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CRONACA TUTTE LE NOTIZIE

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Ultimo aggiornamento 12 Novembre, 2018, 11:25:16 di Maurizio Barra

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DALLE 09:40 ALLE 11:25

DI LUNEDì 12 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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PAVIA

– E’ indagato per l’omicidio del padre Piero Dagrada, 77 anni, un anziano da tempo malato, insieme al quale viveva in una casa della frazione Giovenzano del comune di Vellezzo Bellini a pochi chilometri da Pavia. Giovanni Dagrada, 38 anni, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, anche per occultamento di cadavere, la scorsa notte dai carabinieri, al termine di un lungo interrogatorio in caserma.
A lanciare l’allarme è stato l’altro fratello Antonio, 40 anni, che abita alla frazione Samperone di Certosa (Pavia). Ieri ha trovato il corpo senza vita del padre sul pavimento del salotto: vicino al cadavere c’era il fratello Giovanni, in stato confusionale. Antonio Dagrada ha subito avvisato i carabinieri.
Un primo sommario esame del cadavere ha fatto risalire la morte di Piero Dagrada ad almeno cinque giorni prima. Inoltre sul corpo sono stati trovati segni che sembrano confermare un’aggressione: non è escluso che l’uomo possa anche essere stato soffocato.
– CATANZARO

– L’ex deputato Giuseppe Galati, del centrodestra, é stato arrestato e posto ai domiciliari nell’ambito di un’operazione contro la ‘ndrangheta condotta dalla Guardia di finanza. Insieme a Galati nell’operazione, denominata “Quinta bolgia”, sono state arrestate altre 23 persone. Galati, eletto prima con l’Udc e poi passato con Forza Italia e, successivamente, con Ala, alle ultime elezioni politiche del marzo scorso si era candidato al Senato con la lista “Noi con l’Italia”, ma non era stato eletto. Nei confronti delle 24 persone coinvolte nell’operazione la Guardia di finanza ha eseguito ordinanze di custodia cautelare emesse da Gip distrettuale di Catanzaro su richiesta della Dda del capoluogo calabrese, diretta da Nicola Gratteri. Dodici delle 24 persone coinvolte nell’operazione sono state condotte in carcere, mentre per le altre 12 sono stati disposti gli arresti domiciliari. Nel corso dell’operazione è stato anche eseguito un sequestro di beni per dieci milioni di euro.
– TORINO

– Sono stati ritrovati i quattro migranti che ieri si erano persi al confine del Monginevro, a oltre 2.300 metri d’altezza, nel tentativo di raggiungere a piedi la Francia. Le operazioni di soccorso di vigili del fuoco, operatori del soccorso alpino, guardia di finanza e carabinieri, sono durate tutta la notte, a causa della nebbia.
Il gruppo è stato rintracciato per caso dai soccorritori che, ieri pomeriggio, avevano ricevuto una richiesta d’aiuto da altri 4 migranti che si erano smarriti tra i sentieri montani.
Localizzati in serata tramite gps nella zona del comprensorio sciistico di Cesana Torinese, tra il Col Saurel e la Capanna Gimont, sono stati trasportati in ospedale a Susa con un principio di ipotermia e poi accompagnati al presidio di accoglienza di Oulx.
– BARI

– Un bambino di 48 giorni di nazionalità rumena è stato abbandonato dalla mamma nell’ospedale Giovanni XXIII di Bari, dove era ricoverato da alcuni giorni per una malattia metabolica e problemi cardiaci diagnosticati fin dalla nascita.Immediatamente è partita la gara per la solidarietà, con medici e infermieri che fanno doppi turni per non lasciarlo solo e alcuni volontari che si sono attivati per portargli abiti, pannolini e altro. Il bambino è nato a Taranto il 24 settembre e dopo pochi giorni è stato trasferito nell’ospedale pediatrico di Bari.I medici gli hanno diagnosticato una patologia metabolica, la leucinosi, e un problema cardiaco. Il piccolo è stato quindi trasferito nel reparto di malattie metaboliche del Giovanni XXIII dove si trova attualmente ricoverato. La mamma è stata con lui fino a qualche giorno fa, ma poi ha lasciato l’ospedale e non vi ha più fatto ritorno. L’ospedale ha provveduto a segnalare l’accaduto alle autorità competenti, forze dell’ordine, servizi sociali e Tribunale per i Minorenni

– NAPOLI

– Controlli finalizzati ad accertare il rispetto delle normative antimafia nell’assegnazione degli appalti nell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli saranno eseguiti dai carabinieri del Nas nell’ambito delle indagini sul caso della paziente dello Ski Lanka intubata, trovata sommersa dalle formiche. I militari si recheranno negli uffici della Prefettura verosimilmente in giornata per acquisire la relativa documentazione.
“La ditta di pulizie che si occupa dell’ospedale San Giovanni Bosco lavora da oltre 15 anni con proroghe di un vecchio appalto. Per questo avevamo già avviato una nuova gara”. Lo afferma

Mario Forlenza, direttore generale dell’ASL Napoli 1. Forlenza sottolinea delle anomalie sulla pulizia: “Quando siamo arrivati alla direzione – spiega – abbiamo verificato le troppe proroghe degli appalti. Di solito un contratto dura quattro anni e viene prorogato di un anno, qui siamo a oltre 15. Per questo già a luglio abbiamo avviato una nuova gara su tutta l’Asl Napoli 1”.

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TORINO

– Un quindicenne di origini straniere è stato trovato morto vicino ai binari della stazione ferroviaria di Centallo, nel Cuneese. A quanto si apprende, il giovane presenta segni evidenti di un trauma alla testa.
Sull’accaduto indaga la polizia ferroviaria.
A dare l’allarme, questa mattina, è stato il conducente del treno regionale 22964 Limone-Fossano, che si è accorto del cadavere. Sulla linea Torino-Cuneo il traffico ferroviario è stato sospeso per due ore, dalle 8.20 alle 10.20, per consentire i rilievi.
– BOLZANO

– Il 21% dei braccianti occupati nella raccolta delle mele e nella vendemmia in Trentino Alto Adige sono irregolari. E’ il risultato di controlli effettuati dalla Guardia di Finanza nelle scorse settimane. In 39 delle 100 aziende agricole ispezionate sono stati infatti trovati 131 lavoratori irregolari, dei quali 107 completamente in nero. I dati sono stati illustrati dai due comandanti provinciali, colonnelli Gabriele Procucci e Roberto Ribaudo. Il 60% degli irregolari provengono dalla Ue, il 36% dall’Italia e l’11% dalla Slovacchia. Tra i controllati anche un macedone privo di permesso di soggiorno. La Guardia di Finanza ha scoperto anche 5 intermediari abusivi, alcuni dei quali incassavano una sorta di provvigione su ogni ora lavorata. Per sottrarsi ai controlli alcuni braccianti sono scappati nei campi vicini, uno ha addirittura finto di essere un raccoglitore di funghi.
– PALERMO

– C’è un video che dimostrerebbe che l’aggressione a Palermo, a Giovanni Caruso titolare del disco pub Tasmira Rivendell è avvenuta per una banale lite in strada.
E che quindi la mafia non c’entra nulla. Nelle immagini riprese dalle telecamere di un sistema di videosorveglianza in viale Regione Siciliana si vede Caruso, alle 4.30, che soccorre una donna in lacrime. Poco dopo un uomo lo picchia in modo violento.
L’imprenditore ricoverato in ospedale ha diverse fratture al volto. Nel video, come confermano gli investigatori, si sente una donna che urla: “Lascialo stare è un padre di famiglia”.
Dunque nessuna spedizione punitiva. In queste ore stanno per essere esaminate altre immagini riprese da altri sistemi di videosorveglianza della zona. Tutto per fugare qualunque dubbio sull’aggressione ad uno dei commercianti che si è costituito parte civile nel processo contro gli estorsori del Borgo Vecchio. I carabinieri stanno cercando di identificare la donna e l’aggressore.
– BOLZANO

2 NOV – Poco meno di due settimane dall’ondata di maltempo in Alto Adige è stata riaperta al traffico ferroviario la linea della Val Venosta interrotta fra Naturno e Laces per il rischio di frane e smottamenti.
“La sicurezza deve avere sempre la priorità”, ribadisce l’assessore alla mobilità, Florian Mussner. Diverse squadre di intervento, nei giorni scorsi, sono state all’opera in numerosi punti del tracciato per mettere in sicurezza il pendio che sovrasta i binari e garantire il passaggio dei treni in sicurezza. “In soli 10 giorni – sottolinea Joachim Dejaco, direttore di Sta Strutture Trasporto Alto Adige – i tecnici sono riusciti a ripulire i pendii dai resti di alberi, radici e detriti che minacciavano la linea ferroviaria. Inoltre sono stati rafforzati quei tratti che, dopo il maltempo, risultavano privi di alberi e, dunque, delle loro barriere naturali”.   [print-me title=”STAMPA”]

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