Ultimo aggiornamento 1 Dicembre, 2018, 23:57:04 di Maurizio Barra
DALLE 09:19 ALLE 23:57
DI SABATO 01 DICEMBRE 2018
SOMMARIO
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
Alleanza coop, 3,3 mln persone sfruttate
Parlamento non sia complice ‘nero’, ripristini sanzioni penali
Cgia: in 2019 a imprese +6,2 mld tasse
Nel
2020 320 milioni tasse in meno. In 2021 un miliardo
Di Maio, l’autonomia del Veneto in Cdm entro dicembre. E sul reddito di cittadinanza: ‘Sarà come è partito’ Se persone non accetteranno lavoro lo perderanno
Pil: Boccia, governo si svegli, senza crescita non c’è futuro’Potremmo ritornare alla crisi. I dati ci dicono che ci stiamo avviando ad una fase di decrescita’
Banco Bpm cede Profamily, vende più NplRiassetto credito al consumo vale 80 punti base su Cet1
Banche, cresce idea Abi su blockchainSperimentato da 17 istituti, accordo con gruppo informatico R3
Banche: super spread ostacola bondL’allarme costi da emissione Unicredit, occhi a nuovo Tltro
Boccia, rischio recessione c’èManovra non solo espansiva, ma anche finalizzata a crescita
Salviamolapernigotti, marcia per aziendaIn centinaia a manifestazione, c’è anche gonfalone città
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Sono quasi “3,3 milioni (3.263.000) i lavoratori vessati in tutti i settori produttivi del Paese. Il costo medio orario scende da 16 euro a 8. L’evasione tributaria e contributiva sfiora i 110 miliardi (108,9): vale a dire un ventesimo del nostro debito pubblico”. Così il presidente dell’Alleanza delle cooperative italiane, Maurizio Gardini in occasione della Biennale della cooperazione. “Il Parlamento non sia complice del lavoro nero” affermano le coop che chiedono “il ripristino delle sanzioni penali per appalto illecito di manodopera e la difesa della liquidazione coatta amministrativa.
Entrambe le misure sono state ‘annacquate’ nella scorsa legislatura. Chi compie gravi illeciti nel lavoro deve essere punito, perché droga economia, avvantaggia i delinquenti ed estromette gli onesti”. Fra le voci più rilevanti dell’evasione: Iva per 35,3 miliardi, Irpef derivante da lavoro e impresa, 37,6 miliardi, Irap evasa per 7,6 miliardi, mancati contributi di 2,6 miliardi per dipendente e 8,5 per il datore di lavoro
Nel 2019 la manovra di bilancio comporterà alle aziende italiane un aggravio di gettito di 6,2 miliardi: di cui 4,5 miliardi circa in capo alle imprese non finanziarie e quasi 1,8 miliardi a carico di banche e assicurazioni. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia che è giunto a questi risultati dopo aver misurato gli effetti fiscali sulle imprese di ogni singolo articolo presente nel disegno di legge di bilancio. La cifra tiene conto delle nuove misure che appesantiranno la tassazione, della rimozione o del differimento di altre che avrebbero dovuto essere applicate e dell’introduzione di novità che invece alleggeriranno il prelievo. Le cose, invece, andranno meglio nel 2020, quando la crescita del prelievo si ridurrà a soli 374 milioni di euro, per cambiare completamente segno nel 2021, quando il sistema delle imprese, le banche e le assicurazioni beneficeranno di una diminuzione del prelievo fiscale per un importo di circa 1 miliardo di euro.
“L’autonomia del Veneto si deve dare il prima possibile, perché i veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso”. Così il vicepremier Luigi Di Maio, a margine di una visita a Spresiano. “Non ci sono dubbi da nessuna delle due forze politiche che sostengono questo governo, stiamo lavorando con i ministri competenti per dare l’autonomia sulle materie richieste prima possibile”. “Nei vari consigli dei ministri di dicembre occorre affrontare questo tema”, assicura Di Maio e aggiunge: “Non perderemo o prenderemo tempo: i veneti avranno l’autonomia in tempi certi”.Il vicepremier è poi intervenuto sul reddito di cittadinanza e sul negoziato con l’Ue sulla manovra. “Ogni giorno ci sono nuove ipotesi sul reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza come è partito così arriva”, ha detto Di Maio. “E’ una misura – ha proseguito – che arriverà alle persone che vorranno mettersi in gioco per trovare lavoro e noi, come Stato, gli proporremo un lavoro e se non lo accetteranno perderanno il reddito”.”E’ una misura di politiche attive del lavoro – ha spiegato ancora Di Maio – che tra l’altro darà sgravi alle imprese che assumeranno dalla platea del reddito di cittadinanza”. “Se un’impresa assume chi prende il reddito – ha concluso – avrà uno sgravio fiscale pari al reddito di cittadinanza che prendeva quella persona”. “Non fermiamoci ai numerini. Se l’economia rischia di fermarsi noi dobbiamo fare una manovra che mette soldi nell’economia”, ha aggiunto Di Maio, sull’eventuale previsione di abbassamento del rapporto fra deficit e Pil al 2%. “Poi, nella trattativa, se non si chiede al governo di tradire gli italiani, perchè noi non tradiremo gli italiani – ha concluso – possiamo portare avanti tutti i punti di caduta e compromessi che vogliamo”.”Non fermiamoci ai numerini. Se l’economia rischia di fermarsi noi dobbiamo fare una manovra che mette soldi nell’economia”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, sull’eventuale previsione di abbassamento del rapporto fra deficit e Pil al 2%. “Poi, nella trattativa, se non si chiede al governo di tradire gli italiani, perchè noi non tradiremo gli italiani – ha concluso – possiamo portare avanti tutti i punti di caduta e compromessi che vogliamo”.
“Il giudizio sulla politica economica del governo è unanime: grandi e piccole imprese, commercianti, artigiani, agricoltori, cooperative suonano la sveglia a un esecutivo che non può ignorare le ragioni economiche nell’interesse del Paese, puntando a maggiore occupazione e maggiore crescita”. Lo dice, in un’intervista al Quotidiano Nazionale il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. “Manifestazione di Torino e flessione del Pil – spiega Boccia – sono entrambe una risposta alla manovra”. Su quest’ultima aggiunge: “È possibile e doveroso cambiarla puntando sulla crescita, unico modo per raggiungere gli obiettivi dichiarati. Le nostre proposte sono note: intanto aprire cantieri e non chiuderli, motivo principale dell’iniziativa di lunedì, e poi pagare alle imprese i 65 miliardi dovuti dalla pubblica amministrazione, raddoppiare l’importo previsto dal fondo di garanzia per venire incontro alle esigenze di credito delle aziende, azzerare tasse e contributi sui premi di produzione per favorire lo scambio salario produttività, abbassare il cuneo fiscale, avviare una grande stagione d’inclusione dei giovani nel mondo del lavoro”.Sull’appuntamento di lunedì a Torino, Boccia aggiunge: “Se undici organizzazioni che rappresentano oltre 3 milioni d’imprenditori, più di 13 milioni di addetti e il 65% del valore aggiunto prodotto nel Paese riuniscono i loro vertici per firmare un documento congiunto a favore delle Tav, delle grandi opere, delle infrastrutture e della crescita, è un messaggio che deve far riflettere e che viene da tutti i protagonisti dell’economia”.Arrivando a Bologna al forum ‘Pmi e persone al centro’ organizzato da Piccola Industria di Confindustria, Boccia ha detto che sul fronte economico “la situazione è delicata: speriamo – ha aggiunto – che questo governo recuperi buon senso e pragmatismo e oltre ai fini elettoralistici del contratto di governo si ponga i fini di crescita che sono fini di interesse nazionale. Potremmo ritornare alla crisi – ha detto ancora Boccia -. I dati ci dicono che ci stiamo avviando ad una fase di decrescita che tutto è tranne che felice. Non so chi fa felice questa decrescita, noi no”. “I posti di lavoro non si creano con l’assistenza – ha affermato ancora Boccia, parlando del reddito di cittadinanza -, si creano abbassando il cuneo fiscale e facendo una grande piano di inclusione per i giovani e il Paese a partire dal Mezzogiorno”. “Il termine lavoro – ha aggiunto – non è un termine che ultimamente sia molto usato e sia molto di moda: bisogna tornare alla centralità del lavoro e dell’occupazione nel Paese”
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Banco Bpm ha ceduto per 310 milioni Profamily, società del credito al consumo, ad Agos Ducato, la joint venture con Credit Agricole di cui la banca francese detiene il 61%.
Lo rende noto un comunicato della banca italiana, nel quale si aggiunge che l’operazione di riassetto del settore avrà un impatto positivo di circa 80 punti base sul coefficiente patrimoniale Cet1 ratio fully loaded e che contemporaneamente il Cda del gruppo ha dato mandato al management “per negoziare dismissioni di sofferenze fino a 7,8 miliardi, ben al di sopra dei 3,5 miliardi precedentemente previsti”. L’impatto sul capitale dell’ampliamento della base di cessione di sofferenze è “in ogni caso inferiore ai benefici derivanti dalla riorganizzazione del credito al consumo”, spiega Banco Bpm.
La cessione di Profamily avviene invece con una parallela “operazione di scissione delle attività ‘non captive’ in favore di una società di nuova costituzione che rimane controllata al 100% da Banco Bpm.
– Cresce ‘Spunta Banca Project’, il progetto di applicazione di una blockchain alla spunta interbancaria, cioè alla verifica della corrispondenza delle attività che interessano due banche diverse. Sono al momento – si legge in un comunicato dell’Abi – 17 le banche, pari al 65% del mondo del credito in Italia, che partecipano alla sperimentazione sulla nuova tecnologia. Per ora sono stati caricati circa 2 milioni di movimenti, due mesi di dati reali. Le ‘query’, ossia le interrogazioni del database per i movimenti di un nodo, hanno avuto un risultato medio di 3,28 secondi. Il progetto, coordinato da Abi Lab, il Centro di ricerca e innovazione promosso dall’Associazione bancaria italiana, ha l’obiettivo di applicare la blockchain ai processi interbancari. I partner tecnici sono NTT Data e Sia, oltre a Corda di R3 per la piattaforma.
Proprio con l’azienda di software R3 l’Associazione bancaria ha sottoscritto un accordo per sviluppare applicazioni e soluzioni sulla piattaforma di blockchain Corda.
L’emissione del bond di Unicredit, seppure non pienamente esemplificativa per l’intero comparto, è stato un campanello d’allarme: la crescita dello spread e il rallentamento dell’economia si stanno trasmettendo non solo ai tassi sui prestiti, ai conti pubblici e agli investimenti ma anche al costo della raccolta e al rifinanziamento delle banche rendendolo più gravoso e, in prospettiva, poco sostenibile. I vertici degli istituti, la vigilanza italiana ed europea sono ancora impegnati nelle analisi ma un fattore è certo: i costi saliranno perché lo spread renderà più difficile aderire alle nuove regole europee che aumentano la capacità delle banche di assorbire le perdite (Mrel) in discussione in queste settimane.
Per questo nel terzo e nel quarto trimestre le emissioni di bond delle banche in Italia si sono ridotte al minimo. E ancora una volta la Bce sarà decisiva: nella riunione del 13 dicembre che sancirà la fine del Qe dovrebbe lanciare segnali su una possibile nuova edizione del Tltro.
Il pericolo di una nuova recessione per l’Italia è reale? “Con il pil in calo e l’economia in frenata, il rischio c’è, perché il rallentamento globale dell’economia, la frenata della Germania insieme ai dati dell’Italia ci obbligherebbe a mettere a punto una manovra economica non solo espansiva ma anche finalizzata alla crescita”. Risponde così il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia intervistato dal Giornale Radio Rai, secondo quanto riporta una nota della trasmissione.
Novi Ligure si mette in marcia per la Pernigotti. Sono centinaia le persone che partecipano al corteo per chiedere di salvare lo storico marchio dalla chiusura. Il ritrovo davanti allo stabilimento di viale della Rimembranza, dove i lavoratori sono in presidio dal 6 novembre per protestare contro la proprietà turca, che ha chiesto la cassa integrazione per cessazione dell’attività.
Tra i partecipanti il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, col sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, e numerosi primi cittadini della zona. Presenti il gonfalone della città, parlamentari e consiglieri regionali.
“#Salviamolapernigotti” è uno degli striscioni che aprono il corteo.
“Continueremo a difendere il nostro lavoro”, promettono Patrizia e Cristina, dipendenti dello stabilimento dolciario rispettivamente da 30 e 21 anni. “Le nostre madri, a casa, piangono tutti i giorni – dicono – perché se l’azienda dovesse davvero chiudere sanno che non avremmo un futuro…”. [print-me title=”STAMPA”]
