Ultimo aggiornamento 27 Novembre, 2018, 17:38:40 di Maurizio Barra
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
DALLE 10:28 ALLE 17:38
DI MARTEDì 27 NOVEMBRE 2018
SOMMARIO
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Caparezza No Tav, ‘ci saremo sempre’
Cantante sostiene manifestazione contro l’opera dell’8 dicembre
Renzi,Di Maio riferisca in aula su padreOra toccherà al vicepremier chiarire ciò che va chiarito
Richetti si sfila e si allea con MartinaEra candidato alle primarie, ora sostiene il segretario uscente
Salvini, nessun nuovo documento alla UeFinchè non passa dal Parlamento la manovra non esiste
Corte Strasburgo,caso Cav senza sentenzaAccolta la richiesta dell’ex premier di non emettere un giudizio
Rai: oggi il cda, De Santis e Freccero a Rai1 e Rai2Bulbarelli verso Rai Sport, Preziosi verso Rai Parlamento
M5s: Iene, altri 2 operai in nero in ditta padre Di Maio. Pd: ‘Riferisca in Aula’Stasera in onda su Italia 1 un nuovo servizio. Ieri il video dell’ex ministra Maria Elena Boschi che augurava ad Antonio Di Maio di non ricevere lo stesso trattamento ricevuto da suo papà
Avvocati Cav,già ottenuta riabilitazioneNell’aprile di quest’anno ex premier ha ottenuto riabilitazione
Avvocati Cav, evitate ulteriori tensioniCome riconosciuto da Strasburgo nessuna necessita’ proseguire
Martina,grazie Richetti per generositàSiamo una somma e non una divisione, questo è il nostro faro
Violenza donne: Di Maio, ora Stato c’èDomani ddl Codice Rosso in cdm
Umbria lavora ricorso contro Dl GenovaAtto non ancora ufficiale, Uffici sarebbero al lavoro
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L’ARTICOLO
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TORINO
– Dopo quello di Chef Rubio la manifestazione No Tav dell’8 dicembre a Torino incassa un altro sostegno, quello di Caparezza. Con un breve video sulla pagina Facebook di notav.info, in cui mostra un fazzoletto No Tav, il cantante invita a partecipare alla mobilitazione contro la realizzazione dell’Alta velocità Torino Lione.
“Ci siamo! Ci saremo! Ci saremo sempre” dice Caparezza che più volte si è espresso a sostegno del movimento No Tav, a cui ha dedicato anche il pezzo ‘La grande opera’ contenuto nell’album ‘Le dimensioni del mio caos’.
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“Sull’azienda edile di Luigi Di Maio e sulle scelte di suo padre, ho già detto tutto nel post scritto l’altra notte. Per me basta e avanza: adesso toccherà al VicePremier venire in Parlamento e spiegare all’Aula ciò che va chiarito”. Lo scrive Matteo Renzi su facebook in un post sulla vicenda che riguarda il padre di Luigi Di Maio.
– Matteo Richetti lascia la corsa per le primarie del Pd e si ‘allea’ a sostegno della candidatura del segretario uscente Maurizio Martina. “Ho chiamato Maurizio. Gli ho promesso lealtà e sostegno, ma gli ho chiesto radicalità e coraggio – annuncia in una nota il senatore Dem – Maurizio ha accettato di fare sue le nostre proposte e il nostro stile”. In un lungo messaggio Richetti spiega il perché della decisione: “Piazza del Popolo me la ricordo. Molti mi chiedevano di candidarmi, ma tutti ancora di più ci chiedevano unità – ricorda – I nostri militanti li ho incontrati. Molti mi chiedevano di restare in campo, ma tutti ci chiedevano di non essere solo la somma di individualità”. Fino all’annuncio: “Sosterremo Maurizio alla segreteria in una corsa comune, in cui contribuiremo con la nostra presenza, i nostri comitati, le nostre idee, alla campagna congressuale”.
– Non ci sarà nessun nuovo documento che il governo invierà alla Ue sulla manovra: “ci sarà una manovra che spetta al Parlamento approvare e sarebbe quantomeno ingeneroso che qualcuno dall’Europa prendesse provvedimenti sanzionatori prima ancora che la manovra esista. Non siamo una monarchia, ma una Repubblica parlamentare, ci sono centinaia di proposte di parlamentari e finché non passa dal Parlamento la manovra non esiste”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini.
– STRASBURGO
– Non si saprà mai se obbligando Silvio Berlusconi a lasciare il suo seggio in Senato nel 2013, e impedendogli di presentarsi come candidato alle elezioni, comprese quelle dello scorso 4 marzo, in base a quanto previsto dalla legge Severino, l’Italia abbia violato o no i suoi diritti. Come chiesto dal leader di Forza Italia, la Corte europea dei diritti umani ha deciso di chiudere il suo ricorso contro il modo in cui gli è stata applicata la legge Severino, senza una sentenza. Quindi senza dire se i diritti dell’ex premier sono stati violati o no.
Tutto pronto per il cda Rai in programma alle 16 con all’ordine del giorno le nomine di reti e testate: confermato il nome di Teresa De Santis a Rai1, prima donna alla guida della rete ammiraglia, e il ritorno di Carlo Freccero alla direzione di Rai2. I curricula sono stati inviati ai consiglieri, come da regolamento, insieme a quelli di due testate. L’ad Fabrizio Salini ha indicato per la direzione di Rai Sport Auro Bulbarelli, che ha avuto la meglio su Maurizio Losa e Jacopo Volpi. La testata era priva di direttore dall’agosto scorso, da quando cioè Gabriele Romagnoli aveva lasciato l’azienda.A Rai Parlamento la scelta è caduta su Antonio Preziosi, attuale corrispondente da Bruxelles, che prende il posto di Nicoletta Manzione. Nessun cambio al momento alla guida di Rainews, dove, a dispetto delle voci, resta ancorato Antonio Di Bella.Tutto confermato per le tre reti generaliste: a Rai1 andrà, al posto di Angelo Teodoli, Teresa De Santis, già vice direttore di Rai1 e successivamente vice direttore al Televideo. De Santis, gradita alla Lega, ha il via libera dell’ad Fabrizio Salini, in quanto figura di esperienza: oltre a essere una interna, sarà anche la prima donna alla guida della rete ammiraglia. A Rai2 la figura individuata è quella di Carlo Freccero, una lunga carriera in Rai, anche alla guida della seconda rete tra il 1996 e il 2002, e già membro del cda nella passata gestione su indicazione del Movimento 5 Stelle.Freccero, pensionato Rai, conosce Salini da molto tempo e ha deciso di accettare l’incarico a titolo gratuito in virtù della legge che impedisce ai pensionati di svolgere incarichi retribuiti. A Rai3, nonostante le pressioni della Lega che avrebbe preferito un cambio, si va verso la conferma di Stefano Coletta, in virtù del lavoro svolto in questi anni e dei risultati raggiunti.Prevista per oggi anche la nomina di un vicepresidente. Il consiglio dovrebbe orientarsi su Giampaolo Rossi, eletto in consiglio in quota Fratelli d’Italia. L’altra ipotesi è Igor De Biasio che però, essendo stato eletto in quota Lega, sarebbe espressione della stessa area del presidente Foa e appare quindi in svantaggio. L’eventuale scelta di Rossi ha scatenato le critiche del Pd. “Serve ad aggirare l’automatismo secondo cui, in caso di impedimenti per il presidente (come l’esito potenziale della pronuncia del Tar che pende su Foa) a sostituirlo è chiamato il consigliere più anziano – afferma il deputato Michele Anzaldi -. Ora, nel caso del Cda Rai il consigliere anziano è di Rita Borioni. Nome da cui, evidentemente la maggioranza non si sente abbastanza tutelata. Molto meglio Rossi. Quello di Lega e M5S è, pero, un progetto illegittimo. Primo, perché un articolo di legge lo impedisce. Secondo perché tra i ‘meriti’ di Rossi ci sono degli inquietanti e strampalati attacchi contro il Quirinale”. Proteste arrivano anche dall’Usigrai. “La Rai avrà un vicepresidente che accusa Mattarella di violare la Costituzione”, si legge in un tweet.
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Ci sarebbero altri due operai che avrebbero lavorato in nero per l’azienda del padre di Luigi Di Maio, la Ardima srl di Pomigliano d’Arco, e stasera saranno al centro di un nuovo servizio delle Iene, il programma in onda su Italia 1. E’ quanto riferiscono alcuni quotidiani tra cui Stampa, Corriere della Sera, Messaggero e il Fatto, spiegando che secondo gli inviati del programma Filippo Roma e Marco Occhipinti, si allargano le irregolarità dell’impresa edile di famiglia del vicepremier (oggi ne è socio al 50%).
Quindi il caso del manovale Salvatore Pizzo, che lavorò per l’azienda senza un contratto regolare e che ha denunciato il fatto alle Iene domenica scorsa, non è l’unico. Nella puntata di stasera vengono intervistati gli altri due operai: avrebbero lavorato in nero rispettivamente 8 mesi e tre anni e uno di loro avrebbe fatto causa per contributi e competenze mai versati.
Viene, inoltre, interpellato nuovamente il vicepremier che avrebbero promesso ulteriori verifiche. Infine, secondo il quotidiano La Repubblica, contro il padre di Di Maio potrebbe aprirsi un altro fronte legato ad alcune strutture che si trovano su un terreno di sua proprietà nel vicino comune di Mariglianella, sempre nel napoletano, su cui la polizia municipale ha avviato accertamenti.
Intanto il Pd chiede che il vcepremier riferisca in Aula sulla vicenda. Ieri Maria Elena Boschi in un video augurava al padre di Di Maio di non ricevere lo stesso trattamento avuto dal suo.
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Il Presidente Berlusconi a seguito di una ingiusta sentenza di condanna era stato privato, con indebita applicazione retroattiva dalla cosiddetta legge Severino, dei suoi diritti politici con conseguente decadenza dal Senato. Nell’aprile di quest’anno l’intervenuta riabilitazione ha anticipatamente cancellato gli effetti della predetta legge. Non vi era dunque piu’ alcun interesse di ottenere una decisione che riteniamo sarebbe stata favorevole”.
Lo affermano gli avvocati di Berlusconi in una nota
– Ovviamente, così come riconosciuto quest’oggi dalla stessa Corte, non vi era più necessità di proseguire nel ricorso essendo ritornato il Presidente Berlusconi nella pienezza dei propri diritti politici.
Una condanna dell’Italia avrebbe altresì comportato ulteriori tensioni nella già più che complessa vita del paese, circostanza che il Presidente Berlusconi ha inteso assolutamente evitare”.
Lo affermano in una nota gli avvocati di Silvio Berlusconi dopo la decisione presa dalla corte di Strasburgo
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“Siamo somma, non divisione. Continuo a pensare testardamente che questo sia il nostro faro soprattutto oggi di fronte a un governo nazionalista e populista pericoloso per l’Italia. La scelta di unirsi a noi di Matteo Richetti, e delle ragazze e ragazzi che con lui hanno dato vita in questi mesi a #diversamente, un lavoro straordinario di rigenerazione del PD, segna concretamente questa strada”. Cosi’ su Facebook il candidato alla Segreteria del Pd Maurizio Martina che ringrazia “Richetti per la sua generosità”.
“E’ la dimostrazione – prosegue Martina – che ci si puo’ unire anzichè dividere. E’ la dimostrazione che si possono rompere gli schemi per lavorare insieme. Oltre i tatticismi, i veti, le correnti, le convenienze. Le nostre strade – conclude Martina – si uniscono dando sempre piu’ forza all’idea di una candidatura di squadra con tanti della nostra generazione che non si rassegnano e non vogliono guardare indietro”.
– Ci sono alcuni dati “che fanno ribollire il sangue nelle vene. 150: è la media annuale di femminicidi che vengono compiuti in Italia, praticamente uno ogni due giorni. Sono numeri che mettono i brividi perché rendono l’idea di quanto sia diffuso il problema”. Così il vicepremier Luigi Di Maio in un post in cui preannuncia l’approvazione domani in cdm del disegno di legge sul ‘Codice rosso’. Questo provvedimento “deve avere anche un’altra funzione: la prevenzione. Quindi faccio un appello: denunciate! Non abbiate paura, lo stato è più forte di qualsiasi violenza che abbiate subito e adesso è al vostro fianco, con ogni mezzo a sua disposizione”
– PERUGIA
– Anche la Regione Umbria intende fare ricorso alla Corte costituzionale sollevando l’illegittimità costituzionale del Decreto Genova. La decisione – secondo quanto risulta
– non è comunque ancora stata formalizzata.
Gli uffici della Regione starebbero comunque predisponendo un ricorso in tal senso. A occuparsene è l’assessore regionale alle Riforme Antonio Bartolini che ha già avuto un incontro con l’Esecutivo della regione Marche per concordare una strategia comune.
Il ricorso è stato invece già firmato dal presidente delle Marche Luca Ceriscioli che contesta in particolare la parte del Decreto che toglie l’intesa tra le Regioni colpite dal terremoto del 2016, per tutti gli atti del Commissario straordinario. [print-me title=”STAMPA”]
