Ultimo aggiornamento 9 Ottobre, 2018, 19:29:05 di Maurizio Barra
DALLE 11:15 ALLE 19:29
DI MARTEDì 09 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
Trevi: cda approva aumento da 130 mln
Gruppo si aggiudica nuove commesse per 138 milioni euro
Borsa:Milano in calo (-0,1%),pesa spreadSoffrono le banche, in fondo al listino Carige e Mps
Fincantieri-Leonardo, più collaborazioneIntesa rafforza competitività dei due Gruppi su mercati
Borsa: Milano amplia calo (-0,5%)In rosso listini Vecchio Continente, spread Btp-Bund a 313 punti
Bankitalia:da manovra modesta crescitaImpatto stop Iva potrebbe anche essere nullo
Bankitalia: effetti modesti dalla manovra. Di Maio: allora si presentino alle elezioni
Fca: a Melfi nuovo contratto solidarietàDal 15 ottobre a gennaio 2019 interessati 6.868 lavoratori
Fisco: Mef, e-fattura è un fattore di sviluppo per il PaeseLapecorella, spero che parta a gennaio, disponibili a modifiche
Conti pubblici, Monti: ‘Nel 2011 Soros mi disse …’ VIDEO
Borsa:Europa conferma calo,Milano +0,85%Ftse Mib torna su soglia 20mila punti, spread a 304 punti
Borsa: Europa in rialzo, Milano +0,86%In recupero le banche con spread a 297 punti
Borsa: Milano chiude a +1,06%Ftse Mib a 20.062 punti
Borsa:Europa chiude rialzo,Parigi +0,35%Francoforte +0,25%, Londra +0,02%
Borsa: spread sotto 300, Milano recuperaIn ripresa i bancari, acquisti su energia, Pirelli e Tim
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L’ARTICOLO
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Il Consiglio di Amministrazione di Trevi Finanziaria Industriale ha approvato all’unanimità le linee guida dell’ipotesi di manovra di rafforzamento patrimoniale e ristrutturazione dell’indebitamento.
La manovra comprende un aumento del capitale sociale per 130 milioni di euro, da liberarsi con pagamento in denaro da offrire in opzione agli azionisti, avvalendosi dei poteri conferiti dall’assemblea straordinaria degli azionisti del 30 luglio 2018; la conversione di crediti vantati dalle banche nei confronti della società e delle altre aziende del Gruppo per 250 milioni in strumenti finanziari e il riscadenziamento dei crediti residui.
Al 30 giugno 2018, il Gruppo Trevi ha registrato ricavi totali per 380.2 milioni di euro, in calo rispetto allo stesso periodo del 2017. Il gruppo si è recentemente aggiudicato nuove commesse nel settore Fondazioni Speciali per totali 80 milioni di euro e nel settore Oil & Gas per un valore complessivo di oltre 58 milioni di euro.
– La Borsa di Milano gira in negativo con il Ftse Mib che cede lo 0,1% a 19.834 punti. Dopo un avvio in rialzo Piazza Affari ha rallentato la corsa con l’allargamento dello spread tra Btp e Bund che ha raggiunto i 310 punti base. Il rendimento del decennale italiano si attesta al 3,66%. Soffrono le banche con Carige (-5,5%), Mps (-3,5%), Bper (-2%) e Ubi (-1,7%).
– TRIESTE
– Fincantieri e Leonardo rafforzano la collaborazione nel settore navale rilanciando la Joint Venture Orizzonte Sistemi Navali. I due gruppi, informa una nota, hanno concordato i principi guida di un’intesa nel settore delle navi militari che permetterà loro di competere su un mercato sempre più dinamico, valorizzando le reciproche competenze sviluppate in ambito nazionale in un’ottica di Sistema Paese. Obiettivo è quello di far assumere a Orizzonte Sistemi Navali la responsabilità del Sistema di Combattimento e della definizione dei requisiti dei sottosistemi, compreso il Sistema di Comando e Controllo. In base all’intesa, Fincantieri rimarrà Prime Contractor e interfaccia unica verso il cliente, mentre Leonardo conserverà il suo ruolo di progettista e fornitore dei sistemi e apparati del Sistema di Combattimento e del Sistema di Comando e Controllo, rinsaldando la sua presenza sul mercato attraverso il rapporto di partnership privilegiata già in essere con Fincantieri.
– La Borsa di Milano (-0,5%) amplia il calo in linea con gli altri listini europei. Piazza Affari risente delle tensioni sullo spread tra Btp e Bund che ha toccato i 313 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,69%. Il Ftse Mib è appesantito dall’andamento negativo delle banche.
Nel Vecchio continente marciano in rosso Francoforte (-0,3%), Parigi (-0,2%) e Londra (-0,1%). In controtendenza Madrid (+0,1%).
A Piazza Affari in fondo al listino Mps (-4%), Carige (-3,7%), Bper (-2,8%), Ubi (-2,3%), Unicredit e Intesa (-1,2%).
In rosso anche Tim (-0,9%) e Mediaset (-0,2%). Procedono in rialzo i titoli legati al petrolio, con l’aumento del prezzo del greggio. Avanza Eni (+1,9%), Tenaris (+1,4%), Saipem (+1,3%).
Nel settore delle costruzioni in forte rialzo Trevi (+10%), con l’aumento capitale da 130 milioni, mentre resta sospesa in asta di volatilità Astaldi con un rialzo teorico del 15 per cento.
– “L’aumento dei trasferimenti correnti” per reddito di cittadinanza e pensioni “così come gli sgravi fiscali, tendono ad avere effetti congiunturali modesti e graduali nel tempo; stimiamo che il moltiplicatore del reddito associato a questi interventi sia contenuto”. Così il vice direttore generale Luigi Federico Signorini in audizione sulla Nota al Def. Anche lo stop all’Iva dovrebbe avere “un effetto limitato”. Impatto che “potrebbe essere ancora inferiore o nullo se il mancato aumento dell’Iva fosse già stato incorporato nelle aspettative delle famiglie”.
“La Nota sottolinea giustamente che le riforme pensionistiche introdotte negli ultimi vent’anni hanno significativamente migliorato sia la sostenibilità sia l’equità intergenerazionale del sistema pensionistico italiano. E’ fondamentale non tornare indietro su questi due fronti”. Così il vice direttore generale della Banca d’Italia Signorini in audizione sulla nota al Def. La sostenibilità del sistema è “un fondamentale elemento di forza delle finanze pubbliche italiane”.
Il debito pubblico italiano “è detenuto per circa due terzi da istituzioni e soggetti italiani ma ciò non lo isola dalla logica del mercato che cerca il rendimento e fugge l’incertezza. Le oscillazioni del suo valore esercitano i propri effetti anche sui soggetti italiani, famiglie, imprese e istituzioni finanziarie che lo detengono”. “In ultima analisi al debito pubblico fa riferimento una parte importante del nostro risparmio”, ha aggiunto rilevando poi come “una minore valutazione dei titoli di Stato in portafoglio incide sui requisiti patrimoniali delle banche; oltre certi limiti può ridurne la capacità di offrire credito all’economia”.
Di Maio a Bankitalia, se vuole Fornero si candidi – “Se Bankitalia vuole un governo che non tocca la Fornero, la prossima volta si presenti alle elezioni con questo programma. Nessun italiano ha mai votato per la Fornero. E’ stato un esproprio di diritti e democrazia che viene rimborsato. Giustizia è fatta. Indietro non si torna”. Lo scrive il vicepremier e ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio su twitter.
– MELFI (POTENZA)
– A causa di “difficoltà relative ai mercati”, dal prossimo 15 ottobre al 31 gennaio 2019 nello stabilimento di Melfi (Potenza) di Fca sarà attuato un contratto di solidarietà che interesserà 6.868 lavoratori – su circa 7.400 complessivi – “con una possibile riduzione dell’orario di lavoro del 48 per cento e un esubero dichiarato di 3.297 lavoratori”. E’ quanto previsto da un accordo firmato oggi nella fabbrica dove si producono Jeep Renegade e 500X dalla direzione aziendale a da Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf. Il contratto contiene cifre peggiori rispetto a quello siglato il 6 luglio scorso.
– “Speriamo che il primo gennaio 2019 segni definitivamente l’avvio della fatturazione elettronica”, che “è uno strumento importantissimo per aggredire un pezzo dell’evasione dell’Iva” e “fuori da ogni dubbio è un fattore di sviluppo per il Paese perché costringe le imprese a digitalizzarsi”. Lo afferma la direttrice del dipartimento finanze del ministero dell’Economia, Fabrizia Lapecorella, in un’audizione alla Commissione Finanze della Camera, dove mostra disponibilità a “modificare il meccanismo” in caso di criticità.
La fatturazione elettronica, osserva Lapecorella, “sarebbe dovuta partire a luglio per alcuni tipi di transazioni e operatori”, ma ha incontrato una resistenza che “si può anche spiegare con la mancanza di una prospettiva più ampia”.
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Le Borse europee confermano il rosso dopo l’apertura in negativo di Wall Street. L’indice d’area Stoxx 600 cede oltre un quarto di punto così come Londra (-0,36%) e Francoforte (-0,24%). Parigi cede un marginale 0,14%.
Mentre Milano allunga il passo con il Ftse Mib che sale dello 0,85% e torna sopra i 20mila punti. Sul fronte dei cambi l’euro è stabile a 1,14 sul dollaro. Mentre lo spread viaggia a 304 punti base con il rendimento del decennale italiano a 3,58%. A Piazza Affari restano gli acquisti dell’energia con Eni (+3,12%), Saipem (+2,58%), Snam (+2,12%). Buon passo poi per Pirelli (+2%) che ha perfezionato il closing per il 49% di uno stabilimento in Cina. In recupero i bancari con Intesa (+0,94%) e Unicredit (+1%) mentre Bper lascia sul terreno il 2,99%. Fuori dal paniere principale resta sospesa Astaldi con un rialzo teorico del 7,15%.
– Le Borse europee riprendono fiato e virano tutte in positivo con Wall Street in rialzo. Svetta Milano con il Ftse Mib che fa un balzo dell’1,3% per poi limare ad +0,86% (20.071 punti). A seguire Madrid che guadagna lo 0,77%. Oltre un quarto di punto di rialzo per Parigi (+0,33%) e Francoforte (+0,38%). Londra è a un marginale +0,06%. Lo spread tra btp e bund sceso sotto i 300 punti è a 297 con il rendimento del decennale italiano stabile al 3,5%. In ripresa a Piazza Affari le banche con Intesa Sanpaolo che sale dell’1,67% e Unicredit dell’1,5%. Si conferma il buon passo i titoli legati all’energia con Saipem che guadagna il 3,5%. Sempre nel credito resta sotto pressione Bper che lascia sul terreno il 2,6% mentre Mps cede l’1,27%.
– Piazza Affari chiude in rialzo. Il Ftse Mib registra un +1,06% a 20.062 punti.
– Le Borse europee chiudono in rialzo.
Francoforte segna un +0,25% con il Dax a 11.977 punti. Parigi sale dello 0,35% con il Cac 40 a 5.318 punti. Londra segna un +0,02% con il Ftse 100 a 7.234 punti.
– Piazza Affari riprende fiato con lo spread che si restringe a 292 punti base e innesca anche il recupero delle banche. Il Ftse Mib rivede i 20.000 punti (20.062) e chiude a +1,06%, dopo una fiammata a +1,3% in corso di seduta sulle rassicurazioni arrivate prima dal ministro Tria e poi dal vice premier, Matteo Salvini di un Governo pronto ad agire nel caso in cui il differenziale tra btp e bund continui a salire. Nel credito salgono Intesa Sanpaolo (+2,19%), Unicredit (+1,20%) e Banco Bpm (+1,14%). Mentre le vendite frenano Bper (-2%) e Mps (-1,8%) che resta sui minimi a 1,8 euro. Di contro gli acquisti premiano l’energia con Saipem che sale del 3,3%, Eni del 2,6%, Snam del 2,2%. Bene poi Tim (+2,1%) e Pirelli (+1,89%) che ha perfezionato il closing per il 49% di uno stabilimento in Cina. Fuori dal paniere principale prosegue la corsa di Astaldi (+21,5%) sulle scommesse di un salvataggio che aiutano anche Trevi (+3,67%) con i cda che ha dato il via alla manovra di rafforzamento del capitale.
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