Ultimo aggiornamento 5 Ottobre, 2018, 11:34:43 di Maurizio Barra
DALLE 10:05 ALLE 11:34
DI VENERDì 05 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
CRONACA TUTTE LE NOTIZIE
Cicci e carillon non a norma, sequestri
Blitz al porto di Ravenna insieme ai funzionari delle Dogane
lioMaltempo: trovati morti mamma e un bimbo, ancora disperso l’altro figlioIn Calabria torrenti esondati, allagamenti, persone sui tetti
Attivista italiano arrestato in Turchia, manca ancora l’accusaGianfranco Castellotti era a Instabul per osservare un processo
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BOLOGNA
– Oltre 57mila catenelle porta ciuccio per neonati, provenienti dalla Cina, sono state sequestrate al porto di Ravenna perché prive degli standard minimi di sicurezza imposti dalle normative europee. La tentata importazione dei prodotti per l’infanzia è stata intercettata dalla Guardia di Finanza e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane. Nello stesso container erano trasportati anche circa 25mila tra carillon e scatoline di metallo porta dentini: prodotti che, seppur regolari per la sicurezza, non avevano le indicazioni richieste dal Codice del Consumo su provenienza e conformità dei materiali. Per il destinatario del carico, un imprenditore cinese residente in Italia e titolare di una ditta con sede nelle Marche, sono scattate sanzioni.
I corpi della mamma e di uno dei due figli dispersi in provincia di Lamezia Terme a seguito dell’ondata di maltempo sono stati ritrovati dai vigili del fuoco nel letto di un torrente nei comuni di San Pietro a Maida e San Pietro Lametino. Sono in corso le ricerche del secondo figlio della donna che risulta ancora disperso.Nel corso della notte era stato il marito della donna, Stefania Signore, ad avvertire i vigili del fuoco del suo mancato rientro a casa. La vettura sulla quale viaggiava la donna era stata trovata con le quattro frecce accese e vuota a San Pietro Lametino, frazione di Lamezia Terme. Le ricerche sono in corso adesso in tutta la zona per cercare il secondo figlio anche con l’ausilio di un elicottero del Nucleo Vvf di Salerno ed un altro è in arrivo da Catania.Torrenti esondati, allagamenti, persone sui tetti. L’ondata di maltempo che dalla serata di ieri ha investito la Calabria ha provocato danni e disagi in tutte e cinque le province. Al confine tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia, maggiormente interessate le zone delle Serre comprese tra San Vito sullo Ionio, Filadelfia, Polia, San Nicola da Crissa, Monterosso Calabro, Cortale, Maida, Chiaravalle Centrale, San Pietro a Maida, Simbario. Colpita in modo pesante la piana di Gioia Tauro e Siderno, in provincia di Reggio Calabria. Forti temporali interessano anche il crotonese in particolar modo le zone tra i comuni di Strongoli e Cirò Marina. Sulla zona Tirrenica, la città più colpita in assoluto dalla tarda serata di ieri è Lamezia Terme dove le precipitazioni a carattere temporalesco ed il forte vento imperversano incessantemente. Catania, si fa conta dei danni – Pezzi di asfalto e pietre per strade, commercianti che ancora puliscono negozi allagati, un rione interamente isolato, alberi caduti che vengono rimossi. Si fa la conta dei danni a Catania all’indomani del violento nubifragio che ieri ha trasformato alcune arterie della città, come la centralissima via Etnea, in un fiume in piena, con auto posteggiate quasi coperte dall’acqua. La violenza ha ‘colpito’ anche la sede distaccata del Tribunale: in alcune zone all’interno dell’ex Pretura di via Crispi pioveva a dirotto. Tutto testimoniato da video finiti in rete o sui social network. Gli interventi dei vigili del fuoco sono stati già 70, mentre una cinquantina sono ancora in attesa di essere eseguiti. Le zone maggiormente colpite sono quelle Industriale e aeroportuale e i rioni San Giuseppe la Rena, Villaggio Santa Maria Goretti e la Plaia.Le previsioni di 3bmeteo indicano al Sud ancora molte nubi su tutte le regioni con piogge e rovesci intermittenti, più diffusi su Sicilia e fascia ionica. Al centro maltempo in Sardegna con nubifragi, nuvoloso con piogge sull’Adriatico, entro sera anche sul Lazio. Al Nord nubi sparse sull’arco alpino occidentale e verso sera anche su basso Veneto ed Emilia Romagna con locali piogge sulla Romagna, buono altrove.
Un attivista 53enne residente a Massa (Massa Carrara), Gianfranco Castellotti, è stato fermato dalla polizia ieri a Istanbul, in Turchia, dove si trovava da qualche giorno come osservatore. L’uomo, come riporta oggi Il Tirreno, si trovava nel centro culturale Idil, frequentato da musicisti, artisti e attivisti, quando gli agenti hanno fatto una retata portando via una decina di persone. Per lui non sarebbero state ancora formulate accuse formali.Veterinario e militante di sinistra dell’Anti-imperialist Front Italia, Castellotti era a Istanbul per seguire il processo a carico dei ‘Grup Yorum’, gruppo musicale turco accusato di terrorismo per aver inneggiato troppe volte la libertà contro il governo. Il viceconsole per l’Italia in Turchia, riporta il quotidiano, avrebbe fatto sapere alla compagna dell’uomo che per la polizia Castellotti “non è formalmente ancora accusato di niente e che è solo loro ospite”. Per l’avvocato turco che si occupa del caso, Castellotti “verrà trasferito in carcere” dove rimarrà “almeno fino a lunedì quando si terrà l’udienza”. [print-me title=”STAMPA”]
