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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 4 Gennaio, 2019, 02:51:25 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:43 DI GIOVEDì 03 GENNAIO 2019

ALLE 02:51 DI VENERDì 04 GENNAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Premi, i vincitori del Troisi 2018
Sul palco Maurizio De Giovanni, Nino Frassica e Lino Banfi

SAN GIORGIO A CREMANO (NAPOLI)03 gennaio 201910:43

– Conclusa cla diciottesima edizione del Premio Massimo Troisi Osservatorio sulla comicità, il cui direttore artistico per il secondo anno consecutivo è stato Paolo Caiazzo. Vincitori della edizione 2018 del Premio Massimo Troisi sono: Francesco Menichella (attore comico); Casa Surace per la sezione scrittura comica edita con l’opera ‘Quest’anno non scendo’ e Armando Grassitelli con ‘Una famiglia con la emme maiuscola’ per il racconto inedito.
Menzioni speciali sono andate a Karl Mirabelli per ‘Rosario Alcollo, che gran figura di nerd’ e a Gianluca Papadia per ‘Il capello di Diego’. Miglior cortometraggio è risultato ‘Casting die-rector’ di Gilles Rocca. All’attore Nino Frassica è stata attribuita ‘La bicicletta del sorriso’ mentre a Lino Banfi, accompagnato sul palco dalla figlia Rosanna Banfi, il procuratore di Napoli Luigi Riello ha consegnato il ‘Minollo d’Oro’, realizzato dall’artista Lello Esposito. La serata si è conclusa con tutti gli amici di Massimo Troisi.
A Pompei ‘torna’ la Schola ArmaturarumIl ‘disastro’ nel 2010, il direttore Osanna presenta i restauri

POMPEI (NAPOLI)03 gennaio 201913:24

– “A Pompei i crolli negli scavi archeologici sono un capitolo chiuso”. Ad affermarlo è Massimo Osanna, direttore generale della città emersa dalla lava del Vesuvio del 79 d.C. che oggi ha aperto, con non poca soddisfazione, il nuovo percorso tra le mura della Schola Armaturarum per la quale è stato ultimato il restauro. “Qui c’è la somma di tutto quello che abbiamo fatto – ha continuato Osanna – e che ora vogliamo rendere fruibile a tutti”. I visitatori vedranno quel che resta di ciò che fu sede di un’associazione di gladiatori dell’antica Pompei. L’opera del team di restauratori ha consentito di rimettere insieme i pezzi del puzzle degli affreschi, sbriciolatosi per il crollo del novembre del 2010. I colori vividi che hanno riportato a nuovo, con le anfore emerse nei recenti Scavi, testimoniano l’importanza di questo edificio, che potrà essere visitato dai turisti, ogni giovedì, organizzati in piccoli gruppi.

Morta Pegi, ex moglie di Neil YoungSempre impegnata nel sociale, fondò la Bridge School

03 gennaio 201919:52

“Con grande tristezza, confermiamo che il primo gennaio, dopo una battaglia contro il cancro durata un anno, Pegi Young – madre, nonna, sorella, zia, musicista, attivista e cofondatrice della Bridge School – è morta circondata dai suoi amici e dalla sua famiglia nella sua California”. Questo il messaggio con cui si annuncia, sulla pagina facebook dell’artista, la morte di Pegi Young, cantante ed ex moglie di Neil Young, scomparsa a 66 anni. Pegi, oltre ad aver partecipato ai tour con la band dell’ex marito, che le ha dedicato diverse canzoni, ha pubblicato album da solista. L’ultimo, intitolato Raw, è uscito nel 2017. Pegi, che ebbe due figli disabili con l’ex marito, è stata sempre impegnata nel sociale, in particolare con il Bridge School Benefit, un concerto che si teneva ogni anno in California per destinare fondi proprio ai bimbi disabili. Il divorzio con Young, dopo 35 anni di matrimonio, è avvenuto nel 2014, quando il musicista annunciò la sua nuova relazione con l’attrice Daryl Hannah.
Da alluvione pietre storiche BellunoMateriale distrutto nell’800 riemerso da piena del Piave

BELLUNO03 gennaio 201914:19

– Se l’alluvione di fine ottobre nel bellunese ha avuto un merito, questo è nell’aver consentito di rintracciare una serie di importanti resti lapidei di alto valore storico accumulati alla rinfusa, in epoca napoleonica, sul greto del Piave.
Il loro recupero, all’altezza del “Parco fluviale” di Lambioi, è iniziato oggi e riguarderà 89 pietre che si ritiene facessero parte del castello e delle mura medievali della città di Belluno, distrutti nel 1804. Il materiale fu utilizzato pochi anni dopo per realizzare parte degli argini ed è stato riportato alla luce dell’ondata di piena del Piave dello scorso autunno.
Una volta risistemato l’alveo danneggiato a cura del Genio Civile, ha spiegato l’assessore comunale alla cultura di Belluno, Marco Perale, “le pietre recuperate verranno riposizionate nell’identico punto dove sono state ritrovate per creare un percorso storico-archeologico con appositi tabelloni e raccontare così la storia antica di Belluno”.

In radio il nuovo singolo di Amoroso’Dalla tua parte’ dal 4/1. “10” tour al via 5 marzo da Torino

03 gennaio 201914:25

– Dal 4 gennaio arriva in tutte le radio il nuovo singolo di Alessandra Amoroso “Dalla tua parte”.
L’artista con il nuovo album “10” ha già conquistato il disco di platino, dopo aver debuttato direttamente al numero 1 della classifica Fimi – Gfk e aver conquistato il disco d’oro a una sola settimana dall’uscita del disco.
In questi giorni Alessandra Amoroso sta lavorando con il suo team sul progetto del nuovo tour che proprio lei ha voluto speciale e con un concept preciso: arrivare in ogni regione d’Italia per poter andare incontro e cantare con tutta la sua big family. Il tour partirà il 5 marzo da Palalpitour di Torino e terminerà in Sicilia, al Palasport di Acireale (terza tappa dopo il 26 e 27 marzo, entrambe le date in sold out).
Tripla tappa a Roma al Palalottomatica il 20 e 21 marzo e il 3 maggio. Due le date al Milano Mediolanum Forum l’1 e 2 aprile.
La tv in Italia, la ‘spaventosa macchina’ compie 65 anniMike nella prima trasmissione della televisione. E c’era già la Domenica Sportiva

03 gennaio 201917:23

”La Rai, Radio televisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive”.E’ il 3 gennaio del 1954, una domenica. Siamo a Milano, in diretta dagli studi nuovi di zecca del Centro di Produzione di Corso Sempione. Ed è con questa frase, affidata al sorriso rassicurante di Fulvia Colombo, che nasce ufficialmente la televisione italiana. O almeno è da questa data che la tv, alla quale in Italia in un modo o nell’altro si lavorava dal lontano 1929, comincia le sue trasmissioni regolari. Per il Belpaese, che ancora si lecca le ferite della guerra, è indubbiamente una rivoluzione, subito fotografata dalla Domenica del Corriere che all’arrivo dell’apparecchio tv nei tinelli della borghesia più agiata dedica una storica copertina firmata da Walter Molino.Allora si trasmetteva in bianco e nero, la qualità del segnale non era entusiasmante. Ma quell’immagine della Domenica del Corriere, con il papà ben vestito che tiene sulle ginocchia il figlio bambino e si appassiona con lui ad una partita di pallone, si rivelerà lungimirante. Dopo un periodo sperimentale, già nei primi mesi dell’anno gli abbonati erano 24 mila, diventati poi 88.118 a dicembre del ’54, quando i ripetitori erano 9 e gli studi televisivi 8 (5 a Milano, 2 a Roma, 1 a Torino). Nel giro di quattro anni si superò ampiamente il milione. E in dieci anni i milioni di abbonati erano cinque.Certamente non pochi, tanto più se si pensa che la particolare conformazione orografica italiana, con la sua prevalenza di picchi e avvallamenti, costringeva la rete non efficientissima di trasmettitori a lasciare in ombra parecchie zone del territorio. Già nel ’58, comunque, la quasi totalità della popolazione era potenzialmente in grado di sintonizzarsi sulle frequenze del Programma Nazionale. Tant’è. Come ricorda Aldo Grasso nella sua ponderosa storia della televisione italiana (Garzanti), il primo programma annunciato dalla dolce Fulvia Colombo, quel 3 gennaio del 1954, fu una breve rubrica settimanale di interviste a ‘note personalità’ in arrivo o in partenza dall’aeroporto di Ciampino.Si intitolava per l’appunto ‘Arrivi e Partenze’ e andò in onda alle 14.30: a fare gli onori di casa c’erano Armando Pizzo e un giovane Mike Bongiorno, già perfettamente a suo agio nel ruolo di intervistatore e intrattenitore. La regia era di Antonello Falqui. In serata, dopo una rubrica dedicata all’arte, il Tg (alle 20.45, più tardi rispetto ad oggi), seguito dal primo talk show della televisione italiana (si intitolava Teleclub), e poi dalla recita ‘in diretta’ di una commedia di Goldoni. In chiusura, nemmeno a dirlo, la gloriosa La Domenica Sportiva, il programma in assoluto più longevo della tv italiana.Da lì un diluvio di palinsesti e di programmi che hanno accompagnato e fatto la storia del Paese, dal mitico Lascia o Raddoppia? sempre con Mike Bongiorno che dal novembre 1955 unificherà l’Italia, catalizzando l’attenzione di tantissimi ogni giovedì sera, fino al teatro d’autore (il 30 dicembre del 1954 esordisce in tv Eduardo De Filippo con Miseria e Nobiltà di cui firma anche la regia) a Il Musichiere di Mario Riva. Senza contare gli sceneggiati, lo sport, i programmi per combattere l’analfabetismo (Non è mai troppo tardi con l’indimenticabile maestro Manzi in onda dal novembre del ’60) e quelli per bambini (il primo programma per i più piccoli ‘Zurlì, mago del giovedì’, con Cino Tortorella, va in onda il 10 gennaio del 1957, lo Zecchino d’Oro arriverà nel ’59).Carosello, con il suo teatrino di ‘reclame’ in onda tutte le sere dopo il telegiornale, arriva il 3 febbraio del 1957, lo stesso anno di esordio di Rin Tin Tin. Il ’58 è l’anno di Canzonissima (vince Nilla Pizzi con l’Edera) e del Festival di Sanremo (la vittoria è di Mimmo Modugno con Nel blu dipinto di blu), entrambi già collaudati dalla radio.Nel giro di pochissimo, insomma, la ”spaventosa macchina”, della tv, come la definisce nei giorni dell’esordio il giornalista de La Stampa Luigi Barzini, dimostra tutto il suo fascino e il suo potere sugli italiani. Le sue, sono parole profetiche: ”Tra breve, senza dubbio, l’apparecchio sarà letteralmente ovunque, dove ora sono radio -riceventi , in parrocchia, nello stabilimento di bagni, nelle trattorie, nelle case più modeste. La capacità di istruire e commuovere con l’immagine unita alla parola e al suono è enorme. Le possibilità di fare del bene o del male altrettanto vaste. L’Italia sarà inun certo senso, ridotta ad un paese solo, una immensa piazza, il foro, dove saremo tutti e ci guarderemo tutti in faccia. Praticamente la vita culturale sarà nelle mani di pochi uomini”.

Fondazione Musica per Roma, nel 2018, +4% incassi2019 apre con Festival flamenco, in arrivo Aurora e Take That

03 gennaio 201915:43

Chiude con segno positivo il sedicesimo anno di attività della Fondazione Musica per Roma.
Il 2018 infatti ha registrato circa 400.000 spettatori in linea con l’anno precedente, il 2017, un incasso lordo da biglietteria di circa +4% per eventi dell’anno 2018 e un +13% di eventi, oltre 700. Il Natale Auditorium inoltre ha segnato 40.000 presenze per oltre 60 eventi confermando il successo di rassegne tradizionali come il Roma Gospel Festival, dove si è aggiunta una data per il tutto esaurito degli Harlem Gospel Choir, e degli appuntamenti con il Maestro Nicola Piovani arrivato a 6 repliche sold out. 32mila le presenze registrate per Il Villaggio di Natale con la Pista di ghiaccio e il Mercatino. Il Natale ha visto protagonisti inoltre Giovanni Allevi, Mario Biondi, Max Gazzè con un triplo concerto per festeggiare il ventennale dell’album La favola di Adamo ed Eva e Tosca e Gigi Proietti per capodanno. Per il 2019 attesi Ludovico Einaudi, Goran Bregovic, Aurora, Take That, Diana Krall, Skunk Anansie, Toto.
Nasce Festival Musica Gospel italianaAlla Gospel House con i più noti artisti del genere

TORINO03 gennaio 201916:50

– Nasce a Torino il primo Festival di Musica gospel italiana, mirato a far conoscere un genere musicale molto praticato e conosciuto all’estero – negli Stati Uniti si tengono concerti con decine di migliaia di persone e alcuni brani sono vere hit – ma ancora poco in Italia.
La prima edizione si tiene domani sul palco della Missione Cristiana Gospel House, vicino

allo stadio della Juventus.
Per l’occasione Rtb, Radio Torino Biblica, che trasmette il concerto sul suo sito in streaming, e Gospel Live hanno riunito i maggiori autori di gospel italiani, 11 artisti (uno è un duo) provenienti da tutta Italia, tutti autori e cantanti dei loro brani di classica musica cristiana gospel. Molti di loro sono più noti all’estero, in nord Europa e in America, che in Italia.
“Vorremmo aiutare gli italiani a scoprire un genere musicale capace di coinvolgere molto il pubblico”, dicono gli organizzatori. Tra gli artisti presenti anche Angelo Maugeri, fondatore di J-factor, e Giuseppe De Chirico.
Ariana Grande protagonista del CoachellaCon Childish Gambino e Tame Impala headliners appuntamento 2019

NEW YORK03 gennaio 201919:55

Ariana Grande sara’ la protagonista del Coachella Festival 2019 insieme a Childish Gambino e Tame Impala. Ad annunciarlo e’ stata Goldenvoice, che produce l’appuntamento musicale in programma ogni anno nella California del sud. Il Coachella Festival 2019 si terra’ nei due weekend del 12-14 e 19-21 aprile. Si era parlato anche della partecipazione di Kanye West, ma secondo i media Usa non ha accettato per disaccordi con gli organizzatori. In particolare le discussioni hanno riguardato le dimensioni del palco, che a parere della star erano “artisticamente limitanti”. L’anno scorso la protagonista della manifestazione, arrivata alla sua ventesima edizione, e’ stata Beyonce.
Obama entra nella classifica del R&B con remix HamiltonAl 22mo posto con One Last Time (44 Remix) tratto da musical

NEW YORK03 gennaio 201917:11

Barack Obama entra nella classifica del R&B. L’ex presidente degli Stati Uniti è infatti al 22mo posto con ‘One Last Time (44 Remix)’, un remix di un brano tratto dal celebre musical ‘Hamilton’. Il brano è uscito lo scorso 22 dicembre e dopo pochi giorni è stato ascoltato in streaming on demand per 307mila volta e scaricato a pagamento per circa 9mila volte. Il brano, pubblicato dal creatore di Hamilton Lin-Manuel Miranda, fa parte di una serie ‘Hamildrops’, con lo scopo di raccogliere fondi per una serie di non-profit. E’ inoltre un ricordo della presidenza Obama, il 44mo presidente. Nella canzone, Obama tiene il discorso di addio di George Washington. Non è la prima volta che l’ex presidente finisce in una classifica musicale o di intrattenimento. Nel 2009 ‘A Moment in History: The Inauguration of Barack Obama’ finì al sesto posto per vendite di dvd mentre, ‘Pop Off’ di JX Cannon featuring Obama nel 2015 arrivò al decimo posto di Billboard + Twitter artisti emergenti.
La Ballata di Johnny e Gill a TorinoProgetto internazionale di Fausto Paravidino al ‘Gobetti’

TORINO03 gennaio 201918:17

– E’ una sorta di rivisitazione delle Sacre Scritture in chiave picaresca per raccontare la natura profonda delle migrazioni e del viaggio ‘altrove’ che tutti i popoli o prima o poi si sono trovati ad affrontare, l’ultima regia di Fausto Paravidino ‘La Ballata di Johnny e Gill’ in prima l’8 gennaio al Teatro Gobetti nel cartellone del Teatro Stabile di Torino.
Si tratta di una coproduzione internazionale insieme con Le Libertè di Toulon, il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, La Crieè-Theatre National de Marseille, Pole Arts de la Scène, Les Théatres de la Ville de Luxemburg.
Partendo dal mito della Torre di Babele, Paravidino, tra i più importanti drammaturghi europei, ha costruito un grande progetto internazionale sulla storia di Abramo, che qui si chiama Johnny, e Sara (Gill) che mescola lingue e linguaggi teatrali, culture, suggestioni, avventure. Si parte dalla New York di Ellis Island per arrivare all’Europa contemporanea “parlando un po’ di Dio e di noi tutti”, dice il regista.

Colosseo, in arrivo il restyling delle aree verdiAl via gara lavori. Sempreverdi, reperti e illuminazione a terra

03 gennaio 201919:58

Restyling in arrivo per le aree verdi intorno al Colosseo. Il parterre sarà caratterizzato da ‘sempreverdi’ con un’unica nota di colore, grazie alla presenza di gruppi di rose antiche. Prevista anche un’illuminazione a terra e una disposizione studiata di alcuni reperti già presenti nell’area.L’obiettivo dei lavori, messi a gara dal Campidoglio per un valore totale stimato di circa 700 mila euro e le cui offerte dovranno arrivare entro fine gennaio, è quello di “valorizzare l’enorme potenziale del sito” migliorandone la “modalità di fruizione, attualmente limitata alla presenza monumentale del Colosseo”.
Nelle relazioni della gara si spiega la ratio dell’ iniziativa: le aree verdi vengono considerate “non solo come ‘coronamento’, ma ‘di completamento’ del sito”, facendo “convergere non solo finalità estetico-ambientali dell’ambito archeologico con l’intorno ma, obiettivi di salvaguardia, decoro e sicurezza di uno dei siti più frequentati al mondo”.
Rivincita del Castello di Rivoli, +7%.5Direttrice, successo è decretato dalla produzione culturale

TORINO03 gennaio 201919:42

– Il Castello di Rivoli-Museo di Arte Contemporanea è uno dei musei torinesi che ha registrato la miglior performance nel 2018, con un incremento di visitatori del 7,5% rispetto al 2017 e del 18,4% sul 2016. Una ‘rivincita’ per un museo molto accreditato nel panorama mondiale dell’arte contemporanea, ma che spesso si è sentito ‘abbandonato’ dal pubblico locale e dalla vita culturale cittadina anche per via dalla lontananza dal centro di Torino.
“Sono felice – dice la direttrice Carolyn Christov-Bakargiev – anche se non sono tanto i numeri a definire il successo di un museo, ma la sua attività, il suo essere centro di ricerca, ente di produzione culturale, soggetto attivo nel territorio, promotore di mostre all’esterno. Stiamo lavorando su questo, inoltre il 29 aprile apriremo al pubblico la Collezione Cerutti, con 600 capolavori che ne fanno una delle collezioni private più importanti al mondo come ha rilevato il New York Times. Nel 2018 il Castello ha registrato 125.134 visitatori e 445.000 utenti.
Da After a Piccole donne, tanti libri arrivano al cinemaBale e Damon in Ford V. Ferrari, letterari Salvatores e Garrone

03 gennaio 201919:47

Biografie di gangster come The Irishman di Martin Scorsese con un cast stellare che comprende Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci; l’avventura on the road di un padre con il figlio autistico in Se ti abbraccio non aver paura di Gabriele Salvatores; le sfida in pista Ford v. Ferrari di James Mangold, con Christian Bale e Matt Damon; Piccole donne di Greta Gerwig e storie young adult, come After di Jenny Gage dalla saga di Anna Todd (oltre 1 milione e 200 mila copie vendute in Italia). Il 2019 proporrà una valanga di titoli che adattano, traggono spunto o rielaborano romanzi, biografie o autobiografie. Tra i film più attesi c’è The Irishman di Martin Scorsese, con un budget di oltre 140 milioni di dollari, di cui 105 coperti dalla vendita dei diritti a Netflix, che garantirà anche la distribuzione in sala. E’ la storia di Frank ‘The Irishman’ Sheeran (De Niro), sindacalista e killer per la famiglia mafiosa Bufalino. Alla base c’è I Heard You Paint Houses, il libro di Charles Brandt costruito su una serie di interviste con Sheeran, che gli confessò anche l’omicidio del sindacalista Jimmy Hoffa (interpretato nella storia da Pacino). Si resta fra i gangster ma nell’Australia del 1870 con The True History Of The Kelly Gang di Justin Kurzel, dal romanzo di Peter Carey, sul fuorilegge Ned Kelly. Nel cast George MacKay, Russell Crowe, Nicholas Hoult e Charlie Hunnam. Il 17 gennaio arriva nelle sale italiane Maria regina di Scozia di Josie Rourke tratto dalla biografia della monarca scozzese scritta di John Guy. A interpretare Maria Stuarda è Saoirse Ronan mentre la cugina Elisabetta I d’Inghilterra ha il volto di Margot Robbie. Stessa data d’uscita per ‘La douleur’ (‘Il dolore’) di Emmanuel Finkiel con Melanie Thierry, dall’omonimo romanzo autobiografico di Marguerite Duras, sulla sua disperata lotta nella Francia del 1944 per la liberazione del marito, Robert Anthelme, deportato a Dachau. I memoriali di David Scheff e suo figlio Nic, sul lungo percorso del ragazzo nella dipendenza dalla droga, hanno ispirato Beautiful Boy di Felix von Groeningen con il giovane premio Oscar Timothée Chalamet e Steve Carell (14 febbraio). L’autobiografia di Garrard Conley, figlio gay di un pastore battista, costretto a seguire un programma di ‘riorientamento’ sessuale, arriva con Boy Erased di Joel Edgerton. Nel cast Lucas Hedges, Russell Crowe e Nicole Kidman (14 marzo).
Fra i classici, torna il piccolo orfano di Senza famiglia di Hector Malot in Remi di Antoine Blossier (7 febbraio).
Anticipato da stroncatore feroci negli Usa, arriva il 14 febbraio la parodia ‘Holmes & Watson’ di Etan Cohen, vagamente ispirato a Conan Doyle. La talentuosa Greta Gerwig, ri-racconta Piccole donne di Louisa May Alcott, affidandosi a Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Timothée Chalamet, Meryl Streep e Laura Dern. Dopo il successo del primo film, Andy Muschietti si reimmerge nel capolavoro horror di Stephen King, per It: Capitolo 2 con Jessica Chastain e James McAvoy (In Italia a settembre). Fra gli incubi del re del brivido, spazio anche a un nuovo adattamento di Pet Semetary diretto da Kevin Kolsch e Dennis Widmyer. Un genio del crimine adolescente alle prese con fate, elfi e gnomi, è il protagonista di Artemis Fowl, saga fantasy di Eoin Colfer, portata sul grande schermo da Kenneth Branagh. Approda al cinema anche la saga ‘amorosa’ young adult ‘After’ di Anna Todd, con l’omonimo film di Jenny Gage (in Italia dall’11 aprile) che ha per protagonisti Josephine Langford e Hero Fiennes Tiffin. Amy Adams in The Woman in the Window di Joe Wright dal romanzo di A.J. Finn è una psicoterapeuta infantile affetta da agorafobia che assiste per caso a un delitto. Ford v. Ferrari di James Mangold, Con Christian Bale e Matt Damon, tratto dal libro di A.J. Baime mette in scena La battaglia fra le due scuderie alla 24 ore di Le Mans del 1966. Cate Blanchett è una mamma anticonformista scomparsa sulle cui tracce si mette la figlia adolescente nella dramedy Dove vai Bernadette? di Richard Linklater dal romanzo di Maria Semple. Non mancano anche titoli italiani: dal ritorno al gotico/horror di Pupi Avati con Il signor diavolo dal romanzo omonimo del figlio Alvise a Se ti abbraccio non aver paura di Gabriele Salvatores, con Claudio Santamaria, Diego Abatantuono e Valeria Golino, dal romanzo di Fulvio Ervas, sull’avventura on the road di un padre e il figlio autistico. Aspettando più avanti il Pinocchio di Matteo Garrone e Tre Piani di Nanni Moretti dal romanzo di Eshkol Nevo.
La notte degli Oscar ancora senza presentatoreDopo rinuncia Kevin Hart si cerca celebrity per 91ma edizione

NEW YORK03 gennaio 201917:12

A meno di due mesi dalla cerimonia per la 91ma edizione degli Oscar, Academy è ancora alla ricerca di un presentatore. La cerimonia di consegna delle statuette per il premio cinematografico più prestigioso e antico al mondo si terrà a Los Angeles il prossimo 24 febbraio ma dopo la rinuncia di Kevin Hart a causa di un tweet omofobico di alcuni anni fa ancora non è stata trovata una celebrity che possa mettere d’accordo tutti i tipi di pubblico. Secondo quanto scrive Hollywood Reporter, Academy e Abc, il network che manderà in onda la cerimonia, non vogliono qualcuno che sia socialmente controverso oppure che sia gradito esclusivamente al pubblico meno giovane. Tra i papabili ci sarebbero Justin Timberlake, Melissa McCarthy, Jerry Seinfeld, Julia Louis-Dreyfus, Tina Fey, tra gli altri, ma tutti hanno fatto sapere perentoriamente che non vogliono presentare la cerimonia. Academy potrebbe a questo punto considerare di nuovo Whoopi Goldberg, Ellen DeGeneres, Tom Hanks oppure Jennifer Lawrence.

Tv: da Luttazzi a informazione la svolta di Rai2 di FrecceroDirettore: “The voice solo se si troverà studio. Con Arbore programma omaggio a Boncompagni

03 gennaio 201918:58

Dalla satira di Daniele Luttazzi (cacciato dalla Rai all’epoca di Satyricon nel 2001) a un programma pensato con Arbore in omaggio a Boncompagni, ma anche Night Tabloid (che a suo dire “è titolo demenziale”) che cambia in ‘Povera patria’ e per rinnovarsi completamente con temi di politica ed economia di stretta attualità”. “Rai2 deve essere complementare a Rai1”, dice Carlo Freccero direttore della seconda rete. Durante la conferenza stampa è un fiume in piena e lancia le sue linee guida. “A febbraio farò un omaggio a Bertolucci, è un obbligo morale”, annuncia tra l’altro.
L’impegno prioritario di Freccero è comunque l’informazione: “Vergogna, vergogna, vergogna che la Rai, il servizio pubblico non abbia un programma di approfondimento”. E illustra il suo progetto di avere una striscia informativa che segua il Tg2 e coinvolge cosi’ l’amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, a cui spetterà – tiene a precisare Freccero – la valutazione finale”.  E ci sono “le elezioni europee…”, ha insistito

il direttore di Rai2  sottolineando che “in questi anni il servizio pubblico si e’ svuotato di una cosa fondamentale come l’informazione di approfondimento, lasciando spazio ad altre realtà, come La7 ad esempio con Otto e Mezzo. Nell’attesa allungheremo il tg2 serale di 10-15 minuti dalla prossima settimana. Inoltre dalle 18 alle 18.50 il Tg dovrà incorporare gli impegni istituzionali. Il lavoro con Gennaro Sangiuliano è stato un gioco intellettuale. Confermato in palinsesto Tg2 Dossier.  “Un problema che ho è il budget. Un altro è il tempo limitato”.
Freccero ha poi spiegato di non aver intenzione di fare “la tv sovranista: io faccio la tv punto e basta. Anche se sovranismo è una parola che non mi fa paura. Amo il pluralismo”. Il direttore di Rai2 ha anche annunciato di voler lanciare una “rubrica anche sulla religione musulmana come ci sono anche per quella ebraica e protestante”.
Altra bomba, lanciata in conferenza: “Voglio riportare Daniele Luttazzi – ha detto Freccero riferendosi alla chiusura di ‘Satyricon’ durante la campagna elettorale del 2001. “Ci mancherebbe che questa nuova epoca vietasse la satira! Luttazzi potrà andare in onda, se va in onda, in autunno: a me sembra essenziale che lui torni in Rai. E’ finita l’epoca di Berlusconi, e’ finita l’epoca di Renzi, e ci mancherebbe che oggi venga penalizzata la satira”. Freccero ha aggiunto che sul progetto Luttazzi “e’ chiaro che dovrà pronunciarsi il Cda. La sua e’ una satira feroce, ma non posso pensare che debba restare nelle nebbie della censura. Persino Celli l’ha di recente rivalutato. Ripeto, persino Celli…”. Il direttore di Rai2 ha quindi detto che “anche se venisse Bertone in persona a dire che non posso farlo, io lo faro’ lo stesso”. Ma sono tanti i progetti in cantiere della Rai 2 di Freccero: “Stimo moltissimo Simona Ventura. Fa audience, ma il programma deve risolvere un problema semplice: non ci sono studi a disposizione. Il talent show The Voice si farà se si trova uno studio”. “Ma – aggiunge poi a margine della conferenza stampa – punto a risolverlo risolverò da me questo problema, senza sprechi”. Resterà ‘Realiti Sciò’ di Enrico Lucci, che immortala l’Italia dei selfie. Mentre un altro programma sarà condotto da Alessandro Sortino che è anche conduttore. “C’è un altro programma – fa sapere – che vorrei fare dal titolo provvisorio ‘L’ottavo Blog’ ma ci sto ancora lavorando”. ‘Nemo’ dunque si sdoppierà e l’autore Sortino diventerà conduttore. Mentre Eva Crosetta è il nuovo volto che curerà la rubrica religiosa di Rai2 ‘Sulla via di Damasco’. Su Il Collegio: “Ci sarà, la mia idea è di ambientarlo nell’epoca del fascismo”. Confermato anche Made in Sud. Sul tema della fiction il direttore spiega: “Rai2 ha un difetto, quello principale: la presenza massiccia di NCIS. Io lo detesto; ma il problema è che c’è un contratto. Quindi bisogna ammorbidirlo, con altri prodotti.  Freccero: “Non capisco perché la Rai abbia perso ‘La casa di Carta’. “Io da fine marzo vorrei un programma comico molto importante, tra le 19 e le 20.30”. La serie The Good Doctor: “Non entro in polemica, ma precisa, fu messa la prima stagione in modo improprio su Rai1, ma è una serie nata per Rai2. Io controprogrammo Rai1? Chi lo dice è un imbecille”. Quindi nessuna incertezza la nuova stagione di The Good Doctor inizierà a marzo su Rai2. Poi ricorda che “bisogna anche concentrare le risorse in una fascia oraria, quella delle ore 19-24”. Infine in merito al day time e a contenitori a rischio come Detto Fatto e I Fatti Vostri, ha replicato “a mio avviso dovrebbero andare su Rai1”. Confermata inoltre la chiusura di B come sabato, “faceva poca audience”.
Schnabel, Dafoe e i tormenti di Van GoghIn sala dal 3 gennaio il film valso all’attore la Coppa Volpi

03 gennaio 201911:22

– “Volevo solo essere uno di loro”: la ricerca della normalità, che ha tormentato tutta la vita di Vincent van Gogh sempre ai confini con la follia, è al centro dell’interpretazione di Willem Dafoe, che dà il volto all’artista nel film di Julian Schnabel ‘Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità’, in sala dal 3 gennaio distribuito da Lucky Red in associazione con 3 Marys Entertainment, dopo la presentazione in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Un ruolo che è valso a Dafoe la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile e la candidatura ai Golden Globe 2019 come miglior attore in un film drammatico.
Ventidue anni dopo Basquiat, Schnabel, in questo caso in qualità di pittore prima ancora che di regista, ha firmato un’opera-sfida che pone una domanda: si può raccontare davvero un genio assoluto, un mito dell’arte? “Tutto quello che volevo dire sulla pittura, l’ho detto in questo film e molte cose le ho dette per voce di Van Gogh – ha spiegato il regista a Venezia – tenendo conto che ognuno di noi ha la sua personale visione di quest’artista”.
Nel film, che parte in tono minore, didascalico, ma poi lentamente cresce seguendo, più che gli avvenimenti, il flusso di coscienza dell’artista, vengono raccontati gli anni trascorsi da van Gogh nel sud della Francia, il suo complicato rapporto con Paul Gauguin, quello straordinario con il fratello Theo, la dipendenza dall’assenzio e, ovviamente, le sue ripetute permanenze in manicomio a cui si adattava di buon grado. E ancora, in tutto il film, la sua dannata esigenza di dipingere sempre, comunque e nonostante tutto (“è il mio modo di non pensare”).
Ma di una cosa il regista, tornato alla regia a otto anni da Miral, è certo: “Van Gogh, come si legge nelle sue lettere, era lucido, consapevole del suo valore e forse, come si vede in uno dei tanti dialoghi del film, s’identificava davvero in Gesù. Ma ci tenevo anche molto a rappresentare la sua paura di impazzire, di essere sempre ai confini della sanità mentale”.
Dello stesso parere Dafoe: “Van Gogh era lucido, consapevole, e non solo un genio pieno di tormento. Voleva poi farsi prete, questo è certo. Come è vero che per lui la Bibbia era il libro più bello in assoluto e che Van Gogh considerava Gesù un pazzo proprio come lui”. Per entrare nel personaggio, ha spiegato l’attore, “ho dovuto imparare a dipingere, era davvero necessario. In questo ovviamente mi ha aiutato Schnabel e solo allora ho capito meglio quello che avrei dovuto fare”.
Frase cult del film quella che lo stesso artista dice a un prete (Mads Mikkelsen) in manicomio quando gli chiede se è davvero certo del suo valore artistico: “Anche Gesù è stato riconosciuto davvero a venti, trent’anni dalla sua morte”.
Nel cast del film anche: Oscar Isaac, Rupert Friend, Niels Arestrup, Stella Schnabel e Mathieu Amalric.

Singer, la volgarità degli ebrei immaginariNemici, sbandamenti e paure tra sopravvissuti americani a Shoah

03 gennaio 201911:07

ISAAC BASHEVIS SINGER, NEMICI (ADELPHI, pp. 258 – 18,00 euro – traduzione di Marina Morpurgo).
Bisogno d’amore e paura e inettitudine di vivere sono i temi di questo grande romanzo, esaltati dalla realtà piena di incubi ma assetata di vita di chi è scampato all’olocausto e si sente diviso tra la fedeltà al passato, alla sua identità, e il bisogno di ricominciare. Siamo in America poco dopo la fine della guerra, nella New York anni Cinquanta in cui Herman Broder, scampato ai lager dopo l’uccisione di sua moglie e dei suoi figli perché nascosto in un fienile da una contadina cattolica polacca che era a servizio in casa dei suoi, campa praticamente alla giornata incapace ormai di organizzare in qualche modo il suo lavoro e la sua vita sempre più confusa e difficile da gestire, specie senza una lira in tasca e dovendo far continuamente fronte a tutte le menzogne che dice. Sul lavoro, presso un rabbino, non ha il coraggio di dire che convive con una gentile, Jadwiga, la donna che l’ha salvato e ha portato con sé oltreoceano. A quest’ultima, che nella grande città ha paura di muoversi, racconta di essere un venditore porta a porta di libri, così da poterle far credere di doversi assentare per andare a Filadelfia o Baltimora, in realtà per andare a dormire dall’amante Masha, donna ebrea sensuale e bella di cui non riesce a fare a meno, sopravvissuta al lager, di cui porta i segni sulla pelle e nell’anima. Ora fa la cassiera in una tavola calda e dopo lo scambio di fantasie erotiche e giochi sessuali con Herman che da lei ha in affitto una stanza, lo insulta e accusa di stare con quella serva ignorante invece di lasciarla e sposare lei, che però vive con un’anziana madre tutta devozioni che sta sempre chiusa in casa per paura dei tedeschi. Una paura che attanaglia anche Herman, che, pur sapendo di essere oramai in America, in mille occasioni girando per strada immagina di trovarsi davanti i nazisti e fantastica cosa potrebbe fare per sfuggirli, dove nascondersi.
La verità è che Masha, pur con tutto il suo passato, ha conservato istinti normali e vitalità volta al futuro, mentre Herman ”non era una vittima di Hitler, era già una vittima ben prima di Hitler”. A complicare la sua situazione faticosa, boccaccesca e dolorosa, un giorno arriva la sua prima moglie Tamara, rediviva, visto che si sapeva uccisa dalle SS con i figli, e invece riuscita a sopravvivere a loro e a fuggire in Russia e essere internata in un campo di lavoro. L’incontro con lei ha una carica d’umanità, sentimenti, gelosie e dolcezze, una naturalezza poetica e una disperazione ormai sublimata, con il piccolo David e la piccola Yocheved che continuano a venire da lei ”non nei sogni, ma quando sono sveglia”, perché ”le anime esistono; è Dio che non esiste, se è riuscito ad assistere a questi orrori e rimanere in silenzio”. Si apre così per Herman, che rifiuta il divorzio che gli viene offerto, un terzo fronte ricomparso dal passato, che sarà l’unico mosso da vera forza d’amore, fatto di curiosità, comprensione, perché Tamara ”è un angelo abituato ormai a cavarsela” in ogni circostanza, compreso il finale a sorpresa nel segno della solidarietà, più tra sopravvissuti che tra donne.
La narrazione, ricca e avvincente, come è necessità di un racconto comparso a puntate su un giornale yiddish negli anni ’60, serve a Singer per raccontare cosa sia l’ebraismo e cosa fosse in America in quegli anni, con quartieri ebraici connotati dai paesi di provenienza degli abitanti di cui rinfocolavano le rivalità religiose e campanilistiche, mentre c’erano famiglie che avevano ripreso nei particolari tutti gli aspetti della loro vita ebraica in Polonia, sin nei minimi dettagli. Tutto mentre la vita riprende e davanti alla sguaiatezza del quotidiano in un albergo su un lago pieno di ebrei, Herman osserva come ”la volgarità in quella sala negasse il senso della creazione, fosse un insulto alle sofferenze della Shoah”, pur essendo ”alcuni degli ospiti scampati al terrore nazista”. Con tristezza è convinto che a garantire la sopravvivenza sia solo ”la scaltrezza”, era sicuro andasse sempre così, da quando era comparsa la vita sulla terra sino al dramma biologico finale: ”gli animali avevano accettato la precarietà dell’esistenza e la necessità della fuga e dell’astuzia; solo l’uomo cercava la sicurezza e invece riusciva a causare la propria rovina” concludendo che ”la Bibbia, il Talamud, i Commentari avevano insegnato agli ebrei una strategia, una sola: fuggite dal male, nascondetevi dai pericoli, evitate le rese dei conti, tenetevi distanti più che potete dalle forze colleriche dell’universo”.        [print-me title=”STAMPA”]

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