Ultimo aggiornamento 1 Ottobre, 2018, 22:57:02 di Maurizio Barra
DELLE 15:22 E 22:50
DI LUNEDì 01 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE CYBERSECURITY. MULTA FACEBOOK
Cybersecurity, a Taranto c’è un super-laboratorio
L’intelligenza artificiale al servizio della sicurezza del web
Facebook: Wsj; rischia multa 1,63 mld dlr in Ue per datiCaso attacco hacker a piattaforma con rischi per 50 mln account
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A Taranto l’Università degli Studi di Bari, grazie anche ad un co-finanziamento della Regione Puglia, ha attivato un laboratorio di cybersecurity, definito “al momento, probabilmente, il più performante in Italia, dotato di tecnologia Ibm con estensioni cognitive Watson, quindi siamo al top della tecnologia”. Lo ha spiegato Danilo Caivano, docente barese del dipartimento di informatica, presentando per la prima volta il progetto nel convegno dal titolo ‘The hack spac'”, organizzato dal dipartimento di informatica dell’Università degli Studi di Bari nell’ambito del mese europeo della sicurezza informatica che si inaugura oggi.
“Siamo all’anno zero, questo è il momento in cui investire – ha detto Caivano -. Speriamo di sfornare bravi professionisti, e non ragazzotti che vadano in giro a fare danni, prova ne sia il fatto accaduto di recente con l’hacking su Facebook in cui 50 milioni di account sono stati violati. Speriamo, facendo cultura e formazione sulla cybersecurity, di evitare questi accadimenti e creare invece qualcosa che possa essere utile al sistema Paese”. Il laboratorio, in cui si farà didattica e ricerca, è stato allestito nell’ambito del nuovo corso di laurea specialistica in cybersecurity che ha sede a Taranto. Una struttura di “avanguardia” ha spiegato Caivano, in cui “l’intelligenza artificiale è al servizio della cybersecurity, una delle poche istallazioni in Italia”.
“Nel nostro Paese – ha detto ancora Caivano – ci sono altri corsi di laurea che trasferiscono competenze tecnologiche, ma in pochi riescono a dare un intervento incisivo a tutto tondo. Oggi sicurezza informatica significa sicurezza in rete, sicurezza applicativa, ma anche sicurezza organizzativa. Oggi tipicamente il grosso si concentra sulla sicurezza in rete, che è il problema più sentito. In realtà dobbiamo rifondare da zero il percorso, perché occorre che i ragazzi incomincino a sviluppare software sicuri, che fino ad ora non è stato fatto. Significa che i ragazzi devono avere chiara qual è l’organizzazione che un’impresa, un ente, si deve dare per poter rispondere ad un attacco, studiarlo e predisporre le misure, perché non accada più. Questo ad oggi lo fanno in pochi”.
Attualmente il laboratorio è aperto ai 40 studenti, le matricole del corso avviato a Taranto, ma per le attività di ricerca “sarà al servizio di tutto il dipartimento, potenzialmente dei 3mila studenti iscritti”.
Facebook rischia in Europa una multa fino a 1,63 miliardi di dollari per l’attacco hacker che ha colpito almeno 50 milioni di account mettendo a rischio i dati personali degli utenti. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che la commissione per la tutela dei dati irlandese, che è l’autorità primaria per la privacy per Facebook, ha chiesto nei giorni scorsi maggiori informazioni sulla natura e sulla portata dell’attacco. La multa scatterebbe se le autorità rinvenissero che Facebook ha violato le norme sulla privacy europee.”Preoccupa che l’attacco è stato scoperto martedì e ha colpito milioni di account ma Facebook non è in grado di chiarire la sua natura e i rischi esistenti al momento per i suoi clienti” affermano le autorità irlandesi.”Il problema non è la password. Il problema è il sistema”, “il problema è il modo in cui Facebook presenta i dati e li rende accessibili”. Così Christopher Wylie il whistleblower dietro allo scandalo Facebook-Cambridge Analytica, nel suo intervento al Wired Next Fest a Firenze qualche giorno fa. “All’inizio il mio ruolo era quello di esplorare nuovi modi di portare online le tattiche militari – ha raccontato parlando della sua esperienza in Cambridge Analytica nella profilazione delle persone su facebook -, focalizzandomi su azioni antiterrorismo”. Ma la stessa tecnica può essere utilizzata per influenzare le campagne elettorali perché “in guerra non ti preoccupi della libertà del tuo nemico, manipolarlo non è un problema. In democrazia la capacità di distinguere il vero dal falso è fondamentale per compiere scelte informate”. [print-me title=”STAMPA”]
