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Ultimo aggiornamento 21 Settembre, 2018, 10:02:53 di Maurizio Barra

DELLE 10:02

DI VENERDì 21 SETTEMBRE 2018

SOMMARIO

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Parnasi, il tesoriere del Pd Bonifazi indagato per fondi illeciti
Si riferirebbe in particolare a 150mila euro versati da Parnasi nelle casse della fondazione “Eyu”, presieduta da Bonifazi e che sarebbero stati in realtà destinati al partito, ma non iscritti correttamente nei bilanci

Rai: Oggi il cda per la nomina del nuovo presidente Foa dovrebbe passare con i voti di Forza Italia

Manovra: Di Maio, reddito di cittadinanza solo agli italiani. In corso vertice di maggioranza a Palazzo ChigiConte riunisce Tria, Salvini, Fraccaro, Moavero, Savona

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Il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi è indagato dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui pagamenti alla politica dell’imprenditore Luca Parnasi, arrestato a giugno per la vicenda dello stadio della Roma. Finanziamento illecito ai partiti, l’ipotesi di reato, secondo quanto riportano diversi quotidiani. E si riferirebbe in particolare a 150mila euro versati da Parnasi nelle casse della fondazione “Eyu”, presieduta da Bonifazi e che sarebbero stati in realtà destinati al partito, ma non iscritti correttamente nei bilanci.Da circa due mesi l’imprenditore, che è indagato per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, ha cominciato a collaborare con i magistrati e in queste settimane ha più volte fatto riferimento al suo metodo per finanziare i partiti tramite le fondazioni. Tra queste, Eyu e anche “Più voci”, amministrata dal tesoriere della lega Giulio Centemero.
Agli atti dell’inchiesta, scrivono i giornali, ci sarebbero diverse conversazioni tra Bonifazi e Parnasi. Ieri l’imprenditore è stato interrogato dai pm su un colloquio captato grazie a un trojan inserito nel suo cellulare.
Parnasi ha confermato che all’incontro, avvenuto prima dell’ultima campagna elettorale, avevano partecipato Bonifazi e Domenico Petrolo, responsabile del fundraising di Eyu. Ma visto che la riunione si è svolta a sant’Andrea delle Fratte, luogo coperto dall’immunità parlamentare, quella conversazione non dovrebbe essere utilizzabile.
“E’ singolare che ci attacchino partiti, come il Pd che ha il tesoriere indagato per fondi illeciti presi da Paransi, quello dello stadio della Roma”, die Luigi Di Maio parlando della vicenda dello stipendio del portavoce del premier Giuseppe Conte, Rocco Casalino.
Si tiene oggi alle 9.30 il consiglio di amministrazione Rai che deve nominare il nuovo presidente della tv pubblica. Il consigliere scelto dovrebbe essere ascoltato in commissione di Vigilanza martedì prossimo, prima del via libera definitivo della bicamerale. Il nome indicato dalla maggioranza è quello del consigliere anziano Marcello Foa, che, dopo la bocciatura dello scorso luglio per il mancato sostegno di Forza Italia, potrebbe raggiungere i due terzi dei voti necessari in commissione grazie al sì degli azzurri.IL sì a Foa dovrebbe passare con l’opposizione dei consiglieri Rita Borioni e Rodolfo Laganà. A breve sul tavolo del consiglio arriveranno anche le prime nomine della nuova gestione. In pole position per il Tg1 c’è sempre Gennaro Sangiuliano, sostenuto dal centrodestra, a meno che la spunti Alberto Matano, gradito a M5S, che potrebbe essere dirottato al Tg2. Al Tg3 si attende la conferma di Luca Mazzà (oltre che del direttore di rete Stefano Coletta), mentre alla radiofonia si parla di Paolo Corsini. Per la TGR sono in pole, sponsorizzati dalla Lega, Alessandro Casarin o Luciano Ghelfi, in lizza anche per il Tg2 qualora Matano andasse al Tg1. Per lo sport resta favorito Jacopo Volpi.

“Abbiamo corretto la proposta di legge” iniziale sul reddito di cittadinanza “anni fa: è singolare che torni in auge una proposta di legge che non prevedeva ancora la platea” per l’assegnazione del reddito “ma è chiaro che è impossibile, con i flussi immigratori irregolari, non restringere la platea e assegnare il reddito di cittadinanza ai cittadini italiani”. Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio in un’intervista a Radio Anch’io.Intanto è in corso a Palazzo Chigi un vertice di governo sulla manovra. Tra i presenti, a quanto si apprende, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Assente Luigi Di Maio, perché ancora impegnato nella missione in Cina, per il M5s ci sono il ministro Riccardo Fraccaro e il viceministro Laura Castelli. Presenti inoltre i ministri Enzo Moavero Milanesi, Paolo Savona e il viceministro Massimo Garavaglia.La nuova riunione, convocata al termine di un incontro fra Salvini e i suoi (e dopo quello del centrodestra a Palazzo Grazioli) dovrà cercare di rispondere a una lunga serie di domande: la Lega infatti delinea ogni giorno che passa sempre di più il profilo delle misure su cui vuole mettere la propria firma (riforma Fornero, pace contributiva e fiscale, flat tax per aziende e partite Iva) ma allo stesso tempo fissa anche i paletti per quanto riguarda quelle che dovrebbero essere targate M5S. Un esempio su tutti, il reddito di cittadinanza che – sottolinea Salvini – dovrà riguardare “solo gli italiani”. A parole si mostrano tutti d’accordo ma in realtà – secondo quanto viene spiegato da fonti parlamentari – i confini della platea sono tutt’altro che scontati e molto probabilmente non sarà possibile escludere almeno i cittadini europei.   [print-me title=”STAMPA”]

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