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Ultimo aggiornamento 6 Ottobre, 2018, 13:15:15 di Maurizio Barra

DALLE 05:14 ALLE 13:15

DI SABATO 06 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

CRONACA TUTTE LE NOTIZIE

Picchiarono amico, minorenni in comunità
Provvedimento gip tribunale minori. L’episodio lo scorso luglio

Romania: si vota per referendum contro nozze gayUrne aperte oggi e domani. Serve affluenza di almeno il 30%

Due morti investiti, si cerca un terzoCamminavano sul ciglio della strada, conducente di 21 anni

A lavoro 11 ore al giorno per 20 euroNel Napoletano, a nero e clandestini, in laboratorio la domenica

lpiSpari a Napoli, uomo non ferito da colpiPer lo spavento ha urtato contro qualcosa in casa. Indagini Cc

Violenza sessuale a fermata bus, presoHa minacciato la donna con un coltello a serramanico

inoMaltempo: ancora disperso bambinoDecine di persone impegnate tutta la notte nelle ricerche

Arsenale in tomba cimitero di CataniaDoppia operazione della squadra mobile, armi di gruppo criminale

Scampate a tratta, preparano saponiSono le ospiti della cooperativa Proxima a Ragusa

I figli di Messner sulle orme di papàSimon scalatore e filmmaker, Magdalena manager museale

Reagisce ad aggressione, licenziatoDalle immagini testata a uno di loro, non lo aveva raccontato

Azienda e-commerce,3,5mln non dichiaratiGdf, rivendeva in nero apparecchiatura elettroniche fatturate

re”Indipendentista morto, pm “archiviare”Legali e famiglia pronti a opposizione a richiesta

Ricattarono prete con foto, arrestati
Fatti del 2010, i due condannati in via definitiva

eseArsenale d’armi in campo nomadi TorineseQuestore Messina, presenza di questo tipo è preoccupante

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L’ARTICOLO

UDINE

– I due minorenni accusati di aver massacrato un coetaneo la notte tra il 14 e il 15 luglio scorso a Lignano Sabbiadoro (Udine) per costringerlo a consegnare loro tutti i soldi e di aver ripreso la violenza condividendo poi il filmato su WhatsApp sono stati collocati in comunità. Il provvedimento è stato disposto dal gip del tribunale dei Minori di Trieste su richiesta della Procura. La misura è stata eseguita ieri pomeriggio dalla Polizia che ha condotto i ragazzi, friulani di 16 anni, in due strutture fuori provincia.
In Romania alle 07.00 locali (le 06.00 italiane) si sono aperte le urne per un referendum su una modifica costituzionale mirante a definire il matrimonio una ‘unione tra un uomo e una donna’ e non più ‘unione tra coniugi’, la definizione attualmente vigente. L’obiettivo è impedire ogni ipotesi di nozze gay. La consultazione è prevista in due giorni, con le urne che si chiuderanno sia oggi che domani alle 21 locali (20 italiane). Su iniziativa di una organizzazione conservatrice, tre milioni di cittadini hanno firmato una petizione con la richiesta di emendare la Costituzione contro il matrimonio omosessuale.Il referendum è stato approvato nelle scorse settimane dal Senato romeno, e successivamente la Corte costituzionale ha dato il suo via libera. Per la validità della consultazione è richiesta una affluenza alle urne di almeno il 30%.

– BELLUSCO (MONZA)

– Due uomini, marocchini, sono stati travolti e uccisi la notte scorsa lungo la Strada provinciale 2 nei pressi di Bellusco (Monza) dall’auto condotta da una ragazza di 21 anni di Ornago (Monza). Due ore prima erano a bordo di un’auto che era stata controllata dai carabinieri del Nucleo radiomobile che avevano sospeso la patente al conducente in quanto ubriaco. Si sta quindi cercando di capire se anche questa persona sia stata travolta o invece si trovasse altrove.
La vettura della giovane ha travolto le vittime mentre camminavano a bordo della strada intorno alle quattro. Dopo lo schianto la ragazza ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il 118. Nell’impatto il corpo di uno dei due uomini è stato scaraventato in una scarpata dove è stato trovato dopo qualche ora di ricerche. La 21 enne è stata trasportata in ospedale in forte stato di stress e sottoposta, come di prassi, agli esami per verificare se avesse assunto droga o alcol.
– NAPOLI

– Lavoravano 11 ore al giorno, ogni giorno, anche la domenica per venti euro. Dodici lavoratori, senza alcun contratto e alcuni anche clandestini, confezionavano così, a Grumo Nevano, in provincia di Napoli, giacche da uomo: lavoravano a ritmi serratissimi in un locale in pessime condizione igienico sanitarie. Lo hanno scoperto i carabinieri: denunciata la titolare del laboratorio, una 32enne del Bangladesh, e sequestrato il locale.
Nell’opificio di 150 metri c’erano attrezzature non conformi e non era stato redatto alcun documento di valutazione dei rischi. Nove delle 12 persone sono risultate prese “a nero” e lavoravano 11 ore al giorno tutti i giorni, compresi i festivi, per soli 20 euro, senza alcun versamento di contributi previdenziali e senza possibilità di prestazioni assistenziali.
Tre dei lavoratori a nero sono risultati inoltre in condizioni di clandestinità.

– NAPOLI

– Indagini dei carabinieri sono in corso per capire cosa sia successo la scorsa notte nel quartiere Fuorigrotta di Napoli dove sono stati esplosi colpi di arma da fuoco. Un uomo di 64 anni è rimasto ferito ma non perché raggiunto da qualche proiettile.
Secondo accertamenti successivi, infatti, è stato accertato che l’uomo, incensurato, quando ha sentito l’esplosione di colpi, si è spaventato e alzandosi di fretta dal letto ha sbattuto contro qualcosa procurandosi una ferita guaribile in dieci giorni. In via Giacomo Leopardi, dove si è verificata la sparatoria, i militari stanno cercando di capire cosa sia successo prima e subito dopo il fatto: l’area è interessata da un’attività di spaccio di droga.
– TARANTO

– Con la minaccia di un coltello ha molestato una donna che attendeva il bus a una fermata del borgo di Taranto e ha aggredito un cittadino intervenuto in difesa della vittima. Un 50enne tarantino, noto agli investigatori per precedenti analoghi, è stato arrestato dai carabinieri in flagranza di reato per violenza sessuale aggravata.
L’uomo, dopo essersi avvicinato alla donna e averla importunata, per costringerla a sottostare alle molestie sessuali l’ha minacciata con un coltello a serramanico, con una lama lunga circa 13 cm, e successivamente ha anche aggredito un cittadino che, avendo notato la scena, era intervenuto per cercare di fermarlo. Il 50enne, bloccato e disarmato dai militari, è stato arrestato e condotto in carcere su disposizione del pm di turno.
– CATANZARO

– Resta l’allerta meteo in Calabria, anche se le condizioni del tempo hanno fatto registrare un miglioramento che, secondo le previsioni, dovrebbe consolidarsi nel corso della giornata odierna. Risulta ancora disperso il bambino di 2 anni di cui non si hanno notizie dalla tarda serata di giovedì. Il bambino é scomparso nella zona di Lamezia Terme mentre si trovava insieme alla madre, Stefania Signore, di 30 anni, ed al fratello di sette anni, che sono entrambi morti. Le ricerche del bambino sono proseguite per tutta la notte e stanno andando avanti ancora più intensamente in queste ore, con l’impiego di decine di persone appartenenti ai vari corpi di polizia ed al Soccorso alpino, con il coordinamento del Comando provinciale di Catanzaro dei vigili del fuoco. Durante la scorsa notte ci sono state ancora piogge intense lungo la fascia jonica catanzarese, tra Botricello e Davoli, con l’esondazione di alcuni torrenti e l’allagamento di alcuni tratti della statale 106 jonica e di qualche abitazione.
– CATANIA

– Un arsenale, si sospetta in uso a uno stesso gruppo criminale, compresi un kalashnikov e migliaia di munizioni, è stato sequestrato dalla polizia di Catania in due diverse operazioni. Parte delle armi sequestrate dalla squadra mobile della Questura nel cimitero della città: erano in un sacco nascosto in un incavo posto lateralmente ad una tomba, assicurato da un lucchetto. Conteneva una mitraglietta Kalashnikov con due caricatori vuoti, due pistole, una cal.7,65 e una cal.38, e centinaia di cartucce.
In un’area adibita a parcheggio nel rione Nesima personale della squadra mobile ha inoltre trovato, sotto una moto coperta da un telone, una busta in plastica con all’interno: un giubbotto antiproiettile, un centinaio di cartucce di vario calibro, una un rivoltella cal. 357 magnum con tamburo rifornito di n.6 cartucce, n.1 pistola semiautomatica cal.44 magnum, completa di caricatore rifornito di n.6 cartucce. Il sequestro è stato eseguito il 2 ottobre, ma la notizia resa nota oggi.

– RAGUSA

– Sono scampate alla tratta di essere umani. E adesso anche per lasciarsi alle spalle quel doloroso passato le ospiti della cooperativa Proxima a Ragusa si dedicano alla preparazione del sapone di casa con l’olio d’oliva seguendo la ricetta della nonna e dando vita a una sorta di bottega artigianale. “Sono percorsi di graduale affrancamento che possono tradursi in effetti benefici anche sul piano psicologico”, afferma la presidente della coop Ivana Tumino. Le donne, si sono cimentate “nel sapiente dosaggio di un prodotto al cento per cento naturale, – prosegue – dalle mille proprietà benefiche. Anche in questo caso, l’attenzione che le ospiti hanno riservato a questa attività è stata notevole, tutto ciò a dimostrazione di come questi laboratori continuino non solo a impegnare la quotidianità delle giovani ma forniscono loro degli spunti interessanti che consentono di mettere a confronto la loro cultura, quella dei vari Paesi dell’Africa, con la nostra, isolana e siciliana”.
– BOLZANO

– Simon Messner, 27 anni, è appassionato di montagna e uno scalatore di alto livello. La sorella Magdalena, 30 anni, ama l’arte e gestisce i sei Messner Mountain Museum. “In cordata potranno portare avanti i miei musei come processo in continua evoluzione, perché un museo non è mai finito”, spiega il padre Reinhold. Simon ha studiato biologia molecolare. “Una materia davvero interessante, ma la vita in laboratorio non è la mia dimensione, devo stare all’aria aperta, nella natura”, confessa. Con papà Reinhold ha fondato la Messner Mountain Movie, che produce film di montagna. Come controfigura ogni tanto veste i panni del padre oppure di altri alpinisti. “La metafora della cordata – dice Magdalena – è perfetta. Abbiamo caratteri molto diversi, ma in squadra siamo fortissimi”. Ha studiato storia dell’arte ed economia tra Vienna e Roma. Magdalena si vede un po’ come un anello di congiunzione nella famiglia Messner. “Una cordata si basa sulla fiducia che di certo a noi non manca”, aggiunge.
– MILANO

– Ha reagito a un aggressione da parte di tre ragazzi che non avevano il biglietto. Ha sporto denuncia ma, dai filmati delle telecamere di sorveglianza, è emerso che l’autista, 57 anni, aveva dato una testata a uno dei tre e non l’aveva riferito. E’ stato licenziato da Autoguide, che svolge servizio di trasposto pubblico a Pavia e provincia ed in quanto, secondo l’azienda “dalle immagini non risulta che abbia subito alcun aggressione”. La Cgil ha impugnato il provvedimento e parla di “situazione inaudita”. Il fatto risale al 9 aprile scorso ed è accaduto nel quartiere Vallone della città lombarda.
“Il filmato non è mai stato visionato dal sindacato – spiega Massimo Colognese della Cgil -, nonostante fosse stata presentata richiesta. Assurdo che l’azienda abbia avviato la procedure di licenziamento senza aver dato possibilità alla controparte e al sindacato di visionare le immagini”. Per la Cgil, tra l’altro, il video “non potrebbe esser usato per azioni disciplinari, secondo la normativa vigente”.
– CAGLIARI

– Non ha dichiarato al Fisco un fatturato di 3,5 milioni di euro, nascondendo introiti per circa 700mila euro e non pagando così Iva per quasi 600mila euro. Lo hanno scoperto i militari delle Fiamme gialle del Gruppo di Cagliari analizzando la contabilità di una azienda dell’hinterland cagliaritano che opera nel settore dell’e-commerce e in particolare nella vendita di attrezzature elettroniche. Le Fiamme Gialle hanno portato alla luce una modalità di evasione particolare.
“L’azienda – spiegano i militari – effettuava on line acquisti di diverse tipologie di prodotti, in particolare materiale informatico e telefonico (tablet, cellulari), per il quale riceveva apposita fattura da parte del venditore. A sua volta, l’azienda controllata vendeva, con corredo di regolare documentazione fiscale, i prodotti ai propri clienti, operando un prezzo altamente concorrenziale: a fronte della formale emissione di fattura, la vendita risultava in nero, perché non trovava annotazione nelle scritture contabili”.
– CAGLIARI

– L’indipendentista Doddore Meloni, deceduto il 5 luglio 2017, sarebbe morto per le condizioni di salute cagionevoli legate al prolungato sciopero della fame, ma non ci sono responsabili per la sua morte né è possibile dimostrare se, trattamenti più adeguati, avrebbero potuto salvargli la vita. E’ la conclusione a cui sono arrivati gli esperti del team nominato dalla Procura che ha convinto la sostituta Maria Virginia Boi a chiedere al Gip l’archiviazione del fascicolo contro ignoti aperto per omicidio colposo a seguito del decesso. Ma i difensori e la famiglia non si rassegnano ed è probabile che vi sia opposizione alla richiesta.
Il leader dell’autoproclamata Repubblica di Malu Entu era stato arrestato per una condanna passata in giudicato legata a reati fiscali, ma aveva iniziato subito lo sciopero della fame che ha proseguito per 40 giorni.
BOLOGNA

– Nel 2010 ricattarono un prete della provincia di Bologna chiedendogli 2mila euro, per non diffondere una foto in cui il religioso sarebbe stato ritratto in atteggiamenti ‘sconvenienti’ con il loro figlio minore. E ieri a otto anni di distanza la coppia, una romena di 41 anni e il compagno, un connazionale di 44 anni, sono stati arrestati dalla squadra Mobile della polizia e dai carabinieri, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dopo una condanna definitiva della Cassazione a 3 anni e 8 mesi.
I fatti risalgono ai primi mesi del 2010 e a fare denuncia ai carabinieri fu proprio il prete. I due, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, chiesero al religioso del denaro dicendogli di essere in possesso di una foto in cui il figlio, che frequentava l’oratorio, appariva in atteggiamenti compromettenti con lui. Spaventato, il religioso consegnò ai due una piccola somma di denaro, ma la coppia non si accontentò e pretese altri 2mila euro.
– TORINO

– Un arsenale di armi rubate, nascosto al primo piano di un capanno nel campo nomadi di via Cascine Forneris a Ivrea, è stato scoperto dalla polizia impegnata in un servizio di controllo del territorio. Gli agenti hanno trovato tre fucili a pompa, un fucile da caccia con munizioni e due pistole, una semiautomatica e una a tamburo.
“La presenza di armi di questo tipo è preoccupante – commenta il questore di Torino, Francesco Messina – Sono tutte rubate. Le indagini proseguono per risalire alla provenienza e per capire se sono state utilizzate per commettere reati. Spesso – aggiunge – le cosche di ‘Ndrangheta lasciano le armi in custodia a soggetti di etnia sinti”.
La polizia ha sequestrato anche due macchine con motori truccati, probabilmente utilizzate per le truffe, due mountain bike, due chitarre elettriche, una valigetta con apparecchiatura medica elettronica dal valore di circa mille euro. Tre persone sono state denunciate per ricettazione.   [print-me title=”STAMPA”]

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