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ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

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Ultimo aggiornamento 26 Novembre, 2018, 07:52:34 di Maurizio Barra

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DALLE 11:51 DI SABATO 24 NOVEMBRE 2018

ALLE 07:52 DI LUNEDì 26 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Cgia Mestre, no a nuova patrimoniale
Quelle che ci sono già ci prelevano 45,7 mld l’anno

Banche:Bce,bene sforzi ma freno utiliEffetti su capitale. Incognite da Mrel e mosse Bce

Servono competenze, imprese non troveranno 469mila da assumereCarlo Robiglio: ‘ITS senza appeal, chiamiamoli Smart Academy’

Bce:mercato valuta ipotesi nuovo TltroEconomia Europa frena, mercato scommette su varo nuove misure

Leader delle imprese alleati contro lo stop ai cantieriAttesi 1500 imprenditori a Torino. ‘Esplodono’ le adesioni all’iniziativa del 3 dicembre

Toninelli, pronte concessioni A22 e A4Sciolti nodi giuridici,nuovo modo per far funzionare il pubblico

Borsa: Tokyo, apertura in lieve ribassoCambi: yen stabile. Petrolio ai minimi in un anno

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VENEZIA

– Dopo la bocciatura della manovra italiana da parte della Commissione europea e il conseguente avvio della procedura di infrazione per debito eccessivo, a Bruxelles comincia ad aleggiare l’ipotesi di chiedere l’applicazione di una nuova patrimoniale. Si tratterebbe di una proposta che il coordinatore dell’ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo, respinge con forza. “Sono già una quindicina le imposte patrimoniali che gli italiani sono costretti a pagare ogni anno – osserva -. Nel 2017, ad esempio, tra l’Imu, la Tasi, l’imposta di bollo, il bollo auto, abbiamo versato al fisco 45,7 miliardi di euro”.
Lo spread, innanzitutto, che taglia le gambe del capitale e del costo della raccolta e dei prestiti innescando poi un clima di incertezza e di mancati investimenti che frena la crescita economica. Ma il cammino delle banche italiane nei prossimi mesi è costellato di altri pericoli, dalle nuove regole europee sul requisito Mrel, alle decisioni della Bce sulle aste Tltro che negli scorsi anni sono state vitali per tenere in piedi gli istituti europei ed italiani. E così dopo un inizio di anno brillante, la fine del 2018 e il 2019 vedranno un “forte rallentamento degli utili” degli istituti di credito secondo il consensus degli analisti rilevato da Bankitalia.
L’inversione di tendenza non è frutto solo della congiuntura internazionale ma dalle incertezze delle politiche economiche.
Anche la responsabile uscente della vigilanza Bce, Danièle Nouy ha riconosciuto in un’intervista a Il Sole24ore come le banche abbiano fatto sforzi riducendo gli Npl (20 miliardi nei primi sei mesi e altri 20 miliardi a fine anno)

Con il timore che la rivoluzione tecnologica di 4.0 “si possano perdere migliaia posti di lavoro” nelle imprese “mai come oggi è al centro la persona, con le sue capacità, e dando un valore fondamentale a competenze e merito, ed alla formazione”, dice il presidente della Piccola Industria di Confindustria, Carlo Robiglio, che avverte”: “Uno dei nostri problemi non è tanto la fuga dei cervelli ma il fatto che nei prossimi 5 anni le nostre imprese ricercheranno 469mila figure tecniche e probabilmente non le troveranno”. Serve “quindi attenzione agli Its”, gli istituti tecnico scientifici.”Una famiglia preferisce un figlio laureato piuttosto che valorizzare percorsi come gli Its”, avverte il leader della Piccola Industria: “Dobbiamo sostenere la formazione che possono garantire gli Its, magari dandogli anche un appeal: chiamiamoli Smart Academy, diamo un valore di comunicazione che non c’è, ma mettiamo al centro della nostra attenzione l’elemento della formazione tecnico scientifica”. Tra Industria 4.0, formazione di nuove competenze, opportunità di creare lavoro, come Paese industriale “se non vogliamo perdere il nostro secondo posto europeo e settimo al mondo dobbiamo lavorare su questi elementi. Altrimenti è prova provata che nei prossimi anni in Italia non avremo le competenze che serviranno per lavorare nelle aziende”. Confindustria stima che nei prossimi 5 anni le aziende avranno la necessità di assumere 469mila tecnici, superperiti e laureati in materie ‘stem’ ( Science, Technology, Engineering and Mathematics) di cui 264mila operai specializzati.

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Una settimana cruciale, quella che si apre domani, per la Bce che vede avvicinarsi la data della decisione sul programma di acquisti di titoli (Qe), prevista nella riunione del 13 dicembre. Il presidente Mario Draghi sarà domani, lunedì, a un’audizione del Parlamento Ue mentre si moltiplicano i segnali di rallentamento dell’economia continentale, l’ultimo è arrivato dalla Germania in un contesto mondiale difficile a causa dei dazi. Poco prima della sua audizione sarà diffuso l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche che fornirà un ulteriore tassello mentre venerdì arriverà il dato sull’inflazione dell’area euro. Nella riunione di dicembre la Bce fornirà i suoi dati aggiornati su crescita e inflazione e il mercato sta considerando sempre più probabile il varo di un nuovo programma di finanziamento a medio lungo termine (Tltro) che possa magari sostituire gradualmente quelli in scadenza e sostenere il comparto bancario. Una misura molto utile specie per gli istituti italiani.
Si amplia l’iniziativa preannunciata da Confindustria a Torino, per il 3 dicembre, in una città “simbolo” per lo scontro sulla Torino-Lione per rilanciare il pressing per più infrastrutture e contro lo stop ai cantieri.
Oltre a via dell’Astronomia, che aveva già annunciato una riunione del suo Consiglio Generale con la presenza dei presidenti delle associazioni territoriali di tutt’Italia e delle categorie, si sta lavorando – a quanto si apprende – per allargare quanto più possibile l’iniziativa ad altre associazioni di impresa. E già si prevede di riunire a Torino almeno 1500 imprenditori, la maggior parte con incarichi di vertice nelle associazioni datoriali.Non c’è ancora un annuncio ufficiale ma, informalmente, c’è la conferma di una ampia partecipazione. C’è l’adesione di Confcommercio, che prevede la presenza del presidente Carlo Sangalli. Così come Confartigianato, anche in questo caso con il leader nazionale Giorgio Merletti. Ci saranno i costruttori dell’Ance. E ci saranno con i leader nazionali anche Confesercenti e Cna.  In campo anche il mondo delle Cooperative ma, per il momento, è prevista una presenza solo a livello di organizzazioni territoriali locali di Legacoop e Confcooperative.

– “Dopo tanto lavoro e tanti incontri a Bruxelles, oggi siamo arrivati alla fine. Tutti i nodi giuridici sono stati sciolti. Il cambiamento è pronto”. Lo dice il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli su Fb in merito alle nuove concessioni sull’autostrada A22 Brennero-Modena e A4 Venezia-Trieste, che erano scadute. “Abbiamo detto basta – spiega – agli esorbitanti e ingiustificati profitti regalati ai privati. E abbiamo aperto a una gestione pubblica delle autostrade, che garantisce più servizi a chi viaggia e distribuisce gli utili ai territori. Ecco perché mi sono impegnato tanto sin dall’avvio del mio mandato, con un grande sforzo dei miei uffici, per mettere a punto uno schema equilibrato ed efficace di convenzione per la gestione dell’A22 Brennero-Modena e A4 Venezia-Trieste, le cui concessioni erano scadute”. “Avrei potuto lasciare che si andasse a gara. Invece ho deciso di lavorare insieme ai territori e alle autorità che li governano per creare un nuovo modo di far funzionare la cosa pubblica”.
– TOKYO

– La Borsa di Tokyo avvia la prima seduta della settimana poco variata, dopo la nuova contrazione di venerdì degli indici azionari statunitensi, e la progressiva flessione delle quotazioni del greggio, ai minimi in un anno.
L’indice Nikkei segna un lieve ribasso dello 0,11%, a quota 21.622,94. Sul mercato valutario, lo yen si assesta a 112,90 sul dollaro, e a un valore di poco superiore a 128 sull’euro.   [print-me title=”STAMPA”]

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