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Ultimo aggiornamento 3 Novembre, 2018, 22:43:12 di Maurizio Barra

DALLE 10:57 ALLE 22:43

DI SABATO 03 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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P.a: a regioni 3.718 euro a testa
Ragioneria dello Stato, dati 2016,ripartiti 262 miliardi e mezzo

Fisco: Cgia,a novembre 47 miliardi tasseIva per 15 mld e Ires per 14

Mediaset prepara vendita ‘pezzo’ PremiumIniziata finestra cessione a Sky, Borsa corre guardando Vivendi

Bongiorno: ‘Turnover al 100% per gli statali’Presto il decreto ‘concretezza’ approderà alle Camere

Dl fisco:verso rottamazione ‘extralarge’A studio sanatoria anche per errori formali e omessi versamenti

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L’ARTICOLO

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Nel 2016 lo Stato ha ripartito alle regioni complessivamente 262 miliardi e mezzo, il 46% della spesa complessiva di 563 miliardi e 640 milioni: soldi che sono stati spesi per stipendi, infrastrutture, servizi sociali, istruzioni, difesa, mobilità sul territorio, erogazioni a fondi, etc etc per una media di 3.718 euro a cittadino con nette differenze tra le diverse regioni. Alla Val D’Aosta, prima in classifica sono andati 9.388 euro procapite, quasi 4 volte di più della Lombardia ultima nell’elenco con 2.503 euro procapite.
E’ quanto risulta dagli ultimi dati della Ragioneria dello Stato relativi alla spesa regionalizzata.
– Per le imprese novembre è da sempre il periodo dell’anno più “impegnativo” nei rapporti economici con l’erario.E tra gli acconti Ires e Irpef, i versamenti dell’Iva, dell’Irap e il pagamento delle addizionali regionali, comunali e le ritenute dell’Irpef, entro la fine di questo mese i lavoratori dipendenti , i possessori di altri redditi ma soprattutto gli imprenditori e i lavoratori autonomi saranno chiamati a corrispondere al fisco poco più di 57 miliardi di euro. A ricordarlo è l’Ufficio studi della Cgia sottolineando che il gettito tributario complessivo (imposte, tasse e tributi) si aggira attorno ai 500 miliardi di euro l’anno in una serie di scadenze fiscali che si concentrano prevalentemente tra novembre (il mese top dell’anno) e dicembre e nei mesi di giugno e luglio.
L’imposta più onerosa che le imprese e i lavoratori autonomi verseranno questo mese sarà l’Iva che comporterà un incasso per l’erario di 15 miliardi di euro.
– E’ iniziata giovedì la finestra di un mese nella quale Mediaset potrà cedere a Sky la piattaforma tecnologica e amministrativa della pay tv Premium: il mercato si attende che l’operazione venga compiuta a breve, anche se i tempi del closing definitivo saranno attorno alla fine dell’anno, dopo il parere dell’Antitrust che coinvolgerà anche l’Agcom.
La cessione, con la quale passeranno a Sky tra i 100 e 150 dipendenti, lascerà il Biscione nel ruolo di editore di Premium, anche perché molti abbonati sono rimasti, in attesa di definire le scelte nel comparto della televisione a pagamento. E’ un passaggio che allevia Mediaset di importanti costi e riduce l’impatto negativo del mancato rispetto del contratto di acquisto da parte di Vivendi. Un dossier che intanto si riapre: dopo che la fiduciaria Simon, alle quale i francesi hanno consegnato il 19,19% delle quote del Biscione ha impugnato l’assemblea Mediaset di giugno, il titolo del gruppo tv è salito in Borsa di oltre il 12% nelle ultime cinque sedute.
Dal prossimo anno, con l’entrata in vigore della “Quota 100″ che permette di andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi, la Pubblica Amministrazione potrebbe trovarsi a dover affrontare un vero e proprio esodo. Le stime parlano di 180.000 persone pronte a lasciare gli uffici. Un flusso che avrebbe potuto mettere a rischio il funzionamento dello Stato. Invece, assicura il ministro della P.a Giulia Bongiorno, non si perderà un posto e ci sarà un ondata di nuove assunzioni grazie allo sblocco del turnover al 100% previsto dal ddl Concretezza che sarà a breve all’esame delle Camere.”Dire taglio il personale pubblico è facile, fa prendere voti, ma già ad agosto io ho detto, stiamo attenti con noi non si taglia” spiega il ministro, intervistata da Maria Latella a Sky Tg24, sottolineando che fin da subito ci sarà un turnover al 100% e non al 25% come prima quando, di fronte a 100 uscite venivano assunti solo in 25. “Ora se 100 persone escono 100 persone entrano” ha detto assicurando che questa misura ha già la copertura finanziaria. Non solo, spiegano dal ministero della Funzione Pubblica, poiché – a differenza che in passato – non è stato messo un tetto al numero degli assunti, ma solo un tetto alla spesa, e poiché mediamente un nuovo assunto costa meno del collega in uscita, se fosse necessario, il numero degli assunti potrebbe essere superiore al numero di quelli che vanno in pensione. Favoriti i profili professionali di cui lo Stato ha bisogno: forze dell’ordine, ingegneri, informatici, esperti nei bandi di gara Europee, esperti in semplificazione e digitalizzazione.

– Una rottamazione che diventerebbe ‘extralarge’ e che comprenderebbe, alla fine, tutte le tipologie di debito con il fisco. Governo e maggioranza sono al lavoro per ampliare ancora le maglie della rottamazione ter, contenuta nel decreto fiscale collegato alla manovra all’esame della commissione Finanze del Senato, consentendo di sanare, oltre ai processi verbali e agli accertamenti anche gli avvisi bonari, gli ‘alert’ che l’Agenzia delle Entrate invia ai contribuenti quando riscontra anomalie, che oggi si possono regolarizzare attraverso il ravvedimento operoso, pagando delle sanzioni.
Altra voce che dovrebbe rientrare in una delle modalità di definizione agevolata quella delle irregolarità formali, già annunciata dal sottosegretario Massimo Bitonci per andare incontro ai “contribuenti onesti che che magari per una mancata firma sono costretti a pagare multe salate”. Si sta valutando, e ha buone possibilità, anche la richiesta dei commercialisti di includere gli omessi versamenti delle imposte dichiarate   [print-me title=”STAMPA”]

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