Ultimo aggiornamento 8 Ottobre, 2018, 23:38:33 di Maurizio Barra
DALLE 11:41 ALLE 23:38
DI LUNEDì 08 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
CRONACA TUTTE LE NOTIZIE
Sanità, pm Milano:una denuncia al giorno
E’ patologia, 300 fascicoli l’anno, molti finiscono archiviati
Dl Genova: Toninelli, sarà migliorato’Scritto per non avere ricorsi’. Bulc: “Offriamo aiuto Europa”
Prof ucciso, tanti studenti ai funeraliDocente ammazzato mercoledì notte in una cascina nel Bergamasco
kmCollisione tra navi in Corsica, in mare una chiazza estesa 20 kmMotonave ha colpito portacontainer, allarme inquinamento
Uccise compagna: 30 anni-sequestro contiIn vista sentenza civile per risarcimento familiari
Proiettile e minacce a civilista BariIl professionista è anche giudice onorario a Trani
Giustizia:disponibile palazzo ex TelecomDue piani quasi pronti. Intero immobile disponibile dal 6/11
Detenuto aggredisce agente penitenziarioPer vittima prognosi 15 giorni. Episodio a rientro visita medica
Scontri di capodanno, chieste condannePer gli antagonisti ritenuti responsabili, agente rimase ferito
Trovata morta donna scomparsa, è gialloCadavere in canale,ha ferita su nuca. Indagini a tutto campo
Legambiente, salvare platano a PalermoAlbero circondato dai rifiuti, chiesto intervento sindaco
Le chiede passaggio e l’abusa, arrestatoDna decisivo, screening fra 467 uomini con genetica simile
80enne muore in ospedale,medici indagatiEsposto familiari in Procura a Nuoro fa scattare inchiesta
Uccise vicina per pappagallo,”semifermo”Esperti Corte assise Cagliari consegnano perizia sull’imputato
Giovane inglese denuncia stupro SanremoAvvicinata da trentenne mentre faceva jogging su pista ciclabile
Minacce e botte a anzianiTre sanitari verso rito abbreviato, uno verso archiviazione
Trino, multa per chi indossa burqaPer gli amministratori del paese vercellese è ‘usanza primitiva’
Cade in Arno a Pisa mentre fa selfieA tirare fuori dall’acqua la ragazza sono stati due pescatori
Mandò alunni al mare, sospesa presideNon aveva aule. Misura Ufficio regionale per il ‘Sannazaro’
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L’ARTICOLO
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MILANO
– “Noi abbiamo avuto fra lesioni e omicidi colposi da colpa medica 300 fascicoli iscritti in un anno nel 2017, in pratica ogni giorno viene intentata una causa penale a carico di un medico”. E’ il dato fornito in un convegno al Palagiustizia di Milano dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, a capo del pool milanese ‘ambiente, salute e lavoro’ e che ha definito una “patologia” questi numeri, ossia il fatto che ci sia “una denuncia al giorno” a carico dei medici, anche perché “molte di queste denunce finiscono poi in archiviazione”.
Siciliano, che “da circa 30 anni” si occupa di colpe mediche e che ha seguito l’inchiesta sulla clinica Santa Rita di Milano, ha spiegato anche che “noi ci rendiamo conto che alcune di queste cause sono solo strumentali, per accorciare i tempi dei risarcimenti civili e perché il penale muove le coscienze”. Per il procuratore aggiunto, però, “noi non ci possiamo permettere questo carico insensato” di fascicoli e “anche la classe forense una piccola responsabilità ce l’ha”.
– GENOVA
– Il decreto Genova “sarà migliorato. Non contestatelo perchè non solo è scritto col cuore ma anche con una tecnica giuridica cosi elevata che permetterà al commissario Bucci di lavorare bene senza preoccuparsi dei ricorsi”. Lo ha detto il ministro Danilo Toninelli oggi a Genova con la Commissaria europea Violeta Bulc. “Sono qui per onorare la memoria delle vittime, per un tributo alle famiglie che hanno sofferto e per offrire l’aiuto dell’Europa che è pronta a fare la propria parte per garantire e ridare il futuro. Sono qui anche per discutere con Governo e autorità locali della possibilità di rispondere ai bisogni della popolazione e offrire mezzi e strumenti che l’Ue può dare”, ha detto Bulc. E Toninelli ha replicato: “Questa è l’Europa che ci piace, che ascolta necessità e bisogni del territorio. Il nostro impegno è ricostruire il ponte bene e velocemente. Termineremo i progetti entro il 24 ottobre per accedere ai fondi sulle infrastrutture.
Stiamo mettendo in campo tutte le nostre forze”.
– BERGAMO
– “Desideriamo che questo commiato cristiano di Cosimo avvenga in una casa: vorremmo sentirci a fianco dei suoi cari come dei familiari in una casa. In una casa c’e amore: e senza arroganza e invadenza ci piacerebbe stare al fianco di Gisella e Simone”. E’ quanto ha detto monsignor Gianni Carzaniga, stamattina nell’omelia ai funerali di Cosimo Errico, il professore di 58 anni ucciso mercoledì notte nella cascina didattica che gestiva a Entratico. Nella chiesa di Sant’Alessandro in Colonna a Bergamo erano presenti molti studenti dell’Istituto Giulio Natta, dove il professore insegnava biologia. Alcuni ragazzi hanno portato dei mazzi di fiori, appoggiati vicino al feretro. Presenti dietro il feretro la moglie Gisella Borgonzoni, insegnante di scuola elementare, e il figlio Simone, studente universitario, che in questi giorni si sono trincerati nel silenzio.
Allarme inquinamento in mare al largo della Corsica a causa della collisione tra due navi avvenuta a circa 14 miglia da Capo Corso.
Dalle informazioni diramate dagli equipaggi delle due navi non risultano feriti, ma l’incidente ha provocato la fuoriuscita di centinaia di metri cubi di ‘fuel oil’ (olio carburante) che hanno prodotto una chiazza che si è estesa in mare per circa venti chilometri.
Immediato è scattato l’allarme inquinamento, con le autorità francesi che hanno preso il coordinamento degli interventi e hanno coinvolto anche l’Italia. Nello specchio di mare si sono recate diverse unità dei due Paesi, tra cui mezzi specializzati nelle operazioni di contenimento delle sostanze inquinanti e nella bonifica delle acque.”Al momento si evidenzia una sostanziale stazionarietà del carburante presente in mare rispetto al punto di rilascio”. Lo sottolinea l’assessore all’ambiente della Regione Liguria, Giacomo Giampedrone, che – a seguito della collisione avvenuta a nord di capo Corso fra la portacontainer Cls Virginia e il traghetto Roro Ulysse della Ctn – si è attivato attraverso l’Agenzia regionale di protezione ambientale per fornire “una specifica modellistica che simula il comportamento della macchia inquinante in mare”.
Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter La collisione, secondo quanto riferito dalla capitaneria di Genova, è avvenuta tra la motonave tunisina Ulisse, che trasporta camion e auto, e la motonave portacontainer Cls Virginia, battente bandiera cipriota. Ed è proprio da quest’ultima nave che si è sversato in mare il carburante. Dai primi accertamenti sulla dinamica sembra che la Cls Virginia fosse ferma all’ancora al momento della collisione. La Ulisse, per motivi che devono essere chiariti, non ha visto il cargo è lo ha colpito su una fiancata.
La centrale operativa della Guardia Costiera italiana, su direttiva del ministro dell’Ambiente italiano, ha disposto l’ invio nella zona di diverse unità navali e anche di un velivolo Atr42 per l’attività di monitoraggio. Tra i mezzi di soccorso andati sul luogo dell’incidente ci sono anche tre unità navali d’altura della società Castalia adibiti al contenimento dello sversamento: la Nos Taurus partita da Livorno, la Bonassola da Genova e la Koral da Olbia.
La capitaneria di porto di Livorno ha confermato che l’ intervento riguarda lo sversamento di carburante e ha annunciato che nella zona della collisione si sono dirette anche tre motovedette d’altura della guardia costiera, di cui una da Livorno, Nave Ingianni CP 409, che fa base nel porto toscano. Le operazioni, da quanto si apprende, riguardano la posa di panne di contenimento per limitare lo spostamento degli idrocarburi e la bonifica delle acque. Parigi: ‘Fuga carburanti sotto controllo’ – La fuga di idrocarburi dopo lo scontro vicino alla Corsica tra due imbarcazioni, una tunisina e l’altra cipriota, “è sotto controllo”: lo ha detto il ministro francese per la Transizione Ecologica, Francois De Rugy, intervistato a metà giornata da BFM-TV. Il responsabile del governo francese si recherà prossimamente sul posto. Per aspirare la chiazza di carburante estesa su 20 km, sono state mobilitate imbarcazioni di Italia e Francia. Le operazioni anti-inquinamento dureranno ancora diversi giorni.Commissione Ue: ‘Seguiamo sviluppi’ – La Commissione europea segue e monitora la vicenda della collisione tra le due navi al largo della Corsica, con fuoriuscita di carburante. “Siamo informati della collisione e insieme all’Agenzia europea per la sicurezza marittima stiamo monitorando gli sviluppi, in particolare per quanto riguarda la pulizia della marea nera”, ha affermato un portavoce dell’esecutivo comunitario, e “siamo in contatto con le autorità italiane”. Il portavoce ha quindi ricordato che “non sono stati segnalati feriti né vittime”.E’ in corso da parte di una delle imbarcazioni italiane il recupero del materiale inquinante fuoriuscito da una delle due navi che si sono scontrate ieri al largo della Corsica. Lo rende noto la Guardia Costiera italiana che, sotto il coordinamento delle autorità francesi, sta partecipando alle attività di messa in sicurezza del tratto di mare dove si è verificato l’incidente. Del recupero si sta occupando uno dei tre mezzi antinquinamento della Castalia, la società convenzionata con il ministero dell’Ambiente. Continua inoltre il monitoraggio della zona da parte dei mezzi aerei e navali della Guardia Costiera e sono stati acquisiti anche una serie di elementi di carattere tecnico sulle due unità coinvolte nell’incidente.Greenpeace: ‘Tutelare Santuario dei cetacei’ – Introdurre norme “precise sulla protezione e sulla tutela del Santuario dei Cetacei è una scelta non più rinviabile”. Lo chiede il direttore delle Campagne di Greenpeace Italia, Alessandro Giannì, dopo l’incidente fra due navi nelle acque a nord della Corsica, “in pieno Santuario internazionale dei Cetacei” (il triangolo di mare racchiuso tra Nord della Sardegna, Corsica, Toscana e Liguria, fin quasi a Tolone, in Francia) dove “sono stati osservati sia la balenottera comune che il capodoglio”. “Le nostre preoccupazioni si sono avverate” afferma Giannì, osservando che l’incidente è avvenuto “tra imbarcazioni che dovrebbero esser dotate delle migliori tecnologie e in condizioni meteorologiche assolutamente ideali. In attesa dei risultati dell’indagine che deve accertare le responsabilità, ora possiamo solo sperare che le delicatissime procedure per disincastrare le due navi riescano ad evitare ulteriori dispersioni di combustibile in mare e, soprattutto, l’affondamento della portacontainer”. Il momento più delicato sarà quando si dovranno separare le due navi, osserva Greenpeace in una nota, “a quel punto si potrebbero verificare importanti sversamenti di idrocarburi che sarà necessario arginare. Si tratta del combustibile navale (in particolare della portacontainer cipriota) che usualmente contiene elevati quantitativi di sostanze tossiche e cancerogene (Idrocarburi Policiclici Aromatici e altro). Questo incidente, purtroppo, conferma la vulnerabilità dell’area, soggetta a intenso traffico navale e funestata da ripetuti incidenti. Purtroppo, gli allarmi lanciati da Greenpeace e da molti altri sono rimasti inascoltati e ben pochi passi avanti si sono fatti per garantire la sicurezza dei trasporti nel Santuario”. Greenpeace ricorda infine che si batte da anni affinché il Santuario dei Cetacei “sia protetto sul serio e non solo sulla carta” e auspica “che questo ennesimo incidente non si riveli l’ennesimo disastro ambientale prevedibile”.
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Condannato a 30 anni di carcere Francesco Carrieri, il direttore di banca che il primo maggio del 2017 ha ucciso la compagna Michela Di Pompeo a Roma. Il gup Elvira Tamburelli ha inoltre, disposto il sequestro dei conti correnti dell’uomo e del tfr in vista della decisione del giudice civile che dovrà stabilire il risarcimento ai familiari.
Il gup dunque ha accolto la richiesta della Procura al termine di un processo svolto con rito abbreviato. La vittima era insegnante della Deutsche Schule. “Non c’è gioia per questa sentenza – ha commentato il fratello della donna, assisto dall’avvocato Luca Petrucci – ma abbiamo la consapevolezza che è stata fatta giustizia”.
– BARI
– Una busta con proiettile e lettera di minacce è stata recapitata ad un avvocato civilista barese, che lavora anche come giudice onorario nel Tribunale di Trani.
L’avvocato Mario Avenia ha trovato la busta nella cassetta della posta della sua abitazione lo scorso 5 ottobre.
All’interno c’era un foglio di carta bianco con una scritta in stampatello “le cose possono cambiare da un momento all’ altro”, e un proiettile avvolto in un tovagliolo di carta. Il giorno stesso il professionista ha sporto denuncia ai Carabinieri, riferendo di non aver mai ricevuto minacce da clienti o controparti. Come attività principale si occupa di recupero crediti e provvedimenti esecutivi, pignoramenti mobiliari e immobiliari. Nella denuncia l’avvocato fornisce agli investigatori una serie di altri spunti, ipotizzando anche, per esempio, che il vero destinatario delle minacce possa essere suo figlio, che sere fa ha organizzato un evento all’Orto Botanico di Bari dove una persona è stata ferita con un colpo di pistola.
– BARI
OTT – Il palazzo ex Telecom al rione Poggiofranco di Bari che ospiterà gli uffici giudiziari penali è in parte già disponibile e lo sarà completamente dal prossimo 6 novembre. Lo ha comunicato il Ministero della Giustizia. Nei due piani già liberi potrebbe traslocare subito la Procura, i cui uffici sono ancora parzialmente sistemati nel palazzo inagibile di via Nazariantz (da sgomberare entro il 31 dicembre).
Nel palazzo ex Telecom, per il quale manca tuttavia la sottoscrizione del contratto di locazione e la conclusione degli accertamenti amministrativi da parte del Ministero, Procura e Tribunale traslocheranno definitivamente nei prossimi mesi dalle attuali sedi, un immobile in via Brigata Regina e l’ex sezione distaccata di Modugno, allestite d’urgenza dopo la dichiarazione di inagibilità per rischio crollo.
Nella nota, il Ministero spiega che i piani quarto e quinto sono immediatamente disponibili, che dal primo novembre saranno liberi anche quelli dal sesto e al decimo e dal 6 novembre l’intero immobile.
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COSENZA
– Un detenuto, recluso nel circuito ad alta sicurezza della casa circondariale di Cosenza, ha aggredito un assistente capo della Polizia penitenziaria che ha dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale cittadino. E’ quanto rendono noto Giovanni Battista Durante e Damiano Bellucci, rispettivamente, segretario generale aggiunto e segretario nazionale del sindaco di polizia penitenziaria Sappe. “L’episodio – proseguono Durante e Bellucci – è avvenuto al rientro del detenuto in sezione dopo che era stato sottoposto ad una visita medica. Sembra, tra l’altro, che il soggetto, già in precedenza, fosse stato segnalato per comportamenti ‘scorretti’, ma nessuna iniziativa era stata assunta dall’Amministrazione penitenziaria. Nella casa circondariale di Cosenza, al 30 settembre scorso, erano ristretti 243 detenuti rispetto ai 218 posti regolamentari e la mancanza di personale determina l’impiego di una sola unità per coprire più posti di servizio”.
– TORINO
– Condanne tra i 2 e i 4 anni di reclusione sono state chieste dal pm Antonio Rinaudo, oggi in Tribunale a Torino, per sei anarchici ritenuti responsabili dei tafferugli scoppiati davanti al carcere delle Vallette nella notte di Capodanno.
Gli scontri allo scoccare della mezzanotte, quando una sessantina di anarco-insurrezionalisti, fuori dalla casa circondariale Lorusso e Cutugno per la tradizionale mobilitazione contro le carceri, avevano attaccato i poliziotti con razzi, bombe carta e fuochi d’artificio sparati ad altezza uomo. Gli antagonisti lanciarono anche sassi e bottiglie di vetro. Una di queste colpì al volto un’agente della polizia scientifica.
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ROMA
– Era scomparsa da 24 ore da casa ed è stata trovata morta stamani in un canale di bonifica a Fiumicino, vicino a Roma. Il corpo presenta una ferita sulla nuca e, al momento, gli investigatori non escludono nulla sull’origine del decesso della donna, dalla caduta alla morte accidentale. A dare l’allarme, intorno alle 9, due operatori del Consorzio di bonifica. Per il recupero del corpo hanno operato vigili del fuoco, sommozzatori, vigili urbani e personale e mezzi del 118. La donna, Maria Tanina Momilia, aveva 39 anni ed era madre di due figli. I familiari per cercarla si erano anche rivolti alla trasmissione Chi l’ha visto. Il marito aveva lanciato anche un appello sui social dopo averne denunciato la scomparsa. Il cadavere era riverso a faccia in giù in un canale di bonifica ad Isola Sacra (Fiumicino).Dell’indagine, per cui non viene esclusa nessuna ipotesi, se ne occupano ora i carabinieri, che dovranno ricostruire se possibile gli ultimi movimenti della donna e raccogliere eventuali testimonianze.
– PALERMO
– Salvare il platano cresciuto in via Merlo a Palermo, un albero che potrebbe avere almeno 150 anni, alto all’incirca 17 metri le cui radici “sono circondate dall’asfalto e circondate dai rifiuti”. Lo scrive in una lettera il presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna, al sindaco di Palermo Leoluca Orlando. “L’albero accanto a una edicola votiva – aggiunge – nonostante si trovi in pieno centro storico, è circondato da immondizia, ed è soffocato da un orribile asfalto, sicuramente incompatibile con il basolato presente”. “Vi chiedo – prosegue – di intervenire al più presto, per creare intorno a questo magnifico monumento della natura un’aiuola per permettere alla pianta di assorbire dal terreno la pioggia e gli altri elementi che gli consentano di sopravvivere, in buona sostanza di farlo respirare”.
– GROSSETO
– Prima le ha chiesto un passaggio in auto e poi, quando era a bordo, l’ha violentata e picchiata con violenza, anche mordendola. Fin quando la donna non si è liberata sferrandogli un calcio ai genitali. Poi lo ha denunciato. Ora, dopo indagini della squadra mobile di Grosseto partite a febbraio, un marocchino di 21 anni è stato arrestato.
Decisiva la prova del Dna, possibile grazie a reperti biologici dell’aggressore trovati sul corpo della donna, che ha confermato come l’identità dell’aggressore combaci con quella del marocchino fermato scremato tra ben 467 soggetti nordafricani con caratteristiche simili.
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NUORO
– È entrato all’ospedale San Francesco di Nuoro con febbre alta e dolori al petto e dopo 14 giorni, tra medicine, esami, Tac, radiografie e trasferimenti in vari reparti, è deceduto. La Procura del capoluogo barbaricino ha aperto un’inchiesta sulla morte di Pietro Todde, 80 anni, nuorese. Tre i medici finiti nel registro degli indagati: la responsabile del reparto Malattie infettive del San Francesco, Antonina Carai, e le dottoresse dello stesso reparto Maria Teresa Josè Lai e Anna Maria Salerno. L’ipotesi di reato formulata dal pm Ireno Satta è quella prevista dagli articoli 589 e 590 sexies del codice penale: omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.
Tutto è partito dall’esposto presentato dai familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Mauro Intagliata. Pietro Todde entra in ospedale alle 22.30 del 15 settembre scorso. Non stava bene da alcuni giorni, aveva qualche linea di febbre.
– CAGLIARI
– E’ parzialmente incapace di intendere e di volere Ignazio Frailis, il 47enne che il 2 maggio 2017 accoltellò a morte la sua vicina di casa, Maria Bonaria Contu, 60 anni, durante una passeggiata nella pineta di Capoterra. E’ questa, secondo quanto si è appreso, la sintesi della perizia consegnata ai giudici dagli esperti nominati dalla Corte d’Assise di Cagliari che sarà discussa in aula a dicembre.
Per la Procura l’imputato aveva ucciso la donna con 11 fendenti a causa delle angherie verbali e delle parolacce che il pappagallo dell’anziana rivolgeva quotidianamente all’uomo.
Il comportamento del volatile e le tensioni tra Frailis e la famiglia della vittima sono state al centro del racconto dei testi del Pm Paolo De Angelis ascoltati oggi in aula. Tra questi, i carabinieri della stazione di Capoterra che hanno lavorato alle indagini. L’imputato era presente, seduto accanto ai difensori Fabio Pili e Gigi Porcella, mentre la famiglia si è costituita parte civile con l’avvocato Carlo Pilia.
– SANREMO (IMPERIA)
– Una cittadina britannica di 23 anni ha denunciato alla polizia di essere stata violentata da un trentenne, forse sudamericano, mentre stava facendo jogging sulla pista ciclabile, nei pressi dell’ex tribunale di Sanremo (Imperia). La giovane ha raccontato agli agenti di essere stata avvicinata dall’uomo che prima ha tentato di derubarla e poi l’ha costretta a subire un rapporto sessuale.
Accompagnata in ospedale, è stata dimessa con una prognosi di 15 giorni.
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AREZZO
– Chiuse le indagini sugli episodi di maltrattamenti alla casa di riposo di Strada in Casentino (Arezzo). Il pm Marco Dioni ha notificato gli avvisi ai sette operatori sociosanitari indagati. Gli episodi sono stati filmati dai carabinieri durante le indagini che avevano evidenziato offese e colpi inferti agli anziani ospiti della struttura, tutti in età avanzata. La vicenda di maltrattamenti emerse nell’aprile 2018 e fu sollevata da alcuni parenti degli anziani messi in allarme da lividi sui parenti.
Dal procedimento emerge che tre imputati sarebbero orientati a chiedere il rito abbreviato, altri tre proporrebbero il patteggiamento. Una delle operatrici sociosanitarie coinvolte ha invece presentato una memoria, tutelata dal proprio legale Tiberio Baroni, e va verso l’archiviazione.
– VERCELLI
– Entra in vigore nei prossimi giorni, a Trino (Vercelli), l’ordinanza anti-burqa. La proposta di multare chi circola con il velo integrale sul volto arriva dall’assessore all’Immigrazione e vicesindaco Roberto Rosso, che insieme all’assessore alla Sicurezza del territorio e segretario cittadino della Lega, Alberto Mocca, ha già sottoposto il provvedimento al sindaco Daniele Pane.
L’ordinanza impone l’obbligo di non utilizzare, su tutto il territorio comunale, abbigliamento o copricapo che possano nascondere integralmente il volto di una persona, e quindi rendere difficoltoso il suo riconoscimento. “L’ordinanza – spiega Rosso – è rivolta in particolare alle 2-3 donne di Trino che girano indossando il burqa. Si tratta di un’usanza primitiva, che deve cessare di esistere a Trino: rivelare il proprio volto è un diritto inalienabile di una persona. Senza contare che neanche in Marocco si usa più”. La multa è di 500 euro. Il sindaco Daniele Pane ha già dato parere positivo.
– PISA
– Una giovane di 23 anni, di nazionalità brasiliana, è caduta finendo in acqua, intorno alle 19 dalla balaustra del Ponte di Mezzo sull’Arno nel centro di Pisa. La 23enne, che sarebbe al momento cosciente, secondo quanto riferito da un testimone, sarebbe caduta mentre insieme con un’amica si stava stava scattando un selfie. Sul posto, per le operazioni di soccorso, i vigili del fuoco che, per procedere al recupero, hanno momentaneamente bloccato il traffico, poi riaperto, sul lungarno di Tramontana. I primi a soccorrere la ragazza sono stati due giovani pescatori che si trovavano sul basamento in cemento a pelo d’acqua a pescare e che l’hanno aiutata a risalire. Sul posto presenti anche l’ambulanza e personale di polizia e polizia municipale. Centinaia le persone, alcune anche pericolosamente sporte verso il fiume, hanno seguito le operazioni dal ponte e dalle spallette.
– NAPOLI
– È stata sospesa Laura Colantonio dal ruolo di preside del Liceo ginnasio ‘Sannazaro’ di Napoli, nell’occhio del ciclone per le attività extra moenia che hanno ricompreso anche ‘gite al mare’ e passeggiate nel Parco Villa Floridiana poco distante dalla scuola, nel quartiere Vomero.
Tutto ciò a causa della carenza di aule. Lo si apprende da fonti dell’Ufficio scolastico regionale. Il decreto di sospensione è stato firmato oggi dalla direttrice dell’Usr Luisa Franzese. [print-me title=”STAMPA”]
