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Ultimo aggiornamento 25 Ottobre, 2018, 07:49:03 di Maurizio Barra

DALLE 13:22 DI MERCOLEDì 25 OTTOBRE 2018

ALLE 07:48 DI GIOVEDì 25 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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IoLavoro, giovani in coda per un lavoro
Al via i colloqui di 100 aziende e agenzie, 5.500 offerte

Online emergenti varrà 4 bilioni dollariReport di Boston Consulting, mercato promettente ma frammentato

Borsa: dopo balzo Gucci Kering +11%Nelle scorse settimane settore in flessione per timori su Cina

In arrivo i controlli biometrici contro i furbetti del cartellinoDomani in Cdm il provvedimento passerà in via definitiva. Lo Speciale: dal Nord al Sud ecco i furbetti del cartellino

Commercialisti, -12mila euro con condonoRisparmio su imposte con la dichiarazione integrativa speciale

Petrolio: in rialzo a Ny a 66,8 dollariQuotazioni salgono dello 0,68%

E-R, da Governo via libera a CispadanaIncontro Bonaccini-Toninelli, ‘bene reciproco confronto’

Wall Street apre in altalena, Dj +0,24%S&P 500 perde lo 0,09%

Studio Mediobanca: Enel e Eni big ItaliaBanche riducono crediti deteriorati, -35% dal 2015

Ferrarini verso nuovo piano entro 23/12Incontro Regione-Mise, contatti per ingresso di altri soggetti

Aurora, fatturato raddoppiato in 5 anniAzienda esempio made in Italy si avvicina a cent’anni attività

In cda quotate 33,5% donne ma solo 7% AdDati 2017, negli enti pubblici quota si ferma al 26,2%

Borsa: Europa chiude in rossoPiazza Affari -1,69%, Parigi -0,29% e Francoforte -0,73%

Azionisti BM truffati bocciano fondo DefUnc Marche e associazioni, 1,5 miliardi euro insufficienti

Piazza Affari ai minimi da dicembre 2016Indice Ftse Mib a 18.485 punti, ai minimi da dicembre 2016

Spread chiude in rialzo a 321 punti baseRendimento al 3,60%

Tria, su manovra non c’è nessun piano BMa pronti a muoverci se cambierà contesto su cui si basa

Borsa Milano maglia nera, chiude in caloDopo bocciatura manovra. Banche in rosso con spread a 321 punti

Tria, 320 spread non sostenibile a lungoFondamentali Italia solidi. Il problema è l’incertezza politica

Borsa:Wall Street crolla, per Nasdaq seduta peggiore da 2011

Borsa Tokyo apre in ribasso (-1,86%)Yen avanza su dollaro, più forte sull’euro

Borsa Shanghai pesante con Wall StreetIn calo anche Shenzhen, a -3,13%

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L’ARTICOLO

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TORINO

– Si è aperta con la consueta lunga coda IoLavoro, la più grande job-fair italiana, che si tiene al Lingotto Fiere di Torino oggi e domani. La 22ma edizione è organizzata da Agenzia Piemonte Lavoro, con l’assessorato all’Istruzione, Lavoro e Formazione professionale della Regione Piemonte e il finanziamento del Fondo Sociale Europeo.
In mattinata hanno iniziato i colloqui di lavoro le 100 aziende e agenzie per il lavoro presenti con 5.550 offerte di lavoro nei diversi settori di Ict-digital, automotive, socio sanitario, elettronica, turistico alberghiero, tour operator, ristorazione, grande distribuzione e commercio, agroalimentare, tecnologico, bancario, assicurazioni, chimico, meccanico, materie plastiche, immobiliare e vigilanza.
Oggi sarà consegnato il premio IoLavoro H a Hackability Italia, l’associazione operativa a Torino che mira a ​trovare soluzioni nuove e personalizzate in grado di soddisfare i bisogni delle persone con disabilità.
– Nel 2022 l’e-commerce dei Paesi emergenti nel 2022 varrà quasi 4.000 miliardi di dollari. Lo dice il report ‘Digital consumers, emerging markets, and the $4 trillion future’ di The Boston Consulting. Se nel 2017 gli utenti di internet nelle regioni considerate (Brasile, Cina, Filippine, India, Indonesia, Kenya, Marocco, Nigeria e Sudafrica) erano 2,1 miliardi, nel 2022 saranno 3. Uno scenario promettente ma frammentato: nei Paesi meno sviluppati a guidare gli utenti è il prezzo, in quelli ‘Advanced’ contano comodità o esperienza. Nei paesi ‘Digitally aware’, (le Filippine e i quattro africani) i ricavi da e-retail sono meno del 2% del totale e la ‘digital influence’ è di un dollaro su 20. In quelli ‘Digitally advanced’ (Brasile, Indonesia e India) i ricavi dell’e-retail crescono al 3-5%, l’influenza del digitale sulle spese è al 12% in Indonesia e al 35% in Brasile. In Cina invece la rete influenza il 40% degli acquisti e le revenue da e-commerce sono al 20%. Più che Gran Bretagna (15,7%) e Usa (12,7%).
– MILANO

– I brillanti conti trimestrali mettono il turbo a Kering, che guadagna in Borsa l’8% a Parigi, dopo aver toccato il +11%. Ieri il gruppo guidato da Francois Pinault ha annunciato ricavi in aumento del 27,5%, con un balzo del 35,1% per Gucci. Risultati definiti da Kepler Cheuvreux “enormi” e che hanno battuto le attese degli analisti che si aspettavano un rallentamento nella corsa di Gucci, sul timore di un rallentamento delle vendite in Cina. Timori, esplicitati dal taglio della raccomandazione sull’intero settore da parte di Morgan Stanley, che avevano portato ad una flessione del settore nelle scorse settimane. Gli investitori evidentemente sono stati tranquillizzati dal messaggio di ieri sugli acquisti del prossimo trimestre, il più redditizio per il lusso vista la concomitanza con lo shopping natalizio. A beneficiarne è tutto il comparto: Lvmh guadagna il 2,15%, con Moncler (+3,7% in attesa dei conti nel pomeriggio), Richemont (+1%), Dior (+1,2%), Hermes (+2,7%), Burberry (+2,3%) e Tod’s (+1%).
“Voglio evitare che ci siano Comuni in cui la gente non va a lavorare: domani in Consiglio dei Ministri passerà, in via definitiva, il mio provvedimento che prevede che ci siano controlli biometrici nella Pubblica Amministrazione”. Lo ha detto, a margine dell’assemblea nazionale dell’Anci, il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno. I controlli, ha spiegato, saranno fatti “con l’identificazione facciale, con l’impronta digitale o con l’iride”.

“La prima cosa – ha detto – è che devono lavorare tutti, poi li faccio lavorare bene. E’ prevista per tutti: il problema assenteismo che emerge è minimo rispetto all’effettivo”. “Domani – ha aggiunto la Bongiorno – in Consiglio dei ministri c’è un provvedimento che si chiama provvedimento ‘Concretezza’, che cerca di aiutare anche i comuni che sono rimasti più indietro. Manderò dei tutor, il Nucleo Concretezza” per aiutare quelli che restano indietro: in “Italia abbiamo troppe velocità, non possiamo pensare che con diverse velocità cresciamo tutti”.

– Risparmi medi tra i 9.000 euro e i 12.000 euro all’anno per chi fa emergere redditi che non aveva dichiarato ai fini fiscali e previdenziali con la dichiarazione integrativa “speciale” al 20% prevista dall’art.9 del decreto fiscale. Si tratta dei risparmi rispetto a quello che si sarebbe pagato dichiarando fin dal principio l’intero reddito oppure utilizzando lo strumento della dichiarazione integrativa “ordinaria” che non prevede alcuno sconto sulle imposte dovute.
Sono i risultati dei calcoli effettuati dal Consiglio nazionale dei commercialisti. Risparmi che, sulla base delle simulazioni, possono arrivare a “quadruplicarsi” nel caso in cui le integrazioni vengano fatte per tutti e quattro gli anni di imposta potenzialmente interessati, dal 2013 al 2016, senza contare, si sottolinea, l’ulteriore vantaggio dell’azzeramento delle sanzioni amministrative che, con la dichiarazione integrativa “ordinaria”, sarebbero risultate comunque dovute.
– NEW YORK

– Il petrolio in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,68% a 66,88 dollari al barile.
– BOLOGNA

– Il Governo riconosce la piena titolarità della Regione sulla Cispadana, è in attesa di avere i progetti definitivi per la Campogalliano-Sassuolo e chiede qualche settimana di tempo per acquisire da Autostrade per l’Italia tutta la documentazione sul Passante di Bologna. È l’esito dell’incontro avvenuto oggi a Roma tra il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, l’assessore alla mobilità Raffaele Donini, il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli e il sottosegretario Michele Dell’Orco.
“È stato un incontro importante – commenta Bonaccini -, finalmente abbiamo avuto l’occasione di parlarci. Abbiamo presentato al Governo i principali nodi della mobilità in Emilia-Romagna, che per la posizione geografica che ha la nostra regione, riguardano in realtà l’intero Paese. Ho apprezzato i toni del confronto, improntato alla reciproca comprensione e alla soluzione dei problemi. C’è l’impegno di rivedersi a breve per chiudere le vicende ancora aperte”.

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NEW YORK

– Apertura in altalena per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,24% a 25.256,08 punti, il Nasdaq perde lo 0,19% a 7.427,11 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,09% a 2.737,78 punti.
– Enel con oltre 73 miliardi di fatturato è per la seconda volta il primo gruppo industriale italiano dopo due anni di primato di Exor, uscita dalla classifica perché trasferitasi in Olanda, e undici anni di primo posto dell’Eni. Lo si legge in un rapporto dell’Area studi di Mediobanca. Dopo Eni seconda, terza è Gse, la società pubblica per la compravendita di energia elettrica, davanti a Fca Italy (principale realtà industriale del gruppo in Italia) con un fatturato che nella penisola cresce del 6,8%. Tim è quinta e recupera un 4,4% a 19,5 miliardi mentre Edizione dei Benetton sale in sesta posizione. Luxottica, con vendite a 9,2 miliardi, migliora di una posizione a scapito di Saipem, scesa al decimo posto. Nella top 20 entrano Salini Impregilo e Wind.
Il rapporto contiene un focus sulle banche: dopo il picco del 2015 a 198 miliardi complessivi per il sistema degli istituti di credito italiani, a fine 2017 la massa dei crediti deteriorati netti ammontava a 129 miliardi, con un calo del 35%.
– BOLOGNA

– Prosegue il cammino verso un nuovo piano industriale del Gruppo Ferrarini, azienda reggiana dell’agroalimentare che conta 800 dipendenti e sedi in diverse località emiliane e lombarde. Il piano deve essere presentato entro il 23 dicembre prossimo: in corso contatti per l’ingresso nella compagine sociale di diversi soggetti, sia industriali che finanziari, in grado di assicurare prospettive produttive e occupazionali. È quanto emerso oggi a Roma nella sede del ministero dello Sviluppo economico in occasione del tavolo per la crisi del gruppo. Lo rende noto la Regione Emilia-Romagna.
“La proposta di piano concordatario, o perlomeno le linee guida principali, vengano presentate al tavolo istituzionale con un utile anticipo temporale rispetto alla scadenza del 23 dicembre. Ci aspettiamo di essere riconvocati a breve dal Ministero per conoscerne i dettagli”, afferma il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Giammaria Manghi.
– TORINO

– Un’azienda familiare con una cinquantina di dipendenti che in 5 anni ha raddoppiato il fatturato e quintuplicato il risultato d’esercizio e che ha un obiettivo, “raddoppiare ancora il fatturato nei prossimi 5 anni”. Parla di “un’impresa in crescita che guarda al futuro con ottimismo” Cesare Verona, presidente e amministratore delegato di Aurora, storica azienda torinese leader nella produzione e vendita di strumenti per la scrittura, ma anche di pelletteria, orologi e carta, che si prepara a festeggiare il suo centenario.
“Passare un traguardo come i primi 100 anni è un orgoglio e un privilegio”, sottolinea Verona che guarda già al futuro e alle sfide dei prossimi 100 anni. “Le sfide – spiega – sono continuare a crescere e ad aumentare la presenza sui mercati internazionali continuando però a mantenere anche le nostre quote di mercato in Italia”. Oggi, infatti, Aurora è passata dall’essere una realtà che puntava principalmente al mercato nazionale a un’impresa sempre più votata all’export.
– RIMINI

– Alla fine del 2017 la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle società quotate italiane è risultata pari al 33,5%, mentre nei cda delle controllate degli enti pubblici si è fermata al 26,2%. Nelle 339 aziende quotate a Piazza Affari, lo scorso anno, solo 18 donne, pari al 7,%, hanno ricoperto la carica di amministratore delegato mentre 23 si sono sedute sulla poltrona di presidente, due in meno rispetto al 2016. E’ quanto emerge dai dati presentati da Confprofessioni, la confederazione italiana libere professioni, al workshop ‘Società a partecipazione pubblica, governance e quote di genere’, a latere della 35/a Assemblea nazionale dell’Anci.
– Chiusura in rosso per le Borse europee, appesantite da Milano, che ha perso l’1,69%, e dall’andamento negativo di Wall Street. Solo Londra ha terminato le contrattazioni in rialzo (+0,11%). Francoforte ha perso lo 0,73%, Parigi lo 0,29% e Madrid lo 0,56%.
– JESI (ANCONA)

– Non solo Bruxelles. Anche i risparmiatori ‘truffati’ della ex Banca Marche bocciano il Def del Governo. Secondo 3mila piccoli azionisti detentori di titoli azzerati dal crac dell’istituto di credito, il Fondo ristoro di 1,5 miliardi di euro prospettato in manovra “non copre l’ammontare delle perdite subite da tutti gli azionisti a cui il provvedimento è destinato, le quattro banche risolute (Marche, Chieti, Ferrara e Etruria) e le due venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca)”. La posizione è stata espressa in una conferenza stampa a Jesi promossa dall’avv. Corrado Canafoglia, coordinatore dell’Unione nazionale consumatori, con i presidenti delle associazioni rappresentate dall’Unc, “Azionisti privati di Banca Marche” e “Dipendiamo Banca Marche”, presiedute rispettivamente da Enrico Filonzi e Sandro Forlani.

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MILANO

– All’indomani della bocciatura della manovra da parte dell’Ue, il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in ribasso dell’1,69% a 18.485 punti, aggiornando i minimi dalla metà di dicembre 2016.  Seduta negativa anche per le altre Borse europee. Tranne Londra, che è salita dello 0,11%, gli altri listini hanno chiuso in rosso. Il peggiore è stato quello di Milano, seguito da quello di Francoforte (-0,73%). Anche l’indice Dj Stoxx600 ha aggiornato i minimi dal dicembre 2016, chiudendo a 353 punti.Lo spread tra Btp e Bund chiude in rialzo a 321 punti base, dai 318 della chiusura di ieri, con il rendimento del decennale italiano al 3,60%. Nel corso della seduta il differenziale tra i titoli a 10 anni italiani e tedeschi ha raggiunto i 324,6 punti base.
– Lo spread tra Btp e Bund chiude in rialzo a 321 punti base, dai 318 della chiusura di ieri, con il rendimento del decennale italiano al 3,60%. Nel corso della seduta il differenziale tra i titoli a 10 anni italiani e tedeschi ha raggiunto i 324,6 punti base.
– La manovra varata dal Governo è quella “corretta” rispetto all’attuale contesto economico”. Dice il ministro dell’ Economia, Giovanni Tria. “Non c’è nessun piano B”, “monitoreremo ciò che accade” e “sarà sempre una analisi razionale della situazione economica su cui decidere cosa fare”. Ma “attualmente non ci sono elementi nuovi”. E ribadisce: “Siamo pronti a muoverci di conseguenza dopo aver effettuato una analisi del contesto economico. Per ora siamo in una situazione in cui riteniamo che il nostro piano sia veramente corretto”.
– All’indomani della bocciatura della manovra da parte dell’Ue, Piazza Affari ha perso l’1,69% a 18.485 punti, aggiornando i minimi da dicembre 2016. Lo spread tra Btp e Bund ha raggiunto i 321 punti, contro i 318 di ieri.
Milano è stata la peggiore in Europa e ha guidato i ribassi quando, dopo un avvio in crescita, i listini hanno invertito la tendenza. A rendere la giornata difficile sono state anche le perdite su Wall Street. In Piazza Affari gli scambi sono stati condizionati dalle trimestrali e le banche sono state appesantite dallo spread. Nel giorno dei conti, St ha ceduto il 10%, per colpa del rallentamento della domanda nel settore, più che dei risultati, mentre Saipem ha guadagnato il 6,3%. Male Banco Bpm (-4,7%%), Ubi (-4,1%), Intesa (-3,4%), Unicredit (-3,37%). All’indomani del cda, Carige ha ceduto il 6%. Nuovo calo per Mps (-5,58%). Le Poste hanno pagato il declassamento di Moody’s (-4%). Bene Moncler (+2,3%) e Luxottica (+0,85): Del Vecchio ha annunciato che salirà in Generali (+0,5%).
– Lo spread a 320 è una febbre a 40, insostenibile a lungo, o a 37 che si può gestire? Ospite di Porta a Porta il ministro dell’Economia Giovanni Tria risponde: “Non è 40 ma neppure 37. E’ un livello che non possiamo considerare di mantenere troppo a lungo”. Sottolinea che “non ci sono motivi fondamentali” che giustifichino questi livelli: “I fondamentali dell’Italia sono solidi”. Il problema “é l’incertezza politica su dove il Governo vuole andare a finire”.
Come sull’euro che, ribadisce, nessuno mette in discussione.
Wall Street crolla, con il Nasdaq che chiude in calo del 4,43% a 7.108,40 punti in quella che e’ la sua seduta peggiore dall’agosto del 2011. Il Dow Jones perde il 2,41% a 24.585,38 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,08% a 2.656,31 punti.  I pacchi bomba a esponenti democratici, incluso l’ex presidente Barack Obama, e alla Cnn hanno innervosito ulteriormente alimentando le tensioni in attesa delle elezioni di meta’ mandato.

– TOKYO

– La Borsa di Tokyo apre la seduta in sostenuto calo dopo l’ennesima contrazione a Wall Street durante la notte, in particolare il listino tecnologico del Nasdaq che ha iniziato una fase di correzione con il meno 4,4% di ieri. Il Nikkei segna una variazione negativa dell’1,86% a quota 22.680,85, cedendo oltre 400 punti. Sul mercato valutario lo yen si apprezza sul dollaro poco sotto un livello di 112, e particolarmente sulla moneta unica, a un valore di 127,60.
– PECHINO

– L’ondata di vendite di Wall Street contagia i listini cinesi, già pesantemente colpiti dallo scontro commerciale Usa-Cina e dall’indebolimento dello yuan sul dollaro, a ridosso ormai della soglia psicologica a quota 7: l’indice Composite di Shanghai cede nelle primissime battute il 2,53% e si attesta a 2.537,40 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 3,13%, a quota 1.256,59.  [print-me title=”STAMPA”]

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