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Ultimo aggiornamento 22 Novembre, 2018, 12:06:23 di Maurizio Barra

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DALLE 01:12 ALLE 12:06

DI GIOVEDì 22 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Borsa: Tokyo, apertura in lieve rialzo
Cambi: yen stabile su dollaro ed euro

Moscovici: manovra non fa bene al popoloIl commissario economico dell’Ue commenta la bocciatura

Oro: in lieve rialzo a 1222 dollariMetallo sale dello 0,1%

Petrolio:lieve calo a 54,5 dollariBrent a 63,28 dollari (-0,3%)

Cambi:euro parte poco mosso a 1,139Stabile in Asia lo Yen a 113,01

Spread parte in lieve rialzo dopo bocciatura manovraRendimento al 3,5%

Borsa:Asia fiacca con Ringraziamento UsaSedute contrastata e deboli per approssimarsi di festività

Borsa: Milano apre in calo dello 0,42%L’indice Ftse Mib a 18.653 punti

Borsa: Europa apre in ribassoVendite anche su Francoforte e su Londra

Spread risale a 315 punti, tasso al 3,5%Dopo avvio a 311 punti

Borsa: Milano cede lo 0,9% con bancheFuori dal Ftse Mib volano Carige e Astaldi

Borsa: Europa ritraccia, Milano (-0,95%)Vendite sulle tlc e sulla banche, acquisti su prodotti consumo

Casa: compravendite II trimestre +4,7%Sul trimestre precedente +1,6%, mercato riprende ma resta gap

Bankitalia:non sacrificare concorrenzaDg Rossi,serve iniziativa politica,non è di destra o di sinistra

Spread Btp-Bund resta in rialzo a 314Rendimento del decennale a 3,49%

Immobiliare: patrimonio fondi a 55 mldScenari immobiliari, +2,8%. In 2019 sarà 56 mld – In 2018 crollo rapine in banca, -28,7%
dati Ossif-Abi, in primi nove mesi sono state 134

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L’ARTICOLO

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TOKYO

– La Borsa di Tokyo mostra un leggero recupero in apertura, in linea con la stabilizzazione degli indici azionari statunitensi e la frenata del calo delle quotazioni di greggio. L’indice Nikkei mostra un rialzo dello 0,38%, a quota 21.588,33, con un guadagno di 80 punti. Sul mercato valutario lo yen si assesta poco sopra a 113 sul dollaro e a un valore di 128,70 sull’euro.
– PARIGI

– “Contrariamente a quanto pretende qualcuno, una manovra cosi’ non può essere ‘positiva per il popolo’. Ma rischia di “oberare l’avvenire”. Lo dice il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, parlando della bocciatura della manovra italiana in un’intervista a Les Echos.
“La zona euro non può esistere, progredire, rafforzarsi se ognuno va per conto proprio”, aggiunge Moscovici. “Nel caso italiano – spiega – la nostra proposta è conseguenza logica della decisione delle autorità italiane di non modificare la loro manovra. Continuiamo a pensare che il progetto di bilancio presenta rischi per l’economia italiana, per le aziende, per i risparmiatori e i contribuenti, semplicemente perché rischia di accrescere il debito”.
– Oro in lieve rialzo sui mercati. Il metallo con consegna immediata avanza dello 0,1% a 1222 dollari l’oncia.
– Lieve calo prezzo del petrolio sui mercati. Gli investitori sono alle prese con i dati sulle scorte Usa diffusi mercoledì e l’attesa per le decisioni dell’Opec nel vertice del 6 dicembre. Il greggio Wti cede lo 0,2% a 54,51 dollari al barile mentre il Brent scende dello 0,3% a 63,28 dollari.
– Avvio poco mosso per l’euro sui mercati. La moneta unica viene scambiata a 1,139 dollari (+0,1%). Stabile, in Asia, lo yen a 113,01 dollari.
Risale sopra la soglia dei 315 punti lo spread fra Btp e Bund, dopo un avvio a 311 punti. Il rendimento del decennale italiano rivede la soglia del 3,5%

– I principali indici azionari asiatici sono contrastati e con scambi deboli all’approssimarsi della festa del Ringraziamento negli Usa, con Wall Street chiusa. La maggior parte ha avuto oscillazioni nell’ordine del mezzo punto percentuale, tra guadagni e perdite. Il parziale recupero dei tecnologici ieri sul Nasdaq e la stabilizzazione delle quotazioni petrolifere hanno sostenuto Tokyo (Nikkei +0,65%), con una seduta volatile e a scambi ridotti, anche qui in anticipazione della Festa nazionale del lavoro domani. In Cina Shanghai ha perso lo 0,23%, Shenzhen lo 0,4% mentre Hong Kong (ancora aperta) guadagna lo 0,4%. Debole il Kospi coreano (-0,32%), in rialzo Mumbai (+0,3%). Gli occhi dei mercati oggi sono puntati sulla vendita del Btp italiano ai clienti istituzionali, dopo la deludente performance con il retail e mentre la Bce pubblica i verbali della riunione di politica monetaria.
– MILANO

– L’indice principale della Borsa di Milano apre in calo dello 0,42% a quota 18.653 punti.

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Apertura in calo per le principali Borse europee: Parigi cede lo 0,33%, Francoforte lo 0,25% mentre Londra, a pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni, vede un ribasso dello 0,4% circa.
– Risale sopra la soglia dei 315 punti lo spread fra Btp e Bund, dopo un avvio a 311 punti. Il rendimento del decennale italiano rivede la soglia del 3,5%.

– La Borsa di Milano cede lo 0,9%. In sofferenza sono soprattutto le banche, con lo spread fra Btp e Bund sopra la soglia dei 315 punti e il rendimento del decennale italiano che rivede il 3,5%. In netto calo Banco Bpm (-3%), Bper (-1,8%), Ubi (-1,7%) Banca Generali (-1,5%), Unicredit (-1,5%), Mediobanca (-1,5%), Intesa (-1,4%), Mediolanum (-0,98%) e Fineco (-1%). Cede oltre un punto percentuale Tim poco mossa dai numeri del Messaggero su un documento all’attenzione dei ministeri per la newco della rete, il cui valore è stimato in 15 miliardi.
Vendite anche su Generali all’indomani della presentazione del piano (-0,5%). In rialzo solo alcuni titoli legati al lusso come Campari (+0,7%), Luxottica (+0,1%, mentre è il corso l’ops di EssilorLuxottica). Fuori dal Ftse Mib forti acquisti su banca Carige (+5,8% dopo essere finita in asta di volatilità per eccesso di rialzo). In risalita anche Astaldi (+9%) mentre il ‘cavalier bianco’ interessato ad alcuni dei suoi asset, Salini Impregilo, cede lo 0,1%.
– Le Borse europee ritracciano dopo le chiusure in positivo di ieri: Parigi lascia sul campo oltre mezzo punto percentuale (-0,55%), Londra qualcosa di più (-0,65%). In calo anche Francoforte (-0,48%). Anche Madrid è in flessione (-0,8%), mentre Milano è la peggiore (-0,95%). Ad appesantire i listini del Vecchio Continente (l’indice Stx Europ 600 cede l’1,7%) sono per lo più le utilities (-1,4%) ma vanno male anche le Tlc, dove spiccano le perdite di Iliad (-3,5%), Vodafone (-3,3%), e Tim (-1,2%). Sotto pressione soprattutto le banche con Banco Bpm (-2,7%), Credit Suisse (-2,4%), Unicredit (-2,4%), Santander (-2,2%), Credit Agricole (-1,7%) e Deutsche Bank (-1,7%). In rialzo solo il settore dei prodotti di consumo con Henkel (+0,3%), Unilever (+0,4%) e L’Oreal (+0,2%).
– Nel secondo trimestre 2018, le transazioni immobiliari sono state 209.243 con un aumento del 4,7% rispetto allo stesso trimestre del 2017 e dell’1,6% rispetto al trimestre precedente. E’ quanto risulta dai dati dell’Istat sulle compravendite e mutui di fonte notarile che sottolinea la conferma la tendenza al recupero del mercato immobiliare, con un incremento di circa il 39% rispetto ai valori minimi di fine 2013. Tuttavia, rimane ancora un gap, quasi il 4%, nei confronti dei livelli medi del 2010.
Nel complesso, in base ai dati dell’Istat, l’incremento congiunturale interessa soprattutto il Nord-ovest (+3,0%), il Nord-est (+2,7%) e, in misura minore, il Centro (+0,4%). Al Sud le transazioni sono stabili rispetto al trimestre precedente (0,0%) mentre risultano in flessione nelle Isole (-1,3%). Il settore abitativo segue l’andamento generale, il comparto economico segna invece variazioni positive nel Nord-ovest (+6,9%),nel Nord-est (+0,6%), negative nel Centro (-6,5%), nelle Isole (-3,0%) e al Sud (-1,5%)

– “Occorrerebbe facilitare il passaggio dei lavoratori dalle aziende che stanno per uscire dal mercato a quelle nuove che vi entrano e al tempo stesso convincere i cittadini/consumatori che la concorrenza, per quanto a volte dolorosa per chi deve uscire e rientrare, abbassa i prezzi e fa aumentare il benessere generale”. E’ quanto afferma il dg di Banca d’Italia Salvatore Rossi secondo “va ripresa l’iniziativa politica. Non è un obiettivo di destra o sinistra, è razionale”.
“Quando lo Stato interviene a salvare posti di lavoro in imprese morenti o a salvaguardare rendite localistiche e settoriali con ciò sacrificando la concorrenza, la prima reazione dell’opinione pubblica è almeno in parte positiva” “Il problema è come lo si fa”. Se “un territorio è soggetto a terremoti lo Stato può pagare i danni o costringere gli abitanti a rendere le case antisismiche. E’ più efficiente. Ma politicamente più impervio”.
– Lo spread fra Btp e Bund resta in rialzo a 314 punti dai 309 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale è al 3,49%.
– Continua la fase di crescita del risparmio gestito in fondi immobiliari. In Italia il patrimonio complessivo gestito dai fondi è atteso aumentare del 2,8% quest’anno e il prossimo, fino a raggiungere 55 miliardi di euro nel 2018 e 56 miliardi nel 2019. Questi sono alcuni dei dati emersi dell’aggiornamento del Rapporto 2018 “I Fondi immobiliari in Italia e all’estero”, realizzato daScenari Immobiliariin collaborazione con loStudio Casadei e presentato a Roma Sul mercato immobiliare al momento operano 430 fondi, cresciuti nel numero anche per l’utilizzo come veicolo da parte dei soggetti esteri che, in modo crescente, operano in Italia. E per il futuro annunciata politica delle privatizzazioni di beni pubblici potrebbe dar vita a nuovi e importanti fondi immobiliari, come accaduto nel decennio passato.
Il comparto degli uffici continua a trainare gli investimenti concentrando oltre il 60%, seguito dal retail. L’indebitamento del sistema dei fondi è in calo a 23 miliardi di euro

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Nei primi nove mesi del 2018 in Italia il numero delle rapine in banca è sceso quasi di un terzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con 134 casi rispetto ai 188 (-28,7%) dello scorso anno. E’ quanto risulta dai dati di Ossif, il Centro di ricerca Abi in materia di sicurezza .
In particolare le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-66,7%, da 6 a 2), Calabria (-50%, da 2 a 1), Emilia Romagna (-50%, da 20 a 10), Lazio (-27,3%, da 22 a 16), Liguria (-50%, da 6 a 3), Lombardia (-52%, da 25 a 12), Marche (-20%, da 5 a 4), Piemonte (-38,9%, da 18 a 11), Puglia (-45,2%, da 31 a 17), Toscana (- 12,5%, da 16 a 14) e Veneto (-28,6%, da 7 a 5). Nessun colpo in banca in Sardegna e Valle d’Aosta. Invariate le rapine in Basilicata (solo una) e in Molise (solo una). Aumenti si sono invece verificati in: Campania (18 rapine da 15), Friuli Venezia Giulia (una rapina da 0) Sicilia (13 rapine da 9), Trentino Alto Adige (1 rapina da 0) e Umbria (4 rapine da 3).   [print-me title=”STAMPA”]

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