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Ultimo aggiornamento 20 Ottobre, 2018, 22:40:14 di Maurizio Barra

DALLE 15:34 ALLE 22:40

DI SABATO 20 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Italia 5 stelle a Circo Massimo, Di Maio: ‘abbiamo combattuto per onestà’
Parlamentari in maglietta gialla per farsi riconoscere

Minniti alla Leopolda da Renzi ma non scioglie riserva sulla sua candidatura ‘Candidarmi? al momento no’ dice l’ex ministro dell’interno. Bonolis con Renzi : ‘Di Maio-Salvini comici come Totò-Peppino’. Martina a Milano: ‘Ambire ad un Pd aperto’

Ministro Centinaio nelle Marche 23/10Vice presidente Regione, utile occasione confronto

Dl fisco: Fonti M5s, accordo raggiuntoVia scudo penale e capitali all’estero

No Tav,fogli via in cielo con pallonciniLa protesta in Val Susa contro gli ultimi provvedimenti

Antifascisti in piazza a TorinoUn migliaio di persone davanti al Municipio per dire no fascismi

Salvini, siamo tre uomini di parolaSi chiudono tre giorni surreali, nessuno voleva scudi o condoni

Referendum Verbania, insediati i seggiUrne aperte domani 7-23, 1/a consultazione del genere in Italia

Martina, “ambire ad un Pd aperto, da rifondare dopo 10 anni”‘La sfida democratica è cambiata’ dice dalla Kermesse della Sinistra Dem a Milano. ‘La legge Fornero è stato un passaggio drammatico per il Pd’

Ponte Morandi, trovato reperto-chiave, dentro cavi corrosiCavi tranciati di netto, in maniera diversa rispetto agli altri reperti, tiranti corrosi e fortemente deteriorati. Pm, ‘fondamentale’

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Da un palchetto delle agorà una portavoce pentastellata incalza gli astanti: “Qui oggi dobbiamo cambiare l’Italia”. Arriva trionfante il vicepremier Di Maio: “Stasera dopo tre ore di Cdm posso dirvi che nel decreto fiscale non ci sarà nessuno scudo e nessun condono”. Così Luigi Di Maio da palco di Italia 5 Stelle accolto dagli applausi del pubblico. “Ce l’abbiamo messa tutti in questi tre giorni e non per combattere qualcuno ma per affermare un principio: l’onestà”. “Stiamo al governo e ancora riempiamo le piazze. Continuiamo a inondare le istituzioni di brava gente”. Lo ha detto Luigi Di Maio, vicepremier e capo politico M5s, dal palco 5 Stelle del Circo Massimo a Roma. Il fatto, ha proseguito il leader M5s è che “molti di voi che oggi sono qui alla prossima Italia 5 Stelle potrebbero essere nuovi sindaci o europarlamentari”.
Sul palco palloncini per ricordare l’addio ai vitalizi. A ricordare il lavoro dei gruppi parlamentari i capigruppo di Camera e Senato Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli che hanno incitato la base ad applaudire tutta la schiera dei parlamentari M5s. Anche il presidente della Camera Roberto Fico nel suo intervento ricorda l’abolizione dei vitalizi dei parlamentari: “Sembrava un obiettivo irraggiungibile, impossibile: abbiamo lavorato tutti insieme e siamo arrivati ad un risultato. Ma il punto non è tanto la questione economica ma una più profonda, significa riparare una ferita che il popolo italiano sentiva verso le istituzioni” ha detto Fico.
“Tutte le voci devono avere un grande rispetto e noi oggi non ci dobbiamo mai dimenticare chi eravamo ieri; questo è uno dei punti fondamentali perché spesso si arriva nei Palazzi e ci si accomoda” afferma il presidente della Camera ricordando come, fino a non molto tempo fa era il M5S a portare davanti a Montecitorio le istanze dei cittadini. “E oggi le porte di Montecitorio sono aperte a tutti”, sottolinea Fico.
Non manca neanche Alessandro di Battista che annuncia “Tornerò a Natale, abbiamo già fatto il biglietto. Vediamo poi che succederà. Non pensavo che mi mancasse così tanto la battaglia”. Una decisione che dice di non rimpiangere nonostante le battaglie che si è “perso in Italia”. Nonostante tutto, commenta, “ho preso la decisione giusta..”. Non manca la sua analisi della situazione: ” I panni sporchi si lavano in casa? Non è detto: io voglio essere informato delle cose o questioni strane che accadono in cdm e che spero siano risolte al meglio. Lo voglio sapere come cittadino che vota. Luigi ha dimostrato da quale parte sta, dalla parte dell’onestà intellettuale”. dice in collegamento dall’America Latina . “Vedere che c’è qualcuno che si incazza perché c’è qualcosa che non va? Ma viva la faccia !” aggiunge.

  Un palco rotondo al centro dello spazio che consente alle persone di circondarlo e circolargli liberamente intorno e due grandi schermi sullo sfondo che amplificano l’immagine di quanti vi salgono. È’ l’innovazione della nuova edizione di Italia 5 stelle, la festa nazionale del Movimento che riporta la kermesse a Roma, al circo Massimo dove già aveva festeggiato nel 2014. Il nuovo allestimento di Italia 5 stelle è stato ideato per festeggiare con gli iscritti il passaggio al governo del paese. E come il Movimento ci è arrivato.
Quattro grandi padiglioni raccontano la storia del movimento: le origini, le “stelle” nelle istituzioni e le “stelle” al governo, ovvero le tre fasi del Movimento nato alle origini nelle piazze e nei gazebo, entrato poi in parlamento e poi al governo. Ognuno dei padiglioni è indicato con una gigantografia, rispettivamente, di Beppe Grillo al primo V Day per le origini, di Alessandro di Battista per raccontare la fase della battaglia all’opposizione nella scorsa legislatura e di una piazza gremita da cui si innalzano lettere giganti che formano la scritta “governo 5 stelle” per la fase attuale.
In questi spazi viene raccontata la storia del Movimento. Un padiglione con la gigantografia di Gianroberto Casaleggio serve invece come luogo di incontro per raccontare il progetto del Movimento in prospettiva: si chiama “Il futuro, Rousseau 2050″. Lì si raccontano i progressi e i piani per la realizzazione della democrazia diretta. Oltre i padiglioni ci sono poi le agorà il cui accesso è garantito anche alle persone con disabilità. Sono tre aree in cui cittadini e rappresentanti nelle istituzioni discutono di programmi attuati e da realizzare. Tutti i parlamentari portano una maglietta gialla che li rende riconoscibili al pubblico, essendo per lo più ” portavoce” al primo mandato e quindi ancora poco conosciuti. Tutto intorno i servizi , con i gazebo che vendono gadget, i punti di distribuzione di acqua pubblica, ristoranti, bar.

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L’ex ministro dell’interno Marco Minniti arriva attesissimo alla Leopolda ma non scioglie la riserva. I renziani infatti lo vorrebbero candidare a segretario del Pd, ed è destinatario di un appello di molti sindaci. “Sono qui per ascoltare, non per parlare” ha detto Marco Minniti ai giornalisti che volevano rivolgergli delle domande al suo arrivo alla Leopolda. Il deputato Pd ha detto giorni fa che scioglierà la riserva sulla sua candidatura alla guida del partito democratico all’inizio di novembre, dopo la conferenza programmatica di fine ottobre a Milano. Quindi per il momento resta alla finestra.
Anche il segretario del Pd Martina commenta da Milano la possibile candidatura di Minniti: “Tutti i ragionamenti sono prematuri e in ogni caso non tocca a me dire cosa devono fare i candidati che intendono mettersi in campo”.  “Quello che mi interessa è dire che dobbiamo fare un congresso ampio e partecipato – ha concluso -. È importante che tutte le proposte che si metteranno in campo offrano al Pd una risposta forte, di rapporto col Paese reale”.
Bonolis con Renzi- “Nella commedia all’italiana abbiamo avuto grandi coppie comiche come Totò e Peppino o Franco e Ciccio, ora abbiamo Salvini e Di Maio. Anche loro hanno il tormentone, come le grandi coppie comiche: per loro sono i migranti”. Così Paolo Bonolis scherzando con Matteo Renzi che lo intervista sul palco della Leopolda a Firenze. “Loro usano il decreto in maniera definitiva – ha detto il presentatore parlando dei due vicepremier e del governo -, la povertà non esiste più, come le buche a Roma…”. Poi Bonolis ha ironizzato anche su Renzi. “Mi dicono che si frega il ciambellone al Senato”, dice.. “E’ vero, é un atto di resistenza civile, mi avete mandato lì – ha risposto Renzi – ma io pago”. “Te, D’Alema e Bersani, te ricordi il pezzo che come trio facevate sulla rottamazione? – ha scherzato Bonolis accennando la cadenza romanesca – Ammazza quanto faceva ride!”.
Bonolis, ospite a sorpresa della Leopolda, é arrivato sul palco per essere intervistato dall’ex premier. “Ti ho portato un poncho degli Inti Illimani così almeno ci rimane qualcosa di sinistra”, ha detto Bonolis consegnando il regalo.

– ANCONA

– Il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio sarà nelle Marche nella giornata di martedì 23 ottobre. Visiterà alcune realtà agricole del cratere sismico e parteciperà ai lavori del Tavolo politico strategico della Regione, organismo di supporto della programmazione regionale nelle politiche agricole e rurali, con particolare riferimento ai finanziamenti europei.
“Ringraziamo il ministro dell’opportunità che ci concede con la sua presenza nelle zone terremotate. Sarà un’utile occasione per approfondire le varie questioni legate al rilancio del mondo rurale con cui avrà modo di confrontarsi di persona” dice la vice presidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura, che accompagnerà il ministro.
Il programma della giornata prevede tappe alla frazione Spelonga di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), a Montefortino (Fermo) e a Pieve Torina (Macerata).
– Accordo raggiunto sul decreto fisco tra M5S e Lega. E’ quanto filtra dal Cdm – da fonti di maggioranza del M5S – dopo tre ore di riunione tra il summit tra il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il seguente Cdm, ancora in corso. L’accordo, si apprende ancora, prevede lo stralcio del cosiddetto “scudo penale” e della questione dei capitali e beni all’estero.
– CHIOMONTE (TORINO)

– I “fogli di via” legati a palloncini rossi liberati verso il cielo: è stato il culmine della dimostrazione dei No Tav, a Chiomonte davanti ai betafence che proteggono il perimetro del cantiere della ferrovia ad Alta Velocità Torino-Lione. Una protesta contro i provvedimenti restrittivi spiccati di recente dalla questura di Torino a carico di decine di attivisti.
“Avvisi orali, fogli di via, processi e condanne – ha detto una speaker – sono gli ultimi colpi di coda di un fronte Sì Tav che continua a sgretolarsi ma deve giustificare un impiego così massiccio di forze dell’ordine. Per noi non fa differenza.
Continueremo ad esserci”.
Alberto Perino, leader storico del movimento, ha ironizzato dell’ordinanza con cui la prefettura ha esteso la zona rossa intorno al cantiere: “Presa alla lettera – ha affermato – blocca l’accesso a mezza Chiomonte e impedisce persino di andare in chiesa. Non sono stati capaci neppure di scriverla”.
Per domani è annunciata una iniziativa analoga a Giaglione.
– TORINO

– Un migliaio di persone è sceso in piazza Palazzo di città, a Torino, per la manifestazione ‘Mai più fascismi. Restiamo umani’. Innumerevoli gli striscioni e le bandiere dell’Anpi, di associazioni umanitarie e sindacali, e dei partiti della sinistra.
“E’ un rialzare la testa, una riscossa in un periodo che sembra di rassegnazione e di rinuncia – dice dal palco il partigiano Gastone Cottino – Il rischio di una deriva fascista è concreto, se lo si sottovaluta”.
“L’Anpi ha censito 2.700 pagine su Facebook che inneggiano al fascismo – dice il presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti, dopo le canzoni del Coro Moro – Forza Nuova e CasaPound hanno 250mila followers. I reati legati al fascismo, alla xenofobia, all’antisemitismo sono aumentati in Europa del 36%.
In questo momento è importante esserci, ancora una volta, come successe più di 70 anni fa”.
In piazza anche il segretario del Pd metropolitano torinese, Mimmo Carretta, e l’assessora ai Diritti della Regione Piemonte, Monica Cerutti.
– “Finalmente si chiudono due o tre giorni surreali, nessuno aveva intenzione di scudare, condonare regalare, non tutto il male vien per nuocere, tutto è bene quel che finisce bene”. Così il vicepremier Matteo Salvini al termine del Cdm. C’è l’accordo “per recuperare quello che c’era nel contratto e non aveva trovato spazio, il saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia, per le persone che versano in difficoltà economiche. Chiudiamo questa settimana con serenità fiducia compattezza e con questo impegno, e qua ci sono tre uomini di parola”.
– TORINO

– Si sono insediati regolarmente i 225 seggi per il referendum popolare del Verbano Cusio Ossola.
Al voto domani, dalle 7 alle 23, 143.375 elettori, chiamati a scegliere se la provincia più a nord debba lasciare il Piemonte per passare alla Lombardia. E’ la prima volta in Italia che una intera provincia è chiamata a votare per un cambio di regione.
Già dopo la mezzanotte si saprà se è stato raggiunto il quorum – la metà dei votanti più uno – per rendere valido il referendum.
Due le rilevazioni dell’affluenza alle urbe, alle ore 12 e alle 19.
Il voto chiude un mese intenso per i promotori dell’ iniziativa referendaria: il Comitato Pro Lombardia, presieduto dall’ex senatore Valter Zanetta. Ma anche per il fronte del ‘no’ che ha visto in prima fila il vicepresidente della Regione Piemonte, Aldo Reschigna. Tutti i partiti si sono pronunciati per il no, eccezion fatta per i 5Stelle che hanno lasciato libertà di voto.
“Dobbiamo avere l’ambizione di rifondare questo progetto a distanza di 10 anni e riscriverlo in termini nuovi”. Lo ha detto il segretario del Pd Maurizio Martina, parlando a Milano. “Dobbiamo rifondare perché la sfida democratica del 2018 non è quella del 2008, sono cambiati i termini. Siamo dentro a un cambiamento radicale ma il Pd ha le energie per uscirne. Ma non da solo, se mai tornando ad avere una funzione aggregante e aperta, che nell’ultimo periodo non abbiamo avuto. Praticando una nuova mediazione”.”Continuo ad essere molto preoccupato perché non si governa così il Paese”. Così il segretario del Pd, Maurizio Martina, ha commentato l’esito del Consiglio dei ministri, a margine dell’iniziativa promossa a Milano da Sinistra Dem. “Quanti danni hanno fatto Di Maio e Salvini in questi giorni al Paese? Quanti danni hanno fatto dal governo in questi giorni, su un tema così delicato? Io credo che il prezzo di quello che abbiamo visto – ha concluso – e anche del gioco di posizionamento di queste ore al governo lo pagheranno ancora gli italiani”. La Legge Fornero per il Pd “è stato uno dei passaggi più drammatici. Quella scelta, che però è stata un passaggio necessario per il Paese, ha provocato una rottura devastante nei confronti di un certo elettorato”. Lo ha detto il segretario del Pd, Maurizio Martina, intervenendo alla kermesse organizzata da Sinistra Dem a Milano. “Quella scelta è stata fatta per salvare il paese, ma dal punto di vista della sua conseguenza sociale è indubitabile che abbiamo dovuto gestire un tema delicatissimo – ha aggiunto -. Devo anche dire che in questi anni di governo abbiamo messo 20 miliardi di euro per recuperare gli effetti di quelle scelte, le salvaguardie per gli esodati, l’opzione donna e l’anticipo pensionistico sociale e quello individuale”. “L’impatto di quella scelta è stato anche politicamente rilevantissimo”, ha concluso.
Cavi tranciati di netto, in maniera diversa rispetto agli altri reperti, tiranti corrosi e fortemente deteriorati. La prova ‘regina’ su quanto accaduto al ponte Morandi, crollato lo scorso 14 agosto stroncando la vita di 43 persone, potrebbe essere il reperto numero 132. Il detrito è stato catalogato in questi giorni dai periti e consulenti, ed è ritenuto “fondamentale” dallo stesso procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, tanto che verrà inviato in Svizzera per una consulenza più approfondita. Una “prova fisica” che potrebbe chiudere il cerchio su quelle che ormai per gli investigatori del primo gruppo della Guardia di finanza, agli ordini del colonnello Ivan Bixio, sono quasi certezze. I vertici e i tecnici di Autostrade e di Spea (la società incaricata delle manutenzioni) erano consapevoli da anni – questa è la tesi – dello stato di ammaloramento delle pile 9 (quella crollata) e 10, ma nessuno fece nulla. Nessuna manutenzione straordinaria e neanche quella ordinaria. Una inerzia che sarebbe confermata dalla documentazione sequestrata in questi due mesi, dalle mail e dalle chat scambiate tra Aspi e la stessa Spea, ma anche dagli interrogatori delle persone informate dei fatti. Insomma: una generale consapevolezza dello stato avanzato di deterioramento cui però non ha corrisposto alcun tipo di intervento. Un quadro del genere, si apprende in procura, potrebbe portare nei prossimi giorni anche a contestare la cosiddetta “colpa cosciente”.   [print-me title=”STAMPA”]

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