Aggiornamenti, ECONOMIA, Notizie, Ultim'ora

ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Novembre, 2018, 23:40:13 di Maurizio Barra

DALLE 11:16 ALLE 23:40

DI SABATO 10 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

Fisco:Italia+600 tasse rispetto media Ue
A tanto ammonterebbe il ‘risparmio’ per ogni cittadino nel 2017

Tria, con Visco scambiamo informazioniColloquio di 30 minuti al termine della lettura del Mulino

Luxottica rimborsa ‘cassa’ per maltempoNegli stabilimenti di Agordo, Cencenighe, Sedico e Pederobba

Da centri impiego lavoro 2% disoccupatiIn contatto con centri poco più del 25% di chi cerca lavoro

Banche: per big utili ma meno postiSecondo analisi First-Cisl assorbito senza drammi impatto spread

Pil pro capite Italia -12 punti da 2008Performance italiana è peggiore dopo quella Grecia e Cipro

Dl fisco: M5S chiede di ridurre peso rateEmendamento per passare da 2 a 4 pagamenti l’anno dal 2020

ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

TUTTE LE NOTIZIE DI ECONOMIA SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

VENEZIA

– Se nel 2017 avessimo avuto la stessa pressione fiscale della media Ue, ogni italiano (neonati e ultracentenari compresi) avrebbe risparmiato 598 euro. Lo rileva la Cgia che ha messo a confronto la pressione fiscale registrata nel 2017 nei principali Paesi europei e, poi, ha calcolato il differenziale di tassazione pro capite esistente tra noi e i cittadini dei principali paesi dell’Unione. Tra le nazioni più importanti solo in Francia (1.765), in Belgio (1.196) e in Svezia (712) hanno pagato più di noi. Tranne l’Austria che nel 2017 ha registrato il nostro stesso carico fiscale, tutti gli altri, invece, hanno avuto una pressione fiscale inferiore alla nostra; si tratta di un carico che ha assicurato un risparmio di tassazione pro capite rispetto ai cittadini italiani pari a 541 euro in Germania, a 996 euro in Olanda, a 1.964 euro nel Regno Unito e a 2.164 euro in Spagna. Rispetto alla media dell’Ue, pertanto, nel 2017 ogni italiano ha ipoteticamente versato al fisco 598 euro in più.
– BOLOGNA

– “Scambiamo informazioni, parliamo sempre ogni giorno, non solo qui”. Così il ministro dell’Economia, Giovanni Tria ha replicato ai cronisti che gli chiedevano un commento sulle parole scambiate con il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco al termine della 34/a lettura del Mulino a Bologna.
Conclusa la lezione di Richard Baldwin, docente al Graduate Institute di Ginevra, il ministro dell’Economia e il Governatore della Banca d’Italia si sono intrattenuti per un colloquio di una trentina di minuti. All’arrivo, Visco e Tria si erano già salutati con una stretta di mano e avevano scambiato qualche battuta. Il ministro ha scambiato qualche parola anche con l’ex premier Romano Prodi. Ad ascoltare la lectio anche l’ex direttore generale della Banca d’Italia e ministro dell’Economia nel Governo Letta, Fabrizio Saccomanni.
– Luxottica integrerà la totalità degli stipendi di oltre 8mila dipendenti degli stabilimenti di Agordo, Cencenighe, Sedico (Belluno) e Pederobba (Treviso) costretti a casa dal fermo degli impianti per gli effetti del maltempo nelle tre giornate di lunedì 29, martedì 30 e mercoledì 31 ottobre e assoggettati al regime di cassa integrazione.
Il rimborso della quota di stipendio non coperta dall’istituto previdenziale sarà riconosciuto dall’azienda, che ha condiviso l’iniziativa con i sindacati, e sarà previsto per tutti i lavoratori direttamente nella busta paga di dicembre.
Nel 2017 solo il 2% dei disoccupati che hanno trovato un lavoro dipendente nel settore privato lo ha fatto grazie ai centri per l’impiego. E’ il dato fornito da Bankitalia nel corso delle audizioni sulla manovra in Parlamento. Nel corso dell’anno poco più del 25 per cento delle persone in cerca di lavoro ha avuto contatti con un centro per l’impiego. La manovra stanzia 2 miliardi in due anni per i centri, il cui rafforzamento è ritenuto essenziale per l’introduzione del reddito di cittadinanza.
Le incertezze politiche ed economiche non frenano la redditività dei primi 4 gruppi bancari italiani senza però che questo si rifletta sull’occupazione ne tantomeno sui salari dei bancari. Secondo un’analisi della First Cisl, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm e Ubi hanno assorbito “senza drammi i 3,4 miliardi di euro di impatto dovuto all’aumento dei tassi dei btp”, e al contempo realizzato con le trimestrali 6 miliardi di utili, il 17% in più su base annua al netto delle poste straordinarie”. “Ci tocca dare ragione ai banchieri – sottolinea il segretario generale, Giulio Romani – il sistema è solido e redditizio, ma allora perché continuano imperterriti a tagliare personale e filiali? Aver perso in un anno 12.300 posti di lavoro, prevalentemente in Italia, solo in queste quattro banche, è drammatico per un Paese che ha un tasso di disoccupazione giovanile del 30%. Avere 1.260 sportelli in meno riduce ancora dell’8,4% in un solo anno il servizio ai territori, in barba ai doveri sociali delle banche”.
Il Pil reale pro capite in Italia nel 2008 era pari a 28.200 euro, il 107,2% rispetto alla media dell’Ue a 28 (allora a 26.300 euro) mentre risulta pari a 26.400 euro nel 2017 con una perdita rispetto alla media Ue (ora a 27.700 euro) di quasi 12 punti (è al 95,3%). E’ quanto risulta da tabelle Eurostat sul pil negli anni della crisi dalle quali si evince che la performance italiana è la peggiore dopo Grecia e Cipro. L’Ue in media registra dal 2012 un aumento del pil pro capite del 7,8% mentre in Italia la crescita è dell’1,5%.
Rate meno onerose per chi aderisce alla rottamazione ter. A chiederlo un emendamento M5S al decreto fiscale che ha l’obiettivo di “consentire il pagamento di importi più bassi ed agevolare il contribuente”.La proposta, depositata in commissione Finanze al Senato, prevede che restino 2 le rate per il 2019 (31 luglio e 30 novembre) e che dal 2020 le scadenze per i pagamenti siano invece diluite in 4 appuntamenti, “28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre”.Intanto proseguono le audizioni in commissione sulla manovra. Sentita oggi Bankitalia che ha fra l’altro frnito un dato relativo al 2017: l’anno scorso solo il 2% dei disoccupati che hanno trovato un lavoro dipendente nel settore privato lo ha fatto grazie ai centri per l’impiego. Nel corso dell’anno poco più del 25 per cento delle persone in cerca di lavoro ha avuto contatti con un centro per l’impiego. La manovra stanzia 2 miliardi in due anni per i centri, il cui rafforzamento è ritenuto essenziale per l’introduzione del reddito di cittadinanza.   [print-me title=”STAMPA”]

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.