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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 20 Ottobre, 2018, 06:03:42 di Maurizio Barra

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 06:21 DI VENERDì 19 OTTOBRE 2018

ALLE 06:03 DI SABATO 20 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Isola di Pietro 2, i drammi del pediatra Gianni Morandi
Con Cuccarini, ‘un musical insieme? magari’

La Capria, la mia idea di letteraturaEsce ‘Il fallimento della consapevolezza’

‘La donna dello scrittore’, vince la parolaIl film di Petzold, già in gara a Berlino, esce il 25 ottobre

‘On the radio’, storie dj e rock’n’rollBottura, Solieri, Berselli e Masotti tra 25 autori racconti

Statua di ‘Zeus in trono’ torna a “casa”Proviene dal Getty Museum di Los Angeles dove è stata 25 anni

Senigallia, capolavori dal ‘400 al ‘700Opere provenienti da pinacoteche aree sisma fino al 3 marzo

Maionchi su Sky Uno con nuovo programmaIncontro con nuovi talenti della musica da Achille Lauro a Nitro

X Factor, Lodo è al lavoro con i GruppiLe prime immagini su Sky Uno. Guenzi, “Asia è stata brava”

Fiamme e colori, ritrovato il Bal Tic Tac di Balla Scoperta della Banca d’Italia, verrà restaurato

Timi cavaliere debutta alla PergolaPrima nazionale a Firenze di ‘Un cuore di vetro in inverno’

Dimesso Lele, chitarrista dei NegramaroEra in rianimazione al ‘Vito Fazzi’ dopo emorragia cerebrale

Libriamoci, al via con 235 mila studentiDa 22-27/10 Giornate di lettura nelle scuole, testimonial Pif

World Press Photo 2018 al Forte di BardScatto vincitore del venezuelano Ronaldo Schemidt

Lisetta Carmi, sguardo sincero sul mondoPrima antologica a Roma con 170 scatti della fotografa genovese

Lorenzo Serafini premio Actitud CreativaA stilista Philosophy, Gruppo Aeffe, da Harper’s Bazaar Spagna

Sul Garda mostra per 90 anni di TopolinoCimeli come volume curato da Pavese tra 300 pezzi esposti

Hugo Boss firma nuove divise AS RomaAbito slim blu, camicia bianca, cravatta con logo, cinta, scarpe

Slitta tour Negramaro,diamo tempo a LeleAnnuncio su Fb, in questi mesi avrà bisogno sostegno di tutti

In uscita il doppio cd Patty Pravo LiveIl 26 ottobre gli album che rivivono concerti a Venezia e Verona

A Pisa la donna vista da Jimenez DerediaGrande statua artista costaricano esposta in piazza sotto Comune

Zanichelli, graffiti e parole da salvareCampagna di sensibilizzazione sulla nostra lingua e non solo

Arte e digitale, un nuovo SurrealismoAl MAXXI 16 artisti internazionali e i nuovi scenari estetici

Rinasce il teatro Galli di RiminiIn scena Cecilia Bartoli con ‘Cenerentola’. Poi Bolle e Gergiev

Per Bologna jazz festival 42 concertiDal 25 ottobre, rassegna dedicata a big band, in teatri e locali

Uscito nuovo singolo di Marco LigabueIl fratello minore di Luciano ha concluso un tour in 50 piazze

Lotto torna nelle “sue” MarcheDipinti e documenti da tutto il mondo,25 opere sul territorio

E’ morta Wanda FerragamoEra presidente onorario della maison

Halloween, Curtis nonna vendicatriceNel sequel tre generazioni di donne contro il serial killer

Villa Balbianello bene Fai più visitatoSono 116mila i turisti che hanno visto il sito comasco

Emis Killa conquista vetta hit paradeSecondo posto per 10 di Amoroso, terzo Subsonica new entry con 8

La Sagrada Familia non è più abusivaAccordo ‘storico’ tra Comune, ente responsabile per costruzione

Vittorio Gassman, un gigante pieno di melanconiaEclettico, mattatore, fragile nel documentario di Fabrizio Corallo la vita del Re della commedia

Ciak per film Waiting for the barbarianscon Rylance, Depp e Pattinson, regia del colombiano Ciro Guerra

Il mistero della casa del tempoIl film di Eli Roth passato alla Festa di Roma

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L’ARTICOLO

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C’e’ un omicidio che si snoderà come filo conduttore nelle 6 puntate. Una tragedia che travolgerà la cara nipotina. Qualche segreto nel suo passato.
Per il pediatra Pietro Sereni la serenità di una famiglia, ritrovata e riunita alla fine della prima serie, è durata davvero poco. Altri drammi lo attendono nello stupendo scenario della cittadina sarda di Carloforte, per il seguito di ‘L’Isola di Pietro’, la fiction che nella scorsa stagione ha regalato a Canale 5 un ascolto medio di 4.300.00 telespettatori.
“Questa seconda serie, ammetto mi ha dato ancora più ansia della prima – ha detto Gianni Morandi, il pediatra Pietro – Forse proprio perchè abbiamo avuto tanto successo c’e’ un pò di preoccupazione nel non riuscire a garantire le stesse aspettative”. La fiction, in onda da domenica 21 ottobre è stata presentata ieri sera a Milano con quasi tutti i protagonisti.
Tra i volti nuovi della seconda serie, prodotta da Luca e Matilde Bernabei, per la regia di Giulio Manfredonia e Luca Brignone, Lorella Cuccarini nel ruolo di Isabella, madre di un ragazzo con qualche problema che lo tormenta. Per aiutarlo si avvicinerà a Pietro. “Erano anni che non facevo una fiction – ha raccontato la soubrette madre di 4 figli tra i 24 e i 18 anni – Il mio personaggio un po’ mi somiglia, una mamma, una donna forte, in questa serie si parla molto dei problemi generazionali e di quanto sia difficile fare i genitori”. “Una grande professionista – ha detto di lei Gianni che alla domanda se farebbe un musical o un varietà insieme a Lorella, ha risposto ‘perché no, magari. Un musical manca nel repertorio di Morandi 74 anni tra breve, una lunghissima carriera alle spalle. “Certo occorrerebbe trovare qualcosa di nuovo e di diverso – ha aggiunto – Nel varietà è stato ormai tutto fatto, sulle fiction possono esserci invece idee nuove”.

Altra new entry Elisabetta Canalis, Giulia, la giovane donna che viene trovata uccisa nella prima puntata. Continuerà ad essere presente con flash back durante le indagini. Stefano Dionisi vestirà i panni del suo fidanzato Ignazio Silas, uomo distinto, magnetico, ma che sembra nascondere qualcosa. Chiara Baschetti sara’ ancora Elena, figlia di Pietro e medico legale, e Michele Rosiello, il commissario Alessandro che è anche il suo compagno. Alla figlia di Chiara, la sedicenne Caterina (Alma Noce), spetta uno dei ruoli più drammatici. Riporterà infatti delle tragiche conseguenze dopo un incidente stradale che le cambierà la vita.
“Ma qui prevalgono i messaggi positivi – ha detto Morandi – Perché quello che vogliamo portare avanti è l’idea di un rapporto migliore tra le persone, nella propria famiglia, principi di buona educazione, i buoni valori, l’amicizia, la solidarietà: la chiave di lettura è questa, anche quando i temi trattati sono molto forti”. “E’ uno dei grandi eventi di Canale 5 – ha aggiunto il direttore di rete Giancarlo Scheri – Se la prima serie era bella questa è bellissima”.

– RAFFAELE LA CAPRIA, IL FALLIMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA (MONDADORI, PP 113, EURO 18,00) La letteratura come “una specie di ancora di salvezza”, i libri di Benedetto Croce come uno “spiraglio aperto sul mondo”, il Premio Strega nel ’61 con ‘Ferito a morte’, vinto per un punto, e “il poetico litigio” con Napoli. E’ un viaggio a ritroso che diventa testamento spirituale, tra verità e trasfigurazione narrativa, ‘Il fallimento della consapevolezza’ di Raffaele La Capria. Pubblicato da Mondadori e presentato in anteprima alla sede della Società Dante Alighieri di Roma, il libro comprende anche alcune lettere inedite inviate nel ’43 all’amato amico Peppino Patroni Griffi.
“Sono fondamentalmente ottimista però spesso indago sulle ragioni di chi è pessimista” spiega lo scrittore che il 3 ottobre ha compiuto 96 anni. E precisa: “Non sono ottimista a vuoto, ma per natura. Il mio rapporto con le persone e le cose è sempre in senso positivo”. Anche se “il futuro era ed è spaventoso”.
Scritte mentre La Capria era militare a Caserta, nel 1943, e arrivate imprevedibilmente nelle mani dello scrittore quando ha compiuto 93 anni, le lettere inedite a Peppino Patroni Griffi, trovate in un cassetto dimenticato in casa dell’amico, ci mostrano un La Capria ventenne, di buona famiglia, un po’ viziato, che non sopportava l'”idiozia’ della vita militare. “Sono lettere molto giovanili, appassionate, dolenti e complicate da sentimenti ancora in formazione, che io ho scritto al mio amico più caro, a Peppino, a cui mi legava un’amicizia ‘totale’ che solo tra ragazzi, e nelle circostanze che sono descritte, poteva nascere” dice La Capria, che si firma Duddù, come lo chiamano amici.
Nato nel 1922 a Napoli, in una “città che ha molti volti e che recita se stessa”, La Capria si racconta anche attraverso la scoperta di scrittori come Marcel Proust, Musil, Kafka, Faulkner ed Hemingway. E attraverso il ricordo dei grandi personaggi che hanno attraversato la sua vita come Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Antonio Ghirelli, Anna Maria Ortese, Elsa Morante, in un percorso che diventa letteratura. Ci sono gli anni felici della Dolce Vita, breve “come la mia giovinezza che li attraversò” racconta lo scrittore. Erano anni di una “bella confusione” dove “intorno ai tavoli dei caffè Rosati e Canova, attori, registi, architetti, scenografi, pittori, scrittori, politici si scambiavano opinioni. Non come oggi, tempo in cui gli scrittori stanno con gli scrittori, i pittori con i pittori, e nessuna ‘bella confusione’ rende vivace la conversazione” dice La Capria.
Ma il vero dramma di questi anni è che “oggi non abbiamo più alcun criterio per osservare e capire meglio la realtà che ci circonda. E’ come se parlassimo una lingua che dobbiamo ancora imparare bene” ha spiegato La Capria nel suo intervento alla sede della Società Dante Alighieri a Roma. E “questa è la condizione oggi non solo dello scrittore. Per parlarsi in modo adeguato, per capirsi, non ci sono più i fondamenti di una volta, questo è il senso – ha aggiunto – del titolo del mio libro ‘Il fallimento della consapevolezza’”. Nella raccolta anche un’autopresentazione in cui si definisce per negazione: “Raffaele La Capria non è uno scrittore a tempo pieno come Italo Calvino” e ancora “non è un intellettuale tutto passione e ideologia come Pasolini, un virtuoso del linguaggio come Gadda o Arbasino…”. Non si considera “né un letterato né un romanziere, è uno che sta in mezzo e cerca di combinare una naturale inclinazione saggistica con una naturale inclinazione narrativa, fondendo le due cose – quando capita – con una certa levità”. Tra i luoghi comuni cita il fatto che ‘Ferito a morte’ sia stato considerato il romanzo della “dolce vita napoletana”. In quel libro lo scrittore voleva dire “dello spreco del tempo a Napoli, di quella terribile dissipazione per cui un giorno o dieci anni sono esattamente la stessa cosa. A Napoli “città inafferrabile” e al “desiderio di svelarne l’anima nascosta” sono dedicate tante pagine tra cui la conversazione, riportata nel libro, con il sociologo Domenico De Masi, avvenuta il 20 settembre 1995, in cui dice che nelle fisionomie dei napoletani “vedi una specie di società multirazziale già realizzata”.

– ‘La donna dello scrittore’ di Christian Petzold, in sala dal 25 ottobre con Academy Two dopo essere stato in concorso alla Berlinale, è un film dall’anima squisitamente letteraria e melò che spiazza. Interpretato da Franz Rogowski e Paula Beer, ci porta nella Francia contemporanea, ma è solo una finzione. Il regista, infatti, attinge al romanzo del 1942 ‘Transit’ di Anna Seghers che si svolge nella Seconda Guerra Mondiale, ma, con uno scarto creativo, lo ambienta nell’oggi. E così il protagonista Georg (Rogowski), un introverso tedesco in fuga dalla Germania nazista attraverso la Francia occupata, si rifugia in una Marsiglia del tutto contemporanea (tranne per l’assenza dei cellulari) in attesa di un imbarco per il Messico.
Superata questa crasi storica, che lavora su più piani narrativi, ‘La donna dello scrittore’ ci racconta una storia d’amore impossibile. Georg si ritrova infatti, per puro caso, a possedere i documenti di uno scrittore tedesco che si è appena tolto la vita e, dopo un po’, decide di assumerne l’identità nel tentativo di procurarsi più facilmente un visto per fuggire oltreoceano. Ma in un film giocato su molti silenzi che evocano con discrezione la tragedia dei protagonisti, a fare la differenza, alla fine, è la voce fuori campo, le parole del romanzo di Anna Seghers che sostengono quest’opera oltre le suggestive immagini.
Per George è poi destino che non solo incontri la bella e tormentata Marie (Paula Beer), moglie delle scrittore e ignara della morte del marito, ma anche che si innamori perdutamente della donna. Quando riesce, alla fine, a trovare i visti e un biglietto per una nave verso il Messico anche per Marie, quasi dimentica che con la donna ha un problema non da poco: deve dirle che ha preso l’identità del marito ormai morto. Ce la farà? “Lo spazio descritto da Anna Seghers nel suo libro è uno spazio orizzontale, uno spazio geografico, ovvero quello tra Europa e Stati Uniti – dice il regista de La scelta di Barbara -. Ci ritroviamo in una città portuale, e quindi tra la terra dove siamo e il mare su cui vogliamo viaggiare. Quindi in uno spazio di transito orizzontale. Ma penso ci sia anche uno spazio verticale, e questo è il tempo e le storie che si sviluppano al suo interno. E così non ci troviamo solo tra Stati Uniti ed Europa, o tra terra e acqua, ma anche intrappolati nel tempo di ieri e oggi. E così – conclude Petzold – ho pensato: qualcuno ha mai raccontato qualcosa del genere al cinema senza trasformarlo in qualcosa di buffo?”.
– BOLOGNA

– Scrittori come Danilo Masotti, Riccardo Cassini e Alessandro Berselli; dj e conduttori come Luca Bottura, Doctor Feelgood, Leo Persuader e Michel Lagnaz; musicisti come Maurizio Solieri e Marcello Romeo: sono tra i 25 autori che hanno realizzato il libro ‘On the radio – Storie di radio, dj e rock’n’roll’, a cura di Luca Martini e Barbara Panetta, edito da Morellini (192 pagine, 14,90 euro).
Il volume racconta il fenomeno travolgente e dilagante della radio, dagli esordi alle trasmissioni di Stato, dalle emittenti libere ai grandi network, e si ripercorrono le sensazioni che le radio, attraverso voci e musiche, sono state in grado di far vivere o rivivere: dall’Eiar, poi diventata Rai, a Punto Radio, fondata nel ’75 da Vasco Rossi sull’Appennino modenese, da Radio Deejay, creata nell’82 da Claudio Cecchetto, che ha visto nascere e crescere importanti voci della musica italiana, ad emittenti che hanno fatto la storia dell’Fm bolognese, come X Radio, Antenna Uno, Trb e Radio Bologna International.
– POZZUOLI (NAPOLI)

– Torna, sabato 27 ottobre, a Baia (Napoli), in zona flegrea, la statua di ‘Zeus in trono’ proveniente dal Getty Museum di Los Angeles dove è stata esposta ininterrottamente dal 1992 fino al 2017. In precedenza era finita in un giro di ricettatori. La statua, alta 74 cm, risale al I sec. a.C. ed è un’iconografia del dio greco. Proviene dalle acque del mare flegreo, come è stato stabilito nel 2012 dall’analisi di un frammento di marmo ritrovato a Bacoli, e lo spigolo del bracciolo del trono di Zeus. La statua è ritornata in Italia a giugno 2017 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in virtù di operazioni di inquirenti e azioni di diplomazia della Magistratura e del Ministero dei Beni Culturali. Sabato ritornerà a casa e per l’occasione i responsabili del Parco Archeologico dei Campi Flegrei hanno allestito una mostra ‘Il visibile, l’invisibile e il mare’ con l’esposizione di sculture inedite.
– SENIGALLIA (ANCONA)

– Le opere di Crivelli, Perugino, Giaquinto provenienti dalle pinacoteche terremotate della zona dei Sibillini sono esposte a Senigallia, nelle sale di palazzo del Duca (19 ottobre-3 marzo). Si intitola “Dai monti azzurri all’Adriatico. Crivelli, Perugino, Giaquinto” la mostra curata da Stefano Papetti che racchiude capolavori dal ‘400 al ‘700, dal Rinascimento al Barocco, per un viaggio nella religiosità popolare marchigiana che unisce l’entroterra e la costa adriatica. Una serie di opere provenienti dalla pinacoteca civica ‘Fortunato Duranti’ di Montefortino (Fermo) e da altre istituzioni legate alla Rete Museale dei Sibillini, come la pinacoteca ‘Gentili’ di San Ginesio e la pinacoteca civica di Sarnano (Macerata), dialogheranno con il patrimonio artistico di Senigallia, come la tavola del Perugino e le pale d’altare quattrocentesche tra cui quelle di Vittore Crivelli.
Il percorso espositivo inizia con la tavola Sant’Andrea e la battaglia fra Ginesini e Fermani (1463) di Nicola di Ulisse da Siena; prosegue con Vittore Crivelli, a testimonianza del legame tra Venezia e le Marche, e con il Perugino di cui vi fu una grande diffusione nel Centro Italia. Passando per Vincenzo Pagani, Antonio Romano, Simone De Magistris e Marchisiano di Giorgio si arriva al Settecento con i dipinti di Corrado Giaquinto, l’artista pugliese che operò nelle maggiori capitali italiane ed europee: suo l’olio su tela La Maga che testimonia le storie e le leggende dell’area dei Monti Sibillini. In mostra anche le nature morte di affermati specialisti italiani del genere, come Spadino e Cristoforo Munari. “Una mostra che – dice il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi – intende valorizzare il nostro ricco patrimonio culturale colpito dal sisma e simbolo di un fertile crocevia di idee nei secoli”.
– ‘Mara Impara – La nuova musica’. Si chiama così il nuovo programma ideato e condotto da Mara Maionchi che sarà protagonista del primo format televisivo di Billboard Italia, in onda tutti i giorni su Sky Uno, dal 29 ottobre al 2 novembre alle 19.25 e con replica alle 13.00 e alle 16.45. Il programma sarà disponibile anche su Sky On Demand.
Il progetto nasce da un’idea della stessa conduttrice con la volontà di mettersi in discussione incontrando i nuovi talenti della musica italiana, per conoscerli e approfondire la loro produzione musicale. Ogni puntata avrà infatti un ospite: Achille Lauro, Cosmo, Myss Keta, Nitro e Takagi & Ketra.
All’inizio di ogni puntata la Maionchi, seduta nel suo salotto, chiama il misterioso Mr Billboard per rintracciare l’artista che di lì a poco sarà seduto sul suo divano. Il tempo di un rapido pick-up, e ha inizio l’incontro: una chiacchierata informale condotta da Mara nel suo stile inconfondibile.
Lodo Guenzi al lavoro con la squadra dei Gruppi dell’edizione 2018 di X Factor: le primissime immagini sono state diffuse ieri sera su Sky Uno, al termine degli Home Visit del talent Sky prodotto da Fremantle. Seveso Casino Palace, Red Bricks Foundation e gli iraniani Bowland, che sono i concorrenti arrivati fino alla fine del percorso di Selezioni, hanno da subito accolto con grande entusiasmo il nuovo giudice e loro nuovo mentore, con cui sono già al lavoro da qualche settimana. “Siete il motivo per cui sono qua, perché Asia è stata brava e voi siete una figata” ha esordito Lodo complimentandosi per le scelte fatte con Asia Argento che ha selezionato e portato fino alla fase Live i concorrenti della squadra dei Gruppi. I ragazzi hanno avuto modo di condividere le proprie idee e di ascoltare quelle del loro nuovo giudice, e si sono dimostrati felici all’idea di iniziare con lui questo percorso. Guenzi si è dimostrato pronto a guidarli e valorizzarli ma lasciandoli più liberi possibile: “Almeno all’inizio sarò molto presente, poi però sarete voi a dirmi cosa riterrete sarà meglio per voi”, ha detto ai ragazzi il leader de Lo Stato Sociale. Dalle prime immagini rilasciate sembra insomma che nel loft di X Factor ci sia un bel clima da cui partire per il lavoro di preparazione per i Live che inizieranno il 25 ottobre. I Seveso Casino Palace hanno infatti dichiarato di sentirsi capiti dal loro nuovo mentore, i Bowland di non vedere l’ora di iniziare a lavorare con lui. A mostrare, in un primo tempo, una certa distanza dal mondo musicale del nuovo giudice di X Factor sono stati i Red Bricks Foundation, che hanno però subito messo da parte la diffidenza iniziale una volta conosciuti i riferimenti musicali di Lodo, che fra i suoi idoli ha menzionato anche Pete Doherty, uno dei modelli del giovane gruppo romano capitanato da Lorenzo Sutto. “Sono fra amici a fare quello che mi fa stare bene, il rock n roll”, ha concluso Guenzi, atteso ai Live assieme ai colleghi Fedez, Manuel Agnelli e Mara Maionchi da giovedì prossimo, 25 ottobre, su Sky Uno.1.247.000 spettatori medi per gli home visit – Con gli Home Visit si chiude la fase di selezione di X Factor 2018: sono stati selezionati i 12 concorrenti che da giovedì prossimo alle 21.15 su Sky Uno si sfideranno nelle puntate live del talent Sky prodotto da Fremantle. La puntata di giovedì sera è stata vista su Sky da 1 milione 247 mila spettatori medi e 1 milione 981 mila spettatori unici. Nella fascia del programma, Sky Uno è stato l’8° canale nazionale con il 4,66% di share e il 5° canale nazionale tra il pubblico 15-54 anni con il 7,85% di share.
In Toscana Fedez, alla guida degli Over, ha scelto Matteo, Renza e Naomi. Mara Maionchi ha portato gli Under Uomini in Provenza, dove ha voluto in squadra Marco, Leo ed Emanuele. Manuel Agnelli è volato in Belgio e per le Under Donne ha selezionato Sherol, Luna e Martina.
Le band sono state selezionate da Asia Argento tra i fiordi della Norvegia. A spuntarla sono stati i Bowland, i Seveso Casino Palace e i Red Bricks Foundation. Al termine della puntata sono andate in onda le primissime immagini di Lodo Guenzi, che a partire dal prossimo giovedì sarà alla guida della categoria Gruppi. Il nuovo giudice ha incontrato nel loft i ragazzi della sua squadra, uno dei momenti in cui i concorrenti hanno avuto modo di condividere le proprie idee e di ascoltare quelle del loro nuovo giudice, e sono dimostrati felici all’idea di iniziare con lui questo percorso.
Sui social X Factor è stato ieri il programma tv più commentato con 364.766 interazioni complessive, di cui il 76% generate su Instagram.
Su Twitter l’hashtag ufficiale #XF12 con 5.517 citazioni è entrato nella classifica dei trending topic italiani e vi è rimasto fino a questa mattina (Fonte Nielsen/Trends24)

“Un ingresso fantasmagorico di fiamme infernali”. La figlia Elica racconterà così anni dopo quella girandola di colori e di movimento, quel tripudio allo stesso tempo diabolico e allegro di gialli, di rossi e di blu che il grande Giacomo Balla realizzò sulle pareti e sul soffitto del Bal Tic Tac, il nuovissimo Cabaret di cui tutti allora a Roma parlavano (lo aveva inaugurato Filippo Tommaso Marinetti nel novembre del 1921) di fatto il primo locale futurista della capitale, dove si suonava una musica infuocata e trascinante che tanto assomigliava al jazz e si trascorrevano serate animatissime, esclusive e trascinanti. Dato per perduto, così come la lussuosa sala da ballo al primo piano di Villa Huffer, riemerge fortunosamente dopo quasi 100 anni a Roma in via Nazionale il maestoso ingresso del locale che Giacomo Balla aveva interamente decorato, lavorandoci a tempo pieno per quattro mesi, per colorare muri e soffitti e progettare uno per uno tutti gli arredi, com’era solito fare lui che era un artista totale, allo stesso tempo pittore, architetto, falegname, persino sarto, come dimostrano i tanti immaginifici abiti futuristi ancora conservati nella sua casa studio di via Oslavia. Un lavoro che gli valse allora un compenso di 4 mila lire e un plauso generale in quegli anni in cui il suo lavoro futurista era acclamatissimo e super apprezzato. “Un ritrovamento che ha del miracoloso”, commenta presentandolo alla stampa il soprintendente speciale Francesco Prosperetti. Accanto a lui Luigi Donato, Capo Dipartimento Immobili di Bankitalia, annuisce e sorride. Il merito della scoperta, racconta, si deve proprio ai tecnici della Banca, chiamati a ristrutturare i locali della palazzina (acquisita agli inizi del Duemila) per dare vita al progetto di un Museo della Moneta e della Finanza. I colori di Balla sono usciti così, dice il direttore del museo Massimo Omiccioli, rimuovendo gli infiniti strati di pittura sui muri del pianoterra che per per anni aveva ospitato un noto showroom di lampade di design. “Colori incredibili, aggressivi, una pittura che all’epoca doveva essere davvero innovativa e sconvolgente”, sottolinea il soprintendente, che la Banca ha coinvolto non appena si sono intraviste le presenze della pittura. Ora verrà coinvolta una commissione di esperti per studiarlo e decidere come procedere al restauro. Lo stato attuale delle pareti purtroppo non è dei migliori, è sul soffitto (protetto da una carta da parati) che si può già apprezzare il ritrovamento in tutta la sua meraviglia. Quella pittura d’altro canto era delicatissima, fa notare il soprintendente, “non un affresco bensì una tempera”. Tant’è, studiato e riportato al suo splendore, il “gioioso inferno” di Balla, come lo descriveva in una cronaca dell’epoca Charlotte Caillot, tornerà a farsi ammirare dal pubblico, grande star del Museo della Moneta, la cui apertura è prevista per fine 2021. E nello stesso tempo, sempre con l’aiuto di Bankitalia, si punta a riaprire anche la Casa Balla di Via Oslavia, dove l’artista visse dal 1929 al 1958, anno della sua morte e che le sue due figlie Luce ed Elica, che del lavoro del padre furono preziose collaboratrici lasciarono ai nipoti alla fine degli anni Novanta. Li’ tutto è rimasto com’era, lo splendido studiolo rosso con la sua esplosione di colori, il corridoio dipinto, i letti di Luce ed Elica Bambine, le ceramiche decorate a mano dalla famiglia con le quali è stata colorata anche la bella terrazza, persino i cappotti sull’attaccapanni, i vestiti nell’armadio e le poltrone con la tappezzeria ricamata a mano con precisione certosina da Luce. Bankitalia ha prestato denari e competenze tecniche per la messa a norma dell’appartamento e i piccoli lavori indispensabili dopo tanti anni, la soprintendenza ha trovato i fondi per il restauro dei disegni e dei vestiti. Somigliantissimo al prozio artista, Alessandro Balla è uno dei nipoti eredi. E’ lui, che per un caso del destino ha anche lavorato in Banca d’Italia, a ringraziare tutti per la nuova scoperta e gli aiuti. “La Casa di Balla ha bisogno anche di un progetto di valorizzazione – dice – noi da soli non possiamo farlo. Ma è un unicum, un pezzo di storia che non deve essere disperso”.

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FIRENZE

– Filippo Timi inaugura la stagione del Teatro della Pergola di Firenze con la prima nazionale, il 23 ottobre, di ‘Un cuore di vetro in inverno’, storia di un cavaliere che parte per combattere il drago delle sue paure, condivisa in scena con Marina Rocco, Elena Lietti, Andrea Soffiantini, Michele Capuano. “Di una cosa oggi sono certo – afferma Timi -, che le paure ti corazzano, ma insieme sbarrano la strada. Però so che è fondamentale affrontare il drago inesistente per tornare vittorioso all’amore sinceramente”.
‘Un cuore di vetro in inverno’, scritto nell’inconfondibile stile che contraddistingue il lavoro di Timi, è ambientato nel ‘600 e narra la storia di un cavaliere umbro costretto a lasciare il proprio amore ad attenderlo mentre è in battaglia.
Raccontato per stazioni come in una sorta di Via Crucis o di sacra rappresentazione, lo spettacolo, semplice e giullaresco a mo’ di rappresentazione medievale, è anche in parte un omaggio a un certo cinema di Pasolini e alle sue atmosfere.
Lo spettacolo è una produzione di Teatro Franco Parenti/Fondazione Teatro della Toscana: presentato in anteprima a Monza, dopo il debutto a Firenze toccherà Milano (Teatro Franco Parenti, 30 ottobre), Roma (Teatro Ambra Jovinelli, 28 novembre) e Perugia (Teatro Morlacchi, 11 dicembre). Giovedì 25 ottobre, alle 18, alla Pergola, Filippo Timi e la compagnia incontreranno poi il pubblico fiorentino.
– LECCE

– Emanuele Spedicato, il chitarrista dei Negramaro colpito il 17 settembre da emorragia cerebrale, ha lasciato la Rianimazione del ‘Vito Fazzi’ di Lecce ed è stato trasferito in un centro specializzato dove potrà affrontare un adeguato percorso di riabilitazione e recupero. Lo comunica la direzione sanitaria in un bollettino medico. A poco più di un mese dall’arrivo in reparto e dopo i continui progressi registrati, i medici hanno valutato che le condizioni di salute del paziente fossero sufficientemente buone per poterlo dimettere nella massima sicurezza.
– Oltre 235.000 studenti coinvolti in tutta Italia, dall’infanzia alle superiori per le giornate di lettura nelle scuole. Torna dal 22 al 27 ottobre ‘Libriamoci’ con Pif (Pierfrancesco Diliberto) testimonial della quinta edizione, che parlerà dei libri più significativi nel suo percorso di formazione.
La campagna del Centro per il libro e la lettura, nata da un protocollo d’intesa tra il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il ministero per i Beni e le attività culturali, nel 2018 si svolge in collaborazione con #ioleggoperché, la campagna nazionale per le scuole organizzata dall’Associazione Italiana Editori, dal 20 al 28 ottobre. Per il quinto anno, le scuole di tutta Italia, dall’infanzia alle superiori, e quelle italiane all’estero, si mobilitano per animare le classi con letture a voce alta ispirandosi, se lo desiderano, a uno dei filoni tematici suggeriti: Lettura come libertà, 2018 Anno europeo del Patrimonio culturale e ‘200 anni: buon compleanno Frankenstein!.
Già oltre 1.600 le iniziative inserite ad oggi nella banca dati, senza includere le migliaia di attività organizzate spontaneamente, ma non registrate sul sito. Che siano libri, articoli, racconti, poesie o testi teatrali, lo spirito di Libriamoci è far scoprire ai più giovani la bellezza della lettura e il suo potere di coinvolgimento se fatta a voce alta, condivisa in un’esperienza corale. Quasi 300 i volontari che si sono offerti, fra i quali 36 lettori del Patto per la Lettura delle Biblioteche di Milano e 44 editori che (ad oggi) hanno aderito con propri autori, insieme a decine di attori, membri di associazioni, bibliotecari e privati cittadini.
Grandi, medie e piccole le case editrici coinvolte fra le quali 66thand2nd, NN, Bompiani, Carthusia edizioni, DeA Planeta, e/o, Einaudi, Feltrinelli, Gallucci Editore, Guanda, HarperCollins, Laterza, Longanesi, Manni Editori, Marsilio Editori, Melampo Editore, Mimesis, Neri Pozza, Newton Compton, Utet e Valentina Edizioni.
– BARD (AOSTA)

– Dal 7 dicembre al 6 gennaio, il Forte di Bard torna ad ospitare il World Press Photo, prestigioso concorso internazionale di fotogiornalismo. “Una occasione unica – si legge nella presentazione – per vivere attraverso gli occhi dei più grandi fotoreporter di oggi e i loro scatti più sensazionali, la cronaca che si fa storia del nostro tempo”.
Alla 61/a Mostra di World Press Photo hanno partecipato 4.548 fotografi (di 125 paesi) e sono state proposte 73.044 immagini.
Vincitore assoluto è il reportage “Crisi del Venezuela” del venezuelano Ronaldo Schemidt, fotografo della Agence France-Presse, con uno scatto che raffigura un manifestante in fuga e avvolto dalle fiamme: “È una foto classica – ha detto la giuria – ma che possiede un’energia fortemente dinamica. I colori, il movimento e la forza della composizione trasmettono un’emozione istantanea”.

– Uno strumento “per provare a entrare nel mistero dell’umano”: è sempre stata questo la macchina fotografica per Lisetta Carmi, fotografa genovese, 94 anni, di cui il Museo di Roma in Trastevere documenta la straordinaria vita umana e professionale in una grande antologica, la prima organizzata nella Capitale, allestita dal 20 ottobre al 3 marzo.
A condurre come un filo invisibile il visitatore nel percorso c’è quello sguardo sincero e partecipe che in 20 anni dedicati alla fotografia ha sempre guidato i passi dall’artista: dal titolo “Lisetta Carmi. La bellezza della verità”, la mostra delinea in 170 scatti, di cui alcuni inediti, il ritratto di una donna che ha precorso i tempi, e che ha rivolto la sua attenzione (dopo aver lei stessa subito la discriminazione) verso gli umili e i diversi, per dare loro voce. Un’artista libera, la cui modernità appare soprattutto nel metodo di lavoro: non osservava mai il mondo in modo casuale ma sempre seguendo progetti e storie.
– Lorenzo Serafini, direttore creativo di Philosophy, marchio del gruppo Aeffe, cui fanno capo anche Alberta Ferretti e Pollini, ha ricevuto a Madrid il “Premio Actitud Creativa” da Harper’s Bazaar Spagna.
Nella motivazione del riconoscimento viene spiegato che “il direttore creativo di Philosophy ha avuto il merito di aver inaugurato una nuova storia di moda per il marchio, grazie a una visione estetica chiara e precisa capace di reinterpretare i concetti di femminilità, romanticismo e leggerezza in chiave moderna ed ispirare le donne di oggi”.
– Cimeli come il primo numero del Giornale di Topolino edito da Nerbini nel 1932, le prime pubblicazioni Mondadori (1935, ancora in formato giornale), il rarissimo volume Frassinelli curato da Cesare Pavese (1933) saranno esposti dal 10 novembre al castello di Desenzano del Garda nella mostra ‘Mickey 90 – L’Arte di un Sogno’, organizzata per i 90 anni di Topolino.
Era infatti il 18 novembre 1928 quando Walt Disney presentò per la prima volta al pubblico del Colony Theater di New York la sua creazione più celebre, Mickey Mouse, protagonista del cortometraggio animato ‘Steamboat Willie’.
La mostra si snoda sui due piani del Castello, sette sale in cui trovano posto più di 300 pezzi su Topolino: artwork creati dai suoi disegnatori più famosi, oggetti da collezione, giocattoli d’epoca, figurine in bronzo e ceramica, spille, albi, volumi, francobolli e giocattoli ed edizioni rare.
– Una sfida a colpi di eleganza quella lanciata dalla Hugo Boss che annuncia in una nota che i giocatori e lo staff tecnico dell’AS Roma indosseranno nuove divise firmate Hugo Boss per il campionato di Serie A 2018/2019 e in tutte le occasioni ufficiali del club nella stagione 2018/2019, incluse le competizioni europee. “La maison Hugo Boss – viene spiegato nella nota – ha messo a disposizione di AS Roma la sua abilità sartoriale per far sì che la squadra di Eusebio Di Francesco e Francesco Totti sia anche un esempio di stile ed eleganza”.
Il guardaroba, creato in esclusiva per il team, include un abito slim-fit blu scuro in materiale stretch naturale ad alta performance, camicia bianca slim-fit in cotone stretch, cravatta in seta con il logo AS Roma, cintura e scarpe in pelle.
Il marchio Hugo Boss è partner di club calcistici internazionali tra cui Real Madrid, FC Bayern, Tottenham Hotspur e Paris Saint-Germain.
– BARI

– “Abbiamo pensato tanto. Abbiamo deciso di spostare il tour di qualche mese, questo per dare a Lele il tempo di rimettersi in forma e tornare di nuovo a vivere con tutti voi la forza dei nostri live”. Lo hanno annunciato i Negramaro sulla loro pagina Facebook, riferendosi alle condizioni di salute del chitarrista della band, Emanuele Spedicato, colpito il 17 settembre da emorragia cerebrale e che oggi 19 ottobre è stato dimesso dall’ospedale di Lecce per cominciare la riabilitazione.
“Sarà per lui uno stimolo fondamentale in questi mesi di preparazione e avrà bisogno del sostegno di tutti per tornare a godersi il frutto di un grande lavoro iniziato, l’estate scorsa, con uno strepitoso tour negli stadi. Siamo certi – conclude la nota – che il vostro affetto non diminuirà nei confronti di questa storia che non vediamo l’ora di ritornare a vivere insieme da febbraio prossimo. Grazie a tutti!”.
– Uscirà il 26 ottobre il doppio cd di Patty Pravo che raccoglie i brani dei concerti tenuti al Teatro La Fenice di Venezia il 24 febbraio scorso e al Teatro Romano di Verona, di recente, il 4 settembre, dalla carismatica artista veneziana dalla voce inconfondibile, che ha venduto oltre 120.000.000 di dischi in tutto il mondo con le sue canzoni tradotte in 8 lingue.
Per l’uscita di “Patty Pravo Live” (Azzurra Music), l’iconica cantante incontrerà i fan e firmerà le copie del disco, in due speciali appuntamenti, a Milano e a Roma: venerdì 26 ottobre all’Hosteria della Musica alla Ferrovia di Milano e il 5 novembre nella galleria d’arte Musia di Roma. Gli incontri saranno introdotti e moderati da Pino Strabioli.
Il cd 1 racchiuderà i brani in versione classica accompagnati dalla Grand Orchestra diretta dal Maestro Mauro Ottolini mentre il cd 2 conterrà i brani più rock del suo repertorio.
– PISA

– Resterà esposta fino al 5 dicembre in piazza XX settembre, nel centro storico pisano (sotto il municipio) la grande statua dell’artista di origini costaricane Jimènez Deredia dal titolo ‘Pareja – La Donna e la vita’. La collocazione dell’opera a Pisa è a cura della Fondazione Deredia, di Artitaly e dell’assessorato alla Cultura del Comune di Pisa. L’installazione è stata inaugurata dall’assessore Andrea Buscemi. L’opera, già esposta in altre città italiane e straniere è in procinto di partire per Miami. Deredia è considerato uno degli scultori viventi più interessanti del panorama internazionale e le sue opere sono state collocate in tutto il mondo. In Italia, le sue grandi statue hanno trovato spazio in mostre monumentali al Tempio di Segesta, il cortile della Galleria degli Uffizi di Firenze, la Passeggiata Archeologica di Roma, a di Lucca e a Trapani. “Pareja – ha spiegato Buscemi – vuole essere un omaggio alla donna che è genesi e custode del mondo. La sua collocazione è Una dedica a tutte le donne.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Graffiti urbani, realizzati sui marciapiedi, in prossimità delle scuole o in zone pedonali, con le “parole da salvare” della lingua italiana, e non solo. Zanichelli ha scelto questa via innovativa per la campagna di sensibilizzazione sulle nostre capacità di espressione e di utilizzo della nostra lingua e di quelle straniere. Su ogni graffito è riportato l’hashtag #laculturasifastrada che da subito ha avuto grande diffusione spontanea a Torino e Milano, da dove è partita la campagna che farà tappa anche a Padova e Napoli. L’operazione è estesa anche alle figure retoriche: anacoluto, iperbole, metonimia, onomatopea, descritte tramite citazioni da autori classici. Per la metonimia l’autore scelto è Carducci e la poesia San Martino: “Ma per le vie del borgo / dal ribollir de’ tini / va l’aspro odor de i vini / l’anime a rallegrar”. I graffiti saranno 50 per città e la tecnica utilizzata per realizzarli è quella green, con una miscela completamente naturale, innocua per l’ambiente.
– L’arte che legge il mondo globalizzato e le sue forme reali e virtuali con le lenti dell’intelligenza artificiale. Il gesto creativo fonde elementi diversi e trasversali e attinge al patrimonio visivo, al digitale, al suono su un terreno dalle possibilità ancora inesplorate ma che ha le caratteristiche di un Surrealismo del XXI secolo. Offre questo viaggio nell’immaginario tecnologico tra i sogni generati da computer e algoritmi la mostra “Low Form. Immaginaries and Vision in the Age of Artificial Intellligence”, a cura di Bartoloneo Pietromarchi, fino al 24 febbraio al Maxxi di Roma, che indaga il lavoro di 16 artisti internazionali. Provocazioni e nuovi scenari non mancano: dall’avatar che si interroga sul senso della vita a due robot che affrontano il rapporto tra uomo e macchina, una live simulation che si autogenera all’infinito creando mondi sempre diversi, all’immagine della Bellona di Rubens disegnata da un software in forma ossessiva.
– BOLOGNA

– A 75 anni dai bombardamenti che lo distrussero durante la Seconda Guerra Mondiale, il Teatro ‘Amintore Galli’ di Rimini torna a nuovo splendore e il 28 ottobre riaprirà la sua sala di 850 posti alla comunità con una rappresentazione in forma semiscenica della ‘Cenerentola’ di Gioachino Rossini, protagonista la mezzosoprano Cecilia Bartoli.
Ad annunciarlo, il sindaco della città romagnola, Andrea Gnassi e il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini che hanno alzato il sipario sul recupero del teatro nato dalla matita del modenese Luigi Poletti che lo progettò a metà dell’Ottocento appena in tempo per ospitare la prima rappresentazione dell”Aroldo’ di Giuseppe Verdi che ne curò personalmente l’allestimento. Costo dell’operazione oltre 36 milioni di euro: 31,7 messi a disposizione dal Comune e 4,7 dalla Regione.
Tra gli eventi inaugurali, il 3 novembre la danza di Roberto Bolle and Friends e poi, il 10 e 11 dicembre, il ‘Simon Boccanegra’ di Verdi diretto da Valery Gergiev.

– BOLOGNA

– Quarantadue concerti tra il 25 ottobre e il 25 novembre tra Bologna, Ferrara, Modena e località delle tre province, in teatri e locali. È il cartellone del ‘Bologna jazz festival’, con uno sguardo attento alle big band, filo rosso della manifestazione con Paolo Silvestri Ensemble Duke con guest Fabrizio Bosso, la Tower jazz composers orchestra diretta dal sassofonista David Murray, la Clayton-Hamilton big band con solista la cantante afromericana Cécile McLorin Salvant, i californiani Sfjazz Collective, ottetto che omaggerà Jobim e il pianista Enrico Pieranunzi, ospite con il suo trio dell’orchestra del Conservatorio Martini, per una serata all’insegna di ‘Blues on Bach: la musica di John Lewsi’.
Ci saranno anche appuntamenti dedicati alla didattica con le borse di studio per i corsi di ‘Siena jazz’ messi in palio dal ‘Premio Massimo Mutti, e i seminari con gli allievi del Conservatorio e del liceo musicale Dalla.
– BOLOGNA

– Il nuovo singolo di Marco Ligabue, ‘Quante vite hai’, prodotto da Corrado Rustici, è disponibile da oggi per il download, sulle piattaforme streaming e in rotazione radio. Fratello minore di Luciano, 48 anni, ha da poco concluso un tour estivo in 50 piazze italiane.
Già chitarrista e autore di testi e musiche dei Rio e Little Taver, ha iniziato la carriera solista nel 2013 e ha all’attivo gli album ‘Mare dentro’, ‘L.U.C.I. (Le Uniche Cose Importanti)’ e ‘Il mistero del Dna’. In alcuni testi ha affrontato tematiche ‘scomode’, contribuendo a progetti sociali: un pozzo in Africa, un video in lingua Lis e un percorso di legalità in 200 scuole.
È testimonial Avis e City Angels.
‘Quante vite hai’ va in un’altra direzione: è una richiesta di condividere con la persona amata tutte le vite future, e nel finale della canzone Ligabue ha voluto rendere un piccolo omaggio a Lucio Battisti. Il videoclip – regia dell’esordiente Nicola Torrisi – è stato girato a Matera, capitale europea della cultura 2019.
– ANCONA

– Schivo, perfezionista, ossessionato dalla verità che gli impediva di venire a compromessi anche con la committenza, ma consapevole del suo enorme talento. Lorenzo Lotto (Venezia 1480 – Loreto 1557) trovò nelle Marche uno dei suoi luoghi di elezione, sfuggendo alla marginalità cui volevano relegarlo grandi metropoli come Venezia e Roma e creando per questo territorio ancora in grado di apprezzarlo innumerevoli capolavori. Una mostra, intitolata al grande pittore, “Il Richiamo delle Marche”, curata da Enrico Maria Dal Pozzolo per Villaggio Globale International, ricostruisce a Palazzo Buonaccorsi di Macerata fino al 10 febbraio prossimo questo percorso. Lo fa con 20 dipinti autografi e cinque disegni di sua mano, assieme ad opere grafiche di grandi autori come Durer e Mantegna, collegandoli a 25 capolavori disseminati nel territorio (Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino) e contestualizzando la sua attività con manoscritti, volumi, globi e antiche mappe.
– FIRENZE

– E’ morta a Fiesole (Firenze) Wanda Miletti Ferragamo. Vedova di Salvatore, aveva 96 anni ed era presidente onorario della Salvatore Ferragamo SpA.
– Una nonna pronta a combattere, abilissima a maneggiare fucili e pistole, con una casa trasformata da lei in un fortino, con tanto di rifugio segreto. E’ Jamie Lee Curtis, che 40 anni dopo il capolavoro di Carpenter, Halloween, riveste ancora una volta con grande autorevolezza il ruolo di Laurie Strode, nel sequel firmato da David Gordon Green che spazza via tutti i seguiti o remake arrivati negli anni (nei quali l’attrice, qui e là, era apparsa), ricollegandosi direttamente alla storia originale. A garantire la qualità del film, presentato alla Festa del cinema di Roma, e in sala dal 25 ottobre con Universal, c’è lo stesso Carpenter, che del progetto è stato consulente creativo e produttore esecutivo. “Hanno scritto nuovi personaggi affascinanti ed è stato fatto un ottimo cast. Ci sono molti buoni attori, e tutto il progetto è abbastanza inusuale. Ha un valore in se’ – spiega Carpenter nelle note di produzione -. Ho detto a David (Gordon Green), che ci vedevo cose forti quanto quelle del primo film. Ha fatto centro. Sono esaltato all’idea che il pubblico possa vederlo. Vi spaventerà a morte, ve lo garantisco”. La storia riparte un giorno prima di Halloween, con Laurie (Curtis), in pieno allarme: la sindrome post traumatica seguita all’essersi salvata nel 1978 dalla carneficina compiuta dall’implacabile serial killer in maschera di gomma bianca, Michael Myers (James Jude Courtney, con il cameo dell’interprete ‘storico’, Nick Castle), l’ha trasformata in una guerriera. Tanto che ha anche istruito a combattere, sparare e difendersi la figlia Karen (Judy Greer) quand’era bambina. Da adulta la donna, però, ha sempre meno pazienza verso le paranoie della madre. Decisamente più comprensiva la nipote di Laurie, Allyson (Andi Matichak), liceale che cerca la sua strada. L’improvvisa fuga, giusto in tempo per Halloween, dal manicomio criminale, di Michael e la scia di sangue che ricomincia a lasciarsi dietro (babysitter comprese, come nel primo film) finisce per riunire Laurie con figlia e nipote, in uno scontro con il serial killer senza esclusione di colpi. Il conto dei morti in questo Halloween e lo splatter delle scene, è minore rispetto alla media degli horror anni Duemila ma Green riesce a mantenere una tensione costante, che ha come perno Jamie Lee Curtis. Leggendo la sceneggiatura “Ho visto come il film fosse di un omaggio e al tempo stesso nuovo – ha spiegato l’attrice -. E’ un film a se’ con una storia compiuta, legata al passato. I due Halloween, fianco a fianco si sostengono e completano. Raccontano la stessa storia, nella stessa maniera semplice, chiara e iconica. Così Halloween continua a vivere”.

– COMO

– Con oltre 116.00 presenze, Villa del Balbianello a Tremezzina (Como) è il bene del Fai (Fondo Ambiente Italiano) più visitato in Italia.
“Il lago di Como è in un periodo di grazia, è più famoso all’estero che in Italia” ha detto Giuliano Galli, area manager Fai Lombardia. I visitatori sono stati 116mila visitatori, di cui 85.000 stranieri per lo più provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia, ma anche da India, Brasile, Israele e Indonesia. L’attrattiva che Villa del Balbianello esercita sui turisti unisce il fascino del lago con quello di una location per eventi da sogno, matrimoni vip e il ricordo dei film Star Wars e 007. Anche a distanza di tanti anni dal “sì” pronunciato da Anakin Skywalker e Padmé Amidala in Guerre Stellari Episodio II, sono numerose le coppie che approdano su questo promontorio per un matrimonio in stile Star Wars. La villa, donata al Fai dal conte Guido Monzino, ha ospitato nel 2018 anche 120 matrimoni.
– E’ il “Supereroe” di Emis Killa, come titola il nuovo album del rapper uscito il 12 ottobre, con 13 tracce e un fumetto che accompagna la versione fisica, con i suoi testi e i disegni della matita Marvel di Alessandro Vitti, a dominare la classifica Fimi/Jfk degli album più venduti della settimana che va dal 12 al 18 ottobre. Un Supereroe che spodesta dalla vetta Alessandra Amoroso con il suo album “10”, omaggio al suo debutto con Amici di Maria De Filippi proprio dieci anni fa, e la fa scivolare al secondo gradino. In terza posizione troviamo una new entry: i Subsonica con “8” come il numero di dischi pubblicati dal gruppo torinese tra il 1997 e oggi. In risalita dall’ottava alla quarta posizione A star is born di Lady Gaga & Bradley Cooper, dall’omonimo film presentato a Venezia. Scende di un gradino e si ferma sul quinto, Love di Thegiornalisti. Tra i singoli più scaricati ci sono ancora i Maneskin con Torno a Casa. Per i vinili, in testa “8” dei Subsonica.
MADRID – Dopo 133 anni dall’inizio della sua costruzione la Sagrada Familia non sarà più abusiva. E’ il risultato dell’accordo “storico” fra il comune di Barcellona e l’ente responsabile della costruzione dell’opera di Gaudí, in base al quale la basilica pagherà nei prossimi 10 anni 36 milioni di euro. I fondi contribuiranno alle spese per i trasporti, l’arredo urbano e la sistemazione dell’area circostante il monumento, visitato ogni anno da 4,5 milioni di turisti – fino a 20 milioni nelle zone adiacenti – per entrate stimate in 50 milioni di euro l’anno. In cambio, secondo fonti municipali citate dai media, le due amministrazioni hanno concordato varianti al piano regolatore e il piano speciale urbanistico necessario a regolarizzare le opere, in modo che i responsabili dell’ente possano ottenere le licenze edilizie, che cominceranno a pagare dal 2019, e i permessi per il completamento della costruzione, previsto nel 2026. Dopo un anno e mezzo di intensi negoziati, l’intesa condona in un certo senso i lavori avviati quasi un secolo e mezzo fa.
La regolarizzazione renderà possibile l’avvio del piano urbanistico speciale della basilica, un requisito indispensabile per ottenere la licenza edilizia, reclamata dal 2016 dall’assessorato all’Urbanistica del Comune all’arcivescovato di Barcellona. Fino ad oggi, la Chiesa aveva giustificato le opere con un permesso del comune di Sant Martí de Provençals ottenuto dall’architetto Antoni Gaudí nel 1885, e aveva motivato con l’ininterrotto silenzio amministrativo quella che la sindaca Ada Colau, della lista affine a Podemos Barcelona En Comú, aveva definito “un’anomalia storica”. Il bilancio annuale della basilica, fra visite e donazioni, è di 80 milioni di euro, dei quali 50 vengono destinati alle opere. Il contributo di 36 milioni di euro in un decennio, per compensare la spesa che la costruzione del monumento genera alla città, da un punto di vista formale non coprirà i costi della licenza edilizia, che saranno definiti nel primo trimestre del 2019. Servirà per “pagare le spese municipali generate dall’attività della Sagrada Familia”, indicano fonti comunali.
Del totale, 22 milioni saranno destinati al trasporto pubblico, 7 alla realizzazione di accessi diretti delle fermate delle linee 2 e 5 della metro alla basilica, 4 per l’arredo urbano delle aree circostanti il tempio e per la manutenzione dello spazio pubblico. Dall’intesa è rimasta esclusa la questione più spinosa, che riguarda il completamento della facciata della Gloria della basilica, con la scalinata di accesso prevista dal progetto originario di Gaudí nell’attuale calle Maiorca, che per essere realizzata comporterebbe l’espropriazione di un intero isolato di 150 abitazioni residenziali. Per questo motivo, il responsabile comunale dell’Urbanismo, Janet Sanz, ha assicurato che la questione sarà affrontata “in una seconda fase”. “Chi avrebbe detto che dopo 130 anni l’accordo l’avremmo fatto noi”, ha commentato la sindaca Colau. L’intesa per il riordino dell’area della Sagrada Familia dovrà essere approvata dal Consiglio comunale al più tardi all’inizio del 2019. Ma non si prevedono intoppi sulla road map, che prevede l’ultimazione dell’opera maestra di Gaudí, iniziata dal massimo esponente dell’architettura modernista catalana nel 1882, nel giro di otto anni.

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Vittorio Gassman era un gigante pieno di malinconia, un timido esuberante come è per molti introversi. Ma se volete conoscere meglio la sua figura di artista eclettico, mattatore e fragile, padre assente e presente, non mancate di vedere il documentario di Fabrizio Corallo, ‘Sono Gassman! Vittorio, re della commedia’ che passa alla Festa del Cinema di Roma domenica 21 ottobre e in autunno su Sky Arte. La grandezza del materiale raccolto e delle testimonianze, oltre che stralci di interviste all’attore morto nel 2000, fanno giustizia alla sua vita artistica e indirettamente alla vera e autentica ‘commedia all’italiana’ che resta un momento felice e insuperabile del nostro cinema. “Quando i produttori Adriano De Micheli e Massimo Vigliar mi hanno chiesto di realizzare un suo ritratto filmato – dice Fabrizio Corallo – sono stato ovviamente lusingato ma anche consapevole di dover provare a raccontarlo non solo con la sconfinata ammirazione di spettatore incantato ma anche cercando senza eccessive enfasi e seriosità la misura e il disincanto che lui avrebbe desiderato. Ho tentato così di privilegiare tra le tante ipotesi di racconto soprattutto quella di una doppia metamorfosi di cui Vittorio è stato protagonista nel tempo. La prima – spiega il regista – quella che a partire dal film di Monicelli ‘I soliti ignoti’ lo ha trasformato alla fine degli anni ’50 da acclamato interprete teatrale e di film drammatici – da lui giudicati quasi sempre “dimenticabili” – in uno dei più amati attori brillanti del nostro cinema grazie alla straordinaria stagione della cosiddetta “commedia all’italiana”. La seconda è stata quella che lo ha portato a rivelare col tempo, soprattutto nei suoi ultimi anni di vita, la sua vera natura di persona introversa e ipersensibile, spesso preda di impensabili vulnerabilità”.
E proprio questa parte è quella che nel documentario di Corallo fa la differenza. E questo anche attraverso le parole di Monicelli che descrive Gassman “discreto e fragile” e dell’Ardant che ne parla come di “un grande timido che si nascondeva”. Scorrono sullo schermo le immagini della moglie, Diletta D’Andrea, dei figli Alessandro, Paola, Vittoria e Jacopo e di Emanuele Salce, cresciuto con sua madre Diletta e con Vittorio e da lui considerato un figlio a tutti gli effetti. E questo accanto a brani di film celebri e filmati di Teche Rai – Cinecittà Luce e Mediaset. Ci sono poi le interviste d’archivio a Gassman, Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola. E ancora i contributi di Stefania Sandrelli, Gigi Proietti, Jean-Louis Trintignant, Giancarlo Giannini e Giovanna Ralli, Carlo Verdone, Paolo Virzì, Paola Cortellesi, Diego Abatantuono, Massimo Ghini, Marco Risi, Ricky Tognazzi e di osservatori del costume nazionale come Renzo Arbore, Maurizio Costanzo e Valerio Caprara. Tra le cose che rivela il documentario la volontà scherzosa di Vittorio Gassman di essere, post mortem, impagliato e posto all’ingresso di casa e, infine, la sua lapide in cui si legge davvero un monito non solo attoriale: “Non fu mai impallato”.
– Basato sul pluripremiato romanzo “Aspettando i Barbari” dell’autore Premio Nobel John Maxwell Coetzee, che racconta il film è la storia della crisi di coscienza di un Magistrato che si ribella al regime, dopo aver assistito al crudele e ingiusto trattamento dei prigionieri di guerra. Al via in Marocco, martedì 29 Ottobre, le riprese di Waiting for the Barbarians del regista e sceneggiatore colombiano Ciro Guerra (che nel 2015 ha diretto El abrazo de la serpiente, candidato agli Oscar come Miglior film straniero). Il cast stellare è composto da Mark Rylance, Johnny Depp, Robert Pattinson e Gana Bayarsaikhan.
Prodotta dalla Iervolino Entertainment: i produttori del film sono Andrea Iervolino, Monika Bacardi, Michael Fitzgerald e Olga Segura, in collaborazione con TaTaTu. Il film è incentrato sulla crisi di coscienza del Magistrato che lavora in una piccola città di frontiera che fa del suo meglio per evitare un’incombente guerra contro i “barbari

– Il Mistero della casa del tempo, film di Eli Roth passato alla Festa di Roma, sembra un po’ Harry Potter e potrebbe anche avere lo stesso destino seriale, visto che è tratto da uno dei 17 romanzi per bambini (“La pendola magica”) scritti da John Bellairs, autore americano specializzato in mystery e gotico per ragazzi. Protagonista un ragazzino di 10 anni, Lewis Barnavelt (Owen Vaccaro) che, rimasto orfano, si trasferisce a vivere nella sinistra casa dell’eccentrico zio Jonathan (Jack Black). Una casa piena di magie, misteri, streghe e stregoni e orologi, che rivelerà la sua vera natura quando Lewis scoprirà che suo zio e la sua migliore amica Mrs Zimmerman (Cate Blanchett) sono due potenti maghi che lo coinvolgeranno in una missione segreta: scoprire l’origine e il significato del ticchettio di un orologio nascosto da qualche parte nei muri di casa.   [print-me title=”STAMPA”]

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