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Ultimo aggiornamento 20 Novembre, 2018, 22:23:12 di Maurizio Barra

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DALLE 19:52 ALLE 22:23

DI MARTEDì 20 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Governo battuto su ddl anticorruzione
Capogruppo M5s D’Uva chiede sospensione dei lavori

Anticorruzione: Governo battuto al voto segreto sul peculatoAccuse tra Lega e M5s. Al momento del voto assenti 9 deputati leghisti e 9 cinquestelle. Salvini: ‘Voto sbagliato, la linea la do’ io’. L’esame del ddl riprende domani alle 11 – Fonti FI, nei giorni scorsi incontro Cav-Mattarella
A chiedere il colloquio sarebbe stato l’ex premier

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Governo battuto nell’Aula della Camera sul voto segreto di un emendamento al ddl anticorruzione.
Il capogruppo M5S Francesco D’Uva ha chiesto la sospensione della seduta. L’emendamento approvato contro il parere del governo è di Catello Vitiello del Misto-Maie. E’ passato con 284 voti a favore e 239 contrari. Forza Italia esulta e urla “Libertà, Libertà”. “E’ un successo contro il giustizialismo manettaro”, ha detto la capogruppo Maria Stella Gelmini.
Governo battuto nell’Aula della Camera sul voto segreto di un emendamento al ddl anticorruzione. Il capogruppo M5S Francesco D’Uva ha chiesto la sospensione della seduta.  L’emendamento approvato contro il parere del governo è sul peculato ed è di Catello Vitiello del Misto-Maie. è passato con 284 voti a favore e 239 contrari. Sullo stesso tema la maggioranza si era divisa in commissione: la Lega puntava alla riduzione della portata del reato di peculato, mentre il M5S aveva una posizione contraria. Il testo è un’aggiunta all’art. 323 del Codice penale e stabilisce che “la pena non può essere inferiore a due anni se il fatto del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio consiste nella appropriazione mediante distrazione di somme di denaro o di altra cosa mobile altrui delle quali ha il possesso o comunque l’ autonoma disponibilità per ragione del suo ufficio o servizio, nell’ambito di un procedimento disciplinato da legge o regolamento che appartenga alla sua competenza”.Forza Italia esulta e urla “Onestà, Onestà”. “E’ un successo contro il giustizialismo manettaro”, ha detto la capogruppo Maria Stella Gelmini.”Che dire: si è mandato un segnale al Movimento Cinque stelle…” dice un deputato della Lega dopo che il governo è stato battuto nell’Aula della Camera su un emendamento votato a scrutinio segreto sul ddl anticorruzione. Versione oopposta quella che da un altro deputato della Lega. Igor Iezzi.
“Sono stati i ‘fichiani’ che hanno mandato un segnale. Cercano una scusa per non votare il decreto sicurezza” dice Iezzi, puntando il dito sui parlamentari pentastellati vicini al Presidente della Camera come responsabili della sconfitta della maggioranza sul ddl anticorruzione. Duro il capogruppo della Lega Riccardo Molinari arrivando a palazzo Chigi ‘Non siamo stati noi” . Al voto sull’emendamento sono risultati assenti 9 deputati della Lega (Basini, Bitonci, Cecchetti, Centemero, Fugatti, Legnaioli, Segnana, Tonelli e Zanotelli) e 9 del M5S (Alaimo, Bologna, Dall’Osso, Ficara, Penna, Perconti, Termini, Varrica, Zolezzi).Non tarda ad arrivare l’ira di Salvini. “Voto in aula assolutamente sbagliato. La posizione della Lega la stabilisce il segretario. Il provvedimento arriverà alla fine come concordato dalla maggioranza”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini commentando il voto alla Camera sul ddl anticorruzione che ha visto la maggioranza battuta.”I rancori e le contraddizioni in maggioranza non reggono alla prova del voto segreto in Aula. Evidentemente si tratta di un governo ad orologeria che imploderà prima di quanto ci si possa aspettare”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.E dopo la conferenza dei capigruppo si è deciso che riprenderà domani alle 11 nell’Aula della Camera l’esame del ddl. “Hanno bisogno di molte ore per risolvere i loro molti problemi politici”, spiega Emanuele Fiano del Pd. – Incontro nei giorni scorsi tra Silvio Berlusconi e Sergio Mattarella. A chiedere un colloquio con il Capo dello Stato, a quanto si apprende da fonti della Lega, sarebbe stato l’ex premier che avrebbe espresso al presidente della Repubblica le sue preoccupazioni sulla situazione politica e le fibrillazioni della maggioranza.   [print-me title=”STAMPA”]

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