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Ultimo aggiornamento 23 Ottobre, 2018, 01:33:43 di Maurizio Barra

DALLE 16:48 DI LUNEDì 22 OTTOBRE 2018

ALLE 01:33 DI MARTEDì 23 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Philip Morris lancia campagna antifumo
E’ polemica, il gigante del tabacco accusato di ‘ipocrisia’

Brexit: May, accordo con Ue fatto al 95%Ma su Irlanda del Nord premier ribadisce sue riserve su backstop

ndoAd Hong Kong apre il ponte più lungo al mondoLavori partiti nel 2009 per 55 km tra ex colonia, Zhuhai e Macao

Riace: Pe respinge un dibattito in aulaEra stato proposto dalla eurodeputata S&D Rodriguez

Tribunale boccia la Senna pedonaleHidalgo si difende,strade ora chiuse per ‘proteggere patrimonio’

Camerun: Biya vince le presidenzialiE’ al suo settimo mandato

Uragano Willa torna di categoria 4Ma resta ‘estremamente pericoloso’. Atteso oggi in Messico

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E’ bufera in Gran Bretagna contro la Philip Morris, gigante mondiale del tabacco accusato di “ipocrisia” per aver annunciato una campagna pubblicitaria destinata a suggerire ai suoi stessi clienti l’opportunità di smettere di fumare. “Si tratta solo di un caso di sbalorditiva ipocrisia”, ha commentato George Butterworth di Cancer Research UK, principale ente britannico di promozione della ricerca nella lotta contro il cancro, denunciando un’operazione commerciale da parte del maggiore produttore globale di sigarette per lanciare ‘nuovi’ prodotti come sigarette elettroniche o affini: alternative sulla carta al fumo tradizionale, ma per ora fondamentalmente aggiuntive in termini di grandi numeri di mercato e sui cui effetti a lungo termine peraltro i medici restano guardinghi. Peter Nixon, managing director di Philip Morris Limited, ha difeso la campagna – ribattezza Hold My Light – sostenendo che essa mira solo a offrire “altre opzioni” meno nocive per la salute.
– LONDRA

– L’accordo di divorzio dall’Ue sulla Brexit è fatto “al 95%”. Lo assicura la premier Theresa May aggiornando i Comuni dopo l’ultimo vertice europeo, ma non senza ribadire che il nodo del confine in Irlanda resta per ora irrisolto. E che il suo governo rifiuta ogni proposta europea di backstop (meccanismo di garanzia dello status quo) destinata a creare uno status doganale diverso fra Irlanda del Nord e resto del Regno. “Non credo nessun primo ministro britannico lo possa accettare, e certo non io”, taglia corto May al riguardo.
Il ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao, il più lungo al mondo sul mare coi suoi 55 chilometri, è pronto per essere inaugurato: il taglio del nastro, come ricordato dalle autorità dell’ex colonia britannica, è atteso domani e tutto lascia intendere che all’inaugurazione ci debba essere anche il presidente cinese Xi Jinping, in visita da oggi proprio nel Guangdong.
Per la prima volta dalla salita alla carica istituzionale più alta della Repubblica popolare, a marzo 2013, Xi si è recato nella provincia che è il vero cuore tecnologico cinese.
Il presidente, secondo i media locali, è andato alla Hengqin New Area di Zhuhai, quando l’ultima sua missione nella provincia interessò Shenzhen, Zhuhai, Foshan e Guangzhou tre settimane dopo l’ascesa a segretario generale del Pcc nel 2012, a ripercorrere i passi del famoso tour fatto nel 1992 da Deng Xiaoping, il modernizzatore della Cina.
Il ponte è costato alle casse di Hong Kong oltre 15 miliardi di dollari.
– STRASBURGO

– No della Plenaria del Parlamento europeo di Strasburgo a dibattere in aula del caso di Riace, il cui sindaco Domenico Lucano è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura di Locri. A proporre una discussione è stata la vicepresidente dei Socialisti e Democratici S&D Maria Joao Rodrigues, ma la proposta, messa ai voti, è stata respinta.

– PARIGI

– Battaglia all’ultima sentenza fra il tribunale amministrativo, al quale hanno fatto ricorso associazioni e abitanti di Parigi, e la sindaca Anne Hidalgo, autrice della contestata chiusura al traffico delle rive della Senna, diventate pedonali con conseguente aumento della circolazione sulle altre strade.
In appello, la decisione della sindaca è stata sconfessata nuovamente dopo la sentenza del 21 febbraio del Tar. La sentenza sostiene che lo studio di impatto del progetto di Hidalgo comportava “inesattezze, omissioni e insufficienze riguardanti le sue conseguenze”. Al momento la decisione del tribunale non avrà conseguenze, in quanto lo scorso mese di marzo, proprio per mettersi al riparo da una sentenza sfavorevole, la Hidalgo aveva adottato un altro provvedimento, stavolta non più con obiettivi ambientalistici ma di “protezione del patrimonio”, essendo le rive della Senna protette dall’Unesco. Una decisione del tribunale anche su questo secondo provvedimento è attesa per giovedì.
Il Presidente del Camerun, Paul Biya, ha vinto le elezioni con il 71,3% dei voti, secondo il Consiglio Costituzionale del Paese. Lo riporta Al Jazeera.
A 85 anni Biya, al potere da oltre 35 anni, governerà quindi per il suo settimo mandato presidenziale. Il candidato dell’opposizione Maurice Kamto ha raggiunto il 14,2% dei voti.
I risultati delle elezioni del 7 ottobre sono stati annunciati dal Presidente del Consiglio Costituzionale, Clement Atangana, che ha assicurato che queste sono state elezioni “libere, giuste e credibili”.
Il governo ha vietato manifestazioni da parte dell’opposizione: 30 persone sono state arrestate domenica per aver manifestato a Douala.
– CITTA’ DEL MESSICO

– L’uragano Willa che minaccia le coste sudoccidentali del Messico, dopo essere arrivato a categoria 5 con venti fino a 250 km orari, si è leggermente indebolito tornando alla categoria 4 a metà pomeriggio.
Ma Willa resta “estremamente pericoloso”, con potenziali minacce alla vita delle persone, forti venti e piogge, sul Messico dove dovrebbe toccare terra questo martedì. Lo riferisce il Centro Uragani americano.   [print-me title=”STAMPA”]

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