Ultimo aggiornamento 6 Novembre, 2018, 06:17:20 di Maurizio Barra
TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
DALLE 02:40 DI LUNEDì 05 NOVEMBRE 2018
ALLE 06:17 DI MARTEDì 06 NOVEMBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Propagandhi, Victory Lap Tour a Bologna
L’8 novembre unica data italiana del gruppo punk hardcore
Cinema:set Il gattopardo, in mostra fotoIn 300 immagini la lavorazione della pellicola a Ciminna
Fresu e Danielsson incantano MilanoA JazzMi eseguito per la prima volta dal vivo ‘Summerwind’
Alla Scala Ekektra, ultima regia ChéreauOltre 7 minuti applausi per la ripresa dell’opera di Strauss
Gianni Morandi finisher a Nyc marathonAssieme ad altri 3.100 italiani: ‘Ho preso la medaglia’
Il Voynic, mistero enigmaticodel manoscritto seicentesco esce edizione fotografica Bompiani
Il mistero della casa del tempo, sulle tracce di PotterIn sala dal 31 ottobre film con Blanchett da romanzi di Bellairs
Al Jamaica le polveri di Paride RanieriArtista milanese espone dall’8 novembre i suoi ‘frammenti’
L’annuncio di lei su Ig. Il ministro, “aveva altre priorità”
Pupi Avati guest director 36esimo TffPresenterà sezione festival dedicata a connubio cinema-musica
Online 31 mila lettere di Casa RicordiArchivio storico società pubblica fondo epistolare
Isoardi, con Matteo finita 2 mesi faEsclusiva Chi, ci siamo lasciati a causa della lontananza
Party al cimitero per Gucci a L.A.Festa con Jared Leto e Lana del Rey volti profumo Guilty
Esce ‘A bordo ring’, boxe e vitaMario Bambini con Dario Ricci si racconta pugile e allenatore
Campanile Giotto, monitoraggio facciateCon autogru con braccio 103 metri, controlli poi altri monumenti
Dandini, tornano Le ragazze della tvDa Guzzanti a Signoris 30 anni dopo, su Rai3 dall’8 novembre
Andrea Bocelli, ‘Si’ top classifica UsaCantante, ‘mio padre mi esortava ‘devi andare in America!’
Arte: Bonisoli,10 progetti contemporaneiDue proposte E-R e due di Roma tra vincitori Italian Council
Cultura: conferenza città Ue a FirenzeNardella incontra ministro su progetti Leonardo, arte e moda
Incassi cinema, vince Lo SchiaccianociNella top ten altri quattro debutti, +51,60% rispetto al 2017
Cinema: a Matera una fiction su ProtoUn’iniziativa di Mediaset in collaborazione con Netflix
Qui rido io, film Martone su ScarpettaNel ruolo del commediografo Toni Servillo. Riprese nel 2019.
Berni e il giovane faraone, fine ripreseLungometraggio 3ZERO2 e Walt Disney ambientato al Museo Egizio
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L’ARTICOLO
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BOLOGNA
– Unica data italiana, l’8 novembre a Bologna (Zona Roveri Music Factory), per la band canadese Propagandhi, con il supporto di Dead to Me e Rvivr.
Nato nel 1986, il gruppo melodic hardcore punk presenterà il settimo album in studio, ‘Victory Lap’ (Epitaph Record), uscito nel 2017 a cinque anni dal precedente ‘Failed States’.
La formazione attuale vede il frontman Chris Hannah, il bassista Todd Kowalski, il batterista Jord Samolesky e la chitarrista Sulynn Hago, scelta fra più di 400 registrazioni e candidature per sostituire David ‘the Beaver’ Guillas, che ha lasciato la band nell’autunno di tre anni fa. I Propagandhi sono da sempre un gruppo fortemente politicizzato e gli avvenimenti socio-politici degli ultimi anni hanno influenzato il disco: la crisi dei rifugiati, gli episodi di razzismo riguardanti la polizia Usa, l’elezione di un nuovo presidente, la supremazia ‘bianca’. Anche Dead to Me e Rvivr cantano temi sociali e uguaglianza di genere, aspetti storicamente cari alla scena punk e hardcore.
– PALERMO
– S’intitola “Il set del Gattopardo”, la mostra che in 300 immagini racconta i novanta giorni di lavorazione per la realizzazione del film di Luchino Visconti a Ciminna, trasformata nella Donnafugata di metà Ottocento.
Esposti i backstage “della lunga avventura che coinvolse la piccola comunità nel palermitano in quello che sarebbe stato un capolavoro della cinematografia italiana”, affermano i promotori dell’esposizione, realizzata da BCsicilia e dal centro studi “La Donnafugata del Gattopardo”.
La mostra fotografica segue un itinerario ben preciso, iniziando proprio dai primi sopralluoghi del patron della Titanus Golfredo Lombardo, del fotografo di scena Giuseppe Rotunno e da Gioacchino Tomasi Lanza, per la costruzione del set dell’immaginaria Donnafugata: il palazzo del principe, la balconata della piazza, il palazzo municipale, la casa Sedara, la pavimentazione con ciottoli della piazza, e i primi arrivi a Ciminna di alcuni attori (Paolo Stoppa, Rina Morelli e Claudia Cardinale).
– MILANO
– JazzMi – la rassegna di Jazz di Milano – conta 500 artisti, 13 giorni di programmazione, 210 eventi. Ma ovviamente solo alcuni sono magici. E’ il caso del lavoro ‘a togliere’ portato sul palco del Conservatorio dal trombettista Paolo Fresu e dal violoncellista e bassista Lars Danielsson.
Tra gli applausi poco contenuti di una sala che ospita quasi esclusivamente musica classica, i due hanno presentato un lavoro del tutto intimista, con poche note scelte molto poco a caso, un lavoro molto complesso, molto scritto e orchestrato dove non manca il calore. Sono gli stessi suoni del disco ‘Summerwind’, per la prima volta dalla sua pubblicazione suonato dal vivo a iniziare un percorso che sarà facilmente mondiale, con il bassista svedese che riesce a dare un raro senso a melodie solo in apparenza semplici, esibendo una tecnica straordinaria e a molte facce. Anche al violoncello, utilizzato a volte come chitarra.
– E’ un’occasione persa non assistere all’Elektra di Richard Strauss, che la Scala torna a mettere in scena come omaggio a Patrice Chéreau, morto cinque anni fa.
Questa è stato l’ultimo spettacolo, che ha letto il mito di Elettra – in cerca di vendetta per l’assassinio del padre Agamennone da parte della madre Clitennestra e del patrigno – fuori dagli schemi e dal semplicismo.
ßß L’Elettra di Chéreau – qui ripresa da Marco Filibeck – non è semplicemente una pazza e Clitennestra non è una perfida assassina, ma vive nella colpa e cerca la comprensione della figlia. La scenografia essenziale firmata da Richard Peduzzi sottolinea il dramma dei protagonisti, con una cast che include Waltraud Meier (Clitennestra), Ricarda Merbeth nei panni di Elettra (meritatamente la più applaudita), Regine Hangler nel ruolo della sorella Crisotemide, Roberto Saccà in quello di Egisto e Michael Volle in quello di Oreste. Alla fine quasi otto minuti di applausi.
– BOLOGNA
– “Ce l’ho fatta, ho preso la medaglia! E ‘L’isola di Pietro’ come sta andando? Ciao da New York…”. Gianni Morandi festeggia così sui suoi profili social, la partecipazione alla 48/a Maratona di New York, che ha disputato ieri lungo le strade della Grande Mela. Morandi, 73 anni, ha percorso i 42,195 chilometri assieme ad altri 3.100 italiani, registrando un tempo ufficioso di 5 ore 47 minuti e 36 secondo. Con lui anche Lorenzo Lo Preiato (6.07’25” il suo risultato ufficioso), il podista bolognese che corre con sei bypass cardiaci e che con la maratona di New York ha “chiuso di nuovo il cerchio” delle sue ambizioni podistiche di lunga durata dopo aver disputato, sempre seguito da una equipe di specialisti, le sei più importanti ‘major’ a livello mondiale, cominciate appunto alcuni anni fa con la maratona della Grande Mela e frutto della sua forza di volontà e determinazione.
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Quando Umberto Eco visitò la Beinecke Library della Yale University, l’unico manoscritto della collezione che chiese di sfogliare fu il Voynich, di cui ora Bompiani propone un’edizione (pp. 274 – 40,00 euro) in uscita il 7 novembre con la riproduzione a colori di ogni pagina dell’originale, con i suoi caratteri misteriosi e le incredibili e fantasiose illustrazioni. Dal 1912, anno in cui Wilfrid Voynich, un mercante di libri rari di origini polacche, lo acquistò dai gesuiti di Villa Mondragone, vicino a Frascati, schiere di studiosi, linguisti, filologi e criptologi – persino esperti della Nasa e un software di intelligenza artificiale – hanno cercato di risolvere l’arcano di questo codice impenetrabile, risalente alla prima metà del XV secolo. La datazione al radiocarbonio definisce con buon margine di sicurezza che il volume sia databile tra il 1404 e il 1438, anche se l’impossibilità di analizzare l’inchiostro lascia spazio a ulteriori ipotesi circa il momento in cui sia stato scritto e disegnato. Infatti, oltre al fascino di una lingua indecifrabile nel senso e nei segni, il libro ha una mirabile ricchezza di non meno enigmatiche illustrazioni che oggi ci affascinano ancora.
Queste inquietanti illustrazioni acquerellate, che rappresentano curiosi simboli, animali e piante (sconosciute anche se plausibili), sfere celesti e donne nude, talora impegnate in attività del tutto incomprensibili, sono state usate nel tempo per creare una ipotetica suddivisione del Manoscritto in sezioni: botanica, astrologica, biologica, farmacologica, più l’ultima a partire dal foglio 103 in cui compaiono solo piccole stelle a sinistra delle righe, che potrebbero indurre a credere possa trattarsi di una sorta di indice.
Del manoscritto si ha notizia la prima volta in cronache praghesi del Seicento che parlano del suo acquisto da parte dell’ imperatore Rodolfo II d’Asburgo, noto alchimista, che lo ebbe a caro prezzo dall’esoterista inglese John Dee, il quale, a sua volta, lo aveva avuto dalla famiglia del duca di Northumberland, che di dice se ne fosse impadronito in una delle sue razzie in un monastero inglese. Se ne perdono poi le tracce sino a quando lo ritrova a Mondragone il Voynich, che vi rinvenne tra le pagine una lettera di Johannes Marcus Marci, medico reale di Rodolfo II, con cui accompagnava il libro spedendolo all’amico gesuita Athanasius Kircher, eminente rappresentante dell’enciclopedismo seicentesco dagli eclettici interessi compresi quelli linguistici, perché provasse a decifrarlo. Infine il volume passò al libraio americano Hans P.
Kraus, che non riuscendo a venderlo a sua volta, lo donò alla Beinecke Rare Book and Manuscript Library of Yale University, dove oggi è conservato.
Per quel che riguarda la lingua e i caratteri usati nel testo questi non appartengono ad alcun sistema alfabetico/linguistico conosciuto. Tra i tanti i tantissimi studi, raramente significativi, di scienziati e specialisti di ogni tipo di sapere che ne hanno scritto e hanno tentato di analizzarlo, viene citato quello anni ’70 di William Ralph Bennett, che ha lavorato su dati statistici, rilevando che il linguaggio del Voynich è composto con un vocabolario limitato e ripetitivo con una frequenza da rasentare l’assurdo oltre ad essere apparentemente di una incredibile elementarietà, pur restando assolutamente indecifrabile (sfruttando le ricorrenze alfabetiche qualcuno dice di aver tradotto qualche parola, ma decisamente a caso e che non aiuta a trovare alcun ulteriore significato). In questa edizione Bompiani, tre saggi introduttivi dell’esperto di manoscritti Stephne Skinner, del docente universitario e esperto di scritture alchemiche Rafal T. Prinke e dell’autore del sito più completo sul manoscritto(www.voynich.nu) René Zandbergen, ne raccontano la storia e quella delle sue chiavi interpretative a oggi proposte senza riuscire a penetrare i segreti, tanto da ver affascinato anche alcuni scrittori che il Voynich citano e usano in loro romanzi fantastici, da Colin Wilson a Valerio Evangelisti.
– Il Mistero della casa del tempo, film di Eli Roth passato alla Festa di Roma e in sala dal 31 ottobre, sembra un po’ Harry Potter e potrebbe anche avere lo stesso destino seriale,visto che è tratto da uno dei 17 romanzi per bambini (“La pendola magica”) scritti da John Bellairs, autore americano specializzato in mystery e gotico per ragazzi.
Protagonista un ragazzino di 10 anni, Lewis Barnavelt (Owen Vaccaro), che, rimasto orfano, si trasferisce a vivere nella sinistra casa dell’eccentrico zio Jonathan (Jack Black). Una casa piena di magie, misteri, streghe e stregoni e orologi, che rivelerà la sua vera natura quando Lewis scoprirà che suo zio e la sua migliore amica Mrs Zimmerman (Cate Blanchett) sono due potenti maghi che lo coinvolgeranno in una missione segreta: scoprire l’origine e il significato del ticchettio di un orologio nascosto da qualche parte nei muri di casa.
Ma per Cate Blanchett la vera magia e coraggio, l’essere ‘indomiti’ (parola tormentone di questo fantasy per famiglia) è considerare sia vittorie che fallimenti allo stesso modo: “Quando arrivi alla mia età – ha detto a Roma l’attrice australiana – il fatto di aver ricevuto tanti premi e riconoscimenti (ha all’attivo, tra l’altro due Oscar) non ti rende affatto indomita, ma casomai sono i fallimenti a farlo.
Spesso anche i miei successi li ho considerati dei fallimenti, questo secondo me, è un modo di crescere, un cadere per rialzarsi”.
E dalla Blanchett anche un accorato appello al voto nelle presidenziali di Midterm americane: “Tutti i giovani devono andare a votare – dice -. Vengo da un Paese in cui il voto è obbligatorio. importante farlo, perché gli effetti delle elezioni americane si riflettono ovunque nel mondo”.
– Lo storico bar Jamaica – per decenni ritrovo milanese preferito di giornalisti, poeti e pittori – dall’8 novembre riapre le porte all’arte, con l’esposizione di Paride Ranieri, artista milanese d’ispirazione neoclassica con la passione per la china ad aria compressa e le polveri, con le quali crea le sue opere.
“Creo opere con polveri inquinanti come CO2, polveri di pneumatico, polvere di ferro e ossidi ferrosi che diventano pigmento pittorico – spiega Ranieri – Nella riduzione delle dimensioni la materia acquista più energia, si comprime si densifica e vince sullo spazio”. All’interno delle sue opere si notano elementi ricorrenti, quelli che Ranieri definisce “i frammenti”, nei quali riscontra l’assenza della “totalità” e che per questo definisce dolorosi.
“I frammenti sono drammatici – spiega l’artista – e con la memoria storica si cerca di ricomporre i frammenti stessi; bisogna ricomporli per dargli senso, attraverso la drammaturgia si riesce a ricomporre e a dare un valore ad un frammento”.
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La relazione sembra sia finita da tempo, ma l’epilogo è diventato pubblico e ormai noto a tutti solo oggi, via social, cioè il modo più congeniale ai due protagonisti di questa storia d’amore ormai decaduta. La conduttrice Elisa Isoardi e il vicepremier Matteo Salvini non stanno più insieme. Non c’è stato alcun annuncio ufficiale, ma solo due post: uno di Elisa stamani e l’altro, in serata, del ministro dell’Interno in visita ufficiale in Ghana. In mezzo, migliaia di commenti di utenti scatenati. Alle 9.45 la conduttrice della “Prova del cuoco” pubblica su Instagram una foto molto intima e personale. Ci sono lei, coperta da un accappatoio, sdraiata accanto al ministro a dorso nudo, addormentato. Uno scatto romantico, che scatena il tam tam della rete e porta al volo l’hastag #Isoardi tra i top trend. La foto è corredata dai versi del poeta e cantautore Gio Evan: sono proprio quei versi a far intuire che la liaison tra i due è arrivata al capolinea. “Non è quello che ci siamo dati a mancarmi, ma quello che avremmo dovuto darci ancora. Gio Evan. Con immenso rispetto dell’amore vero che c’è stato. Grazie Matteo”, scrive la conduttrice.
In realtà, fino a tarda sera, il dubbio interpretativo del post è rimasto. Già in un’altra occasione, infatti, un post della Isoardi aveva scatenato i social sull’ipotesi di un addio a Salvini: era stata pubblicata una foto con il volto serio e segnato accompagnato dal testo della preghiera dedicata a Maria che scioglie i nodi. Erano fioccati messaggi di incoraggiamento e critiche ma i due non si erano assolutamente lasciati. A chiarire come stanno davvero le cose, 12 ore dopo, pur senza mai citare la sua compagna, è lo stesso Salvini. In un post pubblicato stavolta su Facebook, dal Ghana, dove è in visita ufficiale, il ministro scrive: “Impegnativa giornata di lavoro in Africa sul fronte immigrazione e sicurezza, ma il telefono dall’Italia mi squilla per altro…”. Pubblicando una sua foto sorridente, con le braccia allargata su uno sfondo bucolico, il vicepremier ammette di fatto la fine della relazione, dovuta – par di capire – non alla sua volontà. “Per educazione, carattere e rispetto – scrive – non ho mai buttato in piazza la mia vita privata, non comincerò a farlo adesso, agli Italiani non interessa. Ho amato, ho perdonato, sicuramente avrò anche commesso degli errori ma ci ho creduto fino in fondo. Peccato, qualcuno aveva altre priorità. Buona vita. Vi voglio bene Amici”.
I commenti, naturalmente, arrivano come una valanga. “Mi dispiace eravate una bella coppia. Peccato”, scrive Sofia Noelle, ma molti criticano l’esposizione mediatica: “La vita privata dovrebbe rimanere privata”. Tanti solidarizzano col ministro (“Non hai perso nulla”, scrive Marilena), c’è chi lo definisce addirittura “un Santo”, per la pazienza che ha avuto e chi, come Ferdinando, vede in questa vicenda un complotto: “Attenzione, si allarga il fronte su cui attaccare e denigrare Salvini. Dopo il ‘razzista’, ora si punta alla vita privata”. Sul profilo Fb della Isoardi, molti commenti, soprattutto negativi, riguardanti la foto postata: “troppo privata”, secondo molti. E con cui, scrive un utente, la conduttrice avrebbe “disonorato una figura di spicco della politica italiana”.
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TORINO
– Pupi Avati è il guest director del 36/mo Torino Film Festival, in programma dal 23 novembre al primo dicembre. Presenterà una sezione intitolata Unforgettables, cinque titoli che mescolano musica e cinema, due sue grandi passioni, e introdurrà di persona le proiezioni dei film che ha scelto, incluso uno suo, Bix, selezionato dal direttore artistico del Tff, Emanuela Martini.
“I film che si ispirano alla musica, nel mio caso intesa come jazz o classica – spiega Avati – non sono tanti, e pochi dotati di anima. Così, escludendo magnifici film forse già troppo visti, ho scelto Bird, la biografia di Charlie Parker diretta da Clint Eastwood, e due titoli che hanno contribuito a far nascere in me, nei remoti anni della mia adolescenza, questa passione.
Sono La vita di Benny Goodman e quella di Glenn Miller. Mi restava pochissimo spazio per dire la mia infinita riconoscenza per la musica classica ho scelto Glen Gould, un musicista che non appartiene né a un tempo né a una moda, nel film di Francois Girard”.
– Un mondo prezioso in cui al centro non vi sono solo musica, partiture, opere e concerti, ma un intero universo culturale dell’Ottocento e del Novecento, viene portato alla conoscenza di tutti grazie alla messa online (www.archivioricordi.com) di circa 31 mila lettere originali di Casa Ricordi. Un’operazione di ineguagliabile valore realizzata dall’Archivio Storico Ricordi conservato nei caveau della Biblioteca Braidense.
Verdi, Rossini Puccini, Donizetti, Bellini, Giacosa, Pizzetti, Rossellini, Rota, Nono – solo per citarne alcuni, ma per dire negli scritti c’è anche Gabriele D’Annunzio, immancabile grafomane – rendono nelle missive scritte a Giulio Ricordi e al figlio Tito e viceversa (e anche fra i due) e poi a chi ne ha preso l’eredità culturale il senso profondo della creazione artistica e dell’opinione personale dei singoli grandi maestri della musica e di autori, compositori, artisti, impresari ma anche di politici, giornalisti e di alcuni protagonisti della Storia.
– “Matteo Salvini e io ci siamo lasciati due mesi e mezzo fa, prima che fossero decise le nomine Rai, il che dimostra che, contrariamente a quanto dicono le malelingue, non ho mai sfruttato il nostro rapporto che, ripeto, è stato un grande amore”. Così Elisa Isoardi conferma in esclusiva al settimanale Chi, i motivi della rottura con Matteo Salvini, al quale era legata da quasi tre anni. Al settimanale diretto da Alfonso Signorini la conduttrice de “La prova del cuoco” spiega: “La nostra storia d’amore si è chiusa già da tempo: la verità è che ci siamo lasciati due mesi e mezzo fa. Qual è stato il motivo della nostra rottura? La lontananza, causata dai troppi impegni di entrambi”. Il settimanale Chi rivela anche come sulla vicenda si sia allungata l’ombra inquietante di uno stalker. Nei giorni scorsi la Isoardi è stata fotografata sempre accanto a un uomo, Andrea Spano: si tratta di un collaboratore che ha assunto dopo essere stata vittima di un grave episodio di stalking che va avanti da 10 anni. Gli episodi di stalking di questa persona (già condannata per lesioni) sono aumentati negli ultimi tempi, creando uno stato di ansia alla conduttrice, fino a che pochi giorni fa ha tentato di entrare negli studi della Rai. La conduttrice ha anche presentato una denuncia depositata in queste ore presso il commissariato di Porta Pia a Roma.
– Party al cimitero per Gucci, che ha scelto il Los Angeles Hollywood Forever per presentare i nuovi volti della fragranza Gucci Guilty: il musicista e attore premio Oscar Jared Leto e la cantautrice Lana Del Rey, che hanno partecipato alla serata insieme al direttore creativo della maison, Alessandro Michele.
Alla festa c’era anche Courtney Love, che ha curato le Instagram Stories dell’account di Gucci Beauty. L’attrice e cantautrice è anche presente nella nuova campagna diretta da Glen Luchford con la direzione creativa di Alessandro Michele.
Il cimitero Hollywood Forever non è stato scelto a caso: lì Michele anni fa partecipò a un evento benefico in onore di Johnny Ramone, traendone ispirazione per alcuni pezzi della collezione Spring Summer 2017 di Gucci. Il cimitero fa anche da sfondo ad alcune scene del video della nuova campagna Gucci Guilty, che verrà lanciata a gennaio 2019.
– “Accettare di scendere dal ring un po’ diverso da come ci sei salito”. L’essenza della boxe è questa secondo Marco Bambini che, assieme al giornalista Dario Ricci, ha raccontato la sua vita da pugile e allenatore fra ganci, montanti e storie di vita.
Una passione ereditata, un legame che “univa nel contrasto” Bambini con il padre, e che si è trasformata in mestiere, attraverso anni d’oro e luoghi storici del pugilato italiano, come la palestra milanese Doria. Dove in genere entrano più che altro persone motivate dalle più svariate ragioni, curiose di cimentarsi con i guantoni o attirate dalla preparazione fisica del pugilato. Il campione è merce rara, e in ogni caso “plasmare, modellare, definire, aggiungere, sottrarre”, è la ricetta dell’allenamento predicato da Bambini, che è cresciuto nel mito di Rocky Marciano, ha iniziato a combattere negli anni ’80 quando il ring era precluso alle donne e ora con il suo team ‘La Nobile Arte’ forgia talenti, la più promettente dei quali si chiama Lisa.
– FIRENZE
– Al via da stamani i lavori di monitoraggio delle superfici marmoree del complesso monumentale del Duomo di Firenze che andranno avanti tre settimane. I monitoraggi sono iniziati dal Campanile di Giotto e proseguiranno sulle superfici esterne del Duomo, della Cupola del Brunelleschi e del Battistero. I lavori sono eseguiti dal personale dell’Opera di Santa Maria del Fiore con l’ausilio di un’autogru con un braccio di 103 metri che permette di raggiungere anche le zone più alte del Campanile di Giotto e della Cupola del Brunelleschi.
Il monitoraggio è una delle attività di manutenzione svolte regolarmente dall’Opera di Santa Maria del Fiore per controllare in dettaglio i circa 40 mila metri quadrati di superfici marmoree, verificandone lo stato di conservazione e individuando i possibili degradi per programmare gli interventi di restauro.
Dal 2015, il monitoraggio delle facciate esterne è effettuato semestralmente invece che annualmente, alla fine e all’inizio dell’inverno. Per questa manutenzione l’Opera, spiega una nota, investe ogni anno dai 120 ai 160mila euro solo per movimentare le gru, a cui si deve aggiungere il lavoro del gruppo di restauratori della Bottega di Restauro dell’Opera, una decina, assunti in pianta stabile. Questi operai “sono gli eredi diretti degli scalpellini che realizzavano le decorazioni scultoree e architettoniche della cattedrale e del campanile e che oggi si dedicano al mantenimento e alla conservazione di questo patrimonio”.
Da Carla Signoris ‘mamma elicottero’ a Sabina Guzzanti che ”sfornerà” un Marco Travaglio e una Maria Elena Boschi, aspirante concorrente a Ballando con le stelle. E poi Lella Costa, Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti, Francesca Reggiani, Cinzia Leone, Syusi Blady, Tosca D’Aquino, Iaia Forte. A 30 anni dal primo storico debutto, Serena Dandini riporta su Rai3 La tv delle ragazze, versione Gli stati generali 1988 – 2018, con quattro puntate al via l’8/11.
”Non un revival – precisa – ma una vera assemblea, per fare il punto su cosa è stato delle donne e della comicità femminile in questi 30 anni”. Proprio nell’anno del Metoo, si scherzerà su tutto, ”dalla politica agli uomini in grossa difficoltà ultimamente”, ma ”mai sul femminicidio”, in un confronto generazionale tra le storiche protagoniste del programma e nuove Ragazze 2.0 come l’aspirante conduttrice Martina Dell’Ombra e Le Sbratz, trio nato sul web. In arrivo anche Paola Cortellesi-Eva e Alba Rorwacher-Giovanna d’Arco
– ”A dream come true… “Sì” è l’album N° 1 nella classifica Billboard degli Stati Uniti. La vetta più volte sfiorata oggi è stata raggiunta: regalo migliore non potevo riceverlo, da un meraviglioso Paese che mi ha voluto bene da subito. Il riconoscimento suggella un rapporto di affetto che dura da oltre vent’anni, con questo grande popolo che ringrazio dal profondo del cuore”. Così Andrea Bocelli commenta
il risultato storico oggi ottenuto, dopo aver raggiunto anche il vertice della classifica Gb.
”Ricordo la voce profetica di mio padre, che mi esortava: devi andare in America! Il mio primo pensiero di gratitudine lo dedico a lui. A lui va il merito d’aver saputo guardare lontano, d’aver saputo insegnarmi quei valori che mi hanno guidato fin qui. Valori che condivido i miei figli, con Veronica, con la mia meravigliosa famiglia, con i miei amici e collaboratori…
Questo ulteriore traguardo, anche se porta il mio nome, è un loro traguardo”.
– BOLOGNA
– Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, ha annunciato i dieci progetti vincitori della quarta edizione di Italian Council, bando internazionale a sostegno dell’arte contemporanea italiana promosso dal ministero (Direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie Urbane). “In considerazione del successo ottenuto – sottolinea il ministro Bonisoli in una nota – intendiamo andare avanti, tornando nel 2019 con una nuova edizione del concorso”.
Questo quarto bando – che assegna un milione di euro alle proposte degli artisti Elena Bellantoni, Francesco Bertelè, Rä Di Martino, Sara Enrico, Sonia Leimer, Maurizio Nannucci, Cesare Pietroiusti, Marinella Senatore, Mario Rizzi e Luca Vitone – premia tra l’altro due progetti dell’Emilia-Romagna (presentati da Complesso monumentale della Pilotta di Parma e Museo MAMbo di Bologna) e due di Roma, da Fondazione Volume! e Associazione Culturale Wunderbar, oltre che dall’International Studio & Curatorial Program di New York. Si tratta di progetti ispirati ai cambiamenti di questo tempo e che spaziano dalla fotografia alla scultura fino a installazioni e video-arte, presentati anche da Castello di Rivoli (Torino), Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana-Centro Pecci (Prato), Fondazione Made in Cloister (Napoli) e MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.
Termina così il secondo anno di Italian Council, che nel biennio 2017-2018 ha messo a disposizione 3 milioni di euro complessivi, per 34 progetti selezionati tra circa 180 domande internazionali, giunte da oltre 50 Paesi.
– FIRENZE
– Celebrazioni di Leonardo da Vinci e progetti di cultura e moda con Pitti Uomo: questi i temi dell’incontro del 5 novembre fra il sindaco di Firenze Dario Nardella, il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, a Palazzo Vecchio, prima dell’avvio della conferenza dei sindaci delle città capitali europee della cultura a cui è intervenuto il commissario europeo alla Cultura, Tibor Navracsics. “Non abbiamo parlato della Loggia Isozaki – ha spiegato Nardella -.
Abbiamo parlato dei progetti per le celebrazioni di Leonardo da Vinci nel 2019, delle iniziative che abbiamo già preparato alle quali ho invitato il ministro stesso, e anche degli obiettivi che porteremo avanti con Pitti Uomo in relazione al rapporto tra cultura e moda”. L’incontro, alla vigilia della quarta edizione di ‘Unity in diversity’, la riunione dei sindaci del mondo nel nome della cultura e della pace, vuole celebrare e riunire le città europee che sono state dichiarate capitali della cultura dal 1985 e quelle designate per i prossimi anni.
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E’ Lo Schiaccianoci e i quattro regni, della Disney, regia di Lasse Hallstrom, al debutto nel cinema d’animazione in coppia con Joe Johnston e un cast stellare con Keira Knightley, Mackenzie Foy, Misty Copeland, Helen Mirren, Morgan Freeman, il film in vetta alla classifica degli incassi del week end nelle sale italiane, secondo Cinetel. Realizzato sulle note della celebre favola e del più famoso balletto, il film, uscito in 614 copie ha ottenuto 4.261.199 euro in cinque giorni. Seguono altri tre debutti: Il mistero della casa del tempo (1.616.408 euro); la commedia di Guido Chiesa con Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti, Ti presento Sofia, 1.430.235 euro (1.575.608); First man dedicato a Neil Armstrong, 1.425.872 euro. Halloween scende dalla cima al quinto gradino con 931.084 euro (3.033.589). Altra new entry della top ten al decimo posto: Hell fest con 359.856 euro (567.639). Totale incassi primi dieci, 12.205.137 euro, +51,60% rispetto al 2017 (8.050.774).
Box office 14.871.498, +44,82% (10.268.818).
– POTENZA
– Cominceranno alla fine di novembre, a Matera, le riprese del film – prodotto da Mediaset Fiction in collaborazione con Netflix – sul discusso uomo d’affari Alessandro Proto. La troupe lavorerà a Matera per circa un mese.
Lo ha annunciato oggi Mediaset, ricordando che Proto – “famigerato e controverso uomo d’affari italiano che ha messo in scasso la stampa mondiale per un decennio” – ha ispirato “il film diretto da Martin Scorsese ‘The Manipulator'”.
– Mario Martone tornerà sul set con QUI RIDO IO, un film sulla figura del celebre attore e commediografo Eduardo Scarpetta. Nel ruolo del protagonista Toni Servillo. Le riprese del film, prodotto da Indigo Film e Publispei con Rai Cinema, inizieranno nel 2019.
– TORINO
– Si concluderanno martedì 6 novembre, dopo quattro settimane, le riprese torinesi di Berni e il giovane faraone, storia di un’amicizia magica e speciale diretta da Marco Chiarini. Il lungometraggio è prodotto da 3ZERO2 e The Walt Disney Company Italia, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.
La favola è ambientata nel Museo Egizio, centro dell’avventura che racconta il risveglio della giovane mummia-faraone, Ramses detto Ram, e della sua amicizia con Berni, ragazzina che vive con la madre archeologa all’interno del Museo.
Oltre al Museo Egizio le riprese di Berni e il giovane Faraone hanno toccato il Collegio San Giuseppe, IRV – Istituto di Riposo per la Vecchiaia (Poveri Vecchi) e ville private in Torino e in Moncalieri. La produzione ha applicato il protocollo Edison Green Movie, le linee guida europee per il cinema sostenibile. [print-me title=”STAMPA”]
