Ultimo aggiornamento 14 Settembre, 2018, 20:25:27 di Maurizio Barra
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DI VENERDì 14 SETTEMBRE 2018
SOMMARIO
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Ok Camera a Milleproroghe,torna a Senato
285 sì, 106 contrari e 4 astenuti
Mattarella ricorda don Pino PuglisiNon si torna indietro rispetto a ciò che ha lasciato
Conte, no polemiche su periferieAlcuni progetti neppure iniziati, sono premier di tutti sindaci
Conte, rafforziamo Centri per impiegoEvitiamo finalità meramente assistenziali
Tajani,governo tra crescita e assistenza’Mi auguro che manovra permetta al’Italia di crescere’
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Con 285 voti a favore, 106 contrari e quattro astenuti, l’Aula della Camera approva il decreto legge milleproroghe. Il testo, su cui ieri il governo aveva incassato a Montecitorio la sua prima fiducia, ora torna al Senato, che ne ha già calendarizzato l’esame per il prossimo 16 settembre.
Vista la ristrettezza dei tempi è probabile che anche a Palazzo Madama il governo ricorra alla questione di fiducia.
– “La Repubblica riconosce in Puglisi il martire civile, morto per quei valori di solidarietà, di giustizia, di uguaglianza, di rispetto dei diritti inviolabili della persona, che costituiscono il nucleo vitale della Costituzione Repubblicana e il motore del nostro modello sociale”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un comunicato ricorda Don Pino Puglisi, assassinato la sera del 15 settembre 1993, giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno.
“Oggi è giorno di memoria e di impegno. Con questo spirito desidero unirmi a quanti oggi celebreranno e onoreranno il ricordo di Pino Puglisi: non si tornerà indietro rispetto a ciò che ci ha lasciato. E’ un impegno comune che riguarda tutte le istituzioni repubblicane e, al tempo stesso, ciascun cittadino e ogni componente della società”.
– TRIESTE
– “Cercheremo di valutare attraverso un monitoraggio attento in che stato erano i progetti” relativi alle periferie: “non tutti erano in fase avanzata, alcuni non erano neppure partiti. Quindi non facciamo polemiche fini a se stesse, se vogliamo lavorare veramente per le periferie”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riferendosi all’emendamento sui finanziamenti alle periferie nel decreto Milleproroghe, durante il suo intervento al 51/mo Incontro nazionale di Studi delle Acli.
E in merito alle polemiche sollevate dai sindaci, Conte ha ricordato: “Io sono il presidente del Consiglio dello Stato italiano, il presidente del Governo ma dello Stato italiano: per me i sindaci sono tutti uguali, che siano gialli, verdi, blu”.
– TRIESTE
– “Stiamo lavorando per rafforzare i centri per l’impiego e su questo so che la vostra sensibilità è notevole. In questi giorni siamo in piena fase di studio del meccanismo per potenziare i centri”, quindi “non vi sto chiedendo una collaborazione per l’anno prossimo, ma se un vostro delegato può portare il frutto della vostra proposta e mettersi in contatto con la cabina di regia” che è già al lavoro. E’ l’invito che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha rivolto alle Acli, in occasione del 51/mo Incontro nazionale di Studi dell’associazione.
Con i centri per l’impiego, ha osservato Conte, “possiamo evitare la finalità meramente assistenziale e usare uno strumento di cittadinanza effettivo per recuperare al circuito lavorativo le persone”.
– RAVENNA
– Il Paese, “purtroppo ha una situazione economica che non è tra le migliori: vedremo cosa accadrà con la manovra economica. Mi auguro che sia una manovra che permetta all’Italia di crescere, che permetta di aiutare le imprese. Se la manovra sarà flat tax, reddito di cittadinanza e abolizione della Fornero, è una manovra impossibile a farsi, si rischia di non pagare gli stipendi agli statali. Bisogna assolutamente che il Governo decida che linea seguire: quella della crescita o quella dell’assistenzialismo di Stato”. Lo ha detto, a margine di un incontro su Dante e Europa a Ravenna, il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani.
“Il problema – ha argomentato – non è Bruxelles, il problema sono i mercati, le fiducia che ci sarà nel nostro Paese. Già sono scappati in tanti, abbiamo superato abbondantemente i 70 miliardi di euro e non vorrei che si continuasse a scappare”. [print-me title=”STAMPA”]
