Ultimo aggiornamento 1 Ottobre, 2018, 15:23:02 di Maurizio Barra
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DI LUNEDì 01 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
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Google, 9 mld a Apple per stare sull’iPhone
Goldman Sachs, nel 2019 cifra salirà a 12 mld
Tim Berners Lee lancia piattaforma per mettere al sicuro i datiPapà di Internet, web è ora motore iniquità e divisione
Problemi di ricarica per i nuovi iPhoneUn centinaio le segnalazioni, la causa sembra essere iOS 12
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Nel 2018 Google pagherà ad Apple nove miliardi di dollari per stare sui dispositivi della Mela come motore di ricerca predefinito. Lo dice un report dell’analista Rod Hall di Goldman Sachs, di cui da’ notizia Business Insider.
L’accordo tra le due società è noto da anni ma non è mai stato ammesso pubblicamente. Prove concrete sono emerse, tuttavia, dai documenti della battaglia legale di Oracle nei confronti di Google, in cui fu rivelato che nel 2014 la cifra pagata da Big G a Cupertino era stata di un miliardo di euro. Poi la cifra è cresciuta: nel 2017 se ne stimavano 3 di miliardi. Mentre per il 2019 si prevede che l’accordo raggiungerà quota 12 miliardi. In pratica è la ‘tassa’ che Google paga a Apple per rendere il suo motore di ricerca predefinito su iOS, più precisamente sul browser Safari, sviluppato da Apple e preinstallato in ogni iPhone e iPad.
Si tratta di cifre importanti, ma per l’azienda di Mountain View ne vale la pena: si stima che circa il 50 per cento di tutti i suoi ricavi della pubblicità siano generati proprio su dispositivi iOS. “Crediamo che Apple sia uno dei più grandi canali di acquisizione di traffico per Google”, aggiunge il rapporto. Il motore di ricerca Chrome di Google è stato lanciato proprio 10 anni fa. Inizialmente funzionava solo su pc Windows, poi è arrivato su Linux e macOS. La versione per i dispositivi mobili è stata lanciata nel 2012.
Lo scandalo Cambridge Analytica e i continui furti di dati, l’ultimo quello reso noto da Facebook pochi giorni fa che ha compresso almeno 50 milioni di account, stanno facendo riflettere sulla privacy e la protezione dei dati. E scende in campo anche uno dei padri di Internet, Tim Berners Lee. Lancia Solid, una piattaforma che permette di decentralizzare la gestione dei dati, lasciando gli utenti liberi di decidere dove le proprie informazioni vanno, chi le legge e quali app possono prenderle.”Il web moderno e’ diventato un motore di iniquità e divisione influenzato da potenti forze che lo usano per i propri obiettivi. Abbiamo raggiunto un punto critico, un cambiamento è possibile”, spiega Berners Lee in un post che somiglia ad un manifesto programmatico. La piattaforma è stata sviluppata in collaborazione con il Mit, è open source, e lo scopo è quello di offrire agli utenti la possibilità di avere il pieno controllo dei propri dati personali. Tutto ruota attorno ‘Solid POD’ definito come “un vostro sito Web privato con i dati interoperabili con tutte le app”. In pratica, è una sorta di silos dove vengono immagazzinate tutte le nostre informazioni personali che verranno “linkati” dall’esterno per poter essere utilizzati.La finalità del progetto è “True data ownership”, cioè il vero controllo dei propri dati, attorno al quale si sta costituendo una community. “Solid cambia il modello attuale nel quale gli utenti devono consegnare dati personali ai giganti digitali in cambio di un valore percepito – aggiunge Berners Lee – Ho sempre creduto che il web sia per tutti. Questo è il motivo per cui io e altri lottiamo fieramente per proteggerlo. I cambiamenti che siamo riusciti ad apportare hanno creato un mondo migliore e più connesso”.
Almeno un centinaio di possessori dei nuovi iPhone Xs e Xs Max hanno scritto sulla pagina di supporto Apple per lamentare un problema con la ricarica dei dispositivi. In alcuni casi, l’inserimento del cavo non farebbe partire il caricamento della batteria.Il problema sembra riguardare il tentativo di ricarica quando lo schermo dell’iPhone è spento. “Svegliandolo”, infatti, il telefono riconosce correttamente il cavo. Altri utenti hanno segnalato che, dopo il collegamento alla presa elettrica, lo smartphone si blocca. Il malfunzionamento è stato mostrato dal team di Unbox Therapy in un video su YouTube.L’inconveniente parrebbe legato a un problema di software, e non di hardware degli iPhone Xs. Il malfunzionamento è infatti stato segnalato anche su iPhone più vecchi su cui è stato fatto l’aggiornamento a iOS 12, l’ultima versione del sistema operativo di Apple.Il problema dovrebbe quindi essere risolvibile da Apple attraverso un semplice aggiornamento del software.
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