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Ultimo aggiornamento 22 Ottobre, 2018, 16:49:01 di Maurizio Barra

DALLE 10:55 ALLE 16:48

DI LUNEDì 22 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Bhutan: centrosinistra vince elezioni
Paese al voto per la terza volta dopo fine monarchia assoluta

La Cina contro Trump sul trattato Inf’Gli Stati Uniti sbagliano a uscire unilateralmente’

Molestie: attore Rush contro TelegraphA Sydney prima udienza causa intentata da attore premio Oscar

Terremoti, scossa del 6.6 in CanadaEsclusa allerta tsunami, nessuna segnalazione di danni

Iraq: domani nomina nuovi ministriNessuno media nessuno è parlamentare

Siria: raid Usa su una moschea, mortiBombardamento avvenuto venerdì, Coalizione ammette parzialmente

A.Saudita vuole Zona economica specialeAnnuncio alla vigilia della ‘Davos nel deserto’

Colloquio telefonico Trump-Macronfocus su Siria e Kashoggi

Morto negazionista Robert FaurissonFondazione Shoah avverte, ‘sue tesi immonde vivono ancora’

Inf: Russia teme ‘mondo più pericoloso’Portavoce Peskov citato da media di Mosca

Khashoggi: telefonata Erdogan-TrumpTurchia renderà pubblici domani risultati inchiesta

Ucciso assalitore palestinese a HebronAveva ferito militare israeliano con coltello, gli hanno sparato

Messico: 5mila in marcia verso gli UsaTrump ha allertato la guardia di frontiera e l’esercito

Brasile: sondaggio, Bolsonaro al 60%A sei giorni dal ballottaggio per presidenziali, Haddad al 40%

Allarme Macron, ‘è stanco e invecchiato’I suoi amici: ‘ha ritmi disumani e dimagrisce a vista d’occhio’

Carovana migranti, Trump allerta soldatiInsieme a guardia nazionale. ‘Emergenza nazionale’

Gaza: falò di Hamas di droga confiscataPer gli spacciatori ergastolo con lavori forzati

Trump,stop aiuti a Paesi centroamericani’Non sono stati capaci di fermare migranti carovana’

Mogherini, su Inf Usa valutino decisioniMondo non necessita nuova corsa armamenti, porta più instabilità – 7mila migranti in marcia verso gli Usa
La maggior parte dei migranti arriva dall’Honduras – Macron a Trump, l’Inf per noi è cruciale
Telefonata tra il presidente francese e quello statunitense

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L’ARTICOLO

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NEW DELHI

– Il partito di centrosinistra Druk Nyamrup Tshogpa ha vinto le elezioni in Bhutan, piccolo Paese nell’Himalaya orientale con una popolazione di circa 800 mila persone, aggiudicandosi la maggior parte dei seggi in Parlamento. La Commissione elettorale ha fatto sapere che il partito ha ottenuto 30 seggi contro i 17 del partito avversario, il Druk Phuensum Tshogpa. L’ affluenza alle urne è stata del 71 per cento con circa 313 mila votanti eleggibili alle urne. La consultazione è appena la terza dal 2008, quando il Bhutan ha avviato una transizione da monarchia assoluta a monarchia costituzionale. Il leader del partito e primo ministro eletto Lotay Tshering ha promesso in campagna elettorale di ridurre la disparità di reddito nel Paese: una classifica stilata nel 2013 dalla Banca mondiale collocava il Bhutan, per disuguaglianza, dopo la Cambogia e prima del Ghana.
– PECHINO

– La Cina valuta “sbagliato da parte degli Stati Uniti uscire unilateralmente dallo storico trattato della Guerra Fredda che ha eliminato i missili nucleari dall’ Europa”: è il giudizio della portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, all’indomani dell’annuncio del presidente Donald Trump sull’Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty (Inf), negoziato nel 1987 dal presidente Ronald Reagan e dal leader sovietico Michail Gorbaciov.
– SYDNEY

– E’ iniziata oggi davanti alla Corte federale a Sydney il processo relativo ad una causa per diffamazione intentata dall’acclamato attore australiano premio Oscar, Geoffrey Rush, di 67 anni, contro il Daily Telegraph e contro il giornalista Jonathon Moran per due articoli pubblicati lo scorso anno con grandi titoli in prima pagina che lo accusavano di molestie sessuali.
Secondo gli articoli Rush avrebbe toccato ripetutamente in palcoscenico la giovane attrice Eryn-Jean Norvill “in una maniera che l’ha fatta sentire a disagio” durante una produzione di Re Lear della Sydney Theatre Company nel 2015. Il comportamento sarebbe avvenuto nella scena che vede il vecchio re portare tra le braccia il cadavere della figlia Cordelia. Rush nega di essersi comportato in modo inappropriato e nella sua denuncia sostiene che il giornale gli ha causato grave danno morale e materiale ritraendolo come un “pervertito” e un “predatore sessuale “.
Un terremoto di magnitudo 6.6 è stato registrato poche ore fa in Canada, nel British Columbia.
Al momento non risultano danni e non è previsto uno tsunami.
L’osservatorio geologico Usa riferisce che l’epicentro del sisma è stato individuato a circa 300 chilometri da Tofino, a una profondità di 10 chilometri. A seguire, numerose scosse di assestamento.
– E’ prevista per domani la nomina dei membri del nuovo Consiglio dei ministri dell’Iraq da parte del primo ministro, Adel Abdul Mahdi. Nessuno dei nuovi ministri è un attuale o ex parlamentare, secondo quanto riportato da Arab News.
Mahdi ha ricevuto il 2 ottobre scorso l’incarico di formare il governo dal nuovo presidente della Repubblica Barham Salih, a seguito delle elezioni politiche del maggio scorso.
– BEIRUT

– E’ di “decine di civili” uccisi il bilancio di bombardamenti aerei compiuti venerdì scorso su una moschea da parte della Coalizione anti-Isis a guida Usa nell’est della Siria in una zona a ridosso del confine con l’Iraq dove è in corso un’offensiva delle forze curdo-siriane appoggiate dagli americani. La Coalizione internazionale anti-Isis ha ammesso di aver colpito una moschea nella zona di Susa e affermato che nel raid sono morti “combattenti” dello ‘Stato islamico’. Nel comunicato non si parla di vittime civili ma si afferma che la moschea è stato un obiettivo deliberato perché in quel luogo si erano assembrati diversi miliziani jihadisti. Secondo fonti locali, tuttavia, tra le vittime del raid sulla moschea al Uthman di Susa, avvenuto durante la preghiera comunitaria del venerdì (giorno di festa settimanale per i musulmani), ci sono “decine di civili”, i cui corpi rimangono intrappolati sotto le macerie della moschea e degli edifici circostanti.
– BEIRUT

– Alla vigilia della ‘Davos nel deserto’ in Arabia Saudita, l’atteso evento finanziario che sarà disertato da alcune figure chiave del mondo internazionale degli affari in seguito all’affare Khashoggi, le autorità saudite hanno oggi annunciato la creazione di una Zona economica speciale (Sez) nell’area della capitale Riad. L’agenzia di notizie governativa saudita (Spa) afferma che nella Sez le multinazionali straniere saranno interessate a investire e ad aprire proprie filiali grazie alla creazione di una rete logistica integrata e a facilitazioni burocratiche e amministrative per le operazioni finanziarie. Domani si apre a Riad il forum Future Investment Initiative (Fii) che durerà fino a giovedì prossimo. Secondo i media governativi sauditi, la creazione di la Sez è parte integrante del programma saudita di “riforme economiche” e aperture, annunciato nel 2016 dal principe ereditario Muhammad ben Salman e noto come “Visione 2030”.
– PARIGI

– La situazione in Siria e la morte del giornalista saudita Jamal Kashoggi: questi i temi fondamentali affrontati oggi durante un colloquio telefonico tra il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente Usa, Donald Trump, secondo quanto riferito dall’Eliseo. I due presidenti dovrebbero incontrarsi a Parigi, l’11 settembre prossimo, in occasione delle commemorazioni per il centenario della prima Guerra Mondiale.
Il revisionista e negazionista francese Robert Faurisson, è morto all’età di 89 anni nella sua casa di Vichy, in Francia. L’ex accademico venne condannato più volte per aver contestato l’esistenza di crimini contro l’umanità, in particolare l’esistenza delle camere a gas durante la Seconda guerra mondiale. “Il negazionista Robert Faurisson – avverte su Twitter la Fondazione Shoah – è morto. Ma le sue ‘tesi’ immonde vivono ancora. Dinanzi ai falsari della storia la lotta per la verità storica continua”.
– MOSCA

– I piani degli Stati Uniti di abbandonare il trattato INF sui missili nucleari di medio raggio renderà il mondo “più pericoloso”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, citato dai media russi.
– ISTANBUL

– I presidenti di Turchia e Usa, Recep Tayyip Erdogan e Donald Trump, hanno discusso in una telefonata del caso di Jamal Khashoggi. Lo riferiscono fonti della presidenza di Ankara, secondo cui i due leader hanno sottolineato che sulla vicenda “deve essere fatta luce in tutti i suoi aspetti”. Erdogan ha annunciato che renderà pubblici domani mattina i risultati dell’inchiesta.
– TEL AVIV

– Un palestinese che ha assalito con un coltello un soldato israeliano a Hebron (Cisgiordania), ferendolo in modo non grave, è morto dopo essere stato a sua volta ferito a colpi di arma da fuoco dai suoi commilitoni. Lo riferisce la agenzia di stampa palestinese Maan che cita fonti mediche locali. L’ucciso è stato identificato nel ventenne Moammar Aref al-Atrash. Da parte sua il portavoce militare israeliano ha riferito che ”un terrorista ha cercato di accoltellare un soldato nei pressi della Tomba dei Patriarchi, ferendolo in modo superficiale. Il soldato ed i suoi compagni hanno reagito sparando e hanno neutralizzato il terrorista”.
Negli ultimi giorni la tensione a Hebron fra israeliani e palestinesi è cresciuta in seguito alla decisione del ministro della difesa Avigdor Lieberman di finanziare la costruzione di una trentina di alloggi che estenderanno così la presenza permanente ebraica in città.
a carovana composta da circa 7.000 centroamericani, decisi a raggiungere la frontiera degli Stati Uniti, ha trascorso la notte a Tapachula, nello Stato messicano di Chiapas, e riparte oggi per Arriaga, città non lontana dallo Stato di Oaxaca.
La tv Milenio ha indicato che si tratta di un gruppo di persone che ha attraversato illegalmente dal Guatemala il fiume Suchiate, a cui durante la marcia si sono uniti altri centroamericani già entrati in passato in Messico e che hanno deciso di partecipare alla spedizione diretta negli Stati Uniti.
Almeno 700 agenti della polizia messicana e il personale dell’Istituto nazionale delle migrazioni (Inm) segue la Carovana, cercando a tratti di fermarla, senza successo però. Un alto responsabile dell’Inm, Francisco Echavarría, si è più volte rivolto ai migranti con un altoparlante per convincerli a sottomettersi alle procedure previste per l’ottenimento del visto o dello statuto di rifugiato ma anche qui senza successo. Donald Trump ha allertato la guardia di frontiera e l’esercito per quella che ha definito un’emergenza nazionale”. “Purtroppo sembra che la polizia e l’esercito del Messico non siano in grado di fermare la carovana diretta verso il confine meridionale degli Stati Uniti. Vi si sono mescolati criminali e medio orientali sconosciuti. Ho allertato la guardia di frontiera e l’esercito che questa e’ una emergenza nazionale. Le leggi devono cambiare”, ha twittato.

Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra, ha raggiunto il 60% delle intenzioni di voto, mentre il suo sfidante Fernando Haddad, erede politico di Lula da Silva, resta al 40%, secondo un sondaggio diffuso in Brasile a sei giorni dal ballottaggio delle elezioni presidenziali. Lo stesso sondaggio indica che il 76% degli intervistati crede che Bolsonaro vincerà le elezioni, contro il 17% che pensa che Haddad risulterà il vincitore del secondo turno.
L’inchiesta demoscopica, svolta al telefono dalla Fsb su incarico della banca d’affari Btg Pactual, mostra inoltre che il 94% degli elettori di Bolsonaro del Partito Social Liberale (Psl) dice di essere sicuro che non cambierà il suo voto prima del voto di domenica prossima.
Il sondaggio conferma le tendenze già osservate da altri precedenti: Bolsonaro è cresciuto di un punto, in parallelo con la perdita di un punto di Haddad, in linea con le previsioni diffuse venerdì scorso dalla Datafolha, che dava Bolsonaro al 59% e Haddad al 41%.
cron e la ‘sindrome Obama’: è la preoccupazione di alcune persone vicine a Emmanuel Macron sulla forma fisica del quarantenne presidente di Francia, che a meno di metà mandato appare a loro avviso stanco e invecchiato, con meno smalto ed energia. Tanto da indurre alcuni di loro ad allarmarsi sul suo stato di salute. Citati dal Parisien, diversi ‘macronisti’, tra amici, collaboratori e ministri – tutti però rimasti rigorosamente anonimi – descrivono un presidente acciaccato, dai ritmi di lavoro “disumani” e che “dimagrisce a vista d’occhio”.
Altri fanno però notare che Macron non è certamente il primo in questa situazione, altri presidenti prima di lui, come Jacques Chirac o Barack Obama negli Usa, scontarono gli stessi effetti. “Si uccide di lavoro”, deplora una fonte a lui vicina.
– WASHINGTON

– Donald Trump ha allertato la guardia di frontiera e l’esercito per la carovana di migranti diretta verso il confine tra Usa e Messico definendola una ‘Emergenza nazionale”. “Purtroppo sembra che la polizia e l’esercito del Messico non siano in grado di fermare la carovana diretta verso il confine meridionale degli Stati Uniti. Vi si sono mescolati criminali e medio orientali sconosciuti. Ho allertato la guardia di frontiera e l’esercito che questa e’ una emergenza nazionale. Le leggi devono cambiare”, ha twittato.
– GAZA

– Hamas ha mostrato oggi il proprio pugno di ferro verso gli spacciatori di stupefacenti organizzando nel centro di Gaza una conferenza stampa al termine della quale sono state date alle fiamme ingenti quantita’ di narcotici sequestrati quest’anno.
I giornalisti convenuti in una zona aperta presso un albergo di Gaza, il Mashtal, hanno notato una piccola montagna di pillole e di pacchi di hashish. Un portavoce del ministero degli interni ha precisato che erano state la’ ammucchiate ”1.242.000 pillole di vario genere”, fra cui Ecstasy e Tramadol. C’erano anche 900 grammi di oppio e 1383 pacchi di hashish da mezzo chilo ciascuno. Il tutto e’ stato poi bruciato di fronte a una folla di curiosi.
Nella conferenza stampa e’ stato precisato che sette spacciatori sono stati condannati all’ ergastolo da una corte militare e altri sette a pene comprese fra 10-15 anni. Gli stupefacenti sono entrati a Gaza dal territorio egiziano, in prevalenza passando attraverso una dozzina di tunnel per il contrabbando.
– WASHINGTON

– Gli Stati Uniti “cominceranno a tagliare o a ridurre sostanzialmente gli imponenti aiuti regolarmente dati a Guatemala, Honduras ed El Salvador”, i Paesi da dove e’ partita la carovana di migranti diretta verso gli Usa: lo afferma Donald Trump su Twitter, accusando i tre Paesi centroamericani di non essere stati capaci di fermare il flusso di persone che vogliono entrare illegalmente negli Stati Uniti.
NEW YORK

– La carovana di migranti partita dal Centro America e diretta verso gli Stati Uniti e’ cresciuta arrivando ad oltre 7.000 persone. Lo affermano le autorita’ guatemalteche e messicane. Questo nonostante le minacce del presidente Usa Donald Trump, che ha promesso di inviare l’esercito per proteggere il confine meridionale tra Usa e Messico. La maggior parte dei migranti proviene dall’Honduras e ora stanno entrando in Messico dalla citta’ di frontiera di Ciudad Hidalgo.

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PARIGI

– Il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso di una telefonata con il presidente Usa Donald Trump, ha insistito sull’importanza del trattato sulle forze nucleari a medio raggio (Inf), da cui l’amministrazione Usa vorrebbe uscire. In particolare, si legge in una nota di Parigi, Macron ha “ricordato l’importanza di questo trattato, in particolare, per la sicurezza europea e la nostra stabilità strategica”.   [print-me title=”STAMPA”]

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