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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 28 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Gennaio, 2019, 03:45:20 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 01:36 DI MERCOLEDì 09 GENNAIO 2019

ALLE 03:45 DI GIOVEDì 10 GENNAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bambole salvatrici in Benvenuti a Marwen
Zemeckis racconta artista ‘sopravvissuto’ Hogancamp

09 gennaio 2019 01:36

Un Paese abbandonato, in Belgio durante, la II Guerra Mondiale, Marwen (diventerà Marwencol), enclave di fashion dolls e action figures, interpreti di coraggiose guerriere in squadra con il capitano Hogie (pilota di guerra con una passione per le scarpe femminili) contro i nazisti e la letale Deja Thoris. E’ il mondo creato da Mark Hogancamp, dopo essere stato vittima nel 2000 di un brutale pestaggio che l’ha ridotto in fin di vita e in coma per nove giorni. L’artista, da oltre 15 anni, dà forma a incubi e rinascite, fotografando le avventure (diventate installazioni visive) dei suoi eroi e cattivi di plastica. Robert Zemeckis lo racconta unendo performance capture e live action in Benvenuti a Marwen, con Steve Carell mattatore in sala dal 10 gennaio distribuito da Universal.    Molti critici hanno accusato il regista di aver troppo edulcorato, con il tono da favola moderna, il complesso percorso di Hogancamp, che anche prima dell’aggressione aveva problemi con l’alcool e viveva in condizioni precarie. Lo aveva raccontato con maggior realismo il pluripremiato documentario Marwencol di Jeff Malmberg (2010), che ha fatto scoprire a Zemeckis l’artista, oggi 56enne. Hogancamp era stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di ragazzi (poi processati e condannati), dopo aver parlato con loro, da ubriaco in un bar, del suo amore per gli abiti femminili, soprattutto le scarpe (che spesso, come il capitano Hogie, ama indossare). Dopo il pestaggio ha perso gran parte della sua memoria da adulto e la capacità di disegnare, con cui prima guadagnava qualche soldo.    Da lì, pian piano, è arrivato a un ritorno all’arte attraverso altre forme. “Ho amato che quella di Hogancamp fosse una storia di speranza – ha detto Zemeckis a Screen Rant – sul trionfo dello spirito umano e il potere curativo dell’arte”. Il regista ha risolto grazie all’animazione in performance capture (che ‘cattura’ espressioni facciali e movimenti degli attori per applicarli a caratteri in 3D), già utilizzata in A Christmas Carol e La leggenda di Beowulf, la sfida di dare vita alle foto di Hogancamp, dove ogni bambola/personaggio corrisponde a una persona reale. L’artista è Hogie (Carell); gli amori e le altre donne importanti della sua vita, come l’amica Roberta (Merritt Wever), la fisioterapista e la ‘badante’ che l’hanno aiutato (Janelle Monáe e Gwendoline Christie), la cameriera con cui lavora in un bar (Eiza Gonzalez) o la sua pornostar preferita(Leslie Zemeckis) sono trasformate nelle guerriere sexy della sua pattuglia; i suoi aggressori sono diventati i nemici nazisti mentre le sue paure prendono forma nella maga possessiva e vendicativa Deja Thoris (Diane Kruger). Proprio un’avventura delle bambole in guerra apre il film, con Hogie salvato dalle sue donne proprio poco prima di essere ucciso dai nazisti.Intanto, nella vita reale, l’arrivo di una nuova vicina di casa la dolce Nicol (Leslie Mann), subito ‘arruolata’ da Mark anche nel suo mondo in miniatura, contribuisce a sconvolgere la vita metodica dell’artista, che sta anche per rivedere in tribunale, suoi aggressori. Incubi e fantasmi ritornano, rendendo il confine tra realtà e fantasia sempre più labile. Zemeckis, a tratti, fatica a far arrivare la ricchezza emotiva e le contraddizioni del mondo dell’artista e il pubblico, almeno negli Usa, non ha ripagato la sfida del film. Steve Carell ha voluto interpretare Hogancamp (le cui opere sono sempre più richieste dalle grandi gallerie d’arte in Usa), principalmente, “per il suo coraggio. Contro ogni aspettativa – spiega l’attore nelle note di produzione – lui ha creato un proprio metodo di guarigione. E’ incredibile ciò che è stato in grado di raggiungere, la sua integrità come essere umano risplende. Volevo che queste qualità fossero evidenti nel mio ritratto”.
Matera 2019, in fila per avere i passDavanti alla prefettura in vista della cerimonia del 19 gennaio

MATERA09 gennaio 201911:27

– Decine e decine di persone sono in fila stamani davanti alla prefettura di Matera – sotto la pioggia – per ritirare il pass individuale per assistere alla fase finale della cerimonia inaugurale dell’anno da Capitale europea della Cultura, in programma nella serata di sabato 19 gennaio. Ci sono stati anche momenti di tensione, ma successivamente, la situazione è migliorata.

Moda: romanità e Dolce Vita, Moschino sfila a CinecittàJeremy Scott sceglie Roma per prima volta per uomo e pre-donna

09 gennaio 201911:40

“Ho deciso di presentare la collezione Uomo e la pre-collezione Donna A/I 19 di Moschino, negli storici studi di Cinecittà a Roma, perché il mio fashion show-vuol essere un omaggio al grande Federico Fellini, che ha girato proprio qui alcune delle sue pellicole più iconiche. Infatti per le mie nuove proposte ho preso ispirazione dal suo lavoro e dai magnifici personaggi protagonisti di film come Roma, La Dolce Vita, Satyricon, 8 1/2, Casanova solo per citarne alcuni”.
Parola di Jeremy Scott, lo stilista americano che dal 2011 è il direttore creativo di Moschino, la maison italiana del gruppo Aeffe, fondata dall’irriverente Franco Moschino, che riusciva attraverso la sua moda ironica ad esprimere le sue acute critiche alla società. Dopo aver ridisegnato l’intera collezione e aver riletto le gag più famose di Franco Moschino (borse della spazzatura, slogan spiritosi, reggiseni-tazze) e attraverso gli occhi di un americano (borse McDonald’s, abiti popcorn, vestiti da ballo con etichetta nutrizionale, pellicce SpongeBob SquarePants) Scott vuole cimentarsi con la romanità e con il cinema di Fellini, il mito di una città e un regista per cui nutre ammirazione profonda. Ecco perché ha scelto per la prima volta di sfilare nella capitale, a Cinecittà, tra le rovine delle Terme di Caracalla dello studio 10, trasformate in sala da ballo del film La Dolce Vita. Qui sfilano modelli e modelle truccati da Gelsomina e Giulietta degli Spiriti, da Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, insomma in tutti quei personaggi indimenticabili dei capolavori cinematografici del grande regista italiano. Perfino l’invito, ha la forma di una spada tardo medievale con manico d’oro e pietre. E tra il pubblico della sfilata, oltre a Elisabetta Canalis e Claudia Gerini, non poteva mancare una delle star preferite di Fellini, la sempre effervescente Sandra Milo. La sfilata comincia. I modelli indossano cappotti in tweed spigato, ricamati con lettere latine e definiti da fasce di raso rosso e giallo oro, che ricordano antiche tavole cesellate.
Fasce da smoking e fiocchi di raso conferiscono ai capi del guardaroba maschile l’eleganza e il dramma dei vestiti couture.
C’è la Roma Imperiale e quella della Dolce Vita. I personaggi della sfilata strizzano l’occhio agli archetipi ritratti in diversi film felliniani: creature mitologiche romane e iscrizioni latine rivivono in stampe-foulard rosse e blu dalle proporzioni regali. L’armatura da centurione è reinventata e mixata con l’eveningwear per la donna e con lo sportswear per l’uomo. Gli opulenti abiti da corte della nobiltà romana sono accorciati, tagliati e sezionati per trasformarli in corpetti indossati su gonne dalla forma di gabbia, che rimandano ancora una volta all’immaginario di Fellini, al suo Circo. Le tute sono ingioiellate e ornate con ricami d’oro, a creare il disegno di “scheletri” preziosi, che mostrano costole e femori. Cappotti, parka e bomber mostrati da modelle-showgirl “fuori servizio”, sono destrutturati e bordati con pavé di baguettes. Sono imbottiti e trapuntati, rivisitati con un tocco militare per dargli un’aria più glamour e far convivere epoche diverse, il sogno di Fellini e la vivace creatività di Scott.

Gallagher in Italia, sarà a CollisioniIl 4 luglio al festival agrirock sulle colline delle Langhe

TORINO09 gennaio 201911:44

– Dopo Macklemore e Thirty Seconds to Mars Collisioni, il Festival agrirock di letteratura e musica sulle colline di Barolo, annuncia il ritorno in Italia per un’unica data di Liam Gallagher. Lo storico frontman degli Oasis si esibirà il 4 luglio nel cuore delle Langhe. Biglietti in vendita su ticketmaster e ticketone da venerdì 11 gennaio.
Dopo la parentesi con i Beady Eye, che si sono sciolti nel 2014, Gallagher ha pubblicato il disco ‘As You Were’, al primo posto nella classifica inglese degli album più venduti. L’album include il singolo ‘Wall of Glass’, il primo come artista solista), in cui Liam dà sfoggio di tutta la sua abilità vocale.
La registrazione del disco è avvenuta in due location e con due produttori: a Los Angeles assieme a Greg Kurstin e a Londra con Dan Grech-Marguerat. Il disco riprende, e rivisita allo stesso tempo, certe influenze musicali anni ’60.
Sanremo, Baglioni e il tema dei migranti: “Una farsa lo stop a 40-50 persone”Il direttore artistico: “Edizione ricorda ying e yang. Al momento nessun ospite internazionale. Nessuna censura sulle canzoni escluse”

09 gennaio 201915:18

“Se non fosse drammatica la situazione di oggi, ci sarebbe da ridere. Ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo un po’ alla farsa”. Rispondendo alle domande dei cronisti nella conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo, che andrà in onda su Rai1 dal 5 al 9 febbraio, Claudio Baglioni prende posizione sul tema migranti. “Non credo che un dirigente politico di oggi abbia la capacità di risolvere il problema, ma almeno serve la verità di dire: è un grave problema, dobbiamo tutti metterci nella condizione di risolverlo”.”Credo che le misure prese dall’attuale governo, come da quelli precedenti, non siano assolutamente all’altezza della situazione. Ormai è una grana grossa: se la questione fosse stata presa in considerazione anni fa, non si sarebbe arrivati a questo punto. Il Paese è terribilmente disarmonico, confuso, cieco quasi nella direzione da prendere”, sottolinea Baglioni, per dieci anni anima di O’Scià, la manifestazione di arti e musica leggera svoltasi a Lampedusa per sensibilizzare sui temi della migrazione.”Già 25 anni fa – ricorda – sull’isola si avvertiva quello che sarebbe diventato il fenomeno degli sbarchi, degli arrivi per mare. L’intenzione della mia manifestazione e degli oltre 300 artisti che hanno partecipato era quella di dire: noi siamo preoccupati per il fatto che ci siano viaggi per mare irregolari. Ci auguravamo appunto che il movimento non cadesse in mano all’illegalità, allo sfruttamento, alla non gestione”.E invece “la classe politica e forse anche l’opinione pubblica hanno mancato: è stato un disastro culturale e gestionale con ripercussioni gravissime: oggi il nostro Paese è incattivito, rancoroso, nei confronti di qualsiasi ‘altro’, visto come un essere pericoloso. Ormai guardiamo con sospetto anche la nostra ombra”. Quest’anno, sottolinea ancora Baglioni, ricorre anche ilo 30/o anniversario della caduta del muro di Berlino: “In quel momento il mondo ha pensato di essere felice insieme, ora invece stiamo ricostruendo i muri, non li abbiamo mai abbattuti. E non credo che questo faccia la felicità degli esseri umani”. In questo contesto al festival di Sanremo, promette il direttore artistico, “ci attaccheremo all’idea del divertimento, della leggerezza e del correrci incontro, come fanno tutti gli eserciti di buona volontà. I fanti sono altri, quelli che tutti i giorni si dedicano al prossimo. Gli artisti possono essere almeno i trombettieri di qualche buona battaglia”.COME SARA’ IL FESTIVAL DI SANREMO 2019 – Virginia Raffaele e Claudio Bisio formeranno con Claudio Baglioni il terzetto dei conduttori. Andrea Bocelli con il figlio, Giorgia ed Elisa saranno ospiti del Festival, conferma Claudio Baglioni. “Con altri stiamo valutando la performance, comunque ci saranno almeno due ospiti cantanti a serata”. “Dopo Sanremo Giovani, ci saranno anche Pippo Baudo e Fabio Rovazzi. Ho proposto di fare con loro Pippo, Pluto e Paperino, ma non so se andrà in porto. Comici? Avendone già due non vorrei che Bisio e Raffaele si arrabbiassero”.Inoltre il festival corteggia Checco Zalone. “Ci saranno anche ospiti non canori, non possiamo fare i nomi, ma i cognomi… Zalone”, dice Claudio Bisio in conferenza stampa. “Sta girando in Kenya, vediamo se torna in tempo”, afferma il comico. E Baglioni aggiunge: “siamo un trio, potremmo diventare un quartetto. Come il Quartetto Cetra. Con forme di spettacolo sempre integrabile al concorso”.”La prossima sarà l’edizione 69 del festival di Sanremo. Il 69 richiama anche lo ying e lo yang, l’avvicinamento degli opposti, che insieme formano l’accordo”, ha aggiunto il direttore artistico.Baglioni li ha ribattezzati “fratello Sole e sorella Luna”: Claudio Bisio e Virginia Raffaele sono pronti alla loro prima volta insieme sul palco dell’Ariston. “Non abbiamo mai lavorato insieme, non vedevo l’ora”, spiega Bisio in conferenza stampa, in un continuo scambio di battute con l’attrice. “Avremmo dovuto fare Zelig insieme, ma non è successo. Temevo che fosse un po’ arrabbiata, non era vero. Ci siamo conosciuti un giorno a casa sua, era afona: pensate per un uomo una serata con una donna afona, è un sogno”, scherza. Gli fa eco Virginia: “Lo stimo da sempre, ero piccola e lui già lavorava… E’ un mostro. La cosa positiva – dice sorridendo – è che quest’anno devo imparare un nome solo, Claudio”. Poi ringrazia Baglioni “per avermi richiamata anche quest’anno, nonostante l’anno scorso lo abbia fatto passare per anziano, e l’anno scorso non lo era… Siamo solo all’inizio, cominceremo ora a lavorare, a scrivere simpaticissime situazioni. Speriamo di colorare il festival, ma saremo rispettosi verso la gara””Al momento non ci sono ospiti internazionali”, ha ribadito Baglioni. “Già l’anno scorso la regola d’ingaggio al festival era che anche l’ospite arriva e porta qualcosa e non prende soltanto. Io sto aspettando ancora proposte, ma al momento non ce ne sono. Il festival è internazionale per se stesso e non ha bisogno di ‘figurine'”.”Da parte nostra non c’è stata nessuna censura sulle canzoni presentate”, ha detto Baglioni, rispondendo a una domanda sull’esclusione del brano sulla pedofilia di Pier Davide Carone, che ha mobilitato i social. “Mi dispiace per la polemica che si è creata intorno all’esclusione di Carone insieme ai Dear Jack. Quella che abbiamo stilato è sicuramente una graduatoria opinabile, ma del resto l’infallibilità non esiste. Mi è costato dire di no”.

A teatro Foglietta, Riondino, MayBinasco dirige Don Giovanni, Bob Wilson firma il suo Oedipus

09 gennaio 201912:02

– Il ‘Don Giovanni’ secondo Valerio Binasco e Anna Foglietta con Paolo Calabresi in ‘Bella figura’ di Yasmine Reza, tutti a Roma; ‘Oedipus the King’ che Robert Wilson ha tratto da Sofocle a Napoli e Michele Riondino ne ‘Il Maestro e Margherita’ di Bulgakov riscritto da Letizia Russo a Barletta; il progetto internazionale de ‘La Balla di Johnny e Gill’ per Fausto Paravidino e Fiona May e Luisa Cattaneo in corsa con la ‘Maratona di New York’ di Edoardo Erba, tutti a Torino; fino a Edoardo Siravo con Monica Bonomi e Stefania Barca in ‘Amore, Ingenuità, Poesia, Sogno (Sillabari)’, dagli scritti di Goffredo Parise, ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
‘Sold out’ in Cina per il Piccolo CoroPer il quarto anno, otto concerti tra Shanghai e Nanchino

BOLOGNA09 gennaio 201912:33

– Il nuovo anno del Piccolo Coro ‘Mariele Ventre’ dell’Antoniano e della direttrice Sabrina Simoni si è aperto per il quarto anno con una tournee in Cina – 30/a trasferta all’estero nella storia del gruppo – che ha fatto il ‘sold out’ in tutte le tappe. Otto gli spettacoli in due teatri, fra il 30 dicembre e il 5 gennaio: il Children’s Art Theatre di Shanghai – con cui l’Antoniano ha uno scambio culturale tutto l’anno – ha ospitato sei concerti, altri due il Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino, dove per la prima volta si è esibito un gruppo corale italiano.
Protagonisti i brani dello Zecchino d’Oro, da hit intramontabili come ‘Il coccodrillo come fa’ e ’44 gatti’ a successi più recenti come ‘La rosa il bambino’ e ‘Prendi un’emozione’. Non sono mancati tocchi di italianità, con una nuova versione di ‘Funiculì Funiculà’, e omaggi musicali in cinese, oltre alla cover di ‘Una vita in vacanza’, successo dello Stato Sociale con cui il Piccolo Coro ha duettato un anno fa al Festival di Sanremo.
Torna Christian De Sica e si raccontaDue date evento a Roma e Milano e poi Bologna, Torino, Ancona

09 gennaio 201919:46

Parole e canzoni allo specchio, accompagnato da uno spumeggiante sestetto musicale con cui si racconta al pubblico: Christian De Sica torna a teatro dal 30 marzo con il suo nuovo spettacolo “Christian racconta Christian De Sica”.Lo spettacolo farà tappa a Roma (30 marzo), Bologna (5-6 aprile), Milano (14 aprile), Torino (18 aprile), Ancona (26 aprile). Le tappe di Roma e Milano vedranno sul palco anche l’Orchestra Sinfonica diretta dal maestro Marco Tisio per due date evento tra musica e teatro.De Sica rivivrà gli incontri della sua vita e gli aneddoti della sua grande carriera, accanto a lui sul palco Pino Stabioli, brillante interprete d’eccezione e cerimoniere dello show, che dialogherò con De Sica. “Christian racconta Christian De Sica” contiene monologhi irresistibili e storie commoventi che riguardano il grande papà Vittorio, l’infanzia e il cinema di Natale che ha accompagnato la storia italiana negli ultimi 30 anni.Christian De Sica passa dall’incontro con un’attempata e fantasiosa Wanda Osiris al ricordo del liceo con Carlo Verdone, dai pezzi swing italiani e stranieri alle intramontabili note di Sinatra. Insieme alla sua band e al pianoforte del maestro Biseo, Christian racconta De Sica cantando ed entusiasmando.”Christian racconta Christian De Sica”, prodotto da Niccolò Petitto e distribuito da Berti Live in collaborazione con Concerto Music, è scritto da Christian De Sica insieme a Raffaello Fusaro. Ecco le date: 30 marzo ROMA, Auditorium Parco della Musica 5-6 aprile BOLOGNA, Teatro Celebrazioni 14 aprile MILANO, Teatro degli Arcimboldi 18 aprile TORINO, Teatro Colosseo 26 aprile ANCONA, Teatro delle Muse.

A Prenz,Applebaum,Podversi Premio NoninoLa consegna dei riconoscimenti il 26 gennaio a Ronchi di Percoto

UDINE09 gennaio 201913:43

– Sono lo scrittore argentino di origine istro-croata Juan Octavio Prenz, il produttore vitivinicolo friulano di minoranza slovena, Damijan Podversic, e la storica e giornalista statunitense naturalizzata polacca Anne Applebaum i vincitori della 44/a edizione del Premio Nonino, ideato e organizzato dal 1975 dalla celebre famiglia di distillatori friulani. A Damijan Podversic e alla Ribolla Gialla viene assegnato il Premio Premio Nonino Risit d’Aur – Barbatella d’Oro “per aver dato appassionato impulso alla coltivazione della Ribolla gialla, antico vitigno autoctono della regione”. Il Premio Internazionale Nonino va a Juan Octavio Prenz, “che unisce in un’opera inconfondibile la fantasia epica della grande letteratura latinoamericana e l’ombra misteriosa in cui si dissimulano i personaggi della grande letteratura mitteleuropea”. Il premio Premio Nonino a ‘un Maestro del nostro tempo’ va ad Anne Applebaum, “una delle più grandi testimoni morali del nostro tempo”. La consegna si terrà il 26 gennaio.
Omicidio di Ruggero Pascoli in dialetto’La s-ciuptèda’ (La fucilata) di Miro Gori in un libro e un cd

CESENA09 gennaio 201913:46

– L’omicidio di Ruggero Pascoli, padre del poeta, raccontato in un libro e in un cd. ‘La s-ciuptèda (La fucilata)’ è il titolo del cofanetto, basato su un testo in dialetto scritto da Miro Gori, fondatore del ‘Processo’ storico di ogni 10 agosto a San Mauro Pascoli. Il cd mette sotto forma di spettacolo il testo, con la voce di Elena Bucci, regia del suono di Luigi Ceccarelli, i clarinetti (e non solo) di Paolo Ravaglia.
Al centro del lavoro c’è uno dei delitti impuniti più celebri della storia d’Italia. Il 10 agosto 1867 Ruggero Pascoli veniva ucciso in un’imboscata mentre tornava a casa in calesse. Il delitto segnò per sempre la vita del poeta, tanto da risuonare nelle celebri poesie ‘X agosto’ e ‘La cavalla storna’. “I monologhi di La s-ciuptèda sono in parte frutto d’invenzione e in parte si basano su documenti scritti e racconti orali – dice Gori – Sono stati composti nel dialetto romagnolo di San Mauro Pascoli, la lingua nella quale sono accaduti e della quale hanno bisogno per essere rievocati”.
Pitti Uomo, l’outdoor contamina il lussoI capi classici cedono all’hi-tech, tra ricerca e sartoria

FIRENZE09 gennaio 201914:02

– Tra ricerca e sartoria, l’outdoor contamina il guardaroba maschile d’alta gamma presentato a Pitti Uomo, i capi e gli accessori connotati da materiali di qualità.
Dal layering alle silhouette, appare un nuovo concetto di guardaroba dell’uomo contemporaneo, in cui forme design convivono con soluzioni tecno-sportive, e dove i materiali hi-tech si presentano come la risposta più adeguata alle esigenze di comfort e vestibilità. Accadrà dunque che il prossimo inverno si vedrà il maschio in questione fare shopping in outfit da esploratore, lasciate da parte le sneakers, optando invece per comodi scarponcini da montagna, mentre i jeans saranno sostituiti da caldi pantaloni di velluto con pinces.
Insomma un’escursione in Scozia e un ideale viaggio tra le montagne ispirano un viaggio futuristico in alta quota che esalta capi tecnici, progettati con materiali leggeri e innovativi per proteggersi dal freddo e dalle condizioni di meteo estreme.
Capsule impermeabili Allegri CottweilerCollaborazione del marchio italiano con il duo Cottrell Dainty

FIRENZE09 gennaio 201914:03

Il duo di designer Ben Cottrell e Matthew Dainty, noti come Cottweiler, sono designer speciali che rispondono istintivamente all’ambiente. Con una visione del design moderna e una particolare attenzione alla fabbricazione e alla vestibilità, i Cottweiler creano nuove modalità per il guardaroba contemporaneo. Allegri presenta a Pitti Uomo N. 95 una nuova capsule creata in collaborazione con Cottweiler dove heritage e design diventano la sintesi di una nuova estetica che combina eleganza con funzionalità e stile, applicati ad una capsule grintosa di dieci impermeabili.
La collezione è ispirata al mondo marino e acquatico, dove elementi legati all’abbigliamento sportivo della pesca subacquea e dell’apnea, vengono incorporati all’interno dei tradizionali capi Allegri. Layer termici removibili sono combinati con tessuti speciali che esplicitano l’eccellente know-how italiano e le nuove tecnologie avveniristiche, portando il mood sportivo nell’abbigliamento formale quotidiano.
Weinstein a processo il 6 maggio5 capi di imputazione per incontri non consensuali con due donne

NEW YORK09 gennaio 201914:43

– Il processo per molestie sessuali contro Harvey Weinstein e’ stato fissato il 6 maggio. Lo hanno indicato gli avvocati del ex produttore in documenti presentati in tribunale. La data del processo segue di due settimane la decisione del giudice James Burke di non archiviare le accuse.
Weinstein deve rispondere di cinque capi di imputazione per incontri sessuali non consensuali con due donne. Un’udienza preliminare in vista del processo e’ stata fissata da Burke il 7 marzo. La data del 6 maggio e’ emersa in documenti che gli avvocati di Weinstein hanno presentato in relazione a una serie di cause civili contro il produttore. Weinstein chiede che queste azioni legali siano sospese fino alla conclusione del processo penale per evitare che emergano informazioni potenzialmente dannose nei suoi confronti.
Un ballo in maschera di Verdi a ParmaLo spettacolo aprirà la stagione lirica il 12 gennaio

PARMA09 gennaio 201914:55

– “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi aprirà il 12 gennaio alle 20 la stagione lirica del Teatro Regio di Parma (repliche 16, 17, 18, 19, 20 gennaio).
Nell’occasione verrà ripreso lo storico allestimento realizzato da Giuseppe Carmignani in occasione del Centenario verdiano del 1913, le cui scene dipinte su carta tornano a rivivere dopo il ripristino curato da Rinaldo Rinaldi.
A firmare la regia dello spettacolo, coprodotto con Auditorio de Tenerife e Royal Opera House Muscat, sarà Marina Bianchi, mentre sul podio dell’Orchestra Filarmonica Italiana, dell’Orchestra Giovanile della Via Emilia e del Coro del Regio salirà Sebastiano Rolli. Nei ruoli principali ci saranno Saimir Pirgu (Riccardo), Leon Kim (Renato), Irina Churilova (Amelia), Silvia Beltrami (Ulrica), Laura Giordano (Oscar). L’opera, nel centenario della morte del direttore parmigiano Cleofonte Campanini, ideatore e finanziatore delle celebrazioni verdiane del 1913, è dedicata a Marcello Conati, musicologo recentemente scomparso.
Torna Retape con la musica romanaIl via l’11 gennaio all’Auditorium con i Kutso

09 gennaio 201915:19

– Ritorna Retape, la rassegna prodotta da Musica per Roma e dedicata alla musica della capitale che da festival di due giorni è diventata nel tempo una doppia rassegna di concerti, Retape Lab all’Auditorium Parco della Musica e Retape Off nei migliori locali romani, con un gran finale a giugno, Retape Festival, per due giorni nella cavea dell’Auditorium Parco della Musica. Retape Lab prenderà vita dall’11 gennaio al Teatro Studio dell’Auditorium, presentando nove appuntamenti, fino a maggio, con alcune delle più interessanti realtà della musica della Capitale, Kutso, Emilio Stella, Le Sigarette, Bartolini, Barberini, Filo Vals, Veeblefetzer, Deca e Iva Collister. La seconda rassegna, Retape Off, prenderà il via il 29 gennaio, ed è un modo per collegare l’attività dell’Auditorium con quella dei club romani, presentando quattro appuntamenti in altrettanti locali, ‘Na Cosetta, Riverside, Route 66 e Wishlist. A esibirsi, in questi appuntamenti, saranno Cecilia, i Santi Bevitori, Sonix e Il Grido.
Maxxi: 2018 in crescita, biglietti +11%Arrivano biglietto “Mini” per studenti e “Last Hour”

09 gennaio 201915:35

– Un anno che si è appena chiuso in crescita e tante nuove iniziative in serbo per il 2019: il Maxxi festeggia grazie ai 204 mila visitatori delle sue mostre del 2018, provenienti da tutto il mondo, con un +11,26% di biglietti venduti e +21% di incassi rispetto all’anno precedente.
Tra le novità per il 2019 il biglietto “Mini” per gli studenti (ogni mercoledì a partire dalle 14,00) e quello “Last Hour” a partire dalle 17.30 e, il sabato, dalle 20.30, entrambi a 5 euro. Resterà la gratuità della Collezione permanente dal martedì al giovedì e, nei mesi estivi, torneranno le domeniche gratuite.
Tornando al 2018 boom durante le feste di Natale con oltre 1.000 visitatori al giorno. Nel solo mese di dicembre, i visitatori sono aumentati del 18% rispetto all’anno precedente e i ricavi di biglietteria del 50%. L’acquisto delle card myMAXXI, l’abbonamento che consente l’ingresso illimitato alle mostre, alla biblioteca e agli eventi culturali del museo per un anno, triplica rispetto al 2017: nel 2018 ne sono state vendute 3.000, di cui 550 solo nel mese di dicembre. In 430.000 hanno animato gli spazi interni ed esterni del Museo nazionale delle arti del XXI secolo, compresi i fruitori della ricca e varia offerta culturale che comprende tra l’altro, oltre le mostre, lecture, incontri, proiezioni, performance, corsi di alta formazione (290 partecipanti), un progetto di alternanza scuola lavoro (660 studenti), attività educative (cui hanno partecipato oltre 23.000 persone tra studenti, insegnanti, famiglie) e che fanno del MAXXI sempre di più un luogo aperto alla città e al mondo, spazio di dialogo e confronto, laboratorio di idee e di futuro.
I fruitori della biblioteca, studenti e studiosi, sono stati oltre 13.000 e diverse centinaia quelli del Centro Archivi di Architettura e Arte.
Led Zeppelin, 50 anni fa il loro primo albumParadigma hard rock fu registrato in 36 ore con 2000 sterline

09 gennaio 201915:43

Le fiamme divorano lo Zeppelin LZ129 Hindenburg mentre tenta di attraccare al pilone di ormeggio della Stazione Aeronavale di Lakehurst nel New Jersey. La copertina del primo album dei Led Zeppelin, uscito negli Stati Uniti il 12 gennaio del 1969, non lascia spazio ad equivoci sul suo contenuto: il dirigibile di piombo sprizza fuoco e fiamme. Pubblicato da Atlantic Records è il primo lavoro in studio dei Led Zeppelin. Schizzò al decimo posto della classifica Billboard, arrivando a luglio a conquistare il disco d’oro. Per confezionarlo Page, insieme a Robert Plant alla voce, John Paul Jones al basso e John Bonham alla batteria, si era chiuso per trentasei ore negli Olympic Studios di Londra. Una corsa contro il tempo e contro il budget irrisorio: meno di duemila sterline, copertina compresa. Una scelta obbligata per riuscire a mettere sul nastro esattamente quello che Page voleva, senza subire alcun tipo di influenza da una compagnia discografica.  Led Zeppelin, così si chiamava l’album, schizzò subito al decimo posto della classifica Billboard, arrivando a luglio a conquistare il disco d’oroASCOLTA I LED ZEPPELIN DA YOUTUBE

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Al via il progetto Kantoratelier
Anteprima il 14 gennaio a Milano, dal giorno dopo a Firenze

09 gennaio 201917:15

– Con il concerto “Convivium”, anticipato al Conservatorio Verdi di Milano il 14 Gennaio, aprirà ufficialmente il 15 gennaio il progetto fiorentino Kantoratelier: una famiglia d’arte e d’affetti, insieme sul palco e nella vita, composta dal Alexander Lonquich, celebre pianista e direttore d’orchestra, reduce dal trionfo internazionale di “Schubert 1828”, la moglie pianista e drammaterapeuta Cristina Barbuti, Tommaso Lonquich, clarinettista in brillante carriera mondiale, Irena Kavcic flautista di solida fama.
Con un programma che spazia da Stravinsky alla Techno Parade di Connesson, da Debussy a Jolivet e Martin, lo spirito stravagante, irrituale e aperto di Kantoratelier sarà subito chiaro sia sul tradizionale palco milanese sia nella sede inusuale di Firenze, al contempo vera casa della famiglia Lonquich e luogo pubblico, salotto di famiglia e palco aperto alla città e a chiunque voglia partecipare al fitto calendario di concerti, seminari, letture ed eventi trasversali che lo animerà per tutto il 2019.
A Roma il festival danza spagnolaSette appuntamenti dal 10 al 20 gennaio al Parco della Musica

09 gennaio 201916:28

– Sette appuntamenti in scena nella capitale dal 10 al 20 gennaio: ritorna all’Auditorium Parco della Musica il Festival di danza spagnola e flamenco che da quest’anno avrà cadenza annuale e porterà sulla scienza romana le migliori tendenze della danza spagnola e della sua massima espressione. Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma con la direzione artistica di Roger Salas e la consulenza di David Lopez, è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura spagnolo e dell’Ambasciata di Spagna a Roma. A partire da questa edizione il festival gode del supporto della Comunità autonoma d’Andalusia l’ente amministrativo che è il massimo promotore mondiale di tutte le forme d’arte legate al flamenco “Con l’edizione del 2019 prende il via anche l’ambizioso progetto di dedicare una serata ai giovani talenti (coreografe e coreografi, ballerine e musicisti under 34) che infondono sangue nuovo nel corpo di questa grande forma d’arte”, spiega il direttore artistico Roger Salas. “A Roma – continua Salas – andrà inoltre in scena la prima assoluta della nuova avventura condivisa di due straordinarie figure del mondo flamenco: la bailaora e coreografa sivigliana Belén Maya e la cantaora catalana Mayte Martín; la chitarrista Antonia Jiménez e il suo ensemble offriranno un concerto unico, mentre un ciclo di titoli storici e moderni del cinema spagnolo presenterà una panoramica del balletto flamenco e della sua evoluzione e costituirà l’occasione di vedere sullo schermo miti quali Antonio Ruiz Soler (El gran Antonio), Carmen Amaya e Antonio Gades. Due giovani ballerini dal futuro promettente, El Yiyo ed El Tete, daranno un saggio della potenza del nuovo flamenco maschile; la compagnia di Jesús Carmona approderà a Roma dopo i successi riportati in America e in Asia; Emilio Ochando mostrerà con il suo gruppo di ballerini un’altra faccia delle nuove tendenze del flamenco e della danza tradizionale spagnola. Infine Falla 3.0, il concerto del Camerata Flamenco Project, attualizzerà con grande rispetto e creatività le sonorità della musica eterna e ispirata di Manuel de Falla”.
Turandot, confronto tra Asia e EuropaA Bolzano prima europea dopo debutto a Pechino

BOLZANO09 gennaio 201916:33

– Turandot è un confronto teatrale tra Asia e Europa: una coproduzione internazionale tra China National Peking Opera Company, Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Metastasio di Prato che dopo il debutto in prima assoluta a Pechino le scorso dicembre, sta trascorrendo una settimana di residenza artistica a Bolzano per essere presentata in prima europea dal 10 al 13 gennaio al Teatro Comunale nell’ambito della stagione dello Stabile.
Favola per antonomasia dell’esotismo orientale, ricca di colpi di scena, agnizioni e promesse ferali, Turandot è divenuta nel tempo (da Gozzi a Puccini) l’emblema del nostro immaginario verso la grande Cina. Per la prima volta il regista italiano Marco Plini, artista che spazia sapientemente tra repertorio contemporaneo a classico, si confronta con la tradizione dell’Opera di Pechino per l’occasione diretta da Xu Mengke, proprio a partire dalla novella del principe Calaf e della principessa Turandot, nell’adattamento di due drammaturghi cinesi Wu Jiang e Wu Yuejia.
La Favorita domina ai Bafta, nomination per Dogman 12 candidature per film Lanthimos con Olivia Colman

09 gennaio 201918:59

Dogman di Matteo Garrone è tra i candidati agli inglesi Bafta per il miglior film straniero. Le nomination degli ‘oscar’ uk sono state annunciate il 9 gennaio. La Favorita ha ottenuto 12 candidature: il film di Yorgos Lanthimos è in lizza per la regia e in gara ci sono anche la protagonista Olivia Colman Queen Anne (fresca di Golden Globe), Rachel Weisz e Emma Stone.Bohemian Rhapsody, Il primo Uomo – First Man, Roma e A Star Is Born hanno avuto ciascuno sette nomination. Seguono Vice – L’uomo nell’ombra con sei, BlacKkKlansman con cinque, Cold War e Green Book ne hanno quattro ciascuno. Can You Ever Forgive Me?, Il ritorno di Mary Poppins, Maria regina di Scozia e Stanlio & Ollio tre candidature.Il film di Garrone con Marcello Fonte compete con Roma di Alfonso Cuaron, Cold War di Pawlikowski, Cafarnao di Nadine Labaki e Shoplifters di Hirokazu Kore-eda.

Kinney, nuovo diario con amico della SchiappaIn Italia per Il Castoro a maggio 2019 in 100 mila copie

09 gennaio 201917:00

– Le storie di Greg Heffley raccontate attraverso gli occhi di un narratore d’eccezione, Rowley Jefferson, il suo migliore amico. Arriva ‘Diario di un amico fantastico. Il giornale di bordo di Rowley Jefferson’, il primo libro dell’autore best seller Jeff Kinney scritto al di fuori della sua serie dei record ‘Diario di una Schiappa’ che lo ha portato a essere inserito tra le 100 personalità più influenti al mondo da Time Magazine. Il nuovo libro a fumetti di Kinney, con oltre 350 illustrazioni in bianco e nero, sarà nelle librerie italiane a maggio 2019 per Il Castoro, con una tiratura di 100 mila copie, e sarà disponibile anche in ebook, sempre nella traduzione di Rossella Bernascone, come per tutta la serie Diario di una Schiappa di cui a novembre 2019 esce nel nostro Paese il tredicesimo volume.
L’uscita italiana sarà preceduta da quella negli Stati Uniti e in Canada dove Diary of an Awesome Friendly Kid:Rowley Jefferson’s Journal arriverà il 9 aprile 2019 con una tiratura prevista di 3 milioni di copie. A seguire uscirà in oltre 18 paesi in tutto il mondo nel corso dell’anno.
In ‘Diario di un amico fantastico’ l’intrepido e allegro Rowley accetta di assumere il ruolo di biografo, raccontando la storia del suo grande amico Greg. Ovviamente dalla sua personalissima prospettiva e con qualche sorpresa. Si scopre infatti, fin dalle prime pagine, che Rowley forse non è stato la scelta migliore per questo incarico. La sua “biografia di Greg” racconterà più di se stesso che del suo migliore amico con grande disappunto di Greg! ‘Diario di un amico fantastico’ sarà dunque un’occasione per vedere il mondo di Diario di una Schiappa da una prospettiva completamente nuova e inedita e con esiti esilaranti.
Jude Law e John Malkovich, prima foto The New PopeI due protagonisti insieme nella serie Sky di Sorrentino

09 gennaio 201917:16

Diffusa oggi la prima immagine ufficiale di The New Pope, la nuova produzione originale Sky, HBO e CANAL+, con protagonisti i due volte nominati agli Oscar Jude Law e John Malkovich.Li si vede insieme entrambi vestiti con il tradizionale abito bianco assoluto papale, con la la croce dorata al collo e lo zucchetto sulla testa, in primo piano il più giovane, attaccato alle spalle che sorride il secondo, sono in una stanza arredata, sullo sfondo quadri e cornici in oro. Tutti gli otto episodi sono diretti dal Premio Oscar Paolo Sorrentino, regista, tra gli altri, de “La grande bellezza” e di “The Young Pope”. Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Massimo Ghini, Maurizio Lombardi. The New pope, la seconda serie di Sorrentino ambientata in Vaticano è scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises.L’attore 64enne, Malkovich è davvero l’erede del Lenny Belardo interpretato da Jude Law? La prima stagione, come sappiamo, si era chiusa con un interrogativo sul destino del primo papa americano della storia della Chiesa, appeso a un filo fra la vita e la morte. Law si sapeva e la foto è la conferma ufficiale, in The New Pope tornerà e, trattandosi del mondo di Sorrentino, potremmo anche pensare che lo scatto altro non siano che un un sogno dai contorni incerti.The New pope, è una serie originale Sky-HBO-CANAL + prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e co-prodotta da Haut et Court TV e Mediapro. Il distributore internazionale è Fremantle.

Leonardo, il disegno tra arte e scienzaAi Musei Reali di Torino oltre 50 opere, tra cui l’Autoritratto

TORINO09 gennaio 201917:54

– C’è anche il celeberrimo Ritratto di vecchio, ritenuto l’Autoritratto di Leonardo, tra le oltre 50 opere che compongono “Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro”, la mostra che i Musei Reali di Torino dedicano al grande genio toscano in occasione del 500° anniversario della sua morte.
Allestita dal 15 aprile al 14 luglio, l’esposizione indaga le ricerche tra arte e scienza svolte attraverso la tecnica del disegno dall’artista nel corso della sua vita, dalla giovinezza alla maturità. Il percorso ruota sul nucleo di autografi di Leonardo conservati alla Biblioteca Reale di Torino, che comprende tredici disegni acquistati dal re Carlo Alberto nel 1840, e il celebre Codice sul volo degli uccelli, donato nel 1893 da Teodoro Sabachnikoff al re Umberto I. Nelle diverse sezioni della mostra, i disegni di Leonardo vengono messi in relazione con alcuni importanti lavori di altri grandi artisti, dai fiorentini Andrea del Verrocchio e Pollaiolo, dai lombardi Bramante e Boltraffio, fino a Michelangelo e a Raffaello.
Musica, 11 inediti di Gianmaria TestaI brani raccolti dalla moglie Paola Farinetti

TORINO09 gennaio 201918:03

– Esce il 18 gennaio ‘Prezioso’, album postumo di Gianmaria Testa, scomparso nel 2016. In tutto sono 11 le tracce raccolte da Paola Farinetti, moglie del cantautore, amatissimo in Francia e ‘scoperto’ dopo in Italia, e Roberto Barillari, ingegnere del suono. Un lavoro di grande poesia destinato a suscitare emozione tra gli estimatori di Testa.
Autore, compositore, cantante, profondamente radicato alle sue Langhe, ma con lo sguardo sempre verso l’altro e l’altrove, Testa avrebbe compiuto 60 il 17 ottobre. ‘Prezioso’ è il nono album (cd e vinile); il primo, ‘Montgolfières’, uscì in Francia nel 1995 e solo dopo in Italia, quando Oltralpe era già diventato famoso. Vi sono contenute 11 ‘tracce’ pensate fra le mura della casa di Castiglione Falletto o di Alba per album futuri o per altri artisti che spesso chiedevano la sua collaborazione. Il primo brano si intitola ‘Povero tempo nostro’.
Pitti Uomo, mostra su 50 anni Moon BootNella ex Stazione Leopolda “si ricorda lo “sbarco sulla Luna”

FIRENZE09 gennaio 201918:07

Moon Boot l’iconico marchio di doposci ideato da un’intuizione di Giancarlo Zanatta, fondatore del brand nel 1969, compie 50 anni, celebrando un viaggio straordinario nella moda, nel design e nel costume, che parte dal guizzo creativo avuto di Zanatta, ispirato appunto allo sbarco dell’uomo sulla Luna proprio di quel periodo e al fascino dell’impresa, fino a toccare il futuro del marchio che si avvia a firmare nuove licenze.
Per celebrare mezzo secolo di vita Moon Boot, ospite di Pitti Uomo a Firenze, l’azienda si è concessa una mostra celebrativa nella ex Stazione Leopolda, dove un percorso storico attraverso l’esposizione di 50 diversi modelli d’archivio, quanti sono gli anni festeggiati dal marchio, prelude alla scrittura del futuro del brand, un futuro che già oggi prende corpo con una prima licenza siglata con Swarovski per la realizzazione di una collezione luxury di Moon Boot, a tiratura limitata di soli 500 pezzi, cosparsi dai preziosi cristalli.
Tv: Sara e Marti,sorelle Disney cresconoDal 21/1 seconda stagione su Disney Channel e dal 14/3 film

09 gennaio 201918:08

– Le sorelle Sara e Marti tornano con le loro avventure quotidiane, nuove amicizie e la voglia di crescere. Dal 21 gennaio la serie prodotta da Stand By Me riprende con la seconda stagione, dal lunedì al venerdì alle 20.30 su Disney Channel (Sky 613) e su Sky On Demand. Le due sorelle (Aurora Moroni e Chiara Del Francia), dopo essersi adattate a Bevagna, in provincia di Perugia, sono alle prese con l’inizio delle scuole superiori.
“Abbiamo voluto affrontare il momento della crescita, quando si smette di essere bambini”, ha raccontato Simona Ercolani, ceo di Stand By Me, presentando la serie a Milano. Crescita vuol dire anche problemi di cuore, causati dall’arrivo di nuovi personaggi come lo spagnolo Manuel (Ivan Lapadula) e Gloria (Ginevra Francesconi), che diventerà la migliore amica di Marti.
Tra i nuovi personaggi, anche Odette (Odette Adado), che diventerà quasi una sorellina per le protagoniste. Il 14 marzo uscirà un episodio speciale al cinema.
Bambole salvatrici in Benvenuti a MarwenZemeckis racconta artista ‘sopravvissuto’ Hogancamp

09 gennaio 201918:51

– Un Paese abbandonato in Belgio durante la II Guerra Mondiale, Marwen (diventerà Marwencol), enclave di fashion dolls e action figures, interpreti di coraggiose guerriere in squadra con il capitano Hogie (pilota di guerra con una passione per le scarpe femminili) contro i nazisti e la letale Deja Thoris. E’ il mondo creato da Mark Hogancamp, dopo essere stato vittima nel 2000 di un brutale pestaggio che l’ha ridotto in fin di vita. L’artista, da oltre 15 anni, dà forma a incubi e rinascite, fotografando le avventure (diventate installazioni visive) dei suoi eroi e cattivi di plastica. Robert Zemeckis lo racconta unendo performance capture e live action in Benvenuti a Marwen, con Steve Carell mattatore in sala dal 10 gennaio distribuito da Universal.
Per il regista la vicenda di Hogancamp rappresenta “il trionfo dello spirito umano – ha detto a Screen Rant – e del potere curativo dell’arte”. Molti critici però hanno accusato Zemeckis di aver troppo edulcorato la storia.
Addio a Paoloni, megadirettore FantozziAveva 89 anni, 40 pellicole da Monicelli e Fellini a Verdone

09 gennaio 201919:00

È morto a 89 anni Paolo Paoloni, attore noto per aver interpretato il “megadirettore galattico” nella saga cinematografica di Fantozzi, il famosissimo personaggio ideato e interpretato da Paolo Villaggio. Paoloni aveva recitato in cinque film della saga: il primo Fantozzi del 1975, Il secondo tragico Fantozzi del 1976, Fantozzi in paradiso del 1993, Fantozzi – Il ritorno del 1996 e Fantozzi 2000 – La clonazione del 1999. Originario di Ancona, ma nato a Bodio in Svizzera, venne scoperto da Luciano Salce con cui esordì nel 1968 nel film La pecora nera.Non solo Fantozzi però nella lunga carriera dell’attore, che è apparso in più di 40 pellicole ha lavorato in oltre quaranta film, diretto anche da Dino Risi (In Nome del Popolo Italiano), Mario Monicelli (Il Marchese del Grillo), Fellini (E La Nave Va) e Carlo Verdone (Stasera a Casa di Alice-Benedetta Follia), Alessandro Siani (Si Accettano Miracoli).

Stile pop up Y/Project sfila Pitti UomoFit trasformabile di Glenn Martens nel chiostro S. Maria Novella

FIRENZE09 gennaio 201919:11

Uno stile “pop up”, ovvero trasformabile, ma nel fit nella misura, nelle proporzioni che in una parola rende il capo in oggetto “personalizzabile”.
E’ questo lo spirito sperimentale della collezione di Glenn Martens, direttor creativo di Y/Pproject, il marchio ospite di questa edizione di Pitti Uomo, che ha scelto Firenze ed il suggestivo scenario del Chiostro di Santa Maria Novella, per presentare le sue proposte per l’uomo.
Noto per la sua interpretazione giocosa di riferimenti storici, il designer del marchio francese, ha sviluppato un concept per il suo show a Firenze che punta a trasportare gli ospiti da qualche altra parte, fuori dal tempo e dallo spazio.
Intanto, la sfilata avviene la sera e il chiostro è immerso nell’oscurità: gli abiti della sfilata sono visibili soltanto se illuminati dalle torce distribuite agli ospiti all’ingresso dello spettacolo. Martens voleva che la sua moda fosse presentata in un’atmosfera surreale e la trovata delle luci è di aiuto.
Lin-Miranda star Broadway libraioSalva Drama Book Shop, gioiello in pericolo Times Square

NEW YORK09 gennaio 201919:29

– Ispirato dal leggendario film di Frank Capra “La vita e’ una cosa meravigliosa”, Manuel Lin-Miranda, che il pubblico cinematografico ha conosciuto Nel Ritorno di Mary Poppins, diventa libraio. Il poliedrico compositore, attore e autore di “Hamilton” e’ entrato in partnership con tre collaboratori per salvare il Drama Book Shop, una secolare libreria specializzata in testi teatrali che stava per chiedere i battenti a causa del caro-affitti a Manhattan.
La mossa a sorpresa segna uno sforzo per tenere in vita il negozio, un gioiello dell’area di Broadway, tanto che nel 2011 e’ stato insignito di un premio Tony, l’equivalente degli Oscar per il teatro. Vittima delle leggi spietate del mercato immobiliare, la libreria di recente aveva ricevuto lo sfratto.
Il team di “Hamilton” e la citta’ di New York stanno adesso cercando nuovi spazi piu’ a buon mercato a poca distanza nell’area di Midtown.
“Drama Book Shop e’ una gemma e un’istituzione culturale per New York. Vogliamo salvarla a tutti i costi”

Salemme scrivo gialli perché sorprendono’La bomba di Maradona’, storia dell’uccisione di un magistrato

TORINO09 gennaio 201920:24

– “Amo i gialli perché creano l’attesa, perché sorprendono il lettore giocando con lui, forse è per questo che piacciono a me e tanti lettori, sono consapevole che è un genere oggi particolarmente amato”. Lo ha detto il popolare regista e attore napoletano Vincenzo Salemme presentando al Circolo dei Lettori di Torino il suo primo romanzo ‘La bomba di Maradona’ (Baldini & Castoldi).
Il romanzo racconta l’uccisione di un magistrato integerrimo, in guerra con la malavita e la morte, dai contorni misteriosi, della moglie, subito dopo aver dato alla luce un figlio.
Un romanzo veloce, dalle molte facce, con i personaggi disegnati come in una sceneggiatura e tra loro intrecciati.
“L’ho scritto di getto, certo mi piacerebbe farne un film – ha spiegato Salemme – ma non è facile. La gente da me si aspetta film e storie da ridere e qui è diverso, capisco che non sia così facile trovare un produttore. Forse ci vorrebbe un regista diverso da me. I personaggi assomigliano a persone che ho conosciuto nella vita”.

Docufilm riscopre regista MattoliRegia di Franco Longobardi. Il 27/1 al Mic di Milano

MILANO09 gennaio 201915:19

– Con un’opera certosina di memoria perduta, la figura del regista Mario Mattoli – un grande del cinema ma forse poco ricordato – viene recuperata e disvelata.
Ci ha pensato Franco Longobardi, attore e regista a sua volta, con Lorenzo Bassi, a realizzare il docufilm ‘MATTOLISSIMO Il Cinema Sono io!’. La pellicola sarà proiettata domenica 27 gennaio al Mic, la Fondazione cineteca italiana), a Milano. In 84 minuti il lavoro di Mattoli (Il pirata sono io!, Miseria e nobiltà, Signori si nasce) viene ripercorso non solo come uno dei principali artefici del mito intramontabile di Totò, avendolo diretto più volte di chiunque altro, ma come padre del moderno cinema comico. Divi come Sordi, Sophia Loren, Tognazzi, De Sica, Fabrizi, Franchi e Ingrassia, Anna Magnani e appunto Totò, nonché autori come Federico Fellini, Steno, Garinei e Giovannini, devono a lui l’esordio o la prima opportunità di successo.
Oscar senza presentatoreRivelazione Variety,nessun candidato. Escluso ritorno Kevin Hart

NEW YORK09 gennaio 201919:10

– Per la prima volta in quasi 30 anni la prossima cerimonia degli Oscar sarà senza un presentatore. Lo rivela Variety dopo il no secco di Kevin Hart ad un suo possibile ritorno e all’orizzonte nessun candidato idoneo per la notte più importante del cinema.
Salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, con una star che decide di presentare la cerimonia, la produzione della 91ma edizione degli Oscar che si terrà a Los Angeles il prossimo 24 febbraio sta pensando di selezionare diverse celebrità per introdurre i vari segmenti invece di un singolo nome di richiamo che da’ il via alla cerimonia con un monologo pieno di battute su Trump.
Mujica e Tupamaros, gli anni bui UruguayIn sala il film di Brechner su torture della dittatura militare

09 gennaio 201919:38

‘Una notte di 12 anni’, scritto e diretto da Alvaro Brechner (Bad Day To Go Fishing, Mr. Kaplan), ti fa apprezzare anche il più piccolo piacere, anche la semplice bellezza della fiamma di un fiammifero. Il fatto è che il film, in sala da domani con la Warner, racconta senza alcuna concessione, l’orrore di una tortura e di una prigionia durata appunto 12 anni. Siamo nel settembre del 1973. L’Uruguay è da un anno sotto il controllo di una dittatura militare che ha represso il movimento di guerriglia dei Tupamaros.In una notte d’autunno, come si vede a inizio film, nove prigionieri Tupamaros vengono portati via dalle loro celle nell’ambito di un’operazione militare segreta che durerà ben dodici anni. Un’operazione in cui i tre Tupamaros seguiti nel film (esattamente Jose “Pepe” Mujica poi diventato amatissimo Presidente della nazione, Mauricio Rosencof, scrittore e poeta di fama, ed Eleuterio Fernandez Huidobro, ex Ministro della difesa di cui il regista ha raccolto le testimonianze), verranno spostati in diverse caserme, umiliati con ogni forma di tortura e assoggettati, come in un macabro demoniaco esperimento, a una nuova forma di operazione esistenziale per minare ogni loro resistenza psicologica. L’intento dell’esercito d’altronde era chiaro: “Visto che non possiamo ammazzarli, li condurremo alla pazzia.”Incappucciati, legati, in silenzio, privati delle necessità fondamentali, denutriti, i tre uomini saranno ridotti così ai minimi termini fino alla loro finale liberazione. “Che cosa resta di un uomo dopo che e stato spogliato di tutto? Isolato, fuori dal tempo, privato di qualsiasi stimolo, senza punti di riferimento a cui potersi aggrappare, i suoi stessi sensi incominciano a tradirlo. Ma qualcosa e radicato dentro di lui, qualcosa che nessuno puo’ portargli via: la sua immaginazione – così oggi a Roma il regista – Il progetto ha richiesto un lungo lavoro di ricerca e preparazione, durato oltre quattro anni in cui ho intervistato testimoni, storici, vittime e militari”. E ancora il regista di questo film molto bello e duro – già passato alla 75/ma edizione del Festival di Venezia nella sezione Orizzonti -:”Non volevo fare un prison-movie, ma una meticolosa ricostruzione storica degli eventi e soprattutto un percorso estetico e sensoriale, tale da consentire al pubblico di toccare da vicino l’esperienza di come si possa sopravvivere a una tale lotta interiore”.        [print-me title=”STAMPA”]

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