Ultimo aggiornamento 12 Novembre, 2018, 12:14:57 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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DALLE 12:13 DI DOMENICA 11 NOVEMBRE 2018
ALLE 12:14 DI LUNEDì 12 NOVEMBRE 2018
SOMMARIO
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Rau, la violenza tra la scena e un film
Realistica e umana rivisitazione assassinio di un giovane gay
Locasciulli, esce il nuovo album CenereTra le collaborazioni Ruggeri, Pacifico, Bune Huber
Little Mix, nel nome del girl powerIl 16 novembre esce il nuovo album LM5, superate le Spice Girls
M9, museo multimediale Italia del ‘900A Mestre dal 1 dicembre. 8 sezioni su “come eravamo, come siamo”
Il cappotto torna a scaldare l’invernoSoppiantato per qualche stagione dal piumino riappare rinnovato
A Ferragni e Fiorello Macchianera AwardsA Perugia assegnati gli ‘Oscar della rete’ 2018
Morelli, Coliandro è uno di noiDal 14/11 torna su Rai2 con l’ispettore ideato da Lucarelli
Boomdabash in tour in Europa e in ItaliaE il 24 gennaio a Milano il Boomdabash & Friends
Ghezzi ritira premio a carriera De AndréA Lecco. ‘Le parole di Fabrizio sono contemporanee’
De Gregori, concerto ad Abu DhabiPer gli studenti dell’Associazione Diplomatici
Il canto tradizionale sardo negli UsaConcerto Su Concurdu Sas Bator Colonnas e lezioni in New Mexico
90 anni Morricone: sorelle gli regalano un gong ‘speciale’Realizzato dalla Pontificia Fonderia Marinelli
Morricone: “Mai dato del cretino a Tarantino, querelo”Il legale Assumma: “Azione civile e penale contro falsa notizia”
Pesaro, Parigi, Firenze per Rossini 150Clou celebrazioni tra musica, intervista impossibile, gourmet
In 10 mila al festival ‘Economia come’+30% affluenza, +15% incontri, in crescita anche web e digitale
Farhadi, un thriller di sentimenti e faidaIn sala Tutti lo sanno con Bardem e Penelope Cruz
Viaggio nell’arte di tutto il mondoBellezza e diversità insegnate ai bambini, da preistoria a oggi
Bublé, in Italia 23 e 24 settembre 2019Due date al Forum di Assago per presentare dal vivo l’album Love
Brunori a Civita,ridare futuro comunitàConcerto improvvisato in piazza e visita ai luoghi tragedia
Incassi Usa, Il Grinch debutta in vettaPoi i Queen e Overlord. Delude Millennium, 5/o con 8 mln dollari – Incassi, Lo Schiaccianoci resta in vetta
Virzì entra al terzo posto, A star is born ancora in top ten – Il Premio Europa Teatro a Fokin e Espert
Dal 13 al 17 novembre incontri e spettacoli a San Pietroburgo
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Uno spettacolo del belga Milo Rau molto curato, questo portato al Vascello fino all’11 novembre da RomaEuropa, che sin dal titolo, ‘The repetition’, mette letteralmente in scena, a cominciare dai provini per gli attori, un fatto di cronaca, la feroce uccisione a Liegi di Ihsane Jarfi, un ragazzo arabo gay, senza un motivo, da parte di tre giovani ubriachi, e lo fa nel modo più realistico possibile, ma soprattutto lo fa riprendendo tutto in diretta e creando un film che viene proiettato su un grande schermo anche montandolo con immagini prefilmate. Rau dice che si tratta di una rivisitazione che vuol riflettere e indagare sull’avvenimento per cercar di andare oltre l’idea della banalità del male e opporsi a un istinto di morte. Tutti, da Sebastien Focault a Johan Leysen, Tom Adjbi, Sara De Bosschere e i due non professionisti, Suzy Cocco e Fabien Leenders, sono da lodare per qualità e impegno in questo “atto creativo” come lo chiama Rau, e lo hanno sottolineato i lunghi applausi finali.
– E uscito in digital download e sulle principali piattaforme streaming, e dal 16 novembre sarà nei negozi tradizionali, ‘Cenere’ (HOBO/Believe Digital/SELF), il nuovo album di inediti di Mimmo Locasciulli, accompagnato dal singolo omonimo, nonché title-track, e dal relativo video, con la partecipazione di Alessandro Haber.
A due anni dal doppio cd celebrativo ‘Piccoli cambiamenti’, e dopo 9 anni dall’ultimo album di inediti (‘Idra’), ‘Cenere’ racchiude tutto il percorso artistico di Mimmo: dalle esperienze folk al rock-pop cantautorale, dagli sconfinamenti nell’elettronica alle immersioni nel blues e nel jazz. Tante le collaborazioni, con Enrico Ruggeri, coautore di ‘Le regole tra noi’, Pacifico, autore del testo di ‘Amnesia di un momento’, e Büne Huber, front-man e anima dei Patent Ochsner, strepitosa rock band bernese, con cui Locasciulli ha scritto e cantato ‘Anna Luna’. C’è Fabrizio Bosso alla tromba in ‘Columbus Avenue’ e Awa Ly, giovane cantante franco-senegalese, che duetta con Mimmo in ‘Se vuoi’.
– Al grido di “se mi vuoi, devi prendermi così come sono” (dal brano Woman like me, cantato con Nicki Minaj, che ha già superato i 15 milioni di stream) le Little Mix sono le nuove paladine del “girl power”, le portabandiera della lotta contro i pregiudizi nei confronti delle donne, le alfiere della parità dei diritti. Formatesi nel 2011, durante le selezioni al talent show X Factor Uk, che hanno poi vinto, le Little Mix (Perrie Edwards, Jesy Nelson, Leigh-Anne Pinnock e Jade Thirlwall) in questi 7 anni sono riuscite ad affermarsi come fenomeno globale e come band femminile più importante al mondo, vendendo 45 milioni di album e superando così anche le Spice Girls.”E chi lo avrebbe detto, è pazzesco. All’inizio siamo state influenzate da loro, per noi rappresentavano il top e già raggiungere la metà del successo che avevano avuto loro sarebbe stato un traguardo incredibile per noi. Saremmo state felici”, raccontano le quattro ragazze inglesi, tra i 25 e i 27 anni, che, dopo essere state tra le protagoniste degli ultimi Mtv Ema a Bilbao, dal 16 novembre sono pronte a lanciare il loro nuovo progetto discografico, dal titolo LM5 (per Sony Music). Un disco che segna una crescita sia personale che artistica dell’agguerrito quartetto. “Sicuramente siamo cresciute, abbiamo più esperienza e siamo diventate donne. Questo ci ha portato ad avere più fiducia in noi stesse e in quello che facciamo, siamo più schiette. Tutto ciò è finito nel nostro disco che più che mai vuole ribadire la forza del girl power, delle donne e del rispetto che meritiamo. Sempre”.Rivendicano il loro “essere normali” senza aver voluto essere un modello da seguire, “ma amiamo il fatto di essere di ispirazione per le nostre fan”. In tempo di #metoo, un concetto che ha assunto una nuova forza. “Ciò che è successo negli ultimi tempi in America e poi in Europa, è un esempio di quello che può succedere quando le donne fanno squadra, quando si mettono insieme e si supportano a vicende – spiegano -. E’ l’esempio di come le cose possano cambiare, di come la politica possa essere spinta a farsi carico di certe situazioni. Quando la gente protesta insieme, è la volta che i cambiamenti accadono davvero. Soprattutto quando a muoversi sono persone che hanno un seguito, che possono far valere la loro voce”. E a chi critica il loro look, tutto scollature profonde e guaine attillate, loro rispondono: “Essere femminista non vuol dire indossare dolcevita e pantaloni. Femminismo vuol dire credere nell’uguaglianza e sentirsi bene con se stesse”.Scelgono 4 aggettivi per definire ognuna di loro: intelligente per Jade (“è importante l’istruzione per le donne, l’istruzione è potere”), positiva per Jesy (“Il mondo sarebbe un posto migliore se ci fosse più positività”), creativa per Perrie, strong per Leigh-Anne. “Siamo quattro favolose donne indipendenti”. Per il loro nuovo disco hanno chiamato a collaborare nomi del calibro di Ed Sheeran, Camille Purcell, Jass Glynne, Mnek e Timbaland. “Questo album è… fuoco! E’ il nostro miglior lavoro, soprattutto perché diciamo tutto quello che volevamo dire. In una parola è davvero ‘cool'”.
– VENEZIA
– Ci sono piccole cose, come la scoperta che un secolo fa la statura degli italiani era inferiore di 15 centimetri rispetto a quella fissata nel 2000, pari a 177 centimetri, o la “rivoluzione” dell’ingresso nelle case della televisione o della lavatrice. Ci sono anche grandi storie lungo le sale di M9, il Museo del Novecento che aprirà il primo dicembre a Mestre. Eventi da vivere in prima persona, come entrando nel rifugio antiaereo e vedere i bombardieri che sganciano le bombe, sentire il sordo rumore delle esplosioni, provare il brivido di ascoltare il racconto di chi quei momenti li ha provati sulla pelle oltre 70 anni fa.
M9 è un museo di nuova generazione, voluto dalla Fondazione Venezia con un investimento di oltre 100 milioni di euro. Un museo senza oggetti, che nasce e trova linfa da accordi e ricerche con un centinaio di archivi, che si propone come interamente multimediale. Una “casa degli italiani” che racconta in otto sezioni “come eravamo, come siamo”.
MESTRE (VENEZIA) – Ci sono piccole cose, come la scoperta che un secolo fa la statura degli italiani era inferiore di 15 centimetri rispetto a quella fissata nel 2000, pari a 177 centimetri, o la “rivoluzione” dell’ingresso nelle case della televisione o della lavatrice. Ci sono anche grandi storie lungo le sale di M9, il Museo del Novecento che aprirà il primo dicembre prossimo a Mestre.Eventi da vivere in prima persona, come entrando nel rifugio antiaereo ed avere la visione dei bombardieri che sganciano le bombe, sentire il sordo rumore delle esplosioni, provare il brivido di ascoltare il racconto di chi quei momenti li ha provati sulla pelle oltre 70 anni fa, prima di una pace che dura da oltre 70 anni. Oppure immergendosi con i sensi e la mente nella piazza “politica” virtuale: quella che, in una sequenza di immagini a 360 grandi e di voci, narra di un vissuto collettivo e personale di una nazione che va dalle manifestazioni per il primo maggio in epoca giolittiana al discorso di Mussolini a Piazza Venezia, a Roma, passando poi a Togliatti, Moro, Craxi, Berlusconi, senza dimenticare gli anni bui del terrorismo e delle stragi. M9 è un museo di nuova generazione, voluto dalla Fondazione Venezia con un investimento di oltre 100 milioni di euro. Un museo senza oggetti, che nasce e trova linfa da accordi e ricerche con un centinaio di archivi, che si propone come interamente multimediale. Una “casa degli italiani” che vuole raccontare “un secolo che non è finito, ma continua a condizionare la vita di ogni giorno”.”M9 – dice il direttore Marco Biscione – è il primo museo del ‘900 in Italia, inteso come storia di una collettività, di una nazione. E’ il primo museo dove la multimedialità è messa al servizio di un progetto culturale per riuscire a comunicare agli italiani, e non solo, il loro essere e il loro divenire”. Il visitatore non deve attendersi di incontrare – lungo il percorso suddiviso in otto sezioni tematiche chiamate a dare voce a “Il migliore, il peggiore dei secoli” segnato da contraddizioni enormi – quadri appesi alle pareti, bacheche cariche di documenti e carte, icone del design o della moda, prime pagine di giornali. Ad attenderlo ci sarà una esperienza “immersiva” che lo porterà ad essere protagonista diretto nella costruzione della visione del secolo scorso. Nelle otto sezioni pronte a fornire, senza indicazioni di scelte pregiudiziali, tante possibili letture di “come eravamo, come siamo” (prendendo a prestito il titolo della prima dedicata alla demografia e alle strutture sociali) ci saranno pannelli interattivi, immagini, video, installazioni, postazioni per la realtà virtuale, audio e altro ancora con le più raffinate tecnologie. Il Novecento si offrirà e “costruirà” anche secondo le curiosità del visitatore.Una scommessa rivolta anche, e forse soprattutto, ai giovani che sono nati nel nuovo millennio. Quelli che negli incontri fatti nelle scuole “sanno porre le giuste domande” sul secolo dei genitori e dei nonni. Accanto alla mostra permanente, c’è uno spazio di 1.400 mq al terzo piano, con una terrazza che si affaccia su Mestre, dedicata alle temporanee. Il primo appuntamento è fissato per il 22 dicembre con “L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore”, a cura di Denis Curti e prodotta per M9 dalla Casa dei Tre Oci-Civita Tre Venezie. Il Paese sarà raccontato attraverso 230 immagini, con ogni fotografo che propone con uno specifico progetto. C’è la “mafia a Palermo” di Letizia Battaglia o “Morire di classe” di Gianni Berengo Gardin o “Il profilo delle nuvole” di Luigi Ghirri, a titolo di esempio.Non ultimo, anzi centrale nel progetto di M9, la volontà di contribuire alla rigenerazione e riqualificazione urbana del centro di Mestre, con il recupero per attività commerciali e di aggregazione di antichi edifici, accanto a quello firmato dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton con le mattonelle esterne che richiamano i colori degli edifici del ‘900 mestrini.
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A scaldare la stagione invernale che ancora non ruggisce ci pensa un gradito ritorno, quello del cappotto, che dopo anni di oblio nel guardaroba femminile dovuto al dominio del piumino riappare rinnovato in forme e materiali.
Lo stilista Vittorio Camaiani preferisce il cappotto in cachemire grigio spinato animato da applicazioni in seta verde.
Oppure opta per un morbido cappotto verde scuro doppiato in bianco, da abbinare a maglie bicolore su pantaloni di eco-pelle e a piccole giacche in pregiate lane del lanificio Bottoli. Da Luisa Spagnoli le proposte spaziano dal cappotto doppiopetto in stile militare, in panno di lana nero, con dettagli in velluto, materiale onnipresente nella collezione di stagione della maison perugina, al classico doppiopetto in lana cammello ma con richiami agli anni Settanta come mostrano i grandi revers. Il cappotto è a quadri rossi e neri da Michael Kors, mentre da Max Mara ha le frange oppure nella versione Teddy, in lana orsetto, è in un irresistibile punto di rosa acceso.
– Da Chiara Ferragni a Rosario Fiorello, sono 34 i vincitori della 13/a edizione dei Macchianera Internet Awards, la kermesse che premia i migliori siti, influencer e pagine social italiani. Ad assegnare gli ‘Oscar della rete’ 2018, consegnati a Perugia, è stato il popolo degli internauti che ha aderito in massa tramite una consultazione web che ha raccolto quasi 3 milioni di voti. Il premio come miglior radio è andato a Radio Deejay. La migliore trasmissione radiofonica? Il Rosario della Sera di Fiorello. Il miglior sito di news è risultato La Repubblica.
Lercio ha vinto la categoria Miglior Sito di Satira. Mymovies invece è il miglior sito cinematografico. Rolling Stone si aggiudica il premio come Miglior sito musicale. Miglior personaggio Roberto Burioni. Incoronato personaggio rivelazione Gianluca Fru, membro dei The Jackal. Miglior articolo o post, quello firmato da Selvaggia Lucarelli, intitolato ‘La muta’. Nella categoria Instagrammer ha primeggiato Chiara Ferragni.
La prima puntata è stata girata nel 2003, 15 anni fa. Da allora sono stati realizzati in tutto 26 film tv da 100 minuti. L’Ispettore Coliandro somiglia a Giampaolo Morelli? “Io mi dico sempre: speriamo di no, soprattutto quando si rivela una frana con le donne, anche se certe volte guardandolo meglio… ma sì dai, per alcuni aspetti, finisce per cacciarsi in situazioni surreali. E piace al pubblico proprio per questo: in tanti mi scrivono su Instagram, perché si riconoscono in lui, mi ringraziano, si sentono meno soli, del genere ‘allora queste cose non capitano solo a me”, risponde l’attore. Morelli torna nei panni del poliziotto più pasticcione, testardo, opportunista, generoso, inconsapevolmente comico e ostinatamente incorruttibile tra tutti gli eroi televisivi. Quattro nuove avventure, nate dalla penna noir, ironica e graffiante di Carlo Lucarelli, saranno protagoniste della prima serata di Rai2 in prima visione da mercoledì 14 novembre. Con la regia fuori dagli schemi e ritmata dei Manetti Bros. Una produzione Tommaso Dazzi per Velafilm (produttore Associato Maurizio Tini).Morelli, che di Coliandro è il volto e l’anima dal lontano 2006, è anche l’attore feticcio di Marco e Antonio Manetti che lo hanno voluto in ‘Ammore e malavita’ già applaudito alla Mostra del Cinema di Venezia (era Ciro, un criminale con una malinconia di fondo) e ancora prima nella commedia neomelodica ‘Song’e Napule’ (2013). “Con i fratelli Manetti ci capiamo al volo sul set”, dice l’attore partenopeo, che in questi giorni gira a Torino de “Gli uomini d’oro” con Fabio De Luigi e Edoardo Leo, protagonisti del film di Vincenzo Alfieri. “Coliandro – come dicono i Manetti Bros – ha qualcosa di magico. Proprio nell’idea del personaggio ideato da Carlo Lucarelli c’è qualcosa di immortale che non stanca mai”. Alla settima stagione Lucarelli, lo scrittore che ha inventato e sceneggiato il personaggio, assicura che sarà un Coliandro sempre più Coliandro. appariranno nelle nuove puntate anche Francesco Pannofino, Guè Pequeno, Gianmarco Tognazzi, Iva Zanicchi, Serena Rossi, Paolo Calabresi e Claudia Gerini.Per Morelli, che da sempre lo interpreta nonostante passino gli anni, “Coliandro diventa sempre più rocambolesco, ma io sto invecchiando, all’inizio avevo 28 anni, adesso ne ho 43”. Ci saranno scene action “e – sottolinea – faccio un po’ di fatica, anche perché a Coliandro un po’ di pancetta è venuta, visto che mangia quasi solo pizza surgelata e birra, quasi sempre da solo sul divano”. In questa nuova stagione si trova in situazioni sempre più incredibili e paradossali, per esempio a collaborare con un affiliato della mafia giapponese: c’è sempre di mezzo una donna, questa volta una giovane dottoranda giapponese in storia dell’arte, testimone involontaria di una spietata esecuzione. La giovane casualmente si imbatte in Coliandro, che decide di proteggerla e – come al solito – ha anche la necessità di nasconderla a casa sua con il fratello di lei. O dentro una “caccia al nero” che si trasforma in una “caccia a Coliandro”.In questi quattro nuovi film ci sono tanti attori che recitano in ruoli da guest star che hanno già lavorato con l’attore: “Si – risponde Morelli – ormai Coliandro è un cult, e poi diciamolo, anche lavorare con i Manetti è musica. Per quanto riguarda Coliandro, insieme a Lucarelli hanno avuto l’intuizione di creare per ogni puntata un genere diverso, una volta un giallo, un’altra un thriller, una è un noir, e così via, lo spettatore non lo sa, e ogni volta ne rimane spiazzato. Un genere che ricorda i film anni Usa anni ’90 con cui siamo cresciuti tipo Arma Letale, che non a caso Coliandro cita spesso, non facciamo gli snob noi”. Come i telespettatori sanno, il poliziotto più simpatico della tv è in servizio alla questura di Bologna. Ha un carattere poco incline alla indagine investigativa, ma riesce sempre ad assicurare gli assassini alla giustizia. Morelli aggiunge: “Nelle storie di cui è protagonista ci si infila un po’ per forza e un po’ per sbaglio. Non farebbe mai il disonesto, ci crede veramente. E non tratterebbe mai male una donna. Ogni volta si chiede: sarà questa la volta che mi innamoro? Poi succede qualcosa di inaspettato, insomma è sfigato: non è mai quella giusta”. Morelli tornerà al cinema a inizio 2019 in Bugiardi, con la regia di Volfango de Biasi, atteso in sala a gennaio. Una commedia noir, remake riadattato molto liberamente del campione d’ascolti francese Alibi.com, incentrata su un’agenzia fornitrice di alibi che tre amici hanno deciso di aprire per guadagnarsi da vivere. Il personaggio di Morelli si innamora di una ragazza (Alessandra Mastronardi) e scopre che il padre di costei (Massimo Ghini) è uno dei suoi clienti.
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Dopo il trionfo estivo con la hit ‘Non ti dico no’ con Loredana Bertè, i Boomdabash tornano alla dimensione live con il ‘Barracuda winter tour’, che li vedrà protagonisti tra novembre e gennaio nei club italiani ed europei, per culminare nel ‘Boomdabash & Friends’, lo show previsto per il 24 gennaio all’Alcatraz di Milano con cui la band festeggerà i 15 anni di carriera.
La leg invernale partirà con il Barracuda European tour il 20 novembre da Barcellona, per proseguire il 21 novembre a Londra, il 22 a Parigi, il 23 a Bruxelles, il 24 ad Amsterdam, il 28 a Siviglia, il 29 a Madrid e il 30 novembre a Zurigo.
In Italia il Barracuda winter tour partirà il 15 dicembre da Corato (Ba) per continuare il 26 dicembre a Maglie (Le), il 18 gennaio a Roma, il 19 gennaio a Castellaneta Marina (Ta), il 25 gennaio a Torino e il 26 gennaio a Parma.
– LECCO
– E’ stato assegnato in memoria al cantautore Fabrizio De André, il premio Manzoni Città di Lecco alla carriera. Folla il 10 novembre all’auditorium della Casa dell’Economia a Lecco, in occasione della cerimonia di assegnazione.
La giuria ha interpretato le “tracce” manzoniane dentro le parole di De André. A ritirare il premio è stata Dori Ghezzi, vedova del cantautore genovese, accolta da un lungo applauso.
“Per me – ha esordito Dori Ghezzi – la figura di Fabrizio è attualissima. Le sue parole hanno saputo guardare oltre l’orizzonte e sono contemporanee. Lui, del resto, ha sempre voluto conoscere la gente e quella gente è diventata protagonista viva delle sue canzoni”.
– ABU DHABI
– Francesco De Gregori con Rimmel alle porte del deserto. Il “Principe” ha entusiasmato il 10 novembre ad Abu Dhabi i 700 spettatori che hanno gremito il bel teatro della New York University per non perdere questo evento speciale. A convincerlo ad esibirsi per la prima volta negli Emirati Arabi Uniti è stato Claudio Corbino, l’imprenditore catanese che con la sua Associazione Diplomatici ha portato nel campus della capitale 500 studenti – la metà italiani, il resto di una quindicina di Paesi – per la quinta edizione di Change the World, la simulazione dell’attività dell’Onu. Lo spettacolo si apre tra gli applausi a “Raggio di sole”, poi è un lungo viaggio tra le pietre miliari che hanno scandito la lunga carriera di De Gregori. Con lui sul palco la band, senza batteria, che lo ha accompagnato nei 29 concerti in due mesi del recente tour.
– CAGLIARI
– Il canto a cuncordu di Scano di Montiferro (Oristano) protagonista al 63/o Meeting of the Society for the Ethnomusicology (SEM), il più importante appuntamento internazionale dedicato all’etnomusicologia in programma quest’anno ad Albuquerque, in New Mexico. All’interno del programma di quest’anno è stato organizzato un concerto de Su Cuncordu Sas Bator Colonnas, una delle formazioni di canto a più voci maggiormente attive nel borgo del Montiferru, composta da Antioco Milia (Bassu), Francesco Fodde (Boghe), Antonio Carboni (Mesu Boghe) e Stefano Desogos (Contra). Questo evento rientra in un più grande percorso di ricerca portato avanti dall’etnomusicologo Diego Pani, che già nella precedente edizione del Meeting of the Society for the Ethnomusicology, alla fine del 2017 a Denver, Colorado, aveva presentato una relazione sul suo studio sul canto a cuncordu di Scano di Montiferro.
Il concerto sarà preceduto da una introduzione di Pani: appuntamento venerdì 16 novembre all’Outpost Performance Space.
– AGNONE (ISERNIA)
– Un colpo di gong per scandire i 90 anni del Maestro Ennio Morricone. È il dono che le sorelle hanno inteso dedicare al più amato, fecondo e stimato compositore italiano, premio Oscar, celebrato in tutto il mondo.
Si tratta di un gong preparato, in esclusiva per l’artista, dalla Pontificia Fonderia di campane Marinelli di Agnone, la storica azienda che da mille anni produce strumenti sonori in bronzo. Il disco metallico, dal diametro di circa 30 cm, nota musicale sol, è sospeso ad un’artistica struttura in ferro battuto anch’essa realizzata artigianalmente nell’officina di Agnone e alla sua base ne porta i simboli. Già da un po’ di tempo una speciale campana Marinelli fa bella mostra di sé in casa Morricone ed è un recente dono della famiglia Totaro a ricordo del 60/o anniversario di matrimonio del grande Maestro.
Anche il gong, come la campana, è un primordiale strumento a percussione il cui tocco prolungato richiama molti significati ed emozioni, il suo suono benefico è di auspicio ad un lungo periodo di positività. Secondo gli esperti le estese vibrazioni del gong producono meditazione interna e stabilizzazione dei punti energetici del corpo oltre ad un totale rilassamento dell’anima.
Ennio Morricone non ha mai dato del ‘cretino’ a Quentin Tarantino, come riportato dall’edizione tedesca di Playboy. A sottolinearlo è il suo legale, l’avvocato Giorgio Assumma, che spiega di aver ricevuto dal compositore premio Oscar “l’incarico di attivare in via d’urgenza un’azione legale in sede civile e penale contro chiunque abbia messo in giro questa falsa notizia”.
“Morricone – spiega Assumma – è irritatissimo, dispiaciuto, e smentisce di aver proferito simili giudizi su Tarantino che stima e verso il quale nutre grande rispetto”. Morricone, che ieri ha compiuto 90 anni, ha collaborato con Tarantino per la colonna sonora di The Hateful Eight, grazie alla quale ha vinto l’Oscar nel 2016, dopo quello onorario alla carriera nel 2007. Nell’intervista smentita dal musicista, si fa dire a Morricone che Tarantino “si limita a rubare agli altri e poi mette tutto insieme. Non c’è nulla di originale in questo”. E ancora, Tarantino non sarebbe “paragonabile ai grandi registi di Hollywood come John Huston, Alfred Hitchcock o Billy Wilder. E’ solo ‘minestra riscaldata’”.
– PESARO
– Il 13 novembre 1868, esattamente 150 anni fa, moriva Gioachino Rossini. Le celebrazioni per l’anniversario, organizzate dal Comune di Pesaro e dall’Accademia Rossiniana, sono al culmine e coinvolgono le “sue” tre città: Pesaro, dove è nato, Parigi, dove ha trascorso metà della sua vita, e Firenze, dove è sepolto a Santa Croce. In calendario lo Stabat Mater, la Petite Messe Solennelle, Cenerentola, un incontro con Alessandro Baricco, un’intervista immaginaria, un pranzo di gala gourmet, ma anche convegni, cerimonie e la deposizione di corone di fiori al Père-Lachaise e in Santa Croce. A Pesaro è in programma anche la presentazione del francobollo speciale emesso per l’anniversario rossiniano. A Parigi presso l’Istituto Italiano di Cultura, oltre all’appuntamento con Baricco, sarà Paolo Bonacelli a vestire i panni di Rossini per un’intervista impossibile alla giornalista Patricia Martin di France Inter. Firenze celebra l’anniversario con una quarantina di eventi, tra cui La Cenerentola.
– Circa 10 mila persone hanno partecipato a ‘Economia Come’, il festival prodotto da Fondazione Musica per Roma insieme alla Camera di Commercio di Roma e promosso da Invitalia con la consulenza editoriale di Laterza Agorà, che si chiude con il +30% di affluenza rispetto all’edizione del 2017.
La seconda edizione ha visto la presenza di tanti giovani, accorsi ad ascoltare personaggi di rilievo del mondo dell’economia, dell’impresa e delle istituzioni che si sono confrontati su questioni cruciali per il futuro del Paese.
Presenti al festival anche il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, il direttore dell’Osservatorio per i conti pubblici dell’Università Bocconi, Carlo Cottarelli, e l’economista francese Jean-Paul Fitoussi. Rispetto allo scorso anno, incontri e dibattiti sono aumentati del 15%. In crescita anche web e digitale, con 30 podcast, 15 dirette streaming tra Facebook e Youtube, oltre 1200 tweet, 7,8 milioni di visualizzazioni dei contenuti contenenti l’hashtag #economiaCome.
“Siamo estremamente soddisfatti del risultato ottenuto in questa seconda edizione del festival”, commenta Aurelio Regina, presidente della Fondazione Musica per Roma. “La sfida era quella di coinvolgere un pubblico trasversale in un ampio dibattito sull’economia italiana e le prospettive di sviluppo a livello internazionale. Oggi, a fronte di novemila presenze registrate nella tre-giorni, possiamo dire che l’Auditorium Parco della Musica si conferma ancora una volta uno dei luoghi di divulgazione culturale più importanti della capitale”.
Per Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, “quest’anno i cittadini hanno dimostrato in modo straordinario di apprezzare Economia Come, più della precedente edizione: dibattiti approfonditi, a bassa voce; confronti con esperti internazionali e punti di vista autentici e non strumentali.
Tutto questo con l’obiettivo di informarsi sui temi di attualità e farsi una propria opinione: niente tweet, niente post, niente urla, niente voci sovrapposte, ma un confronto utile e stimolante”.
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‘Tutti lo sanno’ di Asghar Farhadi, già film di apertura della 71/ma edizione del Festival di Cannes e ora in sala dall’8 novembre con Lucky Red, dopo una partenza rumorosa mette in campo un thriller di sentimenti familiari che declina nella faida e nel melodramma.
Protagonisti della pellicola, girata in Spagna e in lingua spagnola, sono Penelope Cruz, Javier Bardem e l’argentino Ricardo Darin. Scritto dal regista iraniano il film segue la storia di Laura (Cruz) che vive con il marito (Darin) e i figli a Buenos Aires. In occasione del matrimonio di sua sorella, Laura torna però dopo molto tempo con i figli nella sua città natale in Spagna. Qui, dopo una rumorosa festa di matrimonio, una tragedia improvvisa, il rapimento della figlia adolescente Irene, apre il baratro di antichi oscuri rapporti familiari e di un suo amore segreto che ha lasciato una scia di rancore. Il passato insomma getta la sua ombra oscura con la quale tutti i protagonisti dovranno fare i conti.
Centrale nella storia di ‘Tutti lo sanno’, la figura di Paco (Bardem), amore di gioventù di Laura, uomo di fatica nato nella sua casa e che, a poco a poco, ha iniziato a coltivare la terra fino a riscattarla diventandone unico proprietario. Uno strappo, il suo, che molti, quelli nati bene nella città, non gli hanno mai perdonato. Lui è comunque è un uomo ben integrato nel posto, uno che conosce tutti e che, tra l’altro, è a conoscenza di un tragico rapimento avvenuto tempo prima finito male.
La scelta del thriller, ha spiegato il regista a Cannes, “mi ha dato l’occasione di mettere in scena temi a me cari da sempre come quelli della paternità, dell’appartenenza e della lealtà’.
Tutte cose presenti in Tutti lo sanno”.
Sulla possibilità che il film possa approdare in Iran, ha spiegato il regista, dissidente moderato: “Spero di girare al più presto un film in Iran e anche che nel mio paese possano vedere Everybody Knows (questo il titolo originale) senza tagli”.
Mentre sulla coppia Cruz-Bardem nella vita, il regista iraniano ha avuto solo belle parole: “Per me restano un esempio di famiglia felice anche per il loro straordinario rapporto con i figli”. Per Bardem, comunque, nessuna difficoltà nel lavorare con la moglie: “Anzi – ha detto – tra noi due realtà e finzione si confondono. Era già successo in Escobar. Lavorare insieme ci permette di entrare nella finzione anche meglio”.
AARON ROSEN, VIAGGIO NELL’ARTE DI TUTTO IL MONDO E DI TUTTI I TEMPI (Gallucci, pp.144, 18.70 Euro)Le pitture rupestri di 35000 anni fa nelle grotte di arenaria di Nawarla Gabarnmang in Australia; i geroglifici dell’antico Egitto; Atene come culla della democrazia e la grandezza dell’Impero Romano. E poi il Rinascimento a Firenze e il fermento culturale di Timbuctù; l’Impressionismo francese a fine ‘800, l’opera d’arte totale dei primi del ‘900 a Vienna e la cultura rivoluzionaria degli anni ’20 in Russia, la scena del jazz newyorchese negli anni ’50 e la caduta del muro di Berlino.E’ una lunga e sorprendente avventura nella creatività il libro per bambini e ragazzi “Viaggio nell’arte di tutto il mondo e di tutti i tempi” di Aaron Rosen, edito da Gallucci. In 30 tappe, l’autore racconta con un linguaggio fresco e semplice i momenti principali dell’arte attraverso l’evolversi delle epoche, dagli albori dell’uomo ai giorni nostri, incontrando popoli e civiltà. A spingere Rosen ad affrontare un’impresa così ambiziosa la convinzione che “qualunque cultura in qualunque epoca merita di essere studiata” e che quello proposto nel libro è solo uno dei tanti possibili itinerari da compiere per scoprire il mondo dell’arte, ricordando che ogni opera non è mai slegata dal contesto che l’ha prodotta. Accanto al racconto accattivante della storia di culture, movimenti artistici, monumenti e grandi personaggi, non mancano piccoli flash su ideologie, politica e religione e intersezioni con altri linguaggi, come il cinema, la letteratura, la musica e l’architettura.A colpire occhi e immaginazione ci pensano poi le illustrazioni di Lucy Dalzell insieme alle fotografie delle opere d’arte, dal David di Michelangelo al Fregio di Beethoven di Klimt, mentre i termini più difficili sono spiegati in un glossario a fine libro. In questo lunghissimo e appassionante viaggio, i più piccoli avranno a disposizione una vera miniera di informazioni ma anche di meraviglie: potranno rendersi conto di quanta bellezza, diversità e profondità di pensiero sono state prodotte nella storia dell’umanità, dalla preistoria a oggi. Un patrimonio a portata di mano che aspetta solo di essere scoperto, non soltanto sui libri però: l’invito di Rosen è infatti quello di ammirare l’arte dal vivo, viaggiando il mondo in lungo e in largo, armandosi di curiosità e magari di matita e quaderno, per disegnare e portare la bellezza sempre con sé.
– Michael Bublé ha annunciato un tour mondiale che partirà a febbraio da Tampa, in Florida, e lo vedrà ritornare in Italia il prossimo anno per due appuntamenti live a Milano: il 23 e 24 settembre al Mediolanum Forum di Assago (biglietti in vendita ufficiale dal 24 novembre). Negli show in programma, il crooner canadese porterà dal vivo il suo nuovo album Love, appena uscito.
Lo scorso agosto, Bublé è tornato sul palco dopo una lunga assenza per alcuni concerti a Dublino, Londra e Sidney dove ha cantato per oltre 150 mila fan. Ha già completato cinque tour mondiali esauriti, vinto quattro Grammy Award e venduto oltre 60 milioni di dischi nel corso della sua straordinaria carriera.
– CIVITA (COSENZA)
– Visita e concerto improvvisato di Dario Brunori, in arte Brunori Sas, come occasioni per tentare di ridare visibilità, certezze e futuro al comune arbëreshë colpito ad agosto dalla tragedia che provocò dieci morti, travolti da un’onda di piena nelle gole del Raganello. E’ accaduto a Civita dove il cantautore si è recato per fare sentire la propria vicinanza alla comunità locale.
La visita è stata organizzata dall’associazione FuturoPlurale dell’ex parlamentare Franco Laratta e dal Comune. “Sono stato invitato – ha detto Brunori – e ho accettato volentieri. In un mio disco ho fatto un percorso di esorcismo dalle paure, questo mi sembra un buon gesto per esorcizzare alcune paure e spingere le persone a tornare a Civita nonostante quanto accaduto.
Incontrare questa comunità mi ha dato e insegnato molto”.
Brunori ha poi ammirato il Ponte del diavolo e le gole ed ha promesso di ritornare per incoraggiare gli sforzi che si stanno facendo per dare speranza a Civita e alla sua comunità.
– Debutto in vetta al box office Usa per Il Grinch: il nuovo adattamento, firmato da Scott Mosier e Yarrow Cheney, del racconto per bambini scritto nel 1957 dal Dr. Seuss e prodotto dalla Illumination, con il cattivone verde che odia il Natale (in Italia dal 29 novembre), rastrella 66 milioni di dollari. Scivola in seconda posizione Bohemian Rhapsody, biopic Fox sulla storia dei Queen, con 30,8 milioni di dollari (ma già 100 milioni in totale). In terza posizione un’altra new entry, Overlord, il fantasy bellico di Julius Avery, prodotto da JJ Abrams, ambientato durante lo sbarco in Normandia tra parà americani e zombie creati in laboratorio dai nazisti (10,1 milioni di dollari).
Perde due posizioni ed è quarto Lo schiaccianoci e i quattro regni, il film Disney di Lasse Hallstrom (9,5 milioni di dollari, 35,2 totali), mentre è solo quinto Millennium – Quello che non uccide (The Girl in the Spider’s Web), dal romanzo di David Lagercrantz, che deve accontentarsi di un esordio da 8 milioni di dollari.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Lo schiaccianoci e i quattro regni, diretto da Lasse Hallström e Joe Johnston con Keira Knightley, Mackenzie Foy, Helen Mirren e Morgan Freeman, si conferma al primo posto dei film più visti del weekend con un incasso di 1 mln 742 mila euro (oltre 7 mln in 2 settimane). A seguire due nuove entrate: il film drammatico di Asghar Farhadi con Penelope Cruz e Javier Bardem, Tutti lo sanno (703 mila euro) e la commedia di Paolo Virzì Notti magiche (657 mila euro). Scivola al quarto posto l’altra commedia italiana Ti presento Sofia (612 mila, per un totale di 2 mln 357 mila), seguito da First Man (603 mila, 2 mln 397 mila in due settimane) e da Il Mistero della casa del Tempo (587 mila euro, per un incasso di 2 mln 669 mila). L’action movie Hunter Killer entra in 7/a posizione con 405 mila euro al botteghino, davanti all’horror Overlord con 289 mila. Chiudono la top ten A star is born che a 5 settimane dall’uscita ha incassato quasi 6,5 milioni, ed Euforia con un totale di 1 milione 472 mila euro.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
SAN PIETROBURGO
– Il Premio Europa per il Teatro, il Consiglio consultivo che vi collabora e il paese ospitante, la Russia, hanno assegnato il XVII Premio Europa per il Teatro a Valerij Fokin e a questo è stato aggiunto un Premio Speciale a Nuria Espert. A trent’anni dalla nascita, il Premio Europa per il Teatro che si apre il 13 novembre a San Pietroburgo, è ospitato e finanziato dal Theatre-Festival Baltic House fino al 17 novembre. Gli artisti premiati partecipano alla manifestazione con spettacoli, anteprime, work in progress, letture.
Valerij Fokin, nome di rilievo della scena russa, riceve il premio “per il suo eclettismo e la sua completa dedizione al mestiere del teatro sia dal punto di vista recitativo che registico”. Nuria Espert è una personalità di primo piano nella scena europea “per il suo ruolo poliedrico di attrice, regista, animatrice di battaglie civili e politiche”. Con loro “si premia chi ha espresso coordinate sulle quali si può rifondare, ancora oggi, l’Europa della cultura”. [print-me title=”STAMPA”]
