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Ultimo aggiornamento 10 Ottobre, 2018, 16:21:30 di Maurizio Barra

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DI MERCOLEDì 10 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Google fa ricorso contro la maximulta Ue da 4,3 mld euro
Sanzione inflitta per abuso di posizione dominante su Android

In India primo caso dipendenza da NetflixPiù di 7 ore al dì per uomo 26 anni, in clinica riabilitazione

Google, al via indagini Usa e Ue su furto dei datiPrivacy Irlanda chiede informazioni su falla Google Plus

Huawei sfida Qualcomm e Nvidia nei chipL’azienda, ‘intelligenza artificiale sarà diffusa come l’aria’

Instagram stringe sul cyberbullismoUsa il ‘machine learning’ per le foto e i testi

Maker Faire, Intelligenza Artificiale è anche nella musicaSul palco Braga e Tristano, improvvisazione passa da un algoritmo

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Google ricorre in appello al Tribunale dell’Unione europea contro la multa record da 4,3 miliardi di euro inflitta al colosso hi-tech dall’Antitrust Ue il 18 luglio scorso, per abuso di posizione dominante relativo al sistema operativo Android per smartphone e tablet. La notizia, riferita dal Wall Street Journal, è confermata

dall’azienda di Mountain View.Google aveva annunciato l’intenzione di fare ricorso già all’indomani della multa, inflitta per aver imposto dal 2011 “restrizioni illegali” ai produttori di dispositivi Android per consolidare la posizione dominante nel campo della ricerca web.Tra le pratiche sanzionate, c’era l’aver chiesto ai costruttori di pre-installare l’app Google Search e il browser Chrome come condizione per fornire la licenza del negozio di applicazioni, il Play Store. L’Ue aveva dato a Google 90 giorni di tempo per porre fine alle pratiche anticoncorrenziali.Per la compagnia si tratta della seconda maximulta: l’anno scorso la Ue aveva inflitto a Google una sanzione pecuniaria da 2,4 miliardi di euro per aver favorito il suo servizio di comparazione di prezzi Google Shopping a scapito dei concorrenti.
Con Netflix, si sa, un episodio di una serie tira l’altro e un film pure. Basta, però, non farsi prendere troppo la mano, com’è capitato a un uomo in India che è stato ricoverato in una clinica di riabilitazione per ‘dipendenza da Netflix’. E’ il primo caso nel Paese e sembra essere anche il primo documentato al mondo, tanto che ha scatenato l’interesse di diversi media.La scorsa settimana – come spiega il quotidiano The Hindu – nella clinica Shut (Service for Healthy Use of Technology) presso il National Institute of Mental Health and Neurosciences (Nimhans) di Bangalore si è registrato il primo caso: un uomo di 26 anni che era disoccupato e ha utilizzato per più di sei mesi Netflix per ‘chiudere fuori’ la realtà. Manoj Kumar Sharma, professore di psicologia clinica, a capo della clinica, ha detto che l’uomo ha iniziato a passare più di sette ore al giorno a guardare film e programmi sulla piattaforma poiché lo aiutava a sentirsi bene.”Ogni volta che la sua famiglia gli metteva pressione affinché si guadagnasse da vivere, o quando vedeva i suoi amici riuscire nelle cose che facevano – ha evidenziato Sharma – guardava continuamente gli spettacoli offerti. Era un metodo di evasione.Poteva dimenticare i suoi problemi e ne ricavava un immenso piacere”. Quando si svegliava la mattina, la prima cosa che faceva era accendere la Tv. Ha scoperto ben presto che non era in grado di esercitare alcuna forma di autocontrollo e la dipendenza gli ha causato affaticamento degli occhi, fatica e disturbi del sonno. Per aiutarlo a superarla, i medici stanno affrontando i suoi problemi psicologici attraverso la terapia, prescrivendo esercizi di rilassamento e guidandolo nella carriera. Se il caso è il più estremo della clinica, Sharma ha detto che molti dei suoi pazienti trattati per dipendenze da gioco online tendono a sviluppare anche una dipendenza da troppi film in streaming.
Al via le indagini da parte di Usa e Ue sul furto dei dati che ha messo a rischio mezzo milione di account di utenti Google e costretto la società ad annunciare la chiusura del social network Google Plus.Secondo il sito Reuters, l’authority irlandese per la privacy chiederà più informazioni a Mountain View. “La Data Protection Commission non era al corrente di questo problema e ora ha necessità di comprendere meglio i dettagli di questo furto – scrive – inclusa la natura, il rischio per gli utenti, chiederemo informazioni alla società”. Ad esaminare la violazione anche il garante privacy della Germania e l’ufficio del procuratore generale di New York.Google ha spiegato che il problema è stato risolto a marzo e che nessun sviluppatore ha sfruttato la vulnerabilità o i dati.Secondo il Wall Street Journal, Google avrebbe scelto di non rivelare il problema di sicurezza per i timori di un controllo. La falla sicurezza si è verificata prima dell’entrata in vigore, a maggio, del Gdpr.
Dopo aver scalzato Apple dal secondo posto mondiale nel mercato degli smartphone, Huawei ora sfida Qualcomm e Nvidia nel settore dei processori. All’evento annuale Huawei Connect, in corso a Shanghai dal 10 al 12 ottobre, l’azienda cinese ha svelato due nuovi chip della linea Ascend con intelligenza artificiale a bordo, insieme a prodotti e servizi “cloud” basati su questi chip.Il focus della giornata è stato sull’intelligenza artificiale, vista come fulcro della tecnologia dei prossimi anni. Huawei prevede che entro il 2025 nel mondo si conteranno oltre 40 miliardi di dispositivi personali intelligenti, con il 90% degli utenti che userà un assistente digitale. I servizi basati sull’intelligenza artificiale saranno subito disponibili, “diffusi come l’aria che respiriamo”.”La strategia di Huawei per l’intelligenza artificiale è investire nella ricerca di base e nello sviluppo di talenti, costruire un portfolio completo per tutti gli scenari e promuovere un ecosistema globale aperto”, ha dichiarato Eric Xu, chairman a rotazione di Huawei, nel suo keynote.
Il machine learning per combattere il cyberbullismo. E’ la novità messa in campo da Instagram che annuncia l’introduzione della tecnologia di apprendimento automatico per rilevare i contenuti inappropriati. Fino ad ora, in caso di immagini e messaggi offensivi, gli utenti potevano segnalarli alla piattaforma che provvedeva e rimuovere i contenuti che violavano le linee guida.Con questo aggiornamento alla segnalazione degli utenti si aggiungerà l’identificazione automatica di casi di bullismo presenti in immagini e testi, anche questa verrà inviata ad un team di controllo.”Il cambiamento ci aiuterà a identificare e rimuovere una quota maggiore di contenuti di cyberbullismo ed è un passo cruciale, poiché molte persone che subiscono o assistono a episodi di bullismo non li segnalano. Inoltre ci aiuterà a proteggere gli utenti più giovani della comunità, dato che gli adolescenti subiscono mediamente più episodi di bullismo rispetto agli altri”, spiega in un post ufficiale Adam Mosseri.E’ a capo di Instagram da qualche giorno, è stato nominato

dopo che i due fondatori dell’app, Kevin Systrom e Mike Krieger, hanno dato le dimissioni. La società è stata acquistata da Facebook nel 2012.
Alla Maker Faire, la fiera degli artigiani digitali che prenderà il via a Roma il 12 ottobre, l’intelligenza artificiale contamina anche la musica. A renderlo possibile è il progetto “Artificial Musical Intelligence (A-MINT)” dell’artista contemporaneo Alex Braga, che si avvale della collaborazione di Francesco Tristano, star internazionale della musica classica e dell’elettronica. L’obiettivo è “dimostrare che il futuro della musica è nel restituire un’anima alla musica elettronica e farla diventare sostenibile e organica”, come spiega lo stesso musicista e compositore.

Le note del futuro si compongono grazie a un algoritmo chiamato A.M.I (Artificial Musical Intelligence) e si esprimono in un duetto che unisce le improvvisazioni pianistiche di Tristano e le orchestrazioni elettroniche in tempo reale di Braga. Il tutto in una session arricchita da videoproiezioni generative.

L’esperimento musicale di Braga e Tristano andrà in scena durante la conferenza d’apertura della Maker Faire. Nel corso del weekend della fiera, invece, Braga si esibirà con i giovani pianisti del conservatorio “Santa Cecilia” di Roma.

A livello tecnico l’algoritmo di A-MINT decodifica, in tempo reale, il “codice di improvvisazione” di un musicista già dopo le prime note, e crea innumerevoli tracce alternative che improvvisano senza problemi di melodia, armonia e tempo musicale. In altre parole, mette a disposizione infiniti “orchestrali virtuali” che seguono e accompagnano il musicista sul palco.   [print-me title=”STAMPA”]

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