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Ultimo aggiornamento 12 Novembre, 2018, 10:59:59 di Maurizio Barra

DALLE 12:57 DI DOMENICA 11 NOVEMBRE 2018

ALLE 10:59 DI LUNEDì 12 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Senza proroga dal 2018 stop bonus bebè
Ora fino a compimento 1 anno per nati entro il 31 dicembre 2018

Juncker, Italia ha avuto flessibilità, ora rispetti le regoleHa consentito a Roma di spendere 30 miliardi in più

Carige chiede una giornata di sospensione in BorsaIntervento ‘sistema’ per bond. Si attende richiesta da Genova

Opec-non Opec, prematuro parlare di tagli produzione petrolioNovak, difficile dire adesso se mercato sarà in sovrapproduzione

Tim vola in Borsa su progetto rete unicaNessun cda straordinario.Verso revisione norme.Ruolo chiave Cdp

Italiani sempre più a piedi e in biciRicerca Isfort, meno in auto e più sui bus

Direttivo Cgil, regole rispettateTre astenuti e nessuno contrario, per ora Landini solo candidato

Borsa: Tokyo, apertura in ribassoCambi: yen stabile su dollaro, si rafforza su euro

Borsa, Shanghai apre in ribassoIn calo anche Shenzhen, a -0,14%

Alibaba, vendite record nel Single DayOltre 180.000 brand a decennale 24 ore di shopping speciale

Petrolio: in rialzo a 61,11 dollariBrent a 71,63 dollari

Oro: poco mosso a 1.208 dollari l’onciaSui mercati asiatici

Manovra: in mattinata vertice Conte-vicepremier a P. Chigi

Borse Asia contrastate, bene la CinaShenzhen guadagna il 2,5% e Shanghai l’1,2%. Tokyo poco mossa

Cambi:euro scivola su dollaro a 1,1275Yen a 128,72

Spread Btp apre stabile a 298 puntiRendimento al 3,39%

Borsa: Milano apre in rialzo dello 0,37%L’indice Ftse Mib a quota 19.329 punti

Borsa: Europa apre in crescitaBene Parigi +0,4%, Madrid +0,4%, Milano +0,37% e Londra +0,6%

Milano gira in negativo, corre Tim. Spread torna sopra 300Asia contrastata, Piazze cinesi in solida crescita

Borse Europa contrastate, bene LondraIn rosso Parigi e Milano, piatta Madrid – In calo la produzione industriale a settembre -0,2%, ma cresce su anno +1,3%
Si tratta del terzo stop consecutivo . Pesante la flessione per il settore auto –

Pil: per 1,2% 2018, serve +0,4%trimestre
Mutato scenario può influire su saldi finanza pubblica

Produzione industria -0,2% nel trimestreScende 0,2% a settembre, su anno +1,3%

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Stop al bonus bebè. Il sostegno alla nascita dei figli, 960 euro erogati mensilmente in base all’Isee, senza proroga o rinnovo per i nati da gennaio in poi non ci sarà più, perché la legge di Bilancio per il 2019 non contiene interventi su questo punto e la misura era stata rinnovata per il solo 2018. La norma, introdotta con la manovra per il 2015 inizialmente prevedeva un bonus per i primi 3 anni di vita dei bebè, nati tra il primo gennaio 2015 e il 31 gennaio 2017. Con l’ultima manovra era stato rinnovato per i soli nati del 2018 e per il primo anno di vita.
“Le regole esistono per essere rispettate, soprattutto dall’Italia che negli ultimi anni ha beneficiato di tutti gli elementi di flessibilità che abbiamo aggiunto alla griglia di lettura economica del patto di stabilità”: lo ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Questa flessibilità “ha consentito all’Italia di spendere 30 miliardi in più” rispetto a quanto avrebbe dovuto.”La Commissione – ha detto Juncker – non può non vedere quello che succede in Italia. L’Italia prende le distanze rispetto alle sue promesse e ai suoi obblighi. Deve instaurarsi un dialogo virtuoso fra l’Italia e la Commissione. D’altra parte, tutti i ministri delle Finanze dell’Eurogruppo sono d’accordo con la posizione della Commissione, l’Italia ha tempo fino a mercoledì prossimo per precisare le sue idee”. La flessibilità ottenuta dall’Italia fin qui, ha aggiunto Juncker, le ha “permesso di spendere 30 miliardi in più rispetto a quanto avrebbe potuto spendere se il patto di stabilità non fosse stato arricchito di questi elementi di flessibilità di cui l’Italia è la prima beneficiaria. Così come è la prima beneficiaria del piano di investimenti Juncker e la seconda dei fondi strutturali. Capisco i problemi dell’Italia ma capisco anche quelli degli altri”

“In attesa di illustrare al mercato le misure di rafforzamento patrimoniale che saranno deliberate dal Cda di oggi”, banca Carige ha chiesto a Consob la sospensione del titolo dalle contrattazioni, “per la sola giornata di oggi”. Lo rende noto la banca ligure. “La richiesta – viene spiegato – è al solo fine di evitare movimenti speculativi, anche alla luce delle indiscrezioni riportate da alcuni media”. Il sistema bancario italiano si appresta a stendere una rete di sicurezza attorno a Banca Carige. Lunedì a mezzogiorno, confermano fonti bancarie si riunirà a Roma il consiglio di gestione dello Schema volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi. Lo Schema volontario discuterà la possibilità di un intervento a sostegno dell’istituto ligure, che deve ricorrere all’emissione di un bond subordinato da 200 milioni di euro per tornare a rispettare i requisiti patrimoniali fissati dalla Bce.Lunedì è in programma anche un cda di Carige, che dovrà indicare quali misure intende adottare per rimettersi in regola con le richieste della Vigilanza e che potrebbe quindi avanzare richiesta formale di intervento da parte dello schema volontario. La Borsa, che continua a bersagliare Carige (-18% in due sedute), sembra peraltro temere la necessità di interventi ben più consistenti. Lo statuto del Fondo prevede appunto che debba essere la banca a richiedere l’intervento di sostegno.
E’ troppo presto per dire se i Paesi produttori di petrolio taglieranno le quote di produzione come antidoto alla caduta dei prezzi. Questa la posizione, con qualche distinguo, emersa nella due giorni di dibattito ad Abu Dhabi in occasione delle riunioni del Comitato tecnico e della Commissione ministeriale dei Paesi Opec e non Opec.”L’Opec e gli altri paesi produttori non reagiscono alle oscillazioni settimanali del mercato del greggio” ha detto il ministro saudita dell’Energia Khalid Al-Falih aggiungendo che, quindi, “è troppo presto per parlare di tagli alla produzione”. Anche il ministro degli Emirati Suhail Al Mazrouei ha detto che “è prematuro parlare di tagli alla produzione”. Per il ministro russo dell’Energia Alexander Novak, del resto, “è difficile dire” adesso se il mercato globale si troverà in una condizione di sovrapproduzione. Di diverso tenore la dichiarazione del ministro dell’Oman Mohammed Al-Rumhy, secondo cui “un taglio di 1 milione di barili al giorno sarebbe un buon numero”.
Avvio di seduta in forte crescita per Tim, che sale del 6% a 0,547 euro. A spingere il titolo è il progetto del governo, favorevole all’integrazione in un’unica infrastruttura delle reti Telecom e Open Fiber  Il vicepremier Luigi Di Maio conferma che il governo e’ al lavoro per creare una rete unica Tim Open Fiber e – aggiunge – ”credo che il dossier vada chiuso entro l’anno”.Tornano intanto i rumors su una ‘sfiducia’ ad Amos Genish e addirittura di un cda straordinario convocato per settimana prossima per discutere di un cambio governante ma Tim smentisce. “Il prossimo cda è già stato convocato per il 6 dicembre e non è prevista una convocazione straordinaria prima” risponde un portavoce. La riunione era già stata calendarizzata tra quelle che vengono mensilmente previste dal gruppo.Il governo – si era appreso in giornata – è pronto a favorire l’integrazione in una unica infrastruttura delle reti Telecom e Open Fiber, rivedendo la cornice normativa per accelerare lo sviluppo della banda ultralarga. A confermare le indiscrezioni di stampa fonti di governo del M5S, tra i principali sponsor dell’operazione che, stando alle anticipazioni ma non confermate, avrebbe il via libera anche dell’alleato leghista e del Tesoro. Nello schema ruolo chiave sarebbe affidato a Cdp che è già in Telecom con una quota vicina al 5% e in Open Fiber al 50%, alla pari di Enel.
– Gli italiani per muoversi riscoprono ‘i piedi’ e le bici. Vanno meno in auto e, anche se il parco macchine continua a crescere, spesso scelgono di fare i passeggeri più che gli autisti. E’ la ‘fotografia’ della mobilità nel 2017 scattata da Isfort nel 15/mo Rapporto realizzato con Asstra, Anav e Agens. La quota delle “quattro ruote” scende al 58,6% (65,3% nel 2016). Si tratta in ogni caso ancora di un dato ‘importante’. Intanto gli spostamenti a piedi sono balzati dal 17,1% al 22,5%, così come la quota della bicicletta ha superato per la prima volta il 5%. Il trasporto pubblico ha registrato un leggero incremento passando dal 6,6% del 2016 al 7% del 2007. Resta un quadro ancora preoccupante su motorizzazione e sicurezza. Nonostante gli italiani usino meno l’auto il tasso di motorizzazione cresce a 63,7 auto ogni 100 abitanti contro 62,5 del 2016. Il parco autovetture circolante in Italia nel 2017 ha avuto un incremento del 1,8% rispetto al 2016. Cioè più italiani hanno l’auto ma, appunto, la usano meno.
– Tre astenuti e nessun voto contrario.
Con questa maggioranza a favore dell’ordine del giorno della segreteria, che non contiene il nome di Maurizio Landini attualmente unico candidato alla segreteria, si è concluso il comitato direttivo della Cgil. “Il Comitato Direttivo – si legge nell’odg – ritiene che il Congresso si stia svolgendo nel rispetto delle regole date e considera legittimo il percorso che ha portato alla proposta avanzata in merito alla candidatura a segretario generale, contenuta nella relazione”.
– TOKYO

– La Borsa di Tokyo avvia la prima seduta della settimana col segno meno, quando sono ancora presenti i timori degli investitori sul commercio internazionale e mentre le vicende diplomatiche continuano a destabilizzare le quotazioni del greggio. Il Nikkei cede lo 0,58% a quota 22.118,51, con una perdita di 131 punti. Sul mercato dei cambi lo yen è stabile sul dollaro a 113,80, mentre si rivaluta sull’euro a un valore di 128,90.
– Le Borse cinesi aprono la seduta in territorio negativo: l’indice Composite di Shanghai cede nelle prime battute lo 0,22%, a 2.593,20 punti, mentre quello di Shenzhen perde lo 0,14% e scivola a quota 1.326,38.
– PECHINO

– Alibaba centra un nuovo record di vendite online speciali nel decennale del ‘giorno dei single’, l’11 novembre, raggiungendo il picco di 30,8 miliardi di dollari (213,5 miliardi di yuan) a fronte dei 25,3 miliardi del 2017.
Le 24 ore di shopping erano del resto partite di slancio: il traguardo dei 10 miliardi era stato raggiunto, in base a quanto comunicato dalla compagnia di e-commerce fondata da Jack Ma, in appena 1 ora e 48 secondi attraverso Alipay, la modalità di pagamento della compagnia di Hangzhou, mentre quota 1 miliardo in 1 minuto e 25 secondi.
Oltre 180.000 brand a livello mondiale hanno partecipato quest’anno all’iniziativa.
– Quotazioni del petrolio in netto rialzo in avvio di settimana, dopo l’annuncio da parte dell’Arabia saudita di una riduzione delle vendite a dicembre e sull’ipotesi che l’Opec possa tagliare la produzione il prossimo anno. I contratti sul greggio Wti con scadenza a dicembre guadagnano 92 centesimi a 61,11 dollari al barile. Il Brent guadagna 1,45 dollari a 71,63 dollari al barile.

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Quotazioni dell’oro poco mosse in avvio di settimana dopo i netti cali della scorsa settimana dopo i dati sull’inflazione ed in vista di una rinnovata mossa sui tassi di interesse della Fed a dicembre. Il lingotto con consegna immediata passa così di mano a 1.208 dollari l’oncia.
E’ previsto in mattinata, a quanto si apprende da fonti di governo, un vertice a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte ed i due vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini per fare il punto sul decreto fiscale e sulla manovra in vista della lettera di risposta da inviare a Bruxelles.

Pil: per 1,2% nel 2018 serve IV trimestre +0,4%  – “In termini meccanici sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari a +0,4% nel quarto trimestre dell’anno in corso per raggiungere gli obiettivi di crescita presenti nella Nota di aggiornamento al Def per il 2018”. Lo ha detto il presidente facente funzione dell’Istat Maurizio Franzini nell’audizione sulla manovra alla Camera. Franzini ha ricordato la crescita “nulla” del terzo trimestre e che l’indicatore anticipatore “registra una ulteriore flessione” preludendo alla “persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico”.

Istat, mutato scenario può influire su saldi  – “Per il 2017 è confermato un indebitamento pari al 2,4% del Pil e un debito pari al 131,2%. Per l’anno in corso e i successivi si conferma quanto espresso nell’audizione sul Def pur sottolineando che un mutato scenario economico potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica in modo marginale per il 2018 ma in misura più tangibile per gli anni successivi”. Così l’Istat nel corso dell’audizione sulla manovra davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Si apre un’altra settimana di passione per l’Italia, stretta tra la risposta sulla manovra da inviare alla Commissione europea entro martedì, e l’attesa dei mercati per l’esito della trattativa, con lo spread che venerdì si era riposizionato attorno ai 300 punti e nuovi titoli di Stato da collocare tra lunedì e martedì. Se nel fine settimana si era un po’ allentata la tensione Roma-Bruxelles, a riaccendere lo scontro è stato un duro botta e risposta a distanza tra Matteo Salvini e il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, prima sui migranti e poi, inevitabilmente, sulla manovra. L’Italia ha già avuto flessibilità per 30 miliardi e ora deve rispettare le regole, è il messaggio di Juncker, cui il leader leghista risponde un piccato “non siamo cocciuti” ma “lasciateci lavorare”. Salvini si mostra spavaldo anche di fronte all’ipotesi, ormai incombente, dell’apertura di una procedura (Ispettori Ue? Manca “solo l’ispettore Derrick e il tenente Colombo”, dice) e conferma che “i fondamentali” non saranno toccati. Ben vengano “i consigli” ma “i diktat” saranno rispediti al mittente. Il clima incandescente certo non aiuta l’opera di tessitura che Giuseppe Conte sta cercando di mettere in atto e che potrebbe portare a un incontro, al momento ancora non in agenda, proprio con Juncker. Il premier, prima di partire per Palermo per la conferenza sulla Libia, potrebbe vedere di nuovo il ministro dell’Economia Giovanni Tria, per mettere a punto i dettagli delle (poche) concessioni che l’esecutivo è pronto a fare a Bruxelles: da un lato una revisione al ribasso del Pil, che tenga conto dello scenario che si è deteriorato da settembre a oggi, e che diventerebbe così più vicino alle stime europee (1,2% contro l’1,5% italiano) che pure tengono conto di un effetto espansivo della manovra, anche se meno di quanto ipotizzato dal governo. Dall’altro lato ci potrebbe essere la promessa di una clausola, forse automatica, di taglio della spesa in caso di sforamento. Nulla di più, almeno per ora. L’azione del governo in queste ore è anche sotto la lente degli ispettori dell’Fmi, in Italia per la consueta missione nell’ambito dell’Article IV, che incontreranno Tria proprio martedì, quando scade il termine per inviare il nuovo Draft Budgetary Plan a Bruxelles. In questo contesto incandescente Piazza Affari da settimane subisce contraccolpi. Il grafico del Ftse All Share è in rosso perenne, con una flessione che da inizio anno ha toccato oltre il 12%. Ancora peggio il Ftse Italia All Share banks, quello delle banche, che perde il 25%. Istituti di credito che rischiano di subire più di altri i contraccolpi dell’instabilità perché iperesposti al debito pubblico, con oltre 369 miliardi di titoli in portafoglio. E proprio domani il Tesoro tornerà sul mercato offrendo in asta Bot a un anno. Martedì sarà invece la volta dei Btp a 3, 7 e 20 anni. Entrambe fino a 5,5 miliardi. Le ultime emissioni hanno registrato tassi al top da 5 anni.

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Le Borse asiatiche sono contrastate. Tokyo ha chiuso la prima seduta della settimana in debole guadagno (+0,09%), mentre salgono con decisione le Piazze cinesi: Shenzhen guadagna il 2,5% e Shanghai l’1,2%. Secondo alcuni commentatori, pur persistendo i timori per la guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina, i mercati sarebbero stati rassicurati dai colloqui avvenuti la scorsa settimana a Washington fra funzionari americani e cinesi. Anche un incontro a Pechino tra il presidente Xi Jinping e l’ex segretario di Stato Usa Henry Kissinger sarebbe stato letto come un modo per ribadire l’importanza delle relazioni bilaterali fra i due Stati. Sul piano più strettamente finanziario, gli investitori sono invece in attesa della trimestrale del colosso cinese Tencent Holdings, prevista in settimana. Fra le altre Borse, Seul cede lo 0,27% e Sidney guadagna lo 0,27%. Bene anche Mumbai, che sale dello 0,37%.
– Le quotazioni dell’euro scendono in avvio di settimana 1,1275 dollari contro le quotazioni di 1,1337 di venerdì scorso, ai minimi da giugno 2017. Sullo yen l’euro scivola a 128,72.
– Lo spread tra Btp e Bund apre stabile a 298 punti con un rendimento al 3,39%.
– Piazza Affari ha aperto in rialzo la prima seduta della settimana. L’indice Ftse Mib ha avviato gli scambi con un guadagno dello 0,37% a 19.329 punti.
– Alibaba centra un nuovo record di vendite online speciali nel decennale del ‘giorno dei single’, l’11 novembre, raggiungendo il picco di 30,8 miliardi di dollari (213,5 miliardi di yuan) a fronte dei 25,3 miliardi del 2017.
Le 24 ore di shopping erano del resto partite di slancio: il traguardo dei 10 miliardi era stato raggiunto, in base a quanto comunicato dalla compagnia di e-commerce fondata da Jack Ma, in appena 1 ora e 48 secondi attraverso Alipay, la modalità di pagamento della compagnia di Hangzhou, mentre quota 1 miliardo in 1 minuto e 25 secondi.
Oltre 180.000 brand a livello mondiale hanno partecipato quest’anno all’iniziativa.

– Apertura in crescita per Piazza Affari, con Francoforte che ha avviato le contrattazioni in rialzo dello 0,54% a quota 11.591 punti, seguita da Parigi (+0,46% a 5.130 punti). Bene anche Madrid (+0,44% a 9.174 punti) e Milano (+0,37% a 19.329 punti). Dopo i primi scambi, Londra è solida: sale dello 0,6% a 7.148 punti.
Lo spread tra Btp e Bund torna sopra quota 300, a 303 punti base, con il rendimento del decennale del Tesoro al 3,40%.

Piazza Affari ha aperto in crescita ma ha subito invertito la tendenza, girando in negativo. l’Indice Ftse Mib perde lo 0,4%, appesantito da Atlantia, che cede il 4%, Ferrari (-2%) e Recordati (-1,7%). Continua a salire Tim (+4,2%), spinta dal progetto del governo di un’unica infrastruttura delle reti Telecom e Open Fiber. Bene anche Saipem (+2,6%), Eni (+1,15) e Leonardo (+1,4%), che ha chiuso un contratto con la guardia di finanza per la fornitura di 22 elicotteri. Banca Carige oggi è sospesa dalle contrattazioni su richiesta dello stesso istituto, in attesa del cda che dovrà decidere sul rafforzamento patrimoniale.

Le quotazioni dell’euro scendono in avvio di settimana 1,1275 dollari contro le quotazioni di 1,1337 di venerdì scorso, ai minimi da giugno 2017. Sullo yen l’euro scivola a 128,72.

Carige: Borsa conferma sospensione da contrattazioni  – Borsa Italiana comunica che le azioni di Banca Carige, così come le obbligazioni, sono sospese dalle negoziazioni “in attesa di comunicato”. Prima dell’avvio di seduta, la banca ligure aveva comunicato di aver chiesto la sospensione del titolo dalle contrattazioni, “per la sola giornata di oggi”, in attesa “di illustrare al mercato le misure di rafforzamento patrimoniale che saranno deliberate dal Cda di oggi”.

Asia contrastata, Piazze cinesi in solida crescita – Le Borse asiatiche sono contrastate. Tokyo ha chiuso la prima seduta della settimana in debole guadagno (+0,09%), mentre salgono con decisione le Piazze cinesi: Shenzhen guadagna il 2,5% e Shanghai l’1,2%. Secondo alcuni commentatori, pur persistendo i timori per la guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina, i mercati sarebbero stati rassicurati dai colloqui avvenuti la scorsa settimana a Washington fra funzionari americani e cinesi. Anche un incontro a Pechino tra il presidente Xi Jinping e l’ex segretario di Stato Usa Henry Kissinger sarebbe stato letto come un modo per ribadire l’importanza delle relazioni bilaterali fra i due Stati. Sul piano più strettamente finanziario, gli investitori sono invece in attesa della trimestrale del colosso cinese Tencent Holdings, prevista in settimana. Fra le altre Borse, Seul cede lo 0,27% e Sidney guadagna lo 0,27%. Bene anche Mumbai, che sale dello 0,37%.

– Le Borse europee si sono indebolite dopo i primi scambi e adesso viaggiano in ordine sparso, con Londra che sale dello 0,36% e Francoforte che perde lo 0,7%. In rosso anche Parigi (-0,22%) e Milano (-0,16%), mentre Madrid è piatta.
Cala dello 0,2% nel terzo trimestre la produzione dell’industria diminuisce rispetto ai mesi precedenti.  E’ il terzo calo consecutivo secondo l’Istat. “Prosegue la fase di debolezza della produzione industriale, che chiude con un lieve calo congiunturale anche il terzo trimestre dell’anno”, osserva l’istituto di statistica.
Su base annua, invece, l’indice torna a crescere dopo due mesi, e aumenta in termini tendenziali dell’1,3% nei dati corretti per gli effetti di calendario. Rispetto ad agosto ci sono aumenti per i beni intermedi (+1,1%) e i beni di consumo (+0,3%) e variazioni negative per i beni strumentali (-1,6%) e l’energia (-0,1%). Mentre su base annua la crescita maggiore riguarda l’energia (+4,2%).
Secondo l’Istat nel terzo trimestre, la flessione congiunturale è dovuta ai beni di consumo e ai beni intermedi, mentre risultano in crescita i comparti dell’energia e dei beni strumentali. L’Istat osserva “incrementi più contenuti” per i beni strumentali (+2,9%) e i beni intermedi (+0,8%) e registra in diminuzione, invece, la produzione di beni di consumo (-0,8%). I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+7,0%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+5,1%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+4,5%). Le maggiori flessioni si rilevano invece nell’attività estrattiva (-11,2%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-4,7%) e nell’industria del legno, della carta e stampa (-2,7%).
Pesante la flessione per il comparto auto. A settembre l’Istat registra un nuovo calo della produzione italiana di autoveicoli, con una flessione tendenziale dell’8,2% nei dati corretti per gli effetti di calendario. Nei primi nove mesi dell’anno il settore realizza una perdita di produzione del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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“In termini meccanici sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari a +0,4% nel quarto trimestre dell’anno in corso per raggiungere gli obiettivi di crescita presenti nella Nota di aggiornamento al Def per il 2018”. Lo ha detto il presidente facente funzione dell’Istat Maurizio Franzini nell’audizione sulla manovra alla Camera. Franzini ha ricordato la crescita “nulla” del terzo trimestre e che l’indicatore anticipatore “registra una ulteriore flessione” preludendo alla “persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico”. Per il 2017, ha proseguito, “è confermato un indebitamento pari al 2,4% del Pil e un debito pari al 131,2%. Per l’anno in corso e i successivi si conferma quanto espresso nell’audizione sul Def pur sottolineando che un mutato scenario economico potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica in modo marginale per il 2018 ma in misura più tangibile per gli anni successivi”.
– Nel terzo trimestre la produzione dell’industria diminuisce dello 0,2% rispetto ai mesi precedente: è il terzo calo consecutivo. Lo comunica l’Istat precisando che la flessione congiunturale è dovuta ai beni di consumo e ai beni intermedi, mentre risultano in crescita i comparti dell’energia e dei beni strumentali. L’Istat stima inoltre che l’indice destagionalizzato della produzione industriale di settembre sia sceso dello 0,2% rispetto ad agosto. Su base annua, invece, l’indice torna a crescere dopo due mesi, e aumenta in termini tendenziali dell’1,3% nei dati corretti per gli effetti di calendario. Rispetto ad agosto ci sono aumenti per i beni intermedi (+1,1%) e i beni di consumo (+0,3%) e variazioni negative per i beni strumentali (-1,6%) e l’energia (-0,1%). Mentre su base annua la crescita maggiore riguarda l’energia (+4,2%).   [print-me title=”STAMPA”]

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