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Ultimo aggiornamento 26 Novembre, 2018, 19:23:03 di Maurizio Barra

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DALLE 13:35 ALLE 19:22

DI LUNEDì 26 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Trump: se serve chiudiamo il confine
‘Molti migranti sono criminali, non entreranno negli Usa’

Trump al Messico, rimpatriare i migranti’Lo facciano come vogliono, ma non entreranno mai negli Usa’

Nazionalisti Kiev: dateci legge marzialeManifestanti di destra protestano in uniforme paramilitare

Somalia, 24 morti in due attacchiA Galkayo uccisi un religioso e 17 fedeli. Autobomba a Mogadiscio

Brasile: terza operazione per BolsonaroIl 20 gennaio, per funzione intestinale dopo accoltellamento

Turchia:cade elicottero militare,4 mortiIn un’area residenziale nella periferia asiatica di Istanbul

Brexit: May, non c’è accordo migliorePremier Gb, se la Camera lo rigetta torneremmo alla casella uno

Brexit: Corbyn, intesa è autolesionismoPremier deve elaborare un piano B, ci sono alternative possibili

Yemen: sei qaidisti uccisi da drone UsaNella zona di Bayda, a sud-est della capitale Sanaa

Turchia: Khashoggi, perquisite due villeAlla ricerca dei resti del giornalista dissidente saudita

Nato, Russia rilasci navi e marinai’Violenza ingiustificata. Richiamiamo a calma e moderazione’

Deforestazione record in AmazzoniaPeggior indice decennio,persi 7.900 km quadrati pari a 5 S.Paolo

Erdogan contro la sigaretta elettronica’Respinte compagnie tabacco. Rischi anche da tecnologia’

May: l’11 dicembre il voto sulla BrexitCapogruppo Tory invia lettera ai deputati, dibattito al via il 4

Gilet gialli: Dior, rubati gioielliDevastata celebre boutique su Champs-Elysees durante disordini

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NEW YORK

– “Chiuderemo il confine” con il Messico “in modo permanente, se necessario”. Lo afferma Donald Trump invitando il Congresso a elargire i fondi per la realizzazione del muro. Molti dei migranti sono “criminali”, attacca il presidente degli Stati Uniti, e “non entreranno negli Usa”.
Donald Trump lancia un monito al Messico: rispedisca a casa i migranti al confine con gli Usa.
“Dovrebbero rimpatriare nei loro Paesi quei migranti che sventolano le bandiere – scrive su Twitter – molti dei quali sono spietati criminali. Lo facciano con gli aerei, con i bus o come vogliono, ma quelle persine non entreranno mai negli Stati Uniti”. Intanto, almeno 42 migranti sono stati arrestati sul lato americano del confine in seguito alle tensioni delle ultime ore.
– MOSCA

– Attivisti e simpatizzanti del movimento di estrema destra Corpo Nazionale hanno manifestato davanti al palazzo presidenziale e stanno ora manifestando davanti al Parlamento ucraino chiedendo l’introduzione della legge marziale.
“Non indietreggiamo!” si legge su un grande striscione. Molti sono in uniforme paramilitare. I nazionalisti chiedono anche che le elezioni si svolgano il 31 marzo 2019 come da programma. Altri manifestanti hanno bruciato una bandiera russa e hanno lanciato dei fumogeni davanti al consolato russo a Kharkiv, in Ucraina orientale, in segno di protesta contro l’incidente tra le forze navali russe e quelle ucraine avvenuto ieri a largo della Crimea.
Almeno 24 persone sono morte in due distinti attacchi in Somalia. Il primo è avvenuto a Galkayo, nel nord, dove due kamikaze si sono fatti esplodere davanti a un luogo di preghiera, seguiti da quattro uomini armati che hanno aperto il fuoco sulla folla: morti un religioso e 17 fedeli “colpevoli”, riferisce la polizia, di aver suonato musica durante le preghiere, 20 i feriti. Il secondo episodio è avvenuto nella capitale Mogadiscio dove un’autobomba è esplosa uccidendo sei persone e ferendone 15.Un ufficiale di polizia di Galkayo, Ahmed Awale, ha riferito che dopo l’azione dei due attentatori suicidi davanti luogo di preghiera, che è anche un santuario Sufi, i quattro uomini armati hanno fatto irruzione nell’edificio e aperto il fuoco. Le forze di sicurezza somale hanno risposto al fuoco dando vita a una violenta battaglia dentro l’edificio. Tre degli attentatori sono rimasti uccisi, mentre il quarto è stato catturato vivo, ha aggiunto Awale. L’attacco di Galkayo è stato rivendicato dal gruppo fondamentalista al Shabaab. Tra le vittime anche Sheikh Abdiweli Ali Elmi, che aveva centinaia di seguaci, ritenuto una figura controversa a causa di alcuni video in cui lo si vede insieme ai fedeli cantare preghiere con la musica, cosa che secondo gli estremisti è contraria alla religione islamica.
– BRASILIA

– Il presidente brasiliano eletto, Jair Bolsonaro, sarà operato nuovamente il 20 gennaio 2019, dopodiché dovrà restare almeno 15 giorni a riposo per ripristinare la funzione intestinale dopo i danni causati dall’accoltellamento subito lo scorso 6 settembre in campagna elettorale: lo ha reso noto il chirurgo Antonio Luiz Macedo.
Il futuro capo di Stato, che ha 63 anni, avrebbe dovuto operarsi per la terza volta il 12 dicembre, ma la data è stata rinviata dopo che, ulteriori accertamenti eseguiti venerdì scorso, hanno evidenziato un’infiammazione del peritoneo.
– ISTANBUL

– Almeno quattro soldati sono rimasti uccisi oggi nello schianto di un elicottero militare in un’area residenziale nella periferia asiatica di Istanbul. Un altro soldato risulta al momento ferito.
Secondo le prime indagini, il velivolo sarebbe precipitato dopo aver urtato il tetto di un edificio, cadendo a pochi metri da alcuni palazzi. Resta da chiarire se si sia trattato di un problema tecnico o di un errore del pilota.
Nell’incidente non risultano esserci vittime civili.
– LONDRA

– “Non esiste un accordo migliore disponibile” sulla Brexit da parte dell’Ue. Lo afferma la premier Theresa May illustrando ai Comuni l’intesa raggiunta a Bruxelles e avvertendo che in caso di bocciatura della ratifica del Parlamento si “tornerebbe alla casella numero uno”. May afferma che “il popolo britannico vuole” girare pagina e che questo accordo consentirà al Regno Unito di mantenere una solida “cooperazione economica e di sicurezza” con i 27 e al contempo d’avviarsi verso “un futuro più luminoso fuori dell’Ue”.
L’accordo sulla Brexit “è giusto” per il Regno Unito e rispetta “la volontà democratica espressa dal popolo” britannico nel referendum del 2016, ha aggiunto la premier.
– LONDRA

– L’accordo sulla Brexit firmato da Theresa May “è un atto di autolesionismo nazionale”, che “non restituirà il controllo” al Regno Unito, “renderà il Paese meno prospero” e lascia aperte incognite Ulster, Gibilterra e pesca.
Così il leader laburista, Jeremy Corbyn, invocando i Comuni a rigettarlo. Corbyn sfida May a “preparare un piano B”, dicendo che un’alternativa “sensata” è possibile, con la permanenza nell’unione doganale e “un forte rapporto con il mercato unico”.
– BEIRUT

– Sei presunti membri di al Qaida in Yemen sono stati uccisi da un drone Usa nelle ultime ore nel Paese. Lo riferisce la tv panaraba al Jazira, che cita fonti militari yemenite.
Le fonti precisano che il raid con un aereo militare americano senza pilota è avvenuto ieri sera nella zona di Bayda, nello Yemen centrale, a sud-est della capitale Sanaa.
Nei mesi scorsi si è intensificata l’azione militare statunitense contro membri di al Qaida in Yemen (Aqap), una delle filiali del qaidismo tradizionale più radicate nel territorio mediorientale.

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ISTANBUL

– La polizia scientifica turca ha perquisito oggi due ville e le loro aree di pertinenza nella provincia di Yalova, a sud di Istanbul, dove gli investigatori sospettavano che potessero essere stati nascosti i resti di Jamal Kahshoggi dopo la sua uccisione nel consolato saudita. La procura ha reso noto che i controlli sono stati effettuati nelle proprietà dell’imprenditore saudita Mohammed Ahmed Alfaozan, che era stato contattato il giorno prima del delitto da uno dei membri del commando omicida inviato da Riad, identificato come Mansour Othman Abahussian.
Nella telefonata intercettata tra i due, spiegano i magistrati, ci si riferiva “alla distruzione o all’occultamento del corpo di Khashoggi”. Ai muri della villa, sottolineano i media locali, erano appesi quadri raffiguranti il re saudita Salman e il principe ereditario Mohammed bin Salman.
Non è stato al momento ufficializzato alcun ritrovamento significativo relativo alle indagini.
– BRUXELLES

– “Richiamiamo la Russia a garantire accesso senza ostacoli ai porti ucraini e a permettere la libertà di navigazione per l’Ucraina nel mar d’Azov e nello stretto di Kerch. Non c’è giustificazione per l’uso della forza contro le navi ucraine. Per questo chiediamo che rilascino subito i marinai ucraini e le navi prese. E richiamiamo anche alla calma e alla moderazione”. Così il segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg al termine della riunione straordinaria della commissione Nato-Ucraina.
– Non c’è pace per l’Amazzonia: cifre ufficiali del governo brasiliano mostrano un aumento delle deforestazioni pari al 13,7% nel periodo da agosto 2017 a luglio 2018, registrando il peggior indice in dieci anni.
In totale, il disboscamento nella più grande foresta pluviale del pianeta, misurato attraverso i dati pervenuti dalle immagini satellitari, ha raggiunto i 7.900 km quadrati nel periodo considerato, un’area equivalente ad oltre cinque volte San Paolo, la megalopoli più grande del Brasile.
Il tutto quando, fino al primo semestre dell’anno scorso, sembrava essersi registrata un’inversione di tendenza.
Per il ministro brasiliano dell’Ambiente, Edson Duarte, il fenomeno è da attribuirsi all'”inasprimento” della criminalità organizzata, che “agisce nel disboscamento illegale dell’Amazzonia distruggendo le ricchezze naturali del paese”.
– ISTANBUL

– Dopo le campagne contro alcol, tabacco e tatuaggi, Recep Tayyip Erdogan punta il dito anche contro le sigarette elettroniche. “Hanno inventato una cosa strana chiamata ‘sigaretta elettronica’. Dicono che non contiene nicotina o ne contiene molto poca. Ma presto la gente ne diventerà dipendente”, ha detto il presidente turco intervenendo a un convegno sulla politiche pubbliche per la salute e contro le droghe a Istanbul. Il leader di Ankara ha anche rivelato di aver respinto diverse proposte di investimento in Turchia di compagnie di tabacco: “Dicono che investiranno 500 milioni o un miliardo di dollari. Allora noi chiediamo se esporteranno quello che producono. Ma loro vogliono che almeno il 10% dei loro prodotti sia destinato ai consumi interni” e “noi non permetteremo” che la gioventù turca diventi dipendente da queste sostanze. Erdogan ha denunciato poi gli “allarmanti segnali” di dipendenza tecnologica in Turchia dove ci sono 70 mln di telefoni cellulari per 81 mln di abitanti.
– LONDRA

– La premier britannica Theresa May ha indicato la data dell’11 dicembre per il voto di ratifica del Parlamento di Westminster dell’accordo di divorzio dall’Ue sottoscritto a Bruxelles.
May ha citato questa scadenza rispondendo a una domanda verso la fine di un botta e risposta alla Camera dei Comuni protrattosi per oltre 2 ore. Il capogruppo del Partito Conservatore, Julian Green, ha confermato l’indicazione in una lettera ai deputati, precisando che il dibattito durerà una settimana e inizierà il 4 dicembre.
– PARIGI

– La celebre boutique di Dior in zona Champs-Elysees ha denunciato rapine e saccheggi subiti sabato scorso durante la manifestazione dei gilet gialli. I danni subiti sono dell’ordine di un milione e mezzo di euro, 500.000 per il furto di gioielli, oltre un milione per i danni.
La polizia sta cercando di capire, attraverso l’osservazione delle immagini girate dalle telecamere di sorveglianza, se a rubare i preziosi siano stati dei manifestanti o ladri infiltrati nella manifestazione per fare bottino pieno.
Mentre si attendono le cifre dei danni subiti dal grande magazzino Louis Vuitton, poco distante, Dior ha denunciato il furto di mezzo milione di gioielli, danni ingenti e vandalismo generalizzato contro le vetrine e le teche all’interno del negozio. Secondo quanto si apprende, due persone sarebbero state poste in stato di fermo per furto e danneggiamenti.   [print-me title=”STAMPA”]

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