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Ultimo aggiornamento 25 Settembre, 2018, 19:12:27 di Maurizio Barra

DALLE 15:18 ALLE 19:12

DI MARTEDì 25 SETTEMBRE 2018

SOMMARIO

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Manovra: D’Uva, risorse in deficit
Spagna e Portogallo hanno sforato i vincoli

M5s: l’Ordine non sanziona i giornalisti, lo aboliremo ‘Fatto nulla su chi ha diffuso l’audio privato di Casalino’

Previsti tempi lunghi per ddl su affidoSi chiude invece ciclo audizioni per la legittima difesa

Rai: Usigrai, attenzione a rischi di illegittimità con la nomina di Foa Lettera a Fico, Casellati e Vigilanza con parere legale

Stop a soldi non tracciati ai partiti, registro con bollo del notaioDdl anticorrotti, online il curriculum-certificato penale dei candidati

Di Maio vede ministri M5s su DefContatti continui in vista varo nota aggiornamento

Dl Salvini: misura partirà da SenatoProvvedimento approderà in commissione Affari Costituzionali

Ddl seggiolini: Meloni in tribuna SenatoLeader Fdi prima firmataria del provvedimento

Ddl seggiolini: Da senato ok unanimeGià passato alla Camera ad agosto, diventa legge

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L’ARTICOLO

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“La crescita garantisce la sostenibilità del debito! Infatti in questi anni Paesi come Francia, Spagna e Portogallo hanno sforato i vincoli a differenza nostra. Il debito pubblico italiano è salito perche’ i vecchi governi hanno ucciso la crescita con l’austerity.
#ManovraDelPopolo”. Lo scrive su twitter Francesco D’Uva, capogruppo M5S alla Camera.
“A cosa serve l’ordine dei giornalisti se non sanziona la diffusione delle notizie false e i comportamenti antietici di giornalisti mossi solo da interessi di partito e non dal desiderio di informare i cittadini? A niente. Quindi aboliamolo. Il provvedimento è già sul tavolo del governo”. Così il M5s sul blog delle Stelle dove condanna l’apertura dell’istruttoria su Rocco Casalino: “Non una parola invece sui giornalisti che hanno diffuso il suo audio privato andando contro la deontologia professionale”.
– Si profilano tempi lunghi per l’esame del disegno di legge che, in caso di divorzio, elimina l’assegno di mantenimento e prevede misure per l’affido condiviso dei figli. La commissione Giustizia del Senato ha appena finito di raccogliere tutte le richieste di audizioni arrivate dai vari gruppi parlamentari e realisticamente i tecnici cominceranno ad essere ascoltati tra circa un mese. L’esame del provvedimento, secondo la previsione di alcuni senatori dell’opposizione, potrebbe così prendere il via non prima di due mesi. Tempi decisamente più rapidi si prevedono invece per il progetto di legge sulla legittima difesa per il quale oggi si dovrebbe chiudere il ciclo di audizioni.
“Vi invitiamo a un approfondito esame per assicurare la legittimità – al di là di ogni ragionevole dubbio – del voto che vi apprestate a esprimere. Occorre infatti evitare che la Rai finisca in un pantano di contenziosi legali che ne metterebbero a rischio l’operatività, ciò che l’Usigrai non può consentire”. Si conclude così la lettera che il sindacato ha inviato oggi ai presidenti di Senato e Camera, Casellati e Fico, e alla Vigilanza, con allegato il parere legale “nel quale si evidenziano ragioni di illegittimità della riproposizione” di Marcello Foa alla presidenza.”Alla luce del dibattito sulla riproposizione come presidente della Rai di un consigliere di amministrazione che non ha ottenuto il quorum previsto dalla legge – spiega l’Usigrai – abbiamo ritenuto doveroso un approfondimento legale. Vi trasmettiamo quindi il parere legale che ci è stato fornito, nel quale si evidenziano ragioni di illegittimità della riproposizione”. Un parere, firmato dallo studio Principato & Porraro, in cui si rilevano in punta di diritto i rischi che la nomina sia “invalida per abuso del diritto” o comunque “inefficace”. “Tra le altre considerazioni – scrive ancora il sindacato dei giornalisti Rai – si evidenza un parere già espresso dalla stessa commissione di Vigilanza: nella seduta del 12 luglio 2005 il presidente della commissione (Petruccioli, ndr) diede atto che ‘la totalità della commissione” condivideva l’opinione dell’allora ministro delle Comunicazioni (Landolfi, ndr) secondo la quale ” la mancata approvazione del Presidente designato dall’Assemblea da parte della commissione implica la decadenza di quest’ultimo anche dalla carica di consigliere di amministrazione”.Domani è infatti previsto un doppio round in commissione di Vigilanza sulla presidenza Rai: alle 13 la commissione ascolterà Marcello Foa, che il 21 settembre è stato nuovamente nominato dal cda della tv pubblica per la carica di presidente; poi alle 19.30 tornerà a riunirsi a San Macuto per ratificarne la nomina, con parere vincolante espresso a maggioranza di due terzi. Lo ha stabilito oggi l’ufficio di presidenza della stessa bicamerale.Nell’audizione delle 13, Foa avrà venti minuti di tempo per la sua relazione; dopo gli interventi dei gruppi (dieci minuti di tempo per i più grandi cinque per i più piccoli), spazio alla replica del presidente in pectore (per altri 20 minuti).Il voto su Foa ‘slitterà’ alle 19.30, anche per evitare la concomitanza con i lavori dell’Aula (il Senato, in particolare, è convocato per le 15.30).

Divieto di ricevere contributi non tracciabili provenienti da persone o enti che si dichiarino contrari alla pubblicità dei dati. Obbligo di tenere un apposito registro, bollato da un notaio, sulle somme ricevute o altre forme di sostegno. Divieto di ricevere contributi da Stati o enti esteri. Obbligo di pubblicare on line, in occasione di elezioni, curriculum e certificato penale dei candidati in occasione di elezioni. Sono le misure sulla trasparenza dei finanziamenti a partiti e movimenti politici contenute nel ddl anticorruzione, avviato alla Camera per l’esame. Le misure sono state introdotte a seguito dell’esame in consiglio dei ministri e ora andranno, con l’intero pacchetto, alla Camera.

– Ore di contatti continui, nel governo, in vista del varo alla nota di aggiornamento del Def.
E, a quanto si apprende, questa sera il vicepremier Luigi Di Maio riunirà i ministri del M5S proprio sul Def. Sul tavolo dell’incontro, tra l’altro, ci sara’ il dossier reddito di cittadinanza.
– A meno di colpi di scena è al Senato che inizierà il suo iter il decreto Salvini. Il provvedimento approderà in Commissione Affari Costituzionali e, spiegano fonti parlamentari, l’intenzione del governo – e soprattutto della sua parte leghista – è far sì che il decreto arrivi, in tempi relativamente rapidi, blindato alla Camera, dove il rischio ostruzionismo è più alto e dove, inoltre, è ben più folta la pattuglia di pentastellati che sulla misura hanno manifestato più di un malumore. Spetterà quindi alla commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama – presieduta dal leghista Stefano Borghesi laddove alla Camera l’omologa commissione è presieduta dal M5S Giuseppe Brescia – valutare eventuale modifiche al testo. A Montecitorio, invece, dovrebbe approdare il decreto Genova, al momento all’esame della Ragioneria dello Stato

– La leader di fratelli d’Italia Giorgia Meloni sta seguendo dalla tribuna dell’Aula del Senato l’esame del disegno di legge che impone l’obbligo di installare dispositivi di sicurezza per evitare l’abbandono di bambini in automobile. Il provvedimento, già votato alla Camera, ha lei come prima firmataria.
– L’Aula del Senato approva praticamente all’ unanimità il disegno di legge che obbliga a installare dispositivi di sicurezza per evitare l’abbandono dei minori in automobile. I sì sono stati 261.   [print-me title=”STAMPA”]

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