Poi Hotel Transylvania 3 e Tom Cruise. Box office totale -27%

Agliardi, rivesto le mie canzoni più vereEsce antologia ‘Resto’, tre inediti e l’esperienza da genitore

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

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L’ARTICOLO

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FAENZA (RAVENNA)

– Otto nuovi lavori in ceramica realizzati nei laboratori didattici fondati da Bruno Munari, esposti insieme alle sue stoffe dipinte: è ‘Vertigo.
Walking on the edge of the tone’, mostra di Alessandro Roma, a cura di Irene Biolchini, dal 13 settembre al Mic-Museo internazionale delle ceramiche a Faenza, nell’ambito della 14/a Giornata internazionale dell’arte contemporanea indetta da Amaci. L’esposizione sarà visitabile fino al 21 ottobre.
Roma, classe ’77, l’artista vive e lavora a Milano. La realizzazione delle opere a Faenza è stata una costruzione lenta e progressiva che ha permesso di affiancare il lavoro in laboratorio con un anno di ricerca e studio sulla ceramica, dando vita ad un ‘gorgo’ immaginativo in cui pittura e ceramica si confondono in un’installazione ‘all over’ pensata su misura per gli spazi del Museo.
‘Vertigo’, spiega la curatrice, “apre ad una nuova metodologia in cui il Museo non è solo ospite, ma parte integrante della costruzione progettuale dell’intervento”.
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– Alla fine se si supera l’effetto Cher, apologia della chirurgia plastica di cui è stata antesignana ed è ancora ostinata fan, il sequel-prequel, di Mamma Mia! diventato Mamma Mia! Ci risiamo, in sala dal 6 settembre dieci anni dopo la parte uno, diverte e fa ballare sulla sedia. Dopo Mamma Mia!, film che ha incassato oltre 600 milioni di dollari in tutto il mondo, si torna nella magica isola greca di Kalokairi in un nuovo musical basato sempre sulle canzoni degli Abba. Cast originale più nuovi membri, tra cui Lily James (L’Ora Più Buia; Cenerentola; Baby Driver – Il genio della fuga), il film prodotto sempre da Judy Craymer e Gary Goetzman, è scritto e diretto da Ol Parker, sceneggiatore di Marigold Hotel.
Riprendono i loro ruoli di Mamma Mia!, l’attrice premio oscar Meryl Streep nella parte di Donna (per lei solo un cameo finale); Julie Walters in quella di Rosie e Christine Baranski in quella di Tanya. Amanda Seyfried e Dominic Cooper interpretano nuovamente Sophie e Sky, mentre Pierce Brosnan, Stellan Skarsgård e Colin Firth tornano, un po’ invecchiati,nei ruoli dei tre possibili padri di Sophie: Sam, Bill e Harry.
Il film, non troppo facile da seguire andando avanti e indietro nel tempo, mostra come le relazioni del passato incidono inesorabilmente nel presente. Lily James interpreta il ruolo di Donna da giovane, mentre Rosie e Tanya da giovani hanno rispettivamente i volti di Alexa Davies (X+Y – A Brilliant Young Mind), e Jessica Keenan Wynn (Beautiful a Broadway). Il giovane Sam è infine interpretato da Jeremy Irvine (War Horse), mentre il giovane Bill è Josh Dylan (Allied: Un’ombra nascosta) e Harry è Hugh Skinner (Kill Your Friends).
Il film racconta cosa accade dopo il wedding party di Sophie e Sky, ma anche, a colpi di flashback, come si era arrivati a quel matrimonio. Ovvero chi erano e che tipo di storia hanno avuto con Donna i personaggi di Sam, Bill e Harry, i tre “possibili” padri che vediamo giovani e poi in versione nature.
Ma chi compare all’improvviso nell’idilliaca isola di Kalokairi (in realtà è l’isola croata di Vis) dove avevamo incontrato per la prima volta Meryl Streep? Sua madre e nonna di Sophie , ovvero una 72enne Cher ‘di plastica’, ma con ancora tanta voglia di cantare.
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– L’ospite della prima puntata

nel salotto di Bruno Vespa, in onda in seconda serata su Rai1, il vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini. Ad annunciarlo, il giornalista e padrone di casa che aggiunge: “Il 12 settembre avremo in studio il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, mentre il 26 ci sarà una sorpresa, Farah Diba.
Entro le prossime settimane contiamo di arrivare ad ospitare tutti i leader politici e speriamo quanto prima anche il premier Conte”.
Torna “Porta a porta” per la 24/a stagione da martedì 11 settembre, con tre puntate settimanali: martedì, mercoledì e giovedì. Nell’Italia che sta cambiando, il programma, rileva Vespa, “offre la continuità di un’informazione puntuale e corretta sui grandi temi di attualità: dalla politica all’economia, dai grandi fatti di cronaca al costume in evoluzione. Reportage di impatto e interviste ai protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura arricchiscono l’offerta editoriale. I politici vengono perché sanno che la nostra è una trasmissione seguita da un pubblico trasversale”. “Una missione – sottolinea ancora il giornalista – – confermata dalla capacità di essere presenti nei tempi reali sugli eventi e sulle emergenze che si affacciano quotidianamente sullo scenario italiano e mondiale, dalle Torri Gemelle ad Amatrice”.
“Porta a porta” continua ad essere il programma leader della seconda serata nonostante il moltiplicarsi dell’offerta. In ventitré stagioni ha saputo rinnovare format e linguaggio per rispondere alle attese del pubblico e alle nuove sfide della rivoluzione digitale. Nella puntata dedicata a Genova con ospite Toninelli avrete il plastico? “Sì certo – risponde Vespa -, ci sarà anche un altro ospite che conosce benissimo quel ponte e la sua storia e che ci aiuterà a capire”. Altro tema caldo quello dei vaccini: avrete il ministro Grillo? “Al momento ha preferito declinare l’invito, ma sicuramente ci occuperemo di un tema fondamentale come questo. E Berlusconi? Voi che dite…”, replica ai giornalisti con un sorriso.
Questa è la 24/a edizione, pensa di festeggiare le nozze d’argento il prossimo anno? “Perché no: quelle d’oro”, è l’auspicio.
Quest’anno mancano gli auguri del presidente Rai: “non solo a me, a tutti”, sottolinea Vespa. “Mi auguro, ma voglio essere ottimista, che si trovi presto una soluzione condivisa”.
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– “Per me questo è un caso più che eccezionale è epocale, uno di quelli che segna il percorso della storia”. Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, nella conferenza stampa di presentazione, a Milano, del ritrovamento delle monete d’oro di epoca romana avvenuto a Como. “Non siamo ancora in grado di capirlo ma è un messaggio che ci arriva dai nostri antenati”.
– Fremantle annuncia la nomina di Andrea Scrosati alla posizione di Group Chief Operating Officer.
Attualmente EVP Programming di Sky Italia succederà a Sangeeta Desai. Andrea Scrosati riporterà a Jennifer Mullin, Group CEO di Fremantle. A Scrosati riporteranno una serie di funzioni di gruppo tra cui Strategy, M&A, Legal e Business Affairs.
Un manager e un leader creativo riconosciuto da tutta l’industria, Andrea Scrosati arriva da Sky Italia dove dal 2010 con il ruolo di EVP programming ha commissionato serie tv e show che hanno ottenuto record di audience. Entrerà in Fremantle nel corso del mese di Novembre e farà base presso la sede globale a Londra. Resta anche Presidente di Vision Distribution, la joint venture di distribuzione cinematografica fondata nel 2016 tra Sky Italia e cinque produttori indipendenti italiani tra cui Wildside. Tra l’altro, riporteranno a lui le attività di Fremantle in Sud Europa, Brasile, Messico, Israele e le attività della scripted label inglese Euston Films.
– E’ la prima serie girata interamente in un ospedale vero e in attività, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, a metà tra il reality e la commedia surreale: si chiama ‘Involontario’ e sarà su Mtv.it dal 17 settembre.
Firmata da Fondazione Cariplo e Officine Buone, la webserie rivoluziona il racconto sul tema dell’aiutare e del fare del bene attraverso le avventure di Ettore, a cui presta il volto l’attore Francesco Meola: un neolaureato che lavora come fattorino precario. Un giorno Ettore deve consegnare una lettera in ospedale, ma non sa che ad aspettarlo c’è il colpo di fulmine per Giulia, una giovane specializzanda interpretata da Giulia Penna. Per vedere la sua bella e tentare di conquistarla, Ettore si fingerà volontario di una organizzazione non profit che organizza un contest musicale in ospedale. Puntata dopo puntata, Ettore si lascerà coinvolgere e diventerà un vero volontario, perché aiutare – è il messaggio della serie – non fa bene solo agli altri, ma gratifica anche chi dà una mano.
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– “Nessun blocco della messa in onda” della fiction Tutto il mondo è paese, con Beppe Fiorello, ispirata alla figura di Mimmo Lucano sindaco di Riace. Lo precisa la Rai in merito alla denuncia su Twitter dello stesso attore, convinto che la serie sia stata stoppata “perché narra la realtà e nessuno/a dei miei colleghi si fa sentire”.
La fiction, dice Viale Mazzini, “è stata semplicemente sospesa” in attesa delle decisioni della magistratura sulla vicenda di Lucano, indagato dalla “procura di Locri per alcuni presunti reati collegati alla gestione del sistema di accoglienza. Non appena la magistratura comunicherà le sue decisioni finali in merito all’indagine, il servizio pubblico adotterà i provvedimenti conseguenti”.
Diretta da Giulio Manfredonia per Picomedia, Ibla Film e Rai Fiction, la fiction è ispirata al modello di accoglienza e integrazione di Riace. Lucano è tornato di recente al centro delle cronache per la protesta contro la mancata erogazione dei fondi per il progetto Sprar per i migranti.
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– MODENA

– Dalla politica all’informazione: è ‘verità’ il tema che farà da filo conduttore del Festival Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, in programma da venerdì 14 a domenica 16 settembre. La 18/a edizione, come spiega il presidente del consiglio direttivo Anselmo Sovieni, conferma la gratuità degli oltre 200 appuntamenti, tra lezioni, mostre e spettacoli: “Un elemento, questo, che magari si dà per sottinteso, ma che in realtà è frutto di una nostra riflessione ben precisa”. Oltre ai ‘senatori’ del Festival (e i nomi sono quelli, ad esempio, di Galimberti, Cacciari e Bodei), il Filosofia, quest’anno, conterà di 24 nuovi filosofi, come conferma il direttore Daniele Francesconi: “Questa è la vera novità dell’edizione 2018, perché parliamo di un rinnovamento per circa la metà degli ospiti, tra italiani e stranieri”. Oltre 50 le lezioni magistrali, 40 i luoghi delle tre città in cui si farà tappa seguendo la tre giorni. “Saranno giorni pieni di emozioni”, ha detto il sindaco Giancarlo Muzzarelli.
– “Ci troviamo di fronte a un mondo nuovo, un mondo destinato a rimanere che non si può gestire con decreti impositivi, ma abbiamo l’autorevolezza per confrontarci e ricondurre a sistema quella che è un’evoluzione”. Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, rispondendo a una domanda sul futuro di Netflix nel mondo del cinema, a margine di una conferenza stampa a Milano. “Abbiamo già fatto una riunione con tutti i soggetti del sistema cinema – ha aggiunto – e ne faremo una a metà ottobre per direttive su tv e piattaforme”.
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Si aggira tra i fornelli nel rassicurante chemisier rosso fragola, tiene il ritmo della gara e dei collegamenti, si guarda bene dall’indossare il grembiule pur seguendo i cuochi al lavoro, si emoziona quando in studio, a sorpresa, arriva la mamma. Preceduta dagli auguri del compagno Matteo Salvini (“Faccio il tifo per te e anche per la cucina italiana”), Elisa Isoardi torna alla guida della Prova del cuoco, non più da supplente come dieci anni fa ma “da timoniera”, e sceglie una conduzione più sobria e rigorosa rispetto a quella della storica padrona di casa del programma, Antonella Clerici, che cita come “grande professionista e grande donna. Grazie Antonella per tutto quello che hai fatto”.
A introdurre la nuova edizione del cooking show di Rai1 è una poesia di Gio Evans: “Sei perfetta perché sai sbagliare bene e non hai paura di buttarti e di spaccarti il muso. Sei perfetta non perché non fai errori, ma perché ne fai tantissimi. Perché ci provi sempre, ci riprovi ancora e non molli mai”. Ecco poi Elisa, elegante, il trucco leggero, le decolleté tacco medio in tinta con l’abito stampato a foglie, provare a dare una nuova cifra al programma, alternando contest culinari e rubriche sul pomodoro, collegamenti con le regioni (e non si scompone quando un problema tecnico interrompe uno degli spazi) e spadellate in studio che osserva senza ‘sporcarsi le mani’.
Unica eccezione, il momento in cui allunga la mano sullo spicchio di limone che sfrigola nella teglia con il polpo e la telecamera inquadra per un attimo uno sfolgorante anello di brillanti.
Fa gioco di squadra con Caterina Balivo, anche lei oggi al debutto su Rai1 con Vieni da me, il nuovo pomeriggio di Rai1 ispirato all’Ellen DeGeneres Show. La bruna conduttrice prende il grembiule, assaggia i piatti in cottura e soprattutto regala all’amica Elisa un momento di emozione: “C’è una persona in particolare che è arrivata qui in studio solo per te, vuole abbracciarti, baciarti e farti il vero in bocca al lupo”, dice introducendo mamma Isoardi in lacrime, che dona alla figlia un bouquet di fiori e gli occhi lucidi.

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– OTRANTO (LECCE)

– Fake news, giornalismo e guerra, la difficile ricerca della verità: sono gli argomenti che verranno affrontati questa sera ad Otranto (Lecce) dove prende il via la 10/a edizione del Festival Giornalisti del Mediterraneo, in programma fino al 16 settembre. Tra gli appuntamenti previsti nella prima giornata, workshop su “Fake news, giornalismo e guerra. La difficile ricerca della verità” e “Deontologia e mafie, raccontare la verità. È possibile?”.
“Una delle prime vittime, quando c’è la guerra, è sempre la verità”, commenta la giornalista Asmae Dachan. “Un’informazione sulle mafie in Italia è possibile solo a condizione che i giornalisti comincino a fare i nomi e i cognomi e uniscano i punti al di là delle tracce e dei solchi segnati dalle inchieste della magistratura”, commenta Marilù Mastrogiovanni, minacciata di morte dalla mafia.
– Un’auto parcheggiata in strada, di notte. Il silenzio di una palazzina dai vetri bui. E poi lo squarcio di una lama, nell’unica finestra illuminata. Due ombre.
Un delitto. Il richiamo a Hitchcock è lampante. Ma ecco poi i riferimenti a Diabolik e le strips, i salotti borghesi disseminati di indizi da rebus da Settimana Enigmistica. Ogni dipinto è una storia, un giallo da risolvere. E’ Il romanzo della pittura di Sergio Ceccotti, personale che Palazzo delle Esposizioni dedica al ”pittore-detective”, fino al 14/10 nello Spazio Fontana. In tutto 40 opere, a cura di Cesare Biasini Selvaggi, dai primi dipinti fine anni ’50 ricchi di suggestioni neocubiste come Il giradischi o il Ricordo d’Olanda fino al recentissimo, quadro nel quadro, Il mare dipinto. ”Non sono mai appartenuto a nessun movimento, a qualche ‘ismo’. Un peccato dal punto di vista commerciale – sorride il Maestro – I miei quadri? Si avvicinano ai romanzi non perchè raccontino alcunché, ma perchè offrono spunti per immaginare intere storie”

– LONDRA

– Sulle passerelle di Londra non salirà più nessun tipo di pelliccia animale. Lo ha deciso il British Fashion Coucil (BFC) dopo aver condotto un sondaggio tra gli stilisti che parteciperanno alla London Fashion Week. La decisione riflette un cambiamento culturale importante sia delle aziende di moda, sia dei compratori che si sono allontanati dai capi e accessori di pelliccia. Il sondaggio lanciato da Bfc, che sostiene e incoraggia designer e aziende a fare scelte etiche nel selezionare i materiali, rientra nell’iniziativa Moda Positiva (Positive Fashion) portata avanti dall’organizzazione britannica per celebrare “le migliori pratiche” di creazione di abiti e incoraggiare le maison a cambiare. Un esempio: la decisione del marchio Burberry di smettere di bruciare i capi invenduti come parte del suo progetto Responsibility Agenda.
Per premiare i designer più rispettosi dell’ambiente è stato istituito il Queen Elizabeth II Award, consegnato a febbraio per primo dalla regina a Richard Quinn.
– NAPOLI

– Con Alessandro Baricco per “ripensare l’uomo a partire dal mare”: è questo il tema di MARetica (15 e 16 settembre) la due giorni che Procida dedica alla narrazione e alla salvaguardia dell’ambiente. Con lo scrittore, da tempo affezionato frequentatore dell’isola campana, e lo storico Claudio Fogu hanno aderito alla prima edizione, anche l’archeologo Sebastiano Tusa, Brando Quilici e Agostino Abbagnale.
Celebra il mare come fulcro dell’immaginario umano il “Premio MARetica” che per la sezione narrativa internazionale, presieduta da Baricco è stato assegnato alla graphic novel “Moby Dick” (Ed. Mondadori, 2014) del francese Christophe Chabouté. “Sono felice di restituire a Procida quanto mi ha dato. Ho terminato di scrivere qui il mio ultimo libro. Procida è un isola unica, autentica, che vive seguendo i ritmi dei suoi abitanti e non quelli del turismo” dichiara Baricco che ha riunito in giuria altri ‘amici’ dell’Isola di Arturo: Daria Bignardi, Valeria Parrella, Elisabetta Montaldo, Fabio Masi.
“Un finale così ha spaventato anche noi, è davvero demoniaco. È come se in questo film ci fosse stato un quarto sceneggiatore diabolico”. È quello che aveva detto all’ANSA Pupi Avati al primo giorno di riprese, a Forte Bravetta, de ‘Il signor Diavolo’ tratto dal suo ultimo romanzo omonimo edito da Guanda. Ora, a fine riprese, racconta che, a modo suo, lo zampino il diavolo ce l’ha messo davvero. “A metà riprese uno degli attori, Gabriele Lo Giudice, si è rotto il menisco e ci siamo trovati nei guai. Abbiamo girato delle scene con una controfigura o facendolo montare sul carrello della macchina da presa. Insomma un problema non da poco” dice il regista. E aggiunge: “Il demonio a volte ci ha aiutato: volevamo la pioggia e pioveva davvero”.Un ritorno al cinema-cinema quello di Avati con questo film, in sala forse a gennaio 2019, scritto , insieme al fratello Antonio e al figlio Tommaso (RPT Tommaso) e prodotto da DueA (RPT DueA) e Rai Cinema e anche un ritorno ai demoni del passato, al romanzo gotico e a quel ‘La casa delle finestre che ridono’ (1976) che è rimasto dentro il suo cuore. “Alla mia età avevo voglia di tornare al cinema con cui ho cominciato a misurarmi da bambino, a quelle cose che mi spaventavano quando credevo ci fosse il male assoluto, in quell’atmosfera pre-conciliare dell’Italia anni Cinquanta dove i bambini erano immersi tra paura e sacralità”.Il signor Diavolo, girato principalmente a Rovigo, ha nel cast, tra gli altri, Gianni Cavina, Alessandro Haber, Lino Capolicchio e Massimo Bonetti. Siamo negli anni Cinquanta e il pubblico ministero Furio Momentè sta raggiungendo Venezia da Roma, inviato dal tribunale per un processo delicato. Un ragazzino di quattordici anni ha ucciso un coetaneo, e la Curia romana vuole vederci chiaro, perché nel drammatico caso è implicato un convento di suore e si mormora di visioni demoniache. All’origine di tutto c’è la morte, due anni prima, di Paolino Osti. Malattia, hanno detto i medici, ma secondo Carlo, il suo migliore amico, Paolino è morto per una maledizione: Emilio lo ha fatto inciampare mentre, in chiesa, portava l’ostia consacrata per la comunione. Sacrilegio… E Paolino sul letto di morte avrebbe mormorato: “Io voglio tornare”. “Far tornare” l’amico per Carlo è diventata un’ossessione che ha messo in moto oscuri rituali e misteriosi eventi.”Per millenni il demonio è stato il contraltare del bene supremo e Satana esisteva in quanto esisteva Dio. Io – spiega Avati – rievoco quel mondo contadino arcaico degli anni Cinquanta che si sentiva come punito dalla grande alluvione del Polesine”. Comunque nessuna autobiografia: “Tranne per il fatto che sono stato chierichetto, ho frequentato la Chiesa e sono stato uno sfollato. Il prete allora veniva visto come una figura intermedia, uno che recitava formule magiche, uno che dava le spalle ai fedeli durante la Messa. Insomma un mondo legato al fantastico in un tempo in cui c’era poco”.

“La mia preoccupazione era quella di riuscire a mescolare bene gli elementi narrativi: comicità, dramma, tragedia, commozione. C’è sempre il rischio che prevalga una cosa rispetto all’altra. Invece, ci sembra che tutto si sia amalgamato molto bene. Lo ritroviamo anche nel teatro di Shakespeare: nelle sue opere tragiche ci sono parti comiche, si esplorano vari registri anche in quelle estremamente drammatiche”.   L’immenso Gigi Proietti ritorna su Rai1 dall’11 settembre in prima serata con Una Pallottola nel cuore 3 prodotto da Francesco e Federico Scardamaglia per compagnia Leone Cinematografica, con la regia di Luca Manfredi.Sei nuovi gialli dalle sfumature noir, nel ruolo del navigato giornalista Bruno Palmieri. Percorre le strade e i vicoli di Roma in cerca di vecchi cold case irrisolti, convinto che il tempo aiuti sempre a svelare la verità. Teatro delle indagini di questa terza stagione, alcune delle suggestive location della città eterna come il Ghetto, Trastevere e il Bioparco. “L’altra soddisfazione che mi levo – aggiunge – è che siamo riusciti a portare sullo schermo la professione del giornalista. In un mio sonetto di qualche tempo fa scherzavo sul fatto che, per avere successo in tv, bisogna essere o un prete o un dottore o un poliziotto. Sono contento di aver aggiunto questa professione”. E ancora Proietti rileva: “Una cosa importante è senza dubbio la memoria.Nella fiction non si trattano i cold case solo per parlare di casi irrisolti, ma anche per mettere in risalto l’importanza della memoria, di vedere e rivalutare le cose anche a distanza di anni. Normale che ciò avvenga in funzione di temi che erano, sono o saranno importanti nella storia italiana. E ce ne saranno in tutte le puntate”. Francesca Inaudi, che interpreta Maddalena la figlia di Proietti nella serie si dice soddisfatta in particolare del fatto che in un momento in cui si parla molto di donne una figura femminile “che riesce ad emergere e ad essere promossa in un grande quotidiano, grazie alle sue capacità. Sono un elemento spesso drammatico all’interno delle nuove puntate, ma cerco di rendere la crescita del personaggio, che è cambiato, si è evoluto. Spero di esserci riuscita”.La direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, tiene a sottolineare: “in tanti anni di lavoro abbiamo imparato una cosa: fare una serata con Gigi Proietti in tv è sempre un’occasione da non perdere. A maggior ragione ne vale la pena con questa serie che mette in scena tutte le sue capacità di cimentarsi con il dramma, la commedia, l’ironia, la commozione. Abbiamo voluto costruire la serie attorno alla sue grandi doti, già dal 2014”. Il direttore di Rai1 Angelo Teodoli fa notare: “la rete apre la stagione con i suoi cavalli di battaglia: il grande calcio con la nazionale, Andrea Bocelli, Claudio Baglioni con “Al centro”… Anche la fiction parte alla grande, con Gigi Proietti”.Il regista della serie Luca Manfredi aggiunge “Probabilmente, gli elementi di novità di questa terza serie sono casi più forti e appassionanti, un maggior numero di azioni poliziesche e colpi di scena. Quindi anche la regia si è vista costretta compiere sterzate più noir”. A chi chiede a Proietti se tornerà con Cavalli di Battaglia, risponde Teodoli, “Ha le chiavi di Rai1 dipende da lui”. Controreplica Proietti: “I Cavalli di Battaglia per ora sono nella stalla. Mi piacerebbe molto, la scorsa edizione del programma è stata una grossa soddisfazione ma anche un grosso impegno. Vedremo”. Nel cast di una pallottola nel cuore il fedele fotoreporter Fiocchi (Marco Mazzocchi) la poliziotta Carla (Giulia Bevilaqua), Marzia (Carlotta Proietti), e Sergio Assisi, un poliziotto arrivato in questura chiamato a ricoprire il ruolo che era stato di Enrico Vella ex fidanzato di Maddalena, ritrovato assassinato (una tragedia che Palmieri non può permettere rimanga senza colpevole).SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA

 

Il maestro Mogol è il nuovo presidente del Consiglio di Gestione della Società Italiana degli Autori ed Editori. Lo affiancheranno, in qualità di consiglieri, Salvatore Nastasi, Roberto Razzini, Claudio Buja e Federico Monti Arduini. Lo annuncia la stessa Siae. Andrea Purgatori è stato eletto presidente del Consiglio di sorveglianza e Paolo Franchini è stato confermato vicepresidente.Il neo presidente ‘chiama alle armi’, sul fronte della battaglia europea per la riforma del copyright, auspicando il via libera dell’Europarlamento che voterà mercoledì 12. “Siamo in guerra – ha detto -: si sta attentando al diritto d’autore. Responsabili sono le multinazionali piene di miliardi. Ma spero tanto che vinceremo: loro hanno i miliardi e fanno attività di lobbying, noi abbiamo ragione”. “E’ un problema di tutti, non solo della Siae: se la cultura dovesse soccombere davanti ai soldi, sarebbe grave per tutti, italiani ed europei”. Mogol, nome d’arte di Giulio Rapetti – ricorda la nota Siae – ha iniziato la sua lunga carriera nei primi anni Sessanta, collaborando con grandi artisti del periodo come Mina, Bobby Solo, Tony Renis, Tenco, per raggiungere i massimi livelli dopo l’incontro con Lucio Battisti con il quale ha dato vita a grandissimi successi.   Il dopo-Battisti ha visto Mogol al fianco di Riccardo Cocciante, poi sono nate le collaborazioni con Gianni Bella, Mango, Gianni Morandi, e Adriano Celentano. Ha fondato trent’anni fa la Nazionale Italiana Cantanti, progetto creato per raccogliere fondi a scopo benefico.   Nel 1992 ha dato vita in Umbria al CET, una scuola di alto perfezionamento musicale nata con lo scopo di valorizzare e qualificare principalmente nuovi professionisti della musica pop, persone sensibilizzate all’importanza della cultura popolare e alle esigenze etiche della comunicazione.Andrea Purgatori è un giornalista, scrittore e sceneggiatore. Ha conseguito il Master of Science, Columbia University Graduate School of Journalism (New York, 1980). Special correspondent per il Corriere della Sera dal 1976 al 1998, si è occupato di terrorismo, intelligence e criminalità organizzata. E’ stato corrispondente di guerra in Africa, Medio Oriente e Balcani. Autore e conduttore di reportage e programmi televisivi per la Rai, attualmente conduce “Atlantide” su La7 e scrive per l’Huffington Post. Docente di sceneggiatura al Centro sperimentale di cinematografia e all’Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico, è membro del Direttivo dell’Accademia del cinema italiano e dell’European Film Academy. Presidente di Greenpeace dal 2014, è stato anche consigliere di gestione Siae in rappresentanza degli autori di cinema italiani.
– ORBETELLO (GROSSETO)

– Restaurato grazie al progetto Fai ‘Puntiamo i Riflettori’, sarà in mostra nell’ex Polveriera Guzman a Orbetello (Grosseto) dal 15 settembre al 15 novembre l’affresco della villa romana Settefinestre, proveniente dagli scavi condotti negli anni ’70 da Andrea Carandini nella zona denominata Valle D’Oro, a cavallo tra Orbetello, Capalbio e Ansedonia, in prossimità della colonia latina di Cosa. L’esposizione, intitolata ‘Il Gruppo Fai Maremma per Settefinestre: il recupero di un affresco. Dettagli di interni tra la villa romana e la città di Cosa’, a cura della Soprintendenza archeologica della Toscana e del Fai, torna a richiamare l’attenzione sulla villa di Settefinestre: oltre all’affresco, non più visibile dal 1985, illustra alcuni dettagli delle decorazioni interne degli edifici attraverso un percorso di visita che si sviluppa tra la Polveriera Guzman a Orbetello e il Museo archeologico di Cosa ad Ansedonia dove verrà presentato anche il recente restauro di una porzione di affresco della Casa di Diana a Cosa. L’iniziativa è sostenuta dal Comune di Orbetello.

– Nell’attesa del debutto alla London Fashion Week, il prossimo 17 settembre, della prima collezione di Riccardo Tisci per Burberry disegnata dal nuovo direttore creativo della maison britannica, che ha rinunciato ai roghi dei capi invenduti e alle pellicce in pedana nel giro di pochi giorni, Burberry annuncia un’edizione limitata disegnata dallo stilista italiano, in vendita soltanto per 24 ore su Instagram, Wechat e fisicamente nel flagship di Burberry a Londra. La limited edition sarà disponibile sulle pagine Instagram di Burberry e sull’account WeChat dalle 17,30 di lunedì 17 settembre, dopo la sfilata-debutto di Tisci. Anche il flagship store londinese di Burberry al 121 di Regent Street, reinventato da Tisci, la cui inaugurazione è prevista sabato 15 settembre, verrà trasformato per ospitare la collezione per 24 ore.
Oltre ai prodotti in edizione limitata, lo store sarà anche la sede di spazi tematici che celebrano il passato e il futuro di Burberry attraverso i suoi capi.
– NAPOLI

– Padrone di casa Amadeus, riparte su RaiDue dal 25 settembre (ore 21,20) il comedy show ‘Stasera tutto è possibile’ quarta edizione, otto puntate realizzate in collaborazione con Endemol Shine Italia presso il centro di produzione Rai di Napoli. ”Divertimento e improvvisazione sono gli ingredienti principali di questo show – spiega Amadeus impegnato nelle prove tra nuovi giochi e ‘must’ del programma come ‘stanza inclinata a 22,5 gradi’, ‘segui il labiale’ e ‘Alphabody’ – un programma amato da tutti, anche dai bambini. In ogni puntata accoglierò un gruppo di ospiti ma sopratutto amici, cinque uomini e due donne, molti tra loro saranno comici”.
Maurizio Casagrande, Max Cavallari, Roberto Ciufoli, Giovanna Civitillo, Raul Cremona, Mago Forest, Nathalie Guerra, Michele La Ginestra e Francesco Paolantoni sono tra gli ospiti attesi nel corso della trasmissione che partirà in tema ancora balneare con una prima puntata di addio all’estate. ”Tutto sarà come sempre un pretesto per far ridere”dice Amadeus.
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– NEW YORK

– Sognando la California, Hugo Boss fa sfilare per la prima volta assieme sia la collezione uomo che donna alla New York Fashion Week. ‘Boss Menswear & Womenswear primavera/estate 2019′ e’ andata in scena a Basketball City, la struttura sportiva all’avanguardia lungo l’East River, portando in passerella un po’ di California Breeze, la brezza californiana, cio’ che occorreva a New York in una giornata all’insegna della pioggia e del calo brusco di temperatura.
Anche la scenografia della passerella ha riprodotto un’autostrada tipica della costa pacifica come quelle rese famose dai film hollywoodiani nell’immaginario collettivo. Il brand tedesco con Ingo Wiltz si e’ ispirato alle città costiere del Golden State con le dimore che guardano sull’Oceano Pacifico e ha trasferito nei modelli una sovrapposizione di stili urbani e da spiaggia. La precisione sartoriale e’ stata uno dei tratti distintivi delle due collezioni che combinano anche la palette di colori, dai pastello al bordeaux, fino al blu e al senape.
– H&M lancia per l’autunno la collezione Conscious Exclusive che introduce cashmere riciclato e velluto in poliestere riciclato. Capi chiave della prima collezione del genere di H&M sono un ampio e lungo cappotto nero con colletto oversize e spacchi laterali che partono dalla vita, realizzato con una componente di lana riciclata, una giacca a fiori all-over con paillettes ottenuta dal riciclo di bottiglie in pet, il lungo abito stampato con maniche voluminose e un profondo scollo a v in seta 100% organica.
La palette cromatica comprende nero, off-white, rosa cipria, giallo senape, blu polvere e un tocco di grigio chiaro.
Gli accessori includono orecchini scultorei realizzati in plastica riciclata, stivaletti neri stretch in poliestere riciclato e tacchi a spillo con nastri in poliestere riciclato e Tencel, una sciarpa stampata con frange lunghe con una componente di Tencel, una tracolla nera guarnita da nastri e cerchi di velluto riciclato e un passamontagna nero con cappuccio e paillettes.
– Per il suo tour di addio – Farewell Yellow Brick Road, che è partito lo scorso 8 settembre dalla Pennsylvania – Elton John ha chiesto a Gucci di creargli l’intero guardaroba di scena. E Alessandro Michele, che ha inserito nelle sue collezioni abiti ispirati proprio agli iconici costumi di scena dell’artista, ha creato per lui una serie di frac, arricchiti da vistosi ricami a disegni floreali, con stelle, il serpente e la tigre. A inizio show, Elton John indossa un frac in seta nera con bordure di paillettes dorate e revers color pesca con ricami floreali e iniziali in satin bianco imbottito. La seconda parte dei concerti lo vede più rock ‘n’ roll, con giacca in jacquard rosa pesca a motivi floreali orientaleggianti con un uccello in volo ricamato sulla schiena e raggi di cristalli e paillettes davanti e dietro. La mise con cui la star chiude i concerti è stata scelta a partire da uno dei capi preferiti del suo guardaroba: la vestaglia.
– Dopo l’annuncio della nomina di Stefano Cantino (lunga esperienza da Prada) in qualità di vice presidente della comunicazione ed eventi di Louis Vuitton, arriva il lancio di Attrape Reves, nuovo profumo, nono della collezione, che viene presentato nella prestigiosa sede di Roma di piazza San Lorenzo in Lucina, assieme alla relativa campagna che vede Emma Stone protagonista di un corto diretto da Sam Mendes, entrambi premi Oscar.
A tenere a battesimo il nuovo profumo femminile “a base di note brillanti e sensuali”, Jacques Cavallier Belletrud, maitre parfumeur della maison, autore della nuova fragranza.
Il filmato di Mendes, che vinse cinque premi Oscar al suo debutto nel cinema nel 1999 con American Beauty, esprime le emozioni della vita di una donna, evocando lo spirito del viaggio, tema caro a Vuitton. Gli scenari mutevoli evocano personalità contrastanti che caratterizzano i profumi della collezione di profumi Vuitton.
– MONTERIGGIONI (SIENA)

– Alla scoperta delle radici di Monteriggioni (Siena) grazie a un percorso espositivo che dal 13 ottobre al 23 aprile farà conoscere la sua storia fin dall’Età del Ferro, con particolare attenzione al periodo etrusco di cui nella zona sono presenti numerosi siti.
“Monteriggioni è la città turrita citata da Dante nella Commedia – dice il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani – ma la sua non è solo la storia di una città medievale ma è quella di una città di duemila anni con tanti tesori”. Ad Abbadia Isola, alle porte del paese, sette sale ospiteranno oltre 250 reperti, con ricostruzioni multimediali e reali delle principali sepolture della zona, in particolare la riproduzione della tomba della famiglia dei Calisna Sepu, rinvenuta nel 1893. Il percorso espositivo, dal titolo ‘Monteriggioni prima del castello. Una comunità etrusca in Valdelsa’, è realizzato sulla base di un accordo tra Comune e Soprintendenza, e in collaborazione con l’Università di Siena.
– Battaglia infinita per Olivia Newton-John. L’attrice australiana, indimenticabile protagonista di Grease accanto a John Travolta, ha rivelato ieri sera in un’intervista di essere stata nuovamente colpita da un tumore.
Il terzo in tre decenni. Parlando alla “Sunday Night” di Seven, affiliata alla CNN, la cantante, che tra poche settimane festeggerà i 70 anni, ha raccontato che si sta curando con medicine “moderne” e rimedi naturali dopo che nel 2017 le è stato diagnosticato un nuovo cancro alla base della colonna vertebrale. Il calvario ha avuto inizio nel 1992 con un tumore al seno, nel 2013 ha poi avuto una recidiva, estesa anche alla spalla.
“Mio marito è sempre lì, ed è sempre lì per sostenermi, e credo che sconfiggerò il cancro: questo è il mio obiettivo”, ha aggiunto.
– Con poco più di 1 milione di euro raccolti in 4 giorni di programmazione è Mamma mia! Ci risiamo, sequel-prequel – 10 anni dopo – del blockbuster ispirato all’omonimo musical sulle note degli Abba che incassò oltre 600 milioni di dollari in tutto il mondo, a conquistare la vetta del box office del week end secondo Cinetel. Scivolano al secondo posto i vampiri di Hotel Transylvania 3: una vacanza mostruosa, che comunque tallonano Meryl Streep & Co, superano in totale i 10,5 milioni e centrando la miglior media per sala (2.158 euro). Sul terzo gradino del podio scende Mission Impossible: Fallout, ultimo episodio del franchise con Tom Cruise, a quota 924 mila euro (quasi 4 milioni di incassi complessivi). Perde una posizione ed è quarto Resta con me, il film drammatico di Baltasar Kormákur ispirato a una storia vera (587 mila euro, per un totale vicino ai 2,5 milioni). Diverse le new entry in top ten: al quinto posto l’horror Slender Man (582 mila euro), al sesto l’animazione di Teen Titans Go! Il film (322 mila euro), al nono Ride, l’action thriller di Jacopo Rondinelli (172 mila euro), al decimo Revenge, con Matilda Lutz (135 mila euro). Completano le prime dieci posizioni Ritorno al bosco dei 100 acri, settimo (276 mila euro nel fine settimana, 1,2 milioni in totale) e Come ti divento bella, ottavo (197 mila euro, 2,1 milioni in totale).
In calo il box office totale, che sfiora i 5,9 milioni segnando un -27% rispetto alla scorsa settimana e un -29% su su un anno fa.
Ecco di seguito la top ten distribuita dal Cinetel, che monitora l’85% circa delle sale italiane: TITOLO POS. INCASSO INCASSO SETT.
PREC WEEKEND TOT. PROG.
1) Mamma mia – Ci risiamo! (0) 1.072.481 1.350.972 4 gg 2) Hotel Transylvania 3 – – Una vacanza mostruosa (1) 1.035.886 10.516.547 3 set 3) Mission: Impossible – Fallout (2) 924.596 3.888.140 2 set 4) Resta con Me (3) 587.318 2.408.065 3 set 5) Slender Man (0) 582.357 582.357 4 gg 6) Teen Titans Go! Il Film (0) 322.971 373.145 4 gg 7) Ritorno al Bosco dei 100 Acri (4) 276.742 1.212.971 2 set 8) Come ti divento bella (5) 197.164 2.111.352 3 set 9) Ride (0) 172.351 172.351 4 gg 10)Revenge (0) 135.224 135.224 6 gg.

Niccolò Agliardi riprende quasi 15 anni di canzoni per raccontarsi nell’antologia ‘Resto’, in uscita il 14 settembre. I due dischi dell’album, ‘Ora’ e ‘Ancora’, raccolgono 25 canzoni, tra cui tre reinterpretazioni (‘Simili’, da lui scritta per Laura Pausini; ‘Stiamo come stiamo’ di Mia Martini e Loredana Berté; ‘Naviganti’ di Ivano Fossati) e soprattutto tre inediti che toccano la parte più intima e attuale del cantautore, compresa la scelta di diventare genitore affidatario narrata nel primo singolo ‘Johnny’. “Ho fatto degli errori – ammette candidamente Agliardi, parlando con l’ANSA – Alcune canzoni nascono con una matrice che può essere molto viva e autentica, ma non è detto che la cellula primaria si trasformi in qualcosa che soddisfi”. Così, gli arrangiamenti di brani degli esordi come ‘Fratello pop’ e più recenti come ‘Le parole dell’assenza’ cambiano vestito. Ma sono soprattutto due i pezzi che Agliardi reputa di avere in qualche modo “corretto”, facendo emergere peraltro echi di quel De Gregori da lui sempre amato: “‘Da casa a casa’, per quanto avesse un arrangiamento molto bello, avevo la sensazione che mi stancasse. E ‘Perfetti’, che aveva accenti un po’ troppo pop rispetto al dialogo tra i due uomini innamorati: c’erano tenerezze e malinconie nascoste che meritavano maggiore delicatezza. Una canzone che divide ancora? Divide solo gli ebeti dalle persone di buon senso, è una canzone d’amore e basta: spero che ripubblicarla sia di buon auspicio”.Una valenza particolare hanno naturalmente le tracce inedite, a partire da ‘Di cosa siamo capaci’ e ‘Colpi forti’, prodotte da Corrado Rustici: “Sono canzoni che parlano di famiglia da punti di vista diversi: una è sulla paternità, osservata prima come figlio e poi come papà; l’altra è sulle famiglie di oggi, senza andare sotto nessuna bandiera né militanza, solo con la voglia di appartenere a famiglie che ti proteggono e ti vogliono bene”. Il motivo familiare è centrale anche in ‘Johnny’. Il brano, nato dopo una chiacchierata con Pacifico e prodotto da Tommaso & Giacomo Ruggeri e Giordano Colombo, riflette sull’esperienza da genitore affidatario “di un ragazzo che ‘ha visto il mare da tutte la parti ma non il futuro'”, come spiega Agliardi citando il brano: “E’ un’esperienza di responsabilità, di coraggio e credo di generosità. Mi ha fatto capire che essere generosi non è essere buoni, e non è gratis: devi impiegare tempo, energie, spazio e capacità, e metterli a servizio di qualcun altro”.C’è quindi un’esigenza insieme personale e artistica dietro tutta la tracklist: “Tutte le canzoni sono nate per necessità: ho scelto prima di tutto quelle più vere, poi quelle che mi piacevano di più, poi quelle che meritavano, ma sono sempre cellule autentiche. ‘Johnny’ è al momento la mia cellula più autentica”. Niccolò Agliardi presenterà il disco in due incontri a Roma e Milano, il 22 e 26 settembre.   [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 32 minuti

DALLE 12:34 DI GIOVEDì 06 SETTEMBRE 2018

ALLE 15:08 DI VENERDì 07 SETTEMBRE 2018 SOMMARIO

Burberry dice basta a roghi di invenduto
Pratica anti-contraffazioni aveva destato polemica ambientalisti

Morto maestro Claudio ScimoneZaia, tutto il Veneto piange scomparsa grande maestro

Miss Italia, “family foto” per le prefinaliste divise per regione La vincitrice sarà eletta lunedì 17 settembre in diretta su La7

Andrea Camilleri compie 93 anniL’augurio di scrivere ancora “cento libri”

Una cesta di girasoli su tomba PavarottiIl sindaco di Modena al momento commemorativo al cimitero

Scoperto villaggio età del FerroNel Livornese emerge villaggio specializzato in produzione sale

Opere Carboni in mostra a Pietrasanta’Forme del reale e immagini perdute’ alla Galleria Poggiali

Entro Natale rosa nomi sovrintende ScalaSala, nuova figura senza poteri esecutivi ma farà proposte

Dolores O’Riordan morta per intossicazione da alcol Affogata nella vasca da bagno, secondo conclusioni inchiesta

Lucio Battisti, Pensieri e parole tra Mogol e PanellaIl 9 settembre di 20 anni fa è scomparso uno dei più grandi cantautori italiani

Barrett, Europa dialoghi con l’AfricaScrittore nigeriano protagonista affollato incontro festival Mantova – STAI LEGGENDO: SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE –

Bernabei, mia evoluzione nella normalità’Senza filtri’ è nuovo album del cantante in uscita domani

Milano Donna,90 miliardi+ 165 collezioniSostenibilità e giovani, Green Carpet, debutti e sfilate coed

Per Leonardo attività didattica UrbinoLezioni, percorsi, laboratori e giochi per 500 anni morte

Notte Taranta alla Burgerfest di BerlinoL’8/9 per festa cittadini. Manera, cultura salentina nel mondo

Apre ‘Ercole e Anteo’ del GuercinoAccesso in piccoli gruppi a palazzo Talon-Sampieri a Bologna

Leee John per la prima volta in ItaliaIl leader degli Imagination a Roma il 16 settembre a Studio Uno

‘Ride’, action thriller tra acrobrazie e goproDiretto da Jacopo Rondinelli, protagonisti due riders

Collaborazione De Gregori-PaladinoInsieme per un’edizione d’arte del progetto “Anema e core”

Al Pecci in mostra collezione GrassiEsposta selezione opere, da Boetti ad Andy Wharhol – STAI LEGGENDO: SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE –

Venezia celebra il Tintoretto130 opere in due mostre a P.Ducale e Gallerie Accademia

Paradiso, all’odio si risponde amoreIntervista a Rolling Stone tra miti, politica, filosofia

Varoufakis, nel 2019 candidato in GreciaEx ministro a Mantova, crisi gestita in modo catastrofico

Mantova:

: Barrett, Europa dialoghi di più con AfricaScrittore nigeriano protagonista affollato incontro festival

Flanagan, salviamo privacy da socialScrittore Man Booker Prize parla di ‘Prima persona’

Matt Haig, come Shakespeare scrivo per tuttiScrittore inglese, mi piacerebbe sequel ‘Come fermare il tempo’

Emporio Armani sfila all’hangar LinateContest per accedere all’evento da 2300 invitati

Beatles, maxicover ‘Hey Jude’ su YouTubeRealizzata in teatro Imola con 120 coristi reclutati via social

Toto-Leone, su tutti Cuaron, Lanthimos, AudiardIn corsa anche Assayas e Reygadas, speranze Italia da Martone

Ritrovate a Como 300 monete d’oro romane”Zona ritrovamento ospitava abitazioni patronali di nobili”

Miss Italia: Lopez e Solenghi presidentiPer la prima volta finale da studios La7 a Milano

Lichtenstein e la Pop Art in 80 opereDall’8 settembre al 9 dicembre alla Fondazione Magnani-Rocca

Forfait Argerich, concerto diventa festaA MiTo orchestra giovanile Bahia finisce ballando fra applausi

Radio3 fa festa con Matera 2019Dal 21 al 23/9, approfondimento su relazione globale/locale

Annunciati i 6 finalisti Premio DessìIl 23 settembre la proclamazione dei vincitori a Villacidro

Venezia, Capri-Revolution tra mito, storia, misticaIl film di Martone ultimo dei tre italiani in corsa a Venezia

Iniziate riprese nuovo film Brizzicon Lillo, Paolo Ruffini, Violante Placido, Caterina Guzzanti

Venezia, Cronenberg, lunga vita a verità e arteAl regista il Leone d’oro alla carriera. Del Toro, è il mio Dio

Martone, Il futuro è donnaPassata in concorso ultima parte della trilogia su Italia

Mattel lancia una divisione filmLa società delle Barbie guarda a Hollywood per il rilancio

Restaurato balcone degli sposi a Bologna
Di nuovo agibile l’affaccio alla piazza da Sala Rossa Comune

Milano Rocks apre con Imagine DragonsPioggia non li ferma, sul palco anche i Maneskin e The VaccinesKilling, se la katana è un ornamento
Al Lido l’ultimo film in concorso, del giapponese Tsukamoto

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE

L’ARTICOLO

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LONDRA

– Burberry annuncia ufficialmente la fine della pratica di bruciare i prodotti invenduti: pratica finita al centro di recente di rinnovate polemiche di media ed ecologisti, sopratutto per ragioni d’impatto ambientale.
La decisione ha effetto immediato, riferisce l’azienda a ridosso delle sfilate della London Fashion Week, passerella principe per la maison britannica dei quadrettini. Ad aprile il Times aveva denunciato che ‘avanzi di magazzino’ firmati Burberry erano stati distrutti e ridotti in cenere nel 2017 per un valore di 34 mln di euro, non senza perplessità anche da parte di alcuni azionisti. La pratica di bruciare ciò che non si vende non è nuova nel mondo dei grandi brand del fashion (senza contare che pure la catena svedese H&M ha ammesso di recente di fare lo stesso) pur di tutelare “la proprietà intellettuale” delle creazioni e difendersi dal timore di furti contraffazioni o vendite sottocosto. Ma le proteste non mancano per lo spreco che ciò presuppone e per le conseguenze sull’ambiente.
– VENEZIA

– E’ morto a Padova la notte scorsa il maestro Claudio Scimone, fondatore e direttore dei Solisti Veneti dal 1959. Le condizioni del maestro, che avrebbe compiuto 84 anni il 23 dicembre, si erano improvvisamente aggravate nelle ultime ore. “Tutto il Veneto piange la scomparsa di un grande maestro della musica, che con i suoi Solisti veneti ha contribuito in maniera determinante alla conoscenza e alla diffusione nel mondo del miglior repertorio della musica veneta, da Albinoni a Vivaldi, da Galuppi a Benedetto Marcello, da Salieri a Boccherini” commenta il governatore del Veneto, Luca Zaia.
– PALERMO

– Andrea Camilleri compie oggi 93 anni e dalla terra di Pirandello e Sciascia, di Russello, Rosso di San Secondo e tanti altri autori della “Strada degli Scrittori” arriva all’autore del commissario Montalbano, nel giorno del suo compleanno, l’augurio di scrivere ancora “cento libri per rischiarare con tenace concetto i chiaroscuri di un’epoca incerta che ha bisogno di un giovanissimo grande vecchio come lui”. Da Caltanissetta ad Agrigento, fino alla “vera Vigata” di Porto Empedocle, l’abbraccio di Felice Cavallaro e dello staff della “Strada degli Scrittori”.
– MODENA

– Una cesta di girasoli per la tomba di Luciano Pavarotti. Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena, ha deposto fiori per il Maestro al cimitero di Montale, dove c’erano Cristina, la figlia del tenore, e il sindaco di Castelnuovo Rangone, Massimo Paradisi.
L’omaggio al grande tenore avviene nell’undicesimo anniversario della morte, il 6 settembre 2007. Muzzarelli ha deposto, a nome della città di Modena, una cesta di girasoli, fiori amati da Pavarotti, ai piedi della tomba custodita nella cappella di famiglia. Al momento commemorativo erano presenti anche Massimo Paradisi, sindaco del Comune di Castelnuovo Rangone, Cristina, figlia del maestro. Prima di andare al cimitero di Montale, il sindaco ha partecipato alla messa celebrata per il tenore alla Chiesa del Monastero di Baggiovara.
– PISA

– Un villaggio specializzato nella produzione del sale risalente all’età del Ferro (IX-VIII sec.
a.C.) è emerso in una campagna di scavi condotta questa estate dall’Università di Pisa a Vada (Livorno). Lo ha reso noto l’Ateneo sottolineando che “i giovani archeologi allievi dei corsi di laurea in beni culturali e archeologia hanno trovato, estremamente frammentati, numerosi grandi contenitori e sostegni per focolari che servivano per bollire l’acqua salmastra e produrre il sale”.
“La scoperta – spiega la docente Simonetta Menchelli – rivela che le dune costiere su cui poi vennero costruiti gli edifici romani erano in precedenza occupate da un insediamento dove si produceva sale, a conferma della lunga storia della vocazione produttiva del territorio. Quando Rutilio Namaziano nel 417 d.C.
visitò Vada documentò proprio la presenza di saline in piena funzione e la produzione continuò anche in età medievale, menzionata in più documenti d’archivio”.
– PIETRASANTA (LUCCA)

– S’intitola ‘Forme del reale e immagini perdute’ la mostra dell’artista pesarese Luigi Carboni negli spazi della Galleria Poggiali di Pietrasanta (Lucca), in programma dall’8 settembre al 21 ottobre.
Attraverso la pittura e, più recentemente, la scultura, spiega una nota, Carboni porta avanti una ricerca artistica caratterizzata dalla ‘polifonia visiva’ nella quale convivono, in un equilibrio di accordi, astrazione e figurazione, realtà e artificio, materialità e concetto, minimalismo e decorazione. Il progetto ‘Forme del reale e immagini perdute’ si concentrerà su una grande tela di oltre due metri in cui si giustappongono sensorialità di natura astratta e dimensioni legate alla figurazione, lasciando alla pittura la visionarietà di una tecnica basata sull’alternanza di cerchi e stratificazioni parallele e curvilinee. Il gioco coinvolge lo spettatore chiamato ad individuare elementi riconoscibili pronti ad emergere o sapientemente laterali alla costruzione dell’immagine.
-MILANO

– Il teatro alla Scala di Milano avrà un sovrintendente designato e “la rosa di nomi sarà sottoposta da una società di head hunter al cda del teatro entro Natale”, ha spiegato il sindaco di Milano e presidente del cda del teatro, Giuseppe Sala al termine della riunione. Si arriverà poi in seguito alla decisione di chi sarà il prossimo sovrintendente del teatro, la carica di Alexander Pereira scade infatti a inizio 2020. La novità deriva da una modifica dello statuto approvata questa mattina dal cda del teatro.
“Nella programmazione artistica della Scala si fanno contratti con grandi direttori e cantanti che vanno a due o tre anni -ha detto Sala- quindi il rischio che si corre è che il nuovo sovrintendente quando arriva si trovi ad avere la programmazione già fatta a due o tre anni”. I grandi teatri internazionali per questo hanno la figura del sovrintendente designato, “che con anticipo si affianca al sovrintendente, senza avere poteri esecutivi ma solo di proposta. Ovviamente poi c’è il Cda che decide”.
E’ stata un’intossicazione da alcolici, con il conseguente annegamento nella vasca da bagno, a causare nel gennaio scorso la morte a Londra di Dolores O’Riordan, cantante della band irlandese dei Cranberries. Lo si è appreso di fronte alla Westminster Court, dove il coroner incaricato di condurre gli accertamenti di medicina legale sul caso ha presentato i risultati della sua indagine. Si tratta dunque di una morte accidentale non di un suicidio come si era ipotizzato.O’Riordan, 46 anni, fu trovata senza vita il 18 gennaio nella stanza che occupava in un hotel della capitale britannica.La sua morte, dopo un’esistenza segnata dal grande successo dei Cranberries fin dai primi anni ’90, ma anche da problemi di salute psichica e da delusioni sentimentali, aveva suscitato forte emozione e dolore da parte dei suoi compagni d’avventura, nel mondo della musica in generale e fra i numerosi fan del gruppo irlandese, sparsi in tutto il mondo.

“Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati/
al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti …” (da “I giardini di marzo”).A Mogol il merito dei testi, ma solo Lucio Battisti era in grado di interpretarli così. Con la voce esile e roca, le note straordinarie della chitarra. Piccoli miracoli che si ripetevano. E per magia una sua canzone riusciva a catturare le emozioni, ad accompagnare le avventure: da brividi sulla pelle.

“Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi/
le tue calzette rosse/
e l’innocenza sulle gote tue/
due arance ancor più rosse…” (da “La canzone del sole”).E’ questa forse una delle canzoni più suonate sulla chitarra, nelle gite in pullman o nelle feste tra amici. Battisti per facilità espressiva, istinto e ispirazione è stato uno dei più grandi musicisti italiani, che conquista ancora oggi nuovi fan senza distinzioni di età, gusti e ceto.

“Ma che colore ha una giornata uggiosa?/
Ma che sapore ha una vita mal spesa?…” (da “Una giornata uggiosa”).In quasi 30 anni di carriera Lucio Battisti ha inciso 19 album, oltre a numerose raccolte. Il sodalizio con Mogol si è chiuso dopo 12 ellepì. Poi una piccola parentesi con Grazia Letizia Veronese, in arte Velezia (la moglie), con “E già”.
Infine, 5 cd con Pasquale Panella come paroliere: il cosiddetto periodo ermetico, enigmatico, volutamente senza legami con il passato.

“In nessun luogo andai/
per niente ti pensai/
e nulla ti mandai/per mio ricordo…” (da “Le cose che pensano”).

E’ tuttora aspro il dibattito sulla discografia post Mogol. Qualcuno è arrivato a dire che con Panella Battisti abbia rinnegato la sua stessa essenza, stravolto la struttura compositiva, annientato ogni tentativo di pathos. Ma il genio c’è sempre. Canzoni senza refrain, cascate di parole, non casuali, immerse in suoni e atmosfere misteriose. Il tutto ostico all’ascolto. Ma solo al primo, preconcetto, e superficiale ascolto…

“Straziante d’estri tristi annegherà/
la più assetata arsura nel frullio/
Un ingordo gorgo umido è l’addio/
Dopo di noi: non spioverà/
Dopo di noi: il diluvio…” (da “Il diluvio”).

– MANTOVA

– A.IGONI BARRETT, L’AMORE E’ POTERE O GLI SOMIGLIA MOLTO (66THAND2ND) PP. 256, EURO 16.00″Non capisco perché i paesi europei continuino a parlare tra loro invece di dialogare di più con i paesi africani. E’ così che si risolverebbe il problema dei migranti”. Lo dice all’ANSA lo scrittore nigeriano A. Igoni Barrett, che si è imposto sulla scena della letteratura del suo paese con Teju Cole e Ngozi Adichie, protagonista di un incontro affollatissimo, ieri, nel giorno d’apertura del Festivaletteratura di Mantova dove è arrivato con il suo nuovo libro ‘L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto’ (66thand2nd).
“Il problema dei migranti è principalmente politico. Esiste in Italia ma anche in Nigeria. Tutto è creato da una cattiva politica: nel vostro Paese quella dei respingimenti, in Nigeria dalla mala gestione economica e culturale che ha portato i giovani a lasciare il loro paese per trovare di cosa vivere” sottolinea Igoni Barrett che si è fatto conoscere in Italia con il suo primo romanzo ‘Culo nero’, pubblicato sempre da 66thand2nd.
“Aver pubblicato i miei libri in Italia ha cambiato profondamente il mio modo di vedere questo paese. Prima l’idea che avevo era di governi che non funzionano mai e di razzismo nei confronti dei migranti. Invece ho trovato un paese diverso, che ha altre cose. E’ importante andare oltre gli stereotipi.
Spero che attraverso il mio libro i lettori italiani possano fare un viaggio in Nigeria senza andarci e cambiare idea su questo paese” spiega Igoni Barrett. Ne ‘L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto’ il punto di vista è quello della famiglia nei suoi diversi aspetti. “Anche quelli – dice lo scrittore – di controllo e proibizione. Le mie storie sono ambientate in Nigeria ma valgono anche al di fuori del mio paese”.
– S’ intitola ‘Senza filtri’ il nuovo album firmato da Alessio Bernabei e in uscita domani. Il secondo capitolo discografico dell’ex Dear Jack è stato anticipato dal singolo ‘Ti ricordi di me?’ e arriva ad un anno di distanza dal precedente album da solista, ‘Noi siamo infinito’.
“Ho sempre cercato di mostrarmi per quello che sono – ha spiegato Bernabei – ben consapevole del fatto che questo possa rappresentare un vantaggio ma anche uno svantaggio. Oggi mi sento in evoluzione nella mia normalità e non mi infastidisce quando ancora mi chiamano Caro Jack”.
– Un fatturato di 90 miliardi di euro, come 10 anni fa: con questi numeri la moda italiana si presenta all’appuntamento di Milano Moda Donna, “la settimana della moda che fa il giro d’affari – sottolinea il presidente di Camera Moda Carlo Capasa – più grande al mondo”, con 165 collezioni, 60 sfilate, 80 presentazioni e 44 eventi in calendario, tutti tra il 18 e il 24 settembre. Clou della manifestazione, i Green carpet Fashion Awards, il 23 settembre alla Scala. La sostenibilità rimane uno dei temi portanti insieme all’attenzione ai giovani, con il debutto in passerella di Tiziano Guardini, Act N1, Ultrachic e Chika Kisada. Per la prima volta in calendario anche Agnona, Fila, A.F. Vandervost. Non sfila Gucci, che questa stagione ha scelto Parigi, ma a Milano la sera del 19 ospita una serata con il coreografo britannico Michael Clark. Per la prima volta Emporio Armani si proporrà in versione Co-ed, così come Marras, Nakashima, Byblos, Fila, Gcds, Missoni, Moncler, Ferragamo, Tiziano Guardini e Tod’s.
– URBINO

– “Vedere, mesurare et bene extimare”: questi i compiti affidati a Leonardo dal Duca Valentino nel giugno 1502 quando occupò alcune città del Montefeltro e volle fare una stima degli edifici e delle fortificazioni, tra cui il Palazzo Ducale di Urbino e la Fortezza Albornoz. Stima che Leonardo riportò in un taccuino ora custodito in Francia. In occasione del quinto centenario della morte (che cade nel 2019), la Galleria Nazionale delle Marche ha dedicato a Leonardo l’attività didattica 2018-2019, presentata oggi: ben 18 percorsi educativi, in parte gratuiti e in parte a basso costo (da 1 a 3,50 euro a studente), della durata di circa due ore ciascuno, che comprendono lezioni, percorsi in galleria, attività ludiche e di laboratorio, prenotabili dalle scuole di ogni ordine e grado, consultando il sito http://www.gallerianazionalemarche.it. “I ragazzi delle scuole – ha detto il direttore Peter Aufreiter – rappresentano circa un terzo dei nostri 200 mila visitatori all’anno”. “A loro sono rivolte tante nostre attività – ha aggiunto – come questi Percorsi educativi, dedicati quest’anno a Leonardo, poi a Raffaello e quindi a Dante, per trasmettere ai giovani l’insieme di arte, scienza e letteratura”. “Abbiamo allargato – ha spiegato la coordinatrice del settore Claudia Bernardini – la nostra offerta didattica a tutti gli istituti formativi italiani, inviando l’invito alle scuole del Centro Italia.
Abbiamo preparato Percorsi più generali sul Rinascimento e altri sulle particolarità del Palazzo (i sotterranei, il museo archeologico, il giardino pensile) che è fonte inesauribile di argomenti. Un po’ per tutte le età, come il Percorso ‘Un Duca per Papà’ in cui Giovanna Feltria bambina racconta la vita della famiglia dei Montefeltro”.
– BARI

– La Notte della Taranta sarà protagonista della Burgerfest di Berlino, la festa dei cittadini voluta dal presidente della Repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, per ringraziare i volontari che ogni giorno affrontano le sfide sociali in Germania. Lo annuncia una nota in cui si precisa che nel giardino di Schloss Bellevue l’Orchestra Popolare si esibirà sabato 8 settembre, dalle 13.30 alle 17.30. Ad accogliere i musicisti e i ballerini saranno il presidente Steinmeier e la moglie Elke Budenbender. Dopo le Olimpiadi invernali in Corea e il Gran Ballo dell’Osce a Vienna, per l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta quello di Berlino è il terzo appuntamento del tour internazionale 2018, in qualità di ambasciatrice della cultura italiana nel mondo. L’Ambasciata d’Italia a Berlino, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e con l’Enit promuoveranno le eccellenze italiane lungo Viale Italia, un boulevard tutto tricolore, allestito nella cornice del parco dello Schloss.
– BOLOGNA

– Grazie alla collaborazione fra le associazioni ‘Amici del Guercino’ e ‘Succede solo a Bologna’, diventa per la prima volta disponibile continuativamente la visione del capolavoro del Guercino ‘Ercole e Anteo’ in palazzo Talon Sampieri. Un percorso guidato che non si limita all’opera del grande pittore, ma comprende la storia del Palazzo di Strada Maggiore 24, abitato dalla famiglia Sampieri sin dal 1542, prosegue con il giardino interno per arrivare infine alla sala, nel cui soffitto il Guercino realizzò nel 1631 il suo capolavoro, giunto intatto fino a noi senza mai avere subito restauri. La visita è particolare si articola all’interno della residenza attuale della famiglia Talon Sampieri. I visitatori, in numero massimo di 20, accompagnati dal proprietario di casa, potranno ammirare il dipinto ascoltando l’illustrazione dell’opera, del palazzo e la storia della famiglia, che si intreccia con quella di Bologna, da quando i Talon giunsero dalla Francia, nel XIV secolo.

– ROMA

– A volte ritornano e lo fanno all’insegna di grandi hit e intramontabili performance musicali.
E’ la volta questa di Leee John, cantante leader degli Imagination, che il prossimo 16 settembre sarà per la prima volta in Italia, a Roma, nelle sale di Studio Uno, dove si terrà un Workshop/Master Class. Con 36 anni di carriera alle spalle e vendite record di oltre 30 milioni di copie, ha lanciato negli anni 80′ delle intramontabili hit Soul/Dance come “Body Talk”, “Just an Illusion”, “Flashback”, “Music and Lights”, “Changes” e molti altri, veri e propri classici che hanno influenzato le future generazioni di Pop Star in tutto il mondo. Cantante, cantautore, live performer, produttore e regista, Leee John continua a sfidare la propria forza creativa nei suoi confini infiniti. Ad accompagnarlo musicisti del calibro di Paolo Costa, Francesco Mendolia, Lello Panico ed Emiliano Pari, mentre la Master Class sarà interattiva, con numerose performance live.
– L’estetica dei videogame e quella dei video di sport estremi che si trovano online, le telecamere che diventano protagoniste e una provocazione sull’abuso delle tecnologie: c’è tutto questo nell’action thriller ‘Ride’, diretto da Jacopo Rondinelli, scritto da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro insieme a Marco Sani. Il film, prodotto da Lucky Red, Mercurious con Timvision e con il contributo di Trentino Film Commission, esce nelle sale il 6 settembre.
I protagonisti sono Max (Lorenzo Richelmy) e Kyle (Ludovic Hughes), due riders acrobatici che condividono online ogni loro esibizione e che un giorno vengono invitati a partecipare a una misteriosa gara di downhill, la corsa in bici giù dalle montagne, con in palio 250.000 dollari. Quella che affronteranno – e lo scopriranno via via e con loro gli spettatori, con cui condividono lo sguardo in soggettiva delle gopro montate sui caschi e sui corpi degli attori – non è una normale gara, ma una corsa estrema per la sopravvivenza, diretta da una sorta di Grande Fratello.
“Ride è un thriller d’azione girato quasi solo con droni e go pro – racconta Rondinelli, al suo primo lungometraggio dopo una lunga esperienza nei video musicali e nei documentari – l’idea era quella di trasferire l’estetica dei filmati di sport estremi che si trovano su internet in una storia, in un esperimento che nessuno aveva mai fatto prima e che è risultato abbastanza delirante dal punto vista tecnico”. ‘Ride’, le cui riprese si sono svolte in Trentino la scorsa estate, infatti “è un film sperimentale girato con microcamere che non sono fatte per film veri e propri, così – spiega ancora il 45enne cineasta milanese – abbiamo fatto mille esperimenti, anche con gli attori, che avevano le telecamere fissate sui loro corpi”. Se da una parte la visione in soggettiva fa sentire lo spettatore parte del videogioco, dall’altra il fatto che le telecamere facciano parte della narrazione rimanda al genere inaugurato da ‘The Blair Witch Project’. Su questo si innesta una regia pensata come una sorta di diretta televisiva, che contribuisce a sottolineare la provocazione sul rapporto malato con le tecnologie che caratterizza i protagonisti e il pubblico stesso.
Max e Kyle, che hanno messo la loro vita online, scoprono che i loro device gli si possono ritorcere contro. Non a caso i monoliti che trovano nel bosco dove si svolge la gara, delle sorte di check point dove ritirare bonus a seconda del risultato raggiunto, hanno la forma di uno smartphone. “In questo senso lo spunto viene da una serie come ‘Black Mirror’ ma noi abbiamo voluto portare tutto all’eccesso – dice Rondinelli – immaginando una misteriosa corporation stile Grande Fratello”.
L’estetica strong e innovativa del film è già piaciuta a un distributore cinese, che “si è comprato il film solo vedendo alcune scene” e sarà ampliata da un fumetto e da un romanzo che usciranno praticamente insieme al film. “Sono spin off con personaggi secondari grazie ai quali si scoprono dei retroscena, l’idea – spiega Rondinelli – è quella di creare un universo, perché c’è una fame di nuovi contenuti pazzesca, il pubblico è stanco dei soliti cliché del cinema italiano”.
– L’arte incontra la musica e viceversa.
Mimmo Paladino e Francesco De Gregori hanno lavorato insieme per offrire un’edizione a tiratura limitata del nuovo progetto del cantautore romano, “Anema e Core”, in uscita il 26 ottobre.
De Gregori si tuffa per la prima volta insieme a Chicca, la sua sposa, nelle meraviglie della lingua napoletana per raccontare il respiro d’amore. Mimmo Paladino li rappresenta sulla copertina di questo vinile come due semplici profili che si fronteggiano, complici ed antagonisti, in una xilografia firmata e numerata in 99 copie e realizzata nei laboratori dei Fratelli Bulla di Roma.
“Ci piace definire questa opera una “edizione d’arte” – ha detto De Gregori – anche perché la parola arte riguarda tutti e due, seppure in modo diverso. Il vinile è materia, come materia sono i colori, la carta, il linoleum. Così come un pezzo di vinile può girare su se stesso e raccontare qualcosa del mondo così i colori possono vibrare di volta in volta in ogni diversa e inedita partitura”.
– Opere di pittura e fotografia basate su valori espressivi ed emozionali veicolati principalmente attraverso l’uso del colore. E’ ‘Codice colore’, mostra, in programma da oggi al 2 dicembre, che il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato dedica alla collezione di Alessandro Grassi, imprenditore nato a Prato nel 1942, affermatosi a Milano con un’azienda di inchiostri tipografici e scomparso nel 2009.
Tra le opere esposte, una selezione di quelle oggi in comodato al Pecci con anche prestiti dal Mart di Rovereto e da privati, un grande arazzo realizzato a quattro mani da Alighiero Boetti e Mimmo Paladino, Mario Schifano, insieme a una celebre Jacqueline Kennedy di Andy Warhol. Sempre di Warhol, un portfolio di 12 fotografie in bianco e nero introduce alla parte fotografica, che comprende opere di William Eggleston, Stephen Shore, Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, David Fischli & Peter Weiss, oltre a una grande composizione fotografica di Gilbert & George.
Considerato fra i più significativi collezionisti italiani, a partire dagli anni Ottanta, Grassi è stato uno dei primi sostenitori della Transavanguardia e un convinto fautore della pittura postmoderna e della fotografia contemporanea. La mostra, curata da Stefano Pezzato, propone alcuni fra i maggiori nuclei della raccolta, rispecchiando interessi e criteri del collezionista, e soprattutto evidenziandone la predilezione per il colore declinato attraverso l’uso della pittura e della fotografia.

– VENEZIA

– Una stesura del colore che pare in certi tratti “frettolosa”, ma il regista e scenografo Pier Luigi Pizzi, davanti a ‘La messa in salvo del corpo di san Marco’ non ha dubbi: “nei quadri di Jacopo Tintoretto c’è una grande lezione di pittura e di teatro. C’è sintesi, c’è tutto quello che è importante”. L’appuntamento dell’omaggio di Venezia per i 500 anni dalla nascita di Tintoretto, all’unico tra i grandi della pittura veneziana del ‘500 nato in laguna (Tiziano è cadorino, di Bassano o Pordenone è chiara la provenienza) e che ha fatto della luce, del colore che diventa forma, della voglia di sperimentare e della bramosia di dipingere, non importa se il committente era l’aristocrazia lagunare, qualche chiesa o una Confraternita, i suoi punti di forza, è a Palazzo Ducale e alle Gallerie dell’Accademia (dal 7 settembre fino al 6 gennaio).
– Love, il prossimo disco dei Thegiornalisti, esce il 21 settembre. E Tommaso Paradiso, 35 anni, frontman della band, è stato scelto da Rolling Stone per la copertina di questa settimana. E nell’intervista si parla di musica, ma anche di politica, filosofia e miti: come Vasco, che Paradiso dichiara di non volere incontrare. “È bello così che rimanga solo nel mio immaginario di cose stupende”.
Del nuovo disco, racconta che ha voluto cambiare tipologia di approccio al testo e alla canzone. “Ho voluto parlare di altri temi, scriverli in maniera diversa. Il disco si chiama Love.
Questa parola per me rappresenta la risposta a tutto: all’odio, ai tempi in cui viviamo, la risposta al veleno, a quello che passa sui social network. Prima mi incazzavo. Poi, come reazione l’unica risposta sensata che mi viene da dare è davvero quella dell’amore, alla Bud Spencer & Terence Hill, “Porgi l’altra guancia”.
– MANTOVA

– Atteso a Mantova come una star, protagonista di un incontro sold out a Palazzo Ducale, l’ex ministro delle finanze della Grecia Yanis Varoufakis, dice che “il populismo non è che il risultato di una crisi che è stata gestita in modo ridicolo, catastrofico”. Una crisi, in particolare, “del sistema monetario all’interno dell’Unione Europea che ha portato a una nuova ondata di fascismo”. Insomma, “nel 2015 l’Unione Europea ha fatto una scelta autoritaria che ha avuto come risultato quello di aumentare l’ondata antieuropea” sottolinea l’ex ministro greco, annunciando che nel 2019 correrà per le elezioni nel suo paese con il programma “Primavera europea”. Varoufakis è arrivato al Festivaletteratura con il memoir ‘Adulti nella stanza. La mia battaglia contro l’establishment dell’Europa’ (La Nave di Teseo) in cui racconta in 880 pagine il suo scontro con le forze economiche e politiche più potenti del pianeta, Varoufakis invita a concentrarsi su quello che ora possiamo fare per evitare il peggio.
– MANTOVA

– “Non capisco perchè i paesi europei continuino a parlare tra loro invece di dialogare di più con i paesi africani. E’ così che si risolverebbe il problema dei migranti”. Lo dice all’ANSA lo scrittore nigeriano A. Igoni Barrett, che si è imposto sulla scena della letteratura del suo paese con Teju Cole e Ngozi Adichie, protagonista di un incontro affollatissimo nel giorno d’apertura del Festivaletteratura di Mantova dove è venuto con il suo nuovo libro ‘L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto’ (66thand2nd).
“Il problema dei migranti è principalmente politico. Esiste in Italia ma anche in Nigeria. Tutto è creato da una cattiva politica: nel vostro Paese quella dei respingimenti, in Nigeria dalla mala gestione economica e culturale che ha portato i giovani a lasciare il loro paese per trovare di cosa vivere” sottolinea Igoni Barrett che si è fatto conoscere in Italia con il suo primo romanzo ‘Culo nero’, pubblicato sempre da 66thand2nd.
“Aver pubblicato i miei libri in Italia ha cambiato profondamente il mio modo di vedere questo paese. Prima l’idea che avevo era di governi che non funzionano mai e di razzismo nei confronti dei migranti. Invece ho trovato un paese diverso, che ha altre cose. E’ importante andare oltre gli stereotipi.
Spero che attraverso il mio libro i lettori italiani possano fare un viaggio in Nigeria senza andarci e cambiare idea su questo paese” spiega Igoni Barrett. Ne ‘L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto’ il punto di vista è quello della famiglia nei suoi diversi aspetti. “Anche quelli – dice lo scrittore – di controllo e proibizione. Le mie storie sono ambientate in Nigeria ma valgono anche al di fuori del mio paese”.
Il confine tra vero e falso, il nostro presente di fake news e dominio dei social media. Richard Flanagan, vincitore del Man Booker Prize nel 2014, è tornato al Festivaletteratura di Mantova con ‘Prima persona’, un romanzo che si ispira a una storia vera, accaduta proprio allo scrittore. E diventata quella del più celebre truffatore d’Australia che alla vigilia del processo che segnerà il suo destino vede una casa editrice commissionare la sua autobiografia a un ghostwriter che ha sei settimane di tempo per scriverla. Ma il farabutto non rivela molto di sè, è evasivo nelle risposte e il risultato è il ritratto di un uomo che forse non è mai esistito. “Prima persona parte da qui, dall’idea di uno scrittore che fa da fantasma a una persona vivente che diventa fantasma. Questo truffatore è un uomo che vive un vero e proprio delirio di successo e vuole imporre la sua visione del mondo senza far vedere ad altri la verità dei fatti” dice all’ANSA Flanagan che sabato 8 settembre sarà protagonista di uno degli eventi più attesi del Festivaletteratura , all’Officina del Gas, con il giornalista Stefano Salis.
E’ un romanzo in cui si ride ma che scava nel confine tra verità e menzogna e fa riflettere sul potere della scrittura. “I politici mentono dalla notte dei tempi, ma la cosa grave che sta accadendo oggi non è tanto il loro mentire ma il mettere in discussione l’idea stessa di verità. Non esiste più una verità ma tante opinioni. E quali sono quelle che prevalgono? Quelle dei ricchi e potenti” spiega Flanagan, che vive in Tasmania dove è nato e ha un approccio pieno di humor nei confronti della vita.
“Dove non esiste una verità – continua lo scrittore – viene meno la libertà di tutti. Un attacco alla nostra libertà è il fatto che la nostra vita privata viene azzerata in ogni modo possibile dai social media. Come dice Mark Zuckerberg la privacy è un concetto desueto nell’era dei social media”. E qui viene il punto cruciale attorno al quale si sviluppa il discorso di Flanagan: “ciascuno di noi ha una vita costruita da varie vite, pubblica, privata e segreta. Questo è quello che ci rende umani.
Distruggere la vita privata e segreta rende infelici. Neppure ce ne rendiamo conto che a dominare ormai è lo slancio verso se stessi e che diventa sempre più importante essere protagonisti di una storia su Facebook , Instagram”.
Flanagan è tornato in ‘Prima persona’ a questo vicenda da ghostwriter accaduta più di vent’anni fa perchè “mi era rimasta in mente, ne sentivo la presenza con il passare degli anni. Però non volevo cadere nel tranello di scrivere un memoir, un genere che va tanto nella letteratura anglosassone. Ho voluto fare l’opposto di questa tendenza: scrivere l’apologia del romanzo perchè le storie per quanto inventate possono essere liberatorie, farci capire cose che prima non comprendevamo”. E alla fine Flanagan ha scritto “un romanzo su un uomo che scrive un memoir inventando molte cose. C’e una base di verità ma in realtà questa storia non è poi così vera” dice ridendo lo scrittore che ha una vena ironica incontenibile. Un film dal libro? “Qualche contatto c’è stato, forse perchè costerebbe poco realizzarlo. Nel cast due uomini seduti in una stanza che parlano. L’ultima arma che ci resta – dice – è il sorriso”.

Tom ha più di 400 anni ma ne dimostra 40. Ha vissuto tante vite, attraversato l’Inghilterra elisabettiana, la Parigi dell’età del jazz e oggi insegna storia a Londra. Ha cambiato tante volte identità per proteggere il suo segreto, una sindrome rara che lo fa invecchiare lentamente, ma non può innamorarsi. Il peso del passato e l’ansia del futuro sono la sua condizione e diventano una gigantesca metafora di come viviamo tutti noi nel nuovo romanzo dello scrittore inglese Matt Haig, al Festivaletteratura con ‘Come fermare il tempo’ (Edizioni E/O), uno degli incontri più attesi a Mantova. Ai vertici dei bestseller in Gran Bretagna dove ha venduto finora oltre 350 mila copie e in Italia, il libro, a neppure una settimana dall’uscita nella traduzione di Silvia Castoldi, ha già superato le 1000 copie vendute.
“La lotta di Tom è quella che dobbiamo fare ogni giorno per vivere il presente. Ognuno di noi si presenta con un proprio bagaglio fatto di relazioni passate, non solo fisiche anche psicologiche. Siamo spinti in una sfida nel vivere il momento presente, in un modo quasi animale” dice all’ANSA Haig, 43 anni, che ha vissuto a 20 anni la depressione raccontata nel libro ‘Ragioni per continuare a vivere’. “Se pensiamo a quando frequentavamo la scuola eravamo sempre proiettati nel futuro.
Avevamo un test, una verifica da passare, gli esami. Lo stesso all’ Università quando ci chiedevamo chi saremmo diventati. In un certo qual modo erano ansie collegate al futuro, ansie che caratterizzano la nostra vita e che portano a queste narrazioni.
Narrazioni non solamente dell’individuo ma che diventano della società che pensa ad un progresso, al futuro” spiega Haig che con questo libro, in cui cita spesso Shakespeare, chiude un cerchio e pensa anche a un seguito.
“Shakespeare fa parte del mio background di vita e ha caratterizzato l’ambiente dove sono cresciuto. Possiamo dire che in Inghilterra ormai Shakespeare è un’astrazione culturale. Nel senso che non si pensa più che è esistito, che era un uomo che ha vissuto nel proprio tempo. Ho cercato di dare vita nuovamente a Shakespeare per presentarlo per come era, per il suo spirito bohemien. Ma quello che più mi ha colpito del Bardo è che ha scritto per tutti, per la Regina ma anche per le persone che non avevano nessun tipo di cultura. Non ha mai fatto compromessi perchè pensava che l’arte dovesse essere accessibile a tutti, mentre ora la situazione in Europa è completamente diversa. Ci sono due livelli di arte e di teatro, quello più letterario e quello più commerciale. Mentre io ho un approccio come Shakespeare, l’arte deve essere per tutti. Senza distinzioni” racconta Haig.
“Sono ossessionato dal tempo e questo libro è un mio modo di fare i conti con il mio passato. Nella narrativa è più facile mettere al microscopio sentimenti, preoccupazioni, ansie” sottolinea Haig che considera la scrittura una terapia. ‘Come fermare il tempo’ diventerà un film: “i diritti sono stati venduti e si stanno occupando della sceneggiatura. Questo libro ha tutte le caratteristiche per diventare un lungometraggio, ma non sono mai troppo ottimista perchè anche per altri miei libri erano stati venduti i diritti per la trasposizione cinematografica e poi non sono mai stati realizzati” dice. Una cosa è certa, che Haig non saraà coinvolto in nessun modo nel film. “Preferisco – spiega – concentrarmi sui prossimi libri: ho appena terminato un saggio su come la tecnologia e il bombardamento di notizie ci faccia impazzire e poi sto lavorando a un nuovo romanzo” in cui non sappiamo se salirà ancora sulla sua macchina del tempo. “Quello che posso dire è che mi piacerebbe scrivere un sequel di ‘Come fermare il tempo concentrando la mia attenzione sul Rinascimento italiano, ma il protagonista non sarà Tom bensì una delle protagoniste femminili del romanzo. Sto scrivendo anche un libro per ragazzi.
In fondo gli adulti sono bambini cresciuti”.
– Sfileranno all’hangar dell’aeroporto di Linate il 20 settembre le collezioni Emporio Armani uomo e donna per la prossima primavera-estate. “L’aeroporto – dice Giorgio Armani – è un luogo dal grande potere simbolico: senza barriere, rappresenta l’apertura verso l’esterno, verso il mondo. È il luogo di partenza per conoscere e scoprire, e al quale si torna dopo aver vissuto innumerevoli avventure. Mi piaceva l’idea di organizzare l’evento proprio nello stesso hangar sul quale dal 1996 campeggia la scritta Emporio Armani, sormontata dall’inconfondibile logo dell’aquila: un’immagine iconica che accompagna e accoglie le migliaia di viaggiatori in partenza o in arrivo in città”. Tra i 2300 invitati all”Emporio Armani Boarding’, anche i vincitori di un contest speciale che si svolgerà come un gioco in tutta la città. L’evento è accompagnato da una capsule collection Emporio Armani Boarding: felpe, T-shirt e accessori a tema, in vendita dal 13 settembre.
– BOLOGNA

– Arriva l’8 settembre sul canale ‘imcarrying’ di YouTube il video remake della cover più imponente di sempre dedicata a ‘Hey Jude’ dei Beatles, realizzata nell’ottobre 2017 al teatro comunale Ebe Stignani di Imola con una band e 120 coristi ‘reclutati’ via social network.
Il tutto coordinato da Galeazzo Frudua, liutaio, appassionato musicista e profondo conoscitore dei Beatles, proprietario del canale YouTube dove insegna a vocalizzare le canzoni dei Fab Four.
La data scelta per la pubblicazione del video non è casuale: proprio l’8 settembre di cinquant’anni fa i Beatles presentarono in Inghilterra il loro singolo appena uscito, ‘Hey Jude’, al David Frost Show. A quell’appuntamento si richiama la cover-remake, per la quale sono stati ricreati l’ambientazione originale e tutti gli strumenti. I musicisti che con Frudua hanno contribuito alla realizzazione sono Davide Canazza alla chitarra, Giovanni Maria Delogu al basso e Francesco Nicoletti alla batteria.
In un’edizione, la 75/ma, del Festival di Venezia di alta qualità sono tanti i film che possono aspirare al Palmares dei premi maggiori, anche troppi, ma su tutti spicca ROMA di Alfonso Cuaron che vola alto nel giudizio di tutti. E questo al di là del possibile conflitto di interesse che potrebbe crearsi in una giuria diretta dal messicano Guillermo Del Toro che proprio su questo tema si è già espresso dicendo: ”Non ho certo un tipo di giuria a cui poter imporre le mie scelte”. A contendergli il Leone d’oro o il premio della giuria a ROMA ci sono almeno altri tre film: THE FAVOURITE, THE SISTER BROTHERS e DOUBLE VIES.E gli italiani? Sorprese potrebbero venire da CAPRI-HOLLYWOOD e, solo in seconda battuta, da SUSPIRIA sul fronte attori. Fuori dal coro, infine, da un altro film messicano, ovvero da NUESTRO TIEMPO di Carlos Reygadas.Intanto ROMA di Cuaron. A cinque anni da GRAVITY, il regista torna al Lido con un film prodotto da Netflix (sarebbe la prima volta di un Leone a Netflix) che racconta la vita di una famiglia borghese, la sua, in una Città del Messico bianco e nero inizi anni Settanta. Ricostruzione maniacale degli ambienti, sentimenti, tragedie grandi e piccole in questa famiglia con sullo sfondo un evento storico, il massacro del Corpus Christi, ovvero la violenta repressione, con tanto di morti, di una protesta studentesca da parte di un corpo d’élite dell’esercito messicano avvenuta nel 1971.THE FAVOURITE del morboso regista greco Yorgos Lanthimos si ispira a fatti realmente accaduti alla corte della regina Anna (Olivia Colman) nell’Inghilterra a inizi 700. Al centro di tutto la rivalità e la perfidia femminile alla potenza tra due cortigiane: Sarah Churchill, Duchessa di Marlborough (Rachel Weisz) e Abigail (Emma Stone).THE SISTERS BROTHERS è la rilettura ironica del western in salsa francese a firma di Jacques Audiard. Un western-noir basato sull’omonimo romanzo del canadese Patrick DeWitt in cui i cow-boy hanno sentimenti e si lavano i denti. Siamo in Oregon, 1850: un cercatore d’oro, Hermann Kermit Warm, è inseguito da un famigerato duo di assassini, i Sisters: Eli e Charlie Sisters (Joaquin Phoenix). Un cercatore, Morris (Jake Gyllenhaal), si unirà ai due sicari nell’inseguimento.DOUBLES VIES (NON FICTION) di Olivier Assayas è invece una commedia brillante piena di digitale. Alain (Guillaume Canet), editore parigino lotta per adattarsi alla rivoluzione tecnologica. Ha grossi dubbi sul nuovo manoscritto di Léonard, uno dei suoi autori di punta, ma in questo non c’entra affatto la sua voglia di modernità. Fitti dialoghi sui social, sul web, sugli e-book, sul linguaggio dei cellulari.Con NUESTRO TIEMPO di Carlos Reygadas, interpretato dal regista e sua moglie, racconta la storia di una coppia ‘aperta’, dove l’uomo, lo stesso regista, deve a un certo punto affrontare il fatto che la moglie si è innamorata di un altro. E questo in Messico in un allevamento di tori da combattimento tra paesaggi fantastici, lunghi piani sequenza su qualsiasi cosa: alberi, stagni, bambini che giocano, tori che si scontrano, riprese sotto il cofano di un motore d’auto in azione. Ma centrale nel film: l’amore, il sesso hard, la gelosia, lo scambismo, la morbosita il voyerismo insieme alla poesia.CAPRI-REVOLUTION ci porta a Capri nel 1914, a ridosso della prima guerra mondiale. Qui si mescolano le culture di giovani nordeuropei proto-hippie alle prese con una terapia di danza, quelle dell’Italia rurale e arcaica di Lucia, giovane capraia e quella positiviste del giovane medico del paese. Vera protagonista del film l’impassibile ”isola delle sirene”. Manca solo un film all’appello: KILLING del giapponese Shinya Tsukamoto.
– COMO

– E’ un ‘tesoro’ di 300 monete d’oro d’epoca romana in un’anfora, perfettamente conservate, probabilmente del IV secolo d.C. o di prima epoca bizantina, quello venuto alla luce mercoledì pomeriggio a Como, a circa un metro di profondità, durante lo scavo sull’area di un ex cinema e, prima, ex convento, per la realizzazione di una palazzina in via Diaz, in pieno centro storico.
Della vicenda si sta occupando la Sopraintendenza ai Beni archeologici di Milano, che ha fermato i lavori nel cantiere nel punto del ritrovamento, del potenziale valore di milioni di euro. “Como è stata fondata dai romani ed è naturale trovare reperti, ma questo potrebbe essere uno dei tesoretti romani più importanti mai ritrovati” ha spiegato al quotidiano il presidente della società Archeologica di Como Giancarlo Frigerio. “La zona del ritrovamento ospitava le abitazioni private dei nobili romani, l’anfora potrebbe essere stata nascosta nei muri della casa per evitare furti, probabilmente all’epoca delle invasioni”.
– Massimo Lopez e Tullio Solenghi saranno i presidenti della giuria di Miss Italia 2018, affiancati dallo chef e conduttore TV Alessandro Borghese, dal giornalista Andrea Scanzi, dal cantautore Pupo, dall’attrice Maria Grazia Cucinotta (classificata terza a Miss Italia 1987) e dal pilota Andrea Iannone. La finale, condotta da Francesco Facchinetti e Diletta Leotta, andrà in onda in diretta il 17 settembre in prima serata su La7 dagli Infront Studios di Milano, che per la prima volta ospita il concorso di bellezza.
Sarà Alice Rachele Arlanch, Miss Italia in carica, a cedere la corona alla nuova reginetta. Il 16 settembre dalle 20.30 su La7, invece, la conduttrice televisiva e radiofonica Carolina Di Domenico presenterà la Semifinale da Jesolo dove, tra fine agosto e inizio settembre, sono state scelte le 33 Miss per la finale.
– PARMA

– Una retrospettiva dedicata a Roy Lichtenstein, genio della Pop Art americana che ha influenzato grafici, designer, pubblicitari e altri artisti contemporanei: la presenta dall’8 settembre al 9 dicembre la Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma). Allestita alla Villa dei Capolavori, riunisce oltre 80 opere dell’artista (New York 1923-1997) e di altri protagonisti della Pop Art: Andy Warhol, Mel Ramos, Allan D’Arcangelo, Tom Wesselmann, James Rosenquist e Robert Indiana.
Il caratteristico stile di Lichtenstein mutuato dal retino tipografico, il suo utilizzo del fumetto in ambito pittorico, le sue rivisitazioni pop dell’arte del passato lontano e recente sono entrate non solo nella storia dell’arte del Novecento, ma nell’immaginario collettivo anche delle nuove generazioni, stampate all’infinito su poster e oggetti di consumo. La mostra permette di apprezzarlo nella sua interezza, passando dalla figura all’astrazione e affrontando tutte le stagioni e tutti i temi della sua arte.

– MILANO

– Una superstar della musica che dà forfait a poche ore dall’inizio di un concerto soldout è l’incubo di ogni organizzatore di un festival. Però ‘l’emergenza’ a MiTo, il festival che unisce Milano e Torino, con la pianista Martha Argerich che ha dovuto rinunciare ad esibirsi in un concerto soldout con la Neojiba orchestra per una caduta, si è trasformata in una festa con tanto di ballo finale.
Il direttore dell’orchestra Ricardo Castro coraggiosamente l’ha sostituita al piano nel concerto in la minore per pianoforte e orchestra di Schumann. E poi i ragazzi dell’orchestra, punta di diamante di un programma per avvicinare i giovani alla musica, hanno eseguito l’ouverture di West Side Story di Leonard Berstein, i Sonhos Percutidos del brasiliano Wellington Gomes, brano mai eseguito prima in Italia, e poi Danzon n. 2 per orchestra di Arturo Marquez. Bis con Tiko Tiko, uno dei samba più famosi al mondo che l’orchestra non solo ha suonato ma anche ballato, andandose poi dal palco a passo di danza.
– Dal 21 al 23 settembre tornerà nella Capitale Europea della Cultura l’appuntamento con Materadio, la festa di Radio3 coprodotta dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, “che quest’anno – spiega un comunicato – giunge alla sua ottava edizione dedicando un approfondimento alla relazione globale/locale”. Il palinsesto “prevede programmi in diretta, concerti musicali, spettacoli teatrali e altri appuntamenti speciali frutto di inedite coproduzioni, con ospiti d’eccezione fra scrittori, scienziati, artisti. L’edizione 2018 renderà omaggio a due personaggi della cultura recentemente scomparsi, che al tema della connessione fra locale e globale hanno dedicato gran parte del loro lavoro: Antonio Infantino e Alessandro Leogrande”.
– CAGLIARI

– Maria Pia Ammirati, Giuseppe Marcenaro, Sandra Petrignani, per la narrativa; Alberto Bertoni, Paolo Fabrizio Iacuzzi e Vincenzo Mascolo per la poesia. Sono i sei finalisti del 33/o concorso letterario intitolato allo scrittore sardo Giuseppe Dessì (1909-1977), autore di “Paese d’Ombre”. La rosa dei nomi, selezionati dalla giuria presieduta da Anna Dolfi, è stata annunciata nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte la sindaca di Villacidro Marta Cabriolu, il presidente della Fondazione Dessì Paolo Lusci e Duilio Caocci in rappresentanza della giuria del Premio di cui fanno parte anche Mario Baudino, Giuseppe Langella, Giuseppe Lupo, Massimo Onofri, Stefano Salis, Gigliola Sulis e Paolo Lusci.
La cerimonia di proclamazione e premiazione dei due vincitori, uno per ciascuna sezione, si terrà il 29 settembre a Villacidro, paese dove Giuseppe Dessì aveva le sue radici, a una cinquantina di chilometri da Cagliari.Per il Premio speciale della Giuria la scelta è caduta su Ernesto Ferrero, scrittore e critico letterario. Il Premio Speciale Fondazione di Sardegna è invece andato allo psichiatra e scrittore Vittorino Andreoli e al giornalista Ferruccio de Bortoli. Questi i titoli dei libri: Maria Pia Ammirati, “Due mogli. 2 agosto 1980” (Mondadori); Giuseppe Marcenaro, “Dissipazioni. Di carte, corpi e memorie” (Il Saggiatore); Sandra Petrignani, “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” (Neri Pozza); Alberto Bertoni, “Poesie 1980-2014” (Nino Aragno); Paolo Fabrizio Iacuzzi, “Folla delle vene. Il museo che di me affiora” (Corsiero Editore); Vincenzo Mascolo, “Q. e l’allodola” (Mursia).
In ‘Capri – Revolution’ di Mario Martone convivono mito, storia e mistica con il volano della cosiddetta “isola delle sirene” che resta la protagonista di questo film in concorso per l’Italia nella 75/ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Terzo film della trilogia di Martone sull’Italia del passato, da ‘Noi credevamo’ (2010) sul Risorgimento, a ‘Il giovane favoloso’ (2014) su Leopardi, Capri-Revolution ci porta a ridosso della Prima guerra mondiale, nell’estate del 1914. Tutto parte con le immagini di una pastorella di capre piena di curiosità che sembra far parte dell’isola da sempre. Lucia (Marianna Fontana), questo il nome della ragazza, spia un gruppo di nudisti che sulla scogliera guarda il sole tramontare. Sono una comunità di intellettuali nord-europei proto-hippie lontani da lei mille miglia, ma solo apparentemente. Una comunità quella di Monte Verità, che vive nella libertà più assoluta, tra yoga, arte, sesso libero, danza che fa pensare a Gurdjeff.

– Sono iniziate le riprese del nuovo film di Fausto Brizzi dal titolo Modalità aereo. Protagonisti Lillo, Paolo Ruffini e Violante Placido e con Dino Abbrescia, Caterina Guzzanti, Veronica Logan e Luca Vecchi.
Diego è un imprenditore bello, ricco, famoso. Tutta la sua vita è dentro un cellulare di ultima generazione. Ivano pulisce i bagni dell’aeroporto, non è bello, non è ricco, non è famoso.
Possiede un telefonino del 1994 di cui va molto fiero.
Un giorno, poco prima di imbarcarsi su un volo per Sidney (della durata di 24 ore), Diego dimentica il cellulare nella toilette vicino al gate. Ivano lo trova…ma non lo restituisce. Ha un giorno di tempo per cambiare in meglio la sua vita, utilizzando il telefonino di Diego. Dopo quelle fatidiche ore trascorse in “modalità aereo”, le vite di entrambi non saranno più le stesse. Scritto da Brizzi, Ruffini e Herbert Simone Paragnani, il film è una produzione Eliseo Cinema con Rai Cinema, prodotto da Luca Barbareschi e distribuito da 01 Distribution.

David Cronenberg ha il dono di saper raccontare la bellezza e il valore dei ‘mostri’, intesi come creature diverse e osteggiate. E nel ricevere il Leone d’oro alla carriera in Sala Grande porta subito anche il riconoscimento della Mostra del Cinema di Venezia nel suo mondo, rendendolo un simbolo: “Anche questo Leone è un mostro, perché è la combinazione di diverse creature. E’ fiero, forte, può volare, sa librarsi oltre i confini della terra. Rappresenta per me il mostro della verità e dell’arte di cui ora abbiamo bisogno più che mai. Gli auguro lunga vita, che possa conquistare i suoi molti nemici” dice il cineasta dopo aver ricevuto il riconoscimento da Paolo baratta, presidente della Biennale,con il pubblico in standing ovation.Sul palco in Sala Grande, è salito anche un fan d’eccezione del regista di Videodrome, Guillermo Del Toro, presidente di Venezia 75, che ha condiviso tutta l’ammirazione per il collega: “sono troppo emozionato, lui è il mio Dio”.
”Con ‘Capri Revolution’ si chiude la mia trilogia con una donna che vediamo di spalle e che guarda verso un futuro ignoto. Gli altri due film, ‘Noi credevamo’ e ‘Il giovane favoloso’ avevano figure potentemente maschili, ma questa volta si chiude, non a caso, al femminile. Siamo in viaggio, questo il senso vero di questi tre film si va verso qualcosa senza pensare di trovare delle soluzioni”. Così oggi al Lido Mario Martone parla del suo film passato oggi in concorso alla 75/ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e che sarà in sala con 01 dal 13 dicembre. E ancora il regista napoletano:”C’è un filo nella mia trilogia: i protagonisti sono sempre ribelli e sono giovani. E’ un modo questo per raccontare una Italia non doma ed è anche un modo di rapportarsi con il mondo di cui l’isola di Capri è solo una metafora. Il confronto nell’isola è inevitabile in un tempo come oggi in cui ci sono tanto odio e paura a fare da collante”. Il film ci porta a Capri nel 1914, a ridosso della prima guerra mondiale. Qui, in quest’isola dove il mito sembra essere di casa, troviamo una comune di giovani nordeuropei proto-hippie guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) pittore-mistico alle prese con una terapia di danza salvifica che ricorda tanto i quadri di Matisse. Ma a Capri vive anche l’Italia rurale di Lucia, giovane capraia (Marianna Fontana, una delle gemelle di Indivisibili) piena di curiosità, e quella positivista, lontana da ogni fantasia, del giovane medico del paese (Antonio Folletto). L’idea del film spiega il regista nasce ”quando ho visto le opere del pittore Karl Wilhelm Diefenbach e ho scoperto che la sua comune, omeopata, vegetariana e anti-militarista anticipava esperienze degli anni Sessanta. Poi con un corto circuito sono passato all’artista Joseph Beuys e alla sua opera Capri-Batterie. L’arte – ci tiene a dire Martone oggi al Lido – non è una questione solo estetica, attraverso di lei ci si mette in relazione con le persone anche in senso politico”. Sulla figura femminile della protagonista Lucia dice ancora:”Il finale del film è legato al personaggio di Lucia, alla sua parabola esistenziale e soprattutto al fatto che lentamente supera tutti i modelli maschili che attraversa. Lei viene da una famiglia patriarcale, a cui si ribella, ma in Lucia resta sempre l’amore. Il fatto è che le donne hanno oggi una centralità maggiore visto che gli schemi maschili non riescono più a rinnovarsi”. Da Martone comunque una trilogia tradizionalmente tutta in costume: ”Il passato può essere un mezzo per analizzare meglio il presente. Il cinema è in fondo una macchina del tempo per guardare le cose da un’altra angolazione. Anche quando vai in analisi in fondo – conclude – sei riportato verso il tuo passato’.

– NEW YORK

Mattel guarda a Hollywood a caccia del rilancio. La societa’ che produce le Barbie lancia la sua divisione per la realizzazione di film nel tentativo di imitare il successo delle rivali che si sono riposizionate come gruppi per l’intrattenimento.
Un obiettivo che punta a centrare con l’assunzione di Robbie Brenner, la produttrice di film nominata all’Oscar.
”Generazioni di bambini nel mondo sono cresciuti con con un profondo legame con i marchi e i personaggi di Mattel. Ci sono molte storie da raccontare e immaginazioni da catturare” afferma Brenner.
La decisione di Mattel e’ l’ultimo segnale di come i produttori di giocattoli cercano di adattarsi all’era digitale dopo che le vendite online ne hanno mandato in crisi il modello di business.
– BOLOGNA

– Il celebre balcone degli sposi di Palazzo d’Accursio a Bologna è da oggi, 7 settembre, di nuovo visibile e accessibile alle coppie che dopo il ‘sì’ vorranno affacciarsi dalla ‘Sala Rossa’ per una foto ricordo sullo sfondo di piazza Maggiore, come prevede la tradizione.
Le operazioni di restauro, di consolidamento e di recupero cromatico volute dal Comune, cominciate a metà luglio, hanno interessato non solo il balcone, ma anche l’ampio finestrone cinquecentesco posto al di sotto e le due aquile in marmo rosso di Verona che lo decorano. I lavori di restauro di Palazzo continuano lunedì 10 settembre con l’allestimento del ponteggio per il restauro e il consolidamento del portale monumentale – per questo durante la mattinata l’accesso al Cortile d’Onore sarà possibile solo dall’entrata laterale sotto il portico della farmacia, mentre continuano gli interventi che interessano parte del coperto e del sottotetto di Palazzo e alcune sale delle Collezioni Comunali d’Arte.

– RHO-PERO (MILANO)

– La pioggia non ferma il Milano Rocks, il nuovo festival che fino a domenica si svolgerà nell’area Expo Experience. Ad aprire la tre giorni sono stati gli Imagine Dragons, nella loro unica tappa italiana.
Ad accogliere la band c’erano 60 mila persone (dati degli organizzatori) e Dan Reynolds non li ha delusi. Esce sul palco a torso nudo nonostante la pioggia battente e intonando ‘Radioactive’ porta la folla nel magico mondo della band. “We love you Italy!” è il primo saluto al quale rispondono gli applausi dei fan. “Benvenuto l’amore, addio politica” e intona ‘It’s Time’. A introdurre la serata, su quello stesso palco, sono passati i Maneskin, la band romana rivelazione dell’ultimo anno, e tanti adolescenti non negano di essere qui sopratutto per loro. E prima di loro, nel pomeriggio, dopo l’apertura dei cancelli, mentre la gente arriva alla spicciolata, si erano invece esibiti The Vaccines, uno dei più adorati gruppi britannici della nuova generazione.

– VENEZIA

– Tecnica e coraggio non sempre vanno d’accordo, specie nelle arti marziali. Così è per il protagonista di Killing del giapponese Shinya Tsukamoto, ultimo film in concorso alla Mostra di Venezia che si chiude l’8/9. E che ci sia un problema in Mokunoshin Tsuzuki (Sosuke Ikematsu), giovane ronin (samurai senza padrone), lo si capisce subito: bravissimo nel combattere compulsivamente con il suo amico contadino con il suo bokken di ciliegio (spada d’allenamento), ma con la katana, quella vera, quella che dà la morte, è un’altra cosa. Ci troviamo alla periferia di Edo (la vecchia Tokyo) e nello stesso villaggio del giovane Tsuzuki c’è una contadina (Yu Aoi) alla quale è sentimentalmente legato. Ma quando nello sperduto paesino arriva un gruppo nutrito di balordi pieni di armi, il ragazzo ha problemi nel difendere la sua ragazza e il suo onore di guerriero. Nel frattempo nel villaggio arriva un vero esperto samurai che vuole assoldarlo, ma solo dopo aver misurato il coraggio di uno Tsuzuki in crisi.   [print-me title=”STAMPA”]

Aggiornamenti, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura

spettacoli, cinema, musica e cultURA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Tempo di lettura: 25 minuti

DALLE 09:07 DI MERCOLEDì  05 SETTEMBRE 2018

ALLE 12:34 DI GIOVEDì 06 SETTEMBRE 2018TITOLI

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI:

La ragazza dei tulipani, è triangolo d’amore – clip esclusiva
Nel cast Vikander, Waltz, DeHaan e Judi Dench

Prada rilancia la Linea rossaCapi unisex in tessuti nanotecnologici

A teatro Riondino e BulgakovHerlitzka omaggia Tabucchi, Edoardo Leo si racconta

Venditti, torna Sotto il segno dei pesciAnticipato da inedito. Il 23/9 live all’Arena, a dicembre a Roma

Al via le Maschere Teatro Italiano 2018Il 7/9 a Napoli e su Rai1. All’attore il premio del presidente

Tornano a Prato dipinti della discordiaRiapre Galleria Alberti per opere già Cr Prato portate a Vicenza

Premio jazz a Lo Stato Sociale, criticheA Bologna anche De Piscopo e Rava. Una ‘stella’ ricorda Mingus

Fioroni e Anastasio in mostra a MantovaMostre a Galleria Corraini da 5 settembre per Festivaletteratura

Torna XFactor, è caccia al sostituto di Asia Al via la dodicesima edizione, la Argento compare nelle puntate registrate, non ci sarà nei live

A Maurizio Costanzo premio MatacenaRiconoscimento speciale della Navicella, cerimonia a P. Rotondo

Ronis, istanti di vita normale a ParigiRetrospettiva fotografo francese a Casa Tre Oci a Venezia

Levi’s contro Trump, basta armi faciliRivolta icone stile a stelle e strisce, da Harley a Nike

Nadia Toffa riappare sui social vestita da Iena, manca pocoPosta scatto dalla redazione durante le prove, fan in delirio

Spettacolo Cauteruccio per San MiniatoFacciata basilica scenario opera ‘Dal Monte una luce aurorale’

Convegno Pesaro, Pavarotti cantante mitoL’8/9 promosso da Wunderkammer Orchestra, carriera e arte tenore

Agnello Hornby “La crudeltà è di tutti”Performance su violenza domestica che sarà spettacolo e libro

Ornella Muti, voglio cittadinanza russa”I tg italiani raccontano un Paese diverso da quello che vedo”

Bruni Tedeschi e Golino, le due Valerie sorelle al LidoFuori concorso con I villeggianti, “autobiografia immaginaria”

L’amore imperfetto secondo ReygadasAl Lido Nuestro Tiempo, il regista e la moglie ‘coppia aperta’

A Religion Today ‘Nuove generazioni’Anteprima a Venezia per il concorso dedicato alle religioni

Spacey, cadono accuse reati sessuali ’92Per tribunale LA caso in prescrizione e vittima maggiorenne

Jolie pentita della relazione con PittHollywood Life, lo vorrebbe fuori della sua vita per sempre

All’asta i cimeli di Robin WilliamsL’ex moglie Marsha, “collezionavamo per ridere o pensare”

Cronenberg, inno a Netflix, è il futuroIl regista, la sala cinematografica sarà come il vinile

Greengrass, racconto Utoya e l’avanzata della destraIn gara a Venezia con 22 luglio. Il cinema deve avere coraggio Melandri un caso letterario in Germania
“Sangue giusto” scala le classifiche

L’ARTICOLO

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI:

La storia di una passione d’amore proibito nella Amsterdam di inizio ‘600, ispirata al romanzo ‘Tulip fever’ di Deborah Moggach (Sperling & Kupfer), che firma la sceneggiatura con il premio Oscar Tom Stoppard (Shakespeare in Love). A questo si aggiunga che ‘La ragazza dei tulipani’ di Justine Chadwick, in sala dal 6 settembre con Altre Storie, ha dalla sua un cast monstre composto da Alicia Vikander, Dane DeHaan, Christoph Waltz e Judi Dench, ma, nonostante tutto questo, il risultato finale non è quello che ci si aspetta.
Siamo nel 1636 ad Amsterdam. Qui Sophia (Vikander), giovane orfana, esce dal collegio di suore dove è cresciuta, grazie al matrimonio con il ricco e anziano mercante Cornelis Sandvoort (Waltz). La ragazza è davvero religiosa e timorata di Dio, ma quando il marito in preda alla sua vanità commissiona un dipinto al talentuoso artista Jan van Loos (DeHaan), Sophia non riesce a resistere al suo fascino.
A questo si aggiunga che Cornelis, che ha già perso due figli e la moglie, chiede alla sua amata Sophia da sempre un figlio, un erede al suo patrimonio ma questo non arriva.
Tutti i personaggi di questa storia dai toni melò sono, come ricorda non a caso il titolo, coinvolti dalla ‘febbre collettiva’ per i tulipani e i loro bulbi più pregiati che a quei tempi potevano fare la fortuna di un attento investitore.
“Sophia tiene molto a suo marito Cornelis – racconta l’attrice svedese Alicia Vikander (The Danish Girl) parlando del suo personaggio -. Così quando Jan entra per la prima volta nella sua vita, Sophia non vuole aver nulla a che fare con lui, perché viene da un ambiente molto religioso, ha un marito che ama, una vita appagante e non vorrebbe rischiare di perdere tutto. Ma anche se vuole bene a Cornelis, lei resta comunque una giovane donna che non ha mai provato cosa sia la vera passione”.
Spiega infine il regista: “Non stavo cercando un film in costume perché preferivo fare qualcosa di moderno, ma ho sentito che con questo lavoro potevo avere comunque un approccio contemporaneo e viscerale. Ho iniziato così a pensare che avremmo potuto girare un film in costume non convenzionale.
L’idea era quella di realizzare un film coinvolgente, attrarre il pubblico e mostrare la pazza idea di questi due giovani ragazzi e le conseguenze del loro sentimento così forte”.
– Prada rilancia la Linea rossa, presentata per la prima volta nel 1997 e riportata in passerella con le sfilate per il prossimo autunno-inverno. Ispirata alla precisione delle linee dello sportswear anni ’90, dove affonda le sue radici, la collezione si presenta come una proposta tecnica e dinamica con uno spazio a sé stante all’interno della linea principale.
La collezione offre un intero guardaroba, dall’outerwear alle calzature fino ad alcuni pezzi per lo sci e lo snowboard, tutti caratterizzati dall’emblema della Linea rossa: un sottile lampo rosso sul collo e sul petto, applicato all’interno di una finestrella ritagliata nel tessuto e termo-sigillata.
L’approccio è improntato al minimalismo: i capi, unisex, hanno una linea pulita e aerodinamica. Sono soprattutto i materiali a contraddistinguere la collezione a partire da tessuti nanotecnologici ad alta conduttività, per favorire la regolazione della temperatura corporea.
– Michele Riondino diretto da Andrea Baracco ne ‘Il maestro e Margherita’ di Michail Bulgakov a Solomeo (PG) e Valter Malosti con ‘Shakespeare / Poemetti’ ai Palchi Reali di Torino; Milena Vukotic e Maximilian Nisi in ‘Un autunno di fuoco’ di Eric Coble ed Edoardo Leo mattatore di ‘Ti racconto una storia’, tutti all’VIII Festival Nazionale del Teatro di Casamarciano (NA); ‘Interrogatorio a Maria’ di Giovanni Testori a Cepino (BG) per il Festival deSidera e Roberto Herlitzka nell’omaggio ad Antonio Tabucchi ‘Donna di Porto Pim’ ai Solisti del teatro di Roma; ‘Noetic’ e ‘Icon’ di Sidi Larbi Cherkaoui ad aprire Torinodanza Festival 2018 e il ‘Gala’ di Jerome Bel ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
– Il 21 settembre uscirà ‘Sotto il segno dei pesci – 40° anniversario” (Universal Music), una riedizione dello storico album di Antonello Venditti, anticipato dal brano inedito ‘Sfiga’, in radio e nei negozi digitali da venerdì 7 settembre. ‘Sotto il segno dei pesci – 40° anniversario’ uscirà nelle versioni doppio cd, vinile e box super deluxe. Il 23 settembre sarà poi la volta di ‘Sotto il segno dei pesci 2018’, il concerto di Venditti all’Arena di Verona per celebrare i 40 anni di uno degli album che hanno fatto la storia della musica italiana, già sold out. Inoltre il 21 (sold out) e 22 dicembre il cantautore porterà ‘Sotto il segno dei pesci’ a Roma, al Palalottomatica.
– Istrionico, esilarante nei suoi pezzi storici, ma anche graffiante, polemico, romanissimo e poi shakespeariano. Ci sarà anche Gigi Proietti, quest’anno Premio del presidente, a Le Maschere del teatro italiano 2018, l’Oscar del palcoscenico, che torna il 7/9 al Mercadante di Napoli condotto da Tullio Solenghi e su Rai1 in diretta differita in seconda serata.
Ideate nel 2003 dal regista Luca De Fusco e dal critico teatrale Maurizio Giammusso, promosso dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale con patrocinio Agis, Le maschere del Teatro Italiano ogni anno premiano il meglio della stagione appena conclusa, con 13 terne selezionate da una giuria di esperti e poi votate da 800 artisti e addetti ai lavori.
Quest’anno in lizza per il Miglior spettacolo sono il Sindaco del Rione Sanità di Mario Martone, La cucina di Valerio Binasco e Girotondo Kabarett di Walter Le Moli. In gara, tra i molti, anche Eros Pagni, Pierfrancesco Favino, Lorenzo Lavia, Gaia Aprea, Lello Arena.
– PRATO

– Tre quadri di Caravaggio, Filippo Lippi e Bellini – assieme a molte altre opere d’arte – tornano in mostra a Prato nel luogo che li ha ospitati negli ultimi decenni: la Galleria di Palazzo Alberti, in pieno centro storico, che riapre. A comunicarlo è Banca Intesa San Paolo, attuale proprietaria della struttura, che ha convocato una conferenza stampa sul tema per il 7 settembre. Le opere della Galleria erano state trasferite a Vicenza quattro anni fa, tra le polemiche, in seguito all’acquisizione da parte della Banca popolare di Vicenza della Cassa di risparmio di Prato che ne era proprietaria.
Il 7, 8 e 9 settembre 2018, nei giorni della festa più importante della città, sarà possibile visitare gratuitamente in Galleria una selezione di 11 opere, tra cui i capolavori di Caravaggio, Giovanni Bellini, Filippo Lippi, Puccio di Simone, alcune opere del Cinque-Seicento di area fiorentina e due sculture di Lorenzo Bartolini, artista di Prato attivo nella prima metà dell’Ottocento.
– BOLOGNA

– Lo Stato Sociale riceverà il 15 settembre a Bologna il ‘Premio Strada del Jazz 2018’ e gli appassionati ‘insorgono’ su Facebook, chiedendosi cosa c’entra con il jazz il gruppo di ‘Una vita in vacanza’. La strada del jazz è via Orefici, nel cuore del centro storico, dove dal 2011 sono state posate stelle di marmo dedicate a grandi artisti che si sono esibiti in città, da Chet Baker a Miles Davis, Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie. Quest’anno la stella è per Charles Mingus.
“Invitiamo artisti popolari di varia estrazione e personaggi di cultura che abbiano un particolare legame con Bologna. Poi per due giorni regaliamo al pubblico concerti jazz gratuiti”, spiegano i promotori della Strada del Jazz. Tra il 15 e il 16 settembre si esibiranno anche Tullio De Piscopo, Enrico Rava e Mattia Cigalini, ma quello che stona per molti è la decisione di premiare Lo Stato Sociale. Tanti i post critici, da ‘Che c’entrano con il jazz?’ a ‘Vergogna!’, e ‘Se voleva essere un’operazione di marketing ci siete riusciti’.
– MANTOVA

– Un’installazione di lettere dell”Alfabeto’ di Giosetta Fioroni e i vasi di ceramica di ‘Generazioni’ di Andrea Anastasio dialogano a distanza nelle mostre alla Galleria Corraini che si aprono il 5 settembre a Mantova, in occasione di Festivaletteratura.
Particelle elementari di scrittura realizzate con pittura materica, le lettere dell’alfabeto della Fioroni sono affiancate a una selezione di abecedari e alfabetieri presenti nel mondo editoriale. Mentre i vasi in ceramica di Andrea Anastasio evocano il divenire delle generazioni, dei cambiamenti, delle rivoluzioni e delle regressioni. Il designer italiano, che annovera Bruno Munari e Ettore Sottsass tra gli incontri cruciali per la sua formazione, dedica questa serie di opere realizzate nella storica bottega Gatti alla relazione dell’uomo con la materia ceramica. “Nella storia della ceramica infinite forme si sono succedute e la fascinazione tutta umana di imprimere con il gesto e con il corpo l’argilla è sopravvissuta a mode, a mutamenti antropologici, economici, politici; ha superato momentanee e cicliche fratture, naturali e intenzionali. Terremoti, saccheggi, naufragi ma anche affinamenti tecnologici e non ultima, la generazione della plastica, pur imprimendo nella cultura ceramica segni, tracce profonde e riconoscibili cesure, non ne hanno arrestato la ricca linfa, che continua ad alimentare forme, visioni, campionari e texture” spiega Anastasio.
La Fioroni fa di questi mattoni-lettere dell’alfabeto opere con cui lo scrittore imbastisce poesie, racconti e romanzi. Ogni lettera è infatti una tavola realizzata con pittura materica, elemento che caratterizza la grande capacità artistica di Giosetta. Le mostre, che si potranno vedere fino al 31 ottobre, sono a ingresso libero e per il Festivaletteratura saranno eccezionalmente aperte al pubblico anche sabato 8 e domenica 9 settembre.
-La dodicesima edizione di X Factor prende il via domani su Sky Uno (canale 108) con le puntate registrate ed Asia Argento ci sarà, ma non per i live. Assieme a Mara Maionchi, vincitrice della scorsa edizione, Manuel Agnelli e Fedez, l’attrice al centro delle polemiche dopo le accuse a lei rivolte da Jimmy Bennett, sarà regolarmente sul piccolo schermo di Sky, come giudice, per le fasi di selezione. La Argento non ci sarà però per le puntate dal vivo ed è ancora caccia a chi prenderà il suo posto. “Di comune accordo con Asia Argento – recita un comunicato diffuso questa mattina – Sky Italia e FremantleMedia Italia hanno deciso di interrompere la collaborazione per tutelare i concorrenti rispetto a una vicenda che è estranea a loro e al programma è che distoglierebbe l’attenzione dal vero fulcro di X Factor, la musica e il talento”. La sostituzione in corsa di Asia Argento, coinvolta nelle vicende di cronaca successivamente alla registrazione delle selezioni del programma, non ha lasciato indifferenti gli altri giudici, questi invece più che confermati. “Il New York Times non è un tribunale – commenta Manuel Agnelli – e non c’è stata né un’inchiesta né tanto meno una sentenza. Certe distorsioni sono pericolose. Quello che è successo mi dispiace dal punto di personale perché Asia è un’amica, come dal punto di vista professionale perché fino a questo punto Asia è stata ottimo giudice. Mio personale parere è che Asia non sia colpevole e comunque per la legge italiana non lo sarebbe. Poi comprendo la scelta di sostituirla per tutelare i concorrenti. Penso anche ad Asia presente ai live con questa pressione sulle spalle, non sarebbe stato sostenibile”. Al momento, Sky e la produzione non si sbilanciano sul nuovo giudice. “È una situazione complessa che però stiamo gestendo – ha detto Nils Hartmann, direttore delle produzioni originali di Sky Italia, durante la conferenza stampa di oggi – e nel giro di qualche giorno ci sarà il nuovo giudice”. Nessun accenno e nemmeno nessun identikit del papabile sostituto della Argento, tuttavia, è stato fatto e i nomi circolati nei giorni scorsi (Elio, Nina Zilli, Baby K e Simona Ventura) restano al momento solo ipotesi non confermate in nessuna direzione. Pare esclusa invece l’ipotesi Morgan, ex compagno della Argento che dopo la diffusione dei rumors ha smentito di aver mai dato la sua disponibilità. “Le voci riguardo alla difficoltà di artiste donne che non vorrebbero prendere il posto di Asia – ha voluto però aggiungere Lorenzo Mieli di Freemantle – sono infondate. Le prime disponibilità che abbiamo ricevuto sono state proprio di donne, anche a supporto della persona e della figura di Asia”. Sempre a proposito dell’affaire Argento, è arrivato anche un altolà dal Codacons: “È necessario da parte di Sky – chiede l’associazione a proposito delle puntate registrate e che andranno in onda con la Argento – far comparire dei messaggi in sovrimpressione nei quali la rete si dissocia in modo totale e completo da qualsiasi comportamento molesto e informa il pubblico della decisione di non proseguire la collaborazione con l’attrice”. Le selezioni dei dodici talenti che si andranno ad affrontare nei successivi live, condotti sempre da Alessandro Cattelan, andranno in onda a partire da domani alle 21.15 su Sky Uno. Tra gli ospiti musicali già anticipati per le puntate live, ci sono i Maneskin che torneranno sul palco di X Factor (il 25 ottobre) dopo essere arrivati tra i finalisti della scorsa edizione.

– PORTO ROTONDO

– Va a Maurizio Costanzo il premio intitolato ad Olimpia Matacena, un riconoscimento speciale – nel nome della donna per molti anni anima organizzativa dell’evento – attribuito a personalità del mondo della comunicazione inserito per il terzo anno all’interno del Premio Navicella dedicato alle personalità sarde, di nascita, origine o adozione, che abbiano dato lustro all’Isola a livello nazionale e internazionale. La scelta della giuria è caduta sul giornalista e conduttore televisivo, ideatore di format di successo. La cerimonia di premiazione è in programma sabato 8 settembre nel teatro Mario Ceroli di Porto Rotondo.
Le sette Navicelle invece andranno allo scrittore Gesuino Nemus, vincitore del Campiello opera prima nel 2016, alla giornalista del Corriere della Sera, Elvira Serra, alla campionessa di apnea Chiara Obino, al musicista e compositore Enzo Favata, al cantante Valerio Scanu, al regista Peter Marcias e alla ricercatrice oncologa Lia Palomba. Tutti ambasciatori della Sardegna nel mondo: con le parole, la musica, lo sport, l’arte, hanno raccontato il cuore e l’identità dell’isola.
SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

– VENEZIA

– Attimi di quotidianità nella Parigi degli anni ’30, con lo sciopero degli operai di una grande fabbrica di automobili o la corsa di un bimbo con sottobraccio una baguette, fino al ritorno a casa dei soldati nel ’45; momenti di speranza, di “normalità”, di umanità, con particolare attenzione alle classi più povere, ma anche di profondi cambiamenti che attraversano la capitale e la provincia francese dagli inizi degli anni ’50 alla fine degli anni ’90. Ma nelle immagini di Willy Ronis (1910-2009), uno dei massimi interpreti della fotografia del ‘900 d’Oltremanica a cui Casa Tre Oci, a Venezia, dedica una retrospettiva (fino al 6 gennaio prossimo), ci sono le testimonianze dei suoi viaggi nel mondo, anche in Italia e a Venezia, città che scoprì nel 1938 e poi nel 1959, due anni dopo aver ricevuto la medaglia d’oro alla Mostra Internazionale Biennale di fotografia.
– NEW YORK

– Il gigante del denim a stelle e strisce sfida il presidente Donald Trump sulle armi facili: Levi Strauss & Co. ha annunciato una serie di iniziative a sostegno dei gruppi che si battono per contenere le frequentissime stragi provocate negli Usa dalle armi da fuoco. “Non possiamo più restare in silenzio davanti a una crisi che minaccia il tessuto delle comunità in cui viviamo e lavoriamo”, ha scritto Chip Bergh, ad e presidente della storica azienda, in una lettera su Fortune: “Gli americani non dovrebbero vivere nel terrore della violenza da armi da fuoco. E’ un tema che ci riguarda tutti”.
Sfidando i dazi imposti da Trump, la Harley Davidson è stata la prima icona Usa a contestare le politiche del presidente minacciando di emigrare all’estero. Recentissima poi la protesta di Nike che ha scelto l’ex campione del football americano ribelle Colin Kaepernick per la sua nuova campagna pubblicitaria “Credere in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto”, attirandosi gli strali del presidente.
“Iena con parrucca spettinata #redazioneiene #leiene #comingsoon dajje inchieste in arrivo. #mancapoco”. E’ il messaggio allegato allo scatto di Nadia Toffa, sul suo profilo Instagram che ha condiviso pubblicamente dove la si vede al lavoro nella redazione del programma di Italia 1, la cui nuova stagione parte nei prossimi giorni.
La iena che sta combattendo con coraggio la sua battaglia contro il cancro è ritratta con lo sguardo intento a leggere qualcosa verso il basso, con la divisa ‘d’ordinanza’ ovvero la consueta giacca nera, la camicia bianca e la cravatta caratteristiche. Tantissimi i commenti dei fan in delirio per lo scatto di bentornata tra questi: “Ciao Nadia, sei una guerriera, non mollare. Ti aspettiamo”. Toffa, colpita da un malore mentre si trovava a Trieste nel 2017, dopo essere stata portata in elicottero al san Raffaele, ed essersi sottoposta a una serie di cure era rientrata a lavoro, ma successivamente si è presa una pausa a cui era seguito un lungo silenzio sui social dove è sempre stata molto attiva, poi negli ultimi mesi era tornata a farsi sentire dai suoi fan annunciando l’imminente ritorno in trasmissione.
– FIRENZE

– La facciata della basilica di San Miniato a Firenze scenario iridescente di un teatro del luogo nello spettacolo ‘Dal Monte una luce aurorale’ del regista Giancarlo Cauteruccio in scena l’8 e il 9 settembre. L’opera, dedicata alle celebrazioni per il millenario di S.Miniato, è la seconda edizione del progetto Drammaturgia dello spazio – per un teatro dei luoghi, di Teatro Studio Krypton.
La facciata della basilica sarà un fondale dinamico, architettura di luce davanti alla quale il corpo dei performer dà vita al racconto di forme, elementi, simboli e misteri, per una drammaturgia audio-visuale di forte impatto percettivo. La performance è un’intensa sollecitazione sensoriale che favorisce il volo percettivo, il quale attraverso la vibrazione della luce, unisce la profonda spiritualità di San Miniato alla città ed esalta la peculiarità della basilica: il divino che si rispecchia nell’umano attraverso la perfezione delle forme geometriche.
Lo spettacolo comincia con il lavoro degli uomini, ‘costruttori’, portatori di scienza, operai che con fatica, pietra su pietra, edificano una fabbrica destinata ad attraversare i millenni. Gli allievi del laboratorio di teatro/architettura, coordinati dalla coreografa Margherita Landi, aprono la prima scena, lavorando con terra, pietra e legno per mostrare la volontà umana di cercare la connessione tra cielo e terra. Una torre/scultura lignea, posta al vertice della scala santa, è la simbolica soglia di accesso. Da questa torre prende vita la videoproiezione, che genera il mapping visuale ideato da Massimo Bevilacqua e guidato dalla colonna sonora di Alessio Bianciardi con brani di Giusto Pio, recentemente scomparso. L’attore Roberto Visconti accompagna il pubblico nelle visioni, interpretando un testo del regista, mentre la cantante-performer Chiara De Palo interpreta lo spazio come luogo speciale di meditazione, attraverso la voce e l’azione minimale e geometrica.

– PESARO

– Chiese di essere ricordato come “cantante lirico” Luciano Pavarotti prima di morire nel 2007. Lo ha premesso Stefano Gottin, presidente della WunderKammer Orchestra, spiegando il motivo del convegno “Luciano Pavarotti, le ragioni di un mito: a Pesaro, l’omaggio a una delle grandi voci del XX secolo”, dedicato al grande tenore. Si svolgerà, in collaborazione con Ente Olivieri e Comune di Pesaro, l’8 settembre nella Sala Rossa municipale con autorevoli relatori e testimoni diretti della carriera e dell’arte di “uno dei più grandi tenori del XX secolo la cui popolarità planetaria, come avvenuto per Enrico Caruso e Beniamino Gigli, si è elevata a mito facendo di ‘Big Luciano’, dagli anni ’80 in poi, non solo uno dei personaggi più famosi del mondo ma un’icona di rilevanza storica”. Il mito però, ha osservato Gottin, “si autoalimenta e finisce per porre sullo sfondo le ragioni che l’hanno determinato. Di qui l’esigenza di documentare quell’arte e quella carriera che sono state alla base del mito”.
– MANTOVA

– Raccontare la violenza domestica subita o a cui hanno assistito uomini, donne, disabili, ragazzi e ragazze. E’ l’ampio respiro che Simonetta Agnello Hornby riesce a dare nella performance/work in progress ‘Credevo che’, in cui sarà in scena con la regista e vocalist jazz Filomena Campus, domani a Palazzo Ducale a Mantova.
“La crudeltà è in tutti. Dobbiamo sospettare di tutto e tutti ma possiamo fare anche molto. Dobbiamo tornare al sistema Gingerbread, la onlus inglese nata nel 1916 per aiutare le vedove di guerra con bambini che oggi potrebbe funzionare per le donne maltrattate a cui va data la possibilità di rifarsi una vita. Il principio è quello di una famiglia che si prende in casa un’altra famiglia che ha bisogno di supporto, solidità, amore e allegria. Anche in Italia, facciamo il nostro Gingerbread che ovviamente deve essere supportato dai servizi sociali. E’ una sorta di do ut des costruito e organizzato. I rifugi per donne maltrattate nati negli anni ’60 funzionano per brevi periodi, sono positivi all’inizio e poi negativi” dice all’ANSA la Agnello Hornby al suo arrivo al Festivaletteratura, che si apre oggi a Mantova.
Scrittrice bestseller, avvocato dei casi di minori, l’autrice de ‘La Menullara’, 73 anni vissuti con grande energia, nello spettacolo parla di storie conosciute e affrontate in 30 anni di professione. Otto casi tra i quali quello della siciliana Franca Viola che nel 1963, a 16 anni, ebbe il coraggio di denunciare il suo stupratore e sfidare la morale del tempo. E anche le violenze subite da Franca Rame raccontate da Filomena Campus.
“Ho scritto una canzone dedicata alla Rame e un’altra dedicata ad alcune figure femminili sarde” racconta la Campus.
“Non avrei fatto questa performance, che abbiamo realizzato anche in inglese e messo in scena a Cardiff dove ha avuto un buon feedback, se non avessi incontrato Filomena. Era da tempo che volevo fare qualcosa sulla violenza domestica ma non sapevo da dove cominciare per non spaventare il pubblico con argomenti forti e tristi. Io non pagherei per andare a sentire un’ora di tristezza e denunce. Ma con Filomena che canta, è una vocalist jazz, funziona. Siamo riuscite a fare uno spettacolo da portare in giro” sottolinea la scrittrice-avvocato che ha un figlio disabile.
E ‘Credevo che’, annuncia la Hornby, diventerà uno spettacolo teatrale prodotto da Feltrinelli, a cui va riconosciuto il merito di investire in questo progetto, con la regia di Daniele De Plano, con video proiezioni e una colonna sonora, e 30 tappe previste nel 2019. E anche un mio libro con altre storie che sarà diverso dal testo scritto per il teatro, che uscirà sempre per Feltrinelli”.
Nella performance anche la storia di una ragazza di 27 anni, che faceva volontariato per i bambini africani e si occupava di cani maltrattati, che teneva prigioniero e torturava il suo ragazzo . Finchè i vicini hanno sentito le urla del suo compagno, lei ha ammesso ed è stata in prigione per 7 anni. “Una storia che non ha fatto notizia in Inghilterra perchè oggi la violenza della donna contro l’uomo non è più inconsueta. Sono 2 milioni e 200 mila gli inglesi sopra i 16 anni , su una popolazione di 30 milioni, che hanno subito o assistito a violenze. E non ho dubbi che sia così anche in Italia” spiega la Agnello Hornby. C’e’ anche un caso di vent’anni fa di una donna disabile che obbligava un uomo portoghese, marito della sua governante, ad un certo tipo di prestazioni sessuali minacciandolo che se avesse rivelato tutto lo avrebbe accusato di molestie. E ci sono anche le denunce di violenze che non ci sono state. Ma quello che ha ispirato la scrittrice a fare tanto per la violenza è stata la terribile vicenda della figlia di un cugino di sua madre, che lei aveva avuto ospite a Londra nel 1977 e che poi non aveva più incontrato, “uccisa dal suo fidanzato, tagliata a pezzi e messa nel freezer. Mi sono sentita in colpa, avrei dovuto capire che era vulnerabile”. La Hornby si dice anche “perplessa dell’omertà di persone che accusano oggi per cose avvenute trent’anni fa. Nel mondo ci sono cose orribili e cose bellissime e quelle orribili devono essere denunciate e dobbiamo prevenirle. Il lavoro deve essere fatto a monte” dice la Agnello Hornby che sta lavorando a un nuovo romanzo che sarà il seguito di ‘Caffè amaro’ (Feltrinelli).
– MOSCA

– Ornella Muti vuole avere la cittadinanza russa. Lo racconta l’attrice stessa alla governativa Russiskaya Gazetta, precisando che non si tratta di “un capriccio”. “Io capisco la Russia, le sono grata e sono fiera di stare qui”, ha dichiarato Muti nell’intervista, ricordando che i suoi avi erano di San Pietroburgo. “I tg italiani raccontano una Russia diversa da quella che vedo con i miei occhi”, prosegue l’attrice (che ha acquistato una casa nel centro di Mosca ed è impegnata in diversi progetti culturali).
Non è la prima volta che Ornella Muti dichiara di voler prendere la cittadinanza russa (cosa peraltro difficilissima per gli stranieri, a meno d’intercessioni da parte delle ‘alte sfere’).
VENEZIA – I film che dirigo “sono come capitoli di un’autobiografia immaginaria. Nella vita è difficile toccare la verità, grazie alla finzione mi sembra ci si riesca più facilmente. Prendo spunto dalla realtà, da quello che conosco e lo rielaboro”. Lo spiega Valeria Bruni Tedeschi parlando del suo nuovo film da regista e protagonista, I villeggianti, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia fuori concorso e in sala dal 20 dicembre con Lucky Red. Il ricco e ottimo cast comprende amici come Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Pierre Arditi, Yolande Moreau, Noemie Lvovsky, oltre alla vera mamma (Marisa Borini), la zia Gigì e la figlia adottiva dell’attrice e regista, Oumy, di origine senegalese, che oggi ha quasi 10 anni.Anche stavolta verità, finzione e autobiografia familiare si mescolano e la prospettiva si amplia, con in scena ben 21 personaggi, durante un’estate al mare in una bellissima casa in Costa Azzurra. Anna (Bruni Tedeschi), in piena preparazione del nuovo film, non si rassegna alla rottura con il suo compagno attore (Scamarcio), che la vuole lasciare per un’altra donna. Tra famiglia e servitù vengono fuori verità, traumi (tra i quali una molestia che Anna ha subito da bambina), amori improvvisi, dolori, rabbia, lutti, nuovi inizi. “La sfida era raccontare un microcosmo che sembra protetto ma non lo è – dice la regista -. Le storie di 21 personaggi, i loro rapporti sociali, l’erotismo, con l’eco del mondo intorno”.Valeria Golino, grande amica dell’attrice e regista, interpreta la sorella di Anna, Elena, sposata a un industriale senza troppi scrupoli (Arditi), che anni prima l’aveva fatta abortire. Ha mai chiesto a sua sorella Carla Bruni di recitare il ruolo? “Glielo chiedo sempre, ma lei non vuole far l’attrice, o meglio l’ha fatto solo per Woody Allen. Però Valeria (Golino) ormai fa parte del clan familiare, non avrei potuto immaginare il film senza di lei”. “Sono la seconda scelta – scherza l’attrice -. Con Valeria come regista ti liberi dei tuoi limiti e delle tue paure, ti senti protetta. Ti affidi a lei, a volte mi fa molto arrabbiare, con lei posso essere al mio peggio senza vergognarmi. Poi lavora con persone straordinarie. Mi ha aiutato molto vedere come dirige gli attori prima di girare il mio film da regista”.Anche Riccardo Scamarcio si sente senza difese con Valeria Bruni Tedeschi: “Per lei faccio tutto quello che chiede, sono disarmato. Per questo ho cercato all’inizio di non farlo questo film, dando buca due volte ai provini a Parigi. Lei però è venuta da me a Roma”. Per il modo in cui gira “mi ricorda Woody Allen, c’è la base solida della sceneggiatura, ma vuole anche la spontaneità”. Bravissima anche la figlia, Oumy Garrel Tedeschi (presente come tutto il cast anche in conferenza stampa): “Rappresenta l’unica persona adulta della storia, volevo prendere la sua verità e lasciarla libera. Sono rimasta allibita al montaggio dalla sua potenza e lei ora dice che è il personaggio principale” afferma la regista.Nel primo incontro con la stampa si tocca anche il tema del #metoo: “La causa la trovo giusta, ma per quanto riguarda il cinema sul tema molestie, credo si esageri un po'”, dice Bruni Tedeschi. “Forse anche perché nella mia giovinezza ho lavorato molto con omosessuali, io non ne ho mai subite di molestie. Comunque il movimento è molto benefico nel mondo per tanti settori in cui le donne sono abusate, maltrattate e malpagate, una disparità quest’ultima che è assurda anche nel cinema”. Nell’arte “non ci devono essere essere delle quote, non mi piacerebbe essere messa in concorso perché sono una donna, sarebbe una vergogna. In altri settori, però, trovo che le quote siano giuste perché obbligano con delle regole l’essere umano che è spesso ottuso a essere equo e a non discriminare”. Qualche rammarico per non essere in concorso? “Per me l’arte non è competizione – risponde dopo un sorriso sornione – ma il concorso ti regala un’elettricità diversa”.

venezia – “L’amore è una cosa imperfetta” dice a un certo punto il protagonista di ‘Nuestro Tiempo’ di Carlos Reygadas interpretato dallo stesso regista e dalla sua bellissima moglie (Natalia Lopez). Una sorta di Amarcord che arriva dal Messico, proprio come ‘Roma’ di Alfonso Cuaron, allusivo o forse vagamente autobiografico, dedicato all’amore in crisi di una coppia ‘aperta’ interpretata dal regista e dalla sua compagna. Una coppia che vive in una grande fattoria, con tanto di allevamento di aggressivi tori, immersa nella natura selvaggia del Messico. In concorso in questa 75/a edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, ‘Nuestro Tiempo’, nonostante la durata di poco meno di tre ore (173 minuti) e il compiacimento estetico di lunghe sequenze (una è dedicata a un motore di un auto in marcia), non ha visto fughe dalla sala. Anzi, a fine proiezione, tanti convinti applausi.Un grande e coraggioso film, quello del regista messicano, che mette ambiguamente in gioco se stesso e la sua famiglia nel segno di una verità, quella dell’amore, difficile da decifrare. “Non ho scritto questo film per me e mia moglie – ci tiene a dire dopo ripetute domande -. Natalia, mia moglie, è arrivata a questo progetto perché non trovavo un’attrice adatta e la stessa cosa per il protagonista maschile che alla fine ho deciso di fare io. Non ho certo un problema con la mia privacy, né di far vedere la nostra camera da letto e le nudità. Il fatto se siamo noi davvero o no – conclude – è del tutto secondario”. Nel film un poeta Juan (Reygadas) e la moglie, Ester (Lopez), sono appunto una coppia “aperta, ma felice con tre figli. Vivono in una fazenda in mezzo alla straordinaria natura messicana tra mille cose da fare. Quando però il ‘liberale’ Juan si accorge che la moglie sta vivendo una relazione con Phil, giovane allevatore di cavalli, tutto scoppia. Per il poeta il fatto che Ester non gliene abbia mai parlato è il vero tradimento e così Juan torna ad essere il più tradizionale degli uomini (controlla il telefonino della moglie e la spia appena può). Non solo, cerca di recuperare il loro rapporto attraverso appassionate lettere indirizzate sia ad Ester che al suo amante Phil. E questo in un crescendo di gelosia, passione, scene hard con protagonista la moglie, vojeurismo (Juan assiste più volte al sesso tra i due amanti) e relative umiliazioni del protagonista solo per parlare sulle difficoltà dell’amore, della sua relativa e della sua inevitabile corruzione nel tempo.”Non vedevo da anni quello sguardo che tu regali a Phil, neppure me lo ricordavo” dice a un certo punto Juan a se stesso con la morte nel cuore. Sulle quote rosa nel cinema, infine, Reygadas è scettico: “difficile parlare di queste cose. Anche del Giappone c’è solo un film in concorso e sempre pochi film latino-americani, insomma mi sembra che il problema sia più complicato “.

– TRENTO

– È ‘Nuove generazioni’ il tema scelto per la 21/a edizione del Religion Today Film Festival, concorso cinematografico trentino dedicato alle religioni, internazionale e itinerante. La nuova direzione artistica è affidata ad Andrea Morghen e tra le sorprese in programma ci sono nuovi ospiti d’eccezione, tra cui Vidur Bharatram, pronipote di Mahatma Gandhi, e il battesimo di un nuovo riconoscimento, il Premio alla carriera, che sarà assegnato a Terence Hill.
Il Festival ha scelto per questa anteprima la Mostra del Cinema di Venezia per annunciare che dal 4 all’11 ottobre a Trento porterà 62 film in concorso, tra documentari, cortometraggi e film a soggetto, provenienti da 28 Paesi del mondo, selezionati tra 450 iscrizioni. Esplorano credenze, attese e valori delle giovani generazioni, storie di migrazione e di dialogo interreligioso e lo sguardo femminile nelle religioni. A misurarsi in questo cammino di ricerca in prima fila ci saranno giovani artisti, film-maker, registi, studenti di cinema.
– NEW YORK

– Kevin Spacey non sarà perseguito per accuse di presunti reati sessuali commessi nel 1992. Lo ha stabilito il tribunale di Los Angeles specificando che il reato è andato in prescrizione per lo stato della California. Lo scorso aprile, gli inquirenti avevano confermato che era stata aperta un’indagine sull’ex star di ‘House of Cards’ in seguito ad un caso di abusi sessuali ai danni di un uomo avvenuti appunto negli anni ’90. All’epoca, tuttavia, la presunta vittima era maggiorenne.
Resta invece sotto indagine un altro caso avvenuto presumibilmente nel 2016. Il tribunale di Los Angeles ha fatto cadere le accuse anche per l’attore Steven Seagal. Anche nel suo caso il presunto reato, che risale al 1993, è andato in prescrizione.
– NEW YORK

– Angelina Jolie vorrebbe non aver mai iniziato una relazione con Brad Pitt. Lo scrive Hollywood Life citando una sua fonte. In piena battaglia per il divorzio e la custodia dei figli, il sito di intrattenimento dice anche che Jolie, 43 anni, vorrebbe Brad, 54 anni, fuori dalla sua vita per sempre e persino dimenticare che sia mai esistito.
Tuttavia, l’attrice è ben consapevole che a causa dei figli l’ex marito sarà sempre una parte della sua vita ancora per lungo tempo. Ancora Hollywood Life scrive che il divorzio si starebbe rivelando particolarmente stressante per la Jolie, che ha perso molto peso.
– NEW YORK

– Le collezioni di arte e di cimeli di Hollywood di Robin Williams, morto suicida 4 anni fa dopo aver appreso di avere una grave malattia neurodegenerativa, saranno disperse da Sotheby’s a New York il 4 ottobre, ma prima, dall’11 al 14 settembre, saranno accessibili al pubblico a Los Angeles nella sede della casa d’aste.
Si va dalla maglietta che si illumina di rosso con la foglia dell’acero che Williams indossò durante la serata degli Oscar del 2000 (prezzo di base duemila dollari) per passare a opere d’arte da centinaia di migliaia di dollari: tra queste un cavallo di bronzo creato dall’artista Deborah Butterfield (280 mila dollari). Una scultura di Niki de Saint-Phalle donata da Robin alla seconda moglie Marsha Garces potrebbe salire a 450 mila, mentre per “Happy Choppers” di Banksy la stima è di 600 mila dollari. “Non ci consideravamo veramente dei collezionisti”, ha spiegato Marsha che è stata sposata con Williams dal 1989 al 2010. “Sceglievamo opere che ci facevano ridere o pensare”.
– VENEZIA

-Da David Cronenberg oggi al Lido un inno a Netflix, nella sua masterclass condotta da Giulia D’Agnolo Vallan nel pomeriggio in Sala Perla. Cita così tante volte la piattaforma streaming che, alla fine, ci scherza su e dice: “Sembra quasi un promo di Netflix il mio. Scrivetelo pure, è tanto che non lavoro. Chissà che non mi propongano qualcosa”. Ma dal regista de ‘La mosca’ e ‘Videodrome’, che domani riceverà il Leone d’oro alla carriera cui seguirà la proiezione di ‘M. Butterfly’ (1993), tanti i temi emersi nell’incontro con il pubblico e tutti nel segno della modernità. Eccone, in sintesi, alcuni. NETFLIX – Non è vero che oggi ci sono troppe piattaforme in giro. Per me vanno bene queste rivoluzioni al cinema che cambiano tutto. E non capisco proprio l’atteggiamento di Cannes verso Netflix, anche se lì sicuramente pesa molto il diritto francese sugli audiovisivi. Il cinema è sempre stato sconvolto dai cambiamenti e non bisogna avere nostalgia di quello del passato. Quello in sala diventerà come oggi è il vinile per la musica o come la macchina da scrivere per il computer. Su Netflix poi non ci sono spot e questa è una cosa non da poco come il fatto che diffonde le sue opere in 190 paesi. SALE CINEMATOGRAFICHE – Ho visto ultimamente ‘La forma dell’acqua’ di Del Toro in casa sul Blu-ray sul mio schermo da 50 pollici, poi mi è capitato di vedere lo stesso film al cinema e devo dire che, alla fine, ho avuto un esperienza migliore in casa. Siete così benvenuti a casa mia a Toronto: l’indirizzo è Park Avenue 31. SERIE TV – Nelle serie tv la fruizione si avvicina a quella del libro. Ho scritto un romanzo dal titolo ‘Divorati’ e sarebbe bello se se ne facesse una serie tv, ma non certa realizzata da me. Una serie tv poi va avanti per tre anni e anche per questo è molto simile al romanzo, alla letteratura. TECNOLOGIA – Quando ero bambino la cosa più tecnologica era la radio che ora sta sparendo. C’erano le serie radiofoniche e allora ci lavorava gente come Orson Welles. REALTA’ VIRTUALE – Ho un problema con la realtà virtuale, soffro di mal di mare dopo solo tre minuti e vomito, ma penso che sia comunque un modo interessante di fare un film. REMAKE – E’ vero, i remake sono il segno di una certa sterilità di Hollywood: di ‘E’ nata una stella’ siamo ormai alla quarta versione. LA STRADA DI FELLINI – Da bambino ogni sabato andavo al cinema. Una volta uscii dalla sala e dal cinema di fronte vidi tanti adulti che piangevano. Andai subito a vedere cosa c’era in programmazione: era La strada di Fellini. Quando vidi questo film, anni dopo, piansi pure io. FILOSOFI – Adoro gli esistenzialisti come Sartre, mentre ho un problema con Martin Heidegger perché era nazista e antisemita e io, come si sa, sono ebreo.

VENEZIA – ’22 LUGLIO’ di Paul Greengrass, in concorso alla 75/ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ci racconta la strage di Utoya (Norvegia) del 22 luglio 2011 dove 77 persone furono uccise dal giovane estremista Behring Breivik, dedicando tanto spazio a questo ragazzo dell’ultra-destra più che al suo doppio attentato: prima a Oslo con un’auto bomba e poi a Utoya con le relative vittime. E questo non a caso, come ha spiegato al Lido il regista: “Inizialmente volevo fare un film sull’immigrazione, sui migranti da girare a Lampedusa. Poi ho pensato che sarebbe stato più efficace trattare lo stesso argomento, ma dal punto di vista dell’avanzata della destra in Occidente e in Europa. Un’avanzata nata con la crisi economica del 2008 e che è poi sempre più cresciuta. Quello che è successo a Utoya – dice – è stato un momento rivelatore e sono orgoglioso di aver fatto questo film che si può vedere come una forma di meditazione e di indicazione sul come si possa vincere questa battaglia”.Nel film, targato Netflix (che lo distribuirà dal 10 ottobre) e basato sul libro di Asne Seierstad dal titolo ‘Uno di noi’, le dichiarazioni nel segno del sovranismo e contro l’immigrazione e multiculturalità fatte da Breivik (Anders Danielsen Lie) che si definisce un membro dei Templari pronto a una guerra e fa il saluto nazista. Ma anche, parallelamente al processo al neonazista, la lenta guarigione di una delle sue vittime (interpretato da Jonas Strand) che non mancherà di testimoniare al processo con un intervento molto commovente.Va detto che sulla strage di Utoya era passato al Festival di Berlino un’altra opera speculare a quella di Greengrass, U-July 22 di Eric Poppe, ovvero 72 minuti (l’esatto tempo della strage) di piano sequenza con video camera a mano, ma tutti dedicati alla mattanza degli studenti sull’isola. Sulle scene di violenza del film spiega il regista:”dopo aver parlato con i genitori delle vittime mi sono reso conto che loro volevano si capisse esattamente quello che era successo, che non fossi troppo edulcorato, ma alla fine ho creduto che bisognasse essere allo stesso tempo molto rispettosi”. Ma il messaggio di Greengrass, non nuovo ad opere che affrontano temi reali a sfondo politico come United 93, è chiaro: “Il cinema – dice – deve guardare con coraggio alla realtà così come è e dove sta andando, e indicare anche come questa realtà si possa affrontare”.

– BOLZANO

– ‘Sangue giusto’ di Francesca Melandri scala le classifiche nel mondo di lingua tedesca. Con il titolo “Alle, außer mir” il romanzo, una storia di una famiglia italiana ma anche una storia di migrazione, in appena nove settimane ha venduto 60.000 copie e attualmente è in ottava ristampa, attirando l’attenzione di Zeit, Faz e Spiegel che lo definisce “un grande romanzo”.
“‘Sangue giusto’ è stato nominato per il premio Strega e mi sta dando soddisfazioni anche nel mio paese, l’attenzione nei paesi di lingua tedesca mi riempie davvero di gioia”, racconta la scrittrice ai margini del conferimento del Grand’Ordine di Merito della Provincia di Bolzano. “I miei libri, che spesso hanno una grande base storica, si misurano nel lungo periodo.
‘Eva dorme’ – aggiunge – lo ho sempre chiamato un libro diesel, partito lento ma che sta andando ancora molto bene. Ed è così un po’ per tutti i miei libri”. Melandri ora è in partenza per un giro di incontri pubblici in Germania, Austria e Svizzera.

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Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Tempo di lettura: 54 minuti

DALLE 10:20 DI LUNEDì 03 SETTEMBRE 2018

ALLE 10:40 DI MERCOLEDì 05 SETTEMBRE 2018

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: SOMMARIO

Camilleri si racconta in Ora dimmi di te
Lunga lettera alla pronipotina Matilde

Don’t Worry’, Phoenix tra alcol e vignetteIn sala il film di Gus Van Sant

Arte: progetto Cramum ricorda FontanaMostra e libro sull’essere giovani oggi

Roberto Minervini, raccolgo l’urlo dei neri d’AmericaRegista, film urgente per mia coscienza bianca, spari sul set. 7 minuti di applausi

Ozzy Osbourne, Bologna nel tour di addioAlla Unipol Arena accompagnato dai Judas Priest

Subsonica in collegamento con MilanoAnteprima legata al nuovo album ‘8’, il primo dopo 4 anni

Successo ‘Noce di Benevento’ a JesiSei cantanti donne in ‘opera da salotto’ di Balducci

Bahrami e Rea portano Bach in AsiaPer i due pianisti tappe in Thailandia, Cina e Giappone

Calbi nuovo sovrintendente Fond. IndaScelto tra tre nomi indicati da istituto siracusano

Tintoretto secondo J Pombo a VeneziaAlla Scuola di San Rocco confronto tra ‘Strage degli innocenti’

Barbari a Festival Medioevo di GubbioMigrazioni, diversità e identità i temi della IV edizione

Alvaro Soler, la vita è un mar de coloresDa ‘La cintura’ al nuovo album. A maggio “grande show” ad Assago

Vinicio Capossela a CasertavecchiaIl 5/9 al via i concerti di Settembre al Borgo edizione 46

Martha Argerich apre il Bologna FestivalAl via l’11 settembre, la pianista argentina suonerà Schumann

Salvo Sottile, torno con speciale Prima dell’AlbaSu Rai3 via con prima time dal 5 settembre, poi nuovo ciclo

Temptation Island Vip al via con VenturaNel cast da Marini con Baldassarri a Bettarini con Larini

Abu Dhabi, è giallo Salvator MundiL’annuncio del museo tra nuove ricerche sul ruolo di Leonardo

Guaccero, a Detto fatto suggerimenti da mamma singleDal 10 settembre su Rai2 al posto di Caterina Balivo

Addio Katyna Ranieri, vedova di OrtolaniCon More unica cantante italiana nella notte degli Oscar

Tendenze colori, nuovo rosso è il fucsiaVa anche rosa come abito-piume Valentino per Lady Gaga a Venezia

Doppio disco platino per Baby KOltre 75 milioni di visualizzazioni per la hit estiva

Servillo, il teatro lavora nelle coscienzeA Giornate e in sala con docu su ‘Elvira’. Nuovo film con Igort

Mary Shelley, l’amore e la gioventùRilettura di Haifaa Al Mansour con Elle Fanning

Cher, il 28/9 esce Dancing QueenRaccolta dei più grandi successi degli Abba

‘Una Voce per l’Europa’ compie 50 anniA Cervia 24 cantanti il 6/9, giuria presieduta da Vince Tempera

Torino Spiritualità indaga ‘no gentile’Bray, no a rassegnazione e paura oggi molto presenti nel Paese

Il premio ‘Città di Marineo’ a SabatiniPer la poesia premiato Romano, per opere in siciliano Cannella

Copyright, campagna industria musica UkIniziativa #LoveMusic, Parlamento Ue decide il 12 settembre

Festival d’autunno, l’arte a SutriSindaco Sgarbi apre il Museo di Palazzo Doebbing con 10 mostre

Sfilate NY con Tom Ford e 10 Corso ComoRihanna, lingerie per tutte le taglie. Ricordando Kate Spade

Una mostra omaggio a Fausto PirandelloEsposte anche opere di Capogrossi, Carena e Cavalli

Chanel a dicembre sfilerà al MetL’ultima volta al museo fu nel 1982 per Valentino

Nozze Ferragnez, boom su InstagramTwitter ha sfornato oltre 94 mila post, record per il bacio

Scala: dopo 11 anni Bolshoi a MilanoTra i protagonisti l’ètoile Svetlana Zakharova

B come sabato, il lato umano del calcioDal 15/9 con Delogu, Corsi e Mazzocchi dalle 13.30 e su Radio2

‘Venice Glass Week’, ecco arte vetraria180 eventi per far conoscere centralità vetro, anche economica

Tex in mostra a Milano, 70 anni del mitoDal 2 ottobre al 27 gennaio al Museo della Permanente

‘Portici di carta’, logo evento è salvoOk Fondazione libro a utilizzo,torna a Torino libreria più lunga

A Milano torna l’educational della VerdiProgetto coinvolge decine di migliaia di persone, non solo bimbi

Il Progetto per la bellezza di CucinelliNel borgo di Solomeo parchi industria, oratorio laico e agrario

‘Ammutinamenti’, danza urbana a RavennaDall’8 al 18 settembre giovani talenti e artisti affermati

Celestini, ecco armata senzatettoLibro con Albanese, il 5/9 evento sold out a Festivaletteratura

Canale 5 torna su Sky, sul tasto 105A breve sul satellite anche gli altri canali gratuiti Mediaset

Torna la Celebrity Fight NightStar insieme per sostenere azione Andrea Bocelli Foundation

‘Così parlò Bellavista’ al San Carlo26 settembre, cult De Crescenzo con Gleijeses, Siani produttore

Ascanio Celestini, ecco l’ armata dei senzatetto inclusi noiLibro con Albanese, il 5/9 evento sold out ad apertura Festivaletteratura di Mantova

Incassi, in testa Hotel Transylvania 3Seguono debutti Mission Impossible, Resta con me, Bosco 100 acri

Verdone e Cortellesi vincono i KineoPremio anche a giovani talenti come Arnera, Scholey, Belmondo

Venezia, Pepe Mujica, un piano Marshall per i migrantiEx presidente Uruguay non fa photocall al Lido, non sono star

Serie Tv Savoia, a Venezia 10 finalistiSelezionati tra 247 autori. Al miglior progetto 50mila euro

L’armadillo al Lido, Zerocalcare non c’èProduttore Procacci, non è contro il film, fa parte sua natura

Matt Smith è Charles MansonA Orizzonti con Charlie Says. Lo aspetta Star Wars 9

Nemes, racconto suicidio Europa del ‘900In concorso al Lido il film ungherese ‘Sunset’

Venezia, +9% biglietti a metà festivalTante proiezioni sold out, bene accredito speciale giovani

Nel film First Man ‘manca bandiera Usa’Famiglia Armstrong, film non anti-antiamericano. Aldrin, insulto

Schnabel, da pittore racconto van GoghIn corsa per il Leone d’oro At Eternity’s Gate con Willem Dafoe

A Venezia un ‘doppio’ Amos GitaiIl regista, oggi in Israele un governo orribile

Servillo, teatro lavora nelle coscienzeAlle Giornate e in sala con documentario su ‘Elvira’ di Jacques

Liliana Segre, l’indifferenza uccide1938 – Diversi di Treves, testimonianze a 80 anni leggi razziste

Cavani, protesta antigoverno è ignoranteAlla regista il Premio ‘Bresson’. ‘Sto preparando nuovo film’

Acusada, giustizia e delitto digitaliIn concorso al Lido il legal-thriller argentino di Gonzalo Tobal

Natalie Portman popstar stile MadonnaL’attrice, in America tanta violenza anche nelle scuole

Festa 30 anni ‘Caruso Pascoski’ di NutiProiezione in piazza e tra ospiti Athina Cenci e Sabrina Ferilli

Marinelli, i ricordi ci travolgonoAttore con Linda Caridi in film di Mieli a Giornate autori

Von Donnersmarck, omaggio all’arte liberaOpera senza autore, regista Le vite degli altri in gara al Lido

Wiseman, ecco l’America che vota TrumpRegista, ‘Monrovia, Indiana’ film politico in maniera indiretta

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

L’ARTICOLO:

Una lunga lettera alla pronipotina Matilda che diventa un’autobiografia scritta con la sincerità del cuore. C’e’ tutto Andrea Camilleri in ‘Ora Dimmi di te’ arrivato in libreria per Bompiani. Nel libro, il papà di Montalbano, che il 6 settembre compirà 93 anni, si racconta a una bambina di 4 anni perchè non vuole che “quando lei sarà grande” siano altri a farlo.
L’incontro con Orazio Costa, “il mio solo e unico maestro, non solo un maestro di regia ma un maestro di vita”, il grande amore per la moglie Rosetta che “è stata la spina dorsale della mia esistenza e continua ad esserlo”. La scuola negli anni del fascismo con i maestri che ripetevano le parole d’ordine “credere, obbedire, combattere” e poi il colpo di grazia alla sua fede fascista nella primavera del ’42 durante il raduno internazionale della gioventù nazifascista al Teatro comunale di Firenze, uno spettacolo teatrale alla presenza del gerarca Pavolini e una strage di mafia a Porto Empedocle. Camilleri bisnonno ripercorre per Matilda gioie, dolori, errori e disillusioni, si mette a nudo con semplicità, humor e coraggio. Racconta gli anni del teatro “che mi cambiò il carattere”. E poi la sua avventura di scrittore che per dieci anni vide rifiutato il suo primo romanzo ‘Il corso delle cose’, scritto nel ’68 per mantenere una promessa fatta al padre prima che morisse, quella di scriverlo come glielo aveva raccontato, “mischiando dialetto e lingua”. In ‘Ora dimmi di te’ spiega anche che più che uno scrittore lui si considera un contastorie, “cioè uno che esaurisce nel piacere della narrazione ogni sua possibilità di espressione”. “In Italia si ha l’ambizione di creare cattedrali, a me piace invece costruire piccole disadorne chiesette di campagna” sottolinea Camilleri che con i suoi romanzi pubblicati da Sellerio ha venduto 18 milioni di copie in Italia e con la trasposizione televisiva delle inchieste di Montalbano, finora ha superato in Italia il miliardo e duecentomilioni di spettatori, come lui stesso ricorda nel libro.
Toccante il ritratto di Elvira Sellerio: “Era una donna straordinaria. Voglio dire che possedeva caratteristiche naturali fuori dall’ordinario e aveva il dono di unire in sé qualità umane e professionali apparentemente discordanti”. Pieno di riconoscenza il ritratto della moglie Rosetta: “Quando facevo il regista di teatro tenevo più al suo giudizio che a quello dei critici. Non c’è rigo che io abbia pubblicato che non sia stato prima letto da lei. Ho sempre seguito i suoi intelligenti e penetranti consigli, tanto da essere costretto a riscrivere decine di pagine dei miei romanzi”.
Camilleri parla anche dei “guasti prodotti dai vari governi Berlusconi”, non nasconde un “rimorso che mi porto appresso.
Cioè a dire che forse, personalmente, avrei potuto fare di più per non lasciare a voi un avvenire incerto e oscuro”. Ha parole dure verso “L’Europa nella quale viviamo” che non ha “per niente preso dagli ideali espressi nel Manifesto di Ventotene” e verso il fenomeno odierno delle migrazioni che “ha fatto riemergere con prepotenza gli egoismi nazionali”.
Mai stato capace di “giudizi assoluti sull’operato di qualcuno” come lui stesso dice alla pronipote, lo scrittore racconta che ai giovani che gli chiedono consigli risponde che hanno un dovere preciso: “fare tabula rasa di noi” e ricorda a Matilde che: “sconfitta o vittoriosa, non c’è bandiera che non si stinga al sole”.

– Dopo il Festival di Berlino e il Sundance, arriva in sala dal 29 agosto con Adler Entertainment ‘Don’t Worry’ ritorno alla regia di Gus Van Sant (Elephant) dopo il non riuscito ‘La foresta dei sogni’ (2015). Questo suo ultimo film è una libera biopic sulla vita strampalata e tormentata del disegnatore paraplegico John Callahan (interpretato da un irriconoscibile Joaquin Phoenix, che a settembre si calerà nel nuovo atteso Joker di Todd Phillips). Il tutto ispirato alle memorie del cartoonist nato a Portland e intitolate proprio come il film ma in maniera estesa: “Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot” (questo il titolo del suo libro del 1989, ispirato a una sua vignetta in cui si vede un invalido inseguito da uomini a cavallo, ma di cui viene trovata la sedia a rotelle vuota).
Callahan rimane paralizzato all’età di 21 anni in seguito a un incidente automobilistico dovuto al suo alto tasso alcolico e si rifugia cosi’ nel disegno. Diventerà famoso per le sue strisce considerate tabù e politicamente scorrette. Siamo nell’epoca di Reagan. “Certo nel libro di John c’e’ piu’ di un riferimento alla situazione politica dell’epoca Reagan che ricorda quella di oggi, anche se quello che succede ora e’ incomparabile” ha detto il regista.
E ancora il regista sceneggiatore, montatore, fotografo, musicista e scrittore statunitense : “Il film è il piu’ vicino possibile alla biografia, anche se si concentra su un solo capitolo, quello legato all’incidente. La cosa curiosa è che John era, oltre che disegnatore, uno storyteller. Uno che cambiava versione sullo stesso fatto di volta in volta. Era una persona nota a Portland, certo non poteva fare sport, ma, proprio come si vede nel film, andava come un razzo con quella sedia su e giu’ dai marciapiedi”.
Joaquin Phoenix torna a lavorare con Van Sant 25 anni dopo ‘To Die For’. A chi gli chiede come si e’ preparato risponde: “Ho letto molte volte l’autobiografia di Callahan, ho visto poi sei ore di suoi filmati e incontrato diverse persone che hanno avuto lo stesso tipo di trauma, anche se per ognuno di loro e’ diverso”.
Nel film, che ha protagonista un Callahan tra ironia, malinconia e redenzione, troviamo il coach degli alcolisti anonimi, Danny (Jonah Hill), anche lui con capello lungo, e Rooney Mara nei panni di Annu, la fidanzata svedese di John.
Una curiosità: su questo film, ritenuto ‘edificante’ da Variety, sono piovute le critiche della Ruderman Family Foundation che si occupa dell’inserimento dei diversamente abili. Secondo la fondazione, la scelta di un attore non disabile è “offensiva per la comunità dei disabili, in quanto poteva rappresentare l’opportunità per far lavorare attori affetti da qualche forma di disabilità per interpretare personaggi che si trovano nello stesso stato”.
– I tagli di Lucio Fontana come la rivoluzione del ’68: è il tema del progetto no profit Cramum, dedicato al Maestro scomparso 50 anni fa.
Per il progetto uscirà un volume intitolato “Avrò sempre vent’anni 1968 – 2018” (Editrice Quinlan) e sarà organizzata una mostra, “Avevo 20 anni”, in programma dal 15 al 30 settembre a Villa Bagatti Valsecchi di Varedo. “Ho voluto porre l’attenzione – spiega Sabino Maria Frassà, direttore artistico del Progetto – sul significato dell’essere giovani e del passare del tempo a 50 anni dai moti studenteschi del 1968 e della morte di Lucio Fontana. Viviamo in una società eternamente giovane, che, se da un lato fatica ad accettare l’invecchiamento biologico, dall’altro invecchia sempre di più e sempre più a lungo. Se dal 1968 proviene questa attitudine socio-culturale a ripudiare la vecchiaia intesa come maturità e responsabilità, la vita di Fontana dimostra invece come si possa essere maestri, rivoluzionari, giovani e contemporanei ad ogni età (anagrafica) della vita”.
Roberto Minervini è nato a Fermo nelle Marche, si è trasferito negli Stati Uniti dove lavora sin dal primo film, si è sposato con l’asiatica Denis Ping Lee, ha figli “giallognoli” come li ha definiti lui stesso e vive “una crisi di identità”. Per questo What you gonna do when the world’s on fire? (Che fare quanto il mondo è in fiamme, da uno spiritual di due secoli fa), in gara a Venezia 75 – accolto con sette minuti interminabili di applausi – affresco in bianco e nero di storie e voci, musica e tragedie, della comunità afro e nativo americana di New Orleans è un film che lo coinvolge emotivamente. E’ stato difficile realizzarlo, “ci hanno sparato durante le riprese – ha detto commuovendosi – ma la troupe ha continuato a girare, consapevoli che questa che stavamo raccontando è un’opera non solo importante ma urgente, da fare subito. Al di là del cinema è vita, una cosa grossa”.
Un cinema “politico e comunitario” ha aggiunto Paolo Benzi produttore per Okta Film. “Un cinema del reale, diventato un’eccellenza italiana cui noi continuiamo a dare grande fiducia” ha proseguito Paolo Del Brocco di Rai Cinema, senza l’appoggio del quale il documentario rischiava di non vedere luce “perchè qui non c’è una sceneggiatura da presentare, la storia si scrive con il montaggio” ha spiegato desolato Minervini al quinto film.
Da New Orleans sono venuti al Lido i suoi protagonisti, persone che hanno messo in gioco il loro vissuto per Minervini che in mesi di preparazione ha conquistato la loro piena fiducia. C’è la fantastica Judy Hill, afroamericana di una famiglia di musicisti a Tremè, il più antico quartiere nero di New Orleans, una donna che è storia del jazz, che ha rilevato lo storico bar Ooh Poo Pah Doo dove ci si ritrova il mercoledì per suonare e discutere della condizione dei neri, ma che un anno fa ha dovuto chiudere e fatica ad andare avanti. Ci sono l’adolescente Ronaldo King e il ragazzino Titus Turner, due meravigliosi giovani afroamericani che “crescono con la violenza, la repressione della polizia e sono l’esempio di come la comunità nera viva in una situazione di agghiacciante convivenza con il terrore”. C’è Chief Kevin, capo tribù delle Frecce Ardenti, gli indiani del Mardì Gras che si definisce “un sopravvissuto”, leader della sua comunità in estinzione, che a Minervini ha aperto ogni porta, “una benedizione trovare qualcuno che ci guardi”. Il regista italiano ha raccolto l’urlo di questa comunità, che affonda le radici negli ex schiavi delle piantagioni e nei nativi ghettizzati, in What you gonna do whe the world’s on fire? c’è “l’America del sottosuolo”, ha detto all’ANSA.
Minervini come Spike Lee, paladino dei neri e del Black Power? “Un’alleanza impossibile c’è troppa storia che ci separa e io so bene di essere dalla parte bianca che non ha ancora pagato il dazio, la reparation”, ha proseguito sottolineando appunto di vivere una crisi di identità come “bianco, europeo, in colpa” ma che per la sua vicenda personale vede appunto con i propri occhi l’intolleranza crescente. Tra i pochi a prevedere l’ascesa di Trump, “la bocca della verità della destra repubblicana” Minervini ha concluso di non ritenere la questione dei neri, del razzismo e della paura dell’uomo nero, “una nuova emergenza ma un’eterna irrisolta questione americana”.

– BOLOGNA

– Sarà l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) ad ospitare, l’1 marzo, l’unica data italiana 2019 del ‘No more tours 2’ di Ozzy Osbourne. Nel concerto dell’ultimo tour mondiale di addio ai live – con cui celebra cinque decadi di carriera, come solista e come frontman dei Black Sabbath – l’icona rock, settant’anni a dicembre, sarà accompagnato come ‘special guest’ dai Judas Priest. La tappa bolognese farà parte della porzione europea del suo tour e si collocherà tra le date di Zurigo e Barcellona.
Ozzy Osbourne era già approdato in Italia lo scorso 17 giugno per l’ultima data del Firenze Rocks all’arena di Visarno davanti a cinquantamila persone: poco più di un’ora e mezza di superclassici, con la celeberrima ‘Paranoid’ a chiudere il concerto.
– MILANO

– I Subsonica aprono la loro sala prove torinese per un collegamento con Milano, dove andranno in diretta su alcuni schermi posizionati sui Navigli. L’occasione – la sera del 6 settembre – è un’anteprima legata al nuovo disco ‘8’ in uscita il 12 ottobre, dopo 4 anni di silenzio.
Ad anticipare il cd, il singolo “Bottiglie Rotte” dove “raccontiamo – dicono i Subsonica – come sempre quello che vediamo senza filtri o giudizi morali. Guardandoci intorno con l’ambizione di coinvolgere tutti, il più possibile, nella “lettura” delle cose del nostro tempo. Anche e soprattutto ballando”. A dicembre i Subsonica saranno protagonisti dell”European reBoot2018′, il tour europeo organizzato da Vertigo, durante il quale si esibiranno sui palchi di 9 città: Amsterdam, Londra, Dublino, Zurigo, Parigi, Bruxelles, Colonia, Berlino, Monaco.  Continua a leggere “SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI”