Ultimo aggiornamento 2 Dicembre, 2018, 19:50:22 di Maurizio Barra
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DALLE 13:37 ALLE 19:50
DI DOMENICA 02 DICEMBRE 2018
SOMMARIO
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Opposizione attacca, Netanyahu lasci
Livni, elezioni subito. Gabbai, deve lasciare
Khashoggi: Erdogan, estradare sospettatiHa riferito che il tema non è emerso al G20 in Argentina
Gilet gialli, un morto ad ArlesE’ la 3/a vittima dall’inizio delle proteste
Portavoce gilet gialli,pronti a incontro’A disposizione premier per un primo appuntamento’
Israele: rinviata legge leva ortodossiSenza dilazione voto partiti religiosi contro governo Netanyahu
Alto ufficiale talebano ucciso da droneOperazione ieri sera nella provincia meridionale di Helmand
Iran: Pompeo denuncia test missilisticoRepubblica Islamica, sono Usa a violare risoluzione su nucleare
Clima: in 65mila in marcia a BruxellesPer manifestazione pacifica nel quartiere delle istituzioni Ue
Macron, ‘premier riceva i gilet gialli’Presidente associa al dialogo anche i ‘leader dei partiti’
A 4 anni salva mamma chiamando soccorsiBambina britannica prende iniziativa dopo malore della madre
Jacline la ‘pasionaria’ dei gilet gialliLa protesta senza leader nata sul web – Malta, i migranti sono sbarcati
Madrid: era il porto più vicino. Saranno trasferiti in Spagna
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TEL AVIV
– L’opposizione israeliana ha chiesto le dimissioni di Benyamin Netanyahu dopo che la polizia ha raccomandato oggi alla magistratura la sua incriminazione per corruzione nell’ambito delle indagini sul Caso 4000 (Bezeq).
“Netanyahu – ha scritto su twitter Tzipi Livni, leader centrista – deve andare a casa prima che distrugga la legge sugli arresti per salvare se stesso. Il popolo di Israele ha bisogno di una leadership pulita. Elezioni subito!”. Anche Avi Gabbai, capo dei laburisti, ha avanzato la stessa richiesta: “un primo ministro con così tanti casi di corruzione su di lui non può continuare il suo lavoro e deve dimettersi”.
Il partito di sinistra Meretz ha sottolineato che “la terza richiesta” di incriminazione “non lascia spazio a dubbi”. “Un premier sospettato della più grave colpa per la legge israeliana non può sedere un giorno di più sulla sua poltrona”.
– Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan chiede all’Arabia Saudita l’estradizione delle persone sospettate di coinvolgimento nell’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi. Lo riferisce la Bbc. Parlando dopo il G20 in Argentina, Erdogan ha sottolineato che la vicenda non è stato un tema di discussione ai colloqui durante il summit e che soltanto il premier canadese Justin Trudeau ha sollevato l’argomento.
– PARIGI
– Un automobilista è rimasto ucciso stanotte ad Arles, nel sud della Francia, in un tamponamento provocato da un blocco stradale dei gilet gialli su una strada provinciale. Si tratta della terza vittima dall’inizio del movimento, due settimane fa. L’auto è finita verso le 2 del mattino su un tir bloccato in coda alla fila di veicoli ed è stata poi a sua volta tamponata. Il conducente è morto sul colpo.
– PARIGI
Per la prima volta, un collettivo di gilet gialli che si presenta come “portavoce dei gilet gialli liberi”, si rivolge al governo con un’apertura e si dice disponibile a un “primo appuntamento”. I 10 portavoce, fra cui Jacline Moraud – al cui appello sui social molti attribuiscono l’origine della protesta – offrono al governo “un’uscita dalla crisi”. Le richieste “immediate e senza condizioni” sono: “blocco dell’aumento delle tasse sui carburanti e annullamento della sovrattassa sulla revisione obbligatoria dei veicoli”.
– TEL AVIV
– La Corte Suprema israeliana ha ha deciso di concedere un mese e mezzo di tempo al governo di Benyamin Netanyahu per approvare la legge che regola la leva degli ebrei ortodossi, consentendo così alla coalizione di maggioranza di evitare una possibile crisi di governo. Senza la decisione della Corte sarebbe infatti scaduto oggi il termine in base al quale migliaia di studenti delle scuole rabbiniche sarebbero stati passibili di arruolamento in aperta opposizione ai partiti religiosi che fanno parte del governo. Dopo le recenti dimissioni del ministro della difesa Avigdor Lieberman, che ha ritirato il suo partito dalla maggioranza, l’attuale coalizione dispone di soli 61 seggi su 120 alla Knesset e senza l’appoggio dei religiosi – che avrebbero votato contro la legge se fosse stata discussa – il governo sarebbe andato in minoranza.
– KABUL
– Mullah Manan, un alto ufficiale militare dei Talebani e ‘governatore ombra’ della provincia meridionale di Helmand in Afghanistan, è stato ucciso in un attacco compiuto con un drone, secondo quanto confermato oggi da autorità locali e fonti degli stessi Talebani.
L’ufficio stampa del governatore di Helmand ha detto che l’attacco è avvenuto ieri sera nella provincia di Helmand.
Nell’operazione sono stati uccisi anche due suoi collaboratori e due guardie del corpo.
Secondo le autorità di Kabul, Mullah Manan dirigeva le operazioni militari dei Talebani nelle province di Ghazni, Helmand, Uruzgan, Farah e Kandahar.
– TEHERAN
– Nuova botta e risposta tra gli Usa e l’Iran sul programma missilistico di Teheran, che il presidente americano Donald Trump ha citato tra le ragioni del ritiro di Washington dall’accordo sul nucleare. Il segretario di Stato Mike Pompeo ha denunciato il test di un nuovo vettore iraniano capace di portare testate multiple, affermando che si tratta di una violazione della risoluzione 2231 dell’Onu che ha recepito l’intesa sul nucleare. Ma il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Bahram Ghasemi, ha risposto che tale risoluzione non probibisce i test missilistici della Repubblica Islamica, che hanno uno scopo esclusivamente difensivo.
“La cosa più ridicola – ha aggiunto Ghasemi rivolgendosi direttamente a Pompeo – è che nelle sue affermazioni lei fa riferimento ad una risoluzione da cui il suo Paese si è ritirato unilateralmente e illegalmente. Non solo avete violato la risoluzione, ma avete anche invitato altri a violarla e minacciato coloro che rimangono impegnati a rispettarla”.
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BRUXELLES
– Almeno 65mila persone sono scese in piazza oggi nel quartiere delle istituzioni europee a Bruxelles, per una manifestazione a sostegno delle proposte Ue per contrastare i cambiamenti climatici, mentre in Polonia prende il via la Conferenza mondiale sul clima Cop24.
Una dimostrazione che è rimasta pacifica, ha confermato la polizia, parlando della più grande manifestazione sul clima mai tenutasi in Belgio.
– PARIGI
– Si apre il dialogo fra il governo e gilet gialli dopo il 3/o sabato di violente manifestazioni in Francia: il presidente Emmanuel Macron ha chiesto al suo primo ministro, Edouard Philippe, di ricevere i leader del movimento di protesta e i capi dei partiti politici.
– Una bambina britannica di 4 anni ha salvato la mamma, che era stata colta da malore, chiamando il numero per i servizi d’emergenza e mostrando “un giudizio ben più grande della sua età” secondo l’operatrice che ha parlato con lei e alla quale ha fornito tutte le informazioni necessarie. Il fatto, riferisce la Bbc online, è avvenuto ad Askerswell, nel Dorset. La bambina, Kaitlyn Wright, ha chiamato il 999 quando ha visto che la madre, Charlene, era stata colta da convulsioni. Un’ambulanza è stata immediatamente inviata sul posto e la donna è stata salvata. Charlene, che parla della figlia come del suo “piccolo angelo custode”, da anni soffre di convulsioni, e per questo tutti i suoi tre figli sono stati istruiti su cosa fare in caso d’emergenza.
Dalla rete alle piazze: sono nati sui social network i “gilet gialli”, con una protesta senza precedenti, non organizzata. E soprattutto senza leader, non legata a partiti politici o a sindacati. L’icona del movimento resta la signora Jacline Mouraud. C’è anche lei tra i dieci portavoce che oggi hanno offerto al governo ‘un’uscita dalla crisi’. E’ una bretone 50enne che suona la fisarmonica e fa l’ipnoterapeuta, ma che per arrivare a 1.000 euro al mese deve fare la sorvegliante anti-incendio.Possiede soltanto il suo vecchio SUV diesel, comprato 10 anni fa a 11.000 euro. E per riempirne il serbatoio e recarsi al lavoro, spende più di metà stipendio: “quando finirà la vostra caccia all’automobilista? – dice nel video di 4 minuti e 38 diventato virale – ci avete venduto i vostri diesel raccontandoci che erano più ecologici. Oggi ci dite che vi danno fastidio e dobbiamo cambiarli con il vostro mini-bonus?”.Dal tema originario della protesta contro il caro-carburante, l’onda gialla è arrivata allo slogan più gettonato, “Macron, dimettiti”, gridato in questi giorni fin sotto l’Eliseo.Il nocciolo duro di questa protesta è nelle campagne. Lì, nella Francia profonda, soprattutto nel nord e al sud – passando per la grande dorsale della valle del Rodano – ci sono le persone e le famiglie che vivono con salari modesti e che sono costretti a prendere l’automobile per recarsi al lavoro. E spesso sono persone che il carovita delle metropoli ha costretto ad emigrare e a ripopolare le campagne francesi più deserte.La scintilla è stata, accanto al prezzo del barile del petrolio in ascesa, l’impennata delle tasse su gasolio (+14%) e benzina (+7%) legata alla cosiddetta ‘transizione ecologica’, l’insieme di norme per rottamare l’attuale parco veicoli e passare all’elettrico o l’ibrido. Aggiunte agli aumenti delle imposte sul gas, sul tabacco, della CSG (i contributi sociali in busta paga), gli incrementi hanno avuto un impatto negativo sul potere d’acquisto.
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“Oggi 11 migranti sono stati sbarcati a Malta dal peschereccio spagnolo Nuestra Madre Loreto. Dopo gli accertamenti medici, tutti i migranti saranno trasferiti in Spagna”. Lo riferisce il ministro dell’Interno maltese, Michael Farrugia, su Twitter. “Sin dal primo momento, il governo si è impegnato affinché l’imbarcazione potesse raggiungere un porto sicuro e vicino”, aveva scritto in una nota la vice premier spagnolo Carmen Calvo. Ieri da Buenos Aires il premier Pedro Sanchez aveva ribadito il divieto all’approdo in Spagna sottolineando che Malta è “il porto più vicino”. [print-me title=”STAMPA”]
