Ultimo aggiornamento 6 Novembre, 2018, 05:09:49 di Maurizio Barra
DALLE 07:58 DI LUNEDì 05 NOVEMBRE 2018
ALLE 05:09 DI MARTEDì 06 NOVEMBRE 2018
SOMMARIO
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
Petrolio: Wti scende a 62,66 dollari
Brent a 72,41 dollari
Oro: poco mosso a 1.231,3 dollariQuotazioni scendono dello 0,1%
Cambi: euro a 1,1392 dollariContro yen a quota 128,80
Male Borse Asia, dubbi intesa Usa-CinaMale Tokyo e Hong Kong, bene dollaro e Treasury con dati lavoro
Borsa: Milano apre poco mossa (+0,02%)Indice Ftse Mib a 19.394 punti
Borsa: Europa apre poco mossaFrancoforte, Londra e Parigi avviano scambi attorno alla parità
Borsa Milano fiacca con banche, bene FcaScivolano Bper e Intesa, in luce Tiscali e Rcs. Spread a 292
Dalle banche al debito, così il caso-Italia frena le riforme UeLo scontro sul deficit rischia di congelare revisione trattati
Brennero, verso nuovo record tirDue milioni nei primi dieci mesi del 2018
Italgas, in crescita utile e ricaviGallo: con risultati in crescita confermiamo target 2018
Borse: Milano maglia nera EuropaPiazza Affari -0,4% con banche. Listini piatti prima Eurogruppo
Nautica, Ferretti al China Import ExpoPrima grande Fiera cinese per l’import, ospite di Weichai Group
Spread Btp-Bund poco mosso a 292Rendimento al 3,35%
Borsa: Milano giù con Bper e FerrariMale anche Banco e Intesa, in luce Campari e A2A. Spread a 292
Ferrari, utile netto +105%Ricavi oltre 3,4 mld. Verso un grande anno, conferma target 2018
Borsa: Milano chiude in calo dello 0,56%Indice Ftse Mib a quota 19.281 punti
Petrolio in rialzo a 63,5 dollariQuotazioni salgono dello 0,67%
Borsa: Europa chiude contrastataMilano ultima (-0,5%), giù Francoforte (-0,2%), piatta Parigi
Banche:Mef proroga Gacs fino a marzoVia libera Ue che aggiorna modalità calcolo corrispettivo
Fisco: Mef, +5,7 mld entrate 9 mesiGettito Iva +3,2 mld. In calo entrate da controlli
Spread chiude stabile a 289 punti baseRendimento al 3,32%
Bankitalia: frena crescita Nord EstSale divario retribuzioni con Sud. Giù spesa investimenti
Ilva: a Taranto assemblea operai in CigOperai contestano criteri ArcelorMittal per individuare assunti
Borsa Milano chiude in calo con bancheBocciate da Goldman. Occhi a voto Usa, Ue e manovra. Ferrari -1%
Del Vecchio vuole Milleri a.d. holdingFondatore gruppo italiano
, già designato mio successore
Petrolio chiude in rialzo a Ny a 63 dlrQuotazioni salgono dello 0,10%
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L’ARTICOLO
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Quotazioni del petrolio in calo in avvio di settimana dopo il via libera degli Stati Uniti ad otto nazioni per continuare ad importare il petrolio dopo la reintroduzione delle sanzioni in Iran. I contratti sul greggio Wti con scadenza a dicembre perdono 48 centesimi a 62,66 dollari al barile . In calo anche il Brent che perde 42 centesimi a 72,41 dollari.
– Quotazioni dell’oro poco mosse in avvio di settimana con il metallo prezioso che cede lo 0,1% a 1.231,3 dollari l’oncia.
– Euro poco mosso in avvio di giornata: passa di mano a 1,1392 dollari. La moneta unica viene scambiata a 128,80 contro lo yen.
– Seduta in rosso per le Borse asiatiche che ridimensionano l’ottimismo per un accordo commerciale tra Usa e Cina dopo che venerdì i segnali di distensione lanciati da Washington avevano messo le ali ai listini dell’area. Tokyo ha perso l’1,55%, Seul lo 0,9%, Sydney lo 0,5, Shanghai lo 0,4% mentre Shenzhen ha ceduto lo 0,01%.
Maglia nera per Hong Kong che, a scambi ancora in corso, scivola del 2,2%.
A raffreddare gli entusiasmi per una rapida fine della guerra commerciale ci ha pensato il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, che ha escluso un’intesa imminente. Il rendimento dei titoli di Stato americani resta attorno al 3,2% dopo che i buoni dati sull’occupazione Usa di venerdì hanno confermato la strada di una stretta sui tassi. Ne risente anche l’euro, che scende poco sotto 1,14 sul dollaro nel giorno in cui l’Italia dovrà affrontare le critiche dell’Eurogruppo sulla manovra. Poco mossi i future sulle Borse europee, deboli quelli su Wall Street.
– MILANO
– Avvio di seduta poco mosso per Piazza Affari. Il Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in progresso dello 0,02% a 19.394 punti.
– Avvio di seduta poco mosso per le Borse europee nel giorno in cui il ministro dell’Economia italiano, Giovanni Tria, affronterà le critiche dell’Eurogruppo sulla manovra messa a punto dal governo M5S-Lega. A Parigi il Cac-40 cede lo 0,01% a 5.101 punti, a Francoforte il Dax sale dello 0,03% a 11.522 punti mentre a Londra il Ftse 100 scende dello 0,02% a 7.092 punti.
– Avvio di seduta debole per Piazza Affari (-0,13%), che si muove in linea con le altre Borse europee nel giorno in cui l’Italia dovrà affrontare le critiche dell’Eurogruppo alla manovra del governo. Lo spread Btp-Bund è in lieve aumento a 292 punti base.
A Milano scivolano le banche, nonostante l’esito dello stress test giudicato dagli analisti positivo per il sistema. Bper perde il 4%, dopo essere finita in asta di volatilità, Intesa cede l’1,7%, Mps l’1,2%, Unicredit lo 0,8% mentre fanno leggermente meglio Ubi (-0,7%) e Banco Bpm (-0,5%), nonostante non abbiano brillato all’esame dell’Eba.
Dall’altra parte del listino si mette in luce Fca (+1,9%), nonostante il calo delle immatricolazioni in Italia. Corre anche Ferrari (+1%) in attesa dei conti, bene Campari (+1,1%) e Mediaset (+1%). Pirelli sale dell’1,3%, avanza anche Italgas (+0,45%) che oggi pubblicherà la trimestrale. Fuori dal Ftse Mib brillano Tiscali (7,7%), Stefanel (+6,6%) e Rcs (+4,8%).
Dagli investimenti pubblici a una politica di bilancio europea più equilibrata e coordinata, il governo Conte, pur non brillando per europeismo, è nato facendo propria la necessità di alcune importanti riforme europee. Tuttavia lo scontro con le istituzioni Ue e con alcuni partner, ora incentrato sulla manovra, rischia di frenare ulteriormente le trattative già difficili su alcuni capitoli di riforma che all’Italia stanno particolarmente a cuore: dalle banche al debito pubblico. E in questo momento sta offrendo ad alcuni paesi la scusa perfetta per tirarsi indietroE’ quello che racconta una fonte vicina alle trattative, ora che si avvicina la stretta finale per il rafforzamento del fondo di risoluzione bancaria e su come rendere più efficace il Meccanismo europeo di stabilità (Mes), o fondo ‘salva-stati’.La tabella di marcia è accelerata: si parte già questo lunedì, quando l’Eurogruppo a Bruxelles discuterà non solo le bozze di bilancio ma, in versione allargata ai ministri dell’Ue, anche il capitolo dedicato a come rafforzare l’Unione economica e monetaria. I ministri ne torneranno a discutere il 19 novembre e di nuovo il 3 del mese successivo, prima del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre che sarebbe dovuto essere decisivo.Un tema che non sembra essere alto nella scala delle priorità del governo Conte. Già nei giorni scorsi, quando il Parlamento europeo ha proposto il nuovo presidente della Vigilanza bancaria (Daniele Nouy scade a breve), ha fatto scalpore l’assenza dell’europarlamentare leghista Marco Zanni: il suo voto mancato è stato decisivo nella mancata indicazione dell’italiano Andrea Enria, presidente dell’Autorità bancaria europea, come primo candidato.Ma, al di là dell’impegno italiano, in un’Europa già in difficoltà per crisi politiche interne e diversità di vedute fra Parigi e Berlino, il ‘caso-Italia’ contribuisce a una situazione in cui – come racconta la fonte – “non c’è abbastanza fiducia reciproca” per una svolta sulle riforme. Dal presidente della Bce Mario Draghi al direttore del Fmi Christine Lagarde, negli ultimi mesi si era intensificato il pressing per dare all’Ue una dotazione di bilancio che facesse da stabilizzatore macroeconomico: ad esempio sostenendo la domanda quando i Paesi sono costretti a una stretta di bilancio.Un tema che fatica persino a fare capolino nei programmi dei ministri a Bruxelles. Draghi, artefice dell’Unione bancaria, si è poi speso fino all’ultimo per il suo completamento, attraverso l’assicurazione sui depositi e il potenziamento del Fondo di risoluzione, quello che deve liquidare le banche. E’ “realistico” che a dicembre si faccia un passo avanti sull’utilizzo del Mes come sostegno finanziario al fondo di risoluzione: “dopo tanti negoziati non ci si può permettere un nulla di fatto”, spiega la fonte.Ma per quanto riguarda le altre riforme del Mes – ad esempio rendere più facile l’accesso a interventi precauzionali – l’iniziativa italiana, con un Documento di economia e finanza (Def) che agli occhi di Bruxelles non ridurrà efficacemente del debito, sembra aver offerto argomenti validi ai paesi che chiedono che vengano introdotti meccanismi che “tengano conto della sostenibilità del debito, il che significa anteporre la riduzione dei rischi alla loro condivisione”, spiega la fonte. Emblematica l’uscita dei dieci Paesi nordici – dalla Danimarca all’Olanda – a favore di una maggior responsabilità nazionale sulle perdite dei titoli sovrani.Un macigno per l’Italia, che ha il primo debito pubblico (in valore assoluto) dell’Eurozona. Sull’assicurazione comune dei depositi, poi, che l’Italia ha sempre invocato a gran voce a tutela dei correntisti ora che c’è il ‘bail in’, pende la Spada di Damocle della ponderazione dei rischi relativa ai titoli di Stato, particolarmente ‘pesanti’ nel portafoglio delle banche italiane. “C’era un’ipotesi di compromesso, ora appare tutto vago e non s’intravede una svolta”, conclude la fonte. Mentre sembra in alto mare anche la richiesta, spesso evocata in Italia, della ‘golden rule’, scorporare la spesa per investimenti dai conteggi del patto di stabilità. Anziché spuntare concessioni dall’Europa, la linea dura scelta dal governo rischia il contrario: la chiusura di tutti verso i rispettivi nazionalismi, facendo probabilmente il gioco di Mosca e Washington.
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BOLZANO
– Al Brennero continua a crescere il traffico pesante. Nei primi dieci mesi dell’anno ne sono transitati al valico due milioni di tir, ovvero 6,3% in più che nello stesso periodo del 2017, scrive il quotidiano Dolomiten.
Secondo l’amministratore delegato dell’autostrada del Brennero, Walter Pardatscher, quest’anno sarà battuto il record storico del 2017. Pardatscher spiega l’aumento con la ripresa economica in Italia, “che però da settembre è rallentata”. Per questo motivi, dice al giornale, a settembre il numero di tir al Brennero è addirittura diminuito del 2,5%, ma – secondo l’ad di A22 – il 2018 registrerà comunque un nuovo record.
– Italgas chiude i 9 mesi dell’anno con un utile in crescita del 6,1% a 226,4 milioni di euro e ricavi in aumento del 5,5% a 880,7 milioni. Lo rende noto la società che evidenzia come la crescita è in linea con “gli obiettivi del piano industriale”.
Il margine operativo lordo (Ebitda) a 629 milioni (+8,9%) ed un utile operativo (Ebit) a 333,9 milioni (+8,9%). Gli investimenti investimenti tecnici sono stati 349,1 milioni di euro, il flusso di cassa netto da attività operativa pari a 590 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto è di 3.734,2 milioni di euro.
I conti in crescita dei primi nove mesi dell’anno contentono all’amministratore delegato di Italgas, Paolo Gallo, di “confermare i target fissati per il 2018 dal Piano Industriale grazie alla costante attenzione all’efficienza operativa e all’impegno nella realizzazione degli investimenti previsti”.
Italgas conta 1.709 concessioni, con 7.477 milioni di contatori attivi e una rete di distribuzione pari a 67,9 mila chilometri.
– Borse europee poco mosse prima dell’avvio dell’Eurogruppo, che avrà come piatto forte la manovra italiana. Piazza Affari è la Borsa peggiore del Vecchio Continente con il Ftse Mib che cede lo 0,4%, appesantita dalle vendite sulle banche dopo un report di Goldman Sachs, mentre Londra, Francoforte e Parigi si mantengono sulla parità.
Lo spread btp-bund si allarga di 4 punti base, a quota 293, sulla scadenza decennale mentre registra qualche tensione in più sui due anni (+8 punti). Debole l’euro che scende a 1,138 sul dollaro, rafforzato dai solidi dati sull’occupazione americana di venerdì, coerenti con il percorso di stretta dei tassi della Fed. Si rafforza invece la sterlina, a 1,1144 sull’euro, con gli investitori che si aspettano passi avanti sul fronte della Brexit dalla riunione che Theresa May terrà domani con il suo governo. Poco mossi anche i future su Wall Street in attesa, sempre domani, delle elezioni di midterm Usa, considerate un referendum sulle politiche di Donald Trump.
– La grande nautica italiana da diporto sbarca in Cina. Da oggi al 10 novembre Ferretti Group espone al China International Import Expo, la prima fiera in Cina dedicata esclusivamente all’importazione di prodotti e servizi. Istituita dal Ministero del Commercio cinese e dal Governo della municipalità di Shanghai, punta a sostenere la liberalizzazione dei mercati. Ferretti Group è l’ unico costruttore di yacht tra gli espositori invitati al Salone.
Weichai Group, uno dei più grandi gruppi industriali cinesi, è azionista di maggioranza del Gruppo forlivese. Due i modelli in esposizione, Aquariva Super 33 e Ferretti Yachts 45. “Siamo grati a Weichai di averci voluto accanto a loro, come unico costruttore di yacht di lusso – ha detto l’Avvocato Alberto Galassi, Ad di Ferretti Group -. L’Oriente è un mercato in fermento grazie alla straordinaria crescita dei consumi cinesi.
Siamo felici di essere in posizione privilegiata nella sfida per la conquista di uno dei mercati potenzialmente più ampi al mondo”.
– Lo spread tra Btp e Bund viaggia poco mosso a 292 punti base da 289 di venerdì sera. Il rendimento del decennale del Tesoro è al 3,35%.
– Piazza Affari prosegue in coda alle Borse europee nel giorno in cui il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, sarà chiamato a difendere la manovra italiana all’Eurogruppo. Milano cede lo 0,4%, mentre Londra, Francoforte e Parigi avanzano tutte dello 0,2%. Lo spread Btp-Bund resta in lieve rialzo, rispetto alla chiusura di venerdì, a 292 punti base.
Sul listino milanese pesano le banche, oggetto di un report negativo di Goldman Sachs, che ha tagliato Bper (-4%) e Intesa (-1,8%). Male Ferrari (-2,1%) dopo i risultati, che hanno visto l’ebitda adjusted attestarsi sotto il consensus. Tra i bancari male anche Banco Bpm (-2,6%), tra le italiane quella uscita peggio dallo stress test, Mps (-1,8%) e Unicredit (-1,5%). Tra i titoli più fiacchi anche Ferragamo (-2,3%), Prysmian (-1,9%) e Moncler (-1,8%).
Sostengono il listino Campari (+2,3%), Fca (+1,8%), promossa da Socgen, A2A (+1%) e Saipem (+0,9%).
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TORINO
– La Ferrari ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 287 milioni, in crescita del 105% grazie al beneficio del Patent Box. L’ebitda adjusted è pari a 278 milioni di euro, in aumento del 4,7% e dell’11,9% a cambi costanti. “Sono risultati in linea con i target 2018, verso un grande anno”, commenta la casa di Maranello, ma a Piazza Affari il titolo va giù del 2,1%.
Le consegne totali sono pari a 2.262 unità, in aumento del 10,6% e i ricavi netti ammontano a 838 milioni (+0,3% e +2,2% a cambi costanti).
Confermati gli obiettivi già indicati per il 2018: consegne oltre 9.000 unità incluse le supercar, ricavi netti maggiori di 3,4 miliardi di euro, ebitda adjusted maggiore o uguale a 1,1 miliardi, indebitamento industriale netto inferiore a 350 milioni inclusa una distribuzione dei dividendi ai possessori di azioni ordinarie e esclusi potenziali riacquisti di azioni.
– MILANO
– Piazza Affari ha chiuso in perdita la prima seduta della settimana. L’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in ribasso dello 0,56% a 19.281 punti.
– NEW YORK
– Il petrolio in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,67% a 63,57 dollari al barile.
– Chiusura contrastata per le principali Borse europee, con Milano maglia nera (-0,56%).
Seduta in terreno negativo anche per Francoforte, che ha perso lo 0,21%, mentre Parigi ha terminato le contrattazioni sulla parità (-0,01%). In crescita, invece, Londra (+0,14%) e Madrid (+0,2%).
– Il Ministero dell’economia e delle finanze ha prorogato, come da attese, la garanzia per la cartolarizzazione dei crediti in sofferenza (Gacs) per sei mesi fino al marzo 2019. Il provvedimento, preannunciato dal ministro Tria in estate, era scaduto il 6 settembre 2018. La Commissione Ue, con la decisione del 31 agosto, non ha sollevato obiezioni al prolungamento della misura chiedendo l’aggiornamento della composizione dei panieri e e una diversa modalità di determinazione del corrispettivo (la garanzia è infatti onerosa per le banche proprio per non essere classificata aiuto di stato ndr) in alcuni casi, per le richieste pervenute dopo il 6 settembre.
Nel periodo gennaio-settembre 2018 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 321.761 milioni di euro, segnando un incremento di 5.738 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+ 1,8%). Al risultato contribuiscono sia le imposte dirette (+1,5%) sia quelle indirette (+2,1%). Lo comunica il Mef.
Il gettito dell’IVA è cresciuto di 3.254 milioni (+3,7%) trainato, in particolare, della componente sugli scambi interni che aumenta di 2.681 milioni. In calo le entrate tributarie derivanti dalle attività di accertamento e controllo che si sono attestate a 7.160 milioni (-489 milioni, pari a -6,4%) di cui: 3.612 milioni (-17,5%) sono affluiti dalle imposte dirette e 3.548 milioni (+8,5%) dalle imposte indirette.
– Lo spread tra Btp e Bund chiude stabile a 289 punti base, lo stesso livello della chiusura di venerdì scorso. Il rendimento del decennale del Tesoro è al 3,32%.
– Nel secondo trimestre 2018 la crescita del Nord Est, locomotiva della ripresa italiana dal 2013, si è arrestata assieme a quella del Centro mentre è proseguita nel Nord Ovest e al Sud. Ne le ‘Economie Regionali’ della Banca d’Italia, emerge un anticipo di quanto certificato dall’Istat (sebbene nella stima preliminare) sul Pil del terzo trimestre a zero. Tra il primo trimestre del 2013 e il secondo trimestre 2018 il Pil sarebbe aumentato in misura maggiore nel Nord Est (6,7%), su un sentiero espansivo già a metà 2013, e nel Nord Ovest (5,3%), dove la crescita si è avviata tre trimestri dopo.
Nel Mezzogiorno, ultima area a portarsi su un sentiero espansivo, la crescita è stata del 3,8%. E sale il divario fra Nord e Centro Sud sulle retribuzioni orarie dei lavoratori dipendenti. Nel 2017 era al 5,8 per cento contro il 3,2 nel 2008. E fra il 2011 e il 2016 si è verificata una caduta di circa un terzo, ancora più marcata nel Sud, della spesa per investimenti in opere della Pubblica amministrazione.
– TARANTO
– Terza assemblea questa mattina davanti alla portineria D dell’Ilva, organizzata dalla Flmu Cub, a cui hanno partecipato lavoratori dichiarati in esubero, rimasti con l’Ilva in As in regime di cassa integrazione straordinaria almeno fino al 2023. Molti operai contestano i criteri adottati da ArcelorMittal per l’individuazione degli assunti. “Il nostro obiettivo – ha sottolineato Stefano Sibilla, segretario provinciale della Flmu Cub – è quello di coinvolgere sia i lavoratori in As che i lavoratori occupati tutt’oggi in quella fabbrica, quindi sotto contratto con Mittal, sia l’intera cittadinanza tarantina. Oltre ad essere stati lesi da un punto di vista ambientale, ci ritroviamo a rivendicare anche i diritti occupazionali, grazie all’accordo sottoscritto il 6 settembre 2018”. Un accordo che, ha concluso, “nonostante continui ad ammazzarci non ci tutela da un punto di vista occupazionale”. La prossima assemblea si terrà mercoledì in piazza della Vittoria alle ore 18.
– Piazza Affari è stata la Borsa peggiore fra le europee, che hanno chiuso in ordine sparso, in attesa dell’esito del voto americano di metà mandato, domani.
Milano ha perso lo 0,56% a 19.281 punti, appesantita dalle banche e dalle critiche europee alla manovra, che è all’attenzione dell’eurogruppo. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso stabile a 289 punti base, con il rendimento del decennale del Tesoro al 3,32%. A Milano le banche hanno pagato il giudizio critico di Goldman Sachs, che prevede utili in contrazione, e non sono così riuscite a passare all’incasso, dopo l’esito degli stress test dell’Eba. Carige ha aggiornato i minimi, cedendo il 4,6% a 0,0045 centesimi. Male anche Bper (-3,44%), Banco Bpm (-2,1%), Unicredit (-1,8%) e Intesa (-1,5%). In rialzo dell’1% Mps. Negli altri settori, perdita consistente per St (-3,9%) mentre, nel giorno dei conti, Ferrari ha ceduto l’1%. In crescita Campari (+1,5%), Italgas (+1,3%), che ha presentato la trimestrale, e Saipem (+1,28%).
– “Francesco Milleri è già designato come mio successore dall’accordo di combinazione ed è ora mia intenzione proporlo da subito come amministratore delegato di EssilorLuxottica per quanto riguarda Delfin-Luxottica, perché possa delegargli immediatamente le attività operative e dedicarmi da presidente a guidare le strategie del gruppo”. Lo afferma
Leonardo Del Vecchio dopo ricostruzioni di stampa “del tutto errate: i miei rappresentanti nel comitato nomine della nuova società operano in totale sintonia con l’a.d.
di Luxottica Milleri”.
– NEW YORK
– Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,10% a 63,10 dollari al barile. [print-me title=”STAMPA”]
