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Ultimo aggiornamento 7 Ottobre, 2018, 11:16:32 di Maurizio Barra

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DI DOMENICA 07 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Terremoto Haiti: feriti ma nessun morto
Molta paura tra la gente, distrutta anche una chiesa

Terremoti: almeno 10 morti ad HaitiSecondo la polizia e il ministro dell’Interno

Pompeo a Pyongyang per colloquio con KimIn agenda nucleare e summit con Trump, in serata volerà a Seul

Pompeo vede Kim, ‘facciamo progressi’Segretario Stato Usa su Twitter. Prossima tappa a Seul

Mo:Netanyahu,’presto incontro’ con PutinDiscuteremo dell’importante cooperazione di sicurezza

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L’ARTICOLO

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L’agenzia per la protezione civile di Haiti ha fatto sapere che, in seguito al terremoto di magnitudo 5.9 che ha colpito il Paese, diverse persone sono rimaste ferite, per lo più in maniera lieve, e alcune case sono andate distrutte. Non risultano vittime.
Il terremoto si è verificato alle 2.11 italiane in mare a 12 miglia (19 km) a nord-ovest di Port-de-Paix, sulla costa settentrionale di Haiti. L’ipocentro à stato localizzato a 7,3 miglia (11,7 chilometri) di profondità. Distrutte alcune case a Port-de-Paix, Gros Morne, Chansolme e Turtle Island. Tra le strutture danneggiate, anche la chiesa Saint-Michel a Plaisance.
Altri soccorritori hanno riportato il crollo di una parte di un ospedale. Il sisma è stato avvertito, seppur in maniera lieve, anche nella capitale, Port-au-Prince, e nella vicina Repubblica Dominicana. Haiti è particolarmente vulnerabile ai terremoti: nel 2010 una scossa di magnitudo 7,1 ha distrutto gran parte della capitale e ucciso circa 300.000 persone.

– Almeno 10 persone sono morte a causa del terremoto di magnitudo 5.9 che ha colpito ieri sera Haiti: lo riporta il quotidiano britannico Guardian citando la polizia e il ministro dell’Interno Reynaldo Brunet. Secondo il capo della polizia regionale nel nordovest del Paese, Jackson Hilaire, sette persone sono morte a Port-de-Paix mentre Brunet ha detto che tre persone sono morte più a sud, nella cittadina di Gros-Morne.
– PECHINO

– Il segretario di Stato americano Mike Pompeo è a Pyongyang per incontrare Kim Jong-un con il quale discutere del processo relativo alla denuclearizzazione della penisola e per definire i termini del possibile secondo summit tra il leader nordcoreano e il presidente Usa Donald Trump.
Pompeo ha lasciato in mattinata il Giappone, prima tappa della sua missione in Estremo Oriente, dove ieri ha incontrato il premier Shinzo Abe e il ministro degli Esteri Taro Kono.
Il segretario di Stato, ricorda l’agenzia Yonhap, lascerà la Corea del Nord dopo il colloquio con Kim, spostandosi a Seul per incontrare già in serata il presidente Moon Jae-in e l’omologa Kang Kyung-wha ai quali riferirà i risultati della sua quarta missione a Pyongyang. Domani, invece, Pompeo andrà a Pechino per ulteriori colloqui con i vertici cinesi sulla questione del nucleare nordcoreano.
– PECHINO

– Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha concluso la sua quarta missione a Pyongyang dopo aver incontrato Kim Jong-un sui temi della denuclearizzazione e del possibile secondo vertice col presidente Donald Trump. “Ho avuto un buon viaggio”, ha scritto Pompeo su Twitter, dove ha postato anche una foto che lo ritrae con il leader nordcoreano.
“Continuiamo a fare progressi sugli accordi raggiunti al summit di Singapore. Grazie per aver ospitato me e il mio team”, ha aggiunto Pompeo, la cui prossima destinazione è Seul.
– TEL AVIV

– “Poco fa ho parlato col presidente russo Vladimir Putin e abbiamo concordato che ci incontreremo presto per portare avanti l’importante cooperazione di sicurezza fra le nostre forze armate”. Lo ha affermato oggi il premier israeliano Benyamin Netanyahu nell’apertura della seduta settimanale del consiglio di ministri.
Il mese scorso quella cooperazione si è incrinata quando un velivolo militare russo con 15 persone a bordo è stato abbattuto dalla contraerea siriana presso la località di Latakya (Siria) dove era appena avvenuto un raid israeliano. La Russia ha attribuito ad Israele la responsabilità dell’incidente.
“Israele – ha proseguito Netanyahu – continuerà ad agire senza sosta per impedire all’Iran di insediarsi militarmente in Siria e di inviare armi micidiali agli Hezbollah in Libano”.   [print-me title=”STAMPA”]

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