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Ultimo aggiornamento 27 Settembre, 2018, 00:44:58 di Maurizio Barra

DALLE 06:02 DI MERCOLEDì 26 SETTEMBRE 2018

ALLE 00:44 DI GIOVEDì 27 SETTEMBRE 2018

SOMMARIO

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Borsa Shangai in salita, apre a +0,28
In rialzo anche Shenzhen, a +0,31%

Petrolio: in lieve calo, Wti a 72,13 dlrScende anche Brent a 81,2 dollari

Oro: sale a 1.201 dollari l’onciaSui mercati asiatici

Borsa: Tokyo, chiude in rialzo (+0,39%)Nikkei in positivo per ottava seduta consecutiva

Cambi: euro poco mosso a 1,1763Yen a 132,7

Spread Btp Bund in rialzo a 237 puntiRendimento al 2,9%

Borsa, Asia positiva in attesa mosse FedBene listini Cina, fiacca Tokyo. Atteso nuovo rialzo tassi Usa

Borsa: Milano apre in calo (-0,08%)Indice Ftse Mib scende a 21.651 punti

Borsa: Europa apre poco mossaParigi e Francoforte in lieve rialzo, flette Londra

Borsa: Milano fiacca, giù Tim e FcaDebole settore auto e banche con spread. Male Astaldi e Carige

Confcommercio,Pil rallenta,in 2018 +1,1%E +1% nel 2019.Stime precedenti 1,2% quest’anno e 1,1% prossimo

Crisi: Censis,ora italiani più infeliciOggi più pregiudizi: per 95% occorrono conoscenze per avanzare

Borse Europa piatte, spread a 229 puntiAncora male titoli auto. A Milano giù Tim, banche in recupero

Pieno asta Bot 6 mesi,tasso giù a 0,206%Assegnati titoli per 6 mld euro. Domanda rallenta

Bankitalia apre a Siena Palazzo PapessePresenta restauro in occasione della ‘notte dei ricercatori’

Borse Europa caute, a Milano male TimOggi possibile rialzo tassi Usa. Spread in calo, risale Carige

Di Maio contro Moscovici, sforò il 3%Lavoriamo per crescita e ricchezza, euroburocrate non ci fermerà

Caos sul decreto Genova, duello sulle copertureRagioneria, incompleto. Palazzo Chigi, presto al Quirinale

L’Ue a Ryanair, assicuri subito il rispetto delle regoleThyssen a O’Leary, lavoratori non lo devono negoziare

Spread Btp-Bund chiude stabile a 233 punti

Alitalia, piccolo utile in trimestreGubitosi, era tanto che non succedeva

Petrolio: in calo a Ny a 71,83 dollariQuotazioni perdono lo 0,62%

Illegittimità in indennità licenziamentoDecisione Consulta su norma contratto a tutele crescenti

Jobs Act: Consulta, illegittimo criterio indennità licenziamentoDecisione su norma contratto a tutele crescenti

Raddoppiano i turisti cinesi in EuropaPrimi 6 mesi 2018 71.31 mln nel mondo, 13% in Vecchio Continente

Tria, abbiamo giurato interesse nazioneOgnuno ha sua visione, fare il meglio in scienza e coscienza

S&P taglia stime Pil Italia a 1,1% per 2018, cresce meno anche l’EurozonaE’ il secondo taglio nelle previsioni di crescita del nostro Paese a distanza di pochi mesi

Manovra: alta tensione alla vigilia del Cdm. Pressing M5s, subito deficit al 2,4%Conte a Onu: da investitorti senza soggezione, reddito cittadinanza capitolo importante

Congresso Assiom Forex a febbraio a RomaOspita Iccrea, il 2 il discorso del Governatore Visco

Da Verità offerta per PanoramaQuotidiano fondato da Belpietro punta a newsmagazine

Borsa: Milano chiude in calo dello 0,11%Indice Ftse Mib a 21.646 punti punti

Borse Europa chiudono rialzo, Milano noPoco sopra parità Londra e Francoforte. Parigi salita dello 0,6%

Spread Btp Bund chiude stabile a 233Rendimento al 2,85%

Zalando ha 10 anni e 15.000 dipendentiSito e-commerce nato da idea fondatori in appartamento Berlino

Borsa Milano in calo (-0,1%), attesa DefSpread invariato a 233 punti. Tim la peggiore, bene Luxottica

A commissario Ue piano gas rinnovabileIn documento chiesto di armonizzare norme incentivi produzione

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PECHINO

– Le Borse cinesi aprono la seduta in territorio positivo: l’indice Composite di Shanghai sale nelle prime battute dello 0,28%, a 2.789,00 punti, mentre quello di Shenzhen segna un rialzo dello 0,31%, a quota 1.441,81.
– Prezzo del petrolio in lieve calo dopo la fiammata in avvio di settimana che ha portato il Brent ai massimi da 4 anni sulla scorta delle sanzioni Usa per l’Iran: i contratti sul greggio Wti con scadenza ad ottobre cedono a 72,13 dollari (72,28 ieri sera a new York). Il greggio del Mare del Nord è in calo a 81,2 dollari al barile.
– Prezzo dell’oro in rialzo sui mercati asiatici. Il lingotto con consegna immediata recupera lo 0,1% e torna sopra quota 1.200 a 1.201 dollari l’oncia.
– TOKYO

– La Borsa di Tokyo termina gli scambi col segno più per l’ottavo giorno consecutivo, sulle aspettative di risultati incoraggianti dalla prossima stagione delle trimestrali. L’indice Nikkei avanza dello 0,39% a quota 23.033,79, perdendo 93 punti. Sul mercato valutario lo yen è poco variato sul dollaro quota 112,80 e sull’euro a un livello di 132,70.
– Euro poco mosso all’avvio dei mercati. La moneta unica scambia a 1,1763 dollari (1,1767 ieri sera a New York). Anche lo yen è poco variato a 132,7

– Apertura in rialzo per lo spread tra Btp e Bund che in base alla piattaforma Bloomberg segna 237 punti base rispetto ai 233 di ieri in chiusura da giornata. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,9%.
– Borse asiatiche positive, con Hong Kong in spolvero dopo il rientro dalle festività (+1,7% nel finale di seduta) e Tokyo che non tiene il passo degli altri listini (-0,05%). Bene Shanghai (+1,25%) e Shenzhen (+0,9%), dopo che Msci ha annunciato che sta valutando l’aumento del peso delle azioni cinesi nei suoi indici globali, poco mossa Sydney (+0,1%), più vivace Seul (+0,68%).
L’attenzione degli investitori è rivolta alla riunione della Fed, che questa sera dovrebbe dare il via al terzo rialzo dei tassi del 2018. Il dollaro è poco mosso a 1,1766 sull’euro e i rendimenti dei Treasury, i titoli di Stato americani, si attestano al 3,09%, prossimi ai massimi degli ultimi sette anni raggiunti lo scorso maggio. Tra i dati attesi oggi ci sono quelli sulle scorte di petrolio americane, mentre il brent resta sui massimi degli ultimi 4 anni, a 81,91 dollari al barile. I future preannunciano un’apertura in lieve rialzo per le Borse europee.
– Avvio di seduta in lieve calo per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in ribasso dello 0,08% a 21.651 punti.
– Avvio poco mosso per le Borse europee nel giorno in cui la Fed potrebbe decidere la terza stretta sui tassi del 2018. Parigi ha avviato le contrattazioni in progresso dello 0,07%, a 5.482 punti, Francoforte avanza dello 0,17%, a 12.395 punti, mentre Londra cede lo 0,12% a 7.498 punti.
– Avvio di seduta fiacco per Piazza Affari alla vigilia della presentazione alle Camere della nota di aggiornamento del Def da parte del governo. Il Ftse Mib cede lo 0,27% mentre lo spread butp-bund, secondo la piattaforma Bloomberg, a quota 235 si allarga di un paio di punti base.
Sul listino milanese soffre Tim (-2%), con la cessione di Sparkle momentaneamente ‘congelata’, e vanno male i titoli del settore automative, da Fca (-0,95%) a Brembo (-0,86%) a Pirelli (-0,85), in linea con la debolezza del comparto in Europa.
Qualche vendita anche per le banche, con Banco Bpm (-1,04%) e Intesa (-0,83%) mentre non scaldano Unicredit (-0,46%) le indiscrezioni su futuri obiettivi nell’M&A. Deboli anche Leonardo (-0,84%) e Mediaset (-0,73%). Dall’altra parte del listino qualche acquisto per Fineco (+0,93%) e Bper (+0,23%).
Fuori dal Ftse Mib continua a cadere Astaldi (-1,8%) per cui prende corpo l’opzione del concordato in bianco mentre Carige tocca nuovi minimi storici a 0,007 euro (-1,4%).
– La crescita dell’economia italiana sta rallentando: il 2018 potrebbe chiudersi con un aumento del Pil dell’1,1 per cento e il 2019 dell’1,0 per cento. È la previsione di Confcommercio che, alla vigilia della presentazione della Nota al Def, ha tagliato di un decimo di punto le precedenti stime su entrambi gli anni. I consumi crescerebbero dello 0,9 per cento quest’anno e dello 0,8 per cento l’anno prossimo, sempre che, ha spiegato il direttore del Centro studi Mariano Bella, nel 2019 non scattino le clausole di salvaguardia. L’inserimento nella prossima legge di bilancio delle misure previste dal contratto di governo potrebbe portare il deficit 2019 al 2,8% del Pil. Il centro studi dell’ associazione calcola 5 miliardi di costo per la revisione della legge Fornero, 5 per la “mini flat tax”, 5 per la prima fase di avvio del reddito di cittadinanza e 2,2 di spesa per interessi aggiuntiva. A questo si deve sommare anche il costo delle spese indifferibili.
– Aspettative in calo, diseguaglianze sociali, rancore, chiusura e repressione, sullo sfondo di una società che ha rinunciato a consumi e investimenti. Sono queste le caratteristiche dell’eredità lasciata all’Italia dalla crisi del 2008 secondo la ricerca ‘Miti del rancore, miti per la crescita: verso un immaginario collettivo per lo sviluppo’ condotta dal Censis in collaborazione con Conad.
L’analisi sull’Italia, presentata oggi a Roma, mostra un Paese che nutre un forte disagio per il presente, ha una grande nostalgia del passato (7 italiani su 10 sostengono che si stava meglio prima) ed è incapace di investire nel proprio futuro. Le ragioni sono tante: dalla bassa natalità (dal 1951 a oggi si sono persi 5,7 milioni di giovani), alla progressiva scarsità di reddito (rispetto alla media della popolazione, le famiglie giovani, con meno di 35 anni, hanno un reddito più basso del 15% e una ricchezza inferiore del 41%), dalla crisi sociale allo smarrimento della cultura del rischio personale.
– Borse europee poco mosse in una seduta che guarda alle decisioni che la Fed prenderà in serata, con il probabile terzo rialzo dei tassi del 2018, mentre in Italia si attende la presentazione della nota di aggiornamento del Def da parte del governo.
Tutti i listini segnano variazioni, negative o positive, non superiori allo 0,1%. A Milano il Ftse Mib cede lo 0,09%, con Tim (-2,65%) e Mediaset (-1,13%) in affanno e Carige (+2,82%), Fineco (+1,89%), Bper (+1%) e Ubi (+0,9%) in evidenza. Lo spread, dopo un avvio in lieve rialzo, torna a scendere e si posiziona sotto quota 230 punti, a 229.
Sui listini europei soffrono i titoli dell’auto (-1,2% l’indice Dj Stoxx di settore), che risentono ancora del profit warning fatto ieri da Bmw. Sul mercato dei cambi dollaro poco mosso a 1,177 sull’euro in attesa delle decisioni sui tassi Usa.
In lieve rialzo il petrolio, con il brent che resta sui massimi dal 2014.
– Il Tesoro ha collocato tutti i sei miliardi di euro di Bot semestrali offerti in asta oggi, con il tasso in calo. Il rendimento medio è sceso a 0,206% da 0,438% del collocamento di fine agosto. In rallentamento la domanda che ha raggiunto i 9,857 miliardi di euro contro 11,23 dell’asta di agosto, con un rapporto di copertura sceso a 1,64 da 1,87 precedente.
Aspettative in calo, diseguaglianze sociali, rancore, chiusura e repressione, sullo sfondo di una società che ha rinunciato a consumi e investimenti. Sono queste le caratteristiche dell’eredità lasciata all’Italia dalla crisi del 2008 secondo la ricerca ‘Miti del rancore, miti per la crescita: verso un immaginario collettivo per lo sviluppo’ condotta dal Censis in collaborazione con Conad.
L’analisi sull’Italia, presentata oggi a Roma, mostra un Paese che nutre un forte disagio per il presente, ha una grande nostalgia del passato (7 italiani su 10 sostengono che si stava meglio prima) ed è incapace di investire nel proprio futuro. Le ragioni sono tante: dalla bassa natalità (dal 1951 a oggi si sono persi 5,7 milioni di giovani), alla progressiva scarsità di reddito (rispetto alla media della popolazione, le famiglie giovani, con meno di 35 anni, hanno un reddito più basso del 15% e una ricchezza inferiore del 41%), dalla crisi sociale allo smarrimento della cultura del rischio personale. Crescono, alimentati dal rancore, anche i pregiudizi verso ciò che è diverso: 7 italiani su 10 sono contrari al matrimonio con una persona più vecchia di almeno 20 anni o dello stesso sesso, oltre che a quello con persone di differente religione, in particolare islamica. 4 su 10, poi, non vedono di buon occhio l’unione con immigrati, asiatici o africani.
Il 95% degli italiani è poi convinto che per fare strada nella vita occorra conoscere le persone giuste, oppure provenire da una famiglia agiata (l’88%) o avere fortuna (il 93%). Eppure, nell’ultima fase della recessione e nella timida ripresa gli italiani dispongono di una liquidità totale di 911 miliardi di euro (cresciuta di 110 miliardi tra il 2015 e il 2017), pari al valore di un’economia che, nella graduatoria del Pil dei Paesi europei post-Brexit, si collocherebbe dopo Germania, Francia e Spagna. Insomma, l’Italia ha smarrito la capacità di guardare avanti e si limita a utilizzare le risorse di cui dispone senza tuttavia seguire un preciso programma. Lo dimostra anche l’incidenza degli investimenti sul Pil, scesa al 17,2%, che colloca l’Italia a distanza dalla media europea (21,1%), da Francia (23,5%), Germania (20,1%) e Spagna (21,1%).
La crisi che blocca l’Italia è dunque economica ma anche sociale e per questo Censis e Conad hanno avviato un progetto di ricerca, comunicazione e confronto aperto a tutti gli attori del vivere sociale “per favorire l’avvio di una riflessione comune che si trasformi in una nuova spinta propulsiva per costruire il futuro di ciascuno e del paese”.
– La Banca d’Italia apre, in occasione dell’evento “La notte dei ricercatori”, che si svolgerà anche a Siena il 28 settembre, il Palazzo delle Papesse per presentare il suo restauro. L’esposizione, che si intitola “Il Palazzo parla di sè. Il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro”, sarà visitabile al pubblico dalle 13.00 alle 20.00.
Attraverso le stanze del palazzo, sottolinea la Banca d’Italia, sarà possibile ripercorrere tutta la sua storia a partire dalla costruzione iniziata nel lontano 1469, fino al restauro recentemente eseguito: il progetto nei dettagli, le indagini scientifiche, le tecnologie utilizzate per i lavori di restauro e i segreti del paramento murario che da anni sono oggetto di studio e di ricerca da parte di professionisti e restauratori del settore E’ possibile prenotare l’ingresso attraverso il link http://www.bright-toscana.it.
– Piazza Affari resta poco mossa a metà seduta alla vigilia della presentazione della nota di aggiornamento del Def e con le Borse europee guardinghe in attesa del probabile rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed. Milano cede lo 0,12%, Francoforte lo 0,13% mentre Parigi avanza dello 0,26% e Londra dello 0,7 per cento.
A Piazza Affari scivolano Tim (-2,8%), che procede a rilento su cessioni e acquisizioni, Stm (-1,2%) e Tenaris (-1,15%), che ha rilevato il 47% della saudita Ssp. Male anche Mediaset (-1%) e Astaldi (-1%), diretta verso il concordato in bianco se non dovesse riuscire l’aumento. Acquisti invece per Poste (+0,68%), Bper (+0,62%) e Fineco (+0,51%) mentre prova a rialzare la testa Carige (+1,41%), dopo le vendite delle ultime sedute.
Sui listini europei segnali di debolezza per i semiconduttori (-1,5% l’indice Dj Stoxx di settore) e per le auto (-1,2%), che risentono ancora del profit warning di Bmw. Poco mosso l’euro-dollaro a 1,175. Lo spread Btp-Bud scende a 227 punti base.
– Il commissario europeo Pierre Moscovici, che ha invitato l’Italia a mantenere il deficit sotto il 2%, “quando era ministro dell’Economia ha abbondantemente sforato il 3% violando proprio quelle stesse regole che oggi vorrebbe far rispettare. Non venga quindi a fare la morale a noi”. Lo afferma su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio aggiungendo: “Stiamo lavorando per la crescita della ricchezza degli italiani e non sarà certo un euroburocrate a fermarci”.
Il decreto Genova si appresta a salire, con grande fatica, al Colle. A dodici giorni dal varo in consiglio dei ministri (con la formula ‘salvo intese’), il provvedimento è infatti rimasto bloccato al Tesoro, rallentato da una situazione di caos sulle coperture. Lo scoglio però sembrerebbe ora superato: Palazzo Chigi assicura infatti che il decreto sta per essere inviato al Quirinale. Mostrando ancora una volta una scarsa sintonia, almeno nella tempistica delle dichiarazioni, con via XX Settembre. Una situazione che non può non alimentare le polemiche, con il presidente della Liguria Giovanni Toti che a questo punto vede più opportuno ritirare il dl e ricominciare. In questo clima confuso, arriva intanto l’atto d’accusa della Commissione ispettiva del Mit contro Autostrade: la società sapeva del degrado ma non è intervenuta.
Accuse che la concessionaria rigetta al mittente: sono solo “mere ipotesi”.
E’ da giorni che il Governo assicura l’arrivo imminente del decreto per Genova: venerdì il ministro delle infrastrutture Toninelli lo dava per “pronto” con la pubblicazione in Gazzetta nelle “prossime ore”; sabato fonti del Governo parlavano di “stesura nella fase finale” e nelle “prossime ore” al Colle; ieri lo stesso premier Giuseppe Conte aspettava “i riscontri del Mef” e confidava di inviarlo già oggi al Quirinale. Nel corso della giornata convulsa, si è capito il perché del ritardo. Il provvedimento è infatti arrivato al Tesoro “senza alcuna indicazione degli oneri e delle relative coperture” e “in una versione molto incompleta”, spiegano fonti Mef, assicurando che i tecnici della Ragioneria generale dello Stato stanno “lavorando attivamente per valutare le quantificazioni dei costi e individuare le possibili coperture”. I tecnici della Ragioneria ci lavoreranno tutta la notte e la bollinatura è attesa “nelle prossime ore (stanotte o domani mattina)”, dopodiché ci sarà la trasmissione al Quirinale, spiegano le stesse fonti Mef. Una situazione che però alimenta dubbi e preoccupa le istituzioni locali, con il Governatore ligure Toti che si chiede “se non sia più opportuno il ritiro del Decreto per ricominciare da capo su basi più solide, condivise e realistiche”.
Il caos sul decreto, che Genova aspetta da oltre 40 giorni, ha intanto sovrastato il duro scontro fra la Commissione istituita dal Mit e Autostrade. La Commissione, istituita per fare luce sul crollo del ponte di Genova, ha reso pubblica infatti la sua relazione conclusiva con le ipotesi sul crollo (la causa va ricercata non tanto la rottura di uno o più stralli, quanto in quella di uno dei restanti elementi strutturali) e dure accuse contro Autostrade. La società, pur a conoscenza di un “accentuato degrado” del viadotto Polcevera – secondo la relazione – non è intervenuta e non ha adottato alcuna misura precauzionale a tutela dell’utenza. La Commissione, che accusa Autostrade di aver minimizzato e celato, svela inoltre che il documento sulla valutazione di sicurezza “non esiste” perché quella valutazione non è stata eseguita. Nel mirino anche la procedura di controllo della sicurezza strutturale delle opere, che “è stata in passato, ed è tuttora inadatta al fine di prevenire i crolli e del tutto insufficiente per la stima di sicurezza nei confronti del collasso”. Accuse da cui risponde la società (“non possono che ritenersi mere ipotesi ancora integralmente da verificare e da dimostrare”), replicando punto su punto: la valutazione sulla sicurezza non era prescritta nella zona in cui è caduto il ponte; il sistema di controllo è “totalmente conforme” alla legge e non è mai stato oggetto di rilievi da parte del Ministero; non c’erano condizioni di rischio che giustificassero di chiudere il ponte al traffico.

Ryanair deve “assicurare il pieno rispetto della legislazione Ue” come tutte le compagnie aeree e “questo è qualcosa che i lavoratori non devono negoziare e che non può neanche essere rinviato a una data ulteriore”. È il monito rivolto dalla commissaria Ue al lavoro Marianne Thyssen al numero uno di Ryanair Michael O’Leary, che ha incontrato su richiesta di quest’ultimo a Bruxelles.È stata una “discussione aperta e franca” sulle tensioni sociali che agitano la compagnia aerea, ha detto il portavoce della Commissione Ue.Le regole Ue sui contratti per il personale aereo sono “chiare”, ovvero “non è la bandiera dell’aereo che determina la legislazione” ma “il posto in cui il lavoratore parte la mattina e torna la sera senza che il datore di lavoro ne paghi le spese”, ha detto la commissaria, avvertendo che il rispetto di queste regole “non può avvenire in modo diverso da Paese a Paese”. Perché “il mercato interno non può essere una giungla”, e questo “non è un dibattito accademico ma sono i diritti sociali concreti dei lavoratori”.

Chiusura invariata per lo spread tra Btp e Bund, che sulla piattaforma Bloomberg segna 233 punti base come ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,85%.

– “Il terzo trimestre che si sta concludendo è stato un buon periodo per Alitalia. E’ il primo trimestre in cui Alitalia dovrebbe chiudere con un piccolissimo utile”. Lo ha detto il commissario di Alitalia Luigi Gubitosi in audizione alla commissione Trasporti della Camera sulla situazione economico-finanziaria della compagnia. “Era tanto tempo che non succedeva. E’ il miglior trimestre dell’anno” in utile, ha aggiunto Gubitosi.
– NEW YORK

– Petrolio in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,62% a 71,83 dollari al barile.
– La norma sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti del Jobs Act è illegittima nella parte in cui determina in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato. Lo ha stabilito la Corte costituzionale.
La Corte ha dichiarato illegittime le disposizioni in materia contenute nell’articolo 3, comma 1, del Decreto legislativo n.23/2015, non modificate dal successivo Decreto legge n.87/2018, cosiddetto “Decreto dignità”. In particolare, la previsione di un’indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore è, secondo la Corte, contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione.
Tutte le altre questioni relative ai licenziamenti sono state dichiarate inammissibili o infondate.
La sentenza sarà depositata nelle prossime settimane.
– Nei primi sei mesi del 2018 i viaggiatori cinesi nel mondo sono stati 71.31 milioni, il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Il 13% ha visitato l’Europa, diventata seconda destinazione al mondo, con arrivi dalla Cina raddoppiati rispetto ai primi sei mesi del 2017.
Emerge il primo Report della China Tourism Academy (l’ente del Ministero della Cultura e del Turismo cinese) presentato da Welcome Chinese nell’anno del turismo Europa-Cina. Il miglioramento dei servizi ad hoc dedicati specialmente ai viaggiatori e le maggiori facilitazioni per il rilascio dei visti, così come l’intensificarsi dei collegamenti aerei, hanno sicuramente aiutato l’Europa a diventare, dopo l’Asia, la meta più gettonata per viaggi oltre la Grande Muraglia.
“Ho giurato nell’esclusivo interesse della nazione e non di altri e non ho giurato solo io.
Ovviamente ognuno può avere la sua visione, ma in scienza e coscienza, come si dice, bisogna cercare di interpretare bene questo mandato”. Lo ha detto il ministro dell’economia Giovanni Tria intervenendo ad un convegno a Confcommercio. “Nonostante quello che si dice sui giornali sono ottimista di fare del mio meglio”, ha aggiunto. “L’obiettivo è quello di un mix di politiche che mostri che si può avere fiducia nell’Italia”, ha precisato. Sarà una manovra di crescita, non di austerity, ma che non crea dubbi sulla sostenibilità del nostro debito, bisogna continuare nel percorso di riduzione del rapporto debito PIL”. Lo ha sottolineato il ministro dell’economia Giovanni Tria parlando a Confcommercio. “Dobbiamo dare un segno ai mercati finanziari, a coloro che ci prestano i soldi. Stiamo attenti – ha ammonito – perché a volte se uno chiede troppo poi deve pagare interessi maggiori e quello che si guadagna si perde in interessi
S&P taglia ancora, a distanza di pochi mesi, la stima del Pil italiano dal precedente 1,3% a 1,1% per il 2018 e dall’1,2% all’1,1% per il 2019. Emerge da una tabella all’interno del report ‘Euro Weakness Is Not Over Yet’.  A luglio aveva già tagliato le stime perchè “l’incertezza sulle politiche e il commercio porterà probabilmente a una crescita più lenta degli investimenti”. Secondo S&P la politica interna era il principale rischio e pesava “l’incertezza sulla volontà di proseguire nel consolidamento fiscale”. Il rapporto di S&P spiega che “Deboli ordini esteri, in particolare nel settore automobilistico suggeriscono che l’esportazione stellare dello scorso anno non si ripeterà. Inoltre i mercati emergenti, che sono stati un fattore chiave per la ripresa del commercio mondiale, sono ora visti in rallentamento”.”Nondimeno – prosegue l’economista – gli indicatori della zona euro non sono più deludenti” e si attendo una “una stabilizzazione della crescita economica intorno allo 0,4% al trimestre nei prossimi anni. Anche se la crescita negli Stati Uniti rimane forte, a causa dello stimolo fiscale, la zona euro potrebbe offrire alcune sorprese al rialzo a breve termine. Ci aspettiamo un piccolo rimbalzo nella crescita del seconda metà e gli aumenti salariali dovrebbero iniziare a tradursi in pressioni inflazionistiche”.L’agenzia di rating S&P rivede nuovamente le previsioni di crescita del Pil per l’eurozona ora al 2% per il 2018 e all’1,7% per il 2019, rispetto alle previsioni di crescita di marzo che prevedevano che la zona euro crescesse del 2,3% quest’anno e dell’1,9% successivamente (e dal 2,1% e 1,7% delle previsioni di giugno). L’industria, spiega nel report ‘Euro Weakness Is Not Over Yet’, “ha iniziato a soffrire di una domanda esterna più debole e di crescenti incertezze sulle relazioni commerciali”.
Alta tensione nel governo alla vigilia del Cdm che dovrebbe approvare la nota di aggiornamento del Def. M5s cerca l’asse con la Lega per convincere il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a portare il rapporto deficit-pil al 2,4% .Al momento, a quanto si apprende da fonti di governo, sarebbero 2 le ipotesi che vedrebbero impegnato Conte nel tentativo di mediare. La prima prevedrebbe l’1,9% con il recupero di qualche altro decimale nella manovra; la seconda fisserebbe il deficit poco sopra il 2 ma con una quota importante in investimenti. Una riunione di maggioranza potrebbe tenersi domani pomeriggio a Roma. E il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando dal floor del New York Stock Exchange, ai microfoni di Cnbc, sull’eventualità di un deficit oltre il 2%, risponde:  “Non do numeri sino a quando non delibereremo. Lo saprete dopo il Consiglio dei ministri”. “Una direzione fondamentale di politica di questo governo è un’attenzione alla giustizia sociale. In questa prospettiva un capitolo importante è il reddito di cittadinanza: non potremmo perseguire una manovra economica con 4,7 milioni di poveri, rimanendo indifferenti e non adottando misure adeguate che possano recuperare le persone “drop out”, tagliate fuori, al circuito del lavoro e di una vita economica e sociale piena”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa all’Onu.”C’è molto attenzione e la consapevolezza che il nostro Paese è la seconda industria manifatturiera d’Europa. D’altra parte il confronto mi è utile per rendermi conto che abbiamo un Paese con un grande potenziale di sviluppo. Dobbiamo quindi chiudere la manovra e perseguire le riforme”. Lo dice il premier Giuseppe Conte rispondendo sugli incontri di stamani con i presidenti di Blackrock e NYSE. “Deve essere chiaro che incontro gli investitori senza alcuna soggezione, senza alcuno spirito di sudditanza”.Secondo il leader dei 5Stelle, Luigi Di Maio, ‘serve un nuovo vertice, perchè c’è tanto lavoro da fare’.  M5s fa sapere che Tria oppone una ‘forte resistenza’ al superamento della riforma Fornero delle pensioni, che invece il Movimento considera essenziale per votare il testo.Ma il ministro dell’Economia va avanti nella sua linea: “Ho giurato nell’esclusivo interesse della Nazione e non di altri e non ho giurato solo io – dice nel suo intervento alla Confcommercio -. Ovviamente ognuno può avere la sua visione, ma in scienza e coscienza, come si dice, bisogna cercare di interpretare bene questo mandato”. Il resposabile di via XXSettembre conferma, quindi, la tabella di marcia: la Nota di aggiornamento al Def arriverà come previsto domani, entro la scadenza ufficiale del 27 settembre.  “Nonostante quello che si dice sui giornali sono ottimista di fare del mio meglio”, aggiunge Tria. “L’obiettivo è quello di un mix di politiche che mostri che si può avere fiducia nell’Italia”. “Sarà una manovra di crescita, non di austerity, ma che non crea dubbi sulla sostenibilità del nostro debito, bisogna continuare nel percorso di riduzione del rapporto debito PIL”, ha affermato il ministro, aggiungendo:  “Dobbiamo dare un segno ai mercati finanziari, a coloro che ci prestano i soldi. Stiamo attenti – ha ammonito – perché a volte se uno chiede troppo poi deve pagare interessi maggiori e quello che si guadagna si perde in interessi”.Nella prossima manovra ci saranno interventi per affrontare il problema sociale, come il reddito di cittadinanza “per permettere più facilmente le trasformazioni del tessuto produttivo che creano problemi transitori nel tessuto sociale”, ha sottolineato, spiegando che il disegno del governo “al di là delle etichette va in quella direzione”.  Intanto le Conferenze dei Capigruppo hanno deciso che l’esame del Def comincerà nell’Aula di Camera e Senato il prossimo 10 ottobre.LE PREVISIONI DI CONFCOMMERCIO – La crescita dell’economia italiana sta rallentando: il 2018 potrebbe chiudersi con un aumento del Pil dell’1,1 per cento e il 2019 dell’1,0 per cento. È la previsione di Confcommercio che, alla vigilia della presentazione della Nota al Def, ha tagliato di un decimo di punto le precedenti stime su entrambi gli anni. I consumi crescerebbero dello 0,9 per cento quest’anno e dello 0,8 per cento l’anno prossimo, sempre che, ha spiegato il direttore del Centro studi dell’associazione, Mariano Bella, nel 2019 non scattino le clausole di salvaguardia. Le previsioni economiche sono state presentate nel convegno ìMeno tasse per crescere’ dove è atteso il ministro Tria.L’inserimento nella prossima legge di bilancio delle misure previste dal contratto di governo Lega-5 Stelle potrebbe portare il deficit 2019 al 2,8% del Pil, per il centro studi di Confcommercio che calcola 5 miliardi di costo per la revisione della legge Fornero, 5 miliardi per la “mini flat tax”, 5 miliardi per la prima fase di avvio del reddito di cittadinanza e 2,2 miliardi di spesa per interessi aggiuntiva. A questo si deve sommare anche il costo delle spese indifferibili, mentre la pace fiscale, quotata anch’essa 5 miliardi, non impatta sul saldo strutturale.”Sull’Iva non si tratta e non si baratta” ha sottolineato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.  Lo scambio tra più IVA e meno Irpef, ha spiegato il presidente, equivarrebbe a “tre errori e due autogol”. Tre errori perché più IVA e meno Irpef “non riduce la pressione fiscale complessiva, colpisce i livelli di reddito più bassi, incide sulla domanda interna in una fase di rallentamento della crescita complessiva del paese. Insomma con gli aumenti dell’IVA ci faremo due autogol – ha spiegato Sangalli – a danno della crescita, a danno dell’equità sociale”. Non si fa attendere la risposta del ministro Tria sul taglio delle tasase: “Si parte ora dalle imprese, negli anni successivi affronteremo il problema Irpef”.

– Il prossimo Congresso annuale dell’Assiom-Forex, il venticinquesimo, si terrà a Roma nelle date dell’ 1 e 2 febbraio 2019 ai Cinecittà Studios. Main sponsor dell’evento sarà Iccrea Banca. Come di consueto, la mattina di sabato 2 febbraio sarà dedicata al primo discorso ufficiale dell’anno del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. A lavori ultimati, si terrà l’assemblea di Assiom Forex per la nomina del nuovo Consiglio e del Collegio dei Revisori, chiamato ad eleggere le cariche (presidente, vicepresidente, segretario generale, tesoriere) che guideranno l’Associazione nel prossimo triennio. “Speriamo di organizzare un congresso di successo come è stato quello di Verona. A gennaio-febbraio avremo più notizie nel percorso che faremo in questo Paese con il governo del cambiamento e vedremo i primi effetti della fine del Qe”, ha sottolineato il presidente, Luigi Belluti.
– ‘La Verità’, quotidiano fondato da Maurizio Belpietro, ha inviato a Mondadori un’offerta irrevocabile “finalizzata all’acquisizione del ramo d’azienda relativo al newsmagazine Panorama”. Lo si legge in un comunicato.
– Chiusura in perdita per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,11% a 21.646 punti.
– Chiusura in cauto rialzo per le Borse europee. Solo Milano ha terminato le contrattazioni in terreno negativo (-0,11%). Poco sopra la parità sia Londra (+0,05%) sia Francoforte (+0,09%), mentre Parigi ha guadagnato lo 0,61%. Bene Madrid (+0,33%).
– Chiusura invariata per lo spread tra Btp e Bund, che sulla piattaforma Bloomberg segna 233 punti base come ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,85%.
– Dieci anni fa, in un appartamento di Berlino, nasceva Zalando. Dopo aver tentato di lanciare un social network per universitari in Sud America i fondatori – Robert Gentz e David Schneider – decisero di buttarsi in una nuova avventura e il 29 settembre 2008 la loro piattaforma per acquisti on-line ricevette il primo ordine. Il sito, inizialmente dedicato alle infradito, poi all’e-commerce di scarpe, oggi è una piattaforma di moda che conta oltre 24 milioni di clienti in 17 mercati e più di 15.000 dipendenti di 100 nazionalità, di cui 6.000 nella sede di Berlino. In Italia Zalando.it è sbarcato nel 2011. Nell’agosto dell’anno scorso è stato annunciato l’avvio dei lavori per la creazione di un hub logistico di Nogarole Rocca (Verona) e quest’anno l’ampliamento del magazzino di Stradella (Pavia).
– Piazza Affari ha archiviato in perdita dello 0,11% una seduta che per le altre Borse europee è stata invece di cauta crescita. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso invariato a 233 punti base, con il rendimento del titolo decennale italiano al 2,85%. I mercati internazionali si sono mossi coi piedi di piombo in vista delle decisioni della Fed sul rialzo dei tassi, mentre a Milano gli investitori hanno fatto i conti anche con l’attesa della nota di aggiornamento del Def. Il titolo peggiore è stato Tim, che ha perso il 2% nella nona giornata di rilanci nella gara per le frequenze 5G e mentre è congelata la cessione di Sparkle. Male anche St (-1,6%) e le due più grandi banche italiane: Intesa (-1,5%) e Unicredit (-1,3%).
Fuori dal listino principale è invece cresciuta Carige (+2,8%).
Fra i titoli a maggiore capitalizzazione, i più solidi sono stati Luxottica (+2%) e Pirelli (+1,38%).
– Il consorzio Gas for Climate, che raggruppa 7 aziende europee nel settore delle infrastrutture gas, tra cui Snam, e 2 associazioni che rappresentano la filiera del biogas e del biometano, incluso il Consorzio Italiano Biogas (Cib), ha presentato al Commissario europeo per il Clima e l’energia Miguel Arias Cañete un piano d’azione per favorire l’aumento della produzione di gas rinnovabile fino al 10% dei consumi europei, contribuendo al processo di decarbonizzazione sostenibile dell’Unione europea.
Nel piano si suggerisce di fissare obiettivi “ambiziosi” per il gas rinnovabile rispetto ai consumi finali di gas. Il consorzio raccomanda anche di armonizzare le norme sugli incentivi alla produzione di gas rinnovabile a livello europeo affinché riconoscano appieno il valore di questa nuova fonte energetica.
Il Commissario europeo ha sottolineato la necessità di incrementare i volumi di gas rinnovabile, accanto all’elettricità rinnovabile, per decarbonizzare il sistema energetico europeo.
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