Ultimo aggiornamento 1 Ottobre, 2018, 12:50:08 di Maurizio Barra
DALLE 11:16 ALLE 12:50
DI LUNEDì 01 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Moavero, serve crescita per calo debito
‘Fardello che va ridotto, per farlo bisogna migliorare il Pil’
Germania, Verdi superano l’SpdEcologisti al 17%, socialdemocratici al 16%, ultradestra al 15%
Catalogna, separatisti alla GeneralitatA Girona. Cortei e blocchi stradali a un anno dal referendum
Migranti: 8.600 fermati a confine turcoAnkara, ‘485 intercettati in mare, arrestati 187 trafficanti’
Per 70% francesi #metoo non ha incisoSchiappa, ‘intera società malata di sessismo,serve molto lavoro’
Sciopero arabi contro Stato-NazioneSolidarietà da palestinesi Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est
Turchia: 681 arresti per terrorismoIn maggioranza per legami con Gulen, detenuti 171 sospetti Pkk
Amnesty contro demolizione scuola gommeOng, per far posto a insediamento ebraico illegale
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L’ARTICOLO
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“Il fardello del debito pubblico che l’Italia si porta dietro da anni va ridotto. Lo dobbiamo fare per rispetto delle nuove generazioni. Per ridurlo l’Italia deve crescere e migliorare il prodotto interno lordo”. Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri Moavero alla presentazione del Rapporto dell’Ance alla Farnesina.
– BERLINO
– In Germania i Verdi sorpassano i socialdemocratici e diventano secondo partito: è quello che emerge da un sondaggio Forsa, secondo il quale gli ecologisti avrebbero il 17% dei consensi contro il 16% dell’Spd. È la prima volta che accade dai tempi dell’incidente nucleare di Fukushima nel 2011. Primo partito resta l’Unione (Cdu-Csu), con il 28%.
Forte resta anche il consenso per l’ultradestra, che vede un 15% di elettori pronunciarsi a favore dell’Afd. La Linke (sinistra) è al 10% e l’Fdp al 9.
– Cortei, manifestazioni e blocchi stradali da parte dei separatisti catalani stanno segnando nelle principali città della regione l’anniversario del referendum indipendentista disconosciuto da Madrid. A Girona alcuni militanti hanno fatto irruzione nella sede locale della Generalitat, l’istituzione a capo della Catalogna riconosciuta da Madrid, con l’intenzione di strappare la bandiera spagnola.
Manifestazioni sono in corso anche a Barcellona e in altre città della Catalogna.
– ISTANBUL
– Le autorità in Turchia hanno fermato nell’ultima settimana 8.610 persone che cercavano di attraversare le sue frontiere con l’Unione europea o di entrare nel Paese senza regolari documenti. Tra queste, 485 sono state intercettate in mare. Lo riferisce il ministero degli Interni di Ankara, aggiungendo che nello stesso periodo sono stati arrestati 187 sospetti trafficanti di esseri umani.
Dal contestato accordo con Bruxelles del marzo 2016, il numero di migranti e rifugiati che dalla Turchia raggiungono quotidianamente l’Ue, soprattutto la Grecia, si è ridotto notevolmente. Si confermano tuttavia in aumento le cifre di coloro che risultano bloccati nei tentativi di traversata. Nei primi 8 mesi dell’anno, le autorità locali avevano registrato una crescita del 37% rispetto allo stesso periodo del 2017.
– PARIGI
– Il 70% dei francesi ritiene che il movimento #Metoo non abbia cambiato nulla: è quanto emerge da un sondaggio realizzato per RTL Girls dall’Istituto Harris Interactive. Secondo lo studio, a un anno dall’affare Weinstein, la lotta contro le violenze alle donne in Francia non è né migliorata né peggiorata. Parlando ai microfoni di radio RTL, la ministra responsabile per la Parità, Marlène Schiappa, ha dichiarato: “Tutta la nostra società è malata di sessismo, ci vorrà molto lavoro”.
– TEL AVIV
– E’ in corso lo sciopero generale del settore commerciale proclamato dagli arabi israeliani per protestare contro la recente legge su Israele ‘Stato nazione’ del popolo ebraico.
L’iniziativa – annunciata nei giorni scorsi dal presidente del Comitato di coordinamento della popolazione araba in Israele, Mohammed Baraka – è diretta anche contro le decisioni del presidente Trump su Gerusalemme captale di Israele, sullo spostamento dell’ambasciata Usa da Tel Aviv e sul taglio dei fondi all’Unrwa, Agenzia Onu per i profughi palestinesi.
Il giorno di oggi è stato scelto per ricordare il 18/o anniversario degli eventi dell’ottobre 2000, quando 13 dimostranti arabi israeliani morirono negli scontri con la polizia nel corso di manifestazioni a sostegno della seconda Intifada. Allo sciopero generale di oggi hanno aderito in solidarietà anche i palestinesi in Cisgiordania, a Gaza e a Gerusalemme est.
– ISTANBUL
– Non si fermano in Turchia gli arresti di massa con accuse di terrorismo, anche dopo la conclusione lo scorso luglio dello stato d’emergenza post-golpe.
Sono 681 le persone finite in manette nell’ultima settimana, secondo il ministero degli Interni. La maggior parte (461) è sospettata di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Tra i detenuti ci sono anche 171 supposti affiliati al Pkk curdo, 43 all’Isis e 6 a gruppi illegali di estrema sinistra.
La scorsa estate, il governo di Ankara ha ulteriormente irrigidito la legislazione antiterrorismo per un altro biennio, con un provvedimento che secondo le opposizioni rende di fatto “permanente” lo stato d’emergenza formalmente revocato.
– TEL AVIV
– “Un crimine di guerra per fare posto ad un illegale insediamento ebraico”. Così Amnesty International ha definito la demolizione del villaggio beduino di Khan al Ahmar in Cisgiordania, in cui si trova la ‘Scuola di Gomme’, e il trasferimento dei suoi abitanti (circa 180), stabiliti dalla Corte Suprema di Israele dopo una lunga battaglia giudiziaria. L’autorità di governo israeliana dei Territori Palestinesi, il Cogat, ha dato tempo fino ad oggi agli abitanti del villaggio per demolire le strutture del posto.
Un atto non solo “senza cuore e discriminatorio, ma anche illegale”, ha denunciato Saleh Higazi, vice direttore di Amnesty per il Medio Oriente e il Nord Africa. Israele sostiene che il villaggio – che si trova nella Area C dei Territori Palestinesi, quella in base agli Accordi di Oslo sotto il controllo civile e amministrativo dello stato ebraico – è stato costruito senza i dovuti permessi. I palestinesi hanno ribattuto che è impossibile ottenere da Israele quei permessi.
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