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Ultimo aggiornamento 24 Settembre, 2018, 10:30:28 di Maurizio Barra

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DI LUNEDì 24 SETTEMBRE 2018

SOMMARIO

Nicaragua: adolescente morto in corteo
Anche sei feriti. Dimostranti: ‘Attaccati dalla polizia’

a MaduroVenezuela: tentato attentato a MaduroUtilizzati droni esplosivi

Iran: iniziati funerali vittime di AhvazMigliaia di persone radunate in moschea

Hong Kong, bando a partito indipendenzaE’ la prima volta

mo vintoMaldive: presidenziali, candidato opposizione: abbiamo vintoMa l’uscente Yameen non concede la vittoria al rivale

Il Papa in Lettonia: la vita abbia il primato sull’economiaTerzo dei quattro giorni del viaggio nelle Repubbliche Baltiche

Navalny arrestato subito dopo aver lasciato carcere L’oppositore russo aveva appena scontato 30 giorni

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MANAGUA

– Un adolescente morto e oltre sei persone ferite a colpi d’arma da fuoco sono il bilancio di disordini scoppiati durante una manifestazione dell’opposizione ieri a Managua, in Nicaragua, denominata ‘Siamo la voce dei prigionieri politici’. Lo riferisce il quotidiano El Nuevo Diario.
Dimostranti hanno dichiarato di essere stati attaccati dalla polizia nazionale e da elementi paramilitari con gas lacrimogeni e proietti li di gomma nel quartiere ‘America 3’ della capitale.
Molti dei partecipanti al corteo hanno sostenuto di essere stati costretti a rifugiarsi nella chiesa del quartiere per poter sfuggire alla repressione delle forze dell’ordine.
La vittima, si è appreso, si chiama Matt Andrés Romero di 16 anni, residente del quartiere di Larreynaga a Managua. Il suo decesso nell’Ospedale tedesco-nicaraguense è stato causato da gravi ferite da arma da fuoco.
La polizia nazionale ha diffuso un comunicato in cui ha asserito che l’adolescente è morto dopo essere rimasto intrappolato in una sparatoria fra agenti e dimostranti. Un particolare però respinto dalla famiglia della vittima.
In un comunicato l’ufficio dell’Alto Commissariato dell’Onu per i Diritti umani ha manifestato “preoccupazione” per quanto accaduto a Managua. In un tweet l’organismo ha indicato di aver “ricevuto informazioni su un morto e vari feriti in una marcia di protesta a Managua. Secondo queste fonti la marcia sarebbe stata attaccata, anche con armi da fuoco, dalla polizia e da elementi armati pro-governativi”.
– CARACAS

– Il vicepresidente e ministro della Comunicazione del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha reso noto ieri sera a Caracas che sono state arrestate altre tre persone, fra cui una direttamente coinvolta nel tentativo di attentato con droni esplosivi il 4 agosto contro il presidente della repubblica, Nicolás Maduro. Lo ha reso noto la tv statale VTV.
Gli arrestati sono: quello che viene considerato il capo materiale del tentativo di attentato, Henryberth Rivas, alias ‘Morfeo’; Angela Lizbeth Expósito Carrillo, conosciuta come ‘La Perrera’, e un colonnello dell’esercito a riposo, Ramón Santiago Velasco, soprannominato ‘Corocoro’.
In una conferenza stampa Rodríguez ha aggiunto che manca solo l’arresto di due persone incaricate di gestire l’esplosivo per l’attentato e che sono per il momento latitanti; Gregorio José Yaguas Monje, conosciuto comne ‘Latino’, e Yilber Alberto Escalona Torrealba, alias ‘Pastor’.
Fino ad oggi, ha infine detto il ministro, sono 24 le persone finite in cella perché ritenute coinvolte nel tentativo di attentato al capo dello Stato venezuelano.

– TEHERAN

– Sono iniziati ad Ahvaz, nel sud ovest dell’Iran, i funerali delle 25 vittime dell’attentato di due giorni fa contro una parata militare. Migliaia di persone si sono radunate alla moschea di Sarallah alla presenza del comandante delle guardie della rivoluzione, il generale Hossein Salami, che ha promesso vendetta contro gli autori dell’attacco e contro quello che ha chiamato “il triangolo tra Arabia Saudita, Israele e gli Stati Uniti”. Alcuni dei partecipanti hanno gridato slogan anti-americani come ‘Abbasso gli Usa, abbasso gli ipocriti”. Parlando alla cerimonia il ministro dell’Intelligence, Mahmoud Alavi, ha annunciato l’arresto di “alcuni elementi dietro l’attacco”. L’attentato di sabato, nel quale è morto anche un bambino, è stato rivendicato dall’Isis e dal gruppo separatista arabo sunnita Al-Ahvaziyah. Il presidente iraniano Hassan Rohani ha accusato gli Usa di “foraggiare il terrorismo”.
– HONG KONG

– Le autorità di Hong Kong per la prima volta hanno messo al bando un partito “nell’interesse della sicurezza nazionale e dell’ordine pubblico e dei diritti umani”. Si tratta del Partito nazionale di Hong Kong, movimento pro-indipendenza guidato dal 27enne Andy Chan.
La mossa è destinata ad aprire un dibattito a proposito della crescente influenza di Pechino sull’ex colonia britannica. Quattro anni fa un’enorme protesta per la democrazia aveva ‘invaso’ le strade di Hong Kong. Lo stesso Chan, lo scorso luglio, aveva dichiarato all’Associated Press di essere stato fermato dalla polizia che gli aveva chiesto informazioni sulla sua attività e i suoi discorsi dalla formazione del partito nel 2016.
– Il candidato all’opposizione, Ibrahim Mohamed Solih, ha dichiarato la vittoria nelle elezioni presidenziali alle Maldive. Il risultato è stata inaspettata, e i sostenitori del democratico Solih hanno invaso le strade per festeggiare.
L’opposizione, infatti, temeva che il voto sarebbe stato truccato dall’uomo forte delle Maldive, Yameen Abdul Gayoom, il cui primo mandato era stato segnato da un giro di vite sui rivali politici, sui tribunali e sui media. Yameen non ha concesso la vittoria al rivale. Solih, 56 anni, è diventato il candidato presidenziale del Partito democratico maldiviano dopo che le altre figure di spicco del partito erano state imprigionate o mandate in esilio.
Papa Francesco è in Lettonia, secondo Paese visitato nel suo viaggio di 4 giorni nelle Repubbliche Baltiche, che si conclude domani in Estonia. Dopo la cerimonia di accoglienza ufficiale nel Cortile del Palazzo presidenziale di Riga, con gli onori militari e il suono degli inni nazionali, papa Francesco ha avuto un colloquio nella residenza del capo dello Stato con il presidente della Repubblica Raimonds Vejonis.”Al termine di questo incontro ci recheremo al Monumento alla Libertà, dove saranno presenti bambini, giovani e famiglie. Essi ci ricordano che la ‘maternità’ della Lettonia – analogia suggerita dal motto di questo viaggio (‘Mostrati Madre per tutti’, ndr) – trova eco nella capacità di promuovere strategie che siano veramente efficaci e focalizzate sui volti concreti di queste famiglie, di questi anziani, bambini e giovani, più che sul primato dell’economia sopra la vita”. Così il Papa nel discorso alle autorità della Lettonia a Riga.Questo il programma della giornata: alle 9.30 l’incontro con le autorità civili lettoni, la società civile e il Corpo diplomatico nel Palazzo presidenziale. Alle 10.10 il Papa deporrà dei fiori al Monumento della Libertà, prima della preghiera ecumenica in programma alle 10.40 al Rigas Doms. Alle 11.50, la visita alla Cattedrale cattolica di San Giacomo e alle 12.30 il pranzo con i vescovi nella Casa Arcidiocesana della Santa Famiglia. Alle 14.30 il Pontefice si trasferirà al Santuario della Madre di Dio di Aglona, nella cui area celebrerà la messa alle 16.30. Infine il rientro a Vilnius.
Alexey Navalny, leader dell’opposizione russa, è stato nuovamente arrestato non appena è uscito dalla prigione dove ha scontato la condanna a 30 giorni di detenzione amministrativa per aver organizzato lo scorso gennaio proteste non autorizzate. Lo ha fatto sapere la sua portavoce su Twitter. A quanto pare l’accusa è di avere violato ancore le leggi sulle manifestazioni di massa.

“Alexei Navalny è stato portato alla stazione di polizia Danilovsky e deve rispondere di nuove violazioni del quarto comma dell’articolo 20.2 del codice amministrativo russo”, ha spiegato Leonid Volkov, braccio destro di Navalny. Secondo Volkov, la nuova procedura di violazione del codice è legato alle proteste del 9 settembre, quando Navalny si trovava in carcere. Questa parte dell’articolo 20.2 del codice russo degli illeciti amministrativi, ha sottolineato Volkov, non è stata applicata a Navalny prima e potrebbe essere utilizzata come motivo per l’apertura di un procedimento penale. Navalny è stato arrestato mentre stava lasciando il centro di detenzione. “Hanno aperto la porta della prigione e l’hanno subito messo su una camionetta della polizia”, ha detto Volkov.   [print-me title=”STAMPA”]

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