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Ultimo aggiornamento 3 Novembre, 2018, 20:09:14 di Maurizio Barra

DALLE 11:09 ALLE 20:09

DI SABATO 03 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Torino dice ‘basta’,in piazza contro M5S
Imprenditori, politici e cittadini per città ‘senza Appendino’

Salvini, nessuna polemica, con M5s lavoriamo beneIl ministro dell’Interno: ‘Soddisfatto per quanto fatto e in cantiere’

Minacce ad Appendino, ‘hai ucciso città’Sindaca, continuerò a svolgere ruolo per cui sono state eletta

Scontro sulla prescrizione Bongiorno-BonafedeIl ministro della PA: ‘Stop alla prescrizione è una bomba nucleare sui processi’. La replica del Guardasigilli: ‘L’unica bomba è la rabbia dei cittadini’

Corteo antifascista: Liberi da fascismiPer Questura 3000 partecipanti. Tante associazioni, Pd, Pci, Leu

Lega apre sede, presidio antifascistaIn 200 manifestano contro inaugurazione nuovi uffici Carroccio

Corteo CasaPound “Italia risorgi’Organizzatori,”sfilano 2.000 persone arrivate da tutto il Paese”

Maltempo: Mattarella telefona a ZaiaCapo Stato si è detto addolorato da devastazione bellunese

Dl sicurezza, De Falco insorge: ‘Voterò emendamenti dell’opposizione’Di Maio: ‘Ok al dialogo, ma il contratto è stato votato dal 94% degli iscrtitti’

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TORINO

– Anche Torino, dopo Roma, dice “basta”. Alcune centinaia di persone, circa 500, si sono radunate davanti alla Prefettura, nella centrale piazza Castello, per chiede una città “senza Appendino” tra bandiere sì Tav, vessilli olimpici e slogan contro l’amministrazione 5 Stelle. Una manifestazione spontanea, nata dal tam tam dei social sull’onda emotiva del no del Consiglio comunale alla Torino-Lione.
A protestare sono soprattutto semplici cittadini. “A casa a casa, non sono capaci”, “la sindaca a Dubai, quando serve non c’è mai”, sono gli slogan scanditi sotto la pioggia. In piazza anche esponenti del mondo produttivo e della politica. “La sindaca sta dimostrano di non ascoltare una città in difficoltà.
C’è scollamento tra le sue analisi e il sentimento dei torinesi”, sostiene il capogruppo Pd, Stefano Lo Russo, presente col segretario metropolitano del partito, Mimmo Carretta. “Ogni occasione per sostenere la Tav e lo sviluppo è benvenuta”, aggiungono Maurizio Marrone e Augusta Montaruli di FdI.
“Nessuna polemica, con il Movimento 5 Stelle stiamo lavorando bene. Il nostro governo ha un’altissima popolarità e in 5 mesi abbiamo fatto più di chiunque altro. Sono molto soddisfatto per le leggi fatte e per quelle in cantiere”. Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini che continua: “Legittima difesa, reddito di reinserimento al lavoro, stop sbarchi, riforma della Fornero. Andiamo avanti uniti per il cambiamento del paese”.

Bongiorno,contratto si rispetta non si critica  – “Il contratto si deve rispettare e poi non si deve criticare. In questo sono di destra”. Così il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno su Sky Tg24 parlando del Reddito di cittadinanza aggiungendo “non mi metto a criticarlo perché fa parte del nostro accordo”. “Il Governo è compatto e andrà avanti – ha aggiunto -. Come il Reddito di cittadinanza andrà avanti, potrebbero esserci delle difficoltà attuative” di cui parlava Giorgetti “ma si farà”.

– TORINO

– La sindaca di Torino, Chiara Appendino, ha ricevuto una lettera di minacce. “Tu e la tua setta di pazzoidi e falliti 4 stelle avete ucciso Torino – si legge – Adesso devi morire. Sappiamo dove vivi tu e la tua famiglia. Dormi molto preoccupata”. A denunciare la lettera anonima, sui social, è la stessa prima cittadina. “Magari si tratta di uno scherzo di cattivo gusto – commenta – ma una cosa è certa: continuerò a svolgere con serenità il ruolo per il quale sono state eletta”.
Scritta su un foglio bianco in stampatello maiuscolo, la lettera contenente le minacce è indirizzata alla “famiglia Appendino”. “Tu e la setta di pazzoidi e falliti 5 Stelle avete ucciso Torino”, scrive l’autore anonimo, con tanto di insulti anche per la fede calcistica della prima cittadina, che è tifosa della Juventus.
La sindaca Appendino, che ha reso noto le minacce postando una foto della lettera su Facebook, annuncia di avere sport querela.
“La sospensione della prescrizione” al primo grado di giudizio “è una bomba nucleare sul processo. Sono molto preoccupata” . Così il ministro della P.A. Giulia Buongiorno a SkyTg24 sull’emendamento al ddl anticorruzione.

“Con noi non si taglia. Abbiamo il turnover al 100%. Se nel precedente triennio uscivano 100 persone e ne entravano 25. Da adesso 100 ne entrano 100 ne escono”. Così il ministro della P.A. a l’Intervista di Maria Latella su Sky Tg 24 aggiungendo, a proposito delle risorse per attuare il rinnovo al 100%, “c’e’ una norma già prevista che io ho combattuto per farla riconfermare. Serviranno concorsi rapidi” ha aggiunto.

“Rispetto e stimo il ministro Bongiorno, ma sulla prescrizione si sbaglia. La bomba atomica che rischia di esplodere è la rabbia dei cittadini di fronte all’impunità”. Lo afferma il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. “Con la nostra riforma della prescrizione – aggiunge – gli unici a dover temere sono i colpevoli. I tempi dei processi saranno brevi grazie agli investimenti di questo governo: lo Stato si deve prendere la responsabilità di rendere giustizia ai cittadini”.

– TRIESTE

– È partito – con oltre 30 minuti di ritardo – da Campo San Giacomo il corteo della rete antifascista promosso da Cgil e Anpi. Il corteo è composto da circa 3 mila manifestanti, secondo le forze dell’ordine, e si apre con lo striscione “Liberiamoci dai fascismi” della rete antifascista, antirazzista e antisessista di Trieste.
Tante sono le bandiere che sventolano e di frequente i manifestanti scandiscono slogan avanzando.
Del corteo fanno parte decine di associazioni, sindacati, studenti, famiglie, ma anche esponenti politici che hanno aderito, come Pd, Pci e LeU.
– LIVORNO

– Circa 200 manifestanti si sono radunati in piazza Cavour a Livorno in un presidio organizzato dalla galassia antagonista per contestare l’inaugurazione della sede della Lega in città. All’iniziativa è attesa Susanna Ceccardi, commissario in Toscana del Carroccio e consigliere per il programma di governo del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il gruppo ha intonato cori con la frase “Fuori la Lega da Livorno”, mentre sulle transenne a protezione dell’iniziativa della Lega è stato appeso uno striscione a firma del Laboratorio antifascista Livornese che reca la scritta “Lega fuorilegge”, la stessa tracciata con vernice nera nottetempo sulla facciata del palazzo che ospita la nuova sede della Lega in città. Le iniziative vengono vigilate a distanza dalle forze dell’ordine.
– TRIESTE

– È partito da largo Riborgo, mentre dalle casse acustiche montate su automezzi venivano diffuse le note della Primavera di Vivaldi, il corteo organizzato da CasaPound in memoria della vittoria dell’Italia 100 anni fa della Grande Guerra. In testa al corteo, tra fumogeni tricolori, ci sono diversi labari, tra cui quello della Federazione nazionale Arditi d’Italia con le medaglie d’oro e della Associazione nazionale Arma milizia, Seguono tricolori, bandiere di CasaPound, bandiere istriana, fiumana e dalmata. E ancora lo striscione con sfondo rosso e scritta bianca ‘Difendere l’Italia fino alla vittoria’, e più in là un altro striscione, anche questo rosso ma con scritta bianca e nera ‘Italia: risorgi, combatti, vinci!’.

– VENEZIA

– Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato oggi pomeriggio al Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. Il Capo dello Stato ha detto di essere rimasto molto impressionato e addolorato dalle immagini della devastazione delle valli del Bellunese e di tante altre zone del Veneto.
“Se, come mi auguro, non verrà posta la fiducia al dl sicurezza chiederò di sottoscrivere alcuni emendamenti presentati da altre forze politiche di cui condivido il contenuto: da Leu al Pd fino a Fi. E se questi emendamenti verranno bocciati chiederò di fare una dichiarazione di voto in dissenso al gruppo”. Lo dice il senatore M5s Gregorio De Falco che aggiunge: “Se metteranno la fiducia vedremo. Io confido molto nelle parole di Di Maio che ha detto che alcune correzioni al dl sicurezza potranno essere decise in Aula”. Nel dettaglio il senatore M5s sarebbe intenzionato a votare “se me ne daranno modo” un emendamento soppressivo dell’articolo che prevede il superamento degli Sprar di Luigi Vitali di Fi, e poi alcuni emendamenti presentati da Loredana De Petris di Leu e di Francesco Verducci del Pd.”La dialettica fa parte della normale natura del Movimento” ma “il contratto di governo è stato approvato dal 94 per cento degli iscritti. Il 6 per cento contrario si riflette ovviamente anche nel nostro gruppo parlamentare”. Lo dice il capo politico e vicepremier M5s luigi Di Maio intervistato da Bruno Vespa dove avverte: “attenzione. Non si può accettare che vengano presentati ottanta emendamenti nella speranza che alla fine ne vengano approvati un paio. Questo può farlo chi sta all’opposizione, non la maggioranza. Se accettassimo questo modo di procedere, faremmo passare per sciocchi tutti quelli che non si comportano in questo modo. Sto cercando perciò di tutelare gli altri parlamentari”. Al tempo stesso, Di Maio dice non meravigliarsi perché “nel Movimento certe cose possono accadere e sono accadute in passato. L’importante è rispettare il programma e il contratto di governo di fronte agli italiani”.”Ci buttano fuori? – si chiede De Falco – Quando Di Maio dice o con me o fuori afferma un’idea padronale di un Movimento in cui oggi sembra venire meno la dialettica e la capacità di ascolto e risposta. Inoltre si dovrebbe tenere presente che nel Movimento non c’e’ spazio per professionismi della politica. Qualcuno si dovrebbe ricordare che il secondo mandato è il raggiungimento del limite. Dobbiamo ricordarci che abbiamo tutti accettato di avere una data di scadenza”.  “Non siamo noi ad essere fuori dal contratto di governo che prevede sulla sicurezza il rispetto dei principi costituzionali. Il timore che non li rispetti non è solo nostro, illustri giuristi lo confermano” aggiunge il senatore contrario ad alcuni aspetti del dl sicurezza. “Qui bisogna capire chi è che sta fuori e chi sta dentro. Di Maio ci chiede il rispetto della maggioranza ma io gli pongo la stessa domanda. Noi abbiamo un mandato e il contratto di governo non dice quello che viene scritto nel dl sicurezza sul tema: sul contratto c’è scritto anzi che avremmo cercato di incentivare gli Sprar” sottolinea il senatore che continua: “non è questo il modo di fare. Non c’è stato, se pur richiesto, un confronto sul tema. Ci è stato detto che il decreto era immodificabile e ora ci si dice che siamo fuori perché diciamo quello che dicevamo in campagna elettorale”. Per il senatore l’accordo di governo tra lega e M5s non dovrebbe essere una sommatoria di provvedimenti graditi all’uno o all’altro: “Bisognerebbe fare una sintesi altrimenti rischiamo di avere due governi, non uno, ognuno dei quali che tende ad affermare i suoi temi”. Quanto invece ad una sintesi interna per De Falco “l’assemblea congiunta ormai arriva troppo tardi” ed anche quella della scorsa settimana saltata per impegni d’Aula “sarebbe stata comunque tardiva: bisognava chiarirsi le idee sull’ immigrazione molto prima”.   [print-me title=”STAMPA”]

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