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Ultimo aggiornamento 30 Ottobre, 2018, 01:38:05 di Maurizio Barra

DELLE 18:10 DI LUNEDì 29 OTTOBRE 2018

E DELLE 01:38 DI MARTEDì 30 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Con bitcoin termometro globale a +2gradi
Studio, adozione valuta farà sforare accordo Parigi entro 2040

Ue, 1 miliardo per tecnologie del futuroItalia in prima fila, grazie al Cnr

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I bitcoin potrebbero spingere l’innalzamento della temperatura globale a 2 gradi centigradi nel giro di 15 anni, superando quindi il limite fissato a livello internazionale dall’accordo di Parigi sul clima. Stando ai ricercatori dell’università delle Hawaii a Manoa, se la moneta virtuale avrà un tasso di diffusione simile ad altre tecnologie, farà impennare il termometro mondiale, perché la produzione di bitcoin richiede un consumo molto elevato di elettricità.
Nello studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, gli esperti hanno preso in esame l’efficienza energetica dei computer usati per produrre criptovaluta, il luogo di produzione e le emissioni legate alla generazione di elettricità nei vari Paesi.
Stando ai calcoli, produrre bitcoin nel solo 2017 ha causato l’emissione di 69 milioni di tonnellate di CO2. Guardando ai tassi di adozione di altre tecnologie nella società, la valuta potrebbe generare abbastanza emissioni da determinare un aumento di 2 gradi della temperatura mondiale tra il 2033 e il 2040. “Attualmente le emissioni legate a trasporti, cibo, riscaldamento e raffreddamento domestico sono considerate le cause principali del cambiamento climatico in atto, ma i bitcoin dovrebbero essere aggiunti alla lista”, osservano i ricercatori.
Se l’uso della valuta si diffonderà anche al ritmo più lento mostrato da altre tecnologie, “sarà una cattiva notizia per il riscaldamento globale e per l’uomo”. Per questo, concludono, “qualsiasi ulteriore sviluppo delle criptovalute dovrebbe mirare in modo deciso a ridurre la domanda di elettricità”.

– Computer molto più potenti di quelli attuali e sistemi di crittografia a prova di qualsiasi hacker: sono le grandi promesse del programma europeo sulle tecnologie quantistiche finanziato dalla Commissione Europea con un miliardo e lanciato ufficialmente a Vienna. L’iniziativa, che prevede dieci anni di lavoro, vede l’Italia in prima fila.
L’idea è infatti stata lanciata da un fisico italiano e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) coordina la partecipazione del nostro Paese al programma e che con il ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca contribuisce con 1,5 milioni al consorzio ERANet QuantERA, che sosterrà alcuni dei progetti di ricerca.
Con il coinvolgimento di 5.000 ricercatori, enti e industrie di tutta Europa, il programma sulle tecnologie quantistiche è una delle più ambiziose iniziative dell’Unione Europea.   [print-me title=”STAMPA”]

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