Ultimo aggiornamento 29 Novembre, 2018, 15:55:49 di Maurizio Barra
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DALLE 09:05 ALLE 15:55
DI GIOVEDì 29 NOVEMBRE 2018
SOMMARIO
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In Georgia la prima presidente donna
Ma il ruolo sarà svuotato dalla riforma costituzionale
Poroshenko: la Nato mandi le sue naviIl presidente ucraino: ‘Putin ci vede come una colonia’
Trump e Melania accendono l’alberoSfidando il gelo, temperature precipitate sotto lo zero
Uccisero spacciatore, condanna a ManilaLa prima sentenza dall’inizio della guerra alla droga di Duterte
Russia: Aids in aumento,rischio epidemiaLo riporta l’Oms, in aumento anche in altri Paesi ex Urss
Gilet gialli domani da PhilippeCapo dell’esecutivo considerato finora il più ostile al dialogo
Brexit: Barnier, unico accordo possibile’In negoziati non c’è stata e non ci sarà mai aggressività’
Ucraina, Merkel: no a soluzioni militari’Paesi vicini alla Russia hanno diritto all’indipendenza’
May: restare nell’Ue non è opzioneGlissa sui rischi di un ‘no deal’, ‘focalizziamoci sull’accordo’
Kiev: Mosca ci blocca l’accesso ai portiIl Cremlino smentisce: nessuna limitazione nel mare d’Azov
Ucraina: Cremlino, non serve mediazione’Chi può prema su Kiev’. Erdogan, ‘ho parlato con le due parti’
Mosca realizzerà nuovo radar in CrimeaPer l’intercettazione dei missili
Cremlino,confermato incontro Putin-TrumpAl G20, prima bilaterale, poi negoziati con le delegazioni
Siria: 7 civili uccisi in raid governoBombardamento su Idlib
Bahrein, calciatore rischia il carcereCriticò reali, arrestato in Thailandia. Appello Hrw
India, marcia di contadini a DelhiDomani davanti al Parlamento per chiedere sessione speciale
Kenya, ‘Silvia costretta al niqab’Fonti locali, ‘fango sul viso’ per non farla riconoscere
Ucraina: Kurz, Mosca liberi soldatiIl cancelliere austriaco, fermare l’escalation
Bimbi siriani bullizzati a scuolaRaccolti sul web 120.000 euro per fratello e sorella rifugiati
Dazi: Cina spera in summit Xi-TrumpMinistero Commercio, ‘essenza cooperazione è di mutuo beneficio’
Hamas a Onu, no a proposta Usa su razziHaniyeh, ‘miserabile’ mossa americana a favore Israele
Merkel, parlerò con Putin al G20’Dialogo su Ucraina, Paesi vicini hanno diritto a indipendenza’
Mogherini, Global compact non vincolante’Non creerà nessun obbligo giuridico per gli Stati’
Conte arrivato a Buenos AiresOggi vede Macri, domani e dopodomani parteciperà al G20
Aereo caduto, ‘era idoneo al volo’Caduto a ottobre con 189 persone, smentiti media locali
Brasile, arrestato governatore di RioPezao avrebbe intascato tangenti come suo predecessore, Cabral – Bundestag vota per il Global Compact
Con 372 sì, 153 no, 141 astenuti –
Migranti: no Slovacchia a Global Compact
Parlamento, documento Onu contrasta con politica sicurezza Paese
Brexit: il 9/12 duello tv Corbyn-MayMa premier vuole Bbc, Labour Itv.Boris Johnson vuole partecipare
Betlemme, trovato anello con nome PilatoDecifrata scritta su oggetto rinvenuto circa 50 anni fa in scavi – Attacco a impresa Gb a Kabul, 6 morti
Tra le vittime un cittadino britannico. Talebani rivendicano – Russiagate: Cohen ammetterà ‘bugie’
Secondo media Usa si presenterà oggi in corte Ny
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L’ARTICOLO
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Salome Zurabishvili ha vinto le elezioni presidenziali in Georgia, diventando la prima donna a ricoprire l’incarico. Lo riporta la Bbc. Ex diplomatica, nata in Francia, ha ottenuto il 59% dei voti contro il rivale Grigol Vashadze, fermo al 40%. Zurabishvili è sostenuta dal partito di governo Sogno Georgiano mentre Vashadze era il candidato dell’opposizione unita. Nel Paese che cerca di aderire all’Unione europea e alla Nato dovrebbe entrare in vigore una nuova costituzione che renderà il ruolo di presidente perlopiù cerimoniale. Tuttavia, le elezioni sono viste come un indicatore di come potrebbero andare le elezioni parlamentari nel 2020.
– “La Germania è uno dei nostri più stretti alleati e speriamo che nella Nato ora gli Stati siano pronti a ricollocare le navi militari nel Mare di Azov per assistere l’Ucraina e garantire la sicurezza”. E’ quanto afferma il presidente ucraino Petro Poroshenko in un’intervista alla tedesca Bild. “Non possiamo accettare questa politica aggressiva della Russia – prosegue -, prima era la Crimea, poi l’Ucraina orientale, ora vuole il mare di Azov. La Germania deve anche chiedersi: cosa farà Putin se non lo fermeremo?” “Putin – conclude Poroshenko – vuole il vecchio impero russo indietro. La Crimea, il Donbass, vuole l’intero Paese. Come imperatore russo, come lui vede sé stesso, il suo impero non può funzionare senza l’Ucraina, ci vede come una colonia”.
– WASHINGTON
– Sfidando una temperatura percepita sotto lo zero, il presidente americano Donald Trump e la first lady Melania hanno acceso ieri per la seconda volta l’albero di Natale nazionale nell’elisse del parco a sud della Casa Bianca. La coppia presidenziale e’ salita sul palco e ha salutato la folla intirizzita da un vento gelido. Il tycoon ha fatto un breve saluto, augurando al Paese “merry Christmas” prima di scandire il countdown partendo da 10. E’ stata Melania ad accendere l’albero, proveniente dal Colorado e circondato da 56 alberi più piccoli con decorazioni di ciascuno Stato e territorio, oltre al District of Columbia. Tra gli ospiti l’attore Antonio Sabato Jr. Quest’anno ricorre il 96/mo anniversario della tradizione, cominciata nel 1923 con l’allora presidente Calvin Coolidge.
– Tre poliziotti filippini sono stati riconosciuti colpevoli dell’omicidio di un adolescente, accusato di essere uno spacciatore: sono le prime condanne da quando è iniziata la guerra alla droga del presidente Rodrigo Duterte, che aveva invitato alle uccisioni extragiudiziali dei trafficanti, promettendo di perdonare gli agenti di polizia condannati per omicidio. Un tribunale, riferisce la Bbc, ha ora condannato i tre agenti a 40 anni di prigione ciascuno, per l’uccisione di un diciassettenne nel 2017. Il presidente Duterte ha lanciato la sua campagna antidroga nel 2016, per affrontare un problema dilagante. Da allora, 5.000 persone sono state uccise, secondo la polizia.
– MOSCA
– In alcuni paesi dell’ex Unione Sovietica, ma soprattutto in Russia, si rischia una vera e propria epidemia di Aids. Nel 2017 i più alti tassi di nuove infezioni da Hiv sono stati infatti osservati proprio in Russia, confermando così un trend costante almeno sin dal 2012. Lo riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie nell’ultimo rapporto. Stando al documento, la Russia è in testa alla triste classifica con 71,1 nuovi casi diagnosticati ogni 100 mila abitanti e stacca di parecchie lunghezze altri paesi dell’ex Urss come Ucraina (37), Bielorussia (26,1) e Moldavia (20.6). “Quando si combinano i dati della Federazione Russa con i dati riportati dagli altri 12 paesi sulla modalità di trasmissione dell’Hiv, i rapporti eterosessuali hanno rappresentato il 59% delle nuove diagnosi”, recita il rapporto.
Per Masoud Dara, specialista dell’Oms, questo potrebbe indicare un “contagio nella popolazione generale oltre i gruppi a rischio”.
– PARIGI
– Alcuni portavoce della “delegazione” ufficiale dei gilet gialli saranno ricevuti domani alle 14 dal primo ministro francese, Edouard Philippe, alla vigilia di quella che dovrebbe essere la terza mobilitazione della protesta contro il caro carburante in Francia. Lo hanno annunciato i rappresentanti del movimento e Matignon, sede del governo francese.
Dopo che due membri della “delegazione” sono stati ricevuti martedì al ministero della Transizione ecologica, “Edouard Philippe desidera incontrarli venerdì” hanno annunciato i portavoce della protesta. I gilet gialli sperano che “questo incontro sia più soddisfacente e concreto del primo”. Il governo ha precisato che all’incontro sarà presente anche Francois de Rugy, ministro della Transizione ecologica.
In Francia sono forti le preoccupazioni per una nuova mobilitazione dopo i gravi incidenti di sabato scorso sugli Champs-Elysees. Philippe è stato considerato finora l’elemento più ostile dell’esecutivo al dialogo con i gilet gialli.
– BRUXELLES
– “L’attuale accordo Brexit sul tavolo è l’unico accordo possibile”. Lo ha ribadito il capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier alla miniplenaria del Parlamento europeo oggi a Bruxelles ricordando che “ora è il momento della ratifica dei Parlamenti a partire da quello britannico ed il momento di assumersi la propria responsabilità”. Barnier ha sottolineato che “il voto del parlamento britannico impegnerà il futuro del Regno Unito” ed “io rispetterò tale dibattito parlamentare democratico”. Quanto al negoziato sulle relazioni future Barnier ha detto che “l’Ue adotterà lo stesso atteggiamento” avuto nel precedente negoziato e che “non c’è stata e non ci sarà mai aggressività o una volontà di rivalsa, né da parte mia alcuna volontà punitiva”. Dunque “continueremo a lavorare con il Regno Unito e non contro il Regno Unito per costruire il futuro partenariato e per il rispetto dovuto ad un grande Paese che resterà nostro amico, nostro partner nostro alleato”.
– BERLINO
– “Non può esserci una soluzione militare” al conflitto ucraino. Lo ha detto Angela Merkel, parlando al forum economico ucraino-tedesco, nel corso del quale la Germania ha ribadito fra l’altro il proprio sostegno alle riforme in atto in Ucraina. “Molti – ha detto ancora – auspicano buoni rapporti con la Russia e si parla tanto delle sanzioni, ma noi non applichiamo le sanzioni come fini a se stesse. Noi abbiamo adottato le sanzioni, perchè sia chiaro che anche i Paesi vicini alla Russia hanno diritto a un loro sviluppo indipendente”.
– LONDRA
9 NOV – “Rimanere nell’Ue non è un’opzione” perché “il popolo ha votato per uscirne”. Così Theresa May stamattina durante un’audizione in commissione parlamentare sulla Brexit. Pressata da alcuni deputati a dire cosa accadrebbe se l’accordo di divorzio da lei sottoscritto a Bruxelles fosse rigettato a Westminster, la premier si è poi limitata a dire che “vi sarebbero misure pratiche” da prendere senza dare dettagli.
Mentre ha glissato sui rischi di un no deal, insistendo che ora è tempo di “focalizzarsi sull’accordo” sul tavolo.
– MOSCA
– La Russia avrebbe bloccato l’accesso a due porti ucraini del Mare d’Azov, Berdyansk e Mariupol, e alle navi viene impedito di partire e di entrare. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture dell’Ucraina, Volodymyr Omelyan, su Facebook. Complessivamente sarebbero state fermate 35 navi.
“L’obiettivo è semplice: bloccando l’accesso ai porti ucraini nel Mare d’Azov la Russia spera di cacciarci dal nostro territorio”, ha detto Omelyan.
Il Cremlino ha tuttavia smentito: “Non sono al corrente di alcuna limitazione all’accesso dei porti ucraini nel mar d’Azov.
Al contrario, sappiamo che lo stretto di Kerch opera in regime normale. Ma a volte, per motivi meteorologici, il porto di Kerch, che svolge funzione amministrativa, prende decisioni per regolare la navigazione”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.
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MOSCA
– Mosca non vede la necessità di mediatori tra Russia e Ucraina dopo “la provocazione” dello Stretto di Kerch ma “è grata” a tutti coloro che sono disposti a contribuire agli sforzi per alleviare le tensioni. Lo ha detto il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, citato dalla Tass. Secondo il portavoce del Cremlino, “tutti coloro che desiderano contribuire e ne hanno l’opportunità possono farlo esercitando pressioni su Kiev”. Oltre a Francia e Germania anche la Turchia si è proposta come ‘mediatore’ fra Russia e Ucraina per allentare le tensioni. La Turchia potrebbe svolgere un “ruolo da mediatore” nella crisi tra Russia e Ucraina. Recep Tayyip Erdogan prima di partire per l’Argentina, dove parteciperà al summit del G20 aveva detto di averne “discusso con entrambe le parti”, riferendosi alle telefonate avute ieri con Vladimir Putin e Petro Poroshenko. Al vertice di Buenos Aires, ha aggiunto, sono in programma altri colloqui in merito.
– MOSCA
– La Russia costruirà in Crimea un nuovo sistema radar, di nome Voronezh M, dedicato all’intercettazione dei missili. Lo ha detto a Interfax una fonte nelle strutture di sicurezza della regione. I lavori, vicino a Sebastopoli, dovrebbero iniziare nel 2019. “Il nuovo radar sarà notevolmente migliore del sistema precedente, il Dnepr, che già arrivava a coprire il Medio Oriente registrando i lanci di missili balistici in un raggio di 3500 chilometri”, ha detto la fonte.
– MOSCA
– Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo Usa Donald Trump avranno un “breve incontro bilaterale” a margine del G20 di Buenos Aires e poi i negoziati proseguiranno con la partecipazione delle delegazioni “per circa un’ora”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. La durata dell’incontro ‘faccia a faccia’ dipenderà ad ogni modo “interamente dai leader”. Peskov ha ribadito che Washington ha confermato l’incontro.
– BEIRUT
– È di 7 civili uccisi il bilancio di bombardamenti di artiglieria del governo siriano nella regione di Idlib, nel nord ovest del Paese. Lo riferiscono fonti mediche locali al sito Reliefweb, che pubblica in collaborazione con l’Onu notizie e dati sulla situazione umanitaria in Siria. Le fonti precisano che i civili sono morti nelle ultime 24 ore nelle regioni a sud e a sud est di Idlib, aree colpite da un intenso fuoco di artiglieria da parte delle forze governative. L’area è fuori dal controllo governativo ed è controllata da milizie anti-regime cooptate dalla Turchia. Dal 15 ottobre è formalmente in vigore una tregua tra le parti.
– BANGKOK
– I gruppi per i diritti umani stanno premendo sulle autorità thailandesi perché non estradino un calciatore professionista del Bahrein verso il suo Paese, dove lo aspetta la prigione per avere pubblicamente criticato la famiglia reale.
Secondo l’Istituto per i diritti e la democrazia del Bahrain Hakeem Ali Mohamed Ali Al Araib è stato torturato dopo un arresto del 2012 ed è fuggito nel 2014 in Australia, che gli ha concesso asilo politico lo scorso anno. Ora gioca per il Pascoe Vale Football Club di Melbourne.
Il gruppo londinese afferma che Hakeem è stato arrestato martedì all’aeroporto internazionale di Bangkok sulla base di un avviso dell’Interpol emesso dietro richiesta del Bahrain.
L’uomo è ricercato perché condannato in contumacia nel 2014 a 10 anni di prigione per un presunto atto vandalico in una stazione di polizia, un’accusa che lui ha negato. Ma in realtà sarebbe finito nel mirino delle autorità per le sue posizioni critiche verso i reali.
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NEW DELHI
– Capitale indiana in tilt questa mattina per la prima delle due giornate della Kisan Mukti March, la marcia dei contadini, in programma oggi e domani. Secondo gli organizzatori, entro questa sera arriveranno nella capitale almeno cinquantamila persone, un fiume umano che domani mattina si dirigerà verso Parliament Street, per chiedere che il Parlamento metta in calendario una sessione speciale di tre settimane per discutere della crisi dell’agricoltura. Il Vice Questore di polizia di Delhi Madhur Verna ha detto che almeno mille agenti sono stati chiamati a garantire l’ordine pubblico, per evitare gli scontri e la violenza registrati nell’ultima manifestazione del 2 ottobre scorso, quando in 20 tra manifestanti e poliziotti restarono feriti a nord di Delhi, dove era stato alzato uno sbarramento per impedire loro di entrare in città.
– MALINDI
– Silvia Romano, la volontaria italiana rapita in Kenya nove giorni fa, “è stata costretta a indossare un niqab” che lascia scoperti solo gli occhi, e i rapitori “le mettono sul viso e sulle mani” del fango per non farla riconoscere. Lo riferiscono
fonti nella zona in cui la giovane è tenuta in ostaggio e a Malindi. Sempre per non farla riconoscere, i sequestratori “le hanno tagliato le treccine” con un coltello, ritrovate domenica scorsa nella foresta a nord di Malindi.
– BERLINO
– Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha rivolto un appello alla Russia “affinché lasci liberi i soldati ucraini e restituisca le navi all’Ucraina”.
Il cancelliere, parlando all’Apa, ha messo in guardia da un’ulteriore escalation del conflitto. “Una cosa deve essere chiara, non c’è alcuna soluzione militare a questo conflitto”, ha affermato.
“L’Ucraina è un Paese nelle nostre immediate vicinanze – ha continuato – e abbiamo un forte interesse alla sua stabilità e a un suo positivo sviluppo”.
– LONDRA
– E’ shock in Gran Bretagna per due video divenuti virali sui social media che mostrano un ragazzino di 15 anni e la sorella più piccola, ambedue rifugiati siriani, sottoposti a violenti atti di bullismo di compagni di scuola a Huddersfield, nel nord dell’Inghilterra. Il primo mostra il teenager inseguito da un ragazzo poco più grande di età che minaccia di annegarlo. L’aggressore poi lo butta a terra, gli rovescia in faccia una bottiglia d’acqua e gliela infila nella bocca, quasi soffocandolo come nella tortura del ‘waterboarding’. Nel secondo, si vede la sorellina della prima vittima rincorsa e spinta sul prato da una compagna di scuola che tenta di strapparle il velo dalla testa. I nomi delle vittime e dei bulli non sono rivelati dai media poiché minorenni, ma gli aggressori sono già stati espulsi da scuola e dovranno apparire davanti al tribunale dei minori. Intanto, una raccolta fondi sul web a favore dei fratelli siriani ha superato le 108.000 sterline (circa 120.000 euro).
– PECHINO
– La Cina spera possano emergere “risultati positivi” dai colloqui di sabato a margine del G20 in Argentina tra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump, in merito a una soluzione delle dispute commerciali.
Lo ha detto il portavoce del ministero del Commercio Gao Feng che, alla domanda se Pechino stava tentando di scongiurare la nuova stretta dei dazi Usa dal 10% al 25% sull’import di 250 miliardi di dollari di beni “made in China” da inizio 2019, ha risposto che i team economici delle due parti erano in stretto contatto per rafforzare “il consenso” raggiunto nella telefonata avuta di recente da Xi e Trump. “Spero che Usa e Cina possano avvicinarsi e lavorare duramente per trovare risultati positivi nel meeting”, ha detto Gao in conferenza stampa senza aggiungere dettagli. “La parte cinese ha ribadito più volte che l’essenza della cooperazione economica e commerciale sino-americana è di mutuo beneficio e ‘win-win'”, ha concluso Gao.
– TEL AVIV
– Il leader di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh ha scritto una lettera all’Onu nella quale denuncia l’intenzione Usa per una Risoluzione di condanna contro la pioggia di razzi lanciati dalla Striscia verso Israele lo scorso novembre. Haniyeh ha definito “miserabile” la mossa Usa che dovrebbe essere votata o domani o lunedì prossimo dall’Assemblea generale a New York. “Noi del Movimento di resistenza islamica-Hamas – ha scritto Haniyeh nella lettera inviata al presidente dell’Assemblea Maria Fernanda Espinosa – seguiamo con grande rabbia e condanna gli attuali e miserabili sforzi degli Usa non solo di adottare la narrativa israeliana del conflitto ma anche di fornire ogni materiale necessario e sostegno morale all’occupazione israeliana per continuare la sua aggressione contro il nostro popolo privandolo dei suoi diritti di base di libertà, indipendenza e auto determinazione garantiti da tutte le leggi internazionali”.
– BERLINO
– “Molti auspicano buoni rapporti con la Russia e si parla tanto delle sanzioni, ma noi non applichiamo le sanzioni come fini a se stesse. Noi abbiamo adottato le sanzioni, perchè sia chiaro che anche i Paesi vicini alla Russia hanno diritto a un loro sviluppo indipendente”. Lo ha detto Angela Merkel parlando al forum economico tedesco-ucraino, annunciando poi che avrà un colloquio con il presidente russo Vladimir Putin al G20 “sulla questione dei diritti di navigazione nella regione e della raggiungibilità dell’Ucraina via mare”. “Sappiamo che bisogna trovare una soluzione ragionevole attraverso il dialogo – ha aggiunto – e non attraverso un conflitto militare”, ha proseguito la cancelliera tedesca. “Gli accordi di Minsk – ha concluso – hanno permesso che per lungo tempo non ci sia stata un’ulteriore escalation e che l’Ucraina sia tornata ai suoi confini”.
– BRUXELLES
– “Ci sono falsi miti da sfatare sul global compact: non è un quadro giuridicamente vincolante e non creerà nessun obbligo giuridico per gli Stati, è una delle tante azioni di politica, è un quadro da cui gli Stati possono trarre spunto per attuare le loro politiche nazionali”. Così l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini al dibattito alla miniplenaria del Parlamento europeo oggi a Bruxelles. “Noi dobbiamo evitare due errori sul global compact: far finta che ci sia uno scontro fra gli interessi nazionali ed il global compact, anzi è il contrario, se vogliamo governare e disciplinare la migrazione e renderla ordinata umana e sostenibile allora il global compact è lo strumento più forte per difendere i nostri interessi nazionali – ha precisato -. Un altro errore sarebbe quello di concepire le migrazioni come una lotta fra nord e sud del mondo”.
– BUENOS AIRES
– Il premier Giuseppe Conte è arrivato a Buenos Aires dove nel tardo pomeriggio incontrerà il presidente argentino Mauricio Macri alla Casa Rosada e domani e dopodomani parteciperà al G20. Il presidente del Consiglio in mattinata è atteso all’Università di Buenos Aires, dove inaugurerà il Centro italo-argentino di Alti Studi e riceverà una laurea honoris causa. “Il G20 – ha postato Conte su Facebook – “sarà un’ottima occasione per affrontare alcune tematiche che ci vedono impegnati da vicino in Italia e per condividere con gli altri leader mondiali la nostra idea di cambiamento”.
– GIAKARTA
– L’aereo della Lion Air caduto il 28 ottobre scorso nel mare antistante Giacarta, in Indonesia, era stato giudicato idoneo al volo prima del suo ultimo decollo.
Lo hanno affermato le autorità responsabili delle indagini che hanno convocato la stampa per smentire una notizia diffusa ieri da alcuni media che avevano sostenuto il contrario. In una precedente conferenza stampa, gli investigatori avevano riferito i dati emersi dalla scatola nera, affermando che il registratore di cabina, non ancora trovato, sarà necessario per capire cosa ha causato la caduta dell’aereo nel mare di Giava 11 minuti dopo il decollo. Uno degli investigatori, Nurcahyo Utomo, ha detto che, secondo il risultato delle indagini l’aereo, dopo le riparazioni, era stato dichiarato idoneo al volo.
– BRASILIA
– La polizia federale brasiliana ha arrestato stamani il governatore di Rio de Janeiro, Luiz Fernando Pezao, accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta ‘Lava Jato’ sui fondi neri Petrobras, la Mani Pulite verdeoro.
Secondo il procuratore generale, Pezao avrebbe intascato tangenti ogni mese, tra il 2007 e il 2015, quando era vice dell’allora governatore, Sergio Cabral, già condannato per corruzione ad oltre cento anni di carcere.
L’operazione di polizia ‘Bocca di lupo’, che ha eseguito altri sette mandati di arresto, è stata autorizzata dal Tribunale superiore di giustizia (Stj).
– BERLINO
– Il Bundestag tedesco ha votato a favore del Global migration compact, il patto sull’immigrazione dell’Onu: 372 deputati hanno votato sì, 153 hanno votato contro, 141 si sono astenuti.
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BRATISLAVA
– Il Parlamento monocamerale della Slovacchia ha respinto oggi definitivamente il Patto globale dell’Onu sulle migrazioni, il cosiddetto Global Compact.
La rispettiva risoluzione è stata approvata da 90 deputati dei 142 presenti.
Per la maggioranza dei deputati slovacchi, il documento Onu è in contrasto con l’attuale politica di sicurezza e di migrazione di Bratislava. La settimana scorsa il ministro degli esteri slovacco, Miroslav Lajciak (Smer, democratici sociali), l’unico a favore del patto Onu, ha minacciato le dimissioni nel caso in cui il Patto non fosse approvato.
– LONDRA
– E’ scontro sul dibattito in tv che dovrà precedere il voto di ratifica dell’11 dicembre ai Comuni sull’accordo di divorzio dall’Ue sottoscritto da Theresa May. La data sembra ormai fissata per domenica 9, ma la premier conservatrice chiede si svolga sugli schermi della Bbc, con cui il suo entourage ha già preso intese preliminari, mentre lo sfidante designato, il leader dell’opposizione laburista Jeremy Corbyn, preferirebbe Itv, più autonoma dal governo. La polemica vera, tuttavia, è quella dei leader degli altri partiti, contrari al dibattito a due: dai LibDem, ai Verdi, fino all’indipendentista scozzese Nicola Sturgeon (Snp), che si candida a rappresentare la voce dei “veri” anti-Brexit. Mentre si fa avanti pure Boris Johnson, il quale pretenderebbe di far da contraltare a May, leader del suo stesso partito, per difendere le posizioni dei Tory brexiteers ultrà. La premier in ogni modo ribadisce che il dibattito sarà solo con Corbyn, il cui partito copre “il 90% dell’opposizione parlamentare”.
– TEL AVIV
– Il nome Pilato è stato decifrato su un anello di bronzo ritrovato in scavi effettuati circa 50 anni fa nel complesso archeologico dell’Herodion vicino Betlemme in Cisgiordania.
La decifrazione del nome – subito legato a quello del governatore romano che secondo il Vangelo guidò il processo a Gesù e ne ordinò la crocefissione – è stata resa possibile da un’accurata pulizia dell’oggetto e dopo che l’iscrizione è stata fotografata con una speciale macchina messa a disposizione dei laboratori delle Antichità israeliane. Sull’anello è stata scoperta l’effigie di un un vaso di vino sovrastata da una scritta in greco tradotto con Pilato. “Quel nome – ha detto il professor Danny Schwartz, citato da Haaretz – era raro nell’Israele di quei tempi. Non conosco nessun altro Pilato di quel periodo e l’anello mostra che era una persona di rango e benestante”.-
KABUL
– Una compagnia britannica di sicurezza, la G4S Risk Management Group, ha reso noto che 5 suoi dipendenti, tra cui un britannico, sono rimasti uccisi in un attacco suicida condotto ieri dai talebani contro una sua sede a Kabul.
Charlie Burdridge, direttore operativo della G4S Risk Management Group, ha inoltre detto che nell’attacco sono anche rimasti feriti 32 dipendenti, 5 dei quali in maniera grave. Le autorità afghane hanno poi reso noto che l’attacco ha provocato la morte anche di una sesta persona.
L’attacco è stato messo a segno con un camion imbottito di esplosivo scagliato da un kamikaze contro i cancelli di un compound della G4S Risk Management a Kabul, seguito poi da uno scontra fuoco tra forze di sicurezza insorti armati di granate e fucili automatici, andato avanti per circa un’ora. I talebani, rivendicando l’azione, hanno chiamato l’attacco una rappresaglia per un raid aereo americano nella provincia meridionale di Helmand in cui alcune ore prima erano morte 30 persone. –
WASHINGTON
– Michael Cohen, l’ex avvocato personale di Donald Trump, è atteso davanti ad una corte federale a New York dove dovrebbe dichiararsi colpevole di aver mentito lo scorso anno alle commissioni del Congresso che indagano su una possibile collusione fra lo staff elettorale del tycoon e i russi nella campagna presidenziale del 2016. Lo riportano i media Usa.
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