Ultimo aggiornamento 3 Ottobre, 2018, 01:10:54 di Maurizio Barra
DALLE 16:48 DI MARTEDì 02 OTTOBRE 2018
ALLE 01:10 DI MERCOLEDì 03 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
All’Onu parla il primo non politico da più di 20 anni, è uno startupper italiano
È Gianpiero Lotito, Ceo e Fouder di FacilityLive, la startup italiana più finanziata in Europa
Ruby Rose la celebrity più pericolosa sul webClassifica McAfee, in Italia al top Michelle Hunziker
Facebook nomina Adam Mosseri a guida InstagramDopo l’uscita dei due co-fondatori dell’app
Amazon a Torino, cento studenti Politecnico pronti a sfida ‘Cerchiamo teste che pensino in modo non convenzionale’
Aperta la caccia alle idee per l’Amazon Innovation AwardTre atenei in gara, oltre 200 partecipanti al Politecnico di Milano
Chiusa l’asta 5G, totale offerte 6,55 mldA Tim e Vodafone i due lotti da 80 MHz in banda 3700
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Gianpiero Lotito (Ceo e Fouder di FacilityLive, la startup italiana più finanziata in Europa), sarà il primo “non governativo o non politico” italiano invitato a fare un discorso alle Nazioni Unite da più di 20 anni. Avverrà oggi alle 11.30 (ora USA) all’Assemblea Generale dell’ONU nella “giornata della Non-Violenza” che si terrà a New York.
Il suo discorso intitolato “Pace e tecnologia” si articolerà sui seguenti temi:
• etica e nuovi ecosistemi tecnologici
• come la tecnologia digitale può aiutare i processi di pace.
• una visione per un’Europa più unita nell’industria digitale
“Sono uno startupper. Si, sono proprio uno startupper – scrive Lotito presentandosi -. Con i miei capelli bianchi, perché l’innovazione non ha età. Non è solo materia per i più giovani. È un’attitudine, un modo di pensare che ti accompagna tutta la vita. Come per tutta la vita ti accompagna lo spirito di pace, la voglia di vivere in mezzo agli altri, di vivere con gli altri. Come possono convivere la voglia e la capacità di innovazione, e quindi di creare tecnologia e la voglia di vivere in tempo di pace, in pace con gli altri? Possono. E devono. Costruendo tecnologia che riporti l’uomo al centro delle cose, e che non veda noi esseri umani come numeri, clienti, consumatori, profili, oggetti… Io non credo che nessuno di voi abbia voglia di vivere in una società algoritmica dove le macchine decideranno al vostro posto cosa è buono per la vostra vita, cosa è giusto scegliere. Creare macchine, tecnologia che sia al servizio dell’uomo e non un mondo di uomini guidati dalle macchine è il nostro dovere. Noi di FacilityLive lavoriamo ogni giorno per questo obiettivo. Che è un obiettivo culturale, politico, tecnologico”.
L’attrice Ruby Rose, star della serie Black is the New Orange, è la celebrità più pericolosa da cercare online. Vuol dire che, sfruttando la sua popolarità e ovviamente a sua insaputa, gli hacker infilano trappole per gli utenti. Nella lista, che la società di sicurezza MacAfee compila da 12 anni, compaiono anche l’attrice francese Marion Cotillard, la prima e inimitabile Wonder Woman Lynda Carter, la star della reality tv Kourtney Kardashian e Amber Heard, attrice ed ex moglie di Johnny Depp. In Italia in cima a questa lista c’è Michelle Hunziker.”Spesso privilegiamo la velocità e la semplicità a scapito della sicurezza e facciamo click su link sospetti che promettono contenuti sulle nostre celebrità preferite, come i nostri film, i programmi televisivi o le immagini”, spiega Antonio Gaetani, Director Partner Product Management di McAfee. “Nel nostro mondo iperconnesso – aggiunge – è importante che ci impegniamo a pensare prima di cliccare per essere sicuri di atterrare su contenuti digitali sicuri e proteggersi dalle minacce alla sicurezza informatica che possono essere utilizzate per infettare i loro dispositivi o rubare la loro identità”. Per McAfee, la top ten delle celebrità italiane che comportano le più alte percentuali di rischio online vedono sul podio Michelle Hunziker, Aurora Ramazzotti e Miriam Leone. In lista anche Ilary Blasi, Monica Bellucci, Asia Argento.
Adam Mosseri e’ il nuovo capo di Instagram: la carica e’ effettiva da oggi. La sua nomina alla guida dell’app per la condivisione di foto di Facebook segue l’uscita dalla societa’ dei due co-fondatori di Instagram, Kevin Systrom e Mike Krieger. Un addio legato, secondo indiscrezioni, ai dissidi che hanno andati avanti per mesi fra i top manager della casa madre e della controllata, e che hanno portato l’amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg a spostare Adam Mosseri dalla controllante a Instagram proprio in vista di un possibile addio dei due fondatori.
Gli studenti del Politecnico di Torino sono pronti alla sfida per l’Amazon Innovation Award, il premio istituito dal colosso statunitense dell’e-commerce. Affronteranno i colleghi del Politecnico di Milano e dell’Università di Roma Tor Vergata per cercare di aggiudicarsi il viaggio premio a Seattle a febbraio, che prevede una visita alla sede e la possibilità di esporre la propria idea al management dell’azienda.
Alla ‘gara’ parteciperanno circa cento i ragazzi del corso di Produzione Industriale e Gestione dell’Innovazione, area meccanica, del professore Guido Perboli.”Saranno suddivisi in gruppi di cinque persone ed elaboreranno i loro progetti relativi al processo di automazione delle attività di magazzino di Amazon, flussi in entrata e in uscita. Il loro lavoro farà parte anche dell’esame, sarà valutato come applicano le metodologie, come vengono giudicati da Amazon. E’ questa una parte fondamentale del corso perché una strategia aziendale non si può imparare soltanto sui libri”, spiega Perboli.”Il valore aggiunto rispetto ad altri Award – sottolinea il docente – è nella collaborazione tra ateneo e azienda, la possibilità di calare i ragazzi in un caso vero. Ma il vero valore aggiunto è dato da Amazon stessa. E’ un’azienda che pensa ancora come una start up nonostante sia tanto cresciuta. Per i ragazzi è una grande occasione perché le loro idee innovative vengono messe a punto in una struttura grande che ti può supportare. Amazon è un’azienda che ti costringe a pensare in modo non standardizzato, in grande”.In tutta la sua presentazione Stefano La Rovere, manager di Amazon, insiste infatti con i ragazzi sulla necessità di “guardare le cose in modo innovativo, non fare un lavoro accademico di analisi di numeri, ma utilizzare i numeri come punto di partenza per pensare qualcosa di nuovo. Cerchiamo idee – dice – ma anche teste che pensino in modo non convenzionale”.
Il rapporto tra il Politecnico di Torino e Amazon è già consolidato: si fanno tesi insieme e stage, diversi giovani sono stati chiamati da Amazon Italia e Amazon Lussemburgo e hanno iniziato il loro percorso lavorativo, due sono arrivati a ricoprire la carica di project manager in Lussemburgo.
E’ aperta la caccia alle idee per l’Amazon Innovation Award, il premio istituito dal colosso statunitense dell’e-commerce per stimolare gli studenti universitari a formulare progetti innovativi mirati a ottimizzare la consegna dei prodotti acquistati online. Saranno più di 200 i partecipanti solo al Politecnico di Milano, il primo ateneo a dar vita al contest tre anni fa, pronto anche quest’anno a contendersi la leadership con il Politecnico di Torino e l’Università di Roma Tor Vergata. In palio, un viaggio premio a Seattle che include la visita ad alcuni dei più innovativi centri di distribuzione di Amazon.
“Ogni anno l’azienda ci chiede di trovare soluzioni innovative per raggiungere obiettivi sfidanti, per esempio introdurre più automazione nelle attività di magazzino a supporto del lavoro del personale, oppure ottimizzare la logistica dell’ultimo miglio per ridurre i costi e aumentare l’efficienza delle consegne dei prodotti ai clienti finali”, spiega Riccardo Mangiaracina, professore di logistica del Politecnico di Milano. “Il valore aggiunto di questo concorso sta nel fatto che gli studenti hanno la possibilità di cimentarsi con i problemi reali e concreti di un’azienda, a cui devono proporre una soluzione innovativa che ancora non esiste e che devono elaborare sfruttando la loro creatività”.
L’Amazon Innovation Award “è nato tre anni fa al Politecnico di Milano nell’ambito del corso di logistics management della laurea specialistica in ingegneria gestionale – precisa Mangiaracina – e ogni anno riscuote grande successo: vi partecipano oltre 200 studenti dei circa 300 iscritti al corso, che per il 20% sono studenti stranieri”.
L’ammontare totale delle offerte per la gara 5G ha raggiunto i 6.550.422.258,00 euro, superando di oltre 4 miliardi l’introito minimo fissato nella Legge di Bilancio. Lo annuncia il ministero dello Sviluppo, confermando la chiusura dell’asta.L’introito raggiunto ha superato del 164% il valore delle offerte iniziali e del 130,5% la base d’asta. I lotti della banda 3700 MHz, quelli più ambiti, vanno a Tim (80 MHz per 1,69 mld), a Vodafone (80 MHz per 1,68 mld), a Wind 3 (20 MHz per 483,9 mln) e a Iliad (20 MHz per 483,9 mln). [print-me title=”STAMPA”]
