Ultimo aggiornamento 10 Dicembre, 2018, 19:03:42 di Maurizio Barra
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
DALLE 09:33 ALLE 19:03
DI LUNEDì 10 DICEMBRE 2018
SOMMARIO
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
Borsa, Milano maglia nera con Mediaset
Sale Astaldi, giù Salini. Male le banche, tengono le utility
Produzione industriale, +0,1% a ottobreIstat, beni di consumo unico comparto in crescita congiunturale
Borsa: Europa fatica con Huawei e BrexitSterlina in calo, spread a 288 punti, male la chimica con Basf
Spread gira in ribasso a 285Rendimento al 3,10%
Moda: entro due anni online 25% venditePiattaforme indispensabili, corrono più di negozi del marchio
Astaldi:attesa Salini e Ihi spinge BorsaProbabile richiesta di proroga per presentare piano
Petrolio: in calo a Ny a 51,54 dollariQuotazioni perdono il 2,00%
Borsa: Wall Street apre negativa, -0,26%S&P 500 perde lo 0,08%
Protagonisti shipping a esequie GrimaldiIn chiesa anche Aponte, Mattioli, d’Amico, Messina e Spinelli
A famiglia Vitelli piena proprietà ASNCon Alfa Servizi Nautici punta a miglior marina del Mediterraneo
Borsa Milano chiude in forte calo, -1,7%Indice principali titoli di Piazza Affari a 18.410 punti
Mediaset, Borsa cede (-5%) su Jp MorganAi minimi da due anni, pesa frenata stime su ‘sistema Italia’
Borsa Europa conclude male, Londra -0,8%Scivolano Francoforte e Parigi
Borsa Milano giù su Brexit e Wall streetVendite anche su Mediaset e Fca, corre Astaldi in attesa offerte
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SEMPRE AGGIORNATE
L’ARTICOLO
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MILANO
– Avvio in calo per Piazza Affari con il Ftse Mib (-0,84%) prossimo ai minimi degli ultimi due anni.
Il listino milanese è fanalino di coda in un’Europa nervosa per i timori legati al caso Huawei e nell’attesa dell’incerto voto di domani sulla Brexit. Lo spread Btp-Bund si mantiene attorno ai 290 punti base in attesa degli aggiustamenti alla manovra con cui il governo spera di schivare una procedura di infrazione della Ue. Sul listino milanese soffre Mediaset (-4,4%), su cui Jp Morgan ha tagliato a 2 euro il target price, mentre i timori sulla guerra dei dazi affossano Fca (-3,2%), Stm (-2,7%), Ferragamo (-2%), Ferrari (-2,%) e Cnh (-2%). Male anche i bancari con Ubi (-1,6%), Intesa (-1,1%) e Unicredit (-1%) mentre tiene Banco Bpm (-0,5%) il cui cda dovrebbe oggi approvare la cessione di circa 8 miliardi di euro di Npl. Limitano i danni le utility con Enel (-0,1%), Snam (-0,1%) e A2A (-0,3%). Sale Astaldi (+0,9%) che entro metà dicembre dovrebbe ricevere l’offerta di Salini (-1,8%).
– La produzione industriale sale dello 0,1% a ottobre rispetto al mese precedente ed è in aumento, su base annua, dell’1% nei dati corretti per gli effetti di calendario, secondo gli indici Istat. Nei dati grezzi l’incremento è del 4,2%.
“Riprende a crescere la produzione industriale”, si legge nella nota. “Risultano in crescita – continua il testo – su base sia congiunturale (+1,3%) sia annua (+2%) i beni di consumo”, mentre diminuiscono l’energia (-3% su mese, -1,5% su anno) e i beni intermedi (-0,3% per entrambi gli indici). I beni strumentali segnano un calo su base mensile dello 0,1% e un aumento su base annua +2,4%.
Nella media dei primi dieci mesi dell’anno la produzione cresce dell’1,7% rispetto all’anno precedente.
Piazza Affari si avvicina alla chiusura ampliando il calo di giornata, in linea con gli altri listini europei e con il peggioramento di Wall street dove il Dow Jones perde il 2,05% a 23.897,93 punti, il Nasdaq cede l’1,12% a 6.893,15 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,84% a 2.585,49 puntdMilano e Francoforte perdono l’1,3%, Parigi oltre un punto percentuale e anche Londra (-0,3%) è passata in terreno negativo dopo che il primo ministro May ha annunciato il rinvio del voto sulla Brexit. In Piazza Affari, male le banche nonostante il miglioramento di titoli di Stato italiani: Carige e Mps perdono il 5%, Unicredit l’1,9% e Intesa un punto percentuale e mezzo. Sempre deboli anche Mediaset (-4,8%) e Fca (-3%), mentre Enel è piatta con Snam e Recordati.E’ brevemente tornata agli scambi Astaldi, per poi tornare subito in asta di volatilità in rialzo teorico del 25%.
– Lo spread passa in ribasso a 285 punti base contro i 288 di venerdì, dopo un’apertura stamani sopra 290. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,10%.
– Entro il 2020 il 25% delle vendite della moda sarà in e-commerce. Lo pensando i 90 marchi internazionali di moda intervistati da ‘Dressed for digital – The next evolution in fashion marketing’ lo studio di Boston Consulting Group e Zalando Marketing Services, l’unità di marketing della piattaforma Zalando. Per questi marchi già ora il 20% del volume degli scambi commerciali è sul web, e lì concentrano sempre più i budget del marketing. Le vendite nei marketplace online crescono con un tasso annuo del 12%, mentre i negozi online di proprietà delle aziende lo fanno un terzo più lentamente. Molte degli intervistati sta quindi riallineando le strategie di marketing, spostando il budget di marketing sull’online. La voce principale del budget del marketing è sui media (43%). Di questa, oltre il 60% è speso online.
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Si stringono i tempi per il piano di concordato di Astaldi che, a meno di una richiesta di proroga, deve essere presentato entro il 16 dicembre. Secondo notizie di stampa sarebbero giunte due proposte industriali non vincolanti per il salvataggio, da parte di Salini Impregilo e dal gruppo giapponese Ihi. Offerte che quindi renderebbero più probabile una richiesta di proroga per la presentazione del piano di salvataggio. Il titolo vola a Piazza Affari ed è sospeso con un rialzo teorico dell’19%, con gli ultimi scambi a 0,59 euro, mentre Salini Impregilo perde il 3,18% a 1,67 euro. Sul general contractor romano Equita mantiene come giudizio ‘reduce’ e un target price a 2 euro, mentre Mediobanca Securities ha confermato su Salini Impregilo il rating neutral e il target price a 2,70 euro.
– NEW YORK
– Il petrolio in calo a New York, dove le quotazioni perdono il 2,00% a 51,54 dollari al barile.
– NEW YORK
– Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,26% a 24.339,80 punti, il Nasdaq cede lo 0,05% a 6.964,96 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,08% a 2.631,47 punti.
– GENOVA
– Si sono svolti stamani nella chiesa di Sant’Antonio di Boccadasse, a Genova, i funerali di Aldo Grimaldi. Presenti i familiari dell’armatore morto venerdì scorso a 96 anni nella sua casa genovese di Corso Italia, e molti protagonisti dello shipping italiano: tra gli altri il patron di Msc Gianluigi Aponte, il presidente di Confitarma Mario Mattioli, gli ex presidenti dell’associazione (come era stato lo stesso Grimaldi dal 1995 al 1997) Emanuele Grimaldi e Paolo d’Amico, il presidente di AssArmatori Stefano Messina e gli ex presidenti dell’Autorità portuale di Genova Giovanni Novi e Luigi Merlo, l’imprenditore Aldo Spinelli. In prima fila, con fascia tricolore, il sindaco di Genova Marco Bucci.
Nato a Solofra (Avellino) nel 1922, Aldo Grimaldi era nipote di Achille Lauro. Nel 1947, insieme ai fratelli Luigi, Mario e Guido fonda la Fratelli Grimaldi Armatori. Nel 1991 costituisce Grandi Navi Veloci (Gnv) e nel 2005 la Grimaldi Holding, di cui era presidente.
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Marina di Varazze, società facente capo alla famiglia Vitelli (Gruppo Azimut/ Benetti), ha acquistato il 50% di Alfa Servizi Nautici di Varazze (ASN), arrivando così a possedere la totalità delle quote di ASN.
L’acquisizione riguarda l’area dello storico cantiere ex Baglietto, che la società Marina di Varazze intenderebbe trasformare in un centro di manutenzione per yachts dai 25 ai 50 mt. Dal centro nel 2018 sono transitate 34 barche, facendo lavorazioni da 30.000 a 500.000 euro cadauna. La Marina di Varazze già possiede la concessione per lo specchio acqueo di fronte al cantiere. Intorno ad Azimut/Benetti gravitano attualmente, oltre a Varazze, la marina di Viareggio, di Valletta (Malta), di Mosca e, nel prossimo futuro, anche di Livorno, in fase di avanzata approvazione. A questo si aggiunge una partecipazione nella società Porto di Sanremo Srl che si è candidata per il rinnovo del porto vecchio di Sanremo. ASN può diventare uno dei più importanti del Mediterraneo.
– MILANO
– Seduta ampiamente negativa per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dell’1,77% a 18.410 punti.
– Giornata pesante per Mediaset in Piazza Affari: il titolo ha chiuso in calo del 5,1% a 2,46 euro dopo aver toccato in corso di seduta quota 2,43, ai minimi degli ultimi due anni di fatto sui livelli precedenti alla scalata di Vivendi.
A far scattare le vendite soprattutto un report di Jp Morgan sui gruppi media e internet europei, nel quale gli analisti hanno tagliato da 3,1 a 2 euro il prezzo obiettivo del Biscione, abbassando il giudizio sul titolo da ‘neutral’ a ‘underweight’.
La banca d’affari guarda soprattutto all’abbassamento delle sue stime sul ‘sistema Italia’ e quindi alla probabile difficoltà del mercato pubblicitario, ma ha anche ridotto il ‘peso’ economico sul possibile accordo che Mediaset potrebbe raggiungere con Vivendi per il mancato acquisto di Premium.
– Mercati azionari del Vecchio continente ancora molto pesanti: Londra ha provato a contenere le perdite con un calo finale dello 0,83%, mentre Parigi ha perso l’1,47% e Francoforte l’1,54%.
– Avvio di settimana difficile per Piazza Affari in linea con le principali Borse europee, appesantite dalla debolezza di Wall street e anche dalle incertezze sulla Brexit: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dell’1,77% a 18.410 punti, l’Ftse All share in ribasso dell’1,75% a quota 20.238.
A Milano, in particolare, vendite sulle banche nonostante l’allentamento della tensione sui titoli di Stato italiani, con lo spread che ha chiuso a quota 286: la volatile Carige ha ceduto il 5% finale, ma anche Unicredit (-2,6%) è stata colpita dalle vendite con Intesa in ribasso di oltre due punti percentuali. Pesante Mediaset in calo finale del 5,1% ai minimi degli ultimi due anni dopo un report di Jp Morgan, giù anche Saipem (-4,5%), con Leonardo (-3,2%) e Fca (-3,1%).
In calo del 2% Tim, tra i titoli principali con un marginale segno positivo solo A2a (+0,07%), mentre nel paniere e minore capitalizzazione Astaldi ha guadagnato il 23% in attesa di novità da parte di Salini Impregilo e dei giapponesi di Ihi. [print-me title=”STAMPA”]
